26 Aprile 2026

Arte, Bibbia e i “misteri” della vita di Gesù: il nuovo libro di monsignor Lonardo

La Deposizione di Caravaggio a Santa Maria in Vallicella

Per presentare la figura di Cristo a coloro che muovono i primi passi nella fede, la Chiesa ha scelto, fin dalle origini, la via dei “misteri” della vita di Gesù, ossia i momenti in cui si rivela: dall’annunciazione alla nascita, dalle nozze di Cana alla resurrezione di Lazzaro. E lo ha fatto attraverso l’arte, grazie agli affreschi e dipinti esposti negli edifici sacri nel corso dei secoli. Indaga questo rapporto tra Bibbia, liturgia e immagini il volume “La Parola si è fatta carne, non libro. I ‘misteri’ della vita di Gesù tra Scrittura, liturgia e arte”, di Andrea Lonardo e Livia Mugavero, edito da San Paolo e uscito a novembre dello scorso anno.

Il testo verrà presentato ufficialmente venerdì alle 18.30 nella parrocchia di San Tommaso Moro, in occasione della Domenica della Parola; interverranno, oltre a monsignor Lonardo, monsignor Pasquale Iacobone, segretario della Pontificia Commissione per l’archeologia sacra; e don Andrea Cavallini, direttore Ufficio Catechistico. Per l’occasione saranno esposte le foto del ciclo dei misteri di Gesù della Chiesa Nuova: dodici tele fotografate da Bruno Brunelli, in modo da illustrare concretamente ciò di cui si parla.

«Il Papa ha voluto la Domenica della Parola perché la Bibbia non sia solo un libro per gli specialisti e per i colti, ma sia un libro per il popolo di Dio, accessibile facilmente – spiega monsignor Lonardo –. Il testo sottolinea che nella storia la Chiesa ha elaborato per questo i “misteri” di Cristo, cioè la modalità tipicamente ecclesiale di conoscere e amare Gesù. I brani biblici convergono quindi sui singoli eventi: l’annunciazione, il cieco nato, la samaritana… Il libro riflette sul fatto che è la liturgia che insegna a leggere la Bibbia e nella liturgia sono emersi i momenti chiave della vita di Gesù che tutti debbono conoscere. Anche il catechismo presenta in questo modo Gesù ai “principianti”, a chi si accosta all’iniziazione cristiana. Questi misteri sono stati rappresentati più volte nell’arte».

21 gennaio 2020

Arte e fede, itinerario nelle chiese di Roma

Roma è una città che parla della fede attraverso la bellezza. Ogni chiesa, ogni affresco, ogni scultura racconta un frammento di Vangelo. Da qui nasce la collaborazione tra l’Ufficio per la catechesi e l’Ufficio per la cultura della diocesi di Roma, che propongono un itinerario per appropriarsi del linguaggio delle immagini, a partire dall’esperienza maturata nell’Urbe nei secoli.

Si chiama “I fondamenti della fede nell’arte delle chiese di Roma – La fede è semplice” il percorso che prenderà il via il prossimo sabato 18 ottobre, dalle 9.45 alle 12. Questo primo appuntamento si terrà al monastero dei Santi Quattro Coronati, e vedrà la partecipazione di don Manrico Accoto e di don Andrea Lonardo, direttori dei due uffici diocesani promotori dell’iniziativa.

Seguiranno altri incontri, sempre con orario dalle 9.45 alle 12: sabato 13 dicembre, nella chiesa di Santi Cosma e Damiano; sabato 28 febbraio 2026, nella parrocchia di Santi Fabiano e Venanzio; sabato 18 aprile, a Santa Maria in Vallicella (Chiesa nuova).

16 ottobre 2025

Arrivano le reliquie di sant’Antonio di Padova

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Giovedì 13 febbraio arriveranno nella parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria a piazza Asti le reliquie di sant’Antonio di Padova e lì rimarranno per la venerazione dei fedeli fino a domenica 16 febbraio. L’iniziativa si svolge in occasione dell’Anno Antoniano parrocchiale che sta celebrando gli 830 anni dalla nascita di sant’Antonio di Padova (1195 – 2025) e sta preparando la comunità a celebrare il 60° anniversario di consacrazione della Chiesa parrocchiale (1965 – 2025).

In programma, tra i vari appuntamenti, ricordiamo quelli di giovedì alle 19, con la Messa presieduta dal vescovo Dario Gervasi, segretario del Dicastero dei Laici, la Famiglia e la Vita; venerdì 14 alle 19 la Messa con benedizione delle coppie di fidanzati celebrata dal superiore generale dei Rogazionisti, padre Bruno Rampazzo, a cui seguirà il concerto in onore di sant’Antonio tenuto dalla Corale “Cantabo gaudium”. Ancora, il 15 alle 19 la solenne concelebrazione con padre Juan Isidro Aldana, rettore della basilica di Sant’Antonio a Via Merulana che culminerà con la solenne processione per le vie del quartiere.

Domenica 16, a mezzogiorno, presiederà la solenne concelebrazione eucaristica il vescovo Paolo Ricciardi; alle ore 17.30 padre Giovanni Milani, responsabile della peregrinatio delle reliquie di Sant’Antonio e alle ore 19 il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi. Saranno sempre a disposizione dei sacerdoti per le confessioni. La peregrinatio si concluderà con la veglia di saluto alle reliquie, che inizierà alle ore 21.

Al termine delle Sante Messe di sabato pomeriggio e di domenica sarà benedetto il “pane di sant’Antonio”, quale segno dell’attenzione che ciascuno di noi è invitato ad avere verso gli ultimi ed i poveri. In particolare la parrocchia ha avviato in questo anno giubilare, la ristrutturazione del dormitorio Caritas parrocchiale proprio per cercare di rispondere alla vera emergenza sociale della Città di Roma, quella abitativa e alle tante situazioni di necessità che ogni giorno si presentano.

A distanza di una settimana, un altro grande evento sarà celebrato in parrocchia: un Simposio Teologico Antoniano, organizzato in collaborazione con la Pontificia Università Antonianum che si svolgerà nei pomeriggi dal 20 al 22 febbraio.

7 febbraio 2025

Arriva a Roma la mostra sui martiri d’Algeria

Una scena del film "Uomini di Dio"

Dopo l’annuncio della visita del Papa in Algeria, approda anche a Roma la mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria”, realizzata da Oasis – Fondazione internazionale nata nel 2004 per iniziativa del cardinale Angelo Scola con l’obiettivo di favorire la conoscenza tra cristiani e musulmani e creare spazi di dialogo – e da Libreria Editrice Vaticana, con il patrocinio della diocesi di Roma. L’esposizione sarà allestita dal 10 al 24 marzo nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, davanti alla Fontana di Trevi.

Il 21 marzo è previsto un evento speciale, con la presentazione del cardinal Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, e da padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e dell’Ufficio per la cooperazione missionaria del Vicariato di Roma, che conobbe personalmente i sette monaci di Tibhirine. L’incontro sarà introdotto dal giornalista François Vayne, nato in Algeria, autore del libro “Tibhirine vive” (LEV) insieme a Thomas Georgeon.

La mostra, che è stata presentata al Meeting di Rimini nell’agosto del 2025 e che in quell’occasione fu visitata da più di 15mila persone, è composta da pannelli con testi e foto, che ricostruiscono la vicenda di 19 religiose e religiosi uccisi in Algeria 30 anni fa nel corso del conflitto che oppose le forze armate algerine e gruppi armati islamisti. Il rapimento e il massacro dei monaci di Tibhirine sono arrivati alla ribalta delle cronache grazie al film “Uomini di Dio” (2010) di Xavier Beauvois. Il decennio nero algerino dal 1992 al 2002 provocò 150.000 vittime. I diciannove martiri cristiani furono proclamati beati nel 2018 per volontà di Papa Francesco. La mostra cade nel trentennale della morte dei monaci di Tibhirine e del vescovo di Orano, il domenicano francese Pierre Claverie, rimasto ucciso con l’amico musulmano Mohamed Bouchiki.

Il percorso-itinerario comprende interviste e testimonianze raccolte a Roma, Parigi, in Normandia, a Lione, a Tunisi, Orano e Algeri e può bene introdurre alla visita che Papa Leone XIV compirà in Algeria nella prima tappa del suo viaggio africano, il prossimo 13 aprile. Resterà aperta da martedì a giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Mentre il venerdì, sabato e domenica l’orario sarà dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21. I visitatori potranno percorrere un itinerario fra i pannelli ascoltando una guida sonora grazie ad una speciale app, realizzata dalla azienda specializzata Whisper in 4 lingue: italiano, inglese, spagnolo e francese.

A Roma l’allestimento di Chiamati due volte è avvenuto col sostegno di Banco del Fucino. La mostra e le attività di diffusione sul territorio nazionale e internazionale sono realizzate grazie al sostegno della Fondazione Cariplo.

5 marzo 2026

Arnaldo Canepa è venerabile

Grande gioia fra i catechisti e i soci del Centro Oratori Romani per l’autorizzazione concessa dal Santo Padre Francesco alla promulgazione del Decreto, ad opera del Dicastero per le Cause dei Santi, sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio di Arnaldo Canepa; Il fondatore del Cor diviene così Venerabile. La notizia giunge a conclusione di un lungo iter, prima nella Diocesi di Roma e successivamente in Vaticano, cominciato esattamente 30 anni fa con l’editto del cardinale vicario Camillo Ruini che avviò la causa di canonizzazione. Tale passaggio riconosce come questo catechista, laico, romano abbia esercitato in modo “eroico” le virtù cristiane.

«La Chiesa indica l’esistenza terrena di Arnaldo Canepa come un passaggio luminoso della storia – ha commentato il presidente del Cor David Lo Bascio –. Non a caso la sua vita ancora risplende come esempio per chi si spende “eroicamente” nel servizio dei più piccoli. Noi catechisti di Oratorio siamo grati al Signore per essere stati raggiunti – chissà per quale disegno della Provvidenza – da questa testimonianza di fede, di annuncio, di carità e rendiamo omaggio al laico Arnaldo Canepa e alle sue virtù, consapevoli di come il nostro presente necessiti con urgenza di figure laicali capaci di coraggio, di costanza e di un cuore buono che le renda credibili. La figura di Arnaldo Canepa, finora forse troppo circoscritta all’esperienza del Cor, diviene oggi dono per l’intera comunità diocesana come modello originale di laico e catechista e proposta alla città di Roma, affinché il mondo veda ancora come Dio lo ha amato tramite se stesso e i suoi testimoni».

Canepa dedicò oltre quaranta anni della sua esistenza alla fondazione e direzione di oratori per bambini e ragazzi, individuando profeticamente nei giovani e negli adolescenti i catechisti più adatti a questa missione. Per loro rinunziò alle sue attività professionali privandosi gradualmente di tutti i suoi averi e scegliendo di vivere in francescana povertà fino alla morte in una clinica romana. Dopo la sua conversione nel maggio del 1921 e con l’apertura del suo primo oratorio festivo presso la parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio, a Roma nel 1931, Canepa diede avvio ad un’opera che lo porterà nel 1945 a fondare l’associazione “Centro Oratori Romani” che dopo quasi 80 anni ne porta ancora avanti il carisma e il metodo educativo.

22 maggio 2023

Aria di famiglia a Santa Maria della Perseveranza

Già dall’ingresso si respira aria di famiglia. I biglietti da visita sono due: uno striscione con il logo dell’Anno Santo e un altro con una scritta in rosso a caratteri cubitali: «Volemose bene». È la frase che i ragazzi e le ragazze dell’oratorio hanno deciso di lasciare come benvenuto sulla rampa della parrocchia di Santa Maria della Perseveranza, in via della Pisana. Le parole di san Giovanni Paolo II sono un monito silenzioso. Strappano un sorriso a tutti. Anche il cardinale vicario Baldo Reina, che venerdì si è recato nella chiesa per la visita pastorale, ha potuto ammirare il lavoro realizzato dai giovani. Proprio loro lo hanno accolto al suo arrivo. Una sorpresa preparata ad hoc. Nel pomeriggio, il porporato ha incontrato anche i bambini con disabilità ricoverati al San Raffaele, ospedale a due passi dalla parrocchia.

«È un gruppo molto vivo, che si è maggiormente rafforzato dopo il Giubileo degli adolescenti – racconta don Ivan Dario Rivera Cuadrado, il parroco, bocconista, riferendosi ai ragazzi e alle ragazze dell’oratorio –. Alcuni di loro, in quell’occasione, hanno raccontato la propria esperienza ad altri coetanei e li hanno convinti a partecipare ai nostri incontri». Ma la pastorale giovanile è solo uno dei tanti punti di forza della parrocchia. Una comunità che è immersa in un contesto particolarmente multietnico. «Ci sono molte persone che vengono dalle Filippine, dall’India e dall’Est Europa – sottolinea il sacerdote –. C’è un bel clima di condivisione. Partecipano tutti alle stesse Messe».

Il collante è la grande attenzione all’aspetto spirituale. «Ogni giovedì organizziamo l’adorazione eucaristica – aggiunge il parroco –. Per quanto riguarda invece il catechismo, dall’anno scorso è emersa l’esigenza di trasmettere la fede in maniera più attiva, in particolare attraverso il gioco e le uscite alle quali possono partecipare pure i genitori». Al centro dell’impegno parrocchiale c’è però soprattutto la carità, attraverso l’associazione “Boccone del povero”, che si prende cura delle famiglie in difficoltà del territorio. «Due o tre volte all’anno – racconta don Ivan – chiediamo alla comunità di partecipare a una raccolta di generi alimentari». Tra i problemi più diffusi, la mancanza di lavoro, i contratti a nero, la solitudine degli anziani e anche qualche caso di tossicodipendenza. Senza dimenticare, aggiunge il sacerdote, «la povertà evangelica».

«Come parrocchia – sottolinea – siamo chiamati ad andare incontro a queste fragilità, affidandoci a Maria, che ci aiuta a perseverare nella quotidianità della nostra vita». Un servizio che Paolo porta avanti da sette anni come ministro straordinario della Comunione e come catechista dei catecumeni. Tante le storie di dolore e di speranza che si porta nel cuore. Tra tutte, quella di una signora malata di Sla che assiste attualmente. «L’ho conosciuta quando ancora riusciva a camminare – racconta – . Adesso purtroppo è allettata e a malapena riesce a parlare. La sua fede però è incrollabile. Da casa sua non si esce con la tristezza, ma con la gioia nel cuore. Per me è un punto di riferimento spirituale. È una parte viva della parrocchia». (di Giuseppe Muolo da Roma Sette)

25 maggio 2025

Apre una struttura per ex detenute

Cinque appartamenti per sedici posti letto, in una palazzina completamente ristrutturata, dotata di pannelli fotovoltaici, nel quartiere Gianicolense. Si presenta così il Villino La Palma, voluto dalla diocesi di Roma tramite l’Opera Ronconi – Pennesi, dove vengono accolte donne in misure alternative al carcere o che hanno già scontato la pena. L’inaugurazione ufficiale ci sarà martedì 9 dicembre, con il cardinale vicario Baldo Reina che benedirà i locali rinnovati dopo la ristrutturazione. La struttura è già operativa, seguita da operatori e volontari appositamente formati, che hanno frequentato, lo scorso anno, il corso proposto dal Servizio diocesano per la pastorale carceraria.

La casa, per le donne che qui vengono accolte, rappresenta un tassello fondamentale nel cammino di rinascita personale e sociale, ma non basta. «Il senso della pastorale carceraria è proprio questo – spiega Chiara D’Onofrio, del Servizio diocesano –, cioè occuparsi non solo di chi è in carcere, ma anche di chi è fuori. Non abbiamo a che fare con detenuti, ma con persone, per le quali la detenzione è soltanto una tappa. Affinché possano intraprendere un vero percorso di rinascita personale, è fondamentale garantire loro un accompagnamento all’esterno».

Il Villino La Palma, allora, non sono soltanto quattro mura, un rifugio sicuro senza sbarre alle finestre, ma un punto da cui ripartire. «Noi cerchiamo di affiancare e sostenere queste donne a reinserirsi nella società – prosegue D’Onofrio – e nello stesso tempo di sensibilizzare e supportare la società, e in particolare la comunità ecclesiale, ad avere uno stile di accoglienza e cura verso questi fratelli e sorelle. In questo senso è importante il radicamento nel territorio, e collaborare in rete, ci si fa del bene reciproco». Importante dunque anche la dimensione ecclesiale: «La cosa bella di quest’Opera per cui rendere grazie è che è frutto di una sinergia fra molti. E ora che siamo alle porte di questo inizio, fra gli altri, credo importante ringraziare ancora una volta “don Ben” (il vescovo Ambarus, ndr) che, come responsabile della Pastorale carceraria, si era adoperato perché tutto potesse avviarsi per il bene di tanti».

5 dicembre 2025

Apre l’incontro “Mater et Caput” nella basilica di San Giovanni in Laterano per il ciclo “Ascoltando i maestri”

Apre l’incontro “Mater et Caput” nella basilica di San Giovanni in Laterano per il ciclo “Ascoltando i maestri”

Apre il Corso di Formazione su Matrimonio e Famiglia

Nella Basilica Lateranense apre il Corso di Formazione su Matrimonio e Famiglia per parroci, diaconi permanenti, sposi e operatori della pastorale familiare promosso dalla Diocesi di Roma e dalla Rota Romana.

Apre il corso di formazione missionaria 2026 organizzato del centro missionario Diocesano di Roma

Apre il corso di formazione missionaria 2026 organizzato del centro missionario Diocesano di Roma

Apre Giocamondo, uno spazio per i bimbi a via delle Zoccolette

Dal prossimo 21 ottobre, la Scuola di Italiano per stranieri della Caritas di Roma apre “Giocamondo”, un nuovo servizio che si rivolge alle mamme e ai papà stranieri che vorrebbero apprendere l’italiano ma che non riescono a frequentare la scuola perché sono impegnati nella cura di bambini piccoli.

Allestito grazie al progetto “Be.Bi Benessere per i Bimbi”, finanziato dall’Impresa Sociale Con i Bambini, Giocamondo è uno spazio a misura di bambino che permette ai genitori che si iscrivono a scuola di italiano di portare con sé i figli per affidarli a personale dedicato.

Mentre i genitori saranno impegnati nelle lezioni, i bambini potranno divertirsi con attività ludico educative che mirano a stimolare la fantasia e le abilità, come l’uso dei colori, il gioco libero, laboratori psico-motori, etc. in un contesto allegro, colorato e sicuro.

Lo spazio Giocamondo sarà aperto la mattina dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12:30 presso la Scuola di italiano della Caritas di Roma, in via delle Zoccolette 17, e accoglierà bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, figli di studenti iscritti alla scuola.

Per informazioni: area.immigrati@caritasroma.it; 06.88815324; 06.88815300.

16 ottobre 2019

Appuntamento per le famiglie a Santa Maria Maggiore

Appuntamento domenica 29 maggio, alle ore 17.30, nella basilica di Santa Maria Maggiore, per tutte le famiglie di Roma, per un pomeriggio dal tema “In cammino verso il X Incontro mondiale delle famiglie”. Previsti benvenuto e animazione dell’Azione cattolica di Roma; quindi, alle 18, la Messa presieduta dal vescovo Dario Gervasi, delegato per la pastorale familiare nella diocesi. In conclusione la preghiera di affidamento a Maria Salus Populi Romani.

 

24 maggio 2022

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