28 Aprile 2026

Ai Santi Antonio e Annibale Maria la festa di san Francesco di Paola

Mercoledì 5 maggio si svolgerà a Roma una festa in onore san Francesco di Paola. Il santo taumaturgo paolano, patrono della Calabria e della gente di mare italiana, è conosciuto in tutto il mondo per i miracoli compiuti e viene inoltre invocato in particolare contro gli incendi, le sterilità e le epidemie. L’appuntamento é presso la parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria in piazza Asti n.10, dove alle ore 19 inizierà la Santa Messa solenne presieduta dal vescovo ausiliare Benoni Ambarus, delegato per la Carità.

Seguirà un momento di meditazione sul tema “San Francesco, modello di carità” guidato dai Frati Minimi, che si concluderà con l’Atto di affidamento dei Calabresi e dei devoti a Roma e nel mondo. Dalle ore 18:00 inoltre i sacerdoti saranno a disposizione per le confessioni. Siamo tutti invitati a partecipare a questo evento, che si svolgerà nel pieno rispetto delle normative in vigore. É un’occasione propizia per conoscere un grande Santo, il cui messaggio é molto attuale.

4 maggio 2021

Ai Santi Antonio e Annibale Maria la fanfara per Santa Cecilia

Una serata di musica e preghiera, domani 22 novembre, nella parrocchia romana dei Santi Antonio e Annibale Maria. Alle 20.30 ci sarà il “Gran Concerto della Polizia di Stato”.

In occasione della festa di Santa Cecilia, patrona dei musicisti, alle ore 19 il cappellano della Polizia di Stato don Angelo Oddi presiederà la Santa Messa alla quale prenderanno parte oltre ai membri della Fanfara della Polizia di Stato anche tutti i cori parrocchiali ed i musicisti che lo desiderano; a loro sarà dedicata una speciale benedizione dopo l’omelia.

Successivamente alle ore 20.30 inizierà il concerto tenuto dalla Fanfara diretta dal maestro Massimiliano Profili. Il complesso musicale è nato sul finire degli anni ’80 ed inizialmente si esibiva prevalentemente a cavallo. Prende parte alle più importanti manifestazioni al livello nazionale come la parata del 2 giugno. Attualmente è composta da circa 50 elementi.

Ai Santi Ambrogio e Carlo al Corso riflessione attraverso la poesia

La ricorrenza liturgica della Domenica del Buon Pastore, la felice memoria del secondo centenario dell’ordinazione sacerdotale del Beato Aantonio Rosmini, il prestigioso contesto della Giornata Mondiale del Libro, giunta alla sua venticinquesima edizione e patrocinata dall’Unesco. Sono queste le circostanze che hanno portato a organizzare “Infirmitas et Caritas. Meditare attraverso la poesia”: un pomeriggio di musica, poesia e riflessione nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, in programma sabato 24 aprile alle ore 16. L’appuntamento è promosso dai padri Rosminiani della basilica, in collaborazione con il Collegio Missionario “Antonio Rosmini” di Roma e con il sostegno di padre Vito Nardin, superiore generale dell’Istituto della Carità.

Interverrà il professor Rocco Pezzimenti, su “Fede e poesia per la cura della Persona”. Prevista la lettura di poesie e intermezzi musicali a cura del maestro Josep Solè Coll, primo organista della basilica di San Pietro.

«L’evento – spiegano i padri Rosminiani – intende essere un’esperienza pilota di formazione giovanile, da allargare auspicabilmente in futuro a studenti universitari e docenti di Roma, di ogni ordine e grado. Il sogno nel cassetto è la realizzazione, già in corso di elaborazione, del progetto di un Istituto di Studi e Alta Formazione ispirato al pensiero del Beato Antonio Rosmini, che ci piacerebbe intitolare a san Giovanni Paolo II».

20 aprile 2021

Ai fidei donum gli auguri di Natale del cardinale De Donatis

Il presepe allestito a San Giovanni in Laterano

«Anche quest’anno in prossimità del Santo Natale voglio farti giungere un cordiale e sincero augurio di ogni bene nel Signore». Il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive, come ormai tradizione, ai sacerdoti fidei donum in occasione delle festività natalizie. E si sofferma, sulla scia delle parole pronunciate da Papa Francesco a Greccio, sul significato del presepe.

«Le bellissime parole» pronunciate dal Santo Padre, commenta il cardinale, «illuminano la nostra attesa in questo tempo di Avvento e ci ricordano come il presepe fa parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede. È mio desiderio che la gioia e la pace che vengono dall’Emanuele riempiano la tua vita a servizio della Chiesa».

Poi un pensiero per i bisognosi, ricordando il quarantesimo anniversario della Caritas di Roma celebrato lo scorso 11 ottobre nella basilica di San Giovanni in Laterano. «Sogno in questo Natale – scrive il cardinale De Donatis – che nelle nostre comunità i poveri diventino sempre più, materialmente, il centro delle nostre assemblee liturgiche, siano messi nelle condizioni non solo di essere assistiti ma ascoltati, accolti, riconosciuti nella loro piena dignità di persona».

«Chiediamo al Signore che viene a visitarci – conclude – la grazia di saperci accogliere gli uni gli altri per diventare così un dono reciproco. La Vergine Madre ci guidi e ci protegga nell’affrontare con gioia il compito sublime della vita».

Leggi il testo completo della lettera

11 dicembre 2019

Aggregazioni laicali e cammino sinodale, incontro il 19 a Campitelli

Foto di Cristian Gennari

Sarà un prezioso momento di ascolto e dialogo per condividere le modalità attraverso cui le realtà laicali stanno incontrando le persone lontane dall’esperienza di fede, quello di sabato 19 febbraio, alle ore 10.30. Nella “Sala Baldini” della chiesa di Santa Maria in Campitelli (piazza di Campitelli, 9) si terrà infatti un nuovo incontro della Consulta delle aggregazioni laicali sul percorso sinodale della diocesi di Roma. L’appuntamento, che sarà guidato dal vescovo Paolo Salvadagi, ausiliare per il settore Ovest e delegato per la Pastorale d’ambiente, e da padre Davide Carbonaro, referente per il cammino sinodale per la diocesi di Roma, vedrà anche la partecipazione di monsignor Francesco Pesce, delegato diocesano per la Consulta, e Lidia Borzì, segretaria per la Consulta.

«In questo tempo di “cammino sinodale” – riflette padre Carbonaro – è necessario ridirci la forza del dono che abbiamo ricevuto. E questo non basta professarlo dentro gruppi, movimenti e realtà ecclesiali. Occorre che si compia un passo verso chi vive la nostra stessa quotidianità, le nostre stesse fatiche e speranze». Verso tutti coloro che sono lontani dalla fede perché, come «Papa Francesco ha chiesto alla Chiesa di Roma», prosegue il referente del cammino sinodale diocesano, si tratta di «uscire dalle nostre realtà ricche di tanti doni ed essere testimoni attrattivi per quanti vivono nella nostra città».

14 febbraio 2022

Afghanistan, la lettera della Caritas sull’accoglienza

Di seguito il testo della lettera che la Caritas di Roma ha inviato ai parroci e ai responsabili Caritas della diocesi di Roma.

Carissimi, in questi giorni le drammatiche vicende dell’Afghanistan hanno profondamente scosso le nostre coscienze. Oltre all’indignazione di una campagna militare scriteriata durata vent’anni, costata vite umane e ingenti risorse economiche, vi è la frustrazione di sentirsi impotenti davanti a quanto sta accadendo.

Il ponte aereo organizzato dal Governo, che ha visto l’arrivo in Italia e l’accoglienza di circa tremila cittadini afgani, rappresenta per molti l’occasione di esprimere solidarietà a questo popolo martoriato.

Stiamo seguendo costantemente l’evolversi della situazione, in contatto con le Istituzioni pubbliche e altri interlocutori a livello locale, in modo particolare la Prefettura di Roma.

Sollecitati anche da numerose richieste che ci sono giunte dalle comunità parrocchiali vorremmo condividere alcune informazioni che ci sembrano necessarie in queste fasi così convulse.

Sono circa mille i cittadini afgani accolti nella Regione Lazio: la metà circa nei comuni della Provincia di Roma. Attualmente sono ospitati negli “Hotel-Covid” predisposti dalla Regione Lazio e coordinati dalle Asl e dalla Protezione civile. La loro permanenza in queste strutture è di circa due settimane, in isolamento fiduciario. Un periodo questo che consentirà alle diverse Autorità di predisporre un piano di accoglienza attraverso la rete SAI (Sistema accoglienza e integrazione) e CAS (Centri di accoglienza straordinaria), strutture che vengono già utilizzare per i richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale giunti nel nostro Paese.

È importante tenere presente che le persone arrivate con i ponti aerei sono collaboratori degli enti governativi e delle Ong italiane presenti in Afghanistan arrivati insieme ai familiari, molti verranno quindi accolti dalle stesse organizzazioni che hanno sponsorizzato il loro arrivo.

Diverse parrocchie e istituti religiosi hanno manifestato la disponibilità ad accogliere questi rifugiati. A tale proposito la Caritas diocesana di Roma è in contatto con la Prefettura di Roma per organizzare queste forme di ospitalità nell’ambito della rete SAI e CAR già esistente.

L’ospitalità dovrà garantire una serie di servizi necessari per il percorso di integrazione (tutela legale, scuola di lingua). Su questo la Caritas ha avviato da sei anni il programma di accoglienza diffusa “Ero forestiero” con dei tutor che supportano le parrocchie all’accoglienza.

È bene tenere presente che l’ospitalità richiesta è principalmente per nuclei familiari e per periodi di almeno sei mesi.
Quanti sono interessati all’accoglienza possono contattare la Segreteria di direzione della Caritas diocesana al numero 0669886424 email: direzione@caritasroma.it.

La solidarietà con il popolo afgano può anche esprimersi con l’accoglienza di immigrati giunti negli anni precedenti e che nel corso del tempo hanno visto mutare il loro status giuridico. Nel Centro Ascolto Stranieri in via delle Zoccolette 17 è attivo uno sportello legale per dare assistenza ai cittadini afgani che desiderano informazioni su ricongiungimenti familiari e per regolarizzare la loro posizione giuridica (informazioni al tel. 0688815300)

Al momento non è possibile prevedere dei Corridori umanitari dall’Afghanistan e dai Paesi limitrofi (Pakistan e Iran) dove, da molti anni, sono sfollati molte famiglie dopo l’avanzata dei talebani. Con Caritas Italiana stiamo chiedendo al Governo la possibilità di attivare corridoi umanitari dai campi di raccolta di Lesbo, in Grecia, e dalla cosiddetta “Rotta balcanica”, dove sono bloccati e vengono respinti alle frontiere migliaia di afgani in fuga.

Oltre ai rifugiati afgani a Roma abbiamo la presenza di centinaia di titolari di protezione internazionale provenienti dall’Africa subsahariana e da altri Paesi in difficoltà che non trovano possibilità di essere accolti e ospitati. Crediamo sia importante sottolineare come, proprio in questo momento in cui è forte la sollecitudine alla solidarietà, non si possano dimenticare questi fratelli che vivono gli stessi drammi e sventure. Sensibilizzare le nostre rispettive comunità su questo più ampio scenario, ci sembra un prezioso servizio che possiamo svolgere.

Nei prossimi giorni, dopo le indicazioni della Prefettura e della Protezione civile, forniremo ulteriori informazioni anche sui possibili prossimi passi da poter eventualmente compiere come comunità cristiana.

2 settembre 2021

Affidarsi allo Spirito, l’invito del cardinale De Donatis al Consiglio dei prefetti

Cosa conservare di questo periodo di chiusure forzate, cosa lasciare e a cosa dare inizio. Sono stati questi i temi principali toccati dal cardinale vicario Angelo De Donatis questa mattina (lunedì 8 giugno), durante il Consiglio dei prefetti. La riunione è iniziata come sempre con la preghiera dell’ora media e si è svolta nella Sala degli Imperatori del Palazzo Apostolico Lateranense; quindi il cardinale ha tenuto la sua relazione davanti al Consiglio episcopale, al Consiglio dei prefetti e ai direttori degli Uffici del Vicariato. Sono poi seguiti sedici interventi di altrettanti sacerdoti e si è conclusa con la preghiera dell’Angelus.

«Non mettiamo da parte l’impegno dell’entrare in relazione con tutti e dell’ascolto contemplativo – ha detto il vicario –, che, come sappiamo, è al centro del cammino diocesano anche del prossimo anno pastorale, 2020-2021. Dalla pandemia del Coronavirus quell’impegno ne esce rafforzato, non indebolito. Tuttavia cerchiamo di interpretare quello che stiamo vivendo e verifichiamo a quali scelte il Signore ci vuole portare, perché a nessuno sfugge che lo Spirito ci ha consegnato un kairòs, un momento opportuno. Come ho scritto nella lettera e nella scheda che ho inviato alle comunità: ci aspetta una nuova partenza, come Noè e la sua famiglia, come gli Israeliti e le loro famiglie, una ripartenza che è un passaggio battesimale, dove qualcosa viene lasciato perché qualcos’altro possa rinascere».

Dopo aver ribadito la necessità di «superare la logica dei piani pastorali e dei convegni» e di farsi invece guidare semplicemente dallo Spirito Santo, «la sorgente e il segreto motore dell’evangelizzazione», il cardinale ha citato diversi messaggi di Papa Francesco, proponendone alcuni brani. «La pandemia – ha riflettuto il porporato – ha avuto l’effetto di disarcionare un cavallo in corsa. Ci ha riportati a noi stessi nella misura in cui ci ha spogliati e consegnati nudi al Signore. E lì, davanti a Lui, fuoco ardente, abbiamo ricompreso cosa significhi che è lo Spirito Santo il soggetto della missione».

«Sono convinto – ha detto ancora – che dobbiamo lasciare una volta per tutte la tentazione di ricorrere al respiratore artificiale invece di confidare nel respiro dello Spirito. Intendo dire che dobbiamo smettere di cercare soluzioni illusorie al problema della trasmissione della fede. Non serve organizzare gli intrattenimenti per portare le persone in chiesa o moltiplicare i servizi per accattivarsi la benevolenza del quartiere, né hanno mai aiutato la causa del Vangelo le battaglie ideologiche o l’acritica conservazione dell’esistente. Occuparsi di pastorale dei bambini e degli anziani è importante, ma non si può non affrontare la fatica del ripensamento dell’evangelizzazione degli adulti e dei giovani. È lo Spirito che suscita quella fede operante nella carità che solo affascina e attira al Signore, per questo il nostro compito e l’unico veramente necessario è presentare al “vivo” il Cristo crocifisso e risorto».

Ancora, il vicario ha invitato ad abbandonare «la paura di buttarci, di incontrare gli altri, di ascoltare, di dialogare, di annunciare il Vangelo nelle situazioni di vita più diverse», consapevoli che «lo Spirito agisce nel mondo, prima di noi e spesso meglio di noi». Ha esortato infine a mettere da parte «ogni accidia e ogni resistenza, per avventurarci nella fatica del discernere, dello scegliere insieme, del collaborare per realizzare cose nuove con coraggio».

Leggi il testo integrale della relazione

Affetto e vicinanza a Papa Francesco

Foto Diocesi di Roma / Gennari

La comunità diocesana di Roma esprime la propria vicinanza al Santo Padre, avendo appreso la notizia del suo ricovero presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli.

Tutto il popolo di Dio che è in Roma si stringe ancor di più al suo Vescovo in questo momento, assicurandogli la preghiera per una pronta guarigione.

14 febbraio 2025

Affetto e preghiera per il Santo Padre dalla comunità diocesana di Roma

Foto Cristian Gennari

La comunità diocesana di Roma è vicina al nostro Vescovo Papa Francesco e gli esprime tutto il suo affetto e la sua devozione filiale in questo momento di malattia. Tutto il popolo santo fedele di Dio che è in Roma, insieme ai cittadini e a tutti gli uomini di buona volontà, con vivo senso di partecipazione e di prossimità al Santo Padre, eleva preghiere e suppliche al Signore perché con l’aiuto della sua grazia, sostenga e consoli il nostro amato Vescovo durante la convalescenza post-operatoria. Da tutta la comunità ecclesiale di Roma, insieme al Cardinale Vicario Angelo De Donatis e al consiglio episcopale, ai parroci, a tutti i vicari e collaboratori parrocchiali, ai religiosi, alle religiose, ai diaconi e ai seminaristi, da tutta la sua comunità romana l’augurio più sincero di una pronta guarigione!

5 luglio 2021

Adotta un seminarista, l’invito del Centro missionario

Sostenere la formazione dei seminaristi, dei novizi e delle novizie delle Chiese di missione. Il Centro missionario della diocesi di Roma invita a fare un gesto di solidarietà in occasione della Quaresima e “adottare a distanza” un seminarista proveniente da un Paese in via di sviluppo. «Le vocazioni sacerdotali – sottolinea il direttore padre Giulio Albanese – delle Chiese di Africa, Asia, America Latina e Oceania provengono in gran parte da contesti economicamente modesti e le famiglie non sono in grado di sostenere le spese della formazione al sacerdozio». A questi giovani manca tutto, dall’acquisto dei libri alle cure mediche.

È allora possibile “adottare” qualcuno di loro, attraverso la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo, che oggi sostiene circa 75.000 giovani che si preparano al sacerdozio in circa 800 seminari del Sud del mondo con donazioni volontarie. L’Opera è l’organismo tramite il quale la Chiesa cattolica sostiene questi aspiranti presbiteri, suore e religiosi; in Italia è rappresentata dalla Fondazione Missio. «L’adozione missionaria – spiegano dall’Opera – si concretizza in una particolare forma di sostegno spirituale e materiale a favore dei seminaristi delle Chiese di missione. Sul piano spirituale consiste nell’accompagnare con la preghiera, fino all’ordinazione sacerdotale, il cammino vocazionale di un seminarista del quale l’Opera provvede a comunicare una volta l’anno l’andamento del percorso formativo. Sul piano materiale consiste nel contribuire economicamente, anche con somme minime secondo le proprie possibilità, alle spese sostenute dai seminari per garantire ai candidati al sacerdozio il necessario percorso scolastico e formativo».

Ecco, allora, l’appello del Centro missionario diocesano: «Vogliamo sentirci chiamati al supporto a distanza di questi giovani che si impegnano nello studio per essere la Chiesa del nostro futuro e possiamo farlo contribuendo anche con importi minimi ad una borsa di studio per un seminarista».

Si possono donare:

– 50 euro/anno: contributo parziale al mantenimento quinquennale di un seminarista: € 250
– 520 euro/anno: totale mantenimento quinquennale di un seminarista: € 2.600
– È possibile fare anche una Borsa di Studio permanente: si attiva donando una sola volta la somma di almeno € 7.750 la cui rendita annuale concorre permanentemente al mantenimento di un seminarista.

Per contribuire:
IBAN: IT79Q0306909606100000010159
Intestato a VICARIATO DI ROMA
causale: “POSPA – adozione parziale/totale/permanente” (a seconda del contributo scelto)

Le offerte raccolte saranno versate alla Fondazione MISSIO – Pontificie Opere Missionarie. Sarà cura del Centro missionario diocesano, al termine di ogni anno, contattare i donatori per aggiornarli dell’andamento del percorso formativo.

Per maggiori informazioni: 06.69886443; cmdroma@diocesidiroma.it

24 febbraio 2026

Adorazione eucaristica prolungata, il percorso dell’Ufficio liturgico

Proseguono gli appuntamenti di riflessione e approfondimento per quanti vivono l’esperienza dell’adorazione eucaristica prolungata, promossi dall’Ufficio liturgico diocesano. Tutti gli incontri si tengono nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore, con inizio alle ore 10. Il prossimo, cioè il secondo, è in programma il 19 febbraio e vedrà la partecipazione di padre Marko Ivan Rupnik, artista e teologo, che parlerà di “L’adorazione eucaristica”.

L’incontro seguente si terrà il 7 maggio, con monsignor Andrea Lonardo su “Eucaristia, evangelizzazione e missione”. Il percorso si concluderà sabato 11 giugno alle ore 10, con la liturgia della Parola e condivisione guidata dal vescovo Paolo Ricciardi, al Santuario della Madonna del Divino Amore.

14 febbraio 2022

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