21 Giugno 2026

A Santa Maria in Trastevere il pranzo di Natale di Sant’Egidio

Il mondo, così come dovrebbe essere: seduti a tavola, felici di stare insieme anche se di diversa origine e con diverse, e spesso difficili, storie alle spalle. È il Natale di Sant’Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere, immagine di ciò che si è vissuto non solo a Roma, ma con la partecipazione di 80mila persone in un centinaio di città in Italia e con 250mila in una settantina di Paesi del mondo. Tavole addobbate a festa, sorrisi, abbracci, regali personalizzati e la serenità di chi si sente in famiglia.

Senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà, rifugiati venuti con i corridoi umanitari, alcuni salvati dal dramma umanitario di Gaza, si sono seduti a tavola con chi ogni giorno dell’anno li aiuta ed è loro amico. Per quasi due ore hanno parlato e fatto festa con il menù della tradizione: lasagne, polpettone, lenticchie e panettone. «In questo Natale nessuno è anonimo ma tutti sono conosciuti, in una famiglia che non dimentica nessuno. Per chi non ha voce, per chi non ha casa, ritrovarsi qui insieme rafforza la speranza ed è il messaggio di pace di cui oggi il mondo ha bisogno», ha detto Andrea Riccardi partecipando al pranzo. Perché, come ha commentato il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, «questa giornata si unisce a tutti i giorni dell’anno in cui Sant’Egidio è accanto a chi è in difficoltà, a chi vive per strada, ma anche a chi viene da lontano e ha bisogno di accoglienza e di integrazione».

Alla fine del pranzo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha portato il saluto della città: «Vi ringrazio per quello che fate non solo oggi ma durante tutto l’anno per una città accogliente, in cui nessuno sia lasciato solo o escluso. Che questo Natale porti la speranza e la pace per i tanti paesi segnati dal flagello della guerra». E il parroco di Santa Maria in Trastevere, don Marco Gnavi, ha presentato alcuni ospiti. Come Sofia, 92 anni: «Partecipo da 30 anni a questo pranzo e posso testimoniare l’amore di questa comunità trasmettendolo a tutti voi». O come il piccolo Nidal, che viene da Gaza e ha imparato a memoria una filastrocca di Gianni Rodari che ripete a tutti con grande convinzione: «Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra, ad esempio la guerra». Presenti anche altre persone che vengono da paesi dominati da conflitti, come il Sudan, la Somalia e l’Afghanistan, ex senza fissa dimora che ora hanno trovato una casa in cui vivere e Anoir, originario del Marocco, che da poco ha ottenuto la cittadinanza italiana, «Insieme – ha concluso don Gnavi – abbiamo festeggiato il Natale ma anche un futuro più felice per tutti, per una città più umana e una vita piena di sogni».

27 dicembre 2025

A Santa Maria in Portico la veglia per la pace di Ac

Gennaio è il mese dedicato alla pace e l’Azione cattolica diocesana torna a proporre la tradizione veglia di preghiera per la pace. “Mattone su mattone” è il titolo dell’appuntamento, che si terrà nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, sabato 22 gennaio alle 20.45.

«Abbiamo pensato di chiamarla così – spiegano dall’Ac – perché il Papa, nel suo Messaggio per giornata mondiale della Pace, individua tre strade per la costruzione di una Pace duratura: il dialogo tra le generazioni, il lavoro e l’istruzione».

Al momento di preghiera interverranno Aboubakar Soumahoro, sindacalista dei braccianti contro il caporalato e fondatore del Movimento degli Invisibili, che porterà la sua testimonianza di vita e di impegno per gli ultimi nel lavoro; e Fatema Qasim, giovane attivista afgana per i diritti delle donne, che racconterà cosa significa aver perso all’improvviso il diritto allo studio per colpa dei talebani.

Il giorno prima, venerdì 21, l’Ac nazionale propone invece un Seminario dell’Istituto di Diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, che avrà luogo dalle 16 alla Pontificia Università Lateranense, e che sarà possibile seguire in diretta sul canale YouTube dell’Azione Cattolica Italiana.

14 gennaio 2022

A Santa Maria in Portico il presidio solidale delle Acli

Il vescovo ausiliare Daniele Libanori

«Quali sono i gesti con i quali accompagnare una profezia che necessariamente si fa denuncia, si fa indicazione profetica del destino dell’uomo? Io credo che questi segni siano quelli della comunione, declinata in tutte le sue forme: nella solidarietà materiale, laddove ci sono delle esigenze alle quali rispondere senza indugio, ma anche soprattutto la carità di concorrere a un pensiero comune per maturare nuove e diverse convinzioni». Lo ha detto questa mattina (venerdì primo maggio) il vescovo ausiliare del settore Centro monsignor Daniele Libanori, che ha presieduto la Messa per i lavoratori nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, concelebrata dal parroco padre Davide Carbonaro e dall’incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale della diocesi di Roma, don Francesco Pesce. Al termine della celebrazione – organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e dalle Acli provinciali di Roma – è stato inaugurato presso la parrocchia un presidio solidale delle Acli, dove raccogliere aiuti alimentari per aiutare tante famiglie in difficoltà, in questo periodo di emergenza economica oltre che sanitaria.

«In occasione della Festa dei lavoratori, le Acli di Roma rivolgono un pensiero colmo di gratitudine a tutti quei lavoratori che con coraggio e abnegazione si stanno prendendo cura del nostro Paese – ha detto la presidente delle Acli di Roma Lidia Borzì –. Ma questo primo maggio non ha il sapere della festa. Sentiamo forte il grido di dolore di chi il lavoro l’ha perso a causa di questa emergenza, avendo sempre fatto i conti con il precariato e le basse tutele e ora si trova fuori dalle misure di sostegno previste; ma pensiamo anche ai lavoratori autonomi e agli artigiani che a causa del coronavirus rischiano di non poter più aprire la saracinesca delle proprie attività. Un grido a cui non possiamo essere sordi».

1 maggio 2020

A Santa Maria in Campitelli incontro di dialogo interreligioso

Sono esponenti di rilevo delle tre grandi religioni monoteiste i relatori del dialogo interreligioso sul “Silenzio di Dio”, in programma a Santa Maria in Campitelli il prossimo 5 ottobre alle ore 18.30, in occasione della presentazione dell’omonimo volume, scritto da monsignor Samuele Sangalli e pubblicato da Rubbettino.

Interverranno padre Davide Carbonaro, parroco e segretario del Centro Studi OMD; Francesca Corrao, rappresentante del rettore della Luiss Guido Carli; Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro Studi interreligiosi della Gregoriana; Abdellah Redouane, segretario generale del Centro Culturale Islamico d’Italia; rav Benedetto Carucci Viterbi, preside delle Scuole Ebraiche di Roma; il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi; monsignor Samuele Sangalli, presidente della Fondazione Sinderesi.

La parrocchia è un luogo significativo per il dialogo interreligioso: situata vicino alla Sinagoga, conserva i preziosi manoscritti del Corano raccolti nel XVII sec. dal grande islamista Ludovico Marracci, sacerdote dei Chierici regolari della Madre di Dio e primo traduttore del testo coranico in latino. Alcuni esemplari dell’Archivio Storico OMD saranno eccezionalmente esposti per questa occasione. L’evento, organizzato da Luiss Guido Carli, Fondazione Sinderesi e Centro Studi OMD è patrocinato dalla Pontificia Università Gregoriana e dal Teresianum, insieme alla Comunità Ebraica di Roma e al Centro Culturale Islamico d’Italia presso la grande Moschea di Roma.

Afferma monsignor Sangalli: «Spero che, in questo momento di ripresa dopo la pandemia, la mia riflessione sul significato spirituale del silenzio di Dio, condivisa da qualificati esponenti dei tre monoteismi, favorisca una più matura interiorizzazione dell’esperienza vissuta e indirizzi sul modello di convivenza umana che ci accingiamo a ridisegnare».

29 settembre 2021

A Santa Maria in Campitelli il mariologo Roggio

«All’inizio del nuovo anno liturgico è la Vergine Maria ad aprire la strada all’incontro con Cristo. L’Avvento è celebrazione della memoria storica della prima venuta del Signore e instancabile attesa del suo ritorno alla fine dei tempi, quando egli verrà con i suoi santi e con Maria, la Tutta Santa». A spiegarlo è padre Davide Carbonaro, parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli, che annuncia così l’iniziativa promossa dal Centro Studi dell’Ordine della Madre di Dio e della parrocchia del centro storico. In occasione del 70 anniversario della proclamazione del dogma dell’Assunzione (1 novembre 1950), presentano infatti: “Maria icona nascosta dell’Avvento”. Il tema sarà trattato dal mariologo padre Gian Matteo Roggio, giovedì 3 dicembre ore 19 presso la Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Campitelli. Al termine della presentazione, l’ensemble della Cappella Musicale di Campitelli eseguirà alcune musiche tratte dal Cantico dei Cantici di Pierluigi da Palestrina. Per le disposizioni ministeriali la presenza sarà contingentata; l’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul canale Facebook della parrocchia @porticocampitelli.

1 dicembre 2020

A Santa Maria in Aquiro la festa della Madonna di Lourdes

La festa liturgica di Nostra Signora di Lourdes segna un momento importante per la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Aquiro, dove è custodito il primo quadro della Madonna di Lourdes esposto in Italia alla venerazione dei fedeli. Dal 2 al 10 febbraio, nella celebrazione delle 18, si svolge la novena che, secondo gli orientamenti del parroco, padre Augusto Bussi Roncalini, ha l’obiettivo di rinnovare nei partecipanti la gioia evangelica della conversione e le energie della speranza e della carità.

L’11 febbraio, oltre la possibilità offerta ai fedeli di venerare la Madre del Signore in tutte le ore della giornata, sono previsti i seguenti momenti significativi: alle 11 la celebrazione eucaristica parrocchiale; alle 16 la liturgia per gli ammalati con l’unzione degli infermi e alle 18.30 la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Amato, titolare della diaconia di Santa Maria in Aquiro.

30 gennaio 2019

A Santa Maria delle Grazie un anno di incontri per mettersi in ascolto

La comunità di Santa Maria delle Grazie al Trionfale si mette “in ascolto del grido della città” – secondo le indicazioni per l’anno pastorale 2019 e 2020 – e lo fa proponendo tre cicli di incontri chiamati “Una famiglia di famiglie”. La prima serie riguarda l’arte dell’ascolto e si chiama “In ascolto del grido di Dio”; si tratta di cinque appuntamenti con don Fabio Rosini, direttore del Servizio diocesano per le vocazioni e ideatore del percorso sui Dieci Comandamenti, in programma tra dicembre e marzo, alle ore 19.30.

“Incontri in famiglia sul lessico amoroso” è la seconda serie di incontri, da novembre ad aprile, che vedranno intervenire relatori quali Sergio Stagnitta, psicologo e psicoterapeuta, l’attore Giovanni Scifoni, il presidente del Forum delle associazioni familiari Gianluigi De Palo, per citarne alcuni.

Infine, cinque incontri di scuola politica, su temi sociali e di attualità, da novembre a marzo. Si parlerà di temi quali “Custodire il creato”, l’8 novembre con padre Augusto Zampini, del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano, e Alessandro Travaglini, dell’Università di Tor Vergata; “Migranti tra diritti e doveri”, il 6 dicembre con padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, e Yvan Sagnet, fondatore NoCap; “Miracolo a Milano?”, il 17 gennaio con il vicesindaco Anna Scavuzzo; “Roma: malata curabile?”, il 7 febbraio con Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, e Roberto Corbella, segretario generale dell’Associazione Per Roma; “Quando la democrazie è a rischio”, il 6 marzo con padre Francesco Occhetta, scrittore de La Civiltà Cattolica.

11 novembre 2019

A Santa Maria delle Grazie due incontri per promuovere il bene comune nell’era digitale

“Custodire i dati, orientare l’intelligenza” è il titolo del ciclo di due incontri, i prossimi 7 e 24 maggio, che sarà ospitato dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie, a Casal Boccone, promosso dalla parrocchia stessa, insieme al comitato di quartiere Antamoro, e co-organizzato dalla Domus Communis Foundation e dall’Aurora International Study Center.
Si tratta di un percorso di dialogo e formazione, dedicato ai temi dell’intelligenza artificiale, della sovranità dei dati e dell’IA sovrana, della programmazione IA basata sui valori, e della centralità della Persona nell’era digitale.

Un’esperienza nata dal territorio e da una comunità parrocchiale che avrà però un respiro internazionale, grazie alla presenza di esponenti della Santa Sede, scienziati, imprenditori internazionali, leader comunitari ed esperti nei campi dell’intelligenza artificiale, dell’etica, della finanza e della pace, che arriveranno a Roma da diverse parti del mondo.
Giovedì 7 maggio l’appuntamento sarà dalle 18 alle 20, sul tema “Formare la persona, custodire i dati”. Tra gli interventi, previsti quelli del cardinale Ángel Fernández Artime, Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; del vescovo Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita; di Antonino Arrigo, segretario generale del Borgo Laudato Si’. Modererà Alessio Pecorario, fondatore e Ceo di Domus Communis Foundation.

Il secondo incontro, domenica 24 maggio, avrà luogo dalle 16 alle 18 e sarà incentrato in particolare su “Orientare l’intelligenza, costruire il bene comune”. Moderato da Enzo Cursio, ambasciatore della Fondazione Pontificia Fratelli Tutti, vedrà gli interventi, tra gli altri, del cardinale Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico già osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, e di James E. Muller, premio Nobel per la Pace nel 1985 quale membro dell’organizzazione Ippnw.

Gli incontri sono a ingresso libero e gratuito

7 maggio 2026

A Santa Maria della Perseveranza relaziona al convegno sul martire Francesco Spoto

A Santa Maria della Perseveranza relaziona al convegno sul martire Francesco Spoto

A Santa Maria dell’Orto la “candelora dei fiumaroli”

Domenica 2 febbraio si rinnova una cerimonia che si risale al Cinquecento, e si perpetua fino ai giorni nostri grazie all’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, il più antico sodalizio mariano ancora attivo a Roma. Nella chiesa di via Anicia 10, infatti, si tiene la cosiddetta “candelora dei fiumaroli”, che vive il suo il suo momento più toccante nella “Benedizione delle Candele” (De Benedictione Candelarum) e nella “Distribuzione dei Ceri Benedetti” ai fedeli (De Distributione Candelarum).

Nella Messa delle 11 il rettore della chiesa trasteverina, don Michele Caiafa, consegnerà infatti i ceri benedetti ai rappresentanti della Regione, di Roma e dei Comuni rivieraschi fino a Fiumicino, delle Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto, le Polizie Locali, le Federazioni sportive, i Circoli remieri, l’Autorità di Bacino, le Associazioni sportive, di protezione civile, culturali e promozione, delle Aziende e di tutti coloro che vivono e amano il fiume Tevere. I confratelli, intanto, distribuiranno ai fedeli le tradizionali candeline votive da riportare e conservare in casa, per accenderle in caso di pericolo e malattia.

«Sono passati quaranta giorni dal Natale e con la Candelora si chiude il periodo delle celebrazioni natalizie ed inizia il cammino di luce verso la Pasqua – osserva don Caiafa –. Ieri era un rito di protezione e propiziatorio per gli equipaggi delle imbarcazioni che navigavano sul Tevere e in mare nel caso di burrasca e di temporali, oggi, ancora di più un momento di fede e di speranza. Comunione e unione per tutti coloro che vivono quotidianamente il fiume per lavoro, sport, passione ed impegno istituzionale. Una luce che rischiara le tenebre dell’errore, della paura e delle angosce che spesso viviamo, mentre tutti noi abbiamo sempre più bisogno di speranza, di amore e di luce».

30 gennaio 2020

A Santa Maria dell’Orto la benedizione dei “quaresimali”

«La IV domenica di Quaresima è denominata dalla liturgia “Domenica Laetare” ovvero della letizia e della gioia. È una pausa di sollievo che spezza l’austero e rigoroso cammino penitenziale della quaresima e ci fa pregustare la gioia e la dolcezza della festa pasquale. Nella nostra chiesa, secondo un’antichissima tradizione, la Domenica “laetare” è caratterizzata dalla benedizione e distribuzione dei “quaresimali” che a Roma sono più comunemente conosciuti col nome di maritozzi. Sono dolci non dolci che rompono l’austerità della quaresima ma non danno ancora la pienezza della dolcezza della Pasqua. Un anticipo appena abbozzato di ciò che sarà con la Risurrezione».

A raccontare l’antica tradizione è don Michele Caiafa, rettore della chiesa di Santa Maria dell’Orto, a Trastevere. Qui domenica prossima, 31 marzo, alle ore 11, il vescovo ausiliare del settore Centro e segretario generale del Vicariato monsignor Gianrico Ruzza presiederà la celebrazione eucaristica, con la tradizionale benedizione e distribuzione dei maritozzi.

28 marzo 2019

A Santa Maria Consolatrice una targa in onore di Benedetto XVI e la sua talare in dono

18 dicembre 2005: Papa Benedetto XVI in visita nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice (foto di Cristian Gennari)

«Questa mia visita a Santa Maria Consolatrice, prima parrocchia romana in cui mi reco da quando il Signore ha voluto chiamarmi ad essere Vescovo di Roma, è per me in un senso molto vero e concreto un ritorno a casa. Mi ricordo molto bene di quel 15 ottobre 1977, quando presi possesso di questa mia chiesa titolare (….). Da allora in poi il nostro reciproco legame è divenuto progressivamente più forte, più profondo. Un legame di affetto e di amicizia, che ha realmente riscaldato il mio cuore e lo riscalda anche oggi». Benedetto XVI pronunciò queste parole il 18 dicembre 2005, in occasione della sua prima visita da pontefice a una parrocchia romana. Si trattava di Santa Maria Consolatrice, nella piazza omonima, a Casal Bertone. Già molte volte vi si era recato in precedenza, poiché ne era cardinale titolare. A ricordare questo speciale legame tra la comunità e il Papa emerito, scomparso il 31 dicembre scorso, sarà una targa commemorativa, che verrà scoperta la prossima domenica 19 marzo. A benedirla sarà monsignor Georg Gänswein, al termine della celebrazione che presiederà nella chiesa parrocchiale, alle ore 10. Monsignor Gänswein, in quell’occasione, consegnerà alla parrocchia anche una talare appartenuta a Benedetto XVI.

«La parrocchia ha un legame affettivo e storico con Papa Benedetto – ricorda il parroco don Luigi Lani –. Sia negli anni in cui è stato cardinale titolare che da Papa, ha sempre mantenuto un rapporto di affetto, anche attraverso numerosi doni che ci ha voluto fare, e che presto troveranno spazio in una stanza che allestiremo come una sorta di museo a lui dedicato. Ci sarà senz’altro la talare che ci verrà donata domenica 19 marzo. Nel giorno di san Giuseppe di diversi anni fa fece recapitare anche un cero votivo da accendere a Maria Consolatrice. Inoltre ci ha regalato un bellissimo calice e una pisside, alcuni libri e pregiate pubblicazioni. Un anno, a Natale, donò una somma per la Caritas parrocchiale. Sono piccoli gesti ma segno di una grande attenzione».

Nella stanza allestita a museo verranno esposte anche le numerose foto che già sono in bella mostra nel corridoio della parrocchia, e che ricordano le tante occasioni in cui il cardinale Ratzinger andava a Santa Maria Consolatrice. «Davvero questa era la sua casa romana – sottolinea il parroco –. Con la fortuna di stare a Roma, da cardinale titolare era spesso qui per le cresime, le processioni, la festa patronale. Talvolta veniva semplicemente a cena. Aveva una grande familiarità con questa comunità, che ha sempre ricordato con affetto e nostalgia. Qui tanti parrocchiani, soprattutto quelli tra i 50 e i 60 anni, lo ricordano attraverso vari episodi. A Natale, ad esempio, veniva e portava i dolcetti della Baviera. Quando celebrava, in sacrestia, si fermava sempre a parlare con i ministranti, chiedendo loro come si chiamavano e informandosi su come andavano a scuola. Tante persone hanno del Papa emerito un ricordo vivo, commosso».

Don Lani all’epoca non era parroco a Casal Bertone, ma anche lui ha incontrato Joseph Ratzinger, quando già era Papa emerito. Un dialogo nei Giardini Vaticani, davanti alla Grotta di Lourdes, che il sacerdote rievoca con commozione. «Fu un momento breve ma intenso, durante il quale mi ribadì che sentiva Santa Maria Consolatrice come la sua casa». Tra fine dicembre e inizio gennaio, numerosi sono stati nella comunità i momenti di preghiera dedicati a Benedetto XVI. «Non appena abbiamo appreso la notizia della sua morte, la mattina del 31 dicembre scorso – ricorda don Lani – abbiamo recitato il Rosario. La chiesa era gremita, nonostante fosse un giorno festivo. In occasione dei funerali abbiamo allestito dei maxischermi nel teatro parrocchiale. La presenza di padre Georg è ancora attestazione di affetto e di preghiera nei confronti di Papa Benedetto, per ringraziare dei doni che ci ha fatto e che continua a fare».

15 marzo 2023

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