23 Aprile 2026

“La sapiente prassi educativa dell’anno liturgico” – Laboratorio Presbiterale ’23-’24 – Uff. Vocazioni

“La sapiente prassi educativa dell’anno liturgico” – Laboratorio Presbiterale ’23-’24 – Uff. Vocazioni

“La Rivoluzione Mondiale”: il corso di formazione missionaria 2026

Padre Giulio Albanese (foto Diocesi di Roma / Gennari)

Nasce dalla collaborazione tra il Centro per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese e la rivista italiana di geopolitica Limes il nuovo corso di formazione missionaria promosso dal Centro Missionario Diocesano della diocesi di Roma, che prenderà il via il prossimo 10 gennaio.

Per l’edizione 2026 il tema scelto è “La Rivoluzione Mondiale”. «Se da un lato ci troviamo di fronte a un disordine che ci rende impotenti – sottolinea il direttore del Centro Missionario, padre Giulio Albanese –, dall’altro, come cristiani, non possiamo restare alla finestra a guardare».

Il percorso formativo si avvarrà del contributo degli esperti della redazione di Limes. «Verremo aiutati nella riflessione da personalità davvero di calibro – prosegue padre Albanese –. Tra queste, Lucio Caracciolo, direttore della rivista che ha fondato nel 1993».

«Sono molto felice di poter partecipare a questo evento per la Diocesi di Roma – afferma Caracciolo –. La nostra rivista ha come missione quella di diffondere nell’opinione pubblica la conoscenza del mondo e dei suoi conflitti, avanzando anche proposte su come possano essere pacificati. L’evento centrale di questa fase storica è la crisi americana: il fattore ordinatore rappresentato per anni dagli Stati Uniti è venuto meno, riaprendo partite che sembravano chiuse e risvegliando ambizioni. Ne derivano conflitti che rischiano di sfuggire al controllo, così come un’opinione pubblica che potrebbe rassegnarsi a vivere in una stagione permanente di guerre».

Il corso prevede cinque incontri, con cadenza mensile da gennaio a maggio, che si terranno il sabato dalle 9 alle 12 presso l’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Il primo appuntamento, aperto dai saluti del cardinale vicario Baldo Reina, è per il 10 gennaio su “Il mondo senza centro”; si prosegue il 7 febbraio con un focus su “L’America in crisi”; mentre il 7 marzo si parlerà di “Le guerre di Israele” e l’11 aprile di “La Cina globale”. Ultimo incontro il 9 maggio, con “La pace è possibile”.

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23 dicembre 2025

“La paternità nel segreto dello Spirito” Terza meditazione su San Giuseppe

Terza meditazione dal titolo “La paternità nel segreto dello Spirito”

“La Parola agli adolescenti”: pronto il sussidio per la Quaresima

La prima lettura prevista ogni domenica; un commento per gli animatori dei gruppi giovanili; una proposta di attività; un segno da fare personalmente o come gruppo; una preghiera; infine una meditazione personale. È articolato secondo questo schema il testo “La Parola agli adolescenti”, messo a punto dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile per i tempi forti dell’anno pastorale. Per la Quaresima è pronto dunque il nono sussidio della serie, dedicato alle prime letture previste per ciascuna domenica.

«Abbiamo realizzato un percorso sui Vangeli delle domeniche dei tempi forti ed ora abbiamo avviato il percorso sulle prime letture delle domeniche di Avvento e di Quaresima – illustra don Antonio Magnotta, direttore del Servizio diocesano –. Ci ha mosso un desiderio: rimettere nelle mani dei ragazzi la Parola. Un ragazzo sa gustare il contatto con la Parola di Dio e, se si abitua ad entrare in contatto con essa, noi avremo dato futuro alla sua sequela del Signore Gesù».

Lo schema proposto naturalmente non è vincolante, e va utilizzato «secondo la modalità che si preferisce – sottolineano ancora dal Servizio diocesano –: o integralmente oppure fornendo ai ragazzi la sola preghiera o la meditazione; l’importante è che non venga trascurato il tentativo di avvicinare, almeno nei tempi forti, la Parola della domenica ai ragazzi».

26 febbraio 2019

“La città giusta”, un libro con i testi di don Luigi Di Liegro

“La città giusta – Scritti su esclusione e comunità” è il titolo del libro che raccoglie testi di don Luigi Di Liegro, a cura di Pierciro Galeone e Alessandro Romelli, con prefazione del cardinale Baldo Reina, edito da Edizioni Lavoro. Voluto dalla Fondazione internazionale don Luigi Di Liegro ETS, verrà presentato terrà il 24 novembre alle 18 presso la Sala Immacolata, Chiostro della basilica dei Santi Apostoli, (accesso da via del Vaccaro, 9). L’incontro sarà moderato da Paolo Conti e vedrà gli interventi del cardinale, di Galeone, Francesco Rutelli e Marco Damilano. L’attore Giulio Scarpati leggerà alcuni brani di don Luigi tratti dal libro.

«Don Luigi Di Liegro ha attraversato per più di quarant’anni la vita di Roma, dalla crescita rapida e confusa del Dopoguerra alla complessa vita urbana dei decenni successivi – sottolineano dalla Fondazione –. Le periferie disordinate e abusive che accoglievano i lavoratori del Sud, e poi l’arrivo dei nuovi immigrati, la crescita meno visibile del disagio psichico e delle solitudini, l’esplodere del terrorismo, il dilagare delle dipendenze. Su ognuno di questi fronti don Luigi ha costruito spazi reali capaci di accogliere i dolori delle persone. Ha tenuto aperte le porte».

Ma dai suoi scritti emerge un’esperienza che oltrepassa il contesto romano. «Le città tutte – spiegano – sono i luoghi dove si concentrano le risorse finanziarie e intellettuali, ma anche dove sono più forti le diseguaglianze, più ampie le condizioni di marginalità sociale, più acuti i conflitti. Non è un problema solo per i più deboli; è la comunità come tale a perdere il suo carattere di spazio inclusivo, di trama di relazioni tra le persone e le generazioni. Se vogliamo capire come essa vada costruita, dobbiamo guardarla con gli occhi degli ultimi. Se regge a quello sguardo saremo sulla buona strada, staremo costruendo la città giusta».

19 novembre 2025

“La Chiesa in ascolto della città”: incontro per giornalisti e comunicatori a Santa Maria in Montesanto

Sarà la basilica di Santa Maria in Montesanto, la “Chiesa degli Artisti” di piazza del Popolo, a ospitare l’incontro “La Chiesa in ascolto della città. Giornalisti e comunicatori nel cammino sinodale”, il prossimo giovedì 19 maggio alle ore 18.30. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma – in collaborazione con l’Associazione Comunicazione e Cultura Paoline nell’ambito della Settimana della Comunicazione e con il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio – in preparazione alla cinquantaseiesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che sarà celebrata il 29 maggio, il cui tema, scelto da Papa Francesco, è “Ascoltare con l’orecchio del cuore”. Durante la serata verrà consegnato il Premio Comunicazione e Cultura Paoline 2022 alla memoria di David Sassoli, giornalista e politico; ritirerà il riconoscimento la moglie Alessandra Vittorini Sassoli, mentre un ricordo dell’ex presidente del Parlamento europeo sarà affidato a Elisa Anzaldo, giornalista del Tg1.

L’incontro sarà aperto da un saluto di monsignor Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma e rettore della Chiesa degli Artisti. Interverranno poi il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma; Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio; Federica Angeli, giornalista de La Repubblica; Roberta Serdoz, caporedattore Tgr Lazio; Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano. Sarà moderatrice Ester Palma, giornalista del Corriere della Sera.

«La nostra comunità ecclesiale – sottolinea monsignor Insero – è impegnata nel cammino sinodale e nella fase importante, delicata e decisiva dell’ascolto. Quindi abbiamo voluto incontrare tutti i giornalisti, in particolare coloro che raccontano la realtà della nostra città, vere e proprie antenne che sanno leggere il territorio e ci aiutano a conoscere situazioni che a noi potrebbero sfuggire. Quella di giovedì 19 maggio non sarà dunque una classica tavola rotonda, ma un tavolo di ascolto sinodale, dove oltre ai relatori presenti potranno intervenire anche altre persone portando la loro esperienza. La comunità diocesana, nella persona del cardinale vicario, si mette in ascolto di coloro che conoscono le sfide, le difficoltà e le potenzialità di una città come la nostra».

Durante l’incontro verrà assegnato il Premio Comunicazione e Cultura Paoline 2022 alla memoria di David Sassoli; a consegnarlo sarà la superiora generale delle Paoline suor Anna Caiazza. Il riconoscimento così recita: «A David Sassoli, di cui ricordiamo e celebriamo la memoria. Nel suo servizio di giornalista e politico ha saputo sempre ascoltare la realtà e le persone “con l’orecchio del cuore”. Ha creduto nell’informazione come veicolo di valori e libertà, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili. Come dice il Santo Padre, “non si comunica se non si è prima ascoltato e non si fa buon giornalismo senza la capacità di ascoltare”». Il Premio Comunicazione e Cultura Paoline è inserito nelle iniziative della Settimana della Comunicazione. Viene conferito, con cadenza annuale a quelle persone o associazioni che si distinguono per aver dato espresso con la vita, con un’opera o una attività, il messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali.

 

 

11 maggio 2022

“La casa di famiglia”, convince l’opera prima di Augusto Fornari

Alex, Oreste, Giacinto e Fanny, quattro fratelli, di fronte al padre in coma da cinque anni, decidono di vendere la bella villa di famiglia in campagna. Ma dopo qualche tempo, in modo del tutto inaspettato, l’uomo riprende conoscenza. Ora il problema è come dirgli che la casa non è più sua… «Le storie di famiglia mi hanno sempre affascinato. Le peripezie di fratelli, sorelle, cugini, nipoti che litigano, partono, si dividono, si odiano, si fanno del bene e del male, hanno avuto da sempre su di me l’effetto dei grandi romanzi d’avventura…». Così Augusto Fornari introduce questa sua opera prima, La casa di famiglia, alla quale arriva dopo un quindicennio di attività come attore con film come Il principe abusivo di Alessandro Siani (2015); Gli ultimi saranno gli ultimi di Massimiliano Bruno (2016); Torno indietro e cambio vita di Carlo Vanzina (2016).

L’approccio è giusto e positivo, lo svolgimento corre lungo binari tranquilli, animati da improvvisi sussulti, battibecchi, scontri, spia di pregressi disaccordi appartenenti all’età della giovinezza. In effetti i quattro fratelli esprimono caratteristiche differenti che producono anche reazioni talvolta opposte e distinte. Il padre (quando guarisce) si posiziona tra loro con sfumature ancora più sfaccettate, tali da non riuscire a ricomporre una unità tra loro. Nel finale forse tutto si aggiusta (non diremo come), cedendo il posto ad un’imprevista pacificazione.

«La famiglia – prosegue Fornari – è il luogo da dove veniamo, dove ci formiamo e, cosa più importante, quello che diventiamo. Nessuno può dire di aver compiuto un passo verso la conoscenza di se stesso se non ha ben sondato gli intricati meccanismi dei rapporti familiari». Il copione corre con serenità verso la meta, il più delle volte mantenendo un passo fragile e dolce, diviso tra risate, pianto, commozione, gioia.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=14&v=G6k7ASRbHnA

Funzionano i molti imbarazzi che i fratelli devono escogitare quando il padre sembra vicino a scoprire la verità e viene ogni volta rimandato indietro all’ultimo momento. Nell’andare avanti il confronto tra il padre e i figli si fa più serrato e incalzante, pur senza raggiungere toni dispersivi o frammentari. Si resta sempre all’interno della commedia, che in questa occasione si propone più che mai come il terreno più adatto ad “ospitare” una vicenda che si muove con delicatezza e leggerezza, gettando uno sguardo pensoso e un po’ malinconico su una vicenda di piccole/grandi rinunce quotidiane.

Anche nella scelta degli interpreti il film conferma la propensione a preferire nomi misurati e di sicura affidabilità. A cominciare dai quattro fratelli: i tre uomini sono Lino Guanciale (Alex), Stefano Fresi (Oreste), Libero De Rienzo (Giacinto). La donna è Matilde Gioli (Fanny): si tratta di attori di generazioni diverse, duttili e pronti a muoversi all’interno di vicende di differente spessore. Ne deriva in conclusione un film godibile e piacevole da vedere con tranquillità come prodotto italiano affidato ad uno sguardo simpatico e curioso, multiforme come le mille facce della casa di famiglia.

20 novembre 2017

“L’eco der core”, concerti di Sparagna nei luoghi della solidarietà

Ambrogio Sparagna

Quindici concerti nei luoghi della solidarietà, dalla Casa famiglia di Villa Glori della Caritas di Roma al Centro Astalli, passando per la parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale e il Santuario del Divino Amore. È il progetto “L’eco der core”, di e con Ambrogio Sparagna e l’OPI – Orchestra Popolare Italiana, realizzato in collaborazione con la Caritas diocesana di Roma e grazie alla Fondazione Musica per Roma.

Dal 29 giugno al 28 settembre sono in programma quindici concerti nei luoghi della solidarietà e dell’accoglienza della città, dall’Opera don Guanella (29 giugno) alla Casa-famiglia di Villa Glori (11 luglio), dal Policlinico Gemelli (13 luglio) alla Casa Dono di Maria (14 luglio). E ancora la Casa Giona (15 luglio), la Cittadella della Carità (1 agosto), la Mensa Caritas Gabriele Castiglion (5 agosto), la Mensa di Colle Oppio (15 agosto), il Centro Astalli (12 settembre), la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Trionfale (16 settembre), la Chiesa Santa Lucia al Gonfalone (19 settembre), il Santuario del Divino Amore (19 settembre), la Casa di Cristian -casa per mamme con bambini (21 settembre). L’”Eco der core” si concluderà il 28 settembre con una grande festa nella cavea del Parco della Musica.

«Il periodo della pandemia ha generato un senso di profonda solitudine nei grandi centri urbani, soprattutto tra le persone più deboli – spiegano dalla Caritas di Roma –. Con l’Eco der core la musica, che ha da sempre un forte potere curativo, arriva in luoghi inaspettati per aiutare a ricostruire un percorso di rigenerazione e rivitalizzazione dei rapporti sociali».

«Prosegue il nostro percorso di apertura alla città – dichiara Daniele Pitteri, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma – e, soprattutto, di vicinanza a tutti quei pubblici che per motivi diversi non possono o non riescono a fruire dell’offerta musicale cittadina. In particolare con questa iniziativa, grazie alla preziosissima collaborazione con la Caritas, vogliamo rivolgersi a chi vive condizioni difficili di malattia, di indigenza o di invisibilità sociale, per portare loro un piccolo, ma significativo sollievo. Avvicinandoci con estremo rispetto e attenzione, quasi in punta di piedi, senza nessuna intenzione di invadere la loro dimensione umana».

1 luglio 2021

“L’amore familiare: vocazione e via di santità”

Il tema del prossimo Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma a giugno 2022, è: “L’amore familiare: vocazione e via di santità”. «Nel quinto anniversario dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia e a tre anni dalla promulgazione di Gaudete et exsultate – si legge in un comunicato del dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, diffuso dalla Sala Stampa vaticana -, esso intende far risaltare l’amore familiare come vocazione e via di santità, per comprendere e condividere il senso profondo e salvifico delle relazioni familiari nella vita quotidiana».

Il meeting sarà organizzato dalla diocesi di Roma e dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e si svolgerà nel sesto anniversario di Amoris Laetitia e a quattro anni da Gaudete et Exsultate.

Nel dare forma all’esperienza concreta dell’amore, spiega un comunicato del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, «matrimonio e famiglia manifestano il valore alto delle relazioni umane, nella condivisione di gioie e fatiche, nello svolgersi della vita quotidiana, orientando le persone all’incontro con Dio. Questo cammino, quando vissuto con fedeltà e perseveranza, rafforza l’amore e realizza quella vocazione alla santità, propria di ogni persona, che si concretizza nei rapporti coniugali e familiari. In questo senso, la vita familiare cristiana è vocazione e via di santità, espressione del “volto più bello della Chiesa” (Gaudete et Exsultate 9)».

 

“Keyla la rossa” di Isaac Singer, il romanzo delle radici spezzate

Ci sono libri che si leggono e poi si dimenticano. E quelli che invece lasciano il segno e ci restano dentro. “Keyla la rossa” di Isaac Singer (Adelphi, a cura di Elisabetta Zevi, pp. 280, 20 euro) appartiene a quest’ultima schiera. Apparso per la prima volta a puntate in lingua yiddish sul leggendario “Forverts” di New York tra la fine del 1976 e l’ottobre dell’anno successivo, non venne più ripubblicato dall’autore – che nel 1978 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura – sebbene fosse stato tradotto in inglese dal nipote Joseph, figlio di Israel Joshua Singer, come di norma sempre accadeva. In questi casi però Isaac sfoltiva il testo originale che noi invece oggi leggiamo, nella versione di Marina Morpurgo, nella sua interezza, proprio come accadde ai primi lettori. I quali, emigrati a Manhattan dopo essere sfuggiti alle terribili persecuzioni antisemite europee, prima ancora della Shoah, ritrovarono se stessi nei personaggi del romanzo: dall’indimenticabile protagonista, una giovane prostituta di Varsavia, alla cerchia dei suoi compari, Yarme il Ladro, Itche il Guercio e Max lo Storpio.

L’atmosfera del ghetto nella malfamata via Krochmalna, dove lo scrittore nacque e si formò prima di fuggire negli Stati Uniti seguendo il fratello Israel, è quella tipica dei racconti singeriani in cui gli ambienti religiosi coi devoti curvi sui rotoli delle sinagoghe si mischiano alle osterie sordide dove ubriaconi e mentecatti, poeti e ricettatori di ogni risma, affogano nell’acquavite le loro tragiche esistenze. Gli individui si incontrano e si scontrano senza apparente ragione, quasi fossero governati da un burattinaio costretto a improvvisare per chissà quale pubblico cosmico il suo incredibile spettacolo di miseria e nobiltà. Il romanzo è diviso in due parti, come tutta l’opera di Isaac Singer: la prima, carica di storie intrecciate fra di loro nella tradizione ebraica profonda, è polacca; la seconda, interamente rivolta al futuro nella speranza di una nuova prospettiva, americana. All’inizio Keyla si sposa con Yarme, poi si ribella e, nel tentativo di sottrarsi alla tratta delle bianche, scappa a New York con Bunem, il figlio del rabbino, anche lui alla ricerca di un valore esistenziale che sembra sfuggirgli. Il passato torna a bussare alla porta dei due fuggitivi sconvolgendo ancora una volta la loro vita.

“Keyla la rossa” è il romanzo delle radici spezzate che oggi possiamo leggere con sensibilità nuova pensando agli immigrati che sbarcano da noi. Non ha la forza di “Ombre sull’Hudson”, capolavoro pubblicato sempre sul “Forverts” vent’anni prima, ma proviene dalla stessa pasta. Proprio nello scenario di Brooklyn, dove si ammassano i rifugiati ebrei, ritroviamo il Singer più intenso: quello capace di rappresentare con potenza narrativa ineguagliata lo scarto fra vecchio e nuovo mondo. Le persone anziane si erano portate dietro dall’Europa i testi sacri ricevuti in eredità ma i loro figli sembra che non sappiano cosa farne. «Pareva che a New York tutti fossero solo di passaggio, come se l’intera città fosse un enorme scalo ferroviario». Ad Attorney Street, coi bidoni dell’immondizia piazzati davanti ai portoni d’ingresso delle abitazioni, perfino la Gemarah sembra diventata lettera morta. I ragazzi d’estate giocano con gli idranti e lanciano sassi contro le case abbandonate. «E Dio – commenta lo scrittore – faceva il suo mestiere: stava zitto».

11 dicembre 2017

“Insieme per la nostra casa comune”: incontri in cattedrale sulla Laudato si’

La diocesi di Roma propone, per il 2019-2020, un itinerario di riflessione sull’enciclica Laudato si’: sette incontri, un lunedì al mese, a partire dall’11 novembre, nella basilica di San Giovanni in Laterano con inizio alle ore 19, per ragionare su temi quali degrado ambientale, ecologia integrale, biodiversità, stili di vita, politica internazionale, alla luce degli insegnamenti dell’enciclica di  Papa Francesco. “Insieme per la nostra casa comune” è il titolo dell’iniziativa, che vedrà la partecipazione del cardinale vicario Angelo De Donatis affiancato, di volta in volta, da rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, dell’associazionismo, della comunicazione, della cultura.

Ogni serata sarà aperta dalla lettura di un brano di riferimento della Laudato si’; seguirà la riflessione dell’ospite, mentre la conclusione sarà sempre a cura del cardinale vicario, in chiave teologica e spirituale. «Non ci limiteremo solo all’approfondimento teorico – annuncia il cardinale De Donatis –, ma proporremo iniziative concrete e sostenibili con cui la diocesi, attraverso le parrocchie presenti sul territorio, ridurrà il proprio impatto ambientale». La Chiesa di Roma vuole «riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci racconta qualcosa della sua bellezza e della sua bontà», in accordo con il pensiero del suo vescovo Francesco in Laudato si’, 12. «Cari fedeli della comunità cristiana di Roma e carissimi cittadini – è l’esortazione del porporato –, uomini e donne di buona volontà, dinanzi alle conseguenze drammatiche del degrado ambientale a cui assistiamo ogni giorno anche nei quartieri della nostra città, uniamoci nel prendere a cuore “la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida di proteggere la nostra casa comune”».

Tra gli ospiti, ci saranno il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che aprirà la serie di incontri lunedì 11 novembre; il climatologo, meteorologo e accademico Luca Mercalli (9 dicembre); l’architetto di fama mondiale ideatore del Bosco Verticale Stefano Boeri (13 gennaio 2020); l’economista e presidente di Next Leonardo Becchetti (10 febbraio). Ancora, interverranno Licia Colò, autrice e conduttrice televisiva, tra i primi a parlare di natura in televisione, e l’esploratore e motivatore Alex Bellini (9 marzo 2020), impegnato nel progetto di sensibilizzazione “10 rivers 1 ocean”, che lo vede percorrere i dieci fiumi più inquinati del pianeta su zattere realizzate con materiali di recupero. Ci saranno le voci dell’associazionismo, con i presidenti di Wwf Italia e di Legambiente  Donatella Bianchi e Stefano Ciafani (11 maggio 2020). Spazio anche ai giovani, che concluderanno il ciclo l’8 giugno dell’anno prossimo: la green influencer Federica Gasbarro, unica italiana ad essere stata scelta per presenziare allo Youth Summit Onu dello scorso settembre a New York; e Ruggero Rollini, chimico, youtuber e divulgatore scientifico.

2 novembre 2019

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