Il Festival Organistico Internazionale al Pantheon

Sei edizioni all’attivo e un traguardo speciale da festeggiare: il centenario dello storico organo Giovanni Tamburini. Torna, a partire dall’11 settembre, il Festival Organistico Internazionale al Pantheon, promosso dalla basilica di Santa Maria ad Martyres e dal Capitolo dei Canonici. L’edizione 2026 accompagnerà il pubblico fino al 30 ottobre con una serie di concerti affidati a organisti di fama internazionale.

Un percorso musicale che, sin dalla sua istituzione, nel 2019, si propone non soltanto come proposta artistica di alto livello, ma anche come occasione di riflessione e approfondimento spirituale. Il Festival nasce infatti dall’ispirazione dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e, come spiega il Capitolo dei Canonici, ha l’obiettivo di creare «un itinerario artistico che sia al tempo stesso catechesi e mistagogia cristiana». L’iniziativa rientra tra le attività pastorali della basilica e punta ad accompagnare i visitatori “Oltre la soglia” – come il nome del progetto che coinvolge diverse altre chiese del centro storico –, in un’esperienza che va oltre la semplice fruizione turistica del monumento.

Come detto, questa edizione del Festival sarà caratterizzata dalla celebrazione dei 100 anni dell’organo Tamburini, costruito nel 1926 nella storica sede della Pontificia Fabbrica di via Castello, a Crema, e realizzato appositamente per la basilica del Pantheon. All’epoca della sua inaugurazione, il concerto fu affidato al maestro Raffaele Manari, docente di organo presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra, che presentò al pubblico uno strumento considerato particolarmente innovativo per l’epoca grazie a una sofisticata ripartizione tecnica dei registri sulle due tastiere. Dopo numerosi interventi di restauro e valorizzazione che ne hanno preservato le caratteristiche originarie, l’organo sarà protagonista del concerto celebrativo del 25 settembre, affidato al maestro Nicola Dolci, anche lui docente al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Il programma riproporrà alcune delle musiche eseguite durante il concerto inaugurale di un secolo fa.

Ad aprire il Festival, venerdì 11, sarà invece l’organista statunitense Michael Ging, proveniente da Houston, in Texas, con un repertorio che spazierà dalle antiche danze fino al romanticismo francese. Il 18 settembre sarà la volta della Spagna con il maestro Tomeu Seguí Campins, che proporrà un programma dedicato al grande periodo del barocco europeo. Nel mese di ottobre il Festival accoglierà artisti provenienti da diversi Paesi europei e dagli Stati Uniti. A chiudere la manifestazione, il 30 ottobre, sarà il giovane organista Juraj Kremen, che accompagnerà il pubblico verso la conclusione del Festival con musiche di Bach, Mendelssohn e Franck.

Tutti i concerti saranno come sempre a ingresso libero e gratuito.

6 settembre 2026