2 Maggio 2026

Presso la Basilica di San Giovanni in Laterano presiede la Veglia Pasquale nella notte santa

Presso la Basilica di San Giovanni in Laterano presiede la Veglia Pasquale nella notte santa

Predica il ritiro spirituale per l’Istituzione Teresiana

Predica il ritiro spirituale per l’Istituzione Teresiana

SABATO SANTO

SABATO SANTO

Partecipa alla Via Crucis al Colosseo presieduta dal Santo Padre Leone XIV

Partecipa alla Via Crucis al Colosseo presieduta dal Santo Padre Leone XIV

Presso la Basilica di San Giovanni in Laterano presiede la Celebrazione della Passione del Signore

Presso la Basilica di San Giovanni in Laterano presiede la Celebrazione della Passione del Signore

Il Papa: «L’amore è vero soltanto se disarmato»

Foto Gennari

Un forte richiamo a compiere la missione di Cristo e all’unità. È il cuore dell’omelia che Papa Leone ha pronunciato questa mattina, 2 aprile, durante la Messa crismale nella basilica di San Pietro, la prima presieduta come vescovo di Roma, durante la quale i presbiteri hanno rinnovato le proprie promesse sacerdotali e sono stati benedetti gli oli santi degli infermi, dei catecumeni e il crisma.

Alla missione cristiana, «la stessa di Gesù, non un’altra», ciascuno «partecipa secondo la propria vocazione e in una personalissima obbedienza alla voce dello Spirito, mai però senza gli altri, mai trascurando o rompendo la comunione! Vescovi e presbiteri, rinnovando le nostre promesse, siamo a servizio di un popolo missionario. Siamo con tutti i battezzati il Corpo di Cristo, unti dal suo Spirito di libertà e di consolazione» ha esordito il pontefice, che ha poi parlato di distacco, «ovvero il rischio di lasciare ciò che è familiare e certo per inoltrarsi nel nuovo». È necessario riconciliarsi con le proprie origini ma, ha aggiunto, «non c’è pace senza partenze, non c’è consapevolezza senza distacco, non c’è gioia senza rischio».

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Leone XIV: «Proprio dove il male imperversa, Gesù ama definitivamente»

Foto Gennari

Inginocchiarsi, lavare i piedi a un altro uomo facendo memoria di quanto ha fatto Gesù oltre duemila anni fa nel cenacolo a Gerusalemme prima dell’Ultima Cena «purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto». Un gesto umile che oggi si rinnova in tutte le chiese del mondo all’inizio solenne del triduo pasquale di passione morte e risurrezione di Cristo e con il quale ci si inchina idealmente «davanti a un’umanità in ginocchio per molti esempi di brutalità». Lo ha detto Papa Leone XIV che stasera, giovedì 2 aprile, ha presieduto la sua prima Messa in Coena Domini nella basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale del vescovo di Roma, dove ha lavato i piedi a dodici sacerdoti della diocesi di Roma. Si tratta di don Renzo Chiesa, direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore, e di undici presbiteri ordinati proprio da Prevost il 31 maggio dell’anno scorso: don Andrea Alessi, don Gabriele Di Menno Di Bucchianico, don Francesco Melone, don Cody Merfalen, don Federico Pelosio, don Marco Petrolo, don Pietro Hong Hieu Ng, don Matteo Renzi, don Giuseppe Terranova, don Simone Troilo, don Enrico Maria Trusiani.

Prima di cingersi i fianchi con il grembiule, chinarsi, lavare e baciare i piedi dei sacerdoti, il Papa nell’omelia, ricordando anche quanto detto da Papa Francesco nel 2013, ha sottolineato che il rito può ripetersi solo per amore del Signore che lo ha fatto per primo. «L’esempio dato da Gesù, infatti, non può essere imitato per convenienza, di malavoglia o con ipocrisia, ma solo per amore», ha affermato. Concelebrata da tutti i capi di dicastero, dal segretario di Stato vaticano il cardinale Pietro Parolin, dal vicario della diocesi di Roma Baldo Reina, da numerosi vescovi e sacerdoti, la Messa ha visto la partecipazione di tantissimi fedeli, religiosi e religiose. Hanno attraversato il portone della basilica «non come spettatori, né per inerzia, ma coinvolti a titolo speciale da Gesù stesso – le parole del pontefice – come invitati alla Cena nella quale il pane e il vino diventano per noi sacramento di salvezza».

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VENERDI’ SANTO

VENERDI’ SANTO

Colletta per la Terra Santa

Colletta per la Terra Santa

Via Crucis Colosseo

Via Crucis Colosseo

Presso la Basilica di San Giovanni in Laterano concelebra con il Santo Padre Leone XIV alla Messa vespertina «Cena del Signore»

Presso la Basilica di San Giovanni in Laterano concelebra con il Santo Padre Leone XIV alla Messa vespertina «Cena del Signore»

Nella Veglia Pasquale i sacramenti per ottanta catecumeni

Samuel (il nome è di fantasia) è un ragazzo di 21, arrivato in Italia per motivi di studio. È nato in una famiglia in cui convivono due fedi diverse, in un ambiente in cui la preghiera era un gesto quotidiano e condiviso, ma Samuel non trovava mai un vero coinvolgimento interiore. Le cose cambiano quando giunge nel nostro Paese e viene accolto in una comunità religiosa, che gli fa conoscere una Chiesa diversa da quella a cui era abituato, capace di ascolto e fraternità. Elena (anche questo è un nome di fantasia) pure ha 21 anni ed è cresciuta in una famiglia non cristiana. Poco tempo fa ha iniziato un servizio di volontariato presso un centro per persone con disabilità. Accompagnando i ragazzi a Messa, ha iniziato ad ascoltare la Parola di Dio quasi per caso, lasciandosi toccare da ciò che sentiva. Un’esperienza spirituale vissuta ad Assisi le ha permesso di rileggere la propria storia alla luce della fede.

Samuel ed Elena sono due degli ottanta catecumeni che, nella notte di Pasqua, riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana, dopo due anni di cammino in parrocchia e accompagnati dall’Ufficio diocesano per la catechesi, il catecumenato e l’apostolato biblico. Cinque di loro saranno battezzati nella basilica di San Pietro durante la Veglia presieduta da Papa Leone XIV, insieme ad altri cinque provenienti da altre diocesi del mondo. Altri cinque riceveranno i sacramenti nella basilica di San Giovanni in Laterano, durante la celebrazione presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. Gli altri settanta saranno battezzati «nelle loro parrocchie, accompagnati dai loro parroci e dalle comunità che li hanno sostenuti in questo cammino», spiega suor Rosaria Carpentieri, dell’Ufficio diocesano per il catecumenato.

«Si tratta di uomini e donne di età, provenienze e storie diverse – racconta la religiosa alcantarina –, accomunati da un desiderio profondo: incontrare Cristo e diventare parte viva della comunità cristiana. Per due anni hanno partecipato a incontri di catechesi, momenti di preghiera, celebrazioni e tappe liturgiche che li hanno accompagnati nella riscoperta della fede e nella maturazione di una scelta libera e consapevole». Per tutta la diocesi, allora, quella di Pasqua «sarà una notte di grande festa – conclude –: la nascita di nuovi cristiani rinnova la fede di tutti e testimonia la forza sempre viva del Vangelo».

31 marzo 2026

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