21 Giugno 2026

Papa Francesco ha nominato mons. Reina Vicario generale per la Diocesi di Roma

Monsignor Baldassare Reina, “da oggi vicario generale della diocesi di Roma”, sarà creato cardinale da Papa Francesco il prossimo 8 dicembre. Lo ha annunciato il Santo Padre al termine della preghiera dell’Angelus di domenica 6 ottobre.

La diocesi di Roma esprime la propria gratitudine a Papa Francesco e si unisce in preghiera per accompagnare il nuovo vicario nel suo ministero. 

Monsignor Reina è nato il 26 novembre 1970 a San Giovanni Gemini, in provincia ed arcidiocesi di Agrigento. È entrato nel Seminario arcivescovile nel 1981. Nel 1995 ha conseguito il baccalaureato in Sacra Teologia e nel 1998 la Licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

È stato ordinato presbitero l’8 settembre 1995. Dal 1998 al 2001 è stato assistente diocesano di Azione Cattolica e vicerettore del Seminario arcivescovile di Agrigento. Dal 2001 al 2003 è stato parroco della Beata Maria Vergine dell’Itria di Favara. Dal 2003 al 2009 è stato prefetto degli studi dello Studio Teologico San Gregorio Agrigentino e dal 2009 al 2013 parroco di San Leone ad Agrigento. Dal 2013 al 2022 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Agrigento.

Ha svolto inoltre i seguenti incarichi in diocesi: docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto di Scienze Religiose; docente stabile presso lo Studio Teologico San Gregorio Agrigentino; direttore dell’Ufficio Cultura; canonico del Capitolo Cattedrale; membro del Consiglio presbiterale e del Collegio dei Consultori.

Il 27 maggio 2022, è stato nominato Vescovo titolare di Acque di Mauritania e ausiliare di Roma. Il 6 gennaio 2023, Il Santo Padre l’ha nominato Vicegerente della Diocesi di Roma.

 

6 ottobre 2024

 

Papa Francesco ha nominato don Renato Tarantelli Baccari vescovo ausiliare e Vicegerente della diocesi di Roma

Il Santo Padre ha nominato Vescovo ausiliare e Vicegerente della diocesi di Roma il reverendo Renato Tarantelli Baccari, coordinatore dell’ambito giuridico e amministrativo della medesima Diocesi, assegnandogli la sede titolare di Campli.

Monsignor Tarantelli Baccari è nato il 25 aprile 1976 a Roma. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza e la Licenza in Diritto Canonico. Ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 22 aprile 2018 per la Diocesi di Roma. È Vicario episcopale giuridico-amministrativo e Coordinatore dell’ambito giuridico e dell’ambito dell’amministrazione dei beni e delle risorse del Vicariato di Roma, rettore della Chiesa di Santa Maria del terzo millennio alle Tre Fontane, primicerio delle Arciconfraternite del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Carmine e di Maria Santissima del Buon Consiglio e dei Pellegrini.

Papa Francesco ha nominato don Gianpiero Palmieri vescovo ausiliare per il settore Est

Papa Francesco ha nominato don Gianpiero Palmieri vescovo ausiliare per il settore Est della diocesi di Roma. L’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma ha dato l’annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi (venerdì 18 maggio 2018), nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Erano presenti i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti con molti sacerdoti e il personale del Vicariato di Roma. L’ordinazione episcopale avrà luogo il 24 giugno alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Cinquantadue anni compiuti il 22 marzo scorso, tarantino di origine, Palmieri è parroco di San Gregorio Magno alla Magliana dal settembre 2016. Il nuovo presule ha frequentato il Pontificio Seminario Romano Minore e si è formato poi nell’Almo Collegio Capranica. Ordinato sacerdote il 19 settembre 1992 a Roma, ha conseguito la Licenza in teologia Dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Subito dopo l’ordinazione ha ricoperto gli incarichi di vicerettore del Pontificio Seminario Romano Minore (fino al 1997) e assistente diocesano dell’Azione cattolica ragazzi (fino al 1999). È stato vicario parrocchiale prima ai Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela dal 1997 al 1999, e poi a San Frumenzio ai Prati Fiscali fino al 2004, anno in cui è stato nominato parroco. È stato prefetto della IX prefettura dal 2007 al 2011. Nel 2016, come detto, l’arrivo alla Magliana. Palmieri è dal primo settembre 2017 incaricato del Servizio diocesano per la formazione permanente del clero.

18 maggio 2018

Papa Francesco firmerà ad Assisi la nuova enciclica “Fratelli tutti”

«Nel pomeriggio di sabato 3 ottobre 2020 il Santo Padre Francesco si recherà ad Assisi per firmare la nuova enciclica “Fratelli tutti” sulla fraternità e l’amicizia sociale»: lo ha dichiarato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. «La Prefettura della Casa Pontificia – aggiunge Bruni – informa che alle ore 15 il Santo Padre arriverà al Sacro Convento, dove celebrerà la Santa Messa presso la Tomba di San Francesco e al termine firmerà l’enciclica».

A motivo della situazione sanitaria, precisa il direttore della Sala Stampa, «è desiderio del Santo Padre che la visita si svolga in forma privata, senza alcuna partecipazione dei fedeli. Appena terminata la celebrazione, il Santo Padre farà rientro in Vaticano».

7 settembre 2020

Papa Francesco è stato dimesso dal Policlinico Gemelli

Foto Vatican Media

La mattina di oggi, sabato 1° aprile, Papa Francesco è stato dimesso dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Prima di lasciare la struttura, il Santo Padre ha salutato il Rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, con i suoi più stretti collaboratori, il Direttore Generale del Policlinico, Marco Elefanti, l’Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, Monsignor Claudio Giuliodori, e l’equipe di medici e operatori sanitari che lo ha assistito durante questi giorni.

Nel lasciare il Policlinico, Papa Francesco è uscito dall’auto e ha salutato le persone presenti. Ha abbracciato una coppia di genitori che ha perso la figlia ieri notte, fermandosi a pregare con loro.
Dopo aver lasciato il Policlinico Universitario A. Gemelli, stamattina Papa Francesco si è diretto alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Il Papa si è fermato davanti all’icona di Maria, Salus Populi Romani, affidandole nella preghiera i bambini incontrati ieri nel reparto di Oncologia Pediatrica e Neurochirurgia Infantile dell’Ospedale, tutti gli infermi e coloro che soffrono per la malattia e la perdita dei loro cari.

Ieri pomeriggio, Francesco si era recato in visita ai bambini ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica nell’ospedale, portando loro dei rosari, delle uova di cioccolato e copie del libro “Nacque Gesù a Betlemme di Giudea…”. Nel corso della visita, durata circa mezz’ora, il Papa aveva anche impartito il sacramento del battesimo a un bambino, di nome Miguel Angel, di poche settimane. Al termine era tornato nel proprio reparto.

Il Santo Padre era stato ricoverato mercoledì. Immediati gli auguri espressi dalla Cei e dalla diocesi di Roma. «La Chiesa di Roma – il testo della nota diffusa dalla nostra diocesi all’indomani del ricovero – esprime tutto il proprio affetto e la propria vicinanza al suo Vescovo Papa Francesco, e assicura la preghiera incessante, ancor più forte in questo momento di difficoltà, augurandogli una pronta guarigione».

1 aprile 2023

Papa Francesco celebra la Messa per i defunti al Cimitero Laurentino

Venerdì 2 novembre, commemorazione di tutti i fedeli defunti, Papa Francesco celebrerà la Messa alle ore 16 nel Cimitero Laurentino. Lo ha comunicato la Sala Stampa della Santa Sede.

Anche negli altri cimiteri della diocesi si terranno liturgie particolari per l’occasione: il vescovo ausiliare monsignor Guerino Di Tora presiederà la celebrazione eucaristica nella basilica di San Lorenzo al Verano il 2 novembre alle ore 16; il vescovo ausiliare Paolo Ricciardi sarà invece al cimitero Flaminio il primo novembre alle ore 16; il vescovo ausiliare Paolo Lojudice sarà invece al cimitero di Ostia, il primo novembre alle 15.30.

23 ottobre 2018

Papa Francesco apre la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il 22 la veglia ecumenica diocesana

Sarà il versetto del Deuteronomio “Cercate di essere veramente giusti” (Dt 16, 18-20) a fare da filo conduttore alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2019, che si terrà dal 18 al 25 gennaio. Ad aprire le celebrazioni sarà Papa Francesco, che presiederà i vespri nella basilica di San Paolo fuori le Mura venerdì 18 alle ore 17.30; parteciperà anche il cardinale vicario Angelo De Donatis. Tradizionalmente il Pontefice chiudeva le celebrazioni dell’ottavario, ma quest’anno, proprio in quei giorni, sarà impegnato a Panama con la Giornata mondiale della gioventù. Momento centrale della Settimana a livello diocesano, sarà la veglia ecumenica guidata dal vescovo ausiliare per il settore Est monsignor Gianpiero Palmieri, nella parrocchia di San Felice da Cantalice (piazza omonima), a Centocelle, martedì 22 alle ore 19, a cui prenderanno parte i rappresentanti delle comunità ecclesiali non cattoliche presenti a Roma: anglicani, evangelici, ortodossi e appartenenti alle antiche Chiese orientali.

«Il tema scelto quest’anno tratto dal Deuteronomio richiama la giustizia e la misericordia divine – spiega monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti della diocesi di Roma –, che divengono un imperativo per le comunità dei credenti, in un tempo come il nostro segnato da disuguaglianze crescenti e da un clima dimentico dell’empatia. Inoltre, lo schema di preghiera è stato generato da un gruppo di cristiani indonesiani che vivono in un contesto multireligioso, sono una minoranza in un Paese a maggioranza islamica, che tuttavia crede nella coabitazione e nella convivenza delle religioni. Ci aiutano così ad allargare lo sguardo alle dimensioni globali nelle quali sempre i cristiani vivono la loro fedeltà al Vangelo. La nostra diocesi di Roma è essa stessa attraversata dalle speranze, dalle ferite, dalle domande di comunità cristiane di diversa appartenenza confessionale, ma anche da credenti di altra religione e quindi il microcosmo romano è un richiamo al macrocosmo e al mondo globale. Ciascuna scelta di fedeltà al Vangelo e di carità ha dunque una ricaduta molto al di là dei nostri confini. Viviamo – conclude – in sintonia con PAPA FRANCESCO e il suo magistero, che è un magistero anzitutto di speranza e di prossimità».

Ma durante la Settimana di preghiera saranno tante le realtà ecclesiali che daranno vita a iniziative volte alla sensibilizzazione sui temi dell’ecumenismo e del dialogo. Fra gli altri, si segnala il Centro eucaristico ecumenico di Santa Maria in via Lata, in collaborazione con il Centro di cultura mariana, che organizza nella basilica di via del Corso 306 alcune Messe nei riti cattolici orientali con la partecipazione dei Collegi pontifici di Roma, ogni sera della Settimana alle ore 20. In particolare domenica 20, a presiedere l’Eucaristia secondo il rito romano sarà il vescovo ausiliare per il settore Centro monsignor Gianrico Ruzza. Inoltre, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, saranno promossi incontri di approfondimento e momenti di preghiera in diverse parrocchie della diocesi, a cominciare dalla basilica di Santa Maria in Trastevere (piazza omonima), dove ogni sera della Settimana si pregherà in particolare per l’unità dei cristiani. Lunedì 21, nella comunità di San Romano Martire (largo Antonio Beltramelli, 23) alle ore 19 interverrà rev. Tim Macquiban della Chiesa Metodista; mercoledì 23, alle 19.30, nella parrocchia di San Giuliano (via Cassia, 1036), appuntamento con padre Vladimir Laiba del Patriarcato Ecumenico. Ancora, giovedì 24 il pastore della Chiesa valdese Paolo Ricca sarà a Santa Maria in Trastevere alle 20.30, mentre il pastore Michael Jonas della Chiesa luterana tedesca interverrà, alle ore 19.15, a Santa Emerenziana (via Lucrino, 53).

16 gennaio 2019

Papa Francesco apre la Porta Santa di San Pietro

Alle 19.18 di questa sera, 24 dicembre, Papa Francesco ha varcato la soglia della Porta Santa della basilica di San Pietro. È iniziato il Giubileo 2025 “Pellegrini di speranza”. Nell’Anno Santo l’impegno condiviso deve essere quello di portare la speranza dove il buio ha preso il sopravvento, nei tanti luoghi abitati dalla «desolazione» del nostro tempo, pensiamo «alle guerre, ai bambini mitragliati, alle scuole e agli ospedali bombardati» ha affermato Francesco che ha presieduto il rito dell’apertura della Porta Santa e la Messa nella Notte della Solennità del Natale del Signore. In questo anno bisogna seminare speranza lì «dove la vita è ferita, nelle attese tradite, nei sogni infranti, nei fallimenti che frantumano il cuore». Questo è il 27° Giubileo ordinario della storia, come ricorda il dicastero per l’Evangelizzazione, e il secondo nel pontificato di Francesco dopo quello straordinario del 2016 dedicato alla misericordia.

Il rito è iniziato nell’atrio della basilica. Mentre il coro intonava “È questa la porta del Signore. Per essa entrano i giusti” il Papa si è avvicinato alla Porta Santa, per l’occasione adornata con fiori gialli e rossi. L’ha quindi aperta in silenzio raccogliendosi qualche istante in preghiera. Dopo aver spalancato i due battenti di bronzo ha fatto ingresso in basilica e si è diretto all’altare della Confessione accompagnato dal suono delle campane e dall’inno “Pellegrini di speranza”. Dietro di lui cardinali, vescovi, il presidente del consiglio Giorgia Meloni, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (in basilica anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro Alessandra Locatelli), 54 fedeli provenienti dai cinque continenti – tutti con abiti tipici dei loro Paesi – e dieci bambini di diverse nazioni che hanno omaggiato con dei fiori la statua di Gesù Bambino posta davanti all’altare.

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Papa Francesco al Te Deum: «Roma è una città in cui Dio manda la sua Parola»

«Vorrei stasera che il nostro sguardo sulla città di Roma cogliesse le cose dal punto di vista dello sguardo di Dio. Il Signore gioisce nel vedere quante realtà di bene vengono compiute ogni giorno, quanti sforzi e quanta dedizione nel promuovere la fraternità e la solidarietà. Roma non è soltanto una città complicata, con tanti problemi, con disuguaglianze, corruzione e tensioni sociali. Roma è una città in cui Dio manda la sua Parola, che si annida per mezzo dello Spirito nel cuore dei suoi abitanti e li spinge a credere, a sperare nonostante tutto, ad amare lottando per il bene di tutti. Penso tante persone coraggiose, credenti e non credenti, che ho incontrato in questi anni e che rappresentano il “cuore pulsante” di Roma. Davvero Dio non ha mai smesso di cambiare la storia e il volto della nostra città attraverso il popolo dei piccoli e dei poveri che la abitano».

Papa Francesco ha parlato da vescovo di Roma nell’ultima celebrazione dell’anno 2019, appena concluso. Come consuetudine, nel pomeriggio del 31 dicembre, per la precisione alle ore 17, il Santo Padre, nella basilica di San Pietro, ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, cui ha fatto seguito l’esposizione del Santissimo Sacramento, il tradizionale canto dell’inno “Te Deum”, a conclusione dell’anno civile, e la benedizione eucaristica. Al termine della celebrazione, Papa Francesco si è recato in visita al presepio allestito in piazza San Pietro. Nell’omelia dei Vespri, si è soffermato sulla nostra città e la nostra diocesi.

«Il Signore cosa chiede alla Chiesa di Roma? – ha aggiunto infatti il Pontefice – Ci affida la sua Parola e ci spinge a buttarci nella mischia, a coinvolgerci nell’incontro e nella relazione con gli abitanti della città perché “il suo messaggio corra veloce”. Siamo chiamati a incontrare gli altri e metterci in ascolto della loro esistenza, del loro grido di aiuto. L’ascolto è già un atto d’amore! Avere tempo per gli altri, dialogare, riconoscere con uno sguardo contemplativo la presenza e l’azione di Dio nelle loro esistenze, testimoniare con i fatti più che con le parole la vita nuova del Vangelo, è davvero un servizio d’amore che cambia la realtà. Così facendo, infatti, nella città e anche nella Chiesa circola aria nuova, voglia di rimettersi in cammino, di superare le vecchie logiche di contrapposizione e gli steccati, per collaborare insieme, edificando una città più giusta e fraterna».

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2 gennaio 2020

Papa Francesco ai sacerdoti: Roma terra di missione

Papa Francesco ha incontrato questa mattina, sabato 13 gennaio, il clero romano nella basilica di San Giovanni in Laterano. Oltre 800 tra sacerdoti, diocesani e religiosi, e diaconi permanenti in servizio pastorale nella diocesi di Roma hanno accolto l’invito a partecipare all’appuntamento in cattedrale, che si è svolto con un dialogo aperto e familiare in un clima di cordialità.

Il Papa è arrivato poco dopo le 9 nella basilica ed è stato accolto dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Alla preghiera dell’ora media è seguito il saluto del porporato e quindi il dialogo tra i sacerdoti e Francesco. Un incontro riservato, come tradizione per gli appuntamenti con il clero romano, che si è concluso intorno a mezzogiorno. Il Papa, parlando di Roma come «terra di missione», ha lanciato un appello all’evangelizzazione a tutta la comunità ecclesiale e ha annunciato che riprenderà a visitare le parrocchie della diocesi, dopo lo stop imposto dalla pandemia.

L’incontro è stato preceduto dai tre appuntamenti dei mesi scorsi – sempre a porte chiuse – nelle prefetture della diocesi in cui Francesco ha potuto ascoltare i problemi del territorio e confrontarsi con i “suoi” sacerdoti.

13 gennaio 2024

Papa Francesco ai partecipanti al corso promosso dal Vicariato e dal Tribunale della Rota Romana

Pubblichiamo il discorso pronunciato da Papa Francesco ai partecipanti al corso diocesano di formazione su matrimonio e famiglia promosso dal Tribunale della Rota Romana, lo scorso giovedì 27 settembre 2018.

Cari fratelli e sorelle,
con gioia vi incontro a conclusione del corso di formazione su matrimonio e famiglia, promosso dalla Diocesi di Roma e dal Tribunale della Rota Romana. Rivolgo a ciascuno di voi il mio saluto cordiale, e ringrazio il Cardinale Vicario, il Decano della Rota e quanti hanno collaborato per queste giornate di studio e di riflessione. Esse vi hanno dato modo di esaminare le sfide e i progetti pastorali concernenti la famiglia, considerata come chiesa domestica e santuario della vita. Si tratta di un campo apostolico vasto, complesso e delicato, al quale è necessario dedicare energia ed entusiasmo, nell’intento di promuovere il Vangelo della famiglia e della vita. Come non ricordare, a questo proposito, la visione ampia e lungimirante dei miei Predecessori, in particolare di San Giovanni Paolo II, che hanno promosso, con coraggio, la causa della famiglia, decisiva e insostituibile per il bene comune dei popoli?

Nella loro scia ho sviluppato questo tema, specialmente nell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, ponendo al centro l’urgenza di un serio cammino di preparazione al matrimonio cristiano, che non si riduca a pochi incontri. Il matrimonio non è soltanto un evento “sociale”, ma un vero Sacramento che comporta un’adeguata preparazione e una consapevole celebrazione. Il vincolo matrimoniale, infatti, richiede da parte dei fidanzati una scelta consapevole, che metta a fuoco la volontà di costruire insieme qualcosa che mai dovrà essere tradito o abbandonato. In diverse Diocesi del mondo si stanno sviluppando iniziative per rendere più adeguata alla situazione reale la pastorale familiare, intendendo con questa espressione in primo luogo l’accompagnamento dei fidanzati al matrimonio. È importante offrire ai fidanzati la possibilità di partecipare a seminari e ritiri di preghiera, che coinvolgano come animatori, oltre ai sacerdoti, anche coppie sposate di consolidata esperienza familiare ed esperti nelle discipline psicologiche.

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2 ottobre 2018

Papa Francesco a sorpresa a Santa Bernadette Soubirous

Foto Vatican Media

Continuano gli appuntamenti della “Scuola di preghiera” in preparazione al Giubileo 2025 con Papa Francesco. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 24 maggio, il Santo Padre, accompagnato dal pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella, ha incontrato circa 80 ragazzi e giovani della parrocchia di Santa Bernadette Soubirous, nel quartiere di Colli Aniene, a Roma, per la seconda tappa dell’iniziativa per l’Anno della Preghiera. Durante l’incontro il Papa ha risposto alle domande dei ragazzi sulla loro vita di fede e sulla preghiera, dopo aver approfondito il tema della “Preghiera di ringraziamento” lo scorso 11 aprile con i 200 bambini del catechismo della Prima Comunione della parrocchia di San Giovanni Maria Vianney.

Arrivato a sorpresa nella comunità parrocchiale della periferia nord della città, il Santo Padre è stato accolto con grande entusiasmo dai giovani riuniti per l’incontro settimanale. Tra loro anche molti catechisti, animatori dell’oratorio e scout, che gli hanno posto alcune domande. Come quella di Tiziano, che ha chiesto al Papa come fare a capire la propria vocazione. «Ognuno di noi si deve fare questa domanda – ha risposto Papa Francesco – perché il Signore ha per ognuno di noi un disegno. Ognuno deve cercare di capire cosa vuole il Signore da noi, chiederglielo». Poi ha raccontato la sua esperienza da ragazzo, da giovane lavoratore all’ingresso in seminario. «Chiedete al Signore nella preghiera: cosa vuoi da me?». Il Papa poi si è soffermato sulla necessità dei giovani di non camminare mai soli e coltivare l’amicizia. «A volte possiamo smarrirci nei labirinti della vita. La cosa principale per uscire da un momento buio è non camminare soli, perché da soli si perde l’orientamento. È importante parlare della propria situazione». A un ragazzo che ha confessato di non credere in Dio, il Papa ha ricordato l’importanza di mettersi in cammino. «Nessuno va condannato se non crede. È importante essere in cammino. Se vedo un giovane che non si muove, che sta lì seduto nella vita, che non gli piace muoversi, è brutto. Ma se vedo un giovane che cade nel tepore e si muove, tanto di cappello. Muoviti per un ideale».

Poi, dialogando con una coppia di giovani sposi, ha sottolineato la preoccupazione per la denatalità in Italia e l’importanza della fecondità, «che è sempre un messaggio di grande Speranza». In ultimo ha ricordato come la Chiesa, per essere credibile, «deve spogliarsi di ogni mondanità». «I valori della Chiesa – ha aggiunto – sono quelli del Vangelo, non quelli di una società che si dice cattolica». Prima di concludere, Papa Francesco ha ringraziato tutti i presenti e ha fatto dono a ciascuno della Bolla d’Indizione del Giubileo, nella nuova edizione con l’introduzione di monsignor Fisichella. «Grazie per la vostra testimonianza, sono molto contento della vostra autenticità, andate avanti così, siate autentici, cercando sempre la strada della vita. – ha concluso – Un consiglio: rischiate per la vita, con ideali alti».

25 maggio 2024

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