6 Maggio 2026

Nove anni fa l’elezione di Papa Francesco: il “grazie” della comunità diocesana di Roma

Tutti ricordiamo con emozione quella sera piovosa del 13 marzo 2013, quando il conclave elesse il nostro nuovo Vescovo. In una piazza San Pietro gremitissima, ascoltammo le prime parole di Papa Francesco, semplici e spontanee, ricche di amore e gratitudine che non abbiamo più dimenticato.

Esse arrivarono al cuore e rivelarono da subito il legame che il nuovo successore di Pietro voleva stabilire con la nostra Chiesa: «vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie!». Egli aggiunse: «vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!»

Parole non solo profetiche ma anche programmatiche, come abbiamo scoperto in questi anni di pontificato, che segnarono il punto di partenza di un percorso da intraprendere insieme: «e adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi». A nove anni dall’elezione, quelle parole trovano compimento nell’esperienza del cammino sinodale che stiamo vivendo, imparando ad ascoltare lo Spirito ascoltandoci.

Parole che si rivelano ancora oggi di grande attualità e ci incoraggiano a reagire alla situazione di conflitto e di guerra fratricida a cui assistiamo impotenti: «preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza».

Al nostro Vescovo Papa Francesco la gratitudine per il ministero petrino e la sua testimonianza evangelica, unita all’assicurazione della nostra filiale preghiera!

La comunità diocesana di Roma

Notte tranquilla per Papa Francesco

«Il Papa ha trascorso una notte tranquilla». Anche questa mattina è arrivata puntuale la nota della Sala Stampa della Santa Sede che informa sullo stato di salute del Santo Padre.

Ieri, anniversario dell’elezione di Francesco al soglio pontificio, il personale sanitario gli ha fatto dono di una torta e così, nell’appartamento al decimo piano del Policlinico Agostino Gemelli, dove il Papa è ricoverato dal 14 febbraio, si è tenuto un breve momento di festa. Per l’occasione sono arrivati gli auguri dalla diocesi di Roma: «Nel giorno in cui si ricordano i 12 anni dalla Sua elezione a Pontefice, la Diocesi di Roma si stringe attorno al Santo Padre. La condizione di sofferenza che lo ha segnato nelle ultime settimane ha spinto tutti a pregare intensamente per il nostro Vescovo e a sostenerlo con immenso affetto, grati per il Magistero e per la profezia profusi con tanta generosità in questi anni. Siamo certi che anche nella malattia Egli ci sostiene e ci invita ad andare avanti con speranza e forza. Auguri Papa Francesco. Ti aspettiamo! Benedici tutti noi».

Durante la giornata, come informa la Sala Stampa, il Papa ha alternato «la ventilazione meccanica non invasiva di notte e l’ossigenazione ad alti flussi con le cannule nasali usate durante il giorno. La situazione clinica resta stazionaria in un quadro complesso».

14 marzo 2025

Notte tranquilla per il Santo Padre

Foto Diocesi di Roma / Gennari

È trascorsa tranquilla la notte per il Santo Padre, a quanto informa la Sala Stampa vaticana.

Lo stesso vale per la giornata di ieri, durante la quale Papa Francesco «è rimasto stazionario, senza presentare episodi di insufficienza respiratoria. Come programmato, durante il giorno – si legge nella nota inviata nella serata di ieri, mercoledì 5 marzo – ha effettuato l’ossigenoterapia ad alti flussi e nella notte verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva. Il Santo Padre ha incrementato la fisioterapia respiratoria e quella motoria attiva. Ha trascorso la giornata in poltrona».

Ieri era anche il Mercoledì delle Ceneri e Papa Francesco, come dichiara il bollettino, nell’appartamento privato al decimo piano del Gemelli, «ha partecipato al rito della benedizione delle Sacre Ceneri che gli sono state imposte dal celebrante, quindi ha ricevuto l’Eucarestia. Successivamente si è dedicato ad alcune attività lavorative. Sempre nel corso della mattinata ha chiamato padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza».

6 marzo 2025

Nota sul crollo del tetto a San Giuseppe dei Falegnami

Di seguito la nota dell’Ufficio tecnico del Vicariato in merito al crollo del tetto di San Giuseppe dei Falegnami, avvenuto giovedì 30 agosto.

Nel primo pomeriggio è crollato il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano, sita al Clivio Argentario. La chiesa del XVI secolo insiste su un’importante area archeologica e sul Carcere Mamertino.

Il crollo è avvenuto improvvisamente e in modo del tutto imprevedibile, senza alcun segno premonitore. L’Ufficio tecnico del Vicariato in collaborazione con tutte le autorità competenti si è subito attivato per le urgenti opere di messa in sicurezza, in particolare delle importanti opere d’arte conservate all’interno, in corso di recupero da parte dei Vigili del Fuoco, alla presenza di funzionari della Soprintendenza e dei Carabinieri del Nucleo tutela dei Beni Culturali.

Nei prossimi giorni verranno attivate tutte le procedure per i rilievi dell’edificio e gli accertamenti sulle cause che hanno provocato il crollo, cui seguirà l’elaborazione delle ipotesi progettuali per il ripristino della copertura crollata.

31 agosto 2018

Nota su Salvatore Micalef

Si comunica che il signor Salvatore Micalef, sedicente patriarca e vescovo della Prelatura Cattolica SS. Pietro e Paolo, non è in comunione con la Chiesa Cattolica e non è in possesso delle facoltà ministeriali necessarie per amministrare sacramenti.

Di conseguenza non può né partecipare né celebrare sacramenti di fede cattolica nel territorio della Diocesi di Roma.

4 settembre 2024

Nota esplicativa circa le facoltà di predicare e di ricevere confessioni nel territorio della diocesi di Roma durante il Giubileo 2025

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Di seguito il testo integrale della nota del cardinale vicario Baldassare Reina

Ogni Anno Santo della Chiesa cattolica rappresenta prima di tutto un’opportunità pastorale. Ai pellegrini che durante il Giubileo del 2025 giungeranno a Roma dovrà essere garantita sia la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione “perché nessuno sia privo della possibilità di ricevere il perdono e la consolazione di Dio” (Spes non confundit, n. 23), sia quella di poter attingere alla fonte di acqua viva e vivificante che è la Parola di Dio. A tali esigenze pastorali la Chiesa risponde tramite il servizio dei sacerdoti: di quelli incardinati nella Diocesi di Roma, di quelli che ivi svolgono abitualmente il loro servizio pastorale, ma anche di quelli che accompagneranno i pellegrini. Per dirimere ogni dubbio circa le facoltà di predicare e di ricevere confessioni nella Diocesi di Roma durante il Giubileo 2025 si è ritenuto utile riassumere la relativa normativa applicabile:

1. La legge universale stabilisce che i chierici godono della facoltà di predicare dovunque, da esercitare con il consenso almeno presunto del rettore della chiesa, a meno che in circostanze particolari sia disposto diversamente (cfr. cann. 764 CIC e 610 § § 2-3 CCEO).

2. Per quanto riguarda il sacramento della riconciliazione, i sacerdoti che godono della facoltà di ricevere abitualmente le confessioni sia in forza dell’ufficio, sia in forza della concessione dell’Ordinario del luogo di incardinazione o del domicilio, possono esercitare la stessa facoltà ovunque, a meno che l’Ordinario del luogo, in un caso particolare, non ne abbia fatto divieto (cfr. cann. 967 § 2 CIC e 722 § 4 CCEO).

3. Il Decreto N. 120/00 del Vicariato di Roma, del 20 febbraio 2000, disciplina le modalità in cui viene esercitata la facoltà di ricevere le confessioni da parte dei sacerdoti che si trovano a vario titolo a Roma:
a) i presbiteri diocesani e religiosi che hanno a Roma il domicilio o quasi-domicilio e vi svolgono un ministero abituale, a condizione di essere già dotati della facoltà in virtù della concessione del loro Ordinario del luogo, possono svolgere tale ministero nella Diocesi di Roma, tuttavia, devono produrre la documentazione attestante il possesso della facoltà in parola e ottenere dal Vicariato di Roma il documento attestante che l’Ordinario di Roma ha verificato la loro posizione;
b) i presbiteri diocesani che dimorano a Roma per un periodo di tempo pari o superiore a tre mesi o comunque con l’intenzione di rimanervi almeno per questo periodo, ma che non svolgono il ministero abitualmente nella Diocesi, se godono della facoltà di ricevere abitualmente le confessioni, possono esercitarla anche nella Diocesi di Roma, tuttavia, l’Ordinario di Roma, può stabilire che in casi particolari essi siano assoggettati alla disciplina prevista per chi ha nella Diocesi di Roma domicilio o quasi-domicilio;
c) i presbiteri diocesani e religiosi che svolgono occasionalmente il ministero a Roma, per un periodo di tempo molto limitato (e.g. quelli che accompagnano i pellegrini, o comunque sono di passaggio), hanno la facoltà e la esercitano nella misura in cui sia stata riconosciuta tramite concessione del loro Ordinario del luogo di incardinazione o domicilio.
d) I Parroci o, in mancanza, i sacerdoti loro collaboratori stabili, nonché i Rettori, sono tenuti a verificare la posizione dei sacerdoti che esercitano anche occasionalmente il ministero presso le chiese e gli oratori loro affidati, per quanto attiene l’esercizio di tali facoltà della Diocesi di Roma, così come già previsto dal can. 903 CIC circa la celebrazione della SS.ma Eucarestia. Tutti i presbiteri di cui alle lettere a) – c) della presente nota sono tenuti ad attestarla con documento valido e recente qualora ciò gli venga richiesto dai summenzionati titolari di ufficio.

4) Il Decreto quindi interpreta ed applica la legge universale, tuttavia, senza privare i sacerdoti delle loro facoltà, visto che chi le possiede può esercitarle anche a Roma. Chi però intenda rimanerci in maniera stabile ed esercitare un ministero abituale, deve regolarizzare la propria posizione con il Vicariato di Roma-Ufficio Clero. Chi invece sia sprovvisto delle facoltà per qualsiasi motivo (penale, disciplinare, pastorale), non può esercitarle nemmeno nella Diocesi di Roma.

Baldassare Card. Reina
Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

Nota della diocesi di Roma sui recenti fatti di cronaca

Corviale, Pantano, Anzio… Lo scenario è sempre più inquietante a Roma e dintorni. Troppa violenza, troppe vittime, spesso giovanissimi. Molto spesso nella nostra città le contese vengono risolte con armi in pugno. I fatti di cronaca di questi ultimi giorni esigono una decisa assunzione di responsabilità e una collaborazione effettiva tra le diverse agenzie educative.

Quello che è avvenuto è gravissimo e non ci possiamo arrendere di fronte a tanta ferocia; non possiamo restare silenti ignorando simili misfatti.

Le istituzioni, preposte alla sicurezza dei quartieri e alle politiche sociali, come anche la società civile nelle sue molteplici componenti e le nostre stesse comunità cristiane sono invitate ad un serio discernimento e a una puntuale attenzione per una presa in carico dei tanti disagi di cui soffre la nostra città.

La Chiesa di Roma in questi anni si è prodigata nel contrastare le diseguaglianze, con l’impegno profuso dalla Caritas, dalle parrocchie e da tante realtà associative sparse nel territorio. Ma certamente questo non basta!

La vita è un dono di Dio e sarebbe ora che i nostri buoni propositi, già espressi nel passato in simili circostanze, diventassero espressioni concrete della cultura della vita. In modo deciso diciamo “no” alla violenza!

19 gennaio 2024

Nota della Cei sulla partecipazione alle celebrazioni natalizie

Il Decreto-Legge n. 172, contenente ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus Covid-19, introduce – come ormai noto – alcune limitazioni agli spostamenti durante il periodo natalizio, dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio 2021 si applicano le misure previste per le cosiddette “zone rosse”, elencate all’art. 3 del DPCM dello scorso 3 dicembre. Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 si applicano, invece, le misure previste per le cosiddette “zone arancioni”, elencate all’art. 2 del DPCM dello scorso 3 dicembre.

Nella situazione disegnata dal Decreto-Legge non ci sono cambiamenti circa la visita ai luoghi di culto e le celebrazioni: entrambe sono sempre permesse, in condizioni di sicurezza e nella piena osservanza delle norme.

La Segreteria Generale della Cei ricorda quanto indicato dal Consiglio Episcopale Permanente nel comunicato finale della sessione straordinaria del 1° dicembre: “Sarà cura dei Vescovi suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno. Per la Messa nella notte sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto ‘coprifuoco’”, cioè entro le 22.

Durante i giorni di “zona rossa” si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione per velocizzare le eventuali operazioni di controllo. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini”.

Durante i giorni di “zona arancione” i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 km.

I Vescovi esortano, soprattutto in queste giornate, a non dimenticare e ad accompagnare tutte le persone, che comunicano le loro fatiche, le loro speranze, chiedendo preghiere e aiuti materiali e spirituali. “Nel silenzio delle tante ferite che incidono profondamente sul corpo, nell’anima e nello spirito, sappiamo per fede che sta per fare capolino la voce dell’angelo, che porterà la notizia attesa da sempre: ‘Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore’”.

21 dicembre 2020

Nota del Vicariato di Roma sulla conclusione della visita canonica al Centro Aletti

In seguito alle notizie diffuse da agenzie di stampa e dai comunicati a firma di p. Johan Verschueren, Delegato del p. Generale per le Case Interprovinciali di Roma, in merito ad alcune vicende riguardanti p. Marko Rupnik e collegate anche al Centro Aletti, il 16 gennaio 2023 il Cardinale Vicario ha disposto l’avvio di una Visita Canonica presso l’Associazione Pubblica di Fedeli della Diocesi di Roma “Centro Aletti”, eretta in data 5 giugno 2019, al fine di indagare “sulle dinamiche associative e sulla reale consistenza degli interrogativi sollevati da alcune istanze”. Dell’indagine è stato incaricato il Rev.mo Sac. Giacomo Incitti, Professore Ordinario di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Urbaniana.

La Visita Canonica si è svolta avendo come obiettivo, in particolare, “l’accertamento delle modalità di conduzione dell’Associazione e dell’effettivo funzionamento dei suoi organi di governo; l’esame della vita associativa in tutti i suoi aspetti, compresi i rapporti dei membri con il Fondatore e con il gruppo dei responsabili, nonché le dinamiche relazionali tra i membri stessi, con riferimento… anche al periodo antecedente il 5 giugno 2019”. L’indagine è stata condotta con diligenza e riservatezza, attraverso incontri comunitari e un rilevante numero di colloqui personali sia con gli attuali membri sia con molte persone che a vario titolo hanno avuto contatti con la vita e le attività del Centro. Il 23 giugno 2023 il Visitatore ha presentato la relazione finale.

Da tale relazione emerge con chiarezza che in seno al Centro Aletti è presente una vita comunitaria sana e priva di particolari criticità. Il Visitatore ha potuto appurare che i membri del Centro Aletti, benché amareggiati dalle accuse pervenute e dalle modalità con cui sono state gestite, hanno scelto di mantenere il silenzio – nonostante la veemenza dei media – per custodire il cuore e non rivendicare una qualche irreprensibilità con cui ergersi a giudici degli altri. Tutta la vicenda, a giudizio del Visitatore, ha aiutato le persone che vivono l’esperienza del Centro Aletti a rafforzare la fiducia nel Signore, nella consapevolezza che il dono della vita di Dio si fa spazio anche attraverso la prova.

Contemporaneamente, nuove esigenze, emerse e valutate anche alla luce della decisione della Compagnia di Gesù di uscire dalla compagine del Centro Aletti, hanno richiesto alcune prime necessarie modifiche allo Statuto che, tuttavia, hanno lasciato integre le finalità fondative.

Sulla base della relazione finale, il Cardinale Vicario, verificata la non sussistenza di alcun presupposto per ulteriori provvedimenti di propria competenza, ha decretato la chiusura della Visita Canonica.

Come da esplicita richiesta formulata nel decreto di nomina, tenuto conto delle ricadute sulla vita dell’Associazione, il Visitatore ha doverosamente esaminato anche le principali accuse che sono state mosse al p. Rupnik, soprattutto quella che ha portato alla richiesta di scomunica. In base al copioso materiale documentario studiato, il Visitatore ha potuto riscontrare e ha quindi segnalato procedure gravemente anomale il cui esame ha generato fondati dubbi anche sulla stessa richiesta di scomunica.

In considerazione della gravità di tali riscontri, il Cardinale Vicario ha rimesso la relazione alle Autorità competenti.

18 settembre 2023

Nota del Vicariato di Roma

A seguito dell’ennesimo articolo pubblicato su un sito web e sui social ad esso collegati, riportando narrazioni capziose, il Vicariato di Roma, considerati i toni di crescente aggressività, intende evidenziare la falsità delle affermazioni ivi riportate.
Già lo stesso sito ha dovuto, su altro tema, rettificare le fantasiose ipotesi di sanzioni milionarie per la nomina del DPO (Responsabile per la Protezione dei Dati), la cui procedura e nomina stessa sono avvenute invece nel pieno rispetto della normativa in materia.
Questione contratti di locazione Lungotevere dei Vallati:
– L’attuale Direttore dell’Ufficio giuridico non ha né ha mai avuto alcun tipo di legame con i conduttori di tale immobile.
– Il contratto di cui principalmente si tratta è stato sottoscritto nel 2017 e a causa di problematiche emerse poco dopo la sua sottoscrizione non si è mai giunti ad una sua piena esecuzione.
– Tutti i contratti di locazione di cui si parla nel sito web sono stati conclusi, approvati e sottoscritti dai predecessori di coloro a cui oggi il sito vorrebbe addossarne la responsabilità.
– La gestione degli immobili di Lungotevere dei Vallati e dei relativi contratti, le possibili disdette e il recupero delle morosità, fin dal 2020 sono state di competenza della Sezione Patrimonio, coordinata dall’allora Prelato Segretario del Vicariato di Roma.
– Solo dal giugno del 2023 il Vicegerente e l’Ufficio giuridico del Vicariato sono stati chiamati ad occuparsi di tali contratti e delle necessarie iniziative volte a una maggior tutela degli interessi dell’Ente proprietario (Ospizio Ecclesiastico dei Cento Preti), portando tra l’altro la trattativa verso una soluzione particolarmente migliorativa per l’Ospizio, sia in termini economici sia di garanzie. I rapporti con le controparti hanno avuto natura esclusivamente lavorativa e si sono svolti in un contesto rigorosamente lavorativo.
– Appare di una superficialità sconcertante l’utilizzo capzioso, da parte del sito web, di una “visura” che come si evince dal documento stesso nulla ha a che vedere con un cambio di destinazione d’uso; oltretutto tale visura riguarda un immobile di proprietà di un altro soggetto a noi estraneo ed è totalmente inconferente con l’oggetto del contratto.
– Tutti gli importi dei canoni di locazione citati dal sito web sono stati al tempo basati sullo stato oggettivo degli immobili e sul loro concreto utilizzo; sono inoltre stati approvati dal Consiglio Diocesano per gli Affari Economici in carica al tempo o dalle altre Autorità previste dalla normativa canonica.

Quanto sopra per evidenziare che nessuna forma di clientelismo vige in Vicariato né nella scelta né nel trattamento dei conduttori.

Il Vicariato si riserva di agire nelle sedi opportune a tutela della onorabilità delle persone citate, nonché di porre in essere ogni iniziativa per far accertare alle Autorità competenti i gravi reati connessi alla sottrazione di tutti quei documenti che impropriamente e in modo artatamente parziale sono stati illegittimamente diffusi e poi pubblicati.

12 marzo 2024

Nota del Vicariato di Roma

In data 18 maggio 2024 è stato pubblicato, con chiaro intento diffamatorio, un articolo recante una ricostruzione distorta, incompleta e non corrispondente al vero di un episodio riguardante la seduta del 30 gennaio 2021 del Consiglio per gli Affari economici della Diocesi di Roma (CDAE), senza aver preventivamente chiesto mai alcuna informazione o verifica a codesto Vicariato sui fatti riportati nell’articolo. È stato, inoltre, allegato un documento riservato, della cui fuoriuscita non autorizzata sarà presto accertata la responsabilità.

Poiché con le affermazioni ivi riportate si lede gravemente l’immagine e il corretto operato del Vicariato e dei suoi responsabili, ci occorre evidenziare che:

1) Contrariamente a quanto affermato dall’articolo pubblicato, la volontà di messa in vendita dell’immobile di Rocca di Fabrica (c.d. Castello di Fabrica), l’istruttoria sulle proposte di acquisto, la verifica dei proponenti, nonché le trattative, furono condotte e deliberate dalla Caritas diocesana, beneficiaria dell’eredità di cui il bene era parte e dall’Ufficio amministrativo del Vicariato, con la dovuta trasparenza;

2) La proposta di acquisto presentata nel CDAE del 30 gennaio 2021, era stata invero già accettata, pur subordinata alla approvazione del CDAE, con lettera del 14 dicembre 2020 a firma del Direttore dell’Ufficio Amministrativo, sentito il Segretario Generale del Vicariato;

3) Gli accertamenti conseguenti alla seduta del CDAE evidenziarono, tra l’altro, che lo stato di “arresto” del proponente l’acquisto, ipotizzato sulla base di una ricerca sul web, si rivelò totalmente infondato, in quanto si trattava di un caso di omonimia;

4) A seguito del parere negativo del CDAE, il Direttore dell’Ufficio giuridico, con la diligenza del buon padre di famiglia, invitò ripetutamente (e da ultimo per iscritto il 22 marzo 2021) il Direttore dell’Ufficio Amministrativo e il Segretario Generale a comunicare prontamente al proponente la decisione del CDAE di non approvare la vendita;

5) Il verbale pubblicato fraudolentemente dal sito web rappresenta un testo non fedele a quanto deliberato in sede di approvazione. Infatti è mancante della Nota a verbale, che illustrava il reale svolgimento dei fatti riguardanti la trattativa sull’immobile e le enunciazioni avvenute nel CDAE. Non risultano, inoltre, recepite le modifiche richieste per iscritto al segretario del Consiglio;

6) Le rimostranze di Caritas per la mancata vendita del cespite portarono la stessa a richiedere al Vicariato di Roma il corrispettivo economico offerto dal proponente. Il Vicariato ha così acquisito il bene nel suo patrimonio disponibile e lo ha messo successivamente in vendita, come lo è tuttora.

Da tale vicenda appare evidente che emergono circostanze che saranno accertate nelle sedi opportune, anche sotto il profilo penale.

 

20 maggio 2024

Nota del Vicariato di Roma

Il Santo Padre ha nominato per un quinquennio don Renato Tarantelli Baccari Vicario episcopale giuridico-amministrativo con specifica potestà ordinaria vicaria in materia di Enti.

 

Leggi la Nota

10 settembre 2024

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