8 Maggio 2026

Monsignor Iannone Segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i testi legislativi

Papa Francesco ha nominato Segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi monsignor Filippo Iannone, carmelitano, arcivescovo emerito di Sora-Aquino-Pontecorvo e finora vicegerente della diocesi di Roma. Ne ha dato notizia sabato 11 novembre la Sala stampa della Santa Sede.
La Diocesi è grata per il suo servizio di questi anni e gli rivolge gli auguri per il nuovo ministero presso la Santa Sede.
Oltre a complimentarci con lui per il suo prestigioso incarico, scrive il vescovo Gianrico Ruzza, segretario generale del Vicariato, desideriamo condividere con lui un momento di preghiera per salutarlo.
Monsignor Iannone presiederà la celebrazione eucaristica lunedì 20 novembre alle ore 8.30 nell’abside della Basilica di San Giovanni in Laterano per il personale del Vicariato.
Lunedì 20 novembre, per questo motivo, gli Uffici del Vicariato apriranno al pubblico alle ore 9.30.

+ Gianrico Ruzza
Segretario Generale

Monsignor Giuseppe Tonello nominato consigliere della Penitenzieria Apostolica

Monsignor Giuseppe Tonello è stato nominato da Papa Francesco consigliere della Penitenzieria Apostolica. La notizia è stata data oggi, sabato 28 marzo, dalla Sala Stampa della Santa Sede.

Appartenente al clero romano, monsignor Tonello ricopre diversi ruoli nella diocesi di Roma: è cancelliere, membro del Consiglio presbiterale, del Consiglio dei prefetti e della Commissione disciplinare del Vicariato di Roma.

28 marzo 2020

Monsignor Gianpiero Palmieri nominato vicegerente della diocesi

Oggi, sabato 19 settembre 2020, il Santo Padre ha nominato vicegerente della diocesi di Roma monsignor Gianpiero Palmieri, finora vescovo ausiliare per il settore Est, conferendogli la dignità di arcivescovo nella sede titolare di Idassa.

Tarantino di origine, Palmieri è stato nominato vescovo ausiliare per il settore Est della diocesi il 18 maggio del 2018. Ha frequentato il Pontificio Seminario Romano Minore e si è formato poi nell’Almo Collegio Capranica. Ordinato sacerdote il 19 settembre 1992 a Roma, ha conseguito la Licenza in teologia Dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Subito dopo l’ordinazione ha ricoperto gli incarichi di vicerettore del Pontificio Seminario Romano Minore (fino al 1997) e assistente diocesano dell’Azione cattolica ragazzi (fino al 1999). È stato vicario parrocchiale prima ai Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela dal 1997 al 1999, e poi a San Frumenzio ai Prati Fiscali fino al 2004, anno in cui è stato nominato parroco. È stato prefetto della IX prefettura dal 2007 al 2011. Nel 2016 è stato nominato parroco di San Gregorio Magno alla Magliana. Palmieri è dal primo settembre 2017 incaricato del Servizio diocesano per la formazione permanente del clero.

19 settembre 2020

Monsignor Gianpiero Palmieri è il nuovo vescovo di Ascoli Piceno

Il Santo Padre Francesco ha nominato monsignor Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma e ausiliare del settore Est, vescovo della diocesi di Ascoli Piceno. Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha dato l’annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi (venerdì 29 ottobre 2021) nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. L’ingresso nella nuova diocesi il 28 novembre.

Don Gianpiero Palmieri è nato il 22 marzo 1966 a Taranto; era vescovo ausiliare del settore Est dal 2018 nonché vicegerente della diocesi di Roma. Da settembre 2016 a maggio 2018 è stato parroco di San Gregorio Magno alla Magliana, oltre che incaricato del Servizio diocesano per la formazione permanente del clero dal primo settembre 2017. Ha frequentato il Pontificio Seminario Romano Minore e si è formato poi nell’Almo Collegio Capranica. Ordinato sacerdote il 19 settembre 1992 a Roma, nella parrocchia della Santissima Annunziata a via Ardeatina, ha conseguito la Licenza in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Subito dopo l’ordinazione ha ricoperto gli incarichi di vicerettore del Pontificio Seminario Romano Minore (fino al 1997) e assistente diocesano dell’Azione cattolica ragazzi (fino al 1999). È stato vicario parrocchiale prima ai Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela dal 1997 al 1999, e poi a San Frumenzio ai Prati Fiscali fino al 2004, anno in cui è stato nominato parroco della stessa comunità. È stato prefetto della IX prefettura dal 2007 al 2011.

Il cardinale De Donatis, nell’annunciare la nuova nomina, ha ringraziato monsignor Palmieri per il suo «amore appassionato per la Chiesa», il suo «specchiarsi nelle Beatitudini», la «disponibilità generosa al servizio», l’essere sempre stato un «pastore buono».

«Ci sono delle situazioni in cui Dio ci veste e altre in cui ci spoglia. Ora mi sta spogliando della Chiesa di Roma – ha commentato monsignor Palmieri –. Faccio fatica a congedarmi. Le mie giornate erano fatte di volti da incontrare, di luoghi da abitare, di situazioni da accarezzare con l’immaginazione (chissà come il Signore farà crescere quella o quell’altra comunità?). Ho assistito tutti i giorni alla potenza della Parola di Dio che tocca i cuori delle persone, all’energia dello Spirito che spinge tanti a dedicarsi agli altri (specie ai poveri) e a lottare per il regno, ho partecipato con passione alla missione ecclesiale di fecondare con la parola evangelica l’aridità di tanti mondi interiori ed esteriori… Mi sono “divertito” a portare anche in ambienti molto laici o in situazioni istituzionali molto ingessate la parola semplice ed autentica del Vangelo. La grazia, come un fiume sotterraneo, è la vera realtà invisibile di questa città. (…). Congedarsi da tutto questo è difficile. Essere spogliato dalla frequentazione quotidiana di gente così bella è faticoso. Solo quando lasci qualcosa, ti rendi conto che “sei legato”, che l’hai amata e che sei stato molto amato. Me ne vado da questa Chiesa, nella quale sono cresciuto e che mi ha donato tanto, con la consapevolezza che senza di essa sono piccolissimo e poverissimo».

Dall’altro lato c’è però la gioia per l’arrivo ad Ascoli Piceno, il saluto ai fedeli che lo stanno per accogliere. «Le mie origini sono anche nelle Marche, nella città di Camerino – ha ricordato nel suo saluto alla nuova diocesi –. Una parte della mia famiglia vive ad Ascoli. Tante volte, in particolare da bambino e da ragazzo, sono venuto a passare qualche giorno dai miei parenti ad Ascoli. E così mi sono innamorato della vostra (e ora nostra) città». E ancora: «Come vostro fratello e padre, con voi discepolo e per voi sposo e maestro, vi chiedo con forza di camminare tutti insieme, in maniera sinodale sotto il primato della Parola di Dio, accogliendoci reciprocamente pur con tutti i nostri limiti e imparando a volerci bene. Lo Spirito Santo ci illuminerà sui cammini da intraprendere, la misericordia del Padre ci custodirà e sarà la nostra “casa”».

L’intervento del cardinale vicario Angelo De Donatis in occasione della nomina

Il testo integrale dell’intervento di monsignor Palmieri, vescovo di Ascoli Piceno

29 ottobre 2021

Monsignor Frisina rilegge Dante

Settecento anni fa, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321, moriva Dante Alighieri, colui che diede un testo comune all’Italia, quella Divina Commedia la cui fama è ancora oggi sconfinata. Per celebrarne la grandezza, anche come cantore della fede cristiana, in occasione dell’anno commemorativo monsignor Marco Frisina, biblista, compositore e direttore del Coro della diocesi di Roma, dà il via a un ciclo triennale di letture integrali del capolavoro dantesco. Già autore della fortunata “La Divina Commedia Opera Musical”, ispirata alla fatica del Sommo Poeta, con la Lectura Dantis Frisina torna a raccontare il più celebre fiorentino, di cui spiega la fascinazione: «In lui – dice -, il poeta, il credente e l’uomo diventano una sola cosa». Denuncia quindi quello che chiama “il grosso equivoco” che nasce nelle scuole, «dove si fa un’antologia soprattutto dell’Inferno, poi si studia qualcosa del Purgatorio e quasi niente del Paradiso, finendo con il dare una falsa idea di questo poema».

In realtà, l’Inferno è solo la prima delle tre cantiche e «il viaggio dall’Inferno al Paradiso va sempre concepito come percorso unico, perché quello che fa Dante non è un viaggio di piacere né avventuroso. È invece un viaggio interiore. Il suo cammino è quello di ogni uomo che deve ritrovare il senso di se stesso, proprio come lui dopo tanta sofferenza: l’esilio, l’aver perso l’onore, la famiglia, la patria e ogni altra cosa». Il «cammin di nostra vita», a cui fa riferimento l’inizio del poema è la via che il credente deve percorrere per giungere fino a Dio e scoprire che il fine della sua esistenza è l’amore. La Lectura Dantis è allora anche la risposta all’appello di Papa Francesco che nella lettera apostolica “Candor lucis aeternae” richiama l’attenzione sull’opera dantesca, cogliendo l’occasione del centenario affinché sia fatta conoscere ancor di più e «resa accessibile e attraente non solo a studenti e studiosi ma anche a tutti coloro che, ansiosi di rispondere alle domande interiori, desiderosi di realizzare in pienezza la propria esistenza, vogliono vivere il proprio itinerario di vita e di fede in maniera consapevole, accogliendo e vivendo con gratitudine il dono e l’impegno della libertà».

In questi incontri, divisi in tre sezioni, «vivremo insieme – svela Frisina – un itinerario spirituale guidati dalla Divina Commedia. Il poema ci accompagnerà alla scoperta del senso profondo della nostra vita. Nel giro di tre anni, uno per ogni cantica, canto dopo canto prima discenderemo con il poeta nell’abisso del cuore umano, così come viene esposto nell’Inferno, poi saliremo verso la cima della santa montagna della purificazione, così come ci viene presentata nel Purgatorio, infine ci soffermeremo a godere dell’illuminazione e della contemplazione dei misteri della salvezza nella terza cantica: il Paradiso». Dalla «selva tenebrosa» della nostra esperienza di peccato alla luce abbagliante dell’«Amor che move il sole e l’altre stelle», anticipa Frisina, «incontreremo uomini e donne che con le loro vicende esemplificano la condizione umana in tutte le sue sfaccettature, aiutandoci a interpretare con maggiore consapevolezza la nostra esistenza alla luce della fede».

Il primo dei 13 incontri dedicati all’Inferno è in programma per giovedì 28 ottobre, alle 19.30, presso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, con la lettura del canto I. Dante è nella selva e poi sul pendio che conduce al colle. Qui incontra Virgilio, che lo accompagnerà a visitare gli inferi, prima tappa della sua purificazione dal peccato. L’ultimo appuntamento con la Lectura Dantis dell’Inferno sarà il 19 maggio 2022 con il commento ai canti XXXII, XXXIII e XXXIV in cui il poeta scrive dei traditori, ovvero coloro che hanno violato il patto «di che la fede spezial si cria», cioè quello tra persone propense a fidarsi per i vincoli speciali di parentela, dovere civico, ospitalità o benevolenza.

di Mariaelena Finessi, da Roma Sette del 24 ottobre 2021

Monsignor Frisina presidente della giuria del Christian Music Festival

Monsignor Marco Frisina

Fabrizio Venturi, ideatore e direttore artistico del Festival della canzone cristiana Sanremo, patrocinato dal Comune di Sanremo e della diocesi di Ventimiglia – San Remo, ha annunciato oggi che monsignor Marco Frisina sarà il presidente della giuria e supervisore dei testi degli artisti ammessi alla prossima edizione del Christian Music Festival, che si terrà a Sanremo, dall’8 al 10 febbraio 2023.

Monsignor Marco Frisina è consultore del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presidente della Commissione diocesana di arte sacra della diocesi di Roma, direttore del Coro della Diocesi di Roma e dal 2009 rettore della basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

30 settembre 2022

Monsignor Francesco Pesce coordinatore pastorale del settore Centro

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Il coordinatore pastorale del settore Centro della diocesi di Roma è monsignor Francesco Pesce. Il sacerdote attualmente è parroco di Santa Maria ai Monti e responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, del lavoro e cura del Creato. Nel suo nuovo servizio dovrà raccogliere le istanze pastorali che provengono dai presbiteri e dai laici del settore Centro e riferirli al Consiglio episcopale, nonché riportare al settore stesso le indicazioni che via via matureranno all’interno del Consiglio episcopale. Per le questioni più delicate e urgenti il riferimento sarà comunque il vicegerente della diocesi, monsignor Baldo Reina.

Lo scorso 8 aprile il Santo Padre ha comunicato al Consiglio episcopale che per il momento non intende nominare un vescovo ausiliare per il settore Centro ma ha chiesto, nello stesso tempo, di consultare i prefetti del Centro perché votassero una terna. Il 9 aprile l’esito della votazione è stato comunicato a Papa Francesco, che il 13 aprile ha scelto monsignor Pesce.

16 aprile 2024

Monsignor Filippo Tucci tra i premiati dal presidente Mattarella

C’è anche un sacerdote della diocesi di Roma tra le trentadue persone che ieri hanno ricevuto l’onorificenza al Merito della Repubblica italiana, conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di monsignor Filippo Tucci, novantenne, a lungo rettore della chiesa di San Rocco in Augustea e primicerio dell’Arciconfraternita di San Rocco.

La motivazione dell’onorificenza: «Per aver dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’inclusione delle persone in condizioni di disagio e di abbandono». La chiesa di San Rocco è infatti da mezzo secolo un punto di riferimento per i poveri del centro storico. Le persone assistite sono per lo più senza fissa dimora. L’intervento nei loro confronti si concretizza in assistenza spirituale, sanitaria (inclusa la donazione di farmaci di prima necessità), refezione, docce e servizi igienici, donazione di biancheria nuova, indumenti, coperte.

«E’ una Chiesa che non è un salotto – ha commentato don Filippo -, è un ospedale da campo. Una chiesa che serve, aiuta, accoglie, cura».

Tra i premiati dal presidente, anche suor Gabriella Bottani, coordinatrice della rete internazionale Thalita Kum contro la tratta.

21 dicembre 2019

Monsignor Feroci ordinato arcivescovo, «mano tesa verso i poveri»

Domenica 15 novembre, al Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha presieduto la Messa con l’ordinazione episcopale di monsignor Enrico Feroci, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva e rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore. Conconsacranti l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente emerito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, e monsignor Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri-Segni. Monsignor Feroci sarà creato cardinale da Papa Francesco nel Concistoro del prossimo 28 novembre.

«Sei sempre stato una mano tesa verso i poveri», ha detto il vicario a proposito di monsignor Feroci, ricordandone gli anni trascorsi come direttore della Caritas diocesana di Roma. «Talenti», «gratitudine» e «restare» sono le tre parole sulle quali il porporato si è soffermato nell’omelia. «Il talento che il Padre ci affida – ha spiegato commentando il Vangelo – è la nostra stessa vita. La parabola, più che farci fare i conti con cosa riusciamo o meno a fare, ci invita a mettere da parte la paura». L’esortazione è a «uscire, abbandonare la logica del possesso e abbracciare la matematica della condivisione».

Poi la «gratitudine» per il dono di monsignor Feroci: «Vogliamo ringraziare Dio per te e con te, caro don Enrico – ha proseguito il presule -, pensando a quanto hai preso sul serio questa parabola, a quanto ami Dio e la Chiesa e a quanto tu ti sei speso affinché il dono del Padre fosse condiviso con gli altri».

«Restare» è l’ultima parola su cui ha riflettuto il porporato: «Non smettere di rimanere innestato nella vite del Signore!», ha detto al nuovo arcivescovo. Quindi il paragone con Mosè: . «Anche per lui i primi ottant’anni di vita sono serviti per prepararsi alla missione che Dio aveva pensato per lui!». L’augurio del cardinale è allora «di rimanere in quell’amore che dà vita, in quella vite che fa portare frutto, fino a 120 anni… come Mosè!».

16 novembre 2020

Monsignor Felicolo nuovo direttore generale della Fondazione Migrantes

È monsignor Pierpaolo Felicolo il nuovo direttore generale della Fondazione Migrantes. La nomina è arrivata ieri, 22 settembre, dal Consiglio Permanente della Cei che si è riunito a Matera. Monsignor Felicolo sostituisce don Gianni De Robertis che ha guidato l’organismo pastorale della Cei dal 2017 ad oggi.

Monsignor Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, è nato il 15 gennaio 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Molti gli incarichi ricoperti durante il suo ministero: dai gruppi giovanili, agli Scout, ai gruppi di catechismo per fanciulli e adulti, alla scuola della Parola con gli anziani. Dal 1998 è impegnato nella pastorale Migrantes della diocesi di Roma che, dal 2010, guida come direttore e dal 2011 anche come Incaricato della Commissione regionale Migrantes della Conferenza Episcopale Laziale. Dal 2013 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Migrantes e negli ultimi anni è stato assistente di Api-Colf della provincia di Roma. Negli anni ha lavorato nella pastorale dei campi Rom della diocesi di Roma organizzando doposcuola per bambini, assistenza e sostegno a numerosi nuclei familiari.

«Ringrazio i Vescovi italiani per la fiducia accordatami», sono state le sue prime parole: «Mi auguro di continuare ad essere vicino a tutto il mondo della mobilità contribuendo in prima persona alla costruzione di un futuro diverso per e con i migranti. Veniamo da anni difficili. La pandemia e la guerra ancora in corso a un passo da casa, insieme ai tanti conflitti che ci sono ancora nel mondo, hanno provocato grandi cambiamenti e profonde fragilità. Ci attende un grande lavoro a cui oggi guardo con impegno contando sulla collaborazione di tutti gli organismi istituzionali e pastorali e della grande famiglia Migrantes in Italia e all’estero».

23 settembre 2022

Monsignor De Donatis: «Roma abbia credenti autentici»

«Questa nostra città possa avere presenze di credenti autentici che diventino roccia su cui gli altri possano poggiare la loro fede». È il primo incoraggiamento rivolto ai fedeli della diocesi di Roma dal nuovo vicario del Papa, l’arcivescovo Angelo De Donatis, che ha presieduto a San Giovanni in Laterano giovedì, nella solennità dei santi Pietro e Paolo, la sua prima Messa capitolare da arciprete della basilica. A concelebrarla, tra gli altri, il vicegerente Filippo Iannone, il vescovo ausiliare per il settore Centro, Gianrico Ruzza, e il vescovo Luca Brandolini, vicario dell’arciprete di San Giovanni in Laterano. Il nuovo incarico di De Donatis, che succede al cardinale Agostino Vallini come vicario generale, è cominciato proprio nella festa degli apostoli patroni di Roma (la nomina risale al 26 maggio scorso). Al suo fianco tanti sacerdoti, che il presule ha avuto modo di seguire durante il suo ministero di vescovo ausiliare per la cura del clero.

Ad accogliere l’arcivescovo è stato il canonico monsignor Luis Duval, decano del Capitolo della basilica lateranense: «Tutti quelli che la conoscono hanno accolto la sua nomina con grande gioia e l’hanno saputa comunicare a quelli, come me, che non avevano avuto l’onore di incontrarla. Lei – ha detto rivolgendosi a De Donatis – è il benvenuto. Tutto il Capitolo non chiede altro che collaborare con lei per fare di questa basilica un luogo in cui i numerosissimi visitatori e pellegrini possano incontrare il Signore, la pace dell’anima e la forza di servire i fratelli». «Le vostre preghiere so che non mancheranno e so che mi sostengono», ha detto l’arcivescovo rivolgendosi al clero, ai tanti religiosi e ai fedeli presenti nella cattedrale di Roma, molti dei quali lo hanno accompagnato nei diversi incarichi che ha ricoperto. L’omelia è stata incentrata sul brano del Vangelo del giorno. «La nostra fede può diventare pietra su cui può fondarsi la fede degli altri. È Dio la roccia su cui poggiare il piede per non vacillare», ha detto il presule, che ha richiamato il brano che conclude il discorso della montagna, nel Vangelo di Matteo: «Gesù propone la metafora della casa e dei due costruttori, l’uomo saggio edifica sulla roccia se ascolta le parole di Gesù e le mette in pratica. Allora la casa regge. Roccia su cui si edifica la Chiesa diventa la fede stessa di Pietro. La roccia è l’alleanza stessa che Dio stabilisce con ciascuno di noi».

E proprio nell’apostolo, De Donatis trova un modello di accoglienza. «Pietro professa la sua fede perché sa accogliere. Il verbo più importante per un cammino di fede è accogliere, accogliere il dono di una rivelazione – ha aggiunto –. Pietro è roccia perché in lui si rivela la solidità di Dio, che ha bisogno di manifestarsi nella storia, nei segni di cui continuiamo ad avere bisogno, perché la nostra vita non fugga in un mondo virtuale ma rimanga incarnata nelle dinamiche della storia». Infine, un richiamo alla testimonianza di Paolo, che «sa che la sua fede sostiene quella degli altri; allora anche a lui il Signore promette di essere roccia su cui gli altri troveranno fondamento e rifugio». Al termine della Messa, animata dal Coro della diocesi diretto da monsignor Marco Frisina, i fedeli hanno salutato con un lungo applauso De Donatis, che ha concluso la celebrazione con una preghiera per la città.

 

30 giugno 2017

Monsignor De Donatis nuovo vicario di Roma

Monsignor Angelo De Donatis, 63 anni, pugliese di origine, ausiliare di Roma dal 2015, è il nuovo vicario del Papa per la diocesi di Roma. Francesco l’ha elevato alla dignità di arcivescovo e l’ha nominato anche arciprete della basilica Lateranense. L’annuncio, diffuso ufficialmente a mezzogiorno del 26 maggio – festa di San Filippo Neri, compatrono di Roma – dalla Sala stampa della Santa Sede, è stato dato dal cardinale Agostino Vallini nella sala al terzo piano del Palazzo Lateranense, sede del Vicariato di Roma. Presenti il vicegerente, i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti e il personale del Vicariato. Il Santo Padre ha così accolto la rinuncia presentata dal cardinale Vallini, che ad aprile ha compiuto 77 anni, per raggiunti limiti di età.

Monsignor De Donatis – che inizierà il suo mandato di vicario generale il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro Paolo, patroni di Roma – è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli. Era vescovo ausiliare dal 14 settembre 2015, nominato da Papa Francesco specificamente per la cura del clero di Roma, alla sede titolare di Mottola. La nomina episcopale era stata annunciata dal cardinale vicario Agostino Vallini ai sacerdoti riuniti nella basilica di San Giovanni in Laterano per il tradizionale incontro di inizio dell’anno pastorale.

Come si ricorderà, è stato proprio Francesco, con un’attenzione del tutto particolare per un ausiliare di Roma, a presiedere la Messa per l’ordinazione episcopale, celebrata il 9 novembre 2015 nella basilica di San Giovanni in Laterano. In quell’occasione il Papa aveva detto esplicitamente: «Nella Chiesa di Roma vorrei affidarti i presbiteri, i seminaristi. Tu hai questo carisma!». Non a caso, erano più di 600 i sacerdoti che riempivano le ali del transetto della basilica: amici, fratelli e tanti figli spirituali che hanno conosciuto la sollecitudine di monsignor De Donatis. Accanto a Papa Francesco, i co-ordinanti sono stati il cardinale vicario Agostino Vallini e il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero.

Alla consegna dell’anello episcopale, il Papa ha infatti ricordato al nuovo presule: «Non dimenticarti che prima di questo anello c’era quello dei tuoi genitori… difendi la famiglia». Famiglia come luogo in cui si fa esperienza d’amore, lo stesso che De Donatis ha citato nel proprio motto episcopale: “Nihil Caritate dulcius” (Nulla è più dolce dell’amore). Le parole sono tratte dal “De officiis ministrorum” di Sant’Ambrogio, dove si legge: “Sia tra di voi la pace che supera ogni sentimento. Amatevi gli uni gli altri. Nulla è più dolce dell’amore, nulla più gradevole della pace”.

Per molti sacerdoti della diocesi, De Donatis è stato in questi anni una preziosa guida spirituale. E dal 1° settembre 2014 era incaricato diocesano del Servizio per la formazione permanente del clero, che aveva rilanciato con la collaborazione di alcuni sacerdoti, promuovendo iniziative di vario tipo.

Alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, De Donatis ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma.

Dopo essere stato nei primi anni ’80 collaboratore nella parrocchia di San Saturnino, al quartiere Trieste, e insegnante di religione, dal 1983 al 1988, è stato vicario parrocchiale della medesima parrocchia. Dal 1988 al 1990 ha lavorato come addetto alla Segreteria generale del Vicariato come collaboratore dell’arcivescovo Giovanni Marra ed è stato vicario parrocchiale nella parrocchia Santissima Annunziata a Grottaperfetta; dal 1989 al 1991, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio; dal 1990 al 1996, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore.

Dal 2003 De Donatis ha guidato la parrocchia di San Marco Evangelista al Campidoglio ed è stato assistente diocesano dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. È stato membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere; è Cappellano di Sua Santità dal 10 aprile 1990. Dall’aprile 2016 è rettore della chiesa di San Sebastiano al Palatino e da dieci anni è assistente spirituale dell’associazione Don Andrea Santoro.

Nella Quaresima del 2014 De Donatis ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi spirituali della Curia Romana sul tema “La purificazione del cuore” (tenuti per la prima volta ad Ariccia, fuori dal Vaticano). Nel corso del Giubileo straordinario della Misericordia De Donatis ha curato per Romasette.it la rubrica “La misericordia nella Bibbia”, una serie di riflessioni sul tema chiave dell’Anno Santo raccolte poi in un libro edito dalle Paoline.

26 maggio 2017

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