26 Giugno 2026

Musica in parrocchia, gli accordi della Cei

Rappresentazioni teatrali, sottofondo durante le feste, fiere. Per una parrocchia o per un ente ecclesiastico, quando si organizza un qualsiasi evento che preveda diffusione di musica, non è facile individuare quale sia l’organismo di gestione del repertorio prescelto. Si rischia di incorrere in sanzioni, o semplicemente di “perdere tempo” tra telefonate ed email per cercare di capire come comportarsi.

Da quest’anno, la Segreteria Generale della Cei ha siglato un accordo con Soundreef, ancora poco noto a tante realtà ecclesiali. Soundreef è un’Entità di Gestione Indipendente costituita ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D. Lgs. 35/2017, che liberalizza la riscossione dei diritti di autore prima affidati in regime di esclusiva alla Siae.

Soundreef svolge sul territorio italiano attività di gestione e intermediazione dei diritti d’autore di opere musicali facenti parte del catalogo consultabile sul sito (Soundreef gestisce ora il proprio repertorio musicale dopo essere subentrata a Lea, attualmente in liquidazione)

La convenzione stabilisce che «nel campo dei diritti di autore rimane in vigore l’Accordo con Siae del 22 dicembre 1998; a esso si aggiunge quella appena sottoscritta con Soundreef (…) Lo stesso brano, infatti, può appartenere sia al repertorio Siae che a quello di Soundreef, magari perché il cantante aderisce a un organismo, mentre l’autore del brano a un altro. Il mancato pagamento dei diritti di autore sia a Siae che agli altri organismi di gestione comporta l’irrogazione di sanzioni amministrative».

Per conoscere nel dettaglio gli accordi con le società e la normativa Cei su diritti d’autore e diritti connessi, cliccare qui https://giuridico.chiesacattolica.it/diritto-dautore-e-diritti-connessi/

Musica e preghiera per la Gmg diocesana al Divino Amore

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Dj set, musica dal vivo, preghiera, processione. Tutto in una notte, quella tra il 23 e il 24 novembre, quando il Santuario del Divino Amore ospiterà la Giornata mondiale della gioventù diocesana. L’evento, promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, prenderà il via alle ore 19, quando inizieranno a partire i pullman predisposti da diverse zone di Roma. Confluiranno nel complesso di Castel di Leva attorno alle 20; alle 21 è prevista la cena a buffet mentre alle 23 il via alla festa nell’Auditorium, con il concerto di band emergenti, giochi, discoteca.

«Dopo la festa, alle ore 2, vivremo un momento più spirituale – anticipa don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano – con una veglia intitolata “C’era una volta Gesù”: ci sarà spazio per ascoltare testimonianze e per la preghiera davanti al Santissimo». I ragazzi che lo desiderano avranno anche la possibilità di accostarsi al sacramento della confessione. Alle 3.30 inizierà il pellegrinaggio notturno nei luoghi più significativi del Santuario, che terminerà con la cornettata alle prime luci dell’alba. La mattina del 24 novembre proseguirà, per i giovani romani, con la partecipazione alla Messa celebrata da Papa Francesco, alle 10 a San Pietro, dove si arriverà il pullman.

«La Gmg diocesana di novembre 2024 sarà un evento unico e speciale, che si terrà in occasione della festa di Cristo Re – sottolinea don Tedesco –! Sarà una serata intensa e piena di emozioni, un momento per ritrovarci insieme e celebrare la nostra fede in un clima di festa e amicizia. Sarà una notte indimenticabile, piena di gioia e di preghiera». Come il Giubileo che sta per iniziare, anche la Gmg diocesana sarà incentrata sul tema della speranza: “Quanti sperano nel Signore camminano senza stancarsi”(Is 40,31). Ma cos’è la speranza? Perché un giovane nel pieno delle forze e della vita dovrebbe affidarsi? Questi gli interrogativi «che guidano la riflessione delle Pastorali giovanili di tutto il mondo – spiegano dall’Ufficio diocesano – ed hanno avuto una loro chiara epifania, una manifestazione evidentissima, alla Gmg di Lisbona. La preparazione al Giubileo sia un tempo di grazia in cui rinnovare il nostro impegno nel cammino della fede, senza mai stancarci, forti nella speranza che il Signore ci dona».

18 novembre 2024

Musica e canto nella liturgia, un primo incontro per gli operatori liturgico-musicali

Sabato 9 maggio si è svolto l’incontro diocesano degli operatori liturgico-musicali, pensato come primo appuntamento di formazione e comunione per quanti, nelle comunità cristiane, prestano il proprio servizio attraverso musica e canto nella liturgia.

La giornata ha raccolto oltre cento partecipanti, con tutti e cinque i settori della diocesi rappresentati, quasi trenta prefetture e con una provenienza complessiva di una sessantina di parrocchie e realtà ecclesiali.

Ad aprire l’incontro, nella Sala Tiberiade del Pontificio seminario romano maggiore, è stato il cardinale vicario Baldassare Reina, che ha guidato la preghiera iniziale e ha introdotto la giornata benedicendo l’avvio di questo nuovo cammino diocesano, perché le celebrazioni delle parrocchie e delle comunità cristiane della nostra diocesi siano sempre più curate nel canto e nella musica, a servizio della liturgia e della preghiera dell’assemblea.

La mattina è stata dedicata ai laboratori, differenziati per ambiti di servizio. Nel laboratorio per direttori di coro e cantori, guidato dal maestro Fabio Avolio, il lavoro si è concentrato sui canti della celebrazione eucaristica: i direttori si sono alternati alla direzione, mentre il maestro proponeva indicazioni operative su come impostare una prova, insegnare un canto nuovo al coro, concertarlo e curarne l’esecuzione in modo coerente con il rito e con la partecipazione dell’assemblea.

In parallelo, il laboratorio di Organo per la Liturgia, guidato dal maestro Livia Sandra Frau, ha offerto un’occasione di confronto tra organisti e strumentisti sulle scelte essenziali dell’accompagnamento e sul servizio musicale nella celebrazione, in dialogo con le esigenze concrete delle comunità.

Ad aprire i lavori del pomeriggio è stato il saluto di suor Antonella Meneghetti, direttrice dell’Ufficio per la Formazione Liturgica e la Celebrazione dei Sacramenti del Vicariato di Roma, che ha richiamato il valore ecclesiale e pastorale di un cammino condiviso sulla musica nella liturgia.

A seguire, la relazione di monsignor Antonio Parisi ha richiamato il criterio decisivo della riforma liturgica: la musica sacra è tanto più autentica quanto più è unita all’azione liturgica (Sacrosanctum Concilium 112). Da qui i passaggi fondamentali: il canto non è decorazione ma azione liturgica; un canto è liturgico non perché “piace” o è “bello”, ma perché è giusto per quel momento del rito ; i ministeri musicali sono un servizio e non uno spazio in cui emergere.

Al termine della relazione, don Massimo De Propris, incaricato diocesano per la Musica Sacra, ha affidato alcune conclusioni operative e ha delineato le prospettive formative per il cammino futuro nel prossimo anno pastorale: un percorso pensato per accompagnare, con gradualità e concretezza, direttori di coro, cantori, organisti e strumentisti nella cura del servizio liturgico-musicale. In particolare, è stata richiamata l’importanza di offrire momenti di formazione di base, laboratori pratici e occasioni periodiche di confronto, perché nelle comunità crescano competenze, stile comune e comunione ecclesiale, a beneficio della qualità celebrativa.

La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica nella basilica di San Giovanni in Laterano, presieduta da don Massimo De Propris, come segno concreto di unità e di ecclesialità del servizio liturgico-musicale.

 

12 maggio 2026

Musica e canto nella liturgia, incontro di formazione il 9 maggio

Sabato 9 maggio, dalle ore 10 alle 18.30, al Pontificio Seminario Romano Maggiore, si terrà l’incontro diocesano “Musica e Canto nella liturgia”, promosso come momento di formazione, comunione e rilancio pastorale per gli operatori liturgico-musicali delle comunità della Diocesi di Roma. L’iniziativa è rivolta in particolare a direttori di coro, coristi, guide del canto dell’assemblea, organisti e strumentisti.

La giornata si aprirà con la preghiera iniziale e con il saluto del cardinale vicario Baldo Reina. Seguiranno i laboratori per ambiti di servizio: per direttori e cantori con Fabio Avolio, vice maestro della Cappella Giulia della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, e per organisti e strumentisti con Livia Sandra Frau, docente di Organo al Conservatorio di Cagliari.

Nel pomeriggio è prevista una relazione con monsignor Antonio Parisi, direttore dell’Istituto diocesano animatori musicali della Liturgia dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto.

L’incontro intende offrire uno spazio concreto di crescita per quanti, nelle parrocchie, sostengono con il loro servizio la preghiera dell’assemblea e contribuiscono alla dignità e alla bellezza della celebrazione liturgica. La conclusione della giornata sarà nella Basilica di San Giovanni, con le prove di canto e la celebrazione dell’Eucaristia alle 17.30.

L’iscrizione è obbligatoria e dovrà essere effettuata entro il 3 maggio 2026, secondo le modalità riportate nella locandina.

Per informazioni è possibile scrivere a massimo.depropris@diocesidiroma.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13 aprile 2026

Musica e canto nella liturgia

L’incontro diocesano dal titolo “Musica e canto nella liturgia” si terrà sabato 9 maggio, dalle ore 10 alle 18.30, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, con l’intervento del cardinale Baldo Reina, rivolto a direttori di coro, coristi, organisti e strumentisti.

Musica e arte al Foro Romano con l’Opera romana pellegrinaggi

“Gemme di chitarra al Foro romano” è la manifestazione organizzata dall’Opera romana pellegrinaggi in occasione della Festa della Musica di Roma, in programma giovedì 21 giugno. Si svolgerà in quattro momenti musicali di un’ora – alle 19, alle 20, alle 21 e alle 22 – tutti nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano. Ad esibirsi sarà il maestro Michele Floris, nato a Quito in Ecuador nel 1986 e vincitore nel 2012 del Primo Premio al 1° Concorso Internazionale di Chitarra Classica “Alirio Diaz” per Giovani Chitarristi a Roma. Floris eseguirà musiche di Luis Milàn, J. S. Bach, G. F. Haendel, F. Tarrega, A. Barrios, I.Albeniz, D. Scarlatti, G. Drozd. I brani musicali saranno introdotti dalla lettura di brevi testimonianze tratte da un diario di un viaggiatore di eccezione, J.W. Goethe, che visse a Roma tra il 1786 e 1788.

A margine del concerto, sarà possibile visitare, con uno sconto speciale sul biglietto d’ingresso, il sottostante Carcer Tullianum (o Mamertino), il luogo dove, secondo la tradizione, gli Apostoli Pietro e Paolo vissero i loro ultimi giorni prima di essere martirizzati. «È il più antico carcere di Roma – sottolineano dall’Orp – per molti secoli prigione di massima sicurezza per i nemici di Roma in attesa di esecuzione. Consiste di due piani sovrapposti realizzati alle pendici meridionali del Campidoglio nei pressi del Foro. Il più profondo, detto Tullianum, è il più antico. Esso risale, infatti, al VII sec. a.C., e fu scavato nella cinta muraria del periodo regio che proteggeva il Campidoglio. Il secondo, al piano superiore, detto Carcer, sorge un secolo dopo, nel VI secolo, ma verrà più volte ristrutturato nel periodo repubblicano ed agli inizi dell’impero».

Monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Orp, sottolinea: «La musica eleva l’anima e la predispone all’amore. Abbiamo colto quest’opportunità, fedeli al nostro servizio alla Chiesa di Roma, che al Tullianum ha uno dei luoghi più cari e forse meno noti. Quest’occasione ci consente dunque di accogliere pellegrini e turisti e offrire loro la possibilità di conoscere ancor più da vicino le vicende che hanno visto protagonista la comunità cristiana dei primi secoli».

18 giugno 2018

Musica Barocca a San Bonaventura da Bagnoregio

La musica sacra barocca per illuminare le periferie esistenziali. Le note del coro e dell’orchestra della Cappella Ludovicea risuoneranno, venerdì 23 febbraio alle ore 18.30, nella parrocchia di San Bonaventura da Bagnoregio a Torre Spaccata. Un’iniziativa promossa dai Pii Stabilimenti della Francia a Roma e a Loreto, istituzione francese stabilita in Italia e posta sotto la tutela dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede. Un progetto finalizzato a diffondere la musica sacra laddove è più difficile che possa arrivare, ripetendo i concerti che il complesso della Cappella Ludovicea realizza nelle chiese del centro di Roma. Un’idea anticipata già dal concerto dello scorso 10 novembre, realizzato in collaborazione con la Caritas di Roma ed eseguito dalla giovane orchestra Chiave di Volta per i residenti della Casa Santa Giacinta, che offre ospitalità ai senzatetto e a coloro che soffrono di disturbi mentali.

Quello del 23 febbraio sarà il primo di una lunga serie. L’iniziativa durerà infatti per tutto il 2024 in preparazione del Giubileo e continuerà anche dopo, approdando prossimamente anche negli ospedali, nelle carceri e nelle case di riposo. «Non tutti possono arrivare facilmente al centro di Roma, dove si svolgono i grandi concerti – sottolinea Ildebrando Mura, direttore d’orchestra della Cappella Ludovicea e della Cappella Musicale Liberiana della basilica di Santa Maria Maggiore –. Per questo è importante portare la conoscenza di questa musica nelle zone più periferiche, in modo che tutti possano ascoltarne la bellezza e magari scoprire una passione nascosta. La musica sacra è terapeutica e ingentilisce l’animo».

Il coro e l’orchestra riproporranno il programma eseguito il 7 febbraio nella chiesa di Trinità dei Monti (il Credo di Zelenka, il Concerto in la minore di Bach e il Dixit Dominus di Vivaldi), «ma per l’inizio della Quaresima abbiamo aggiunto due brani di musica polifonica a cappella: il Pater in manus tuas di Gounod e il O vos omnes di Tomàs Luis de Victoria», svela il maestro. Dopo il concerto ci sarà la possibilità di parlare e confrontarsi con l’orchestra ponendo domande ai musicisti. Un’idea del parroco di San Bonaventura da Bagnoregio, don Stefano Cascio. «Rimarremo a disposizione degli spettatori per raccontare la nostra attività – sottolinea Mura –. Spiegheremo loro qual è il tragitto per intraprendere questo mestiere e per avvicinarsi alla musica sacra. Abbiamo già avuto altre esperienze e abbiamo riscontrato un grande interesse anche nei giovani. Saremo molto contenti di interagire con tutti», conclude.

19 febbraio 2024

Musei Vaticani, percorso speciale per i gruppi parrocchiali

I Musei Vaticani aprono le porte alle comunità parrocchiali con un’iniziativa inedita che coniuga in maniera interattiva arte e catechesi. Grazie a un accordo speciale con l’Ufficio Catechistico, a partire dal 14 gennaio 2026, i gruppi parrocchiali avranno a disposizione una corsia preferenziale per riscoprire le radici del cristianesimo attraverso i tesori pontifici.

 

Il percorso, della durata di circa due ore, non sarà una semplice visita guidata, ma una vera e propria esperienza immersiva. Il cuore dell’attività si svolgerà nel Museo Pio Cristiano, dove i ragazzi saranno protagonisti di una “caccia ai simboli”: un gioco di scoperta per decifrare i messaggi nascosti nelle opere d’arte antica, dalle catacombe ai primi sarcofagi, per comprendere come i primi cristiani esprimevano la propria fede in immagini. Il culmine dell’esperienza sarà la visita alla Cappella Sistina.

 

Per favorire la partecipazione, i Musei hanno riservato due giorni fissi ogni settimana per tutto il nuovo anno: il mercoledì alle 16 e il sabato alle 15. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche all’accessibilità economica: ai gruppi parrocchiali sarà applicata una tariffa ridotta, attualmente il prezzo più basso disponibile nel listino dei Musei Vaticani.

 

Per garantire l’accesso a queste condizioni agevolate e usufruire della scontistica riservata alla diocesi, la procedura di prenotazione è rigorosa: i responsabili dei gruppi non dovranno contattare i Musei, ma rivolgersi direttamente all’Ufficio diocesano tramite e-mail o telefono: ufficiocatechistico@diocesidiroma.it; 06.698.86301 – 86521.

 

Un’occasione preziosa, dunque, per vivere il 2026 non solo come pellegrini, ma come testimoni di una storia millenaria che continua a parlare alle nuove generazioni.

 

12 gennaio 2026

 

Multicentrico e diffuso, in presenza e on line: ecco il X Incontro mondiale delle famiglie

Oltre duemila delegati tra famiglie, vescovi e sacerdoti saranno a Roma per il festival e il congresso pastorale che si terranno nell’Aula Paolo VI, così come per la Messa in piazza San Pietro con Papa Francesco. Centinaia di migliaia di persone parteciperanno invece agli eventi nelle proprie diocesi di appartenenza, e potranno seguire tutti i momenti principali in streaming, nonché essere coinvolti nel cammino di preparazione grazie ai materiali (logo, inno, preghiera, immagine, catechesi) disponibili gratuitamente on line. Avrà davvero una forma inedita, «multicentrica e diffusa», il X Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma dal 22 al 26 giugno 2022, presentato con una conferenza stampa questa mattina, 30 settembre 2021. “L’amore familiare: vocazione e via di santità” è il tema.

Ad aprire i lavori il video messaggio di Papa Francesco, già diffuso nei mesi scorsi. «Tutti potranno partecipare, anche coloro che non potranno venire a Roma», scandisce il Santo Padre. Queste parole sono il filo conduttore di tutta l’organizzazione dell’appuntamento dell’anno prossimo. Si leggono sulla home page del nuovo sito internet, https://www.romefamily2022.com/it/, pensato per «diffondere contenuti che possano aiutare le diocesi, i movimenti, le associazioni, a organizzare eventi, riflessioni e incontri nelle comunità locali», come ha sottolineato monsignor Walter Insero, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi. Lo ha ribadito il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita: «La bellezza di questa opportunità consiste nel fatto che non solo gli operatori della pastorale familiare, ma tutte le famiglie delle parrocchie e delle diocesi potranno ritrovarsi attorno al proprio vescovo. Non possiamo pensare di sostenere la pastorale familiare se non coinvolgiamo in questi momenti importanti di incontro ecclesiale soprattutto le famiglie, che costituiscono il “terreno da irrigare”, ma al tempo stesso “la semente da spargere nel mondo” per fecondarlo con testimoni reali e credibili della bellezza dell’amore familiare».

Collegata all’Incontro anche una iniziativa di solidarietà, come ha evidenziato il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma: «In concomitanza con la preparazione e lo svolgimento dell’Incontro Mondiale della Famiglie, la comunità ecclesiale di Roma continuerà a sostenere alcune iniziative della Caritas diocesana, già presenti sul territorio, a favore delle famiglie in difficoltà. Si tratterà di esprimere sentimenti di solidarietà e di assistenza nei riguardi di alcune famiglie che, anche a causa della situazione pandemica, versano in condizioni di indigenza. Tra i progetti solidali che intendiamo sostenere, in modo particolare – ho proseguito il porporato –, in occasione di questo grande evento mondiale, segnalo l’Emporio della Solidarietà Santa Giacinta, situato all’interno della Cittadella della Carità di via Casilina Vecchia, un vero e proprio supermercato, dove le famiglie bisognose possono fare la spesa gratuitamente. Ancora, la Casa dell’Immacolata, all’Alessandrino, che accoglie mamme e bambini senza dimora, aiuto, e sostentamento; e Casa Wanda, all’interno del Parco di Villa Glori, dove vivono anziani malati di Alzheimer e dove vengono sostenuti anche i loro familiari».

A spiegare la scaletta dell’evento di Roma è stata Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero vaticano: «Mercoledì 22 giugno, nel pomeriggio, ci sarà il Festival con le testimonianze delle famiglie, alla presenza del S. Padre; giovedì 23, venerdì 24 e sabato 25 mattina, il congresso pastorale, che includerà celebrazioni e adorazione eucaristica, conferenze pastorali e panel per mettere in dialogo esperienze pastorali di tutto il mondo. Il sabato pomeriggio ci sarà la Santa Messa in Piazza San Pietro, che, oltre ad includere i delegati invitati, sarà un momento aperto specialmente alle famiglie della diocesi di Roma, che potranno riunirsi intorno al proprio vescovo, il Santo Padre. Tutti, ovviamente, potranno seguire la settimana in streaming e in parte anche in televisione. La scelta della Messa il sabato pomeriggio è stata fatta per consentire che la domenica le famiglie nel resto del mondo potessero celebrare con il proprio vescovo. Il programma si concluderà la domenica mattina con l’Angelus con il Santo Padre in Piazza San Pietro».

Giovanni Scifoni, attore, autore e regista, con la moglie Elisabetta, saranno i testimonial dell’Incontro mondiale, in rappresentanza di tutte le famiglie romane: «Viviamo questi mesi che ci separano dall’Incontro Mondiale delle Famiglie con un senso di attesa gioiosa, di trepidazione. Sappiamo che qualcosa di bellissimo sta per accadere, per noi, per Roma, per il mondo intero. Ci attendono sicuramente giornate intense, ricche, anche faticose ma di certo entusiasmanti, insieme al nostro amato Papa».

30 settembre 2021

Mostra sulla sindone a Sant’Andrea della Valle

Foto APRA

Sarà la basilica di Sant’Andrea della Valle, in corso Vittorio Emanuele II, a ospitare quest’anno, dal 3 marzo fino alla metà di maggio, “Chi è l’Uomo della Sindone?”, la mostra itinerante sul Sacro Telo ideata dal Centro di Ricerca Othonia e organizzata dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con l’Istituto Scienza e Fede, a seguito del grande interesse suscitato dalla stessa iniziativa lo scorso anno, in occasione del Giubileo, presso la basilica di san Giovanni Battista dei Fiorentini.

La conferenza inaugurale di martedì 3 prenderà il via alle 16.30 con i saluti istituzionali di padre Salvador Rodea González, superiore generale dell’Ordine dei Chierici Teatini, di padre João Marcos Boranelli, rettore della basilica di Sant’Andrea della Valle, e di padre José Enrique Oyarzún, rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Alle 16.45 comincerà la conferenza intitolata “La Sindone tra scienza e fede”, che, con la moderazione a cura del giornalista Francesco Spada, proporrà un confronto tra padre Rafael Pascual, direttore del gruppo di ricerca Othonia e professore della Facoltà di Filosofia dell’Apra, ed Emanuela Marinelli, docente ospite dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Apra, riconosciuta a livello internazionale quale esperta della Sacra Sindone. I due relatori offriranno la loro lettura della Sindone: teologica e antropologica quella di padre Rafael, e mista di rigore scientifico e profondità spirituale quella di Marinelli.

«La mostra “Chi è l’Uomo della Sindone?” si configura come un percorso espositivo di grande valore culturale e spirituale, capace di accompagnare il visitatore attraverso i principali ambiti di studio del Sacro Telo: storico, biblico, scientifico e antropologico – riporta il sito dell’Apra nella presentazione dell’esposizione – coniugando rigore scientifico e sensibilità spirituale e offrendo strumenti di comprensione accessibili ma fondati sulle più recenti ricerche su uno dei reperti più studiati e dibattuti della storia cristiana».

La devozione alla sindone, che la mostra vuole favorire, rimanda all’Uomo della sindone di cui parlano i Vangeli, il Crocifisso, deposto dalla Croce e custodito nel sepolcro, avvolto nei teli, che muore nella storia degli uomini, condividendo con essi le conseguenze della loro natura ferita e distante da Dio. Ma c’è un secondo e finale rimando anche al Risorto, colui che si rialza dalla morte, che si libera degli stessi teli che lo avvolgevano, a significare che la morte che lo teneva avvolto in suo possesso non ha avuto l’ultima parola. Al fedele o al semplice pellegrino posto davanti alla riproduzione viene implicitamente chiesto di accogliere il potere di liberazione di Cristo dalla morte, di cambiare il suo rapporto personale con l’Uomo della sindone così che l’evento della Risurrezione possa toccarlo direttamente!

16 febbraio 2026

Mostra di disegni iconografici a Santa Maria del Divino Amore in Campo Marzio

“Luce divina sotto un campanile – disegni iconografici sul Santo Volto” è il titolo della mostra che sarà ospitata dalla chiesa di Santa Maria del Divino Amore in Campo Marzio dal 15 al 22 marzo. L’esposizione sarà inaugurata domenica 15 dopo la Messa delle 11 e sarà visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 12 e dalle 16 alle 18.

La piccola e secolare chiesa (fu consacrata nel 1131) è situata in vicolo del Divino Amore 12, in uno dei rioni più antichi della città, Campo Marzio. Dal 1802 divenne sede della confraternita della Madonna del Divino Amore e tuttora alcune sorelle dell’ordine vi risiedono, mantenendo vivo il culto della Vergine e promuovendo percorsi spirituali attraverso l’arte. Proprio da questa visione nasce il progetto artistico della mostra: il disegno iconografico diventa uno strumento per avvicinarsi alla spiritualità cristiana, permettendo un approfondimento teologico e contemplativo. Il percorso artistico, allestito nei locali della rettoria, sarà organizzato per tappe tematiche, a partire dallo studio del volto di Cristo e della Vergine Maria, e si svilupperà in itinerari personalizzati pensati per accompagnare i visitatori in una riflessione sulla fede e sul significato dell’arte sacra.

Don Federico Corrubolo, rettore della chiesa, invita caldamente alla visita della mostra, sia per vivere un’esperienza culturale e spirituale attraverso l’arte, sia per riscoprire un luogo sacro e prezioso, poco conosciuto, nel cuore della Roma storica.

12 marzo 2026

Morto l’arcivescovo Nosiglia. Il vicario Reina: «fu pastore sapiente e instancabile»

È morto nella notte tra il 26 e il 27 agosto, all’età di 80 anni, monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino. Figura di spicco della Chiesa italiana, legò parte importante della sua vita e del suo ministero anche alla Diocesi di Roma, dove fu prima vescovo ausiliare e in seguito vicegerente.

Originario di Rossiglione, in Liguria, dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Acqui Terme, conseguì la Licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e quella in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1968. Dal 1968 al 1975 fu collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi; dal 1971 al 1983 addetto dell’Ufficio Catechistico nazionale della Cei; dal 1975 al 1991 collaboratore nella parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti; dal 1978 al 1980 docente di Teologia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo; dal 1983 al 1986 vicedirettore dell’Ufficio Catechistico nazionale Cei del quale sarà direttore dal 1986 al 1991.

Eletto alla Chiesa titolare di Vittoriana, fu nominato vescovo ausiliare di Roma da san Giovanni Paolo II il 6 luglio 1991, ricevendo l’ordinazione episcopale il 14 settembre dello stesso anno nella basilica di San Giovanni in Laterano. Al suo servizio nella capitale venne affidato in particolare il settore della catechesi e della scuola, ambiti nei quali portò un contributo prezioso alla formazione e alla trasmissione della fede.

Il 19 luglio 1996 fu elevato alla dignità di arcivescovo e chiamato a svolgere il ruolo di vicegerente della Diocesi di Roma, collaborando da vicino con il cardinale vicario Camillo Ruini. In quegli anni ebbe un ruolo centrale nel Sinodo diocesano di Roma, del quale fu relatore generale e poi presidente della commissione post-sinodale, guidando il cammino di attuazione delle linee pastorali emerse dall’assise.

Nel 2003 fu trasferito a Vicenza e successivamente, dal 2010 al 2022, guidò l’arcidiocesi di Torino. Anche in quegli incarichi mantenne sempre un legame profondo con la Chiesa di Roma, che oggi lo ricorda con affetto e riconoscenza.

I funerali saranno celebrati dall’arcivescovo metropolita di Torino e vescovo di Susa, cardinale Roberto Repole, venerdì 29 agosto alle 15.30 nel duomo di Torino. La veglia funebre, presieduta sempre dal cardinale Repole, si terrà giovedì 28 agosto alle 21 all Santuario della Consolata, dove sarà allestita la camera ardente a partire da mercoledì 27 agosto alle 15.30.

Il cardinale vicario Baldo Reina, affidandolo «all’abbraccio misericordioso di Dio e alla preghiera di suffragio dei tanti fedeli che lo hanno conosciuto e apprezzato», ha ricordato monsignor Nosiglia come «pastore sapiente e instancabile». La Diocesi di Roma celebrerà la Messa di suffragio nella chiesa di Santa Bernadette a Lourdes, durante il pellegrinaggio diocesano.

 

27 agosto 2025

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