13 Maggio 2026

Il maestro pasticcere Manilia a Santa Maria Madre del Redentore

Giuseppe Manilia (foto da Facebook)

Sabato 13 aprile alle ore 15 sarà presente nella parrocchia di Santa Maria Madre del Redentore il maestro pasticcere Giuseppe Manilia, eccellenza italiana di fama internazionale. Presso la hall del teatro parrocchiale, Manilia terrà una lezione gratuita di 3 ore (dalle 15 alle 18) dal titolo “Rosemary Giovani” per trasmettere ai giovani dai 14 ai 25 anni (50 ingressi disponibili fino a esaurimento posti) la sua passione nella ricerca pasticciera; affrontando insieme a loro ricette classiche ed innovative, semplici ma di grande gusto che potranno assaggiare e commentare insieme.

«Giuseppe Manilia è un testimone creativo – spiega il parroco don Alessandro Caserio –: uomo di fede, che da qualche anno ha perso la sua unica figlia a causa di una brutta patologia e che è cresciuto e vive tutt’ora in un piccolo paese in provincia di Salerno, Montesano Scalo sulla Marcellana, in cui mantiene il suo laboratorio e la sua unica Maison. A dimostrazione che la passione per il bello e l’impegno costante, unito alla capacità di condividere e di “fare rete”, possono portare a risultati di incredibile qualità anche in un luogo periferico.

Alle 18.30 il maestro pasticcere si trasferirà presso la “sala letture Michele Magone” per incontrare tutta la comunità parrocchiale, dare la sua testimonianza e presentare il libro della figlia recentemente scomparsa “I sogni di Rosemary”, il cui ricavato andrà a sostegno dell’ospedale Santobono di Napoli. L’iniziativa ha ottenuto anche l’apprezzamento dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato.

5 aprile 2024

Incontro di formazione dei responsabili laici dei centri filippini – Basilica di Santa Pudenziana (Uff. Migrantes)

Incontro di formazione dei responsabili laici dei centri filippini – Basilica di Santa Pudenziana (Uff. Migrantes)

Azione cattolica, riflessione sul ruolo degli adulti oggi

Martedì 9 aprile alle 19 sul canale YouTube dell’Azione cattolica della diocesi di Roma, occhi puntati sul ruolo dell’adulto e sulla sua specifica responsabilità nei confronti delle giovani generazioni. “Adulti: fragili o maestri?”: questa la domanda che farà da filo conduttore alla serata di approfondimento e alla quale si cercherà di rispondere, insieme ad altri interrogativi come quale realtà vive l’adulto di oggi? Quale la sua capacità educativa?

Tra gli ospiti la professoressa Elena Marta, docente presso la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano-Brescia, e don Riccardo Pincerato, segretario nazionale del servizio di Pastorale giovanile, con cui dialogheranno Andrea Casavecchia, sociologo dei processi culturali, e Agnese Palmucci, giornalista e vice presidente per il settore giovani dell’Ac di Roma.

4 aprile 2024

La Messa per san Giovanni Paolo II in occasione dei 10 anni della canonizzazione

Foto Vatican Media

Dal 16 ottobre 1978 viene chiamato Papa Wojtyla. Dal 27 aprile 2014 è san Giovanni Paolo II. Per celebrare il decimo anniversario della canonizzazione – che fu presieduta da Papa Francesco e coincise con quella di san Giovanni XXIII –, sabato 27 aprile, alle ore 17, nella basilica di San Pietro, si terrà una Messa di ringraziamento; a presiederla sarà il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio. Invita tutti partecipare il cardinale vicario Angelo De Donatis, con una lettera indirizzata ai sacerdoti, ai diaconi permanenti, alle religiose, ai religiosi, ai responsabili di gruppi, associazioni, movimenti e confraternite e a tutto il popolo di Dio di Roma, «per dimostrare ancora una volta questo amore della diocesi nei confronti del suo Vescovo».

In proposito ricorda due episodi che uno dei suoi predecessori, il cardinale vicario Ugo Poletti, «soleva raccontare riguardo san Giovanni Paolo II e Roma, connessi tra di loro». Il primo, scrive il vicario, si riferisce al 22 ottobre 1978: «Nel giorno dell’inizio del suo ministero di Pastore Universale della Chiesa, in piazza San Pietro, quando il cardinale si inginocchiò davanti al Papa per l’atto di obbedienza, egli, sorridente e compiaciuto, esclamò: “Ecco Roma!”, manifestando così già da subito una predilezione per la nostra diocesi». Ancora, «alla prima udienza privata – riprende De Donatis – il Papa chiese al cardinale di aiutarlo a conoscere Roma in tutte le sue componenti, la sua realtà cristiana, spirituale, umana e civile, ed il cardinale Poletti gli rispose con la semplicità e la profondità di pensiero che lo contraddistingueva: “Santo Padre, ami Roma e Roma, sentendosi amata, l’amerà!».

Da allora, sono ancora le parole del cardinale De Donatis, «iniziò l’amore del Romano Pontefice per la sua diocesi di Roma, che si intensificò ed andò aumentando sempre di più, di giorno in giorno! Possiamo dire con assoluta certezza che san Giovanni Paolo II ha amato molto Roma ed i suoi abitanti, e la Città Eterna ha ricambiato fortemente questo amore! Questo rapporto intercorso tra san Giovanni Paolo II e la sua diocesi è stato caratterizzato da una presenza vicina, attenta, autentica, segnata da un tratto umano pieno di affetto».

Un amore testimoniato dalle numerose visite alle parrocchie romane, «i momenti più significativi e intensi dell’incontro con il Padre». Negli oltre 26 anni di pontificato, Wojtyla ha infatti visitato ben 301 parrocchie e quando le condizioni di salute nel 2002 non gli consentirono più di girare troppo per la città, iniziò ad invitare le comunità parrocchiali in Vaticano: 16 comunità si recarono nell’Aula Paolo VI.

«Questo tratto di vicinanza e di familiarità traspare come filo d’oro dei ricordi custoditi nei cuori dei romani – sottolinea ancora De Donatis –. Egli aveva la capacità di ascoltare sia le gioie che le inquietudini che viveva il popolo di Dio, attraverso la concretezza della vita parrocchiale, per formulare poi le risposte che andavano anche oltre le realtà locali. In questo modo le parrocchie visitate dal Papa diventavano una vera Cattedra di Pietro dalla quale si sentiva la voce del Vescovo di Roma come Pastore della Chiesa Universale».

Per il 27 aprile, i sacerdoti che lo desiderano potranno concelebrare, portando con sé camice e stola bianca.

La lettera del cardinale vicario

4 aprile 2024

I sacerdoti romani in Ungheria, tra ponti e incontri

«Budapest è una città di storia, di ponti e di santi»: così l’aveva definita Papa Francesco un anno fa, in occasione del suo viaggio apostolico in Ungheria. Le sue parole – pronunciate il 28 aprile 2023 nell’ex Monastero Carmelitano della capitale, nell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico – fanno da filo conduttore al pellegrinaggio che un gruppo di sacerdoti e diaconi della diocesi di Roma sta compiendo in questi giorni in Ungheria.

Sono partiti martedì 2 e rientreranno venerdì 5. In programma, grazie all’organizzazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi, ci sono visite alle bellezze di Budapest e di Estzergom, celebrazioni, appuntamenti. Ieri il momento centrale del viaggio: l’incontro con il cardinale Péter Erdö, arcivescovo metropolita di Esztergom – Budapest e primate d’Ungheria, nella chiesa di Mattia. «L’esperienza di questi viaggi è sempre positiva – osserva il cardinale vicario Angelo De Donatis, che guida il gruppo – perché viviamo soprattutto due dimensioni molto belle: una è quella della fraternità, perché dopo Pasqua alcuni giorni trascorsi insieme ci aiutano a rinsaldare il legame fraterno. L’altro è l’incontro con un’altra realtà ecclesiale, che è sempre fonte di arricchimento. Ieri abbiamo incontrato il cardinale Erdö e incontrare un’altra Chiesa, ascoltare loro esperienza, scoprire come vivono la fede, conoscere di più la loro storia è una ricchezza grande».

Tra i partecipanti al pellegrinaggio anche i vescovi Paolo Ricciardi, Benoni Ambarus, Guerino Di Tora, Valentino Di Cerbo. Molti i parroci, come don Alberto Contini, dei Santi Gioacchino e Anna e prefetto della XX prefettura. «Come il viaggio dell’anno scorso in Albania, anche questa è davvero una bella occasione – commenta –. L’Ungheria è una meta nuova per molti di noi, un Paese che conosciamo meno rispetto ad altri. Sono colpito dall’esperienza di questo popolo, ci stanno raccontando una bella storia di fede e di cultura. Ieri c’è stato l’incontro con il cardinale Erdö che ci ha accolto nella sua casa, ci ha illustrato la vita pastorale della diocesi».

Sul concetto dei ponti e dei santi legati alla città si sofferma don Stefano Cascio, parroco di San Bonaventura da Bagnoregio a Torre Spaccata. «Stiamo scoprendo che gli ungheresi hanno un forte legame con la loro storia – racconta –. Sono molto legati alla data dell’896, quando fu fondato il Principato d’Ungheria da Arpad. Budapest è piena di bellissimi ponti e simbolicamente è un ponte ideale tra Oriente e Occidente. Tra i grandi santi, stiamo riscoprendo le figure di santo Stefano degli ungheresi, fondatore e primo re del Regno d’Ungheria nel 1038, e di santa Elisabetta d’Ungheria». Se più della metà degli ungheresi si dichiara di religione cattolica, è anche vero «che sono numerosi i protestanti e la comunità ebraica è storicamente molto importante – ricorda don Cascio –. A Budapest si trova la più grande sinagoga d’Europa».

Basilio Mussolin è un diacono che presta servizio nella parrocchia di San Carlo da Sezze. Con la moglie Anna Maria sono tornati in Ungheria dopo quasi quarant’anni. «Eravamo stati a Budapest quando c’era ancora il regime comunista – raccontano – e abbiamo trovato una città completamente diversa. Stiamo notando moltissimi cambiamenti, e come la comunità cattolica e le altre comunità religiose abbiano acquistato una effettiva libertà di culto. Nello stesso tempo, quella situazione di povertà che si vedeva allora, con le file per esempio davanti alle bancarelle di frutta, che vendevano giusto due o tre banane e quattro mele, adesso è un ricordo lontano e ci troviamo in una città europea a tutti gli effetti, con le vetrine dei marchi di moda più conosciuti». Un altro aspetto da sottolineare, per il diacono, «è aver riscoperto la storia di questo Paese, fatta di tante invasioni e liberazioni. La speranza – conclude – è che in effetti il mondo possa ritrovare una pace che consenta a tutti di vivere liberamente nel proprio Paese professando la propria fede».

4 aprile 2024

Corso per l’elaborazione del lutto: Dalla colpa al perdono (Uff. past. familiare)

Corso per l’elaborazione del lutto: Dalla colpa al perdono (Uff. past. familiare)

Il Cammino urbano di Sant’Ignazio di Antiochia

Da Capannelle al Colosseo, passando per l’Appia Antica, la chiesa di San Sebastiano fuori le Mura e quella del “Domine Quo Vadis”, le basiliche di Santo Stefano Rotondo e di San Clemente. È il Cammino urbano di sant’Ignazio di Antiochia, iniziativa che coniuga fede, storia e arte, promossa dalla parrocchia intitolata al santo. La partenza, sabato 6 aprile alle ore 9, è prevista proprio dalla chiesa di via Squillace 3, mentre l’arrivo sarà nel pomeriggio all’Arco di Costantino, in piazza del Colosseo.

Lungo la camminata, ci saranno varie soste di approfondimento, poiché i partecipanti saranno accompagnati da guide ed esperti quali Riccardo Sbordoni, assessore alla Cultura del Municipio Roma VII; don Jesus Marquina Marano, parroco di Sant’Ignazio di Antiochia; Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo; Federica Rinaldi, funzionario archeologo responsabile dell’Anfiteatro Flavio; Chiara Marchetti, responsabile dell’Associazione Antica Via Latina; Francesco Senatore, consigliere nazionale FederTreck; Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica; Alfredo Mancia di Retake Roma. Non mancheranno i volontari del Touring Club Italiano, l’attore e regista teatrale Stefano Maria Palmitessa, le guide dell’Ipseoa Pellegrino Artusi e i racconti e la musica dal vivo di Davide Bardi e Paola Balbi, direttori artistici della Compagnia di Storytelling Raccontamiunastoria.

La partecipazione è libera e gratuita. La prenotazione è necessaria scrivendo a camminourbano.sia@gmail.com. Ogni partecipante sarà munito di radioguida.

3 aprile 2024

E’ entrato nella luce della Resurrezione don Mario Marchioli

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma

annunciano che il 27 marzo 2024
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Don Mario Marchioli, S.D.B.
di anni 79

Vicario parrocchiale della Parrocchia
di Santa Maria della Speranza dal 2008 al 2010
della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio
dal 2002 al 2003 e dal 2005 al 2008,
della Parrocchia di San Giovanni Bosco dal 2003 al 2005,
della Parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice
dal 2000 al 2002,

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

Le esequie sono state celebrate venerdì 29 marzo 2024, alle ore 10.00,
presso la Parrocchia di San Giovanni Bosco
(Viale dei Salesiani, 9)

“Gli altri siamo noi”: Percorso sull’intercultura per scuole e parrocchie – 3-24 aprile (Uff. Caritas)

“Gli altri siamo noi”: Percorso sull’intercultura per scuole e parrocchie – 3-24 aprile (Uff. Caritas)

Il vescovo Reina nuovo vescovo responsabile del Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili

Il vescovo Baldo Reina (foto DiocesiDiRoma/Gennari)

Il Santo Padre Francesco, in base alla Costituzione Apostolica In Ecclesiarum Communione, ha nominato monsignor Baldo Reina, vescovo ausiliare del settore Ovest e vicegerente della diocesi di Roma, nuovo Vescovo Responsabile del Servizio Diocesano per la Tutela dei Minori e delle Persone vulnerabili. Monsignor Reina succede a monsignor Riccardo Lamba, che il 23 febbraio scorso è stato nominato arcivescovo di Udine.

Il Servizio è stato istituito nella diocesi di Roma nel 2019, a seguito del Motu Proprio “Vos Estis Lux Mundi” di Papa Francesco del 2019 (aggiornato al 25 marzo 2023), e delle Linee guida della Conferenza Episcopale Italiana del 2019 (aggiornate al novembre 2023).

Gli obiettivi del Servizio sono: promuovere la sempre più capillare diffusione di una cultura della cura dei minori e delle persone vulnerabili; suggerire delle buone prassi per favorire la prevenzione di ogni genere di abuso (di coscienza, di potere e sessuale); indicare le procedure da seguire nei casi in cui questi delitti fossero segnalati in ambito ecclesiale; proporre interventi che abbiano come obiettivo la cura pastorale delle vittime di abusi e dei loro familiari, della comunità ecclesiale in cui l’abuso è stato commesso, come anche la cura pastorale dell’abusante in vista della prevenzione di ulteriori delitti e della sua conversione. A questo scopo è stato preparato il Vademecum “A noi state a cuore”, in corso di stampa e che sarà disponibile anche sul sito della diocesi di Roma.

Il Servizio Diocesano per la Tutela dei Minori e delle Persone Vulnerabili ha un suo Centro di Ascolto che, per garantire una maggiore riservatezza di quanti intendano chiedere informazioni o segnalare abusi avvenuti in ambito ecclesiale, è ospitato fuori dagli ambienti del Vicariato di Roma. Si può prendere appuntamento con la Responsabile del Centro di Ascolto, la Dott.ssa Avv. Cinzia Anna Giordano, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: tutelaminori@diocesidiroma.it oppure lasciando un messaggio nella Segreteria telefonica del tel 06.69886100 .

Il Servizio opera grazie all’impegno di un’Équipe di Consulenti che, coordinata dalla Referente Diocesana, la Dott.ssa Paola Pellicanò, ed in stretta collaborazione con il Vescovo ausiliare responsabile del Servizio, è formata da un gruppo di esperti nel campo del diritto civile, penale e canonico, della medicina, della psicopedagogia, delle scienze sociali e della comunicazione, della pastorale giovanile e familiare.

L’ Équipe di Consulenti si riunisce periodicamente per promuovere, d’intesa con gli altri organismi pastorali diocesani, incontri di informazione e corsi di formazione per quanti svolgono un servizio educativo in ambito ecclesiale: seminaristi, sacerdoti, consacrati e consacrate, insegnanti di religione, catechisti, animatori di oratori, responsabili di associazioni culturali, sportive e ricreative.

2 aprile 2024

Pellegrinaggio Diocesano in Ungheria guidato dal Cardinale Vicario

Pellegrinaggio Diocesano in Ungheria guidato dal Cardinale Vicario

Presiede il Pellegrinaggio a Budapest con un gruppo di sacerdoti della diocesi

Presiede il Pellegrinaggio a Budapest con un gruppo di sacerdoti della diocesi.

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