13 Maggio 2026

Installazioni d Marco Manzo a Santa Maria dei Miracoli

“Marco Manzo a Santa Maria dei Miracoli” è il titolo del percorso di installazioni dell’artista, organizzato da “Il Cigno GG Edizioni”, che sarà allestito nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli (piazza del Popolo) dal 21 marzo al 31 agosto 2024. L’ingresso è gratuito. Si potranno ammirare opere in marmo di Carrara, mani di donne e di uomini che testimoniano la violenza sulle donne (reduci dalla 58’ Esposizione internazionale d’arte, la Biennale di Venezia), più alcune inedite: la scultura in marmo bianco “La Maddalena pacificata”; la “Croce gloriosa dei miracoli”, che sarà acquisita nel patrimonio artistico della stessa chiesa, alta circa 4 metri, realizzata con tecnica e materiali misti; due installazioni che raffigurano due mani, “Le mani della crocifissione”.

«Marco Manzo, tatuatore e scultore contemporaneo – spiega padre Ercole Ceriani, rettore della chiesa di Santa Maria dei Miracoli –, attraverso raffinate realizzazioni indaga i sentimenti umani e in particolare il tema della violenza contro vittime inermi. Nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli in piazza del Popolo, alle sculture di Marco Manzo si accompagnano, in sorprendente e perfetta sintonia, testi biblici. Anche se redatti in tempi antichi e in ambienti culturalmente distanti dal nostro, le citazioni bibliche, come l’opera di Marco Manzo, testimoniano un vissuto che accomuna l’esperienza dell’essere umano di tutti i tempi e luoghi. Nella storia, come nella vita, ci si imbatte in eventi non decifrabili, molte domande rimangono inevase e spesso i conti non tornano: la vittima appare inerme davanti alla prepotenza e il grido di aiuto rimane in perenne attesa di una risposta. Nonostante tutto i testi biblici, come le sculture di Marco Manzo, sono permeati da una ostinata e radicale fiducia in una possibilità di riscatto e di salvezza».

La contemplazione «di mani violente e di mani amorevoli accompagna il nostro percorso, perché ciascuno possa guardare le proprie mani e chiedersi se sono fonte di sofferenza o di consolazione per gli altri, non solo per coloro che amiamo, ma soprattutto per i derelitti della terra che incontriamo sul nostro cammino – dichiara monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato –. E si tratta di una “buona novella”, che si conclude con una donna pacificata ai piedi della croce, che è colei a cui per primo si rivelerà il Risorto, oseremmo dire che è la prima redenta, “Apostola degli apostoli”, fuggiti dal Calvario. Le mani intendono trattenere l’amato Signore, ma egli si sottrae da un vincolo che gli impedirebbe di svolgere la sua missione, compiuta nel momento in cui si è lasciato abbracciare, crocifisso, da Maria di Magdala e l’ha redenta col suo infinito e incondizionato amore. Su questo mistero umano e divino siamo chiamati a riflettere mentre contempliamo le opere di Marco Manzo esposte in una chiesa che richiama il miracolo dell’amore e invita alla conversione umana e cristiana. Anche chi non crede più infatti lasciarsi coinvolgere nel dinamismo di questa umanità che esprime violenza, tenerezza, abbracci e salvazione».

21 marzo 2024

Meditazione e musica in vista della Pasqua

Per prepararsi al triduo pasquale, lunedì 25 marzo ore 19.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano, si terrà “Le sette parole di Cristo in croce”: una serata in cui le meditazioni di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni della diocesi di Roma, saranno accompagnate dalle musiche di Franz Joseph Haydn eseguite da un ensemble di archi diretto dal maestro Renata Russo.

L’evento è organizzato da Ruggiero Sfregola, concertino dei primi violini dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e vedrà la partecipazione di un ensemble di archi di 44 elementi diretto da Renata Russo, maestro collaboratore del Teatro dell’Opera di Roma. La musica di Haydn, nella versione per quartetto d’archi rivisitata da Sfregola, sarà eseguita da professori dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro dell’Opera di Roma, e docenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, allievi del Conservatorio e membri dell’Orchestra Giovanile Fontane di Roma e della Roma Vocal Ensemble.

«Da sempre la pietà cristiana ha cercato di vivere la Settimana Santa in maniera più intensa» afferma don Rosini, ricordando che la meditazione fu commissionata ad Haydn nel 1786 dal vescovo di Cadice (Spagna) che il Venerdì Santo, nella cattedrale immersa nell’oscurità, recitava in latino le ultime parole di Gesù. Don Rosini riflette sul fatto che le ultime parole di una persona in fin di vita «sono sempre importanti perché rappresentano il suo testamento».

Sarà possibile assistere alla diretta sul canale YouTube della Diocesi di Roma.

Clicca qui il programma

 

 

21 marzo 2024

Corso per l’elaborazione del lutto: Io scelgo (Uff. past. familiare)

Corso per l’elaborazione del lutto: Io scelgo (Uff. past. familiare)

Nella basilica di San Giovanni in Laterano preside il quinto incontro quaresimale su Le avventure di Pinocchio – Ovvero il dramma della libertà

Nella basilica di San Giovanni in Laterano preside il quinto incontro quaresimale su Le avventure di Pinocchio – Ovvero il dramma della libertà.

Colletta per la Terra Santa: l’appello del cardinale De Donatis

La basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme

«Ci sono, ancora viventi e operanti pur fra mille tragedie e difficoltà spesso causate dall’egoismo dei grandi della terra, i cristiani della Terra Santa. Molti nella storia sono morti martiri per non vedere recise le radici della loro antichissima cristianità. Ma oggi molti di loro non ce la fanno più e abbandonano i luoghi dove i loro padri e le loro madri hanno pregato e testimoniato il Vangelo. Lasciano tutto e fuggono perché non vedono speranza. E lupi rapaci si dividono le loro spoglie. Se partiranno, se a Gerusalemme e in Palestina lasceranno i loro piccoli commerci destinati ai pellegrini che non vi si recano più, l’Oriente perderà parte della sua anima. I cristiani di Iraq, Siria, Libano e di tante altre terre si rivolgono a noi e ci chiedono: “Aiutateci a diffondere ancora in Oriente il buon profumo di Cristo” (2 Cor 2, 15)». L’accorato appello risuona nelle parole del cardinale vicario Angelo De Donatis, che si rivolge ai sacerdoti e ai fedeli della diocesi di Roma ricordando la tradizionale colletta del Venerdì Santo destinata a sostenere le popolazioni della Terra Santa.

«Fin dalle sue origini – ricorda il vicario del Papa per la diocesi di Roma – la Chiesa ha coltivato ininterrottamente e con passione la solidarietà con la Chiesa di Gerusalemme. In epoca tardo-medievale e moderna più volte i Sommi Pontefici intervennero per promuovere e regolamentare la colletta a favore dei luoghi santi. L’ultima volta fu riformata dal santo Papa Paolo VI nel 1974 attraverso l’esortazione apostolica Nibis in Animo. Anche Papa Francesco ha spesso sottolineato l’importanza di questo evento ecclesiale».

La colletta per la Terra Santa, con la raccolta di offerte in tutte le chiese, è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi. Numerosi i territori che ne beneficiano sotto diverse forme: Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. Di norma, la Custodia di Terra Santa riceve il 65% della colletta, mentre il restante 35% va al Dicastero per le Chiese orientali, che lo utilizza per la formazione dei candidati al sacerdozio, il sostentamento del clero, l’attività scolastica, la formazione culturale e i sussidi alle diverse circoscrizioni ecclesiastiche in Medio Oriente. Grazie alla colletta 2023 la Custodia di Terra Santa ha realizzato numerosi progetti e opere, molte delle quali rivolte ai pellegrini (chiese, santuari, conventi, case di accoglienza, scuole, ecc.) e tante altre destinate alla comunità locale. Nel primo caso, alcuni interventi hanno interessato luoghi cari a tutti i pellegrini come la basilica del Santo Sepolcro e quella del Getsemani e il sito del Battesimo di Gesù sul fiume Giordano.

«Invito tutti i fedeli della nostra diocesi ad essere generosi in questa circostanza – conclude il cardinale De Donatis –, certo che il Signore ricompenserà tutti coloro che verranno in aiuto alle necessità e alle sofferenze di questi nostri fratelli». Come di consueto, la somma raccolta potrà poi essere versata presso l’Ufficio Amministrativo del Vicariato.

Il testo integrale della lettera del cardinale

20 marzo 2024

La veglia di preghiera per i missionari martiri

La basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina (foto Diocesi di Roma / Gennari)

Il prossimo 24 marzo ricorre la trentaduesima Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, promossa da Missio, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana. Per l’occasione, martedì 26 marzo, alle ore 18.30, nella basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, Santuario dei “Nuovi Martiri e Testimoni della fede” del XX e XXI secolo, avrà luogo una solenne “Veglia di preghiera in ricordo di coloro che in questi ultimi anni hanno dato la vita per la causa del Regno di Dio”. Il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, presiederà e commenterà il Vangelo che la vita e la morte stesse di queste donne e questi uomini rappresentano i cristiani e per il mondo.

Saranno evocati i nomi e le vicende di religiose e religiosi, laici e pastori: i missionari censiti dall’agenzia Fides e, oltre a loro, anche ortodossi, anglicani ed evangelici in quell’ecumenismo del sangue più volte richiamato da Papa Francesco. «Ricordare questi testimoni della fede e pregare in questo luogo – furono le sue parole, in occasione della sua visita nell’aprile 2017 – è un grande dono. È un dono per la Comunità di Sant’Egidio, per la Chiesa in Roma, per tutte le Comunità cristiane di questa città, e per tanti pellegrini. L’eredità viva dei martiri dona oggi a noi pace e unità. Essi ci insegnano che, con la forza dell’amore, con la mitezza, si può lottare contro la prepotenza, la violenza, la guerra e si può realizzare con pazienza la pace».

«La presenza di rappresentanti delle Chiese e comunità cristiane insieme ai figli e figlie della Chiesa di Roma, renderà ragione della speranza di cui sono portatori, nei diversi continenti e contesti storici», osserva monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti della diocesi di Roma. Negli ultimi mesi il Santuario si è arricchito delle memorie di suor Maria de Coppi, comboniana ottantaquattrenne uccisa nel Nord del Mozambico, e di suor Luisa Dell’Orto, piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, assassinata ad Haiti; come anche della visita dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, che qui ha pregato presso le reliquie dei martiri anglicani uccisi in nome della pace nelle Isole Salomone. «Nel contesto attuale di incertezza planetaria, di conflitti e di povertà crescenti – prosegue monsignor Gnavi –, questo appuntamento di preghiera offerto ai fedeli di Roma è espressione del desiderio di questa diocesi di camminare sulle vie della speranza, della fede e della carità così luminosamente indicate dai martiri contemporanei che, al male in tutte le sue forme, hanno resistito con il bene della loro umanità fecondata dal Vangelo».

«La Giornata dei missionari martiri si celebra il 24 marzo perché in quella data, nel 1980, venne ucciso l’arcivescovo salvadoregno san Óscar Arnulfo Romero, mentre celebrava l’Eucaristia – ricorda padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiesa della diocesi di Roma –. La memoria dei missionari/e martiri prende ispirazione da quel tragico evento, non solo per ricordare il sacrificio di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando la Buona Notizia, ma anche per affermare la consapevolezza che la missione, in quanto donazione, è espressione dell’amore misericordioso di Dio. La martyria è testimonianza ed è estremamente importante ricordarla e commemorarla, soprattutto tenendo conto della grande crisi valoriale in atto. Questi uomini e queste donne di buona volontà sono davvero stati testimoni dei valori del Regno, che sono giustizia, pace, cura del creato, nel nome di Dio».

“Un cuore che arde” è il tema scelto per la Giornata. «Si tratta – spiega Giovanni Rocca, segretario nazionale di Missio Giovani – di un riferimento al brano dei discepoli di Emmaus che ha guidato il nostro cammino durante il mese missionario. Richiama la forza della testimonianza dei martiri che, come Gesù attraverso la condivisione della Parola e il pane spezzato, con il loro sacrificio accendono una luce e riscaldano i cuori di intere comunità cristiane, ispirando una nuova conversione, dedizione al prossimo e al bene comune».

20 marzo 2024

Veglia di preghiera per il mondo del lavoro – ore 19.00 (Uff. past. sociale)

Veglia di preghiera per il mondo del lavoro (Uff. past. sociale)

Al Pontificio Collegio Spagnolo “San Josè” celebra la Messa in occasione della festa patronale

Al Pontificio Collegio Spagnolo “San Josè” celebra la Messa in occasione della festa patronale

Torna il Bando oratori a sostegno della formazione

Dopo la positiva esperienza nel 2021, il Centro Oratori Romani ha recentemente lanciato un nuovo Bando in favore degli oratori di Roma per finanziare progetti di formazione per catechisti, educatori e animatori. Entro il 19 aprile prossimo sarà possibile presentare le domande di partecipazione da parte di reti di oratori (con la presenza minima di 2 comunità coinvolte) tramite il form presente nella pagina dedicata del sito dell’associazione, che da quasi 80 anni promuovere la pastorale oratoriana a Roma seguendo il carisma del fondatore il Venerabile Arnaldo Canepa. Tutti i dettagli sono già disponibili on line insieme ai modelli da compilare e caricare.

«Investire sul lavoro di rete avviato nei territori significa anche sostenere, in ogni modo, e supportare il cammino dei catechisti» ha sottolineato il presidente del Cor Stefano Pichierri. «La richiesta spesso è quella di formazione, per affrontare sempre meglio le difficili sfide educative di oggi. Per questo vogliamo fare in modo che non sia l’assenza di risorse a bloccare la ricerca di una formazione di qualità, anche mettendo insieme gli operatori di un territorio e delle parrocchie. Il Cor ci crede e offre questa ottima opportunità per crescere insieme».

Il Bando ha l’obiettivo di finanziare iniziative formative rivolte agli animatori ed educatori degli oratori della diocesi di Roma, ma anche di promuovere la cooperazione tra oratori dello stesso territorio con il fine di incoraggiare iniziative in un’ottica di percorso sinodale che ogni comunità è chiamata a compiere uscendo fuori dal proprio contesto di riferimento. La dotazione complessiva del Bando ammonta a 10mila euro e trova copertura grazie alle risorse messe in campo dal Cor. La quota di finanziamento per i progetti presentati da reti di oratori ammonta al limite massimo di 2mila euro. L’associazione si riserva di stanziare ulteriori risorse per il finanziamento del Bando stesso. Ogni oratorio e rete di oratori potrà partecipare ad un solo progetto. I progetti saranno valutati da un’apposita Commissione e quelli che risulteranno idonei e comprensivi della documentazione completa potranno partecipare alla selezione.

Sarà necessario indicare un oratorio capofila che svolgerà la figura di responsabile di tutte le fasi del progetto sia gestionali che di rendicontazione a conclusione. Sono rendicontabili spese inerenti a prestazioni professionali da parte di docenti o formatori. È permesso, inoltre, l’acquisto di materiali didattici, promozionali e accessori purché sia chiaramente indicata nel progetto la specifica correlazione alle attività educative e formative previste. I progetti ammessi al finanziamento dovranno essere presentati dagli oratori in un incontro organizzato dal Cor con lo scopo di far conoscere e divulgare le idee progettuali a tutti gli oratori partecipanti al bando e dare evidenza ai risultati raggiunti.

19 marzo 2024

E’ entrata nella luce della Resurrezione Marisa, sorella di don Sisti

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma

sono vicini al dolore di Don Aurino Sisti,
Cappellano del Centro traumatologico ortopedico Andrea Alesini,
per la morte della sua cara sorella

Marisa
di anni 96

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Marisa
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno oggi, martedì 19 marzo 2024, alle ore 14.00,
presso la Parrocchia Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia
(Via Andrea Mantegna 147)

Celebra la Messa al Divino Amore in occasione della Giornata in memoria delle vittime Covid

Celebra la Messa al Divino Amore nella Giornata in memoria delle vittime Covid.

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