3 Luglio 2026

Le nomine dei parroci

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Nuovi incarichi nella diocesi di Roma. Nei giorni scorsi si è già detto di quella di monsignor Michele Di Tolve, nominato vescovo ausiliare per la diocesi di Roma lo scorso 26 maggio, che sarà il nuovo rettore del Pontificio Seminario Maggiore e avrà «il compito di rafforzare i rapporti tra le realtà di formazione al sacerdozio presenti nel territorio della Diocesi di Roma e di coordinarne le attività, in accordo con S.E. Mons. Baldassarre Reina, Vicegerente». E ora arrivano novità anche in diverse parrocchie della città.

Nel settore Nord ci saranno tre nuovi parroci: don Elia Del Prete arriva a Santa Maria dell’Orazione (Setteville di Guidonia); don Giovanni Lo Giudice a San Luigi Gonzaga (via di Villa Emiliani, quartiere Parioli) e don Alberto Daniele Lopez Pantano a Sant’Antonio da Padova a via Salaria. Ma i cambiamenti interessano anche altri settori della diocesi.

Spostandoci a Est, ecco che la comunità del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi (largo Agosta) si prepara ad accogliere don Matteo Castellina come parroco, mentre quella della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo (via Gallia) dà il benvenuto a don Dario Criscuoli. La parrocchia di San Bernardino da Siena (Torre Gaia) sarà guidata da don Ruben Eduardo Gallegos Rivera, quella dei Santi Mario e Compagni Martiri (Morena) da don Gulcé Barthelemy e quella di Santo Stefano Protomartire (Tor Fiscale) da don Pierangelo Margiotta.

Nel settore Ovest, si prepara a prestare il suo servizio nella comunità di Santa Maria della Presentazione (Torrevecchia) don Antonio Granio. Nella parrocchia di San Bruno (Pisana), invece, arriva come nuovo parroco don Jolly Nellanattu Antony.

Avvicendamenti anche in tre parrocchie del settore Sud della diocesi. Si tratta di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia, dove monsignor Piero Gallo sarà il nuovo parroco; della Sacra Famiglia del Divino Amore (nel complesso del santuario mariano di Castel di Leva), con don Fabio D’Ecclesia che da amministratore parrocchiale diventa invece parroco; e dei Santi Martiri dell’Uganda (Ardeatino), dove don Dante Mauro Bellisario è nominato amministratore parrocchiale.

10 luglio 2023

La Giornata di preghiera per la pace promossa dalla diocesi di Roma

San Benedetto al Gazometro

“Annunciamo il Vangelo della Pace”. Questo è il tema scelto per la Giornata di preghiera promossa dalla diocesi di Roma, in programma il prossimo 11 luglio. Per l’occasione verrà celebrata una Santa Messa nella parrocchia di San Benedetto al Gazometro (via del Gazometro, 23) alle ore 18.30, nella memoria liturgica di san Benedetto da Norcia, patrono d’Europa, che sarà presieduta dal vicegerente della diocesi, il vescovo Baldo Reina.

«Di fronte al bagno di sangue che inonda l’Europa orientale e non solo – osserva monsignor Reina – la Chiesa che è in Roma non si rassegna e desidera esprimere nella preghiera il Vangelo della Pace. Intendiamo farci interpreti dell’impegno del Santo Padre per scongiurare una catastrofe mondiale. Per questo pregheremo per le vittime e per i carnefici».

Alla celebrazione parteciperà anche monsignor Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del Creato della diocesi di Roma. «La Pace non è un’utopia – riflette monsignor Pesce, che ricopre anche la carica di cappellano della Camera dei Deputati – e non può essere intesa come semplice strategia. È piuttosto una vocazione per ogni uomo e donna del nostro tempo. Anche perché la posta in gioco è alta: senza pace non c’è futuro per nessuno».

Una cosa è certa: come ha dichiarato Papa Francesco, in una missiva al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, «è venuto il tempo di affermare che non le guerre sono giuste ma che solo la Pace è giusta».

6 luglio 2023

E’ entrato nella luce della Resurrezione Antonino, padre di don Di Pinto

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Gianni Di Pinto,
Parroco della Parrocchia Santa Paola Romana e
Vice assistente ecclesiastico dell’Azione cattolica italiana – Diocesi di Roma,
per la morte del suo caro papà

Antonino
di anni 100

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda ad Antonino
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno lunedì 10 luglio 2023, alle ore 11.00,
presso la Parrocchia Santissimo Nome di Maria
(Via Centuripe, 18)

Partecipa in Val di Fassa alla settimana di fraternità organizzata dal Servizio per la Formazione Permanente per i sacerdoti al 10°, 20°, 30° anno di ordinazione

Partecipa in Val di Fassa alla settimana di fraternità organizzata dal Servizio per la Formazione Permanente per i sacerdoti al 10°, 20°, 30° anno di ordinazione

Il vescovo Di Tolve nuovo rettore del Maggiore

Monsignor Michele Di Tolve, nominato vescovo ausiliare per la diocesi di Roma lo scorso 26 maggio, avrà «il compito di rafforzare i rapporti tra le realtà di formazione al sacerdozio presenti nel territorio della Diocesi di Roma e di coordinarne le attività, in accordo con S.E. Mons. Baldassarre Reina, Vicegerente». A dichiararlo è Papa Francesco, come si legge nel bollettino diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede mercoledì scorso.

«In tale contesto – prosegue il Santo Padre nel decreto del 5 luglio sulle realtà di formazione al sacerdozio –, nomino S.E. Mons. Michele Di Tolve Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Egli eserciterà il suo mandato in accordo con il Consiglio Episcopale. Per le questioni di maggiore rilevanza riferirà direttamente a me». Di Tolve, milanese di nascita, negli ultimi anni è stato parroco di San Giovanni Battista e di Sant’Ambrogio ad Nemus in Rho. Tra gli incarichi ricoperti in precedenza, quelli di responsabile del Servizio per l’insegnamento della religione cattolica e del Servizio per la Pastorale scolastica; delegato del supremo moderatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano; rettore del Seminario arcivescovile di Milano e rettore del Quadriennio teologico; Canonico maggiore onorario della Basilica metropolitana.

La poesia del “Teatro a righe” alla mensa Caritas

Foto Caritas

È anche cibo per l’anima quello che verrà “servito” durante la cena di lunedì 17 luglio alla mensa Caritas di via Marsala. Un vero e proprio menù, composto da poesie e proposto agli ospiti, con versi declamati da attrici e attori professionisti di ArteStudio per il progetto “Teatro a righe”.

«La contemporaneità che stiamo vivendo – racconta la presidente dell’associazione culturale Alba Bartoli -, con nuove esigenze, sensibilità etiche e morali, impone una scelta di campo netta nella difesa dei più deboli, dei diritti delle persone meno tutelate anche e soprattutto attraverso il gesto artistico che da sempre qualifica e segna la vita dell’essere umano. Teatro a righe si rivolge segnatamente al cittadino fragile, volendo intendere l’arte scenica come strumento di inclusione e partecipazione alla vita culturale e sociale della Città da parte di tutti, compresi gli ultimi».

L’iniziativa si inserisce in un programma biennale, con una serie combinata e diffusa di azioni e gesti artistici realizzati in luoghi rappresentativi di criticità sociali della Città, come la mensa di Via Marsala o il Ferrhotel, dove gli attori diventano strumento per nutrire la cultura che ci piace di più, quella dei diritti e della dignità, e la parola poetica rappresenta una spinta per la consolazione e la rinascita, oltre qualsiasi barriera.

7 luglio 2023

E’ entrato nella luce della Resurrezione Antonio, papà di don Buontempo

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Giovanni Buontempo,
Aiutante di studio presso il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita,
per la morte del suo caro papà

Antonio
di anni 80

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Antonio
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno oggi, venerdì 7 luglio 2023, alle ore 17.00,
presso la Concattedrale di San Bartolomeo a Bojano (CB)

 

7 luglio 2023

Il nuovo calendario proprio della diocesi di Roma

Si celebra per la prima volta oggi, venerdì 7 luglio, la memoria liturgica dei Santi Vescovi della Chiesa di Roma, in cui si ricordano tutti i pontefici santi. Mentre il prossimo 25 ottobre ricorrerà la solennità della Dedicazione in quelle Chiese in cui non si conosce la data. Ancora, l’8 novembre, sarà la memoria di Tutti i Santi della Chiesa di Roma, che si celebrerà con particolare devozione nei luoghi in cui si trovano le reliquie dei santi romani. Mentre il 4 giugno si ricorderà la memoria mariana per la diocesi di Roma, coincidente con la memoria di Santa Maria Salus Populi Romani.

Sono alcune delle novità introdotte dal calendario proprio della diocesi di Roma, che rivede e aggiorna l’ultima versione, risalente al 1972. Ogni diocesi, infatti, ha un suo calendario particolare, nel quale sono ricordati in modo speciale i santi legati a quel territorio. Ma la Chiesa di Roma costituisce un caso a sé perché, spiega il cardinale vicario Angelo De Donatis, «la scelta di usare lo schema romano come base per il calendario universale, operata dopo il Concilio di Trento con l’edizione del Messale e del Breviario, ha determinato che molte figure di santità eminenti per la vita della diocesi di Roma siano già celebrate nel calendario universale. Alla luce di ciò per l’Urbe si è elaborato non tanto un vero calendario proprio, ma piuttosto una integrazione particolare, locale, al calendario romano che in essa si è costituito e ha preso forma lungo i secoli».

Non solo. «Non era pensabile inserire nel calendario di Roma tutte le figure di santità che sono state coinvolte con la nostra diocesi, perché la maggior parte dei grandi santi è passata per Roma, o ha fondato qui case e istituti», sottolinea padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. «Le dimensioni della diocesi, la presenza e la sepoltura nel suo territorio di numerosissimi santi e beati, la presenza di tanti organi di governo degli istituti di vita consacrata avrebbero determinato l’inserimento di molteplici figure nel calendario proprio – evidenzia il cardinale De Donatis –. Tuttavia, appare evidente l’impossibilità di contenere nell’arco dell’anno i nomi di tutti».

Si è dovuto pertanto «ipotizzare – riprende padre Midili – un calendario che desse enfasi a quelle figure di santità che sono legate alla vita della diocesi e di cui c’è un culto attestato in tutto il territorio di Roma, cioè verso cui il popolo cristiano manifesta una particolare devozione. Le altre figure, di fatto, si possono celebrare come memoria facoltativa lì dove la comunità li venera e li ricorda». Di qui l’idea anche di raggruppare alcune celebrazioni, come quella dei pontefici santi o dei santi romani.

È stato, quindi, necessario un lavoro di studio e sistemazione, del quale è stata incaricata una Commissione ad hoc, creata nel 2018. «Sin dalla sua costituzione – ricorda il cardinale vicario – il gruppo di lavoro ha seguito un percorso di studio e di ricerca, in dialogo con il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Sono stati tenuti in particolare considerazione i criteri seguiti per la precedente revisione del calendario di Roma, compiuta nel 1972: sobrietà, interesse universale, riconosciuta devozione del santo o beato, celebrazione del culto di qualche santo o beato solo in chiese e parrocchie particolari».

Rispetto alla versione del 1972, in questo nuovo calendario tutte le memorie sono state trasformate in facoltative; in questo modo «nei luoghi in cui c’è una devozione particolare a un santo, o in cui sono custodite le sue reliquie, si può sempre celebrarne la memoria». Lo spiega sempre padre Midili, che aggiunge: «Non si è ridotta la possibilità di celebrare alcuni santi, si è piuttosto concentrata in quei luoghi nei quali c’è culto, secondo un criterio che viene dal Messale».

L’unica memoria facoltativa di nuova introduzione è fissata al 25 novembre, per celebrare i beati coniugi Beltrame Quattrocchi nel giorno del loro matrimonio, dato che specialmente a Roma «sono conosciuti e considerati modello di sposi cristiani e verso cui c’è culto e devozione», conclude il cardinale vicario.

Il nuovo calendario proprio è disponibile on line sul sito dell’Ufficio liturgico diocesano, al link http://www.ufficioliturgico.diocesidiroma.it/index.php/proprium/. L’edizione cartacea sarà disponibile nei prossimi mesi.

La lettera del cardinale vicario

7 luglio 2023

Verso la III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

«“Di generazione in generazione la sua misericordia” (Lc 1,50): è questo il tema della III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. È un tema che ci riporta a un incontro benedetto: quello tra la giovane Maria e la sua anziana parente Elisabetta (cfr Lc 1,39-56). (…) È bella, quest’anno, la vicinanza tra la celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani e quella della Gioventù; entrambe hanno come tema la “fretta” di Maria (cfr v. 39) nel visitare Elisabetta sul legame tra giovani e anziani. (…) Rinnovo perciò il mio invito a tutti – diocesi, parrocchie, associazioni, comunità – a celebrarla, mettendo al centro la gioia traboccante di un rinnovato incontro tra giovani e anziani».

 

Così scrive Papa Francesco nel messaggio per la III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che sarà celebrata il prossimo 23 luglio. In vista della ricorrenza, il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive a sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli della diocesi di Roma e lancia due inviti.

 

Il primo «è trovarci insieme al nostro vescovo nella basilica di San Pietro per la celebrazione dell’Eucarestia, domenica 23 luglio alle ore 10». L’ingresso nella basilica, ricorda il porporato, potrà avvenire a partire dalle 8 e i biglietti per partecipare potranno essere ritirati a partire dal primo luglio e fino al 18, in Vicariato. «Sarebbe molto bello – è l’auspicio del cardinale vicario – che i nostri anziani e nonni fossero accompagnati dai figli o dai nipoti, per vivere insieme questa giornata, riuniti attorno al nostro vescovo». Alla celebrazione sarà presente una delegazione di giovani che parteciperanno alla Giornata mondiale della gioventù a Lisbona, e che riceveranno il “mandato” da un gruppo di nonni e anziani.

 

Il secondo invito è «organizzare in ogni comunità parrocchiale, un momento comunitario di incontro, di festa e di condivisione, o di visita nelle stesse case. Quanto sarebbe bello che questa giornata moltiplicasse le relazioni tra giovani e anziani! Quanto sarebbe luminoso sperimentare che i giovani cercano gli anziani per ascoltarli, per attingere sapienza di vita per questi nostri tempi faticosi!»

 

I biglietti potranno essere ritirati a partire dal 1 al 18 luglio, in Vicariato. Per ulteriori informazioni e indicazioni: 06.698.86227; oppure all’indirizzo mail segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it

 

29 giugno 2023

Il funerale di Michelle Maria Causo: l’omelia del vescovo Baldo Reina

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; se invece muore porta molto frutto”. Al centro della nostra celebrazione eucaristica in suffragio di Michelle abbiamo ascoltato queste parole di Gesù. Il Maestro sta parlando del mistero della sua morte; sta aiutando i suoi amici a vedere con occhi nuovi la fine della sua esperienza terrena, e a volgere lo sguardo alla sua trasfigurazione, nella giustizia più grande, quella di Dio che lo risorgerà dai morti. Gesù prende spunto da quello che succede in natura; un piccolo chicco di grano viene gettato in mezzo al terreno e affinché porti frutto è necessario che muoia; quella morte sarà la premessa di una nuova vita e di un raccolto abbondante.

Oggi, davanti alla bara di Michelle ci sentiamo tutti sconfitti e affranti. Davanti alla morte di questa nostra sorella come prima cosa ci dobbiamo fermare; dobbiamo togliere i sandali delle nostre tante certezze e avere l’onesta di compiere un sano e sincero discernimento. La morte di Michelle ci pone delle domande come Chiesa e come Società Civile. Dove stiamo andando? Siamo coscienti o no che la nostra è una crisi di civiltà? Cosa stiamo offrendo ai nostri giovani? Ce la sentiamo ancora di dire che stiamo costruendo un futuro per loro, oppure siamo diventati tutti complici di progetti di morte? Sono domande forti. Lo so. Ma sono domande che, penso, tutti portiamo dentro e che ci invitano ad un attento esame di coscienza! Questa società nella quale tutti siamo immersi e di cui siamo parte integrante, non ha forse perso la bussola? Il degrado non è in un quartiere o in una periferia. Il degrado è nel cuore di ognuno di noi. Il degrado è nella cultura che respiriamo, nella mentalità che tutti contribuiamo a creare, nel deserto dell’anima, immolando sull’altare dell’egoismo umano vittime sacrificali. La morte di Michelle ci deve mettere tutti quanti in discussione perché quello che è successo a lei poteva succedere a chiunque. Anzi. Per certi versi si è già consumato in ognuno di noi!

E in ascolto della parola del Vangelo ci domandiamo perché? Non vediamo più Michelle, non vediamo più il seme di cui parla il Vangelo: il piccolo seme inghiottito dalla terra. E non possiamo immaginare che non possa venire niente di buono da questa morte. Vediamo il vuoto, avvertiamo la mancanza, subiamo l’ingiustizia di questo male compiuto, siamo nel buio della terra che l’ha divorata. La terra, la nostra città, questo quartiere, l’angosciante dilemma delle cause, degli intrecci, dei disagi inascoltati, di agenzie educative andate in tilt tra la frenesia di una società che impone solo una corsa insensata. Ancora più dolore provoca la storia dei suoi ultimi momenti che vorticano nella nostra testa amplificando quella domanda che rivolgiamo al cielo, per tornare alla terra, tra noi: perché?
Oggi, Signore, tu abiti le nostre domande per tenerci compagnia nell’attesa di risposte, in attesa del frutto che verrà da questo seme che è morto.

Quando hai raccontato questa parabola, stavi parlando di te. Che sarebbe venuta la morte e ti avrebbe divorato. Sarebbe stata ingiusta, come ci pare sempre la morte, ma ancora di più perché ti avrebbero ucciso. Parlavi di te, dandoti il coraggio di continuare a credere che l’amore con cui ti consegnavi poteva, solo l’amore, generare salvezza. Abbiamo tutti bisogno di salvezza, di essere riscattati da quanto inchioda disperatamente la nostra esistenza. Abbiamo bisogno di salvezza in questo momento storico durante il quale ci sentiamo immersi in una crisi di valori senza precedenti che tutti ci divora e disorienta.

Ora parli a noi, perché vuoi aiutarci a credere che la morte non tiene prigioniera una vita, che il suo potere si piega alla potenza di una giustizia che risponde all’ingiustizia, che è la morte a morire per una vita più grande: stavi parlando della tua risurrezione, e ora lo dici a noi: sarà così anche per Michelle, sarà così anche per voi. E questo è il frutto che non si vede ancora, come quando tu, Gesù, sei stato calato dalla croce e posto in una tomba, nel pianto di chi ti amava. Anche il sole si era oscurato, la creazione piangeva il suo lutto come ora tutti noi piangiamo questa morte. Rimaneva solo il tuo corpo morto.

Ma poi, per te arrivò il mattino in cui quella grande e pesante pietra che sigillava il tuo sepolcro venne spostata, e non sarebbe stato possibile, ma mani invisibili la sollevarono. Quella pietra assomiglia a tutto quello che oggi ci fa pensare soltanto a una fine senza ritorno, che ci fa sentire insostenibile l’assenza di Michelle, offesa e trafitta la sua bellezza, i suoi sogni dissolti, interrotti i suoi progetti, soffocato il respiro della sua giovinezza.

Possiamo aiutarci a sperare e a credere che quella pietra com’è stata tolta dalla tua tomba verrà tolta dai nostri cuori e impareremo a riconoscerti vivo e insieme a te anche Michelle?
Vorremmo dirlo subito che Michelle non è morta, ma vive. Ma ora noi stiamo di fronte al suo corpo morto, straziato. Questo suo corpo porta i segni del male che l’ha ucciso. E tu Gesù non smettere di raccontare questa parabola che parla di te e di Michelle finché riusciremo a crederci che il frutto verrà, che questa morte non sarà vana. Che da qui, proprio da questa bara sapremo ripartire, sapremo rialzarci, sapremo vivere da risorti camminando in una vita nuova. Oggi, davanti alla bara di Michelle sentiamo il tuo invito a prenderci cura della vita e a rialzarci. Si! È proprio questo che farebbe Gesù: ci aiuterebbe a rialzarci! Direbbe a tutti noi: «rialzatevi imparando a custodire la vita perché è preziosa». Lo direbbe ai ragazzi: «custodite la vita; una volta per tutte dite di no alle droghe, ai crack, alle sostanze. Custodite la vita perché voi siete preziosi». Non smettere Signore di sussurrare ai giovani quanto è importante che si prendano cura della loro vita; che non facciano le cose perché le fanno tutti, che non sprechino la vita dietro mode omicide, che abbiano il coraggio di dire di no agli spacciatori di morte, che voltino le spalle a chi li considera merce di scambio, a chi li svende per un mucchio di denari, a chi li confonde dicendo che sballo è felicità mentre è solo un terribile baratro che inghiotte corpi e coscienze. Lo direbbe a noi adulti: «custodite i ragazzi che non sono solo il futuro ma sono il presente di ogni società, custodite i loro sogni, la loro bellezza, la loro generosità. Lo direbbe ai genitori: custodite i vostri figli. Accompagnateli nella difficile sfida educativa». Lo direbbe alla chiesa: «custodite i giovani, andateli a cercare dove vivono, dove si divertono, dove passano il tempo. Non li aspettate in chiesa, uscite, cercateli, state con loro, amateli». Lo direbbe ai politici: «custodite i giovani creando per loro opportunità di sviluppo integrale, prospettive vere di impegno e di lavoro, progetti di società in cui loro siano davvero protagonisti». I giovani vi chiedono centri di socializzazione tutti per loro, ambienti più sicuri, luoghi più accoglienti, L’appello di Gesù sarebbe soprattutto rivolto in questa circostanza alle agenzie educative: «custodite i ragazzi, non stancatevi di accompagnarli nel processo di maturazione umana, per favore parlate dei Valori! Solidarietà, giustizia, bene comune, rispetto della vita, rispetto del creato… testimoniandoli voi per primi».

Lo ripetiamo nella preghiera del Padre nostro e te lo ripetiamo oggi con forza: liberaci dal male. Signore, anche tu hai chiesto al Padre di essere liberato dal male quando avvertivi che la tua ora si avvicinava e quella parabola si stava realizzando. E forse, come noi, avrai avuto il pensiero che sarebbe stata solo la morte a vincere, e con lei il male che l’avrebbe provocata. Ma poi, avrai chiuso gli occhi, entrando nel buio del mistero per tenerci anche così la mano, compagno delle nostre notti oscure, e sostenerci a sperare. La speranza che questo frutto possa vedersi ed essere colto.
E in questa nostra ora oscura, quale può essere il frutto per cui sperare?

Quello che è successo parla di un mondo guasto, che brucia la giovinezza, che insegue illusioni, che non conosce più quanto preziosa sia una vita. Può avvenire che si banalizzi la vita così da trascinare nella banalità anche il male, che noi abbiamo il dovere di distinguere ed estirpare.

Il nostro dolore ora diventa una denuncia, ma deve tradursi anche in cambiamento. Eccolo il frutto, che questa morte non sia sprecata e che diventi il segno di una necessità, quella di cambiare insieme questo nostro mondo, perché non si arrivi mai a combinare eventi che travolgano l’esistenza, che sacrifichino la giovinezza sprecandola, che uccidano la vita. Il nostro dolore, nel suo impasto di rabbia e disperazione, deve trasformarsi in concime di speranza per una vita diversa, costruendo tutti una società dove queste cose non avvengano più, perché diventi il frutto di una vita nuova.

Insieme innalziamo la nostra preghiera in suffragio di Michelle. La ricordiamo come una ragazza solare e bella. Porteremo nel cuore il suo sorriso e la sua voglia di vita. Ma soprattutto ci impegneremo perché quanto accaduto ci renda persone migliori, amici del bene, attraverso dei “no” convinti al male in tutte le sue forme e dei “si” responsabili a tutto ciò che rende la vita più bella.

Signore Gesù, aiutaci. Non fare mancare la pace ai genitori di Michelle, alla sua famiglia, al suo fidanzato, ai suoi tanti amici di Primavalle, e a tutti noi. Aiutaci a rialzarci, a credere nella risurrezione, a portare amore in ciò che facciamo, ad essere sempre strumenti di vita e mai di morte. Addio Michelle, A Dio ti affidiamo. Oggi e sempre. Amen

5 luglio 2023

E’ entrato nella luce della Risurrezione Lucio, papà di don Bortolotti

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Valerio Bortolotti,
Parroco della Parrocchia Santa Maria Immacolata a Grottarossa e
Cappellano presso l’Azienda ospedaliero-universitaria S. Andrea,
per la morte del suo caro papà

Lucio
di anni 93

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Lucio
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno sabato 1° luglio, alle ore 10.00,
presso la Parrocchia Santa Maria Immacolata a Grottarossa
(Via Flaminia, 994)

Casal Bertone, in preghiera per la ragazza scomparsa

La chiesa di Santa Maria Consolatrice (foto DiocesiDiRoma/Gennari)

Potrebbe essere di Andreea Rabciuc il corpo ritrovato in un parco in via Ettore Fieramosca, nei giorni scorsi. E mentre le indagini proseguono, la comunità di Casal Bertone si stringe in preghiera: ieri sera, martedì 4 luglio, alle 21, si è tenuto un momento di raccoglimento davanti al parco e sono stati deposti dei fiori sulla cancellata.

«Nei giorni scorsi, in concomitanza con l’evento tragico di Primavalle, è stato ritrovato questo scheletro nel parco di via Ettore Fieramosca, dove stavano facendo dei lavori di bonifica, tagliando le sterpaglie», racconta il parroco di Santa Maria Consolatrice don Luigi Lani. Il parco, seppure privato e chiuso, si trova nel territorio parrocchiale. «Uno scavatore ha tirato fuori questo corpo che aveva una catenina al collo e pare che sia il corpo di una ragazza di 28 anni scomparsa già da un anno e mezzo dalle Marche – prosegue il sacerdote –. Allora, con alcune associazioni del quartiere e con il consiglio pastorale abbiamo pensato di organizzare un momento di preghiera. Nella zona, siamo rimasti attoniti… passiamo davanti al parco ogni giorno. Così ieri sera ci siamo ritrovati alle 21 per un momento di preghiera martedì sera, con le diverse anime del quartiere. C’era anche il centro anziani di Casal Bertone, c’erano alcuni esponenti del Municipio. Abbiamo sostato in silenzio, in raccoglimento. Poi abbiamo recitato il Padre Nostro e deposto dei fiori sulla cancellata».

«Troppe donne… giovani e meno giovani vengono uccise – dice monsignor Lani – e poi i loro corpi senza vita vengono e oltraggiati vengono gettati via come rifiuti. È vergognoso e assurdo! C’è un’emergenza morale ed educativa che ci coinvolge tutti. Nessuno può dire “io non c’entro nulla!” La cultura della vita e della sua difesa è ormai sparita dai nostri valori. Bisogna tornare a parlare di vita buona e bella… a difendere la vita umana… a ricordarsi che una donna è sacra perché dona vita e la vita non può essere uccisa… mai!»

5 luglio 2023

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