1 Luglio 2026

Cristiani e musulmani sulla strada «dell’amicizia e della fraternità»

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Sulla strada, quella «dell’amicizia e della fraternità», ognuno procede al suo passo, portando il proprio vissuto, le proprie convinzioni ed esperienze. Ha parlato di «cammino da percorrere insieme» il vescovo Marco Valenti, neoeletto ausiliare del settore Nord, intervenendo ieri sera, 7 maggio, all’Incontro islamo-cristiano “Cristiani e musulmani in dialogo alla Grande Moschea”, organizzato dall’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti in sinergia con il Centro islamico culturale d’Italia Grande moschea di Roma. «Siamo chiamati a sentirci fratelli e uniti tra noi, consolidando i nostri rapporti che di anno in anno sono maturati», ha detto il presule rivolgendosi ai tanti presenti che gremivano la sala conferenze del Centro islamico e ricordando la visita alla moschea romana dello scorso giugno del cardinale vicario Baldo Reina.

Ancora, Valenti ha auspicato di «essere sostengo gli uni per gli altri», consapevoli di «trovare ciascuno degli amici e alleati nell’offrire a tutti il bene comune, ognuno con la propria specificità», testimoniando «la fraternità e la comunione». Infine, osservando come «in questa città c’è la presenza di tutti i figli di Abramo: ebrei, cristiani e musulmani», il vescovo ha riconosciuto che «talvolta ci possono essere delle difficoltà» e tuttavia «non possiamo sprecare l’opportunità che ci è stata offerta di dialogare, tenendo aperto il canale dell’amicizia», ha affermato con convinzione.

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8 maggio 2026

Cristiani e musulmani in dialogo alla Grande Moschea

Foto Gennari

La Grande Moschea di Roma, giovedì 7 maggio, alle ore 17, ospiterà l’incontro “Cristiani e musulmani in dialogo alla Grande Moschea”, appuntamento organizzato dal Centro Islamico Culturale d’Italia e dalla diocesi di Roma. Interverranno monsignor Marco Valenti, vescovo ausiliare del settore Nord; monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti; il dottor Abdellah Redouane, segretario generale del Centro Islamico Culturale d’Italia; e il professor Wasim Salman, preside del Pisai – Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica. Seguirà una visita alla moschea, guidata dall’imam Nader Akkad. Nel corso dell’evento saranno presentate le “Schede per conoscere l’Islam”, promosse dalla Conferenza episcopale italiana e dal Pisai e redatte congiuntamente da una commissione mista cristiana e musulmana. L’ingresso all’incontro è libero e gratuito.

«Siamo la diocesi del Papa e il nostro vescovo Leone, a partire dall’inizio del suo mandato e in tanti altri momenti, ha sempre sottolineato il valore del dialogo e dell’incontro tra le religioni con chiarezza», spiega monsignor Gnavi. «Si è fatto pellegrino in Turchia, in Libano, nei Paesi africani – prosegue il sacerdote –, disegnando i passi del dialogo e dell’incontro tra le religioni, nello spirito della Nostra Aetate e in continuità con Papa Francesco e con la visione di cui è portatrice l’esortazione apostolica Fratelli Tutti». E come dimenticare la visita compiuta dal suo vicario per la diocesi di Roma, il cardinale Baldo Reina, che poco più di un anno fa – era il 10 gennaio 2025 – visitò la Grande Moschea e «assistette brevemente alla preghiera – precisa monsignor Gnavi – e in seguito incontrò tutti i responsabili, gli imam, le rappresentanze. Come allora, anche oggi un incontro fraterno deve allargare lo spazio della pace, in un mondo che brucia di conflitti di tensioni e di violenze». Nessuna occasione di dialogo e di incontro è «irrilevante – sottolinea ancora – perché le parole e i gesti costruiscono una cultura di pace che diviene linguaggio, attitudine, fraterna, per sminare il terreno dalla violenza in un tempo dominato dalla forza e dall’arroganza».

La Grande Moschea rappresenta «un polo di incontro fraterno tra musulmani e cattolici – sono ancora le parole di monsignor Gnavi –. Il Centro Islamico Culturale d’Italia si è fatto promotore più volte di opportunità di conoscenza e di stima, di approfondimento di ciò che ci avvicina nelle nostre diversità, in vista di una promozione delle ricchezze spirituali di ciascuno ma anche del bene comune della nostra città. Cattolici e musulmani, insieme, possono e debbono promuovere una visione pacificata e pacifica».

30 aprile 2026

Cresime Universitari – San Pietro in Vincoli- Cappella della Facoltà di Ingegneria della “Sapienza”

Cresime Universitari – San Pietro in Vincoli- Cappella della Facoltà di Ingegneria della “Sapienza” (Uff. per la Pastorale universitaria)

Cresime presso la parrocchia Santa Maria Immacolata di Lourdes

Cresime presso la parrocchia Santa Maria Immacolata di Lourdes

Cresime presso la parrocchia Santa Lucia

Cresime presso la parrocchia Santa Lucia

Cresime degli universitari – Cappella della Sapienza (Uff. past. universitaria)

Cresime degli universitari – Cappella della Sapienza (Uff. past. universitaria)

Cresime degli universitari – Cappella dell’Università Cattolica (Uff. Past. Universitaria)

Cresime degli universitari – Cappella dell’Università Cattolica (Uff. Past. Universitaria)

Cresime degli studenti universitari (Uff. past. universitaria)

Cresime degli studenti universitari (Uff. past.universitaria)

Cresime degli studenti universitari

Sabato 26 maggio 2018, alle ore 19, nella basilica di San Giovanni in Laterano, quarantacinque studenti provenienti da tutte le università di Roma riceveranno il sacramento della Confermazione.

La celebrazione sarà presieduta dal vescovo ausiliare della Diocesi di Roma monsignor Daniele Libanori e concelebrata da monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio per la Cultura e l’Università, e dai cappellani delle università coinvolte. La liturgia sarà animata dal coro “San Tommaso d’Aquino” della Cappella universitaria di Tor Vergata, diretto da Rita Tomasi.

Cresimandi pellegrini seguendo san Camillo de Lellis

“Più cuore in quelle mani”: la celebre frase di san Camillo de Lellis guiderà i neo-cresimati e i cresimandi romani nel pellegrinaggio notturno attraverso il centro storico. Ma a scandire il loro percorso, nella serata di sabato 12 ottobre, saranno anche i diversi momenti della vita del fondatore dei camilliani. A proporre l’itinerario, l’Ufficio catechistico diocesano, guidato da don Andrea Cavallini.

L’appuntamento è alle ore 17 nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale (piazza omonima, fermata Cipro della metro A), dove verrà celebrata la Messa alle ore 17.30. Al termine, quindi, partirà il pellegrinaggio vero e proprio, che condurrà i ragazzi fino a San Gioacchino in Prati, seconda tappa del cammino. Qui i giovani partecipanti potranno ascoltare una catechesi sulla vita di san Camillo, che prima fu soldato e poi si convertì nel 1575.

I ragazzi riprenderanno il cammino fino a piazza del Popolo, dove potranno consumare il pranzo al sacco. Alle 20.45, tappa a San Giacomo in Augusta per una nuova catechesi sul fondatore dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi. Ci si sposterà poi fino a Santa Maria Maddalena in Campo Marzio, chiesa che custodisce la tomba di san Camillo, davanti alla quale i cresimandi e i neo-cresimati potranno fermarsi in preghiera, prima di rimettersi in marcia alla volta di Santo Spirito in Sassia. Qui ascolteranno l’ultima catechesi, conclusiva del pellegrinaggio (attorno alle 23.30).

È ancora possibile iscriversi, indicando parrocchia, numero dei partecipanti e recapito del responsabile del gruppo: ufficiocatechistico@diocesidiroma.it; 06.698.86301-86521.

7 ottobre 2019

Cresimandi in festa al Seraphicum

Una formula nuova ha caratterizzato la Festa diocesana dei cresimandi di quest’anno: invece della tradizionale location presso il Palazzo del Vicariato, a San Giovanni, con i giochi e la preghiera sul prato adiacente alla cattedrale di Roma, sabato pomeriggio, 19 maggio, ad accogliere gli oltre 300 adolescenti accompagnati dai loro catechisti e genitori è stata la struttura del Seraphicum, sulla via Laurentina. «Abbiamo scelto questo luogo – ha chiosato don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano – perché oltre agli spazi all’aperto, adatti sia al gioco che alla preghiera, c’è un auditorium». La novità di questa edizione della festa, infatti, è stata lo spettacolo teatrale ispirato al famoso libro di Michael Ende “La storia infinita”.

Protagonisti sul palco, capaci di catturare l’attenzione dei cresimandi che hanno applaudito lo spettacolo, Giovanni Scifoni, attore teatrale, autore e regista nonché volto noto di tante serie televisive, a cui sono stati affidati cinque reading, e lo stesso don Cavallini, che ha commentato e raccordato tra loro i passaggi salienti del racconto. «La storia di Bastiano è molto bella e molto adatta per i nostri cresimandi – ha spiegato il sacerdote – poiché il ragazzo nel leggere il libro “La storia infinita” ci finisce dentro e ne diventa parte, uscendone cambiato e totalmente nuovo», così come i cresimandi «che chiedono di ricevere il dono dello Spirito, con la cresima diventeranno una creatura nuova».

Dei sette doni dello Spirito Santo ha parlato ai cresimandi monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che ha guidato il momento di preghiera all’inizio del pomeriggio di festa. «Lo Spirito Santo si vede da ciò che produce nella nostra vita – ha chiosato l’arcivescovo -: è dagli effetti che ha in noi e su di noi che lo riconosciamo». In particolare, De Donatis ha raccontato ai ragazzi la storia di un incontro tra un adolescente «poco più grande di voi che si chiamava Nicola e un grande santo russo del 1800, san Serafino di Sarov». Un giorno il giovane chiese al monaco di rivelargli il fine ultimo della vita cristiana, al di là di una vita santa fatta di opere buone. La risposta di San Serafino fu lapidaria e per questo risultò poco chiara a Nicola: “Consiste nell’acquisto dello Spirito Santo”. «Significa – ha spiegato ai cresimandi De Donatis – che le azioni buone compiute per Cristo ci procurano la grazia dello Spirito Santo, senza la quale nessuno può salvarsi, ma il canale per ricevere lo Spirito Santo è uno solo: la preghiera, mediante la quale possiamo parlare con Dio».

Proseguendo nel racconto, il presule ha riferito la curiosità di Nicola, determinato a comprendere come sia possibile riconoscere la presenza dello Spirito Santo. «San Serafino spiegò al suo giovane amico, e io lo dico a voi – ha detto De Donatis -, che è semplicissimo accorgersi di essere in Sua presenza: è quando si prova una sensazione infinitamente benefica, una tale calma e pace da non saperla esprimere a parole; ancora, si sentono un’insolita dolcezza e gioia nel cuore unite a un calore». Dopo la riflessione, l’arcivescovo ha pregato invocando lo Spirito Santo sui ragazzi, quindi con gli altri sacerdoti presenti ha imposto le mani su tutti i cresimandi. «È un gesto antico – ha spiegato De Donatis – mediante cui si chiede allo Spirito Santo di scendere sull’uomo: non stancatevi mai di chiedere il Suo intervento e ricordatevi dei suoi frutti perché sono il segno che non siamo soli, che Gesù, salendo al Cielo, non ci ha abbandonati. Nessuno di voi è solo e la Chiesa vi accompagna».

di Michela Altoviti

Cosa trovate in questa sezione

Quello che stiamo vivendo è un delicato momento storico caratterizzato da una particolare emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di COVID-19.

In questa sezione potrete trovare le ultime indicazioni del Vicariato di Roma utili per lo svolgimento delle attività nelle Parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali insistenti sul territorio diocesano.

Queste indicazioni hanno valore in relazione allo specifico territorio cittadino, esse infatti armonizzano decreti a carattere Nazionale (DPCM) ed ordinanze a rilevanza regionale e comunale.

Rimangono validi tutti i principi e le raccomandazioni di particolare attenzione e prudenza nei confronti delle persone anziane, siano esse operatori parrocchiali che destinatari delle nostre attività pastorali o caritative.

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