25 Giugno 2026

Caritas presenta “Utile”, progetto di economia circolare con Dismeco

Quindici lavatrici provenienti dalla raccolta della GDO (Grande distribuzione organizzata), messe a nuovo e ricondizionate verranno donate alle persone fragili. È il progetto solidale che vede la collaborazione tra Dismeco, azienda bolognese specializzata nel trattamento e smaltimento di rifiuti tecnologici, Cna, Alia, Aires, Euronics e la Caritas diocesana di Roma.

Il progetto “Utile” nasce con l’obiettivo di recuperare e rigenerare le lavatrici prelevate dalle stazioni ecologiche o ritirate dalla grande distribuzione per poi consegnarle perfettamente funzionanti e rigenerate a persone che si trovano in condizioni di fragilità sociale ed economica, attraverso gli enti no profit. “Utile”, iniziativa pilota a livello europeo, coniuga fattivamente la green economy e il welfare di comunità territoriale in maniera innovativa, sia per prodotto che per processo. Un programma che si svolge in collaborazione con diverse Caritas diocesane e altre organizzazioni di volontariato.

Le quindici lavatrici invece di essere distrutte e smaltite in modo indifferenziato, tornano a essere “utili”, ritornando nella catena del valore come beni: verranno donate sia a centri di accoglienza della Caritas diocesana, a disposizione degli ospiti che vi soggiornano, che a famiglie in difficoltà individuate dalle Caritas parrocchiali. Si tratta di un primo lotto, l’accordo tra Caritas di Roma e Dismeco prevede infatti una collaborazione duratura che si estenderà in futuro anche ad altri elettrodomestici.

Il progetto verrà presentato venerdì 6 dicembre, alle ore 12, presso la sede della Cittadella della carità (via Casilina vecchia, 19) da Claudio Tedeschi, amministratore delegato di Dismeco srl, e Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma.

4 dicembre 2024

Caritas e Poste propongono il “Mercatino dei Valori Ritrovati”

Sabato 5 ottobre (ore 10-13 e 14-19), la Cittadella della carità (via Casilina vecchia, 19) ospiterà il Mercatino dei “Valori Ritrovati” promosso dalla Caritas di Roma con Poste Italiane Spa. L’iniziativa, proposta nell’ambito del progetto “Valori ritrovati”, verrà realizzata con i “pacchi anonimi”, che non sono stati recapitati e non vengono reclamati, che Poste Italiane ha ceduto all’organismo diocesano.

Verranno esposti libri, giocattoli, cd, piccoli elettrodomestici, oggettistica, computer, cellulari, accessori di informatica, oggetti per la casa. Il ricavato contribuirà alla creazione di un fondo di solidarietà che ha l’obiettivo di sostenere l’inclusione lavorativa di adulti in difficoltà.

1 ottobre 2019

Caritas e Pastorale sociale, corso on line ispirato alla “Fratelli tutti”

“Si tratta di un’altra logica” è il titolo del percorso di formazione promosso dalla Caritas diocesana e dal Servizio per la pastorale sociale e del lavoro che prenderà il via venerdì prossimo, 20 novembre, sulla piattaforma Zoom e sul canale Facebook. Si tratta di un itinerario di riflessione e condivisione proposto nell’ambito delle iniziative del Fondo “Gesù Divino Lavoratore” e del cammino pastorale della diocesi, ispirato dall’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco. Sei incontri, a cadenza mensile fino a maggio 2021, ognuno suddiviso in tre momenti: una meditazione tratta dall’enciclica, una proposta laboratoriale e una testimonianza.

Il 20 novembre, alle ore 18, sarà il vicegerente Gianpiero Palmieri a introdurre l’incontro con il tema “Un dono sincero di sé”. A seguire Tiziano Vecchiato, presidente della Fondazione Zancan, parlerà di “Pensare e generare un mondo aperto”. La testimonianza sarà affidata a don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana, e sarà incentrata proprio sull’impegno delle comunità parrocchiali con il Fondo promosso dal Papa per sostenere le persone rimaste senza lavoro a causa della pandemia e che ha generato l’Alleanza per Roma con le istituzioni, i sindacati e le maggiori organizzazioni imprenditoriali.

«Saremo disposti a cambiare i nostri stili di vita? È la domanda che ci ha posto Papa Francesco e sulla quale, come diocesi, quest’anno, ci troveremo a riflettere e maturare scelte», spiega don Ambarus. «Il percorso vuole essere un’occasione aperta a tutti che, partendo dall’esperienza del Fondo “Gesù Divino Lavoratore”, si propone di sollecitare tutte le persone di buona volontà a offrire percorsi di inclusione per coloro che cercano conforto, speranza e riconoscimento dei propri diritti».

Gli incontri proseguiranno secondo il calendario disponibile nel sito internet della Caritas con gli interventi dei cardinali Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, e Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna; degli economisti Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Marco Bentivogli; di Giuseppe Pignatone; di Fabio Fazio; di padre Giulio Albanese; di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale di pastorale sociale e del lavoro, e don Francesco Pesce, incaricato del Servizio diocesano per la pastorale sociale.

16 novembre 2020

Caritas e parrocchie unite per fronteggiare l’emergenza alimentare

Sabato 21novembre, per tutto il giorno, i volontari saranno presenti nei supermercati di quartiere per una Raccolta alimentare che andrà a sostenere le famiglie che si rivolgono ai Centri di ascolto delle Caritas parrocchiali. Dall’inizio della pandemia sono state oltre 8 mila i nuclei che hanno chiesto assistenza per l’acquisto di viveri e beni di prima necessità. Per questo motivo la diocesi di Roma ha promosso delle “raccolte di quartiere”. Ogni parrocchia si organizza con gli esercenti di zona per la raccolta: questo permette sia di sensibilizzare coloro che sono più vicini, sia di sostenere gli esercizi commerciali di zona penalizzati in questa fase a scapito dei grandi centri commerciali.

Al momento le Raccolte sono il 21novembre e il 19dicembre. Quest’ultima, in particolare, avrà una connotazione specifica, diversa dalle altre in quanto prossima al Natale, e sarà la “Colletta della carità” di Avvento e verrà organizzata, oltre che negli esercizi commerciali, anche durante le celebrazioni eucaristiche e in altri momenti della vita parrocchiale.

Scopo di queste raccolte è sì rifornire i magazzini parrocchiali, ma soprattutto di creare uno spunto di animazione da estendere a tutta la comunità parrocchiale e ad ogni fascia di età, dai bambini del catechismo, ai ragazzi delle cresime, agli adulti dell’assemblea della domenica. Il tutto sempre secondo le norme di sicurezza anticovid indicate che vengono applicate in ogni parrocchia.

Come fare?
• Ogni parrocchia o gruppo di parrocchie all’interno della prefettura, potrà accordarsi con il supermercato più vicino per organizzarsi circa la raccolta, che si svolgerà con il nuovo metodo del carrello sospeso per evitare troppi contatti tra le persone, oppure con il metodo tradizionale.
• Nel primo caso (carrello sospeso) un carrello o due verranno posti dopo le casse per facilitare il deposito di generi alimentari da parte delle persone e 2/3 volontari raccoglieranno la merce, suddividendola in cartoni a seconda della tipologia di prodotti in un punto laterale alle casse.
• Quanto raccolto verrà portato dai volontari in Parrocchia/Emporio la sera stessa del sabato della raccolta.
• Ogni incaricato di Prefettura coordinerà le raccolte della propria Prefettura e comunicherà a Caritas

Per informazioni: Coordinamento raccolte alimentari – Cittadella della Carità; Via Casilina Vecchia 19 – Roma; tel. 06.88815130 – 0688815150; email: promozioneumana@caritasroma.it – volontariato@caritasroma.it

18 novembre 2020

Caritas e Migrantes presentano la mostra di Safet Zec sulle migrazioni

Sarà inaugurata mercoledì 20 febbraio, alle 11.30, nell’oratorio di San Francesco Saverio del Caravita a Roma la mostra “Exodus” di Safet Zec.

L’esposizione – promossa da Fondazione Migrantes, Caritas italiana, Caritas di Roma e realizzato dall’associazione Amici, con la collaborazione di Agite – racconta il bruciante tema delle migrazioni. «Nel valorizzare la realtà migratoria – spiegano gli organizzatori -, la mostra Exodus lascia un segno profondo e mediante il linguaggio universale dell’arte cerca di suscitare attenzione, rispetto, emozione ed interesse verso un tema così doloroso, e al tempo stesso così drammaticamente strumentalizzabile. La speranza è quella di dare visibilità ad un evento composto da incontri e immagini di grande impatto emotivo, sociale, etico e soprattutto di crescita interiore per accostarsi all’“altro” con umiltà e dignità».

Il percorso espositivo, curato dallo storico dell’arte Giandomenico Romanelli, dall’oratorio di San Francesco Saverio del Caravita può proseguire nella maestosa chiesa del Gesù, dove nella cappella della Passione è collocata la “Pala della deposizione di Cristo”, un’altra grande opera dipinta da Safet Zec, svelata e benedetta da Papa Francesco il 27 settembre 2014.

«Nei tredici grandi pannelli dipinti con tecnica mista – sottolinea Romanelli – Zec ritrova le linee portanti della sua ricerca trentennale, impegno contro ogni guerra e la feroce inutilità della violenza». Attraverso l’arte, il pittore e incisore nato nel 1943 a Rogatica (Bosnia-Erzegovina) esprime il suo grido di dolore e di denuncia con intensa e profonda umanità, lasciando parlare i volti e le figure che animano le sue opere. La mostra – a ingresso libero – rimarrà aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 19, fino al 31 luglio.

19 febbraio 2019

Caritas e Ac, webinar di formazione

Fa parte del ciclo di webinar Dialoghi, promossi dall’Azione cattolica di Roma, l’incontro del prossimo 17 gennaio, dalle 19 alle 20.30, in sinergia con la Caritas diocesana. Si parlerà infatti delle Città Parallele, al centro dell’ultimo Rapporto Povertà della Caritas di Roma.

«In coincidenza con il mese della pace – spiegano gli organizzatori – , il webinar si pone come obiettivo quello di promuovere una cultura della carità come elemento essenziale per la costruzione della pace. Sarà un’occasione per esaminare “Le città parallele”, per investigare le cause che hanno portato alla loro formazione».

Tra i relatori, ci saranno: Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma; Giulio Guarini, economista presso l’Università degli studi della Tuscia & MinervaLab Sapienza Università di Roma; Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma.

La diretta on line su https://www.youtube.com/live/gQcJF358svM

16 gennaio 2024

Carità del Papa, la raccolta il 25 giugno

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Come ogni anno, in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo, si celebra la Giornata per la carità del Papa in tutte le diocesi del mondo. Pertanto domenica 25 giugno siamo tutti invitati a contribuire alle tante opere caritatevoli che il Santo Padre «realizza in tutto il mondo, venendo in soccorso di quanti sono afflitti dalla povertà e dalla guerra».

A ricordarlo è il cardinale vicario Angelo De Donatis, che per l’occasione scrive una lettera alla comunità diocesana. «Con il nostro aiuto contribuiamo a sostenere la missione del nostro vescovo che si estende al mondo intero – si legge nel testo firmato dal vicario del Papa per la diocesi di Roma –: dall’annuncio del Vangelo alla promozione dello sviluppo umano integrale, dell’educazione, della pace, della fratellanza tra i popoli e alle opere caritative in favore di persone e intere popolazioni, grazie anche alle attività di servizio svolte ogni giorno dalla Santa Sede».

Basta dare un’occhiata al sito obolodisanpietro.va per rendersi conto di tutte le attività portate avanti grazie a questi fondi; on line, infatti, è pubblicato il rendiconto relativo al 2021. Scopriamo così, ad esempio, che due anni fa la Santa Sede, grazie all’obolo, per finalità caritative, è riuscita a erogare più di 35 milioni di euro, una parte dei quali sono serviti per finanziare 157 differenti progetti in 67 Paesi diversi. L’obolo garantisce inoltre la missione del Santo Padre, nella quale è assistito ogni giorno da Dicasteri, enti e organismi della Santa Sede.

In prima linea nella raccolta dell’obolo, nella nostra diocesi, c’è il Circolo San Pietro, come sottolinea pure il cardinale De Donatis nella lettera: «I soci del Circolo San Pietro collaborano, per quanto loro possibile e in accordo con la nostra diocesi, alla raccolta, che potrà essere consegnata direttamente a loro o versata presso l’amministrazione del Vicariato».

La pratica dell’obolo trova origine nelle Scritture, come ad esempio nella Prima lettera ai Corinzi di san Paolo. Ma storicamente prese forma stabile nel VII secolo, con la conversione degli anglosassoni, in collegamento con la festa dell’apostolo Pietro. Il termine “obolo di San Pietro” fu usato dal Medioevo per indicare il contributo annuo che gli stati o signorie locali pagavano alla Santa Sede. Nell’ Nell’epoca moderna, poco prima della fine dello Stato Pontificio e della perdita delle rendite dei possedimenti territoriali, sorse in tutta Europa ed oltremare una sorprendente iniziativa di offrire al Papa un aiuto materiale. Questa affettuosa reazione dei cattolici fu di grande consolazione e d’incoraggiamento per il Papa. Anche in quel periodo di crisi il Santo Padre prese cura dei più sofferenti (ricordiamo ad esempio il terremoto in Croazia nel 1881), destinando loro una parte dell’obolo.

Il testo integrale della lettera del cardinale

1 giugno 2023

Cardinale Ruini: la vicinanza della diocesi di Roma

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Il Consiglio episcopale della diocesi di Roma esprime la sua vicinanza al cardinale Camillo Ruini, attualmente ricoverato al Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Invitando i fedeli della diocesi a pregare per una pronta guarigione del porporato, che è stato vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma dal 1991 al 2008, affida al Signore il lavoro dei medici e degli operatori sanitari.

8 luglio 2024

Cardinale Ruini: la dichiarazione del presidente della Cei

Foto Gennari

Di seguito la dichiarazione del presidente della Cei, il cardinale Matteo zuppi

Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il Cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana. Presidente della CEI e Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale. Ha svolto il suo ministero con la consapevolezza che la fede non è mai estranea alla storia. L’annuncio cristiano, ha sempre sostenuto, deve incontrare le domande reali dell’uomo, della società e della cultura. In questo impegno ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo, custodendo il legame vivo con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale. Il suo motto episcopale, “Veritas liberabit nos”, resta una consegna per tutti: cercare la verità che è Cristo, perché solo essa rende liberi e capaci di amare. Quella verità non è un’idea astratta, ma il volto del Signore che illumina la vita, sostiene la speranza, apre alla comunione e chiama a servire ogni persona, soprattutto quando la storia si fa più difficile e incerta. Ci stringiamo con affetto ai familiari, alla Diocesi di Roma e a quanti lo hanno conosciuto, stimato e seguito nel suo lungo ministero. Il Signore Risorto lo accolga nella sua pace.

16 giugno 2026

Cardinale Reina: «Trasformare la domanda di aiuto in una proposta di fede»

«Dobbiamo sempre di più rafforzare i vincoli di comunione tra di noi». È questo uno dei messaggi che il cardinale vicario Baldo Reina ha consegnato agli oltre 120 animatori delle équipe di Prefettura e di Settore della Caritas diocesana di Roma, riuniti lo scorso 9 giugno nella Sala Conferenze del Seminario Romano Maggiore per l’incontro di fine anno pastorale.

Presenti i rappresentanti delle Caritas parrocchiali e dei 247 Centri di Ascolto in rete sul territorio della diocesi. L’incontro si è aperto con un momento di preghiera guidato da don Aldo Buonaiuto, vicedirettore della Caritas di Roma, ed è stato introdotto dal direttore Giustino Trincia. Successivamente i coordinatori dei cinque Settori pastorali hanno illustrato attività, progetti e sfide affrontate nell’ultimo anno, offrendo una fotografia dell’impegno quotidiano delle comunità parrocchiali accanto alle persone più fragili.

Nel suo intervento conclusivo il cardinale Reina ha voluto anzitutto esprimere gratitudine per il lavoro svolto: «Dietro quel racconto di pochi minuti c’era un mondo, il vostro mondo, la vostra vita. C’era la fatica, il sudore, qualche lacrima, qualche incomprensione. Tantissima gratitudine, proprio immensa, infinita».

Partendo dal dialogo evangelico tra Gesù e la Samaritana, proposto agli animatori Caritas all’inizio dell’anno pastorale, il cardinale ha richiamato una delle riflessioni maturate nel Cammino sinodale della Chiesa italiana. «Quanto è importante passare da un bisogno naturale, da un bisogno materiale, quello dell’acqua, a qualcosa di più, al bisogno di Dio», ha affermato. Una prospettiva che interpella direttamente anche l’azione caritativa della Chiesa. Reina ha ricordato come il documento conclusivo del percorso sinodale evidenzi una «frattura molto netta tra la fede professa, la fede celebrata e la vita concreta» e ha indicato una delle piste su cui lavorare nei prossimi anni: «Coniugare l’aspetto caritativo delle nostre Chiese con la proposta di fede».

Secondo il cardinale, la rete della Caritas rappresenta una forza straordinaria capace di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone. Tuttavia, ha osservato, «tutto questo ben di Dio che noi riusciamo a produrre nelle nostre Caritas parrocchiali e diocesane non sempre riesce ad avere un effetto positivo nella vita di fede».

Da qui la domanda centrale: «Come fare a trasformare questa domanda di cose legittime, che qualche volta diventano grida di dolore, in una proposta di fede?». «Non siamo degli assistenti sociali, non siamo degli operatori in orizzontale – ha spiegato – ma siamo qui perché animati da una profonda fede». Per questo, ha aggiunto, l’obiettivo non può essere soltanto quello di moltiplicare servizi e progetti, ma interrogarsi continuamente su «quale proposta di fede arriva alle persone che incontro».

Richiamando alcune esperienze già avviate dalla Caritas romana, il cardinale ha indicato come modello il passaggio «da una mensa per i poveri a una mensa con i poveri», dove la relazione personale diventa parte integrante dell’aiuto. «Abbiamo il dovere, attraverso le nostre azioni, di far trasparire qualcosa di altro che è Cristo», ha affermato, sottolineando che la testimonianza cristiana non consiste nell’imporre la fede, ma nel renderla visibile attraverso la prossimità e l’incontro.

Particolarmente significativo anche il riferimento ai giovani. «Gli stessi ragazzi che non hanno più interesse a continuare dopo la Cresima, se gli chiedete di fare una raccolta alimentare davanti ai supermercati corrono a flotte», ha osservato. La sfida, allora, è mostrare che il servizio ai poveri e l’annuncio del Vangelo conducono allo stesso incontro con Cristo: «Questo è il collegamento che dobbiamo creare».

In conclusione il vicario ha invitato tutti gli animatori ad accogliere questa prospettiva come una nuova tappa di crescita per la Chiesa di Roma: «Facciamo tutte queste cose perché abbiamo un tale amore per il Signore, anzi ci sentiamo amati dal Signore a tal punto che non possiamo stare con le mani in mano».

Al termine dell’incontro, insieme a Giustino Trincia e a don Aldo Buonaiuto, il cardinale Reina ha consegnato a ciascun partecipante una copia dell’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, affidando agli animatori Caritas il compito di continuare a costruire comunità capaci di coniugare accoglienza, servizio e annuncio del Vangelo.

10 giugno 2026

Card. Reina: il lavoro povero, «rende schiavi più che dare dignità»

A Roma c’è «tanto lavoro povero, un lavoro grigio che spesso è parente di lavoro nero, un lavoro che rende schiavi più che dare dignità» È un problema che «ci sta a cuore». È la denuncia del cardinale vicario Baldo Reina, che ieri pomeriggio, 15 maggio, ha inaugurato il progetto “Lavoro dignitoso per una società inclusiva. Un laboratorio di speranza”. Insieme a lui, anche Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma, e Lidia Borzì, vicepresidente delegata Acli di Roma, che hanno promosso l’iniziativa con il sostegno della Camera di Commercio di Roma, nell’ambito del progetto “Labordì. Un ponte tra giovani e imprese”.

Sono previsti quattro incontri gratuiti formativi tra maggio e novembre nei quattro settori della diocesi della Capitale. Saranno rivolti agli operatori sociali e alle persone in cerca di lavoro. Il progetto è nato da una riflessione condivisa sulla precarietà e sull’urgenza di costruire reti territoriali che sostengano l’accesso a un’occupazione dignitosa.  Il primo appuntamento si è tenuto ieri al Polo della carità “Don Pino Puglisi”, nel quartiere Tiburtino III, ed è stato indirizzato ai facilitatori dell’inclusione lavorativa. Tramite laboratori esperienziali, i partecipanti, divisi in gruppi, si sono cimentati con la giusta comunicazione da utilizzare durante i colloqui di accoglienza, per evitare di usare anche inconsapevolmente un linguaggio respingente.

Secondo il cardinale Reina, «il progetto è il segno di una Chiesa che non rimane ferma a denunciare, ma si adopera e si impegna». Il porporato ha quindi citato la “Gaudium et spes”, sottolineando che «le gioie, le angosce e le speranze degli uomini e delle donne di oggi, soprattutto dei più fragili, sono le stesse della Chiesa».  Tra le forme attuali di povertà, ha continuato Reina, c’è quella del lavoro. «Ci piacerebbe risolvere il problema nella sua interezza, ma siamo consapevoli delle difficoltà – ha spiegato il cardinale -. Tuttavia, non mancherà mai la compassione verso coloro che vivono situazioni di sofferenza e di dolore, come ci ha insegnato Papa Francesco, che portiamo ancora nel cuore, mentre già vogliamo bene a Papa Leone XIV».

 

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16 maggio 2025

Card. De Donatis: «Affidiamo il Papa alla materna protezione della Salus Populi Romani»

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha diffuso la seguente nota:

«Abbiamo appreso che Papa Francesco domani reciterà la preghiera dell’ Angelus in privato dal Policlinico Gemelli dov’è ricoverato, unendosi spiritualmente ai fedeli che vorranno accompagnarlo, ovunque essi siano. Lieti di saperLo in via di guarigione, la nostra Diocesi si stringe in preghiera, con affetto e gratitudine, attorno al Pontefice, affidandolo alla Materna protezione di Maria Salus Populi Romani».

 

10 giugno 2023

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