Concerti, incontri, momenti di preghiera dalle 19 di sabato 12 maggio alle 9 circa di domenica 13, nelle chiese del centro storico. E fuori, nelle strade, spettacoli dei “buskers di Dio”. Questo e molto altro nella “Notte Sacra – Perfetta Letizia. Musica e Preghiera nel cuore di Roma”, che si concluderà con la Messa presieduta dall’arcivescovo vicario Angelo De Donatis nella chiesa di San Francesco a Ripa, alle 8. Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Roma e dall’Opera romana pellegrinaggi, con il patrocinio dell’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale e il main sponsor Euroma2. Alla conferenza stampa di presentazione, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, hanno partecipato il vescovo ausiliare del settore Centro e segretario generale del Vicariato monsignor Gianrico Ruzza; l’amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi monsignor Remo Chiavarini; il presidente di Euroma2 Davide Maria Zanchi; il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito; la giornalista e conduttrice Francesca Fialdini. Presenti anche diversi artisti protagonisti della manifestazione.
La “Notte Sacra” sarà presentata da Francesca Fialdini, con testi di Saverio Simonelli. Il primo appuntamento è in programma alle 19 di sabato 12 maggio nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, con la celebrazione dei Primi Vespri Solenni dell’Ascensione insieme alla Cappella Musicale Santi XII Apostoli diretta da Gennaro Becchimanzi. Si proseguirà nella stessa chiesa con Alice in “Alice Recital” e Giovanni Caccamo in “Eterno Tour”, insieme a Beppe D’Onghia e Ensemble e con Maria Letizia Gorga. A Santa Maria in Aracoeli si terrà un incontro con padre Massimo Fusarelli a cui seguirà l’esecuzione di “Il Tesoro e la Sposa”, l’oratorio sacro ispirato a san Francesco, con Lina Sastri scritto e diretto da monsignor Marco Frisina che dirigerà il Coro della Diocesi di Roma e l’Orchestra Fideles et Amati.
La “Notte” andrà avanti nella basilica dei Santi XII Apostoli, dove Antonella Ruggiero eseguirà “Cattedrali”, con Sebastiano Somma, all’organo Fausto Caporali e il Coro Musicanova diretti da Fabrizio BArchi. A Santa Maria in Portico a Campitelli Santi Scarcella sarà protagonista con “Vulannu chiu pi da” (Volando più in là); seguirà “Rete di preghiera con Maria Madre del Signore”. San Bartolomeo all’Isola farà da cornice allo “Stabant Matres: a tutte le donne”, di e con Deborah De Blasi e Ensemble ArsinProgres. La chiusura alle 8 a San Francesco a Ripa, con la Messa celebrata dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e l’animazione della Cappella Musicale Lauretana, diretta da Adriano Caroletti.
“Notte Sacra – Perfetta Letizia”, un viaggio tra preghiera e musica
“Musica senza confini” a Casal del Marmo
Si chiama “Musica senza confini” l’iniziativa che si terrà domenica prossima, 22 dicembre 2024, alle ore 17, presso l’Istituto Penale Maschile e Femminile per Minorenni Casal del Marmo di Roma in occasione del quale la Banda Musicale G. Puccini di Cave regalerà un concerto di musiche natalizie ai ragazzi presenti nell’istituto.
L’iniziativa nasce dal desiderio del cardinale Augusto Paolo Lojudice di potere offrire della musica di qualità ai ragazzi e alle ragazze detenuti. Il cardinale sarà presente al concerto, così come il cardinale vicario Baldo Reina. Parteciperanno inoltre Antonio Sangermano, capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia, e Giuseppe Chiodo, direttore dell’Istituto Penale Maschile e Femminile per Minorenni Casal del Marmo di Roma, nonché altre personalità del mondo politico, civile ed ecclesiastico.
Saranno oltre 50 gli orchestrali diretti dal maestro Mario Muraglione, che eseguiranno brani di musica leggera italiana e non solo.
19 dicembre 2024
“Mi fido di Noi”, la diocesi aderisce al progetto Cei e Caritas Italiana
Anche la diocesi di Roma aderisce – con altre 68 diocesi italiane – a “Mi fido di Noi”, il nuovo strumento di microcredito sociale promosso dalla Conferenza episcopale italiana e da Caritas Italiana, in collaborazione con la Consulta nazionale antiusura.
«Il progetto “Mi Fido di Noi” – spiegano i promotori – nasce nell’intento di erogare finanziamenti a persone fisiche che hanno la necessità di acquistare beni o servizi per soddisfare i bisogni primari del proprio nucleo familiare. Il prestito di piccole dimensioni può consentire al beneficiario di affrontare spese necessarie che altrimenti non potrebbe sostenere per mancanza di disponibilità finanziaria; attraverso l’accesso agevolato al credito, a tasso zero e con il solo costo della commissione di gestione a carico del richiedente, affrontare una spesa imprevista diviene possibile a condizione che ci sia l’obiettiva capacità di rimborsare il prestito. Il piano di rimborso viene concordato dal richiedente insieme al tutor diocesano, prevede fino ad un massimo di 60 rate mensili».
Tre sono i pilastri dell’iniziativa: l’accompagnamento della persona attraverso strumenti educativi e relazionali; l’erogazione di microcrediti a condizioni agevolate; la raccolta fondi e il sostegno comunitario per alimentare il fondo rotativo. In quest’ottica, il microcredito è solo una parte dello strumento: il vero cuore è la relazione. Ogni persona che si rivolge ai punti di contatto viene accolta, ascoltata e orientata.
L’obiettivo, spiegano ancora, «è anche quello di restituire la fiducia nella solidarietà, promuovendo una cultura del consumo consapevole e del risparmio, favorendo scelte di vita più sostenibili e sobrie, contrastando l’illusione di soluzioni facili ai propri problemi economici, come per esempio il ricorso all’azzardo o al possibile mercato illegale del credito».
Nella nostra diocesi è possibile accedere a “Mi Fido di Noi” attraverso la rete dei Centri di ascolto parrocchiali. Per maggiori informazioni: roma.mifidodinoi@caritasroma.it
8 luglio 2025
“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Leone XIV
di Giulio Albanese
L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV affronta la grande questione del nostro tempo: come custodire la persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Non è un testo tecnico, ma un grande atto di discernimento spirituale, culturale e sociale.
Il Papa parte da due immagini bibliche: Babele e la ricostruzione di Gerusalemme con Neemia. Babele è il sogno di una potenza che si chiude a Dio, omologa tutto, sacrifica le persone all’efficienza. Gerusalemme è invece la città ferita che rinasce grazie alla responsabilità condivisa di un popolo che lavora insieme, mettendo Dio al centro. Nel tempo dell’IA, la scelta è la stessa: continuare a costruire torri di dominio o impegnarsi a ricostruire relazioni, istituzioni, economie che permettano a tutti di “fiorire”.
Per leggere questa trasformazione, Leone XIV ricollega l’IA alla Dottrina sociale della Chiesa. Ricorda i suoi fondamenti: la persona umana immagine di Dio, la dignità uguale di tutti, l’altissimo valore dei diritti umani. E rilancia i grandi principi: bene comune, destinazione universale dei beni (oggi estesa anche a dati, algoritmi, piattaforme), sussidiarietà, solidarietà, giustizia sociale, sviluppo umano integrale ed ecologia integrale. L’IA non è un capitolo a parte: tocca tutti questi punti, e per questo chiede un aggiornamento profondo del pensiero sociale cristiano.
L’intelligenza artificiale, spiega il Papa, è un aiuto potenzialmente prezioso, ma non è neutra né “intelligente” come un essere umano. Non ha corpo, non fa esperienza, non ama, non soffre, non ha coscienza morale. I suoi esiti dipendono dai dati e dalle scelte di chi la progetta e la controlla. Per questo non basta chiedersi “a che cosa serve”, ma anche “come è costruita, chi la governa, a vantaggio di chi”.
Qui entra in gioco il tema del potere digitale: oggi enormi quantità di dati, infrastrutture e capacità di calcolo sono concentrate nelle mani di pochi attori privati transnazionali, spesso più forti degli Stati. Questo genera nuove forme di disuguaglianza, dipendenza e manipolazione. L’enciclica chiede regole chiare, responsabilità tracciabili, trasparenza degli algoritmi, partecipazione reale delle comunità alle scelte che le riguardano. Il Papa parla di “disarmare l’IA”: sottrarla alla corsa agli armamenti (anche militari), spezzare i monopoli, riportarla dentro una logica di bene comune.
Sul piano concreto, Leone XIV indica tre ambiti decisivi. Anzitutto la verità come bene comune: l’IA e le piattaforme possono moltiplicare disinformazione, odio, polarizzazione, indebolendo la democrazia. Servono un’ecologia della comunicazione, una maggiore responsabilità dei grandi attori digitali, una forte alleanza educativa tra scuola, famiglia e istituzioni, in particolare a tutela dei minori.
Il secondo ambito è il lavoro. La rivoluzione digitale rischia di aumentare disoccupazione, precarietà, disuguaglianze tra pochi iperqualificati e molti lavoratori sostituibili. Il Papa ribadisce che la tecnologia va progettata “centrata sulla persona”: la tutela del lavoro dignitoso, la riqualificazione, la partecipazione dei lavoratori devono diventare criteri per giudicare l’innovazione. Non è ammissibile sacrificare sistematicamente posti di lavoro e famiglie per aumentare profitti.
Terzo nodo: la libertà. Modelli di business basati sulla dipendenza, la raccolta massiva di dati, la sorveglianza e la profilazione minacciano la libertà interiore e sociale. L’enciclica denuncia le “nuove schiavitù” nascoste dietro il mondo digitale: sfruttamento di lavoratori invisibili, bambini nelle miniere, vittime di tratta controllate attraverso strumenti tecnologici, colonialismo dei dati. Qui la Chiesa riconosce anche il proprio ritardo storico nel condannare la schiavitù e lo trasforma in un appello a non tacere oggi.
Infine, l’IA viene messa in relazione con la guerra. L’automazione di sistemi d’arma, la guerra cibernetica, la manipolazione informativa rendono i conflitti più rapidi, impersonali, opachi nelle responsabilità. Leone XIV rifiuta con decisione l’idea di affidare a macchine decisioni letali, denuncia la cultura della potenza e della Realpolitik, rilancia il Vangelo della pace, la diplomazia, il multilateralismo e il dialogo tra popoli e religioni.
La risposta cristiana non è paura della tecnica, ma un nuovo umanesimo radicato nell’Incarnazione e nell’Eucaristia: una “civiltà dell’amore” in cui l’IA sia davvero al servizio di una “magnifica umanità”, limitata e fragile, ma chiamata a una pienezza che nessun algoritmo potrà mai calcolare.
Una cosa è certa: il vero problema è che siamo entrati nel post umanesimo. Questo in sostanza cosa significa? Siamo di fronte all’ibridazione uomo macchina. A dire il vero, questo è già iniziato da tempo. Il fatto stesso che stiamo comunicando con un cellulare che ci consente di svolgere tutta una serie di operazioni, un tempo inimmaginabili, la dice lunga… Le preoccupazioni del Santo Padre dunque sono più che fondate ed eseguono una decisa assunzione di responsabilità da parte del consenso delle nazioni: serve una governance. Le nostre classi dirigenti a livello planetario sono consapevoli di tutto questo?
25 maggio 2026
“Lo spazio ritrovato”: apertura straordinaria del Palazzo della Sapienza
Venerdì 24 settembre il Palazzo della Sapienza e la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza saranno eccezionalmente aperte al pubblico. Sarà possibile visitare gratuitamente il complesso accompagnati da una guida, entrare nel vivo di un grande cantiere di restauro durato 5 anni; sarà possibile percorre il corridoio dell’ala nord del Palazzo, disegnato e realizzato da Francesco Borromini e che unitamente alla Sala Alessandrina completava l’edificio, quale prestigiosa sede dell’università romana.
Nel corso della mattinata si svolgerà un momento istituzionale di saluti e ringraziamenti organizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, a cui parteciperà il Senato della Repubblica, l’Archivio di Stato e il Vicariato di Roma. Seguirà il rito della benedizione per il mondo del lavoro, presieduto da don Sergio Bonanni, rettore della chiesa di Sant’Ivo.
Nel pomeriggio si svolgeranno le visite guidate su prenotazione a questo link. L’ingresso avverrà da Corso Rinascimento, 40.
22 settembre 2021
“Liberi di educare”, convegno di Ufficio scuola e Rivista Lasalliana
A trecento anni dalla morte di san Giovanni Battista de La Salle, patrono degli educatori cristiani, si terrà il convegno “Liberi di educare”, promosso dall’Ufficio scuola della diocesi di Roma con la Rivista Lasalliana, trimestrale di cultura e formazione pedagogica. L’appuntamento è per il 6 aprile, nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, dalle 9 alle 13.
Dopo il saluto del cardinale vicario Angelo De Donatis, interverrà fratel Donato Petti, direttore della Rivista, con un intervento dal titolo “Ripartiamo dall’educazione cristiana”. Quindi parlerà Dario Antiseri, filosofo su “Scuola libera in Italia come in Europa”. Alle 11.15, poi, la tavola rotonda moderata da Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano su “Carismi educativi e scuole cattoliche. Quali prassi”, a cui prenderanno parte padre Giovanni La Manna, direttore dell’Istituto Massimo; suor Paola Murru, coordinatrice didattica della Scuola Paritaria Salesiana Maria Ausiliatrice di Roma; Andrea Forzoni, coordinatore didattico dell’Istituto Marymount; ed Elena Pascale, direttrice della Scuola Paritaria Cavalsassi. Concluderà la giornata Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei.
«La proposta nasce dall’invito del cardinale vicario Angelo De Donatis, che aprirà i lavori – spiega Rosario Salamone, direttore dell’Ufficio scuola diocesano –, per aiutare le scuole cattoliche di Roma a riscoprire la forza del proprio carisma, ciò che deve animare davvero le realtà scolastiche».
«La situazione delle scuole orientate cristianamente oggi in Italia è a dir poco drammatica – afferma Petti –. I dati ufficiali del Portale Unico del Ministero dell’istruzione, aggiornati al 2017-18, relativamente alle scuole statali e paritarie, sono eloquenti: rispetto al 2015-16 il numero delle scuole paritarie è diminuito di 415 unità, per un decremento complessivo del 3,2%, mentre nello stesso periodo le scuole statali sono aumentate di 92 unità. Mediamente ogni anno chiudono i battenti più di 200 scuole paritarie. Altre scuole cattoliche, gestite da congregazioni religiose, con tradizioni ultracentenarie, a denti stretti, cercano di resistere alla crisi».
1 aprile 2019
“Liberi dal debito”, presentazione del volume al Divino Amore
“Liberi dal debito. Cause e rimedi di un fenomeno sommerso” è il titolo del libro scritto da Maurizio Fiasco e Michela Di Trani, edito da Città Nuova, che verrà presentato martedì 9 luglio nella Sala Terenzi del Santuario della Madonna del Divino Amore (via del Santuario, 10). All’evento interverranno il cardinale Enrico Feroci, rettore del Santuario; il vescovo Dario Gervasi, ausiliare del settore Sud; Piero Di Domenicantonio, coordinatore dell’Osservatore di strada; Carlo Cefaloni, giornalista di Città Nuova; Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma e presidente della Fondazione Salus Populi Romani. Saranno presenti gli autori del volume.
C’è il fenomeno dell’usura al centro del libro, che si propone come uno strumento per conoscerlo e combatterlo. «Nell’Italia che si pone ai vertici europei per la ricchezza detenuta dai privati, esiste un fenomeno capace di corrodere lentamente il legame sociale e politico, generando disagio e rancore – spiegano da Città Nuova –. La crescita dell’indebitamento patologico ha raggiunto livelli inquietanti. Insieme alle persone fisiche condividono tale disagio moltissime piccole imprese, in cui il patrimonio personale coincide con quello dell’azienda. Il libro mette in evidenza le cause strutturali di un tale sistema e indica le strade possibili per combattere le logiche speculative che lo alimentano. Offre, inoltre, indicazioni pratiche ed esempi da seguire per evitare di cadere nella trappola criminale dell’usura. Una lettura agevole che vale come una guida attraverso le contraddizioni della società contemporanea al fine di liberare persone, famiglie e imprese da un peso insostenibile e consentire loro di progettare il futuro».
2 luglio 2024
“Le sette ultime parole di Cristo sulla Croce”
«Una serata di bellezza e di preghiera». Don Fabio Rosini, docente all’Università della Santa Croce, descrive così la meditazione- concerto in occasione della Settimana Santa, in programma martedì 15 aprile, alle ore 19.45, nella basilica di San Giovanni in Laterano, dedicata a “Le sette ultime parole di Cristo sulla Croce” di Franz Joseph Haydn. Organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, l’iniziativa vedrà le meditazioni di don Rosini accompagnate dalla musica di Hayden, eseguita dall’Ensemble Mosaico, formato da professori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dell’Orchestra giovanile Fontane di Roma e da docenti e allievi del Conservatorio di Santa Cecilia; le parti cantate saranno affidate al soprano Giulia Spanò e al contralto Sara Tiburzi, con la direzione di Renata Russo.
«È un’antica tradizione promuovere una serata dove si contemplano le parole di Cristo morente – riflette don Rosini –. Proviamo a pensare a cosa sarebbe il cristianesimo senza “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. O all’ultima tentazione che Cristo subisce proprio sulla Croce».
Quelle di Gesù sono «parole dolenti, pronunciate dal Figlio di Dio che sacrifica in modo cruento la vita per la salvezza dell’uomo – osserva Francesco d’Alfonso dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi –; parole intime e struggenti, che Haydn trasfigura in musica, e che vuole siano scritte sotto la parte del primo violino, perché gli esecutori potessero vivere più intensamente le note che stavano suonando. Note che non si concludono con la morte – aggiunge –, ma che proseguono vorticosamente verso un finale luminoso, prefigurazione della vittoria di Cristo sulla morte, la Resurrezione».
14 aprile 2025
“Le parole per fare pace”: partecipazione e territorio al centro del prossimo incontro
Si terrà mercoledì 1° aprile alle ore 18.45, nella sede del CSV Lazio in via Galileo Galilei 53, l’incontro del percorso “Le parole per fare pace”, promosso dall’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato del Vicariato di Roma.
Ad aprire i lavori dell’incontro che ha come titolo “Partecipare è comunità” sarà il direttore dell’Ufficio diocesano, monsignor Francesco Pesce. «La pace ha bisogno di testa e di gambe. Solo così possiamo entrare nella storia e abitarla con passione e realismo», afferma. Il tema scelto per l’appuntamento è la partecipazione. «Partecipare non significa limitarsi a osservare o indignarsi. Partecipare è comunità».
L’incontro propone una riflessione su esperienze concrete di attivazione territoriale. Tra queste il Polo Civico Esquilino, realtà promossa da oltre quaranta soggetti del territorio. «È un segno dei tempi: un modo per riappropriarsi dei luoghi e costruire legami, dentro una visione più ampia di città», spiega Oliviero Bettinelli dell’Ufficio per la pastorale sociale. «Si tratta di riconoscere anche ciò che ci ruba la speranza, per avviare processi di inclusione e crescita».
Dopo l’introduzione di monsignor Francesco Pesce e di Oliviero Bettinelli, interverranno Riccardo Troisi (Università Tor Vergata – NeXt Nuova Economia) e Carlo Cellamare, professore di Urbanistica all’Università “La Sapienza” e direttore del laboratorio di Studi Urbani Territori dell’abitare. Cellamare è inoltre direttore della rivista Tracce Urbane. Coordina i lavori la giornalista ed economista Monica Di Sisto, vice presidente di Fairwatch, ONG italiana di economia solidale, e promotrice di Trade Game.
26 marzo 2026
“Le guerre di Israele” al corso di formazione missionaria
“Le guerre di Israele” è il tema di grande attualità che sarà al centro del terzo appuntamento del Corso di Formazione Missionaria “La Rivoluzione Mondiale. Mappe, poteri, missione oggi: come orientarsi nel caos globale”, organizzato dal Centro Missionario della diocesi di Roma, in collaborazione con Limes, autorevole rivista italiana di geopolitica, per il prossimo 7 marzo. Relatore sarà Fabrizio Maronta.
L’incontro inizierà alle 9 nella Sala della Conciliazione, situata al primo piano del Palazzo Lateranense; l’accesso al Palazzo sarà consentito solo dall’ingresso situato a destra della facciata principale della basilica di San Giovanni in Laterano (lo stesso del Museo della “Casa del Vescovo di Roma”). Sarà possibile parcheggiare nell’area dell’Università Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano n. 4), informando il gendarme e/o gli assistenti al parcheggio di essere un partecipante al Corso organizzato dal Centro Missionario Diocesano.
La partecipazione al corso non prevede alcun onere economico. Alla fine di ogni incontro verranno raccolte le offerte di chi, liberamente, vorrà dare un contributo al Centro Missionario Diocesano. Si prega di arrivare con mezz’ora di anticipo per consentire la registrazione delle presenze.
4 marzo 2026
“Le grandi tradizioni religiose”, se ne parla alla Santa Croce
È in programma per questo pomeriggio, martedì 9 gennaio, alle 19 nell’Aula Benedetto XVI della Pontificia Università della Santa Croce la presentazione del corso “Le grandi tradizioni religiose“. Un’iniziativa organizzata dall’ateneo e dall’associazione Iscom, con la collaborazione del Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai) e del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.
L’obiettivo del corso, spiegano dall’ateneo della Santa Croce, è «fornire un’informazione di base sulla struttura delle principali tradizioni religiose che, come tali, costituiscono il fondamento delle diverse culture, influendo sulle formazioni sociali, sulle strutture giuridiche e sulla vita politica ed economica dei vari Paesi».
Alla presentazione interverranno monsignor Miguel Ángel Ayuso, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; Khalid Chaouki, presidente del Centro islamico culturale d’Italia-Grande Moschea di Roma; Noemi Di Segni, presidente Unione delle comunità ebraiche italiane; Valentino Cottino, Preside del Pisai; Katsutoshi Mizumo, responsabile del centro Rissho Kosei Kai, e Swamini Hamsananda, vicepresidente dell’Unione induista italiana.
Per informazioni e iscrizioni: info@iscom.info, tel. 06.6867522, cell. 3334788131.
“Le 10 Parole” compiono trent’anni
Un cammino lungo trent’anni, che continua. L’esperienza del percorso vocazionale sui 10 comandamenti, “Le 10 Parole”, ideato da don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni del Vicariato di Roma, domani, 12 settembre, taglia un traguardo che dice di una storia ma anche di una ricerca inesauribile. La celebrazione di ringraziamento – martedì 12 settembre alle 19 nella basilica di San Giovanni in Laterano, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis – sarà un modo per ricordare come e dove tutto è cominciato, insieme anche a tanti sacerdoti che questo percorso formativo lo hanno praticato e lo praticano nelle loro comunità parrocchiali.
«Proprio nel giorno della festa del nome di Maria di 30 anni fa, con un piccolo gruppo in ritiro nelle Marche, prendeva forma questa esperienza che avevo concepito quando ero viceparroco nella parrocchia di Santa Maria Goretti, nel 1991 – ricorda don Rosini -. Mi studiai i giovani perché li vedevo frequentare la parrocchia ma non sapere esattamente perché e che cosa ci venivano a fare, perché di fatto non sapevano chi era Gesù Cristo». Di fronte a questa realtà fatta di «praticanti non credenti», il sacerdote identificò «in un percorso sul Decalogo una possibile via per arrivare a vivere passando dalla dimensione della legge a quella della grazia», ispirato dal passo evangelico di Giovanni «che si trova al termine del racconto della passione, in cui si dice “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”». Per Rosini era necessario guidare e orientare lo sguardo dei giovani «che vivevano un falso cristianesimo», di facciata, fornendo loro «dei parametri per la propria vita, facendoli imbattere», appunto, nei 10 Comandamenti.
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11 settembre 2023





















