Santa Famiglia
Santa Bibiana dopo il restauro, convegno e benedizione
Ripulita, splendente, con tutte le dita e orientata secondo la volontà di Gian Lorenzo Bernini: si presenterà così la statua di Santa Bibiana, domani, mercoledì 30 maggio, quando verrà benedetta dal vescovo del settore Centro e segretario generale del Vicariato monsignor Gianrico Ruzza. Il presule benedirà l’opera e presiederà la celebrazione eucaristica alle 18.30, nella chiesa intitolata appunto a Santa Bibiana, in via Giovanni Giolitti, 154.
La cerimonia sarà preceduta dal convegno “Santa Bibiana dopo il restauro. La nuova visione dell’opera ricollocata secondo il progetto di Gian Lorenzo Bernini”, in programma alle 17 presso la sede della Fondazione Enpam, in piazza Vittorio Emanuele II, 78, non lontano dalla parrocchia. All’incontro interverranno Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam; Francesco Prosperetti, soprintendente della Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma; Geraldine Leardi, curatore storico dell’arte della Galleria Borghese; Maria Grazia Chilosi, restauratrice della Cbc, Conservazione beni culturali; Giampiero Malagnino, presidente Piazza Vittorio Aps e vicepresidente vicario Fondazione Enpam; Pietro Petraroia, storico dell’arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Gennaro Berger, presidente Esquilino Vivo.
29 maggio 2018
Sant’Atanasio, l’anima della parrocchia è l’oratorio
Il via oggi le attività del nuovo anno pastorale nella parrocchia Sant’Atanasio a Monti Tiburtini, dove la comunità si rimette in cammino per essere “Un tutt’uno con Cristo”, come recita il nuovo slogan, sintesi del capitolo 17 del Vangelo di Giovanni. Con il mandato ai catechisti e agli operatori pastorali da parte del cardinale vicario Baldo Reina, che ha presieduto la Messa del mattino, e il lancio dell’oratorio, la comunità riparte «sforzandosi di essere sempre più presente sul territorio», afferma il parroco don Francesco De Franco. La visita pastorale è iniziata venerdì e il porporato ha potuto conoscere una realtà ricca di iniziative e molto frequentata. Una comunità che risolverà la carenza di spazi con la costruzione della nuova chiesa, i cui lavori dovrebbero cominciare a breve.
«L’anima della parrocchia è l’oratorio», spiega il sacerdote. Qui le attività sono rivolte a varie fasce di età a partire dalle “Birbe” dell’ultimo anno della scuola materna e i “Puffi”, che frequentano dalla prima alla terza elementare. «Sono gruppi di pre-evangelizzazione dove i bambini ricevono i primi rudimenti della fede attraverso attività ludico ricreative», dice don Francesco. Per chi è in terza e quarta elementare c’è il gruppo delle sacramentali in preparazione alla prima comunione. Gli adolescenti delle medie intraprendono invece esperienze dirette a costruire un senso di appartenenza, mentre i ragazzi delle superiori si preparano alla cresima. «Quest’anno abbiamo introdotto 25 ragazzi di 17 anni come aiuto allenatori dei nostri gruppi sportivi», annuncia don Francesco. Un modo anche per responsabilizzarli.
«I ragazzi esternano la difficoltà a trovare luoghi di ritrovo e punti di riferimento – dice Antonella Di Giosa, direttrice dell’oratorio –. Ci impegniamo affinché questo lo sia educandoli alla vita e alla fede. Dovremmo prenderci più tempo per ascoltarli e per leggere la realtà del tempo presente». Tra le novità, l’attivazione del doposcuola per gli alunni delle medie dal 15 ottobre e la scuola di inglese per i più piccoli da novembre. Non mancano le catechesi per gli adulti con momenti di formazione biblica e lectio divina. «Quest’anno sicuramente porremo maggiore attenzione alla formazione dei laici – dichiara don De Franco –, accompagnandoli ad avere un rapporto più profondo con il Signore per essere sempre più capaci di annunciarlo al quartiere».
Da 42 anni il «braccio esteso» della parrocchia sono le 7 contrade, «strutture evangelizzatrici inserite nel contesto pastorale», spiega il coordinatore Gianni Ottaviano. Oltre alla promozione di momenti liturgici sul territorio, come la recita del Rosario e la celebrazione della Messa nelle contrade, organizzano il Carnevale e il Palio di Sant’Atanasio. L’intento, per il nuovo anno pastorale, riflette Ottaviano, è quello di essere «sempre più un punto di riferimento per l’evangelizzazione nel territorio, prestando maggiore attenzione all’ascolto delle persone e ai bisogni del quartiere». Quella di Sant’Atanasio è «una comunità molto viva, dinamica – conclude il parroco –, ricca di iniziative grazie anche al numero di collaboratori. È favorita anche dal territorio delineato in un quadrato e dalla reciproca conoscenza. È come un paese. Una comunità che si apre al prossimo e che ha instaurato legami con i fedeli della vicina chiesa copta e con quelli della moschea di via dei Durantini». (di Roberta Pumpo da Roma Sette)
5 ottobre 2025
Sant’Andrea delle Fratte e il Santuario Madonna del miracolo
a cura delle Missionarie della Divina Rivelazione
A pochi passi da Piazza di Spagna, sorge la Chiesa di sant’Andrea delle Fratte. Sulla destra è fiancheggiata da una via, stretta e ripida, via Capo le Case, da dove è possibile vedere lo spettacolo del campanile “ballerino”. Si tratta dello splendido campanile del Borromini che oscilla tutto, ogni qual volta, suonano le campane.
Sul finire del XII secolo, la zona si presentava selvaggia e solitaria, vi era un modesto oratorio denominato Sant’Andrea infra hortos, che fu sede nazionale degli scozzesi fino al 1585, quando venne concessa da Sisto V ai Frati Minimi di San Francesco di Paola, che da allora fino ad oggi, con tanta dedizione si prendono cura del santuario. La chiesa era in rovina e i religiosi nel 1604, si rivolsero all’architetto Gaspare Guerra per la realizzazione di una nuova chiesa. Nel 1653, i lavori vennero affidati al Borromini, a cui si deve il disegno dell’abside, del tamburo della cupola e del campanile “ballerino”, ornato di cariatidi in veste di angeli, di torce fiammeggianti e gigantesche decorazioni a forma di spirale. La chiesa è a croce latina con un’unica navata e presenta tre cappelle per lato.
Nell’abside sono presenti tre grandissimi quadri con le storie del martirio di Sant’Andrea, che muore crocifisso sulla croce c.d. “decussata”. Ai lati dell’abside, si trovano i due Angeli che Gian Lorenzo Bernini realizzò per Ponte Sant’Angelo nel 1667; l’Angelo con la “corona di spine” e l’Angelo con il “cartiglio”. Papa Clemente IX decise di collocarli in chiesa per non lasciare che tali opere meravigliose fossero esposte alle intemperie.
Il cuore della chiesa è costituito dalla terza cappella a sinistra dove, il 20 gennaio 1842, la Vergine Maria apparve al giovane e inquieto ebreo Alphonse Ratisbonne, convertendolo alla fede cattolica.
Sull’altare della cappella, figura la bella immagine mariana dipinta da Natale Carta nel maggio del 1842; essa rappresenta la Vergine così come apparve al Ratisbonne. La Vergine è rappresentata a piedi scalzi tra le nubi, il suo sguardo, dolce e malinconico, si volge verso il basso. Indossa una tunica bianca, cinta ai fianchi. I capelli sono sciolti e il capo è circondato da una corona di dodici stelle. Sulle spalle le scende un ampio manto azzurro, ha le braccia tese con raggi di luce, che escono dalle sue mani. L’iconografia dell’immagine è legata alla Medaglia Miracolosa, che Santa Caterina Labouré, delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli, vide in una visione il 27 novembre 1830 a Parigi, mentre udiva una voce che le diceva: «Questi raggi sono i simboli delle grazie che Maria ottiene in favore degli uomini». Sull’arco esterno della cappella, l’iscrizione in italiano: «Qui apparve la Madonna del Miracolo – 20 gennaio 1842».
Ecco cosa avvenne quel 20 gennaio 1842: Alphonse Ratisbonne, giovane ebreo miscredente, appartenente ad una ricca famiglia di banchieri di Strasburgo, era diretto per un viaggio di piacere a Gerusalemme. Per un errore si ritrovò a Roma, dove incontrò il barone De Bussières, amico del suo odiato fratello maggiore Théodore, che non solo si era convertito al cattolicesimo, ma era perfino diventato prete. Il barone sfidò Alphonse a portare su di sé la “Medaglia miracolosa” e a recitare la preghiera del “Memorare”, il ragazzo accettò la sfida, pronto a dimostrare che quella pratica fosse una ridicola “superstizione cattolica”.
Il 20 gennaio 1842, verso mezzogiorno, Ratisbonne incontrò il De Bussières, che si stava recando presso la chiesa di Sant’Andrea delle Fratte e gli chiese di accompagnarlo. Alphonse decise di entrare in chiesa incuriosito dalle bellezze artistiche. All’improvviso fu avvolto dall’oscurità, vide una luce nella cappella di san Michele Arcangelo e sull’altare vi era la Vergine, simile nella posizione all’immagine della Medaglia che gli era stata donata, gli intimava con il dito indice di inginocchiarsi. Il giovane si convertì all’istante, comprendendo alla presenza della Madonna, tutta la bellezza e l’autenticità della fede cattolica. Tante volte testimonierà riguardo alla Vergine: “Elle ne m’a rien dit, mais j’ai tout compris” (“Lei non mi ha detto nulla, ma io ho capito tutto”). Appena dieci giorni dopo, il 31 gennaio fu battezzato dal cardinale Vicario Costantino Patrizi, che pochi mesi dopo, il 3 giugno 1842, decretò la verità del miracolo. Alphonse nel 1848 divenne sacerdote e decise di lavorare con il fratello Thèdore in Terra Santa per la conversione degli ebrei al Vangelo.
A sinistra della Cappella della Madonna del miracolo, su di una colonna vi è il busto di San Massimiliano Kolbe, fondatore della Milizia dell’Immacolata e martire nel campo di concentramento di Auschwitz. La sua immagine fu collocata in questa cappella a ricordo della sua prima Santa Messa, ivi celebrata, il 29 aprile 1918, durante la quale affidò tutta la fecondità del suo ministero sacerdotale all’Immacolata.
Anche noi ci affidiamo alla Vergine Maria Immacolata, certi che dove Ella entra, ottiene il dono della conversione e della santificazione, perché ogni grazia scorre, attraverso la Sua potente intercessione, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi poveri peccatori.
28 maggio 2021
Sant’Ireneo Dottore della Chiesa, una serie di incontri
«Il 21 gennaio scorso Papa Francesco ci ha donato la grande gioia di dichiarare sant’Ireneo Dottore della Chiesa, particolarmente per la sua testimonianza e il suo magistero sull’unità. Come comunità parrocchiale che vive il grande dono di essere affidata alla sua particolare intercessione come patrono, proponiamo un ciclo di incontri al fine di conoscere in maniera più approfondita i suoi testi e il suo insegnamento». Don Concetto Occhipinti, parroco di Sant’Ireneo a Centocelle, presenta così una serie di appuntamenti in programma nella chiesa di via dei Castani 291 da febbraio a giugno. E dal 22 al 29 giugno si terrà anche un pellegrinaggio in Francia, alla scoperta dei luoghi legati al santo di Lione.
Sei gli incontri, il mercoledì dalle 19 alle 20, tenuti da Domenica Scordamaglia, Tommaso Mazzucchi e Davide Lees per ripercorrere vita e pensiero di sant’Ireneo. Sarà possibile seguire le varie serate anche in diretta streaming, tramite il sito http://www.santireneo.org/.
8 febbraio 2022
Sant’Ippolito, un rapporto propositivo con il territorio
Una realtà che «ha confini territoriali, ma non esistenziali, volendo raggiungere tutti per nutrirli della Parola e della carità». Sono le parole che usa don Manlio Asta, parroco di Sant’Ippolito, a pochi passi da piazza Bologna, per raccontare la comunità che lunedì 14 e martedì 15 aprile ha ricevuto la visita pastorale del cardinale vicario Baldo Reina.
Con il territorio c’è un rapporto intenso, propositivo, fatto di accoglienza dei giovani ma anche di prossimità per i tanti bisognosi, che si rivolgono al Centro di ascolto della Caritas, come racconta Danilo Ranucci, che si occupa dei casi difficili, sempre a stretto contatto con scuole e servizi sociali. «Ci rendiamo conto – spiega – di essere un punto di riferimento, in alcuni casi anche di svolta. Noi non diamo mai soldi, ma pagare una bolletta a chi ne ha bisogno, aiutare a cercare lavoro, acquistare delle medicine, consegnare i giusti documenti per il permesso di soggiorno o anche semplicemente comprare un cellulare per non rimanere isolati significa davvero aiutare a cambiare vita – sottolinea Ranucci – e non nascondo la mia soddisfazione quando riusciamo ad essere una Chiesa fuori dalla chiesa».
La «vicinanza al quartiere», come sottolinea don Asta, si tocca con mano anche grazie alle attività del gruppo “Crisalide”, che accoglie persone diversamente abili, e della “Casa Azzurra”, che offre doposcuola soprattutto ai ragazzi stranieri e lezioni di italiano per i loro genitori. C’è poi l’iniziazione cristiana che la parrocchia ha voluto «condurre in modo continuativo dalla quarta elementare alla seconda media per ridurre al minimo la solita dispersione che c’è tra Comunione e Cresima». Ancora, il gruppo della Lectio divina si occupa, spiega sempre il sacerdote, «di elaborare le preghiere dei fedeli affinché siano adeguate alla Parola che si ascolta». Proprio come è stato fatto in occasione della visita del cardinale vicario, preparata con grande cura da tutte le realtà di Sant’Ippolito.
Molte, poi, le iniziative dedicate alla realtà giovanile: i “Giovani in cammino” per ragazzi dai 25 ai 38 anni, con momenti di preghiera ma anche esperienze di solidarietà concreta e alcune uscite in luoghi spirituali; i laboratori per “Giovani fidanzati e single”; il percorso “Giovani e vita nuova” di cinque tappe durante la Quaresima per gli under 40; il gruppo “Giovani apostoli di Maria”; il corso prematrimoniale e il gruppo “Giovani e adorazione” che, un venerdì al mese da novembre a giugno, li coinvolge nell’adorazione eucaristica. E proprio quest’ultima, perpetua, è stata inaugurata il 22 ottobre 2023, nella memoria liturgica di san Giovanni Paolo II, ed è resa possibile dall’alternanza di oltre 215 volontari. C’è poi il gruppo scout Agesci Roma 62, che lo scorso gennaio ha festeggiato gli ottant’anni: fu infatti uno dei primi gruppi in Italia a nascere dopo la guerra.
Il coinvolgimento degli universitari è «facilitato» dalla folta presenza di fuori sede che prendono una casa in affitto in zona e questo «fa della parrocchia un bellissimo caso positivo – aggiunge il parroco – perché le celebrazioni sono partecipate da tanti ragazzi». Spazio alla cultura con il Cinema delle Province, di proprietà parrocchiale anche se gestito da un direttore autonomo. (di Salvatore Tropea da Roma Sette)
20 aprile 2025
Sant’Eligio, apre il nuovo Consultorio familiare
Sarà un pomeriggio di festa quello di domenica 15 dicembre, presso la parrocchia di Sant’Eligio (via Fosso dell’Osa 435), per l’inaugurazione dei nuovi locali del Consultorio Familiare Agape Odv. Spazi rinnovati e organizzati per accogliere le sempre crescenti richieste, grazie anche al supporto di IKEA Roma che ha donato l’arredamento al consultorio.
«Avremo una grande sala d’attesa – illustra la direttrice del Consultorio Danila Pompilio –, che sarà utilizzata anche per riunioni, corsi di formazione, seminari e supervisione dei professionisti; e una segreteria, cioè lo spazio in cui si terranno in primi colloqui e dove viene firmato il consenso alla privacy e si analizza la richiesta degli utenti. Ogni stanza richiamerà un elemento della natura, perché abbiamo pensato che in fondo serve radicarsi come un albero nella dignità di s stessi per essere in coppia come fiori che sbocciano nel dono e nel rispetto profondo di sè e dell’altro, per poi dare vita a legami familiari che siano come un frutto maturo capace di resistere alle intemperie».
Ancora, nel nuovo consultorio ci saranno anche una stanza dedicata ai colloqui dei singoli, una ai colloqui di coppia e una alle famiglie, allestita con fasciatoio e giochi per i bambini. Alla prima, prosegue Pompili, «è stata associato l’albero del faggio, simbolo consapevolezza; alla seconda il girasole, espressione della vita, della dinamicità della coppia che ha bisogno di rivolgersi sempre verso l’altro, la luce, mentre la terza avrà come simbolo il limone, il profumo dell’amore duraturo».
«Questo progetto nasce nell’aprile del 2022 per rispondere alle sollecitazioni di Papa Francesco al termine dell’anno “Famiglia Amoris laetitia” – ricorda il parroco padre Dario Frattini –. Il consultorio cerca di rispondere ai bisogni dei singoli, della coppia e della famiglia attraverso vari servizi messi a disposizione da un’équipe di professionisti volontari (consulenti familiari, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, infermiere del Servizio Dipendenze, assistente sociale, pediatra, ostetrica etc) per far in modo che il benessere psicologico e la formazione non siano solo appannaggio dei pochi che se lo possono permettere. Tutte le prestazioni sono infatti totalmente gratuite».
In occasione dell’inaugurazione, domenica prossima si terrà una tavola rotonda a cui interverranno padre Dario Frattini, parroco e presidente del Consultorio; la direttrice Danila Pompilio; il presidente del VI Municipio Nicola Franco; Ida Mascoli Nestola, presidente della Federazione Lazio CFC; Ciro Sanseverino; direttore di Consultorio Familiaris Consortio di Villanova di Guidonia. Seguirà un momento di festa a conculsione del quale ci sarà la benedizione dei nuovi locali e la Messa (ore 19) presieduta dal vescovo Paolo Ricciardi, ausiliare del settore Est.
11 dicembre 2024
Sant’Antonio, la storia della parrocchia in un libro
Un libro per ricordare sessant’anni di impegno al servizio del quartiere. È l’iniziativa della parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria a piazza Asti, al Tuscolano, dove questa sera, 26 settembre, sarà presentato il volume “Cara Parrocchia. Un viaggio negli anni della tua giovinezza ed oltre…”, che rievoca appunto i sei decenni di vita della comunità affidata alla congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù.
«Un luogo – afferma il parroco padre Pasquale Albisinni – che da 60 anni è un prezioso punto di riferimento per migliaia di uomini e donne, delle più differenti estrazioni sociali. Non solo per le numerose attività pastorali come l’adorazione eucaristica perpetua che durante tutti i mesi dell’anno permette di adorare il Signore giorno e notte, ma anche per le tante iniziative in favore degli ultimi come il Centro di aiuto alla vita e l’accoglienza dei poveri».
L’autore del libro è padre Renato Spallone, sacerdote rogazionista che negli anni ’70-’80 per quindici anni ha ricoperto il ruolo di viceparroco a piazza Asti. Era presente 60 anni fa quando la chiesa venne consacrata e quest’anno compie 60 anni di sacerdozio. Due anniversari con la stessa cifra. Alla presentazione intervengono padre Bruno Rampazzo, superiore della congregazione dei Rogazionisti, il parroco padre Pasquale Albisinni e il vescovo Dario Gervasi, segretario aggiunto del dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, che ha maturato la propria vocazione in questa comunità nota per il carisma delle vocazioni. L’incontro sarà moderato dal direttore di Romasette.it Angelo Zema, che era stato impegnato nel gruppo giovani parrocchiale.
26 settembre 2025
Sant’Andrea della Valle – Festa di San Giuseppe Maria Tomasi
Sant’Andrea della Valle – Festa di San Giuseppe Maria Tomasi
Sant’Agostino, il cardinale Reina: «Il mondo non segue più il Principe della pace»
La pace nel mondo nelle mani di sant’Agostino. È una preghiera di affidamento quella che il cardinale vicario Baldo Reina ha rivolto al vescovo di Ippona, unendosi alle intenzioni di Papa Leone. E con lui, tutti i fedeli che hanno riempito la basilica di sant’Agostino in Campo Marzio per la Messa celebrata dal porporato questo pomeriggio, 28 agosto, in occasione della festa liturgica del santo.
«Ci sentiamo in profonda comunione con il Papa e raccogliamo la sua insistente intenzione che ha offerto a tutta la Chiesa e a tutta l’umanità in questi giorni chiedendo a tutti di pregare per la pace – ha esordito il cardinale nell’omelia -. In quest’ora difficile per la nostra umanità, vogliamo porre sotto la potente intercessione di Sant’Agostino il bisogno di pace. Siamo tutti profondamente preoccupati e lacerati per quello che succede nel mondo attraverso i diversi conflitti che ogni giorno fanno sanguinare terribilmente la nostra terra. Il mondo non segue più il Principe della pace – ha aggiunto -, ma preferisce seguire altri idoli, le armi, pensando che la guerra possa risolvere i problemi. Lo diceva prima Papa Francesco e l’ha affermato tante volte Papa Leone: la guerra è sempre una sconfitta – ha sottolineato il cardinale -. Come facciamo a stare sereni quando ogni giorno vediamo nelle nostre case con i nostri occhi immagini di bambini che muoiono di fame, persone uccise mentre vanno a prendere un po’ di pane disperatamente, ospedali bombardati come se fossero delle scatole di carta. Davvero preghiamo perché torni al più presto la pace».
Da qui, il vicario si è soffermato sulla figura del vescovo di Ippona, «un giovane onesto che si è messo alla ricerca della verità» e si è lasciato «raggiungere dalla grazia di Dio che lo aveva da sempre cercato». Secondo Reina, tutti ci riconosciamo in Sant’Agostino «perché facciamo esperienza di come la vita cristiana non è affatto la recita di una formula, ma è un’esperienza viva. Ci sentiamo al tempo stesso cercatori di Dio e ricercati da Dio, ed è dentro questa dinamicità di grazia – ha sottolineato ancora il porporato – che si muove la nostra fede in un miracolo quotidiano». Agostino ci ricorda che «davvero nulla è impossibile a Dio».
Il cardinale vicario ha poi commentato le Letture. «Gesù si presenta come la porta del gregge e delle pecore, e come il buon pastore». Due immagini, che, secondo il porporato, ci inducono a riflettere sul tema della custodia della nostra vita. Chi è davvero la porta della nostra vita? – ha riflettuto il porporato –. È Gesù, ma ci lasciamo davvero custodire da Lui?». Il Signore, buon Pastore, «ci elargisce la sua grazia perché ha a cuore la nostra vita, perché la vuole custodire. Agostino, una volta fatta questa esperienza, abbandona tutto, intuisce che quel suo bisogno di bellezza, di libertà, tutto quello che lui cercava nel mondo, ormai lo ha trovato all’ennesima potenza in Gesù morto e risorto. E allora continua a cercarlo, ma soprattutto si sente custodito da colui che lo aveva chiamato sin dall’eternità».
Ecco perché, ha sottolineato Reina, «abbiamo bisogno oggi di rivivere lo spirito di Agostino, non solo fare il ripasso del suo pensiero teologico ricchissimo, ma proprio rivivere lo spirito di fede e di conversione che ha bruciato totalmente la sua vita». Il cardinale ha così invitato a «individuare Cristo come la pienezza della vita e a seguirlo non dando retta a nessun altro, nemmeno a quella parte di noi che a volte tende a farci rivivere momenti di fallimento». Agostino, invece, «va avanti con forza e coraggio diventando un faro per tanti che lo seguivano e per tutti noi cristiani che guardiamo al suo esempio rimanendo folgorati. Proviamo a imitarlo – ha esortato ancora il porporato -, facendo spazio alla grazia di Dio, imboccando la porta giusta e seguendo il Buon Pastore che ancora oggi ha bisogno di annunciatori e di testimoni. Ci aiuti sant’Agostino insieme a santa Monica – ha concluso -, affinché la nostra esperienza di fede si lasci interiormente rinnovare da queste figure straordinarie alle quali guardiamo ancora con grande ammirazione e la cui intercessione invochiamo per tutti noi e per il mondo intero».
Insieme al porporato, tra gli altri, hanno concelebrato anche il vescovo Luis Marín de San Martín, agostiniano, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, il vescovo Bernardus Bofitwos Baru, padre Alejandro Moral Antón, priore generale dell’ordine di sant’Agostino, padre Ngoa Ya Tshihembail, priore generale degli agostiniani assunzionisti, padre Gabriele Pedicino priore provinciale degli agostiniani d’Italia, e il rettore della basilica, padre Pasquale Cormio.
Prima della benedizione, le parole del priore generale degli agostiniani, che sulla scia del Papa ha invitato a leggere sant’Agostino, perché ci «aiuta a conoscere più profondamente l’amore di Dio, che si rinnova ogni giorno bellezza sempre antica e sempre nuova».
28 agosto 2025

















