5 Maggio 2026

Parrocchia San Luigi Grignion de Montfort: incontro “Ero forestiero e mi avete ospitato”

Parrocchia San Luigi Grignion de Montfort: incontro “Ero forestiero e mi avete ospitato”

Parrocchia San Giuseppe Moscati: Santa Messa e incontro con consiglio pastorale parrocchiale

Parrocchia San Giuseppe Moscati: Santa Messa e incontro con consiglio pastorale parrocchiale

Parrocchia N.S. di Lourdes, Festa e settimana eucaristica

 

PARROCCHIA N.S. DI LOURDES A TORMARANCIA

FESTA DI  N.S. DI LOURDES  E SETTIMANA EUCARISTICA

Dal 10 al 17 febbraio si svolgerà la settimana eucaristica in occasione dell’11 febbraio, festa della Parrocchia dedicata alla Nostra Signora di Lourdes.

Per questa occasione tutti i giorni ci sarà l’Adorazione Eucaristica continua dalle 8,00 alle 20,00; nelle Sante Messe feriali e festive saranno pronunciate catechesi eucaristiche e sono previsti i seguenti momenti significativi:

Domenica 10 febbraio alle ore 18,00 sarà celebrato il S. Rosario in collegamento diretto con Lourdes, alle 18,30 la consacrazione della Parrocchia al Cuore Immacolato di Maria ed a seguire Santa Messa solenne di Nostra Signora di Lourdes presieduta da don Antonio Panfili vicario episcopale diocesano per la vita consacrata.

Lunedi 11 febbraio alle ore 11 Santa messa per i malati con unzione degli anziani e degli infermi ed alle ore 18 Lectio divina sull’adorazione eucaristica.

Sabato 16 febbraio alle ore 20,00 si terrà l’Oratorio sacro (musica e testo) AQUERO’ sul cammino spirituale di Santa Bernadette Soubirous.

Per tutta la settimana si terranno incontri e celebrazioni eucaristiche per catechisti, bambini, famiglie, nonché momenti di Adorazione eucaristica comunitaria.

Parrocchia N.S. di Lourdes a Tor Marancia – Accoglienza delle Reliquie di Santa Bernadette Soubirous

PARROCCHIA N.S. DI LOURDES A TOR MARANCIA

ACCOGLIENZA DELLE RELIQUIE DI SANTA BERNADETTE  SOUBIROUS

 Il Santuario di Lourdes ha organizzato la peregrinatio delle reliquie di Santa Bernadette Soubirous, per celebrare il 175esimo anniversario della nascita e il 140esimo della morte della giovane pastorella Bernadette. La peregrinatio delle reliquie della santa ha avuto inizio il 27 aprile nella Diocesi di Alessandria. L’itinerario si concluderà il 22 agosto ad Albano, dopo aver visitato 34 Diocesi.

Le reliquie saranno presenti presso la

Parrocchia Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia

dalle ore 18,00 di sabato 1 giugno

alle ore 12,00 di martedì 4 giugno 2019.

Durante questo periodo sarà possibile visitare in chiesa le reliquie, ininterrottamente  dalle ore 7,00 alle ore 22,00 per un momento di preghiera personale e venerazione.

Il 1 giugno alle ore 19,00  mons. Paolo Lojudice , Arcivescovo eletto di Siena e già vescovo ausiliare del settore sud, presiederà la S. Messa votiva di Nostra signora di Lourdes ; a seguire processione mariana aux flambeaux .

Altri eventi sono previsti nei successivi giorni durante l’esposizione delle reliquie, secondo il programma dettagliato affisso nei locali parrocchiali e che sarà consultabile sul sito web della parrocchia : www.nostrasignoradilourdesroma.it

 

Parlare di sessualità è «allenare a pensare e a comunicare»

L’uomo, fin dalla nascita, è un essere sessuale; la sessualità viene appresa e si sviluppa in diverse fasi durante la vita. Il periodo dell’adolescenza, da sempre, è stato considerato una fase della vita che ha destato un grande interesse culturale, sia dal punto di vista della scienza che da quello della letteratura. Il bisogno di identificazione sessuale porta il bambino a voler scoprire come si comportano e cosa pensano le persone del suo stesso sesso. I gruppi che si formano spontaneamente sono monosessuali ed al loro interno si trasmettono modelli, atteggiamenti e notizie (spesso confuse e distorte) sulla sessualità. Gruppi di sesso diverso si fronteggiano, ma il contatto personale e diretto viene evitato: l’altro sesso è troppo sconosciuto e fa paura. Con l’avanzare della pubertà e dell’adolescenza, inizia il desiderio dell’altro sesso che viene percepito come totalmente diverso e dal cui riconoscimento («sì, tu mi piaci») dipende la legittimazione della propria identità.

La pubertà e l’adolescenza rappresentano un profondo cambiamento nella sessualità dell’individuo. Lo sviluppo degli organi genitali, della peluria, del seno e le conseguenti modificazioni psichiche caratterizzano in gran parte l’adolescenza. Questi profondi cambiamenti fisiologici e psicologici avranno influenza sia dal punto di vista della realtà concreta sia da quello del mondo interno del ragazzo: assume così particolare importanza l’immagine del proprio corpo. L’adolescente lo ama e lo odia, spesso è motivo di vergogna, passa ore davanti allo specchio, cura la capigliatura seguendo o contrastando mode, e così via. Per le ragazze la prima mestruazione è una esperienza di grande importanza, in quanto sottolinea inequivocabilmente la loro femminilità e la possibilità di generare. La preparazione ricevuta e l’atteggiamento degli adulti ne influenzeranno il vissuto.

Il corpo, in quanto osservabile da sé e dagli altri, è il mezzo con cui il ragazzo si presenta al mondo, in particolare ai coetanei; molte delle convinzioni che si possono avere su se stessi si basano sul sé fisico, che comprende sia l’aspetto corporeo che le abilità fisiche. Facilmente l’adolescente trae un senso di sé sulla base della definizione che gli altri danno di lui e del suo apparire fisico.

È una stagione della vita che racchiude un insieme di cambiamenti e di informazioni a vari livelli (sociale, culturale, familiare, scolastico, ecc.), che spinge il ragazzo ad una analisi di sé e della relazione con gli altri. Oltre ai rapporti con gli adulti ed alla ricerca dell’autonomia, l’adolescente si deve confrontare con la crescita fisica, con le relative ansie derivanti da una maggiore consapevolezza di un corpo che cambia, con l’interesse sessuale e con le prime esperienze sentimentali. L’importanza del ruolo del corpo risiede non tanto nell’ampiezza delle trasformazioni, poiché queste avvengono anche in altri periodi della vita, quanto nella capacità del ragazzo di osservare se stesso in cambiamento e l’influenza di tale cambiamento su altri aspetti, tra i quali il modo di viversi la sessualità. L’aumentata osservazione di se stessi è accompagnata da una accresciuta capacità osservativa nei riguardi dei coetanei, ai quali si guarda con attenzione e con i quali ci si confronta continuamente soprattutto per valutare la propria adeguatezza ed il proprio valore personale. Questo è il contesto di riferimento dove si formano opinioni e si trasmettono atteggiamenti: sono gli amici ed i compagni di scuola che diventano fonte di informazioni sulla sessualità.

Sembra che il rapporto tra genitori e figli tenda ad oscillare tra autoritarismo – che nega il conflitto – e permissivismo, che evita il conflitto. È difficile per gli adulti accettare un clima di conflitto e considerarlo per la sua parte sana, che invece porterebbe alla comprensione e all’accettazione dell’altro come essere in grado di esprimere e discutere le proprie perplessità e disaccordi. Pertanto, l’adolescente si trova meno esposto alle critiche ed alle proibizioni se si rivolge ai coetanei. Sembra difficile per i ragazzi effettuare comunicazioni che portino a mettere in gioco la loro affettività\sessualità (sia con genitori che insegnanti), perché il loro vissuto pare essere il rischio di ottenere una risposta autoritaria e giudicante piuttosto che un supporto che possa aiutarli a rafforzarsi.

L’adolescente, in ambito sessuale, ha svolto una elaborazione personale delle esperienze biologiche, relazionali, sociali e morali maturata attraverso le azioni educative del contesto familiare e successivamente scolastico. Gli adolescenti, con l’irruenza e la provocazione che li contraddistinguono, spesso lanciano un appello chiaro, facendo intuire che si aspettano da parte dell’adulto, più che delle informazioni precostituite (sia sull’argomento sesso, ma anche più in generale), una disponibilità ad entrare in relazione con loro.

Parlare di sessualità con i ragazzi non dovrebbe significare “addestrare”, ma allenare a pensare, a ragionare, a comunicare e a mettersi in relazione con gli altri. Ai ragazzi vanno forniti strumenti che consentano una migliore interpretazione delle situazioni relative alla sessualità, allo scopo di colmare l’inadeguatezza ed il vuoto tra l’aspetto fisico e quello psicologico. Educare con serenità ad una cultura della salute sessuale può significare aiutare gli adolescenti a coniugare la dimensione del piacere con quella relazionale ed emozionale. (Lucia Calabrese, psicoterapeuta e sessuologa)

 

27 ottobre 2017

Papa Luciani, un sorriso che risplende ancora

Il Musal a Canale d'Agordo

Pubblichiamo le riflessioni di monsignor Antonio Panfili, vicario episcopale per la vita consacrata della nostra diocesi, dopo la visita al Musal, il Museo dedicato ad Albino Luciani. La visita risale a qualche giorno fa, durante la vacanza in Val di Fassa promossa dal Servizio diocesano per la formazione permanente del clero.

Può capitare in montagna una giornata in cui sia prevista pioggia. Si cercano allora programmi alternativi con visite culturali. È quello che è successo a noi che eravamo a Soraga – Val di Fassa – per un corso di formazione permanente con i presbiteri del 10°, 20°, 30° anniversario di ordinazione guidati dal cardinale vicario, dal vescovo Libanori e dal vescovo Palmieri. Mercoledì 15 luglio non potendo fare l’escursione in montagna ci siamo recati a Canale d’Agordo (Belluno) per visitare la Casa Natale di Papa Giovanni Paolo I.

Siamo stati accolti dal direttore del Museo Musal (Museo Albino Luciani), che con affabilità e professionalità ci ha guidati prima nella chiesa parrocchiale dove è “cresciuta” la fede di Albino Luciani (che è stato battezzato in casa per motivi di salute) e poi nella casa vatale. Nella parrocchia, intitolata a San Giovanni Battista, il piccolo Albino ha ricevuto la Comunione e la Cresima e vi ha celebrato la prima Messa da neo sacerdote!

Con raccoglimento il cardinale ha presieduto la Santa Liturgia e noi tutti abbiamo concelebrato; il vescovo Paolo Ricciardi, appena unitosi a noi, ha proferito l’omelia ricordando in sintesi che “il Papa del sorriso” aveva cercato di parlare a tutti, piccoli (la sua gente) e colti (con il libro “Illustrissimi”), poveri e ricchi (le sue origini e il ministero a Venezia) fino alla soglia di Pietro dalla quale si è rivolto a tutto il mondo e agli uomini di buona volontà (con l’originalità che gli ha ispirato lo Spirito). Dopo la celebrazione c’è stata la visita alla casa natale di Papa Luciani e al Museo cittadino a lui intitolato.

E se la semplicità e la povertà dignitosa regnava nella abitazione della famiglia di contadini e lavoratori che lo ha generato e forgiato come cristiano e presbitero veneto, nel Museo invece – strutturato in più piani e con un percorso molto intelligente e articolata – abbiamo tutti potuto verificare come la Chiesa Agordina fosse vitalissima nei suoi parroci e nei suoi pastori.

Pur nella mancanza di mezzi, i parroci facevano di tutto per creare lavoro per la loro gente (le prime cooperative furono fondate proprio nella Valle d’Agordo) e cultura per il popolo (anche i primi cinematografi della Valle furono realizzati nei saloni parrocchiali). Tale vivacità di cultura e catechismo generava tante vocazioni sacerdotali e missionarie, frutto e risultato di un tessuto cristiano e popolare “impregnato” profondamente dei valori cristiani ed evangelici più autentici.

Le famiglie patriarcali curavano i figli portatori di handicap nella cerchia domestica (la sorella poco più grande di Papa Luciani era sordomuta eppure ha insegnato al piccolo Albino i fondamenti e le materie scolastiche … poi si sarebbe fatta suora al Cottolengo di Torino) e valorizzavano gli anziani nella custodia della memoria familiare come patrimonio di sapienza!

Anche la guerra, la Grande Guerra del 15-18, è stata vissuta nell’infanzia da Papa Luciani lasciandogli un ricordo di devastazione e profonda esperienza di “fame fisica e morale!” (citava spesso il Papa quei momenti terribili…). Il Museo di Canale d’Agordo ci ha fatto rivivere la vita da seminarista, da giovane prete, da vescovo e da patriarca di don Albino Luciani fino all’inatteso Pontificato.

La registrazione dal vivo del suo racconto: “Questa mattina mi sono recato alla Sistina con gli altri cardinali …” fatta con la sua voce esile e commossa ci ha riportati a quel giorno dell’agosto 1978 in cui il mondo intero si stupì nell’accogliere la Benedizione Urbi et Orbi da un nuovo Pontefice che per primo sceglieva un nome doppio (spiegato da lui stesso: Giovanni in ricordo del Papa Buono e Paolo in ricordo di Montini suo predecessore) e soprattutto che per primo lasciava il “noi” maiatestatico e parlava semplicemente con l’io!

A chi era presente in San Pietro dopo la fumata bianca (a dir la verità le cronache riportano un’iniziale fumata “grigia” che ha disorientato tutti e che poi è diventata decisamente bianca!) e a chi lo ha seguito da casa o al televisore come la maggior parte di noi tutti, ha colpito “il cambio di un’epoca” con il solo tono di voce, con il timido “mi sono recato stamattina alla Sistina” e soprattutto con lo stile umile e profondo insieme, stile di un Papa venuto dalla montagne alte ed esigenti, dalla gente veneta, tenace e credente, e dal Concilio in corso di applicazione, col suo continuo rincorrersi tra novità e tradizione! Era il Papa giusto al momento giusto!

All’uscita del Musal ci ha raggiunto il sindaco per rendere omaggio al cardinale vicario di Roma, vescovi e presbiteri della Capitale e, mentre facevamo una foto ricordo abbastanza importante per noi e per il paese, vedevamo come la vita di Canale d’Agordo scorreva normale e serena, seria e dignitosa come è tipico di questa gente operosa e frugale! Il tempo di risalire in macchina che il caldo sole gustato durante la visita alla casa natale di Papa Luciani e al Musal ha lasciato posto ad un torrenziale acquazzone estivo-montano! Ci ha fatto ricordare come questa visita era stata fatta per il meteo poco favorevole per le escursioni e ci siamo resi conto di aver vissuto un evento provvidenziale, intenso ed evocativo… forse proprio come il Pontificato breve di 33 giorni del nostro Giovanni Paolo I!

Provvidenziale perché lo Spirito Santo e i cardinali elettori hanno chiaramente seguito le indicazioni della Provvidenza nello scegliere un Pontefice che venisse dal popolo fervente, che fosse “esperto in umanità” e che proponesse una dottrina solida ma in modo originale. (Tutti si stupirono alla sua catechesi “Dio è Padre e Madre insieme” che oggi tutti citiamo!). Intenso non solo per la durata (33 giorni), ma anche per la novità con cui ha “rivestito” il Pontificato Romano di gesti semplici ma “fragorosi” come il parlare in prima persona, rinunciare alla Sedia gestatoria e alla Tiara (già omessa da Polo VI), chiamare un bambino all’improvviso all’Udienza Generale per fare come un Parroco al catechismo e così via! Evocativo perché non avremmo avuto Giovanni Paolo II senza Papa Luciani e non solo per la conferma del nome; perché anche Benedetto XVI si è posto nel solco della sua sapienza spiegando la dottrina con semplicità.

Ero presente alla Prima Udienza per il clero romano in cui spiegò, quel 7 ottobre 1978, la “grande disciplina della Chiesa da conservare nella vita dei sacerdoti”. Sarebbe “piccola” tale disciplina se uno la osservasse solo formalmente o esteriormente – disse – ma è Grande quando è frutto di convinzioni profonde e proiezione libera e gioiosa di una vita vissuta intimamente con Dio “generata dal raccoglimento continuo e dall’amore al proprio servizio”! Mi restò impresso ed essendo alla viglia del mio diaconato ne feci un programma di vita … sigillato purtroppo dalla sua morte giunta improvvisa il 28 settembre 1978 a sconvolgere il mondo! “Evocativo” infine perché Papa Francesco ha continuato nella “semplicità” e “normalità” iniziata da Papa Luciani, che poi diventa originalità e novità di un Pontefice “parroco del Mondo” come in quei 33 giorni è stato Giovanni Paolo I!

28 luglio 2020

Papa Leone XIV incontra il clero di Roma e visita cinque parrocchie romane

Papa Leone XIV torna a incontrare il clero della diocesi di Roma: lo farà – come tradizione – il giovedì seguente al Mercoledì delle ceneri, cioè giovedì 19 febbraio. L’appuntamento è in Aula Paolo VI, alle ore 11.

Sempre in occasione della Quaresima, poi, il Santo Padre si recherà a visitare diverse comunità parrocchiali della diocesi di Roma, una per ciascuno dei settori pastorali in cui è suddivisa. Le parrocchie sono: Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido (Sud), il 15 febbraio; Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio (Centro), il 22 febbraio; Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo (Est), il primo marzo; Santa Maria della Presentazione (Ovest), l’8 marzo; Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (Nord), il 15 marzo.

«Saranno delle vere e proprie visite pastorali – anticipa il cardinale vicario Baldo Reina –, quindi Papa Leone XIV incontrerà gli organismi di partecipazione, gli animatori pastorali e alcune realtà giovanili. Il culmine della visita sarà la celebrazione eucaristica con tutta la comunità parrocchiale. Il Santo Padre inizia le visite alle parrocchie della sua diocesi, sulla scia dei suoi predecessori, e questo è motivo per tutti noi di grande gioia, e per approfondire con il nostro Vescovo i temi del piano pastorale».

23 gennaio 2026

Papa Leone XIV incontra gli adolescenti e i giovani di Roma

Foto Vatican Media

Sabato 10 gennaio, alle ore 17, in Aula Paolo VI, gli adolescenti e i giovani romani incontreranno Papa Leone XIV. Un appuntamento da non perdere all’indomani della fine del Giubileo – che si concluderà ufficialmente nel giorno dell’Epifania, con la chiusura della Porta Santa della basilica di San Pietro – durante il quale i ragazzi potranno ascoltare le parole del Santo Padre.

Saranno tantissime le realtà giovanili presenti: dai ragazzi che frequentano il catechismo a quelli che si riuniscono nei gruppi parrocchiali, dai membri di movimenti e associazioni a quelli iscritti a società sportive cattoliche, fino ad arrivare agli studenti, agli universitari e ai fuori sede che abitano nei collegi del territorio diocesano. Con loro, ad accompagnarli in questo incontro speciale con il Papa, il cardinale vicario Baldo Reina, che aveva annunciato loro l’appuntamento durante la “Notte in cattedrale” di preghiera dello scorso 21 novembre, e che ha rinnovato l’invito con una lettera.

«Sarà un momento prezioso e di gioia – scrive infatti il cardinale Reina ai sacerdoti – per il quale vi invito a incoraggiare la partecipazione dei ragazzi delle vostre parrocchie, esortandoli a viverlo come un’occasione importante per ascoltare le parole del nostro Vescovo».

L’ingresso in Aula Paolo VI sarà consentito dalle ore 15 alle ore 16.30 del 10 gennaio. Per accedere, sarà necessario avere il biglietto che può essere richiesto compilando il form di iscrizione: https://forms.office.com/e/qDLgECWNc5?origin=lprLink

I biglietti potranno poi essere ritirati presso l’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma (Vicariato di Roma – piazza San Giovanni in Laterano 6 – secondo piano), nei giorni e negli orari indicati di seguito:

mercoledì 7 gennaio negli orari di ufficio
giovedì 8 gennaio con estensione dell’orario fino alle 18
venerdì 9 gennaio con estensione dell’orario fino alle 18

Papa Leone XIV in visita alla Sapienza Università di Roma

Foto Gennari

Giovedì 14 maggio il Santo Padre Leone XIV si recherà in visita pastorale alla Sapienza Università di Roma. Il suo arrivo è previsto alle ore 10.20 alla cappella universitaria “Divina Sapienza”, dove sarà accolto dal cardinale vicario Baldo Reina, dalla rettrice dell’Università Antonella Polimeni e dal cappellano don Gabriele Vecchione. Quindi sosterà all’interno della cappella per un breve momento di preghiera silenziosa e saluterà un gruppo di studenti.

Il Pontefice si sposterà poi in auto al piazzale centrale, dove saluterà gli studenti alla scalinata monumentale. Alle 10.45 è previsto un colloquio privato con la rettrice nel Palazzo del Rettorato e la firma del Libro d’Onore. Poi, alle 11, nel corridoio antistante lo Studio di Rappresentanza, verrà scoperta una targa a ricordo della visita, a cui seguirà un saluto ai membri del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione della Sapienza Università di Roma. Ancora, Papa Leone visiterà la mostra “Sapienza e i Papi”, allestita negli spazi dell’ateneo.

Poi, alle 11.30, in Aula Magna, terrà un discorso ai docenti, agli studenti e al personale tecnico- amministrativo. Al termine è previsto uno scambio di doni e il saluto a una rappresentanza degli studenti. Prima di fare ritorno in Vaticano, il Santo Padre sosterà sulla scalinata per un ulteriore saluto agli studenti.

«Siamo molto contenti della visita pastorale che il Santo Padre farà il prossimo 14 maggio alla Sapienza Università di Roma – dichiara il cardinale Reina –. Papa Leone XIV ha mostrato sempre grande attenzione al mondo giovanile e ha chiesto alla sua diocesi di accompagnare i cammini di crescita nella fede delle nuove generazioni. La Sapienza Università di Roma è la più grande università d’Europa. Entrare in dialogo con quanti si affacciano al futuro attraverso le varie scienze e la ricerca è di fondamentale importanza. Ci metteremo in ascolto di quanto il Santo Padre dirà durante la visita e ne faremo tesoro per la pastorale universitaria e la pastorale giovanile».

25 aprile 2026

Papa Leone XIV a San Giovanni per la Dedicazione: le informazioni per partecipare

In occasione della festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, domenica 9 novembre, alle ore 9.30, Papa Leone XIV presiederà la solenne Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Giovanni in Laterano. L’ingresso in basilica sarà consentito dalle ore 7.00 alle ore 8.45. Potranno accedere e partecipare alla Celebrazione i fedeli muniti di biglietto, gratuito, da ritirare — senza necessità di prenotazione — all’Ufficio Liturgico del Vicariato da giovedì 30 ottobre a giovedì 6 novembre (secondo piano, stanza 18).

Anche i presbiteri della diocesi che desiderano concelebrare dovranno ritirare il biglietto, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Orari per il ritiro dei biglietti:

Giovedì 30 e Venerdì 31 ottobre: 9.00 – 12.30
Lunedì 3 novembre: 9.00 – 12.30
Martedì 4 e Mercoledì 5 novembre: 9.00 – 12.30 e 15.00 – 17.00
Giovedì 6 novembre: 9.00 – 12.30

 

27 ottobre 2025

 

 

Papa Leone torna a San Giovanni in Laterano

Foto di Cristian Gennari

E’ stato reso noto nei giorni scorsi il calendario delle celebrazioni liturgiche che saranno presiedute da Papa Leone XIV nei prossimi mesi.

Il primo novembre, solennità di Tutti i santi, il Santo Padre celebrerà alle 10.30 la Messa in piazza San Pietro, in occasione del Giubileo del mondo educativo, e proclamerà san John Henry
Newman dottore della Chiesa. Il 3 novembre l’appuntamento si sposta all’interno della basilica vaticana, alle 11, per la Messa in suffragio per Papa Francesco e per i cardinali e vescovi defunti. Leone XIV torna quindi a San Giovanni in Laterano il 9 novembre alle 9.30, per presiedere la celebrazione eucaristica solenne per la dedicazione della basilica.

Ancora, l’8 dicembre si rinnova l’atto di venerazione all’Immacolata, alle 16 in piazza di Spagna. Il 24 dicembre, la Messa nella notte di Natale è alle 22 nella basilica vaticana; il 25
celebrazione solenne alle 10, e alle 12 benedizione Urbi et Orbi.

6 ottobre 2025

Papa Leone a Ponte Mammolo: «Siamo segni di speranza»

Foto Gennari

Da quando a fine gennaio si è diffusa la notizia della visita di Papa Leone XIV nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, molti parrocchiani hanno iniziato a contare i giorni. «Qualcuno anche le ore», dice con il sorriso Serena indicando il figlio Antonio. Oggi pomeriggio, 15 marzo, alle 16, l’emozione accumulata si è sciolta in un lungo applauso nel momento in cui il vescovo di Roma ha varcato la porta dell’oratorio per la sua quinta visita pastorale in tempo di Quaresima in altrettante parrocchie romane. Circa 600 i presenti nel cortile dove il vento muove le bandierine bianche e gialle, i colori del Vaticano, e lo striscione con scritto a caratteri cubitali “Benvenuto Papa Leone”. Ad attenderlo il cardinale vicario Baldo Reina e il parroco don Francis Refalo, per tutti don Franz.

Ringraziando per la calorosa accoglienza ricevuta, il Papa ha elogiato i fedeli che come parrocchia, hanno creato una comunità che «veramente sa accogliere e questo è davvero un segno di speranza in un mondo dove tante volte il dolore, la sofferenza, le difficoltà sono troppo grandi». Poco prima di lasciare il Vaticano, ha spiegato, ha sentito in tv la testimonianza di una signora che sta soffrendo a causa della guerra e per questo ritiene che «nel mondo non ci sono più segni di speranza. Ma noi che crediamo in Gesù Cristo – ha detto il vescovo di Roma – viviamo come fratelli e sorelle uniti, possiamo essere quel segno di speranza anche in un mondo dove non si trovano più questi segni. Voi rappresentate questo amore infinito. Grazie per essere qui e grazie per questo gesto, questa vita di compromesso, di impegno per la fede, di vivere così l’amore di Dio».

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15 marzo 2026

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