10 Maggio 2026

La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

L’ambone ricoperto dalle coperte termiche che si utilizzano per riscaldare quanti sbarcano a terra dopo viaggi di fortuna. E una preghiera scandita per loro, per i migranti e i rifugiati, affinché «possano trovare in mezzo a noi un luogo di umana convivenza e collaborare a costruire insieme la civiltà della pace». Sono i due segni che caratterizzeranno le celebrazioni di domenica prossima, 26 settembre, Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2021.

Come ogni anno, Papa Francesco ha inviato un messaggio per l’occasione, dal titolo “Verso un ‘noi’ sempre più grande”. Una riflessione, quella del Santo Padre, «frutto anche dell’esperienza della pandemia», come sottolineano monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, e Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana. L’esperienza dell’emergenza sanitaria, spiegano, «ci lascia la consapevolezza che è necessario vivere con e per gli altri, con il desiderio di costruire un mondo sempre più inclusivo».

Gli stessi obiettivi del progetto Apri (Accogliere, proteggere, promuovere e integrare), che sarà al centro di un incontro proprio domenica prossima, promosso da Caritas italiana con la collaborazione del Dicastero per lo sviluppo umano integrale; l’appuntamento è alle 9.30 davanti a Castel Sant’Angelo, da cui partirà la “marcia dell’accoglienza”, che raggiungerà piazza San Pietro in tempo per l’Angelus del Papa. «Apri è una iniziativa nazionale avviata lo scorso anno, in prosecuzione del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia” – spiegano Felicolo e Trincia –, in cui diocesi, parrocchie, famiglie, istituti religiosi, singoli volontari e operatori hanno dato corso a un processo di inclusione sociale e lavorativa dei migranti per rafforzare il loro percorso di autonomia e sensibilizzare le comunità».

Oltre alla preghiera e alla riflessione, «l’invito è anche a contribuire economicamente al sostegno e ai percorsi di integrazione e promozione umana dei migranti», grazie alla colletta dedicata, secondo le indicazioni della Cei. Le offerte possono essere effettuate all’Ufficio Cassa del Vicariato di Roma, sul conto 23.10.29 dell’Ufficio Migrantes, specificando la causale “Giornata mondiale del migrante e del rifugiuato”; verranno poi inviate alla Fondazione Migrantes della Cei. «Anche le comunità cattoliche etniche di Roma – sottolinea monsignor Felicolo – beneficiano del fondo della Cei, costituendo, con le loro iniziative pastorali, caritative e di evangelizzazione, un ponte di conoscenza, di dialogo e di integrazione sociale ed ecclesiale, nel seno della Chiesa di Roma a cui anche esse a pieno titolo appartengono».

Le preghiere per la Giornata mondiale

20 settembre 2021

La Giornata mondiale dei nonni: l’invito dei vescovi Gervasi e Ricciardi

Mancano pochi giorni alla Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si festeggerà domenica 25 luglio alle ore 10 con Papa Francesco. I vescovi ausiliari della diocesi di Roma monsignor Dario Gervasi e monsignor Paolo Ricciardi invitano a partecipare. I biglietti per la liturgia, completamente gratuiti, possono essere ritirati al secondo piano del Palazzo Apostolico Lateranense, presso il Centro per la pastorale sanitaria.

«La Giornata è stata voluta dal Santo Padre in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù – sottolinea il vescovo Ricciardi –. Il Papa tante volte ci ha richiamato all’attenzione agli anziani, soprattutto ha chiesto ai giovani, ai nipoti di essere vicini ai loro nonni così come i nonni sono vicini ai loro nipoti. Questa alleanza tra generazioni è il futuro dell’umanità».

Mentre il vescovo Gervasi definisce la festa di domenica prossima «un’occasione molto bella», «che scalda il cuore».

I video integrali sono disponibili sulla pagina Facebook della diocesi.

20 luglio 2021

La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: visitare chi è solo

Il 24 luglio si celebrerà in tutto il mondo la seconda edizione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani 2022. Tutte le diocesi, le parrocchie e le comunità ecclesiali sono chiamate a celebrare questa Giornata, il cui tema, indicato da Papa Francesco, è “Nella vecchiaia daranno ancora frutti” (Sal. 92, 15). In questo modo, come suggerisce nel messaggio preparato per l’occasione, il Santo Padre vuole offrire agli anziani un progetto esistenziale: essere “artefici della rivoluzione della tenerezza”.

Domenica 24, alle ore 10, nella basilica di San Pietro il cardinale Angelo De Donatis presiederà la celebrazione eucaristica per mandato del Santo Padre.

Ma tutte le diocesi del mondo sono invitate a celebrare la Giornata con una liturgia dedicata agli anziani. Due sono, infatti, i modi principali per partecipare alla Giornata, suggeriti dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: celebrando una Messa oppure visitando gli anziani soli. Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha fornito alle diverse diocesi una serie di materiali e suggerimenti pastorali e liturgici, disponibili sul sito web del Dicastero. Tra le raccomandazioni, vale la pena sottolineare quella di visitare o accompagnare gli anziani soli. La Chiesa concede infatti l’indulgenza plenaria per questo atto a coloro che lo compiono nei giorni vicini al 24 luglio. In questo senso, il Santo Padre afferma nel messaggio della Giornata che “visitare gli anziani soli è un’opera di misericordia del nostro tempo”.

In occasione della Giornata mondiale, il cardinale De Donatis ha scritto ai parroci della diocesi e a tutte le persone avanti con gli anni che risiedono nella Città Eterna. «Nel tempo estivo si interrompono tante attività, ma molti anziani non vanno in vacanza. Rimangono in città, nei nostri quartieri e a volte si sentono ancora più abbandonati. Sarebbe bello quindi, in occasione di questa giornata – è l’auspicio del cardinale vicario –, pensare ad un momento semplice e significativo per gli anziani. Diverse parrocchie, l’anno scorso hanno proposto una messa serale all’aperto (il sabato o la domenica), con la benedizione degli anziani e, a seguire, un intrattenimento musicale e la condivisione della cena. Per questa occasione vi esorto a visitare gli anziani in casa o nelle case di riposo. Semplici gesti di attenzione compiuti con amore e carità pastorale daranno coraggio e luce a tante persone sole».

Parlando della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani 2022, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha osservato che «Con la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, il Santo Padre ci invita a prendere coscienza della rilevanza degli anziani nella vita delle società e delle nostre comunità e a farlo in maniera non episodica, ma strutturale e la Giornata aiuta a porre le basi di una pastorale ordinaria di questa stagione della vita».

Papa Francesco ha stabilito, nel 2021, che questa Giornata si celebrerà ogni anno la quarta domenica di luglio, intorno alla festa dei santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù. Quest’anno, si celebra il 24 luglio. Lo stesso giorno, il Papa inizia un viaggio apostolico in Canada, durante il quale è prevista una visita al Santuario di Sant’Anna e un incontro con giovani e anziani in una scuola elementare di Iqaluit. La cura degli anziani e il loro dialogo con le nuove generazioni è una preoccupazione costante del Santo Padre, che ha dedicato buona parte delle udienze del mercoledì di quest’anno a una catechesi sulla vecchiaia. Inoltre, l’intenzione di preghiera che Francesco affida a tutta la Chiesa attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa per questo mese di luglio è proprio per gli anziani.

Come avere i biglietti per partecipare

18 luglio 2022

La Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: l’invito da Pietro e Antonella

Aspettando la Giornata Mondiale dei Nonni e degli anziani con Papa Francesco, il 25 luglio a San Pietro, ecco l’invito di una coppia dei nonni, Pietro e Antonella. È già possibile ritirare i biglietti gratuiti per partecipare alla Messa con il Santo Padre, al secondo piano del Vicariato, presso il Centro per la Pastorale sanitaria della diocesi.

Pietro e Antonella si conoscono da 51 anni e sono sposati da 43. Hanno cresciuto tre figli e adesso si prendono cura di 4 nipoti: Nicola, Caterina, Elena e Noemi. Domenica prossima anche loro parteciperanno alla Messa per i nonni con Papa Francesco, nella basilica di San Pietro. «Con i nostri nipoti ci divertiamo molto, giochiamo… Con i figli era diverso, ce li siamo goduti fino a un certo punto, presi anche dal lavoro e dalle incombenze quotidiane», racconta Antonella. Le fa eco Pietro: «Quando ho preso in braccio Nicola, il mio primo nipote, per la prima volta, ho provato una grande gioia, ma molta diversa da quella che provai con i miei figli. Ho sentito davvero che dovevo rispondere a una chiamata diversa, quella di essere nonno». La stessa emozione sentita quando hanno ricevuto la notizia che presto sarebbe arrivato un nipotino. «Ricordo che ci eravamo già messi al letto, erano le dieci di sera, quando all’improvviso suona il citofono – rievoca Pietro –. Era nostro figlio con la moglie, così ci siamo rivestiti e li abbiamo fatti salire a casa. Loro ci hanno dato la bella notizia e noi abbiamo aperto una bottiglia di prosecco… ne teniamo sempre una in fresco, perché c’è sempre un motivo per festeggiare».

19 luglio 2021

La Giornata mensile del malato: l’11 maggio il vescovo Ricciardi a San Luca

Roma 11/04/2020Reparto Covid-19 per il Corona Virus.ICC -Istituto Clinico Casalpalocco. Gruppo GvM.Medici e infermieri della terapia intensiva lavorano incessantemente.Vestizione anti Covid.Ph: Cristian Gennari

«La prova della pandemia da coronavirus ci ha richiamati ulteriormente all’importanza di farci prossimi ad ogni uomo segnato dal dolore del corpo e dalla sofferenza dell’anima. In ogni comunità ci sono, tutti i giorni dell’anno, tanti malati che hanno bisogno del nostro sostegno». Lo sa bene il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la Pastorale sanitaria. In questo periodo segnato dall’emergenza sanitaria globale, il Centro per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma moltiplica le iniziative a sostegno dei malati e di chi si occupa di loro, dai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari. In particolare, rilancia la Giornata mensile del malato, che da settembre si celebra l’11 di ogni mese. Non solo. «Da questo mese di maggio – annuncia il presule – almeno duecento persone, tra coppie di sposi, famiglie e singoli, si sono impegnate a dedicare, in un giorno assegnato, un Rosario al mese per i malati di Roma, per i sacerdoti cappellani, per le religiose, per gli operatori sanitari, per i volontari e per quanti a Roma si prendono cura di chi soffre».

Per quanto riguarda la Giornata mensile, è un’iniziativa che dilata le celebrazioni per la Giornata mondiale del malato, introdotta da san Giovanni Paolo II. «Dal 1993 si celebra sempre l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes – ricorda monsignor Ricciardi – diventando un giorno speciale di preghiera e di condivisione, di sensibilizzazione delle comunità sui temi relativi ai malati. Nell’ambito del cammino diocesano, nell’anno in cui siamo chiamati ad “abitare con il cuore la città” e ad ascoltare il grido di tante persone che sono nella sofferenza, il Centro diocesano ha proposto, a settembre 2019, la Giornata mensile del malato da vivere l’11 di ogni mese. È un invito, alle cappellanie ospedaliere, alle comunità parrocchiali e religiose, a dedicare un momento di preghiera e la Messa, generalmente la sera, mettendo l’intenzione per tutti i malati della zona e per chi si prende cura di loro».

L’ospedale San Giovanni Addolorata ha ospitato la Messa nella prima Giornata mensile, l’11 settembre; il vescovo Ricciardi si è recato poi, nei mesi successivi, nelle parrocchie di Sant’Ugo, San Vigilio, Santa Chiara, San Giulio, Santa Bernadette Soubirous, San Martino, Santa Maria Immacolata a Grottarossa. Il prossimo appuntamento, previsto per lunedì 11 maggio, si terrà invece nella comunità di San Luca Evangelista al Prenestino. Alle ore 15.30 Rosario, sul canale YouTube della parrocchia, sarà possibile seguire il Rosario meditato alla piccola grotta di Lourdes nel giardino parrocchiale; al termine è prevista la preghiera a Maria di Papa Francesco e un breve messaggio di monsignor Ricciardi che, alle 18.30, presiederà poi la Messa, sempre trasmessa in streaming via web.

Sul sito del Centro della Pastorale Sanitaria, https://www.diocesidiroma.it/sanitaria/ , si può trovare del materiale per l’animazione della giornata mensile. Se qualcuno vuole aderire all’impegno di recitare un Rosario al mese per chi soffre e ci si offre, può scrivere all’indirizzo segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it. «Crediamo che sia ancora più opportuno, in questo momento – dice il vescovo –, rilanciare e diffondere il senso di questa giornata mensile, invitando le nostre comunità a pregare per i malati, a visitare i malati, a conoscere le storie di chi soffre e di chi si offre».

5 maggio 2020

La Giornata in memoria delle vittime di coronavirus

Il 18 marzo 2020 decine di camion militari carichi di bare uscirono da Bergamo. Trasportavano i defunti verso altre regioni, per la cremazione, perché in città c’erano già troppi morti. Una foto scattata da un balcone ritraeva il triste corteo. Fece il giro del mondo e divenne il simbolo della tragedia vissuta dal nostro Paese nella primavera del 2020, durante la pandemia di Covid-19.

Quei defunti non ebbero neanche un funerale, come tutti gli altri deceduti in quel periodo. Per questo la data del 18 marzo è stata scelta dal Parlamento italiano per celebrare la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus, istituita nel 2021. Una ricorrenza civile, ma che viene ricordata anche dalla diocesi di Roma: lunedì 18 marzo infatti, alle ore 18, il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà la celebrazione eucaristica al Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore, a Castel di Leva. Durante la liturgia, si pregherà in modo particolare per quanti hanno perso la vita e per quanti sono guariti; al termine della celebrazione sarà piantato un ulivo a ricordo della Giornata.

«Per noi credenti la memoria coincide sempre con il celebrare l’Eucaristia – osserva il vescovo Benoni Ambarus, delegato diocesano per l’ambito della Diaconia della carità – anche perché tante persone morte in quel periodo non hanno avuto funerali. Quello del 18 marzo sarà un modo, come comunità diocesana, non per celebrare il dolore, ma per superare il dolore». La pianta di ulivo poi vuole essere «un ricordo specifico e concreto», sottolinea ancora il presule; l’albero sarà piantato nel terreno nella zona vicina all’ingresso dell’Ufficio postale, un punto molto frequentato. Accanto alla pianta, inoltre, verrà scoperta una targa in ricordo delle vittime della pandemia di Covid-19.

«Sono invitati in modo particolare a partecipare alla celebrazione di lunedì 18 marzo – prosegue Ambarus – medici, infermieri e operatori sanitari, che sono stati in prima linea nel combattere il coronavirus, ma anche tutti coloro che hanno perso un amico o un familiare a causa del Covid. Sarà un modo per ritrovarci come comunità diocesana».

Locandina Vittime Covid

14 marzo 2024

La Giornata diocesana per le persone private della libertà personale

In occasione della III domenica di Quaresima, il prossimo 8 marzo, la diocesi di Roma celebrerà la Giornata Diocesana per le persone private della libertà personale. L’iniziativa è stata presentata in una lettera inviata il 2 marzo dal cardinale vicario Baldassare Reina ai parroci della diocesi, con l’invito a vivere un tempo di conversione e solidarietà verso il mondo del carcere.

Nel testo, il vicario richiama il senso profondo della Quaresima e l’urgenza di uno sguardo nuovo su una realtà spesso dimenticata: «Spesso considerata un “mondo lontano”, la detenzione isola non solo le persone recluse e le loro famiglie, ma la speranza stessa».

Un’affermazione che apre alla prospettiva evangelica indicata nelle righe successive: «La Quaresima ci invita a incontrare Cristo proprio in chi vive la privazione della libertà».
La giornata dell’8 marzo sarà vissuta nelle comunità parrocchiali attraverso gesti concreti di preghiera e carità.

Sul piano spirituale, viene suggerito di inserire nella preghiera dei fedeli un’intenzione specifica per detenuti, familiari, operatori penitenziari e volontari, e di promuovere una Via Crucis con testi dedicati all’esperienza della detenzione.

Accanto alla dimensione spirituale, il cardinale Reina propone anche iniziative concrete di solidarietà. Dal 16 al 27 marzo le parrocchie potranno organizzare raccolte di colombe pasquali e di biancheria intima, coordinandosi con i cappellani per rispondere alle necessità effettive dei detenuti. Il materiale raccolto «verrà distribuito nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua come segno della luce della Risurrezione che raggiunge anche le carceri».

La Giornata Diocesana non sarà un evento isolato. Nei mesi successivi alla Pasqua, infatti, sono previste diverse iniziative di sensibilizzazione e formazione. Tra queste: la partecipazione alla Santa Messa e la visita al “Pastificio Futuro” presso l’Istituto penale minorile Casal del Marmo (primo appuntamento il 20 marzo alle ore 16); degli incontri per il superamento dei pregiudizi e il reinserimento sociale; un percorso di formazione per volontari lungo tutto il 2026; la partecipazione all’Eucaristia presso la Casa circondariale Rebibbia nuovo complesso a partire da giugno 2026.

Leggi la lettera del cardinale vicario

3 marzo 2026

La giornata diocesana di preghiera e digiuno per l’Afghanistan

Al centro padre Giovanni Scalese

Una giornata diocesana di digiuno, preghiera e solidarietà per il popolo afghano: questa l’iniziativa che la diocesi di Roma propone per mercoledì 15 settembre 2021, memoria di Maria Addolorata. Alle ore 21, nella comunità parrocchiale dei Santi Fabiano e Venanzio, si svolgerà un momento di preghiera che sarà presieduto dall’arcivescovo monsignor Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma; porterà la sua testimonianza padre Giovanni Scalese, barnabita, superiore della Missio sui iuris in Afghanistan, che a lungo è stato missionario nel Paese asiatico e che è rientrato in Italia in seguito alla presa di potere da parte dei talebani. Racconterà dei suoi giorni a Kabul anche suor Shahnaz Bhatti, 45 anni, della congregazione di Santa Giovanna Antida, è in Italia da poco più di due settimane.

La celebrazione verrà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd; www.telepace.it) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

La diocesi accoglie così l’appello lanciato nei giorni scorsi da Papa Francesco. È proprio il presule a sottolinearlo, nella lettera inviata oggi alla comunità diocesana. «È sotto gli occhi di tutti noi – scrive monsignor Palmieri – il dramma del popolo afghano. La loro storia travagliata, l’abbandono a sé stessi, e la mancanza di prospettiva futura ci fa temere per questi fratelli e sorelle. Come avete potuto vedere dai mass media, sono arrivate moltissime famiglie che necessitano di tutto e chiedono accoglienza».

«Invito tutti voi – è l’accorato appello – ad unirci come Popolo di Dio. Lo faremo pregando anzitutto per i nostri fratelli afghani, chiedendo l’intercessione di Maria, in particolare per le donne, e trasformando il digiuno in contributo di carità per l’accoglienza delle famiglie di profughi».

Quindi un auspicio di solidarietà concreta, devolvendo alla Caritas diocesana il frutto del digiuno e delle offerte raccolte. «Allo stesso tempo, sarebbe un bel segno evangelico – è l’auspicio del vicegerente – se nascesse anche la disponibilità ad accogliere una persona o una famiglia presso la parrocchia, l’istituto religioso o direttamente in famiglia. La loro speranza viene sostenuta se faranno esperienza della nostra solidarietà».

Leggi il testo integrale della lettera

Leggi la testimonianza di suor Shahnaz Bhatti

14 settembre 2021

La Giornata diocesana di Avvenire: la lettera del cardinale De Donatis

«La felice coincidenza che quest’anno vede nella stessa data – domenica 14 novembre – la Giornata diocesana di Avvenire e la Giornata mondiale dei poveri ci invita a riflettere sul ruolo importante che il quotidiano dei cattolici ha avuto e continua ad avere nel mantenere alta l’attenzione sulle realtà di povertà in Italia e nel mondo e sull’impegno che la comunità ecclesiale e tante forze vive della società civile esprimono per poter migliorare la qualità della vita e per farsi presenza amica di uomini e donne in difficoltà nei più diversi ambienti». Così il cardinale vicario Angelo De Donatis introduce la Giornata diocesana di Avvenire, invitando a sostenere il quotidiano della Cei e i media diocesani.

«Lungo il percorso sinodale – si legge ancora nella lettera preparata dal vicario per l’occasione – l’invito è a lasciarsi accompagnare da Avvenire, che ha aiutato a rendere visibile in questo tempo di pandemia proprio quella “Chiesa della vicinanza” auspicata dal Papa. In questo itinerario ci sosterrà anche Roma Sette. In sinergia con gli altri mezzi di comunicazione diocesani, il nostro settimanale racconta la vita della comunità ecclesiale unendo lo sguardo partecipe ai problemi della città e ormai da molti anni esce ogni domenica come “dorso” di Avvenire, confermando una partnership editoriale che rappresenta un prezioso servizio del quotidiano a tante Chiese locali e ai terriotri in cui operano».

Il testo integrale della lettera del cardinale

10 novembre 2021

La Giornata diocesana di Avvenire

Ricorre il prossimo 12 novembre la Giornata diocesana di Avvenire e per l’occasione il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive a tutti i sacerdoti della diocesi invitandoli a promuovere «l’informazione di qualità» portata avanti dal quotidiano della Cei e dai media diocesani, Roma Sette e Romasette.it

«Sappiamo che la buona informazione è già nelle nostre comunità grazie ad Avvenire – scrive il vicario del Papa per la diocesi di Roma –, tra i giornali italiani più diffusi. Un’informazione di qualità, che sa appunto “parlare col cuore” e che aiuta i lettori a discernere l’oggi nell’ottica del Vangelo. Ne sono prova, solo per citare alcuni esempi, il grande spazio dedicato proprio all’impegno per «un linguaggio di pace» di fronte alle orribili guerre in corso; l’attenzione all’economia civile; la valorizzazione della Bellezza».

Poi sottolinea «la partnership editoriale che da quasi cinquant’anni la Diocesi di Roma mantiene con Avvenire: ogni domenica infatti troviamo al suo interno il nostro settimanale Roma Sette, attento alla vita della Chiesa locale in tutte le sue articolazioni – proprio a cominciare dalle parrocchie – così come, da un lato alle fatiche della gente, ai problemi e alla ricchezza di energie del territorio in cui viviamo, dall’altro alla proposta della dimensione culturale. Sicuramente è possibile fare di più, anche in vista del cinquantennale del settimanale (novembre 2024) e nell’orizzonte del Giubileo del 2025». Il cardinale annuncia, inoltre, una novità: «nel corso del prossimo anno, sarà avviato un rilancio di Roma Sette, con l’aumento della foliazione, così da rafforzare l’attenzione a tutte le forze vive della comunità ecclesiale, senza stancarsi di illuminare le “periferie” di cui conosciamo bene le fatiche».

Di qui l’invito a rinnovare la promozione del quotidiano e del settimanale in vista del 12 ottobre, ricordando anche l’attenzione di Papa Francesco per il mondo della comunicazione. Nel suo messaggio per la 57esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, infatti, il Pontefice, come ricorda il cardinale De Donatis, «ha invitato soprattutto gli operatori dell’informazione a “parlare con il cuore”, a “comunicare cordialmente” e a “disarmare gli animi promuovendo un linguaggio di pace”, indicando come esempio la testimonianza di San Francesco di Sales. Un appello particolarmente importante in un contesto in cui a volte, come ha scritto il Santo Padre, la disinformazione “falsifica e strumentalizza la verità”, e ciò accade anche nei contesti di guerre e conflitti. Comprendiamo quindi – prosegue il porporato – come sia essenziale il nostro attento discernimento rispetto ai mezzi di comunicazione che utilizziamo e che proponiamo alle nostre comunità nella nostra responsabilità di pastori, in un tempo in cui le informazioni arrivano già direttamente sugli smartphone e i giovani si informano soprattutto sui social».

Il testo integrale della lettera del cardinale

3 novembre 2023

La Giornata diocesana delle famiglie

Si inserisce nell’attuale cammino sinodale della Chiesa di Roma – ma «vorremmo che diventasse un appuntamento annuale» – la Giornata diocesana delle famiglie, promossa dall’Ufficio per la pastorale familiare del Vicariato e in programma per domenica 7 maggio al Santuario del Divino Amore. A presentare l’iniziativa, che ha per titolo “Famiglia vs Chiesa e viceversa”, è il vescovo Dario Gervasi, delegato per la pastorale familiare, che spiega come la Giornata «guarda al secondo cantiere di lavoro per il Sinodo, quello relativo alla dimensione domestica della Chiesa», con l’auspicio di «renderla sempre più un ambiente familiare nelle relazioni».

Il presule pone all’attenzione l’interrogativo sul ruolo delle famiglie rispetto alla vita delle parrocchie e «sul modo in cui la arricchiscono», e sottolinea poi l’invito a partecipare aperto «a tutte le famiglie della diocesi, soprattutto quelle impegnate nella pastorale familiare e quelle facenti parti di cammini, movimenti e associazioni ma anche le coppie in cammino verso il matrimonio e quelle da poco sposate». Anche don Dario Criscuoli, direttore dell’Ufficio diocesano, ribadisce che la proposta di una giornata di festa per le famiglie della diocesi ha l’obiettivo di «accompagnarle a sentirsi parte di una famiglia più grande che è la Chiesa», alla quale «la realtà della famiglia, quella reale e concreta, che vive anche il tempo della prova e della fatica, della precarietà e della instabilità, sta a cuore». Per Criscuoli è poi importante che, «affinché la Chiesa sia davvero una “famiglia di famiglie”, le famiglie siano adulte e mature» nella fede, per questo la proposta della Giornata diocesana dedicata vuole essere anche «un contributo alla maturazione e alla crescita» perché «ogni famiglia, così come ogni uomo, è chiamata a vivere la vita seguendo la propria vocazione in un’ottica pasquale» secondo la quale «ad ogni “morte” fa seguito una risurrezione».

Il programma della Giornata – a cui viene chiesta la preiscrizione per favorire la migliore organizzazione – prevede l’accoglienza al Santuario del Divino Amore dalle 8.45 e la celebrazione della Messa, presieduta dal vescovo Gervasi, alle 9.30; a seguire, per le coppie c’è la proposta di una tavola rotonda, che vedrà l’intervento, tra gli altri, di don Andrea Ciucci, coordinatore della Pontificia Accademia per la vita, mentre per i bambini e i ragazzi verranno proposti giochi e attività. Strutturate e divise per fasce di età anche le attività del pomeriggio, dopo il pranzo al sacco.

L’invito a partecipare perché «è importante e bello fare rete tra famiglie, soprattutto in una città come Roma dove spesso ci si sente isolati», arriva anche da Livio e Valentina, genitori adottivi di tre figli e in attesa di un quarto bambino che nascerà in autunno nonché membri dell’équipe diocesana. Impegnati nella parrocchia di San Cleto, a San Basilio, e sposati da 20 anni, porteranno la loro testimonianza fatta di «un passo dopo l’altro vissuto alla luce della sapienza della Chiesa e di Gesù Cristo».

di Michela Altoviti

3 maggio 2023

La Giornata diocesana del gioco e dello sport

Sport, musica e condivisione nella seconda edizione della Giornata diocesana del gioco e dello sport, organizzata da due Uffici della diocesi di Roma, quello per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport e quello per la pastorale giovanile, con la collaborazione di tante realtà associative impegnate con i ragazzi: dal Csi all’Us Acli, dall’Azione cattolica al Cor. Tutti uniti per passare una giornata indimenticabile di musica e sport insieme a oltre 35 Federazioni sportive.

Il 22 aprile, nell’ambito del Villaggio per la terra, l’appuntamento – a ingresso libero e gratuito – è dalle 9 alle 19 nella grande area del Galoppatoio di Villa Borghese, per provare a praticare diversi sport arrampicata sportiva, badminton, basket, canottaggio, pallavolo, judo, tennis… Spazio anche alla musica, poiché a partire dalle 16 saliranno sul palco i “Korban” e i “C.A.P. 148” due band musicali composte da ragazzi e ragazze provenienti da diverse parrocchie romane. Presentatori dell’evento saranno Matteo Maio e Tommaso Arpino, dell’équipe diocesana di pastorale giovanile. «È un esempio di Chiesa in uscita, un modo per abitare uno spazio caro ai giovani», osserva il direttore dell’Ufficio per la pastorale giovanile don Alfredo Tedesco.

Il Csi e l’Us Acli allestiranno un’area di gioco per i bambini, giovani e per le famiglie della diocesi di Roma, dove tutti i partecipanti potranno cimentarsi in un circuito costituito dal gioco della dama e degli scacchi giganti, dal lancio del vortex, dal dodgeball, dal tiro con l’arco, dal ping-pong, dal basket, dallo shuttlecock, dal tiro al bersaglio con le freccette e dal gioco del calcio.

«Essere presenti a Villa Borghese – osserva don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport – nell’ambito delle attività per la Giornata della terra è per noi importante, sia perché si tratta di una preziosa occasione di interazione tra le diverse realtà sportive e oratoriali della diocesi, sia perché è un modo di conoscere e farsi conoscere da famiglie e ragazzi che diversamente sarebbe più difficile intercettare. I temi dell’ambiente sono poi molto cari alla nostra Chiesa e in particolare a Papa Francesco che, oltre ad aver pubblicato nel 2015 la Laudato si’, l’enciclica sociale sulla cura della casa comune, ha partecipato proprio a questa manifestazione nel 2016. Per cui siamo felici di poter dare il nostro contributo il 22 aprile con la Giornata diocesana del gioco e dello sport».

17 aprile 2023

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