28 Giugno 2026

La Messa per i sacerdoti defunti durante l’anno

In questo mese di novembre, dedicato come di consueto alla commemorazione dei defunti, il cardinale vicario Angelo De Donatis celebrerà una Messa per tutti i presbiteri e i diaconi della diocesi di Roma deceduti nel corso dell’anno. La celebrazione avrà luogo il prossimo giovedì 28 novembre alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano.

«Come ogni anno nel mese di novembre – scrive il cardinale invitando a partecipare alla celebrazione – la Chiesa ci chiama ad offrire il nostro suffragio per i fratelli defunti. Come Presbiterio diocesano e Popolo santo di Dio che vive in Roma vogliamo pregare insieme ricordando i sacerdoti della nostra Diocesi che sono entrati nella vita eterna nell’anno 2019».

20 novembre 2019

La Messa per i giornalisti il 24 gennaio

Per il terzo anno consecutivo il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Roma, organizza la Santa Messa nella memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della Diocesi di Roma e si svolgerà mercoledì 24 gennaio 2023 alle ore 11 nella Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, presso il Clivo Argentario sopra al Carcere Mamertino. Al termine della Messa sarà possibile partecipare a una visita guidata al sito. La Chiesa, realizzata sotto la supervisione di Giacomo Della Porta, sorge sopra il Carcere dove furono detenuti anche i Santi Apostoli Pietro e Paolo.

2 gennaio 2024

La Messa per i giornalisti a San Giuseppe dei Falegnami

Presieduta dal vicegerente Renato Trantelli Baccari la Messa per i giornalisti della diocesi di Roma, promossa da Ordine dei giornalisti del Lazio, Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) Lazio e Ufficio diocesano per la comunicazioni sociali, queta mattina, 26 gennaio, nella chiesa di San Giuseppe dei falegnami. A concelebrare, il direttore dell’Ufficio del Vicariato padre Giulio Albanese e il vice direttore padre Marco Staffolani.

L’occasione delle celebrazione del patrono, ha sottolineato introducendo la Messa padre Albanese, rettore della chiesa, è «un’occasione per vivere un momento prezioso di spiritualità e di comunione tra noi, tanto prezioso in questi tempi difficili e bui». Lo ha ribadito anche il presule, parlando a più riprese del giornalismo come «”ministero”, servizio alla comunità», attraverso le coordinate «dell’amore alla verità, del valore della conoscenza, che è l’altro nome dell’amore, e del rispetto della dignità dell’uomo».

Continua a leggere su Romasette.it

La Messa per i giornalisti

L’Ordine dei giornalisti del Lazio, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, invita gli operatori della comunicazione alla Messa che martedì 24, alle 11, l’arcivescovo Rino Fisichella presiederà nella basilica di Santa Maria in Montesanto nella memoria liturgica di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

23 gennaio 2023

La Messa per i bambini vittime di violenze e guerre con il cardinale Lojudice

In occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e Adolescenza (20 novembre) il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena- Colle di Val d’Elsa- Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, presiederà il 23 novembre 2023 alle ore 16.30, presso la cappella dell’Istituto Don Bosco, via Palmiro Togliatti 161 a Roma, la santa messa in memoria di tutte le piccole vittime di violenza, guerre e indifferenza. Concelebrano monsignor Riccardo Lamba, vescovo ausiliare di Roma e responsabile Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della diocesi di Roma, e monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes.

L’iniziativa è stata voluta fortemente dalle associazioni Fonte di Ismaele, Istituto di Medicina Solidale e Dorean Dote da oltre 15 anni impegnate nella tutela e nella promozione dei più piccoli soprattutto nella periferia della Capitale. Per tale occasione, al termine della celebrazione, verrà conferita la presidenza onoraria dell’Osservatorio Fonte di Ismaele, cardinale Augusto Paolo Lojudice.

L’Osservatorio Fonte d’Ismaele che nasce su iniziativa dell’Associazione Medicina Solidale, che da 16 anni si occupa della tutela dei minori vulnerabili, per dare voce ai diritti negati dei fanciulli incontrati nel corso della sua attività. Si occupa in particolare di progetti di sorveglianza igienico-nutrizionale a tutela della malnutrizione infantile e nel contrasto alla disuguaglianza nella cura dei bambini non regolarmente presenti sul territorio nazionale. Così l’Osservatorio Fonte d’Ismaele inizia le sue attività il 18 dicembre 2018 attraverso un Protocollo d’Intesa tra il Vicariato di Roma, l’Associazione Doreàn Dote – Onlus e l’Associazione “Istituto di Medicina Solidale” – Onlus.

15 novembre 2023

La Messa per don Luigi Di Liegro

Sabato 12 ottobre alle ore 18.30, nella basilica Dei Santi XII Apostoli (piazza dei Santi Apostoli, 51), monsignor Baldassare Reina, vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, presiederà la celebrazione eucaristica in memoria di don Luigi Di Liegro a 27 anni dalla scomparsa. La liturgia in ricordo del primo direttore della Caritas di Roma verrà anima dal Coro Polifonico Cantoria Nova Romana.

9 ottobre 2024

La Messa in suffragio delle giovani vittime di Crans-Montana: l’omelia integrale del cardinale Reina

Ci lasciamo guidare dalla pagina di Vangelo appena ascoltata, per cercare un aiuto per vivere cristianamente la morte di Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia; i nostri giovanissimi connazionali morti nella tragedia di Crans-Montana. Ci sentiamo vicini alle loro famiglie e li consideriamo parte delle nostre famiglie, in un dolore che patisce tutto il nostro Paese, facendoci sentire un’unica grande famiglia che soffre.

In questa unica famiglia del dolore, avvertiamo una straziante comunione con chi piange la morte di un proprio caro oltre ogni confine, e con chi, in quest’ora, lotta per la vita e la guarigione, aiutati da soccorritori, e assistiti da medici, infermieri, psicologi, nell’ospedale Niguarda di Milano e in tutti gli altri centri sanitari, che ci hanno mostrato, loro per primi, e ci mostrano con lacrime e sudore, che sono tutti figli nostri.

L’episodio del Vangelo di Marco narra di un breve momento in cui Gesù si allontana dai suoi discepoli per ritirarsi in preghiera. I discepoli, obbedendo alle sue indicazioni, salgono sulla barca per precederlo a Betsaida, sull’altra riva del lago di Tiberiade dove ora si trovano. Giunti a metà della loro navigazione, li vediamo affaticati a remare, bloccati come dentro un vortice di acqua e vento contrario; inutile pare ogni sforzo per contrastarlo; risulta impossibile raggiungere l’altra riva.
In questa scena potremmo comporre tutte quelle situazioni in cui la fatica del vivere e del comprendere si congiungono nell’estenuante sforzo incapace di contrastare la violenza che si oppone, l’annichilimento che dispone. Le onde sovrastano la nostra debole imbarcazione, i venti si scatenano, i dubbi ci sovrastano, le paure ci paralizzano. E noi, in mezzo a questo scenario, siamo stremati dallo sforzo e impotenti nel cercare un approdo sicuro.

La tragedia di Crans-Montana ha liberato un vortice che ci avvinghia: siamo tutti noi, ora, su quella barca, a cercare l’uscita che quei ragazzi non hanno trovato per mettersi in salvo. Il vortice di morte sconvolge i sentimenti, una spirale indomita inghiotte storie, volti, sguardi, sorrisi, sogni, sfigurando la bella giovinezza, e torce le domande che tornano a noi mute: com’è stato possibile? Si può morire così?

Siamo di fronte alla voragine che quel vortice ha scavato. Le onde schiaffeggiano le nostre coscienze, i remi impotenti contrastano al limite di spezzarsi. La potenza delle acque tutto sommerge. A stento si distinguono l’incommensurabile dolore delle famiglie, e la negazione di un principio di natura che lega la giovinezza alla pienezza di vita, e non alla morte, e più insensato e insopportabile, a una morte che non solo si poteva evitare, ma che si doveva evitare.

Come per un’esigua, nascosta e misteriosa risorsa continuiamo a vivere, così proseguiamo a leggere questa pagina di Vangelo che ci racconta di Gesù che non era con loro, ma che li vede annaspare, e li raggiunge come per superarli, incredibile, camminando sulle acque. Per comprendere, abbiamo bisogno di ricorrere alla comprensione dei simboli. Lì dove prevale assegnare all’acqua il significato della vita, il contesto biblico, vi lega quello della morte: la profondità dell’acqua è sempre simbolo di morte. Gesù che vi cammina sopra si manifesta come Signore della vita, prefigurando il suo destino che prevederà il suo morire, che ce lo renderà ancor di più fratello, ma che si compirà nella vittoria sulla morte con la sua resurrezione, di cui siamo tutti resi partecipi grazie a Lui.

Come i discepoli di Gesù possiamo non considerare possibile l’impossibile che le misure umane non conoscono. Forse anche a noi, «sconvolti» capita di gridare: «è un fantasma», non è reale, non è ammissibile, nell’ossessione che l’ultima verità dell’esistenza sia soltanto quella della morte, contro cui si scontrano le nostre speranze.

Gesù finalmente parla, e si rivolge loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura», e sale sulla barca, con loro, e il vento cessò.

Sale sulla barca, la nostra barca, la nostra vita che la tempesta sta sconvolgendo. E il vento allenta il suo morso. Il suo mistero è questo, entra nella nostra vita, entra nella nostra morte, rianima la nostra esistenza vincitore sulla morte con la sua resurrezione.

Questa è la fede con cui riconosciamo la verità e il conforto di quella voce che abita il dolore di questa tragedia. Nessuna parola cede all’irrilevanza nel Vangelo. In questo racconto descrivendo Gesù che raggiunge i suoi discepoli, viene detto che «andò verso di loro, camminando sul mare e voleva oltrepassarli». Sembra la manifestazione di un’intenzione abbandonata. Non deve sorprendere questa volontà di passare avanti, come farebbe il maestro che mostra la via, e i discepoli dietro. Ma ci sono momenti, come questo, in cui viene documentato quello che sembra un ripensamento, e manifesta la qualità speciale della sua compassione, che esprime il modo con cui il Signore vuole essere non solo per noi, ma con noi, nella tempesta, fugandola insieme alla paura di rimanere prigionieri della morte.
Ogni volta di fronte alle tragedie è legittimo domandarci dov’era Dio, perché l’ha permesso, cercando in Lui la causa remota, la cui esistenza disperatamente sembra consolarci o alimentare la più radicale ribellione. Ma, come in questo episodio del Vangelo, cercando Dio, lo troveremo, nel suo Figlio, accanto a noi nella barca sconvolta dall’impeto delle acque, troppo piccola per vincerne la forza, così come ci è apparso inadeguato quel locale di festa che si è rivelato una trappola mortale. Lo troveremo vittima con chi è vittima, figlio tra i nostri figli morti, feriti, lacerati da quanto accaduto, e la causa non dovrà essere cercata in cielo, ma in terra.

Oggi nel dolore che punge avvertiamo che mentre sono tutti figli nostri, devono rimanere figli nostri anche tutti quelli che dovranno vedere riconosciuto per se stessi, per gli altri e dagli altri, il diritto a difendere la propria giovinezza, a vivere e a divertirsi in sicurezza, individuando regole e sostenendo convintamente il loro rispetto.

Se tutti ci sentiamo genitori nel dolore, se ci sentiamo fratelli, sorelle, amici in questa tragedia, dobbiamo essere genitori, fratelli, sorelle, amici perché questo non accada più.

Di fronte alla morte ci sentiamo impotenti, travolti dalle domande, spettatori inerti, dilaniati dal dolore perché il filo prezioso della vita è stato spezzato, sappiamo che tutto questo poteva essere evitato, rendendo più acuto il soffrire.

Più acuto sarebbe il tormento se di quanto accaduto rimanesse la cenere dei silenzi, dell’assenza di spiegazioni, dell’opacità e dell’inerzia nella ricerca delle cause, e peggio si rimuovesse la tragica lezione che ci impegna alla custodia del diritto alla giovinezza che non ammette negligenze.

Ci rivolgiamo a Dio, il tessitore di questi fili meravigliosi, fiduciosi che nulla e nessuno vada perduto risentendo quelle parole di Gesù a cui ci affidiamo, e che mentre ora, sgomenti, ci diventano difficili da pronunciare, sono la nostra speranza: «Questa è la volontà di chi mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo resusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6, 39).

Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia, sono i nomi che Dio tiene scritti, indimenticabili nel palmo della sua mano, e che ora piange con le nostre lacrime, in attesa. Perché nulla è finito, nessuno è perduto.

Baldassare Card. Reina
Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

9 gennaio 2026

La Messa di ringraziamento per i medici

Una Messa di ringraziamento per il personale medico. Inizia ufficialmente così l’anno del Centro per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma, guidato dal vescovo delegato monsignor Paolo Ricciardi. La celebrazione per i medici è in programma per sabato 17 ottobre – vigilia della festa di san Luca, che fu medico e non solo evangelista – alle ore 9.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Sarà presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. «Non da soli, ma insieme e con la grazia di Dio»: queste parole di Papa Francesco faranno da filo conduttore alla Messa.

Il Centro per la pastorale sanitaria, intanto, si prepara ad affrontare il nuovo anno, segnato da un aumento di contagi da coronavirus, rispondendo all’invito del cardinale vicario Angelo De Donatis: favorendo una relazione a “tu per tu”. «Negli ospedali, dove non ci sono grandi numeri, il rapporto personale è privilegiato – spiega Ricciardi -. In tempo di pandemia sosterremo i cappellani a portare avanti questo legame con il personale sanitario, con i malati e i loro familiari».

9 ottobre 2020

La Messa di Natale alla Mensa Caritas con il vescovo Ambarus

Sarà il vescovo Benoni Ambarus, ausiliare della diocesi di Roma e delegato per l’Ambito della diaconia della carità, a presiedere la tradizionale Messa di Natale organizzata dalla Caritas diocesana di Roma. L’appuntamento è fissato per lunedì 23 dicembre alle ore 16.30 presso la Mensa e l’Ostello Don Luigi Di Liegro, in via Marsala 109.

«Questa celebrazione eucaristica rappresenta un momento particolarmente significativo nella vita della comunità della Caritas diocesana – spiegano dall’organismo diocesano –. Nata nel 1987 su iniziativa dell’allora direttore, don Luigi Di Liegro, a cui oggi è dedicata la mensa, la Messa di Natale è diventata una tradizione consolidata, simbolo di condivisione e vicinanza ai più fragili».

La celebrazione, a cui parteciperanno gli ospiti della struttura, sarà animata da volontari e operatori che ogni giorno offrono il loro sostegno alle persone più vulnerabili. L’evento è aperto anche al pubblico: chiunque desideri unirsi a questo momento di preghiera e solidarietà è il benvenuto. Per garantire una migliore organizzazione, è consigliata la prenotazione al numero 06.88815201.

18 dicembre 2024

La Messa di Natale alla Cittadella della Carità

Il cardinale Enrico Feroci presiederà la tradizionale Messa di Natale con gli ospiti, i volontari e gli operatori della Caritas diocesana di Roma – di cui il porporato è stato a lungo direttore – che si terrà il 24 dicembre alle ore 15 presso la Cittadella della carità (via Casilina vecchia, 19). Alla celebrazione eucaristica prenderanno parte i rappresentanti delle istituzioni civili.

In base alle disposizioni di sicurezza per la prevenzione del contagio, alla Messa potranno partecipare soltanto settanta tra ospiti, volontari e operatori che vivono e prestano servizio nelle diverse strutture presenti alla Cittadella.

23 dicembre 2020

La Messa di Natale a San Giovanni in Laterano e l’apertura della Porta Santa

Il cardinale vicario Baldassare Reina presiederà la Santa Messa della notte di Natale, il 24 dicembre alle ore 22.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il giorno seguente, mercoledì 25 dicembre, Natale del Signore, il cardinale vicario presiederà la liturgia alle ore 10.55 nella basilica dei Santi XII Apostoli; la celebrazione verrà trasmessa in diretta su Rai Uno.

Inoltre, domenica 29 dicembre, Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, alle ore 10, celebrerà la Messa nella basilica lateranense, subito dopo aver aperto la Porta Santa. Per i sacerdoti che desiderano concelebrare sono a disposizione dei biglietti presso l’Ufficio Liturgico (al secondo piano del Palazzo Lateranense) che possono essere ritirati entro venerdì 20 dicembre (mercoledì 18 dalle 14.30 alle 17; giovedì 19 e venerdì 20 dalle 8.30 alle 13). I fedeli che vorranno partecipare alla celebrazione del 29 dicembre non necessitano di biglietto.

18 dicembre 2024

La Messa di Leone a Santa Maria della Presentazione

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Un incontro autentico si realizza soltanto quando si viene accolti «così come siamo» e nell’ordinarietà , «lì dove viviamo». È proprio il valore dell’essere visti nel profondo come la Samaritana al pozzo da Gesù, che «come pastore buono e premuroso ci aspetta e ci accompagna sempre», che Papa Leone XIV ha sottolineato nella sua omelia, celebrando questa sera, 8 marzo, la Messa nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione, a Torrevecchia. Tra i concelebranti, il cardinale vicario Baldo Reina e il vescovo eletto Stefano Sparapani, oltre al parroco don Paolo Stacchiotti e al cardinale Montenegro, legato alla parrocchia perché qui confessa.

Continua a leggere su Romasette.it.

Articoli recenti