3 Luglio 2026

E’ entrata nella luce della Resurrezione Silvia, mamma di don Fiorelli

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Paolo Fiorelli
Vicario parrocchiale della Parrocchia di Santa Bernadette Soubirous,
per la morte della sua cara mamma

Silvia
di anni 82

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Silvia
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno giovedì 3 agosto 2023, alle ore 10.30,
presso la Parrocchia Santa Bernadette Soubirous
(Viale Ettore Franceschini, 40)

Monsignor Amarante nuovo rettore della Lateranense

«Ti affido un incarico faticoso e pieno di speranza. Dovrai portare a compimento il lavoro così bene iniziato dal tuo predecessore, il Professor Vincenzo Buonomo. Si tratta di rendere l’Università Lateranense più robusta e agile per onorare meglio il suo primo compito: annunciare la verità e la gioia del Vangelo attraverso lo studio, la riflessione e il lavoro accademico. L’Università “del Papa” dovrà immergersi in questa missione, consapevole della speciale vicinanza al Successore di Pietro e al suo compito di confermare i fratelli, e questo nella stagione storica, ecclesiale e culturale in cui il Signore ci ha chiamati a vivere. In tale contesto, ho deciso di nominare un Direttore Gestionale affinché ti aiuti nella conduzione amministrativa ed economica, e nell’elaborazione di un piano di sviluppo che renda l’Università Lateranense protagonista del sistema universitario ecclesiastico e civile».

Lo scrive Papa Francesco oggi, primo agosto, conferendo la nomina di nuovo rettore magnifico della Pontificia Università Lateranense a padre Alfonso V. Amarante, finora Preside del Pontificio Istituto Superiore di Teologia Morale ad instar Facultatis (Accademia Alfonsiana), conferendogli in pari tempo il titolo di arcivescovo e assegnandogli la sede titolare di Sorres.

Monsignor Amarante è nato a Pagani (Salerno) il 26 dicembre 1970. Entrato nello studentato della Congregazione del Santissimo Redentore (C.SS.R.) di Napoli, è stato ordinato presbitero il 21 giugno 1997. Dopo aver conseguito il Baccellierato in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli nel 1996, ha ottenuto la Licenza in Storia della Chiesa nel 1999 presso la Pontificia Università Gregoriana e il Dottorato in Teologia nel 2002. Ha perfezionato il curriculum studiorum in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana. Tra i numerosi incarichi ricoperti, ricordiamo quelli di direttore del Collegio Maggiore Sant’Alfonso in Roma per gli studenti sacerdoti redentoristi (2002-2007); di docente presso la Pontificia Facoltà di Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e presso la Pontificia Università Urbaniana (2008-2016); di Socio e Tesoriere dell’Associazione Italiana Professori di Storia della Chiesa (2017-2023); di Consultore presso il Dicastero delle Cause dei Santi; di Visitatore dell’Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche.

Succede in qualità di rettore al professor Vincenzo Bonomo, che viene nominato dal Santo Padre consigliere generale dello Stato della Città del Vaticano.

1 agosto 2023

Il messaggio del cardinale De Donatis ai giovani romani in partenza per la Gmg

Carissimi giovani della diocesi di Roma,

alla vigilia della GMG di Lisbona, voglio donarvi il mio saluto e la mia benedizione.

Avete sognato da tempo questa partenza e mi commuove pensare che siete in centinaia e centinaia a partire da Roma, in aereo, in nave, in pullman, per raggiungere il Portogallo. Vi siete preparati a questi giorni con le vostre comunità, con i vostri carissimi sacerdoti e i vostri animatori. So che molti di voi si sono organizzati in vari modi per un autofinanziamento, per permettere a molti giovani di essere presenti a questo evento che segna una ripresa dopo anni tanti difficili, anche per voi ragazzi. Questo è molto bello e il vostro entusiasmo mi edifica molto.

Noi non siamo fatti per incontri virtuali, on line, a distanza. Al contrario abbiamo bisogno di relazioni vere, di amicizia, di vicinanza. In questi giorni incontrerete tante persone, farete nuove amicizie, scoprirete giovani di tutto il mondo che hanno tanta voglia di stare insieme e di lasciarsi toccare dall’amore di Dio. Andare a Lisbona, infatti, non è solo un viaggio, tantomeno una gita estiva. È un viaggio del cuore, un pellegrinaggio dell’anima, caratterizzato dalla gioia e dalla semplicità di incontri reali, perché possiate stringervi le mani, abbracciarvi, camminare insieme.

Dio vi sta mandando un messaggio, dicendo a ciascuno di voi: “Sono con te, non aver paura! Fidati di questo cammino insieme“. Apri presto questo messaggio d’amore, conservalo nel tuo cuore, non “cestinarlo”, fidati anche tu di Dio e di quanti si fidano di te.

Il tema della GMG è “Maria si alzò e andò in fretta“. Maria, dopo l’annuncio dell’angelo è stata colmata di stupore e di tanta gioia. Anche noi se riceviamo una notizia bella, non riusciamo a star fermi. Condividiamo subito la notizia sui telefoni, inviamo messaggi o immagini, ma soprattutto corriamo per comunicare ai nostri amici quanto è successo. Le belle notizie ci mettono in movimento, mentre con quelle cattive ci andiamo piano, non sappiamo come comunicarle. Maria si è alzata e si è incamminata in fretta. Papa Francesco nel messaggio per questa giornata ha scritto: “Abbiate anche voi una “fretta buona che vi spinga verso l’alto e verso l’altro“.

Ora voi siete in movimento verso Lisbona, per vivere questa avventura sotto lo sguardo di Dio e di Maria, nostra Signora di Fatima. Sappiate cogliere ogni attimo di questi giorni, fatene tesoro e scoprirete che il vero viaggio sarà quello di ritorno, per riportare qui a Roma e nelle vostre comunità la gioia della fede, del servizio, della fraternità.

Il papa scrive ancora: “sogno che alla GMG possiate sperimentare nuovamente la gioia dell’incontro con Dio e con i fratelli e le sorelle. A Lisbona ritroveremo insieme la gioia dell’abbraccio fraterno tra i popoli e tra le generazioni… Il tempo di alzarci è adesso! Alziamoci in fretta! Come Maria portiamo Gesù dentro di noi per comunicarlo a tutti! In questo bellissimo periodo della vostra vita, andate avanti, non rimandate ciò che lo Spirito può compiere in voi!“.

Grazie, carissimi ragazzi di Roma. Portate le nostre speranze, le nostre attese, il nostro desiderio di pace e di fraternità. Vi aspetto a Roma perché possiamo continuare a camminare insieme con la fretta buona dell’Amore.

Dio vi benedica,

D. Angelo

E’ entrato nella luce della Resurrezione Carlo, papà di don Angelelli

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Luca Angelelli,
Parroco della Parrocchia Santa Marcella
per la morte del suo caro papà

Carlo
di anni 89

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Carlo
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno domani, mercoledì 2 agosto 2023, alle ore 10.00,
presso la Cattedrale Santa Maria Assunta a Poggio Mirteto (RI)

A settembre la tre giorni associativa dell’Azione cattolica

Appartenenza, cura, relazioni. Tre parole chiave per la tre giorni associativa dell’Azione cattolica diocesana, in programma dal 22 al 24 settembre al Monastero di San Vincenzo di Bassano Romano. Nelle giornate si svolgeranno due campi diversi, quello per i giovani e quello per gli adulti, che avranno in comune alcuni momenti di preghiera e le riflessioni conclusive con il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma.

“A sky full of stars” è il tema del campo per giovani, giovanissimi, educatori Acr ed educatori giovani. «“A Sky full of stars” siamo tutti noi, giovanissimi e giovani di Ac – spiegano dall’associazione –. Un cielo pieno di stelle e di sogni. Di passioni, di capacità, di competenze. Di vita vissuta e posti impressi nella mente. Siamo noi. Siamo i tanti desideri che ci portiamo dentro e il grande desiderio che siamo noi stessi. Un cielo pieno di stelle sono anche i bambini, i ragazzi, e i giovani che sono nei gruppi Acr e del Settore Giovani che molti di noi curano e seguono come educatori e responsabili. Ma il cielo non esiste solo per chi, come noi, riesce a vedere le stelle. Il cielo esiste anche per chi fa fatica, e a volte a fare fatica siamo proprio noi. Ma la nostra parrocchia, la Chiesa, l’Ac tutta, il nostro quartiere, la città che viviamo, il Paese intero ha più che mai bisogno di giovani che accendano luci, di giovani che accendano stelle».

Il campo prenderà il via alle 18 di venerdì con l’accoglienza e prevede una prima serata di attività a partire dalle 21, subito dopo la cena insieme. Il sabato, poi, meditazione sul brano dell’anno, “Chi ha toccato le mie vesti?” (Mc 5, 21-43); quindi un momento di deserto personale e ancora laboratori di approfondimento per giovani ed educatori. Domenica 24, alle 12, è in programma la Messa presieduta dal vescovo Reina, il pranzo comunitario e poi il confronto con il vicegerente sul tema: “L’Ac nella Chiesa e nella città di Roma”.

Al dialogo parteciperanno anche gli adulti di Ac, che come detto saranno negli stessi giorni a Bassano Romano per il loro campo. “I care 100%” è il tema scelto per l’iniziativa, dove il verbo inglese che vuol dire “occuparsi, prendersi cura”, viene utilizzato come acronimo di cura, appartenenza, relazioni, ecclesialità. Molti gli ospiti che porteranno la propria testimonianza durante la tre giorni: dall’agronomo Anna Vagnozzi all’imprenditore Bruno Cucinelli, dal teologo don Sergio Massironi (del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale) al direttore della Caritas di Roma Giustino Trincia. Nella mattinata di domenica, per il gruppo degli adulti, è prevista anche un’uscita nella vicina Sutri, con visita e preghiera sulla tomba di David Sassoli e visita al parco archeologico, con il mitreo e l’anfiteatro.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: https://www.acroma.it/eventi/

E’ entrata nella luce della Resurrezione Emma, mamma di don Colameo

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Roberto Colameo, S.D.B.
Parroco della Parrocchia di San Giovanni Bosco,
per la morte della sua cara mamma

Emma
di anni 87

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda ad Emma
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno mercoledì 2 agosto 2023, alle ore 11.00,
presso la Parrocchia San Saturnino
(Via Avigliana, 3)

E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Guido Novella

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che oggi, 29 luglio,
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Padre Guido Novella, S.D.B.
di anni 80

Parroco della Parrocchia Sacro Cuore di Gesú a Castro Pretorio dal 2020,

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno martedí 1 agosto 2023, alle ore 15.00,
presso la Chiesa Santa Maria Annunziata
(Marano Vicentino – VI)

Seicento romani in partenza per la Gmg

Sta per entrare nel vivo la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) di Lisbona 2023. Per sei giorni la Capitale del Portogallo sarà emblema di fraternità per milioni di ragazzi provenienti da tutto il mondo. Tra i momenti più importanti in programma, la Messa di apertura, il 1° agosto alle 19, presieduta dal cardinale patriarca di Lisbona Manuel Clemente, sulla Colina do Encontro, dove il 3 agosto si terrà il primo incontro con Papa Francesco, il quale atterrerà a Lisbona già dalla mattina del 2. Sempre sulla Colina do Encontro il pontefice presiederà il 4 agosto, alle 18, la Via Crucis. Quindi i due appuntamenti conclusivi con Bergoglio: la veglia, il 5 agosto dalle 20.45 a Parque Tejo, dove i pellegrini pernotteranno in attesa della Messa finale, domenica 6 agosto alle 9. Durante la Gmg si svolgerà anche il Festival della gioventù con oltre 480 eventi. Per i pellegrini romani la diocesi aderisce al programma concordato con la Conferenza episcopale del Lazio, che dal 1° al 6 agosto vedrà 11 diocesi pellegrine verso il Portogallo.

Complessivamente sono 1.373 i partecipanti tra i 15 e i 30 anni, 600 dei quali romani, accompagnati da 8 vescovi (4 gli ausiliari della diocesi di Roma), 154 educatori, 87 tra presbiteri e diaconi, 25 consacrate. Il cammino inizierà con la Messa nelle diocesi di appartenenza. Per Roma appuntamento alle 15 del 1° agosto nella basilica di San Giovanni in Laterano con la celebrazione per il mandato ai pellegrini presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Quindi trasferimento a Civitavecchia e partenza in nave verso Barcellona, dove si sbarcherà il 2 agosto. Da qui il gruppo raggiungerà Fatima dove trascorrerà la giornata del 3 agosto. Il 4 partenza per Lisbona per partecipare agli appuntamenti con Papa Francesco. Il 7 agosto i giovani raggiungeranno Madrid e l’8 Barcellona, da dove ripartiranno per Civitavecchia. Il rientro nelle proprie diocesi è previsto per il 9 pomeriggio.

Pensando a Lisbona, da dove partivano le esplorazioni verso il “Nuovo mondo” e al fresco che viene dal mare, don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, auspica che la Gmg «porti una prospettiva nuova alla Chiesa». Il sacerdote è alla sua quarta Gmg e questa è la prima in qualità di responsabile della pastorale giovanile. Avendo ricevuto tanto da questa esperienza, la considera «un atto generativo. È una grande occasione di rilancio e di speranza – afferma –. Sta nascendo qualcosa di bello e noi siamo qui per accompagnarlo». A ridosso della partenza vi è un gran fermento e aumentano «le domande di senso dei giovani – aggiunge –. Vogliono sapere se sono importanti per la Chiesa e se questa in futuro ci sarà ancora. Questo fa capire il loro bisogno di relazione».

Matteo, 20 anni, della parrocchia di San Girolamo al Corviale, chiede alla Chiesa «di riservare maggiore ascolto e comprensione alle esigenze dei giovani e di metterli al centro del proprio impegno pastorale». Animatore e catechista, è certo che la Gmg «sarà importante per chi ricopre il ruolo di educatore. Per guidare i giovani devi stare con loro, devi frequentarli, parlare il loro linguaggio». Anastasia, 18 anni, di San Policarpo è alla sua prima Gmg e si dice «pronta a farsi stupire. Parto senza aspettative – spiega –, desiderosa di scoprire ogni sfumatura di quanto mi sarà proposto e di far parte di una comunità che va fuori dalla propria parrocchia e si estende al mondo». I racconti dei suoi catechisti che hanno partecipato alle edizioni precedenti «sono stati una testimonianza fondamentale di incontro con il Signore che anche io vorrò trasmettere ai giovani ai quali farò catechismo». Sara, 19 anni, è al primo anno di università. Lo studio le ha occupato molto tempo e parte con il desiderio di «ritrovare l’intimità con il Signore. Vivo questo tempo di attesa in comunione con gli altri ragazzi della parrocchia, lasciandomi guidare per viverla al meglio. È l’occasione per mettersi in gioco e superare qualche limite».

Alla Gmg di Lisbona sarà inoltre presentato ai giovani “Together”, il raduno promosso dalla Comunità di Taizé che si terrà dal 29 settembre a domenica 1° ottobre, alla vigilia del sinodo sulla sinodalità. Momento clou il 30 settembre, con la veglia di preghiera ecumenica in piazza San Pietro con Papa Francesco. Occasione per i giovani di un nuovo incontro.

di Roberta Pumpo

31 luglio 2023

Anniversario degli attentati alle chiese di Roma: il messaggio di Papa Francesco in occasione della fiaccolata

Alle 0.04 inizia la fiaccolata “Roma non dimentica”, promossa dalla diocesi di Roma, da Libera e dal Comune di Roma, nel trentesimo anniversario degli attentati che colpirono San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro. Per l’occasione Papa Francesco ha inviato un messaggio, che viene letto dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, all’inizio della fiaccolata di questa notte.

Di seguito il testo integrale.

In occasione del 30° anniversario degli attentati alla Cattedrale del Vescovo di Roma e alla chiesa di San Giorgio al Velabro, desidero unirmi spiritualmente a tale significativo momento di preghiera organizzato dalla Diocesi assieme alle Autorità capitoline e all’Associazione Libera.

Il vile gesto che nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993 sconvolse la Città Eterna, turbò profondamente l’animo dei credenti di tutto l’orbe cattolico e in particolare dei fedeli romani; in quegli anni oscuri della storia sociale della cara Nazione italiana, segnati da altrettanto gravi atti di violenza contro istituzioni e servitori dello Stato, la popolazione sperimentò un sentimento d’impotenza davanti a così insensata sopraffazione perpetrata a danno del Paese e particolarmente dei meno abbienti, in contesti provati da tante povertà umane e materiali.

Oggi più che mai è dovere di ognuno fare memoria grata verso chi nel compimento del proprio dovere, talvolta mettendo a rischio la vita, si è speso per la tutela della collettività. Il sacrificio di chi ha creduto e difeso i valori fondanti di una democrazia, quelli della giustizia e della libertà, diviene un forte richiamo di coscienza affinché tutti si sentano corresponsabili nella costruzione di una nuova civiltà dell’amore.

Ritorna con forza il ricordo delle parole profetiche pronunciate da San Giovanni Paolo II nella storica visita pastorale ad Agrigento, pochi mesi prima dei tristi eventi che rievochiamo: «Che ci sia concordia, questa concordia e questa pace cui aspira ogni popolo … Qui ci vuole una civiltà della vita» (S. Giovanni Paolo II, al termine della Concelebrazione Eucaristica nella Valle dei Templi, 9 maggio 1993).

Pertanto, esorto a contrastare decisamente le numerose forme d’illegalità e di sopruso che purtroppo ancora attanagliano la società contemporanea. È in gioco il bene comune e in modo speciale il destino delle categorie più fragili, gli ultimi, coloro che patiscono ingiustizie d’ogni genere.

Mi rivolgo a Voi giovani, speranza di un futuro bello: occorre che abbiate il coraggio di osare senza timore, in quanto le mafie – ricordiamolo – mettono radici quando la paura si impadronisce della mente e del cuore.

Voi che, come sentinelle nella notte, parteciperete alla fiaccolata commemorativa di quei tragici eventi, siete chiamati ad essere un attivo sostegno al cambiamento di mentalità, uno spiraglio di luce in mezzo alle tenebre, una testimonianza di libertà, giustizia e rettitudine.

Auspico pure che quanti esercitano responsabilità civili, nonché le numerose componenti ecclesiali della nostra Città si adoperino fattivamente per la promozione di una nuova umanità.

Non esitate a porVi accanto alla gente con tenerezza e compassione, soprattutto a chi vive nelle periferie – penso ai vostri coetanei – accogliendo l’insegnamento lasciatoci dal Maestro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (cfr Mt 25, 31-46).

Prego il Signore perché Vi accompagni nel buio della notte, con in mano le fiaccole, simbolo della vostra fede, rendendoVi luce per la nostra amata Diocesi.

Mentre affido ciascuno alla protezione materna della Salus Populi Romani e dei Santi Patroni Pietro e Paolo, invio la mia Benedizione, chiedendoVi, per favore, di non dimenticarVi di pregare per me.

Fraternamente

Roma, da San Giovanni in Laterano, 25 luglio 2023

Festa di S. Giacomo il Maggiore, Apostolo

Francesco

28 luglio 2023

Una fiaccolata a trent’anni dalla notte delle bombe di San Giovanni e San Giorgio in Velabro

La notte del 28 luglio 1993 la mafia colpì nel cuore di Roma con due attentati che causarono 23 feriti e danni ingenti a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio in Velabro. Per non dimenticare quei drammatici momenti Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma, promuovono Venerdì 28 luglio ore 00:04 (notte tra il giovedì e venerdì) una fiaccolata di memoria e impegno con partenza San Giovanni in Laterano e arrivo a Piazza San Giorgio in Velabro.

Un attacco allo Stato, un attacco alla Chiesa. Un progetto mafioso di destabilizzazione del funzionamento delle Istituzioni democratiche e della vita civile del Paese. Una risposta all’invettiva contro i mafiosi pronunciata di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993 che anticipava le parole “definitive” di “scomunica” dei mafiosi da parte di Papa Francesco nella Piana di Sibari nel giugno 2104.

“Sono trascorsi trent’anni dagli attentati terroristici a sfondo mafioso avvenuti in contemporaneità all’ingresso del nostro Vicariato e nella chiesa di San Giorgio in Velabro. Come Diocesi di Roma riteniamo sia fondamentale non dimenticare quanto accaduto. Infatti- ha dichiarato Cardinale Angelo De Donatis. Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma- il fenomeno mafioso, quale espressione di una cultura di morte, deve essere decisamente contrastato affermando il rispetto per la Res Publica attraverso i principi della legalità. Esso è in aperto contrasto con il Vangelo della Vita di cui i discepoli di Cristo devono essere per vocazione testimoni. Come scrive l’apostolo Paolo, urgono comportamenti all’insegna dell’amore, della gioia, della pace, della magnanimità, della benevolenza, della bontà, della fedeltà, della mitezza, del dominio di sé (Cfr. Gal 5,22). La nostra società, a distanza di trent’anni dai fatti di cui intendiamo fare memoria con il Comune di Roma e l’Associazione Libera, ha ancora oggi bisogno di essere risanata dalla violenza, dalla corruzione, dalle estorsioni, dal traffico illecito di stupefacenti e di armi, dalla tratta di esseri umani. A tale riguardo, è necessario incrementare le attività di tutela delle vittime, prevedendo assistenza legale e sociale di questi nostri fratelli e sorelle in cerca di pace e di futuro. In questo senso intendiamo ribadire la prossimità delle nostre comunità parrocchiali e del Vicariato di Roma a quanti patiscono situazioni di ingiustizia e invocano speranza per un mondo migliore. Il Signore giusto e misericordioso tocchi il cuore di ciascuno di noi perché abbiamo insieme a promuovere il diritto di cittadinanza, servendo il bene comune.”

“Quegli attentati- ha commentato Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera– furono la risposta di Cosa Nostra a una Chiesa che non taceva di fronte alle ingiustizie e alle violenze mafiose. Una Chiesa che in molte sue espressioni ha risposto positivamente in questi anni alle minacce e intimidazioni, mettendosi in gioco. E tuttavia permangono certi eccessi di prudenza, certe rigidità. Ecco allora la necessità di continuare a saldare Cielo e Terra, dimensione spirituale e impegno sociale, denunciando con parole e fatti conseguenti non solo le mafie ma tutte le forme di “mafiosità” che spianano la strada al potere mafioso. È l’impegno a cui richiama Papa Francesco. Un Papa che di fronte ai famigliari delle vittime ha chiesto “in ginocchio” ai mafiosi di convertirsi, poi ha denunciato la mafia come “adorazione del male” e scomunicato i suoi membri e complici. Ma che non manca di sottolineare le ingiustizie “legalizzate”, l’evidente commistione tra le logiche criminali e quelle di un sistema economico che in nome del profitto riduce in povertà milioni di persone. I gesti e le parole del Papa, il suo sottolineare l’incompatibilità fra mafia e Vangelo sono di grande incoraggiamento per quelle realtà di Chiesa che vivono il Vangelo con la necessaria radicalità e s’impegnano, anche in contesti difficili, per affermare la dignità e la libertà delle persone. Segni di un fermento che spero si moltiplichi e metta radici, lasciando definitivamente alle spalle le ombre, le sottovalutazioni, i silenzi e anche le complicità che hanno caratterizzato a volte l’atteggiamento della Chiesa nei riguardi delle mafie.”

 

A trent’anni dai vili attentati mafiosi a San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, l’amministrazione di Roma- ha dichiarato Roberto Gualtieri, sindaco di Roma è qui a mantenere vivo il ricordo di quegli eventi. L’esercizio della memoria è sempre necessario, è un dovere morale e civile per impedire che il passato si ripeta, per tramandare alle giovani generazioni i valori sani della democrazia e per creare basi sempre più solide per il futuro.

La società civile, con tutto il mondo dell’associazionismo cattolico e laico, si ribellò in modo compatto a quelle intimidazioni così efferate nei confronti della Repubblica e della Chiesa, facendo muro di fronte a quella violenza inconsulta, rafforzando quel movimento dal basso che ancora oggi dà i suoi frutti nella lotta alle mafie.

Libera ne è l’espressione più evidente. Il movimento di Don Ciotti non solo tiene vivo di generazione in generazione il sentimento di rifiuto verso qualsiasi forma di mafia, ma dimostra anche come, la legalità, porti benefici importanti ai territori e ai cittadini che li abitano. Una società sana genera economia sana, lavoro pulito e benessere collettivo anche attraverso la restituzione dei beni confiscati alla collettività.

La presenza compatta delle istituzioni, delle forze dell’ordine, di un’intera comunità alla fiaccolata è un segno tangibile del sostegno a tutte quelle realtà associative, donne e uomini, ragazze e ragazzi, che ogni giorno lottano contro il malaffare.

Con Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma, hanno aderito alla fiaccolata Acli, Agesci, Comunità di Sant’Egidio, Azione Cattolica, Arci, Cngei, Legambiente, Cgil e Uil. Tante piccole luci attraverseranno le strade di Roma per ricordare tutte le vittime delle mafie e per dire Roma non dimentica e rilanciare la lotta alla mafia che uccide la speranza, semina terrore e ruba il nostro futuro e valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone.

Nomine in Vicariato

Il Cardinale Vicario, con il consenso del Consiglio Episcopale, d’intesa con il Santo Padre, in data odierna, ai sensi degli articoli 27 e 28 della Costituzione In Ecclesiarum Communione, ha nominato Cancelliere la Dott.ssa Maria Teresa Romano, Direttore dell’Ufficio affari Informatici – Centro Elaborazione Dati il Diacono permanente don Andrea Sartori. I relativi Curricula vitae sono stati ritenuti congrui agli impegni che verranno rispettivamente assunti. Il Cardinale Vicario, il Consiglio Episcopale e tutto il personale del Vicariato, a nome dell’intera Diocesi, ringraziano Mons. Giuseppe Angelo Maria Tonello e Mons. Massimo Cautero per il prezioso servizio prestato nei confronti della Curia e della Diocesi di Roma e formulano alla Dott.ssa Maria Teresa Romano e al Diacono don Andrea Sartori i migliori auguri di un proficuo lavoro.

Maria Teresa Romano è nata a Napoli il 3 novembre 1967. Sposata dal 1991, è madre di una figlia dal 1995. Ha conseguito il diploma di maturità classica (1986), laureandosi in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli (1993), per proseguire i suoi studi alla Pontificia Università Gregoriana dove ha conseguito la Licenza (1996) e il Dottorato (2000) in Diritto Canonico. Successivamente ha ottenendo il Diploma di Avvocato Rotale (2001). Nel 2001-2002 ha esercitato la professione di Avvocato e Difensore del Vincolo presso il Tribunale Apostolico della Rota Romana.

Ha lavorato al Tribunale di Appello per le cause di nullità del matrimonio del Vicariato di Roma come Difensore del vincolo e Promotore di giustizia (2002-2004); Uditore (2004-2006); Giudice Istruttore (2006-2014). Dal 2015 è Giudice Istruttore presso il Tribunale di Primo Grado, poi Interdiocesano, per le cause di nullità del matrimonio. Dal 2020 è Responsabile del Centro di Ascolto del Servizio Tutela Minori e Persone Vulnerabili della Diocesi di Roma. Dal 2022 è Membro del Consiglio dell’Ufficio del Lavoro della Sede apostolica, Rappresentante dei Laici.

Andrea Sartori è nato a Roma nel 1969 ed è diacono della Chiesa di Roma dal 2008. Nel 2021 gli è stata affidata la diaconia di San Stanislao. Sposato dal 1996 ha vissuto con la moglie Laura in Togo (Africa) per un anno in un progetto missionario di formazione professionale. Rientrato in Italia, si è occupato di infrastrutture e sistemi informatici fin dagli inizi delle tecnologie e della diffusione delle reti informatiche. È stato per circa quindici anni responsabile dei sistemi informatici di un organismo internazionale di Cooperazione allo Sviluppo affiancando lo sforzo missionario dei Salesiani di don Bosco. Dal 2018 ha ricoperto il ruolo di Responsabile della Protezione dei dati nella Diocesi di Roma. È formatore esperto in misure tecniche ed organizzative per la protezione dei dati. Esercita la sua attività di formatore anche all’Università della Santa Croce di Roma.

Continua la formazione del clero in Val di Fassa

Dal 17 al 21 luglio un gruppo di sacerdoti di Roma si è raccolto per un momento di riflessione e ritiro a Soraga in Val di Fassa con il cardinale vicario Angelo De Donatis, il quale ha ritratto alcuni elementi caratterizzanti del prete romano: la vicinanza verso la vita delle persone, la vita in comune, il generare nella fede e ultimo ma non meno importante l’avere “buon umore”: «un cuore buono è costante nella festa».

Quest’ultima caratteristica non è la semplice arte di sdrammatizzare, o la capacità da mattatore sagace, ma è cifra dello spessore umano e spirituale, il quale possiede una visione della vita. Grazie al “buon umore”, gli spazi delle convinzioni precettistiche e degli statuti perentori cromati di bianco e nero, si fondono in una sfumatura di chiaro scuro dove vi si scorge la Sapienza di Dio che si fa compassione, misericordia e ascolto accogliente nelle situazioni vissute.

Questi giorni di riflessione e di ritiro che vivono preti e parroci di prima nomina hanno avuto il sapore dell’ascolto: dell’ascolto dei sacerdoti. I momenti di condivisione, alternati con momenti di trekking dolomitico, sono stati fecondati da una domanda originante: cosa significa per voi corresponsabilità? Come avviene di norma, la domanda è più interessante delle risposte, in questo caso nel quesito è palpabile il voler sollevare un approccio alla questione della sinodalità, del discernimento comunitario, di una partecipazione attiva del laicato nella vita ecclesiale e parrocchiale. Pur ammettendo, senza paura, che si è impreparati davanti a tale sfida, questa fragilità e difficoltà ha fatto emergere una forza tipica della Chiesa che trova nuova vita proprio dalle doglie del parto.

Se la Donna vestita di sole soffre e grida per i dolori di partoriente generante (cf. Ap 12,2), molte sono state le voci dei vari presbiteri che hanno informato la grandezza di un momento, di un evento, di un kairos che la Chiesa sta vivendo. Un tempo kariologico dove la corresponsabilità sinodale si rende fattiva nella passione e nel desiderio di servire la persona, nell’apertura a riconoscere nessuna attività o realtà come la proprietà del singolo, nel rendere la parrocchia ambiente di casa e di famiglia, nel percepire l’identità di gruppo secondo le coordinate dell’inclusione nel reciproco arricchimento, nell’istaurare una conversione relazionale per cui quando cambio il mio punto di vista sull’altro sono io che guarisco dal peso di pregiudizi e preconcetti. Questi segni performativi di Corresponsabilità e Partecipazione sono la forza del prete, non perché può rendere la parrocchia più produttiva grazie ad un gran numero di adepti, ma perché ognuno riconosce l’altro Co-Responsabile ossia capace di rispondere con abilità. Essere capaci di dire a chi si ha di fronte: mi fido di te.

Corresponsabilità e partecipazione sembrano condurci verso il fine del nostro vivere e agire: l’unità dello spirito con il vincolo della pace (cf. Ef 4,3). La comunione nell’unico Spirito, creatore di comunità e particolarità è la diottria con cui approcciarsi alla vita pastorale ed ecclesiale, la quale pur senza complessità, non deve mai smettere di orientarsi al positivo, scorgendo il bello originale: sapere di essere amati da Dio (cf. Is 62,4). La scelta saggia della presenza di alcuni laici, figure professionali già collaboratori con la Diocesi, ha contribuito nella proposizione di un metodo insolito, dove è il prete ad essere ascoltato e non viceversa, dove è lui ad essere accolto come uomo senza paura del proprio umano, fatto di emozioni, fatiche, aspettative, paure e speranze. Ripartire dall’umano, darsi il permesso di essere uomini fino in fondo, rende il sacerdote attento alle istanze di ognuno che bussa alla propria porta e realizza il popolo sacerdotale espressione di comunione. Nel ventaglio dei sacrifici veterotestamentari vi erano gli zebah hashelammyim (cf. Lv 7,11) ossia i sacrifici di comunione, letteralmente i sacrifici pacifici. Tali modi di officiare il culto avevano l’intento di significare la comunione tra Dio e l’uomo poiché la vittima in parte era offerta e in parte consumata dai fedeli. Questo era espressione del senso del sacrificio chiarito dal verbo ebraico qarab avvicinare, da cui qorban offerta (cf. Mc 7,11): l’offerta del sacrificio rende vicini e prossimi. Il risultato di ogni azione pastorale non si esaurisce nel successo di numeri e statistiche, ma genera vicinanza che in questi giorni di condivisione ha assunto uno dei volti della poliedrica dimensione della sinodalità: l’amicizia.

Volere il bene e il porsi con tono amicale genera partecipazione attiva tra tutti i battezzati nel loro precipuo stato di vita, nella consapevolezza che la Chiesa non è un’azienda da portare aventi ma una famiglia da amare.

di don Andrea Valori

20 luglio 2023

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