10 Maggio 2026

In Vicariato presiede il Consiglio dei Prefetti

In Vicariato presiede il Consiglio dei Prefetti

Consiglio dei Prefetti

Consiglio dei Prefetti

Celebrazione del Rito della Deposizione delle vesti bianche – Chiesa di San Bartolomeo all’Isola

Celebrazione del Rito della Deposizione delle vesti bianche – Chiesa di San Bartolomeo all’Isola

Celebra la Messa nella parrocchia di San Timoteo in occasione della visita pastorale

Celebra la Messa nella parrocchia di San Timoteo in occasione della visita pastorale.

II Domenica di Pasqua Festa della Divina Misericordia

II Domenica di Pasqua Festa della Divina Misericordia

Focus “Giustizia sociale per il diritto al «buon vivere»” – Centrale Montemartini (Via Ostiense, 106) (Uff. Past. Sociale)

Focus “Giustizia sociale per il diritto al «buon vivere»” – Centrale Montemartini (Via Ostiense, 106) (Uff. Past. Sociale)

In Albania l’incontro con Sua Beatitudine Anastasios

Simone, per anni detenuto in un campo di concentramento albanese. E Sua Beatitudine Anastasios di Albania, primate della Chiesa ortodossa albanese. Due incontri differenti e significativi hanno scandito, ieri (giovedì 14 aprile), la giornata dei pellegrini romani in Albania. Si tratta – lo ricordiamo – del gruppo della diocesi di Roma partito martedì scorso alla volta di Tirana, guidato dal cardinale vicario Angelo De Donatis, di cui fanno parte diversi vescovi, sacerdoti e laici, che stanno percorrendo un itinerario in Albania e Macedonia del nord organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi.

La giornata è stata aperta dalla celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale De Donatis nella cattedrale cattolica di Tirana. «I vangeli di questi giorni – ha detto nell’omelia – ci fanno comprendere che ogni incontro con il Risorto non è un’esperienza spontanea, immediata. Non è un’esperienza che avviene senza resistenze da parte del discepolo. Spesso vengono sottolineate la paura, lo smarrimento, l’incredulità, il dubbio… sono reazioni che avvengono quando proprio davanti agli occhi del discepolo appare il Risorto stesso (….) Ma ci sono luoghi in cui possiamo incontrare il Risorto, e sono sempre validi. Sono stati validi nel tempo per questa Chiesa che ha sofferto. Il primo di questi stessi è la realtà stessa della carne di Gesù, la sua umanità. La Scrittura è altro luogo di fede dato a tutti noi».

I partecipanti al pellegrinaggio hanno poi ascoltato la toccante testimonianza di Simone, entrato bambino in un campo di concentramento albanese, negli anni della dittatura, e uscito all’età di 44 anni. Con le sue parole ancora nel cuore, si sono spostati poi nella cattedrale ortodossa di Tirana, per un incontro con Sua Beatitudine Anastasios di Albania che «ci ha accolti con grande amicizia», riferisce don Stefano Cascio, nel gruppo diocesano. «Il patriarca – racconta ancora il sacerdote, parroco di San Bonaventura da Bagnoregio – ha ricordato quanto la sofferenza comune sotto il comunismo aveva unito i cristiani: un ecumenismo di concretezza fatto di piccoli gesti e non di proclami. Parlando al cardinale e ai presbiteri, ha fatto un’analogia tra la storia del suo Paese e la Resurrezione, che è nella croce e non oltre la croce. Il patriarca ci ha riservato un’accoglienza calorosa – conclude – e ha voluto accompagnarci lui stesso nella visita alla cattedrale».

14 aprile 2023

Periferie: la presentazione della ricerca e l’incontro nel Palazzo del Vicariato

Proporre percorsi di sviluppo locale che rendano protagonisti della trasformazione socio-economica le reti di mutualismo territoriale e le economie solidali presenti sul territorio. Questo l’obiettivo dell’incontro promosso – per lunedì 17 aprile alle ore 17.30 nella Sala Cardinale Poletti del Palazzo del Vicariato – dall’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato della diocesi di Roma, durante il quale sarà presentata un’indagine su modelli diversi di comunità e di cura dei beni comuni, realizzata grazie alla collaborazione tra LabSU – Laboratorio di Studi Urbani “Territori dell’abitare” Dicea – Sapienza Università di Roma, e Fairwatch, a disposizione tramite un ebook edito da Comune-info.

“Reti di mutualismo e poli civici a Roma. Osservatorio delle reti romane di mutualismo e sperimentazione di centri civici a supporto dello sviluppo locale integrale delle periferie” è il tema dell’appuntamento, che sarà aperto dal saluto del vescovo Riccardo Lamba, ausiliare della diocesi di Roma, e vedrà l’introduzione di monsignor Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato. Interverranno i curatori della ricerca: Carlo Cellamare, Dicea, Sapienza Università di Roma; Monica Di Sisto, economista, associazione Fairwatch; Riccardo Troisi, economista, associazione Fairwatch; Serena Olcuire, Dicea, Sapienza Università di Roma; Stefania Mancini, Fondazione Charlemagne.

Facendo riferimento anche a diverse esperienze italiane e internazionali – come le “case di quartiere” o le “neighbourhood houses”, gli “ateneos cooperativos” e “les tiers-lieux” – sono stati analizzati qualitativamente ventuno contesti territoriali romani dove si stanno sperimentando, con intensità diverse, percorsi generativi che praticano un nuovo modello di welfare di comunità e la cura dei beni comuni.

«Una Chiesa in uscita – riflette monsignor Pesce – è chiamata a vivere la pazienza dell’ascolto e la fiducia dell’incontro. Le esperienze che intercettano la vita, soprattutto là dove è più difficile scoprirle, sono quei “segni dei tempi” che richiedono una presenza che sia testimonianza e che alimenti la speranza. Per questo motivo riteniamo doveroso aprirci al dialogo con tutti coloro che hanno a cuore il bene comune. Insieme a loro potremo condividere itinerari di ricerca e raccogliere quelle esperienze che favoriscono le buone prassi e che indicano le vie per costruire relazioni dignitose capaci di giustizia e di fiduciosi sguardi nel futuro. L’invito di Papa Francesco ad avviare processi con costanza, pazienza e coraggio prende forma proprio attraverso queste connessioni e matura in esse la profonda e consapevole convinzione che non potremo salvarci da soli». Quella delle periferie è «una tematica un po’ abusata – prosegue –. Ma in un senso profondo la periferia non è un problema, bensì una risorsa, perché è dal basso che vive la Chiesa, è dal basso che il Signore ha cominciato il suo ministero, ed è trovando delle risorse dal basso che è possibile costruire la Casa comune più dignitosa per tutti».

«La necessità di incontrare la vita va costruita attraverso esperienze concrete – spiega Oliviero Bettinelli, vice direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato della diocesi di Roma –. Lunedì incontreremo dei ricercatori che hanno lavorato sulle periferie e hanno individuato dei percorsi civici estremamente interessanti e importanti, che donano ai territori spazi comuni dove poter convivere. Questa mappa ci dà la possibilità di conoscere meglio la nostra città, di capire che ci sono spazi dove è possibile interagire, comunicare e crescere insieme. Per la politica è un segnale chiaro: bisogna essere attenti alle persone nella loro integrità».

13 aprile 2023

L’arcivescovo di Tirana Dodaj: «La Chiesa albanese testimonia la Resurrezione»

È una notte d’estate del 1993 e Arjan Dodaj, sedicenne, sale su un barcone insieme a una quarantina di connazionali, pronto a lasciare l’Albania e raggiungere l’Italia. Arriva a Ostuni e poi si sposta a Cuneo, dove lavora come giardiniere, saldatore, muratore. Scopre la fede cattolica, che all’epoca, nel suo Pese, era vietata. Entra nella Fraternità dei Figli della Croce, viene ordinato sacerdote a Roma, da san Giovanni Paolo II. Da un paio d’anni è l’arcivescovo di Tirana-Durazzo e in questi giorni accompagna il gruppo della diocesi di Roma in pellegrinaggio in Albania e Macedonia del Nord.

«Questa visita è molto importante per ambedue le parti, sia per la Chiesa di Tirana che quella di Roma – dice l’arcivescovo –. È un modo di dire grazie da parte nostra alla Chiesa di Roma che ha contribuito, in questi trent’anni di post-comunismo, nella ricostruzione di una Chiesa che era stata non dico perseguitata, ma oserei dire annientata da cinquant’anni di comunismo. C’era davvero bisogno della Chiesa madre di tutte le Chiese. C’è un legame molto forte della Chiesa albanese con il vescovo di Roma, il Papa, che proprio per questo è stata perseguitata».

Il pellegrinaggio diocesano – organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi e guidato dal cardinale vicario Angelo De Donatis, a cui partecipano numerosi vescovi, sacerdoti e laici – si colloca subito dopo Pasqua. Un periodo significativo, per monsignor Dodaj. «La Chiesa in Albania è la testimonianza pasquale di una dimensione di vita che riprende, risorge – spiega –. La Chiesa albanese davvero è stata la Chiesa delle catacombe, perché tutti i segni visibili e pubblici della presenza di Dio erano stati totalmente distrutti o camuffati da altro. Questa Chiesa è venuta fuori dalla tomba. Questo è un popolo a cui era stata calpestata la coscienza, soffocata la libertà religiosa. Quella che si fa qui è veramente un’esperienza di resurrezione».

Lo testimoniano anche le parole di don Tommaso Morelli, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma che da quattro anni è in missione in Albania. Il gruppo romano ha celebrato la Messa nella parrocchia che guida, alla periferia di Tirana, e qui ha piantato un albero di ulivo. Per ora non c’è una vera chiesa, ma solo piccolo prefabbricato. Un luogo sempre affollato di fedeli. «L’Albania è uno stato molto complesso, che vive su tanti livelli e tante dimensioni – spiega don Morelli –. Nella bandiera c’è quest’aquila che guarda un po’ a oriente e un po’ a occidente, ed è proprio così. Questo popolo ha vissuto quasi cinquant’anni sotto la dittatura comunista, che ha distrutto interiormente le persone. Rimane però un popolo molto religioso, e se da una parte il comunismo ha fatto tabula rasa, loro sono pronti ad ascoltare una parola di verità».

Nella giornata di mercoledì il gruppo della diocesi è stato a Ocrida, nella Macedonia del Nord, che ospitò antichissimi insediamenti Illirici e in seguito Greci, mentre la città divenne in età medievale uno dei centri culturali, religiosi e artistici più importanti della Penisola Balcanica e dell’Europa slava. Nel 1979 la città e il suo lago vennero dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Oggi, invece, i trentadue pellegrini saranno accompagnati dal vescovo ausiliare Imzot Asti Zv Janullatos nella visita alla Chiesa della Resurrezione di Cristo, cattedrale della Chiesa Ortodossa Albanese, e incontreranno la comunità ortodossa di Tirana.

12 aprile 2023

“Accogliere nell’arte”: i murales per Santa Giacinta

La scuola sta cambiando, si evolve verso un percorso più partecipato, che la spinge sempre di più ad uscire dalle aule per arrivare nelle piazze, nei giardini, nei luoghi pubblici, per intervenire nel dibattito sulla città, per lavorare a fianco ad altri enti e istituzioni. È l’esempio del Liceo artistico romano Via di Ripetta che, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro, ha coinvolto gli studenti delle classi III e IV D nella realizzazione dei murales sulle facciate esterne e interne della Foresteria della Cittadella della Carità della Caritas di Roma, a Ponte Casilino, con l’obiettivo di creare un luogo in cui ospitalità e arte contemporanea possano convivere in armonia.

I lavori per i murales continueranno per tutto il mese di aprile. Alla base del progetto degli studenti c’è una riflessione su temi importanti, dall’attenzione e cura dei luoghi, all’accoglienza e alla promozione umana. Dopo un’esperienza diretta di servizio come volontari alla mensa per i senza dimora, gli studenti e le studentesse hanno voluto esprimere nella maniera che è loro peculiare, cioè quella del fare artistico, la comprensione profonda della “charitas” che vi abita, cioè di un’arte dell’accogliere non scontata, non giudicante, ma sfidante e coinvolgente.

Il cuore del progetto parte dall’idea di creare un ambiente confortevole per i tanti volontari che arriveranno dalle diverse città italiane per prestare servizio alla Caritas.

12 aprile 2023

Ciclo ebraico-cristiano, il 17 con Ravasi e Di Segni

Si conclude con l’appuntamento di lunedì 17 aprile il cammino di fraternità “Comprendere il tempo alla luce della Bibbia ebraica”, serie di incontri ebraico-cristiani promossi dalla diocesi di Roma e dalla Comunità ebraica di Roma. “Essere popolo essere comunità: una fede non solo individuale” è il tema della serata di approfondimento di lunedì 17, dalle 18 alle 19.15, nella sala conferenze di Santa Maria in Trastevere (via della Paglia, 14/b). Interverranno rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della cultura. L’incontro, a ingresso libero e gratuito, è organizzato dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.

12 aprile 2023

L’ultima settimana con il rito della statio

Per l’ultima settimana si tiene l’antico rito delle “stationes”: cioè fermarsi, “sostare” prima di intraprendere il pellegrinaggio quotidiano in atteggiamento di lode e di preghiera. Secondo la tradizione, i fedeli di Roma, durante la Quaresima, si fermano in una delle diverse chiese del centro storico dove sono custodite le memorie dei martiri; qui viene celebrata la Messa, preceduta da una processione. Domani, lunedì 10, la celebrazione si terrà alle 17 a San Pietro in Vaticano. Martedì 11 sarà invece alle 17 nella basilica di San Paolo fuori le Mura, mentre il giorno seguente alle 18.30 a San Lorenzo fuori le Mura. Ancora, giovedì alle 18 ai Santi XII Apostoli al Foro Traiano; venerdì 14 alle 17 a Santa Maria ad Martyres al Pantheon; sabato 15 alle ore 17.30 a San Giovanni in Laterano. La conclusione la Domenica in Albis, 16 aprile, a San Pancrazio alle ore 17.

12 aprile 2023

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