9 Maggio 2026

Nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice incontra i sacerdoti della XIV Prefettura

Nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice incontra i sacerdoti della XIV Prefettura.

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede il terzo incontro quaresimale su delle letture scelte di Giacomo Leopardi

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede il terzo incontro quaresimale su delle letture scelte di Giacomo Leopardi.

Meditazione in occasione del terzo incontro quaresimale ’23

A Santa Maria Consolatrice una targa in onore di Benedetto XVI e la sua talare in dono

18 dicembre 2005: Papa Benedetto XVI in visita nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice (foto di Cristian Gennari)

«Questa mia visita a Santa Maria Consolatrice, prima parrocchia romana in cui mi reco da quando il Signore ha voluto chiamarmi ad essere Vescovo di Roma, è per me in un senso molto vero e concreto un ritorno a casa. Mi ricordo molto bene di quel 15 ottobre 1977, quando presi possesso di questa mia chiesa titolare (….). Da allora in poi il nostro reciproco legame è divenuto progressivamente più forte, più profondo. Un legame di affetto e di amicizia, che ha realmente riscaldato il mio cuore e lo riscalda anche oggi». Benedetto XVI pronunciò queste parole il 18 dicembre 2005, in occasione della sua prima visita da pontefice a una parrocchia romana. Si trattava di Santa Maria Consolatrice, nella piazza omonima, a Casal Bertone. Già molte volte vi si era recato in precedenza, poiché ne era cardinale titolare. A ricordare questo speciale legame tra la comunità e il Papa emerito, scomparso il 31 dicembre scorso, sarà una targa commemorativa, che verrà scoperta la prossima domenica 19 marzo. A benedirla sarà monsignor Georg Gänswein, al termine della celebrazione che presiederà nella chiesa parrocchiale, alle ore 10. Monsignor Gänswein, in quell’occasione, consegnerà alla parrocchia anche una talare appartenuta a Benedetto XVI.

«La parrocchia ha un legame affettivo e storico con Papa Benedetto – ricorda il parroco don Luigi Lani –. Sia negli anni in cui è stato cardinale titolare che da Papa, ha sempre mantenuto un rapporto di affetto, anche attraverso numerosi doni che ci ha voluto fare, e che presto troveranno spazio in una stanza che allestiremo come una sorta di museo a lui dedicato. Ci sarà senz’altro la talare che ci verrà donata domenica 19 marzo. Nel giorno di san Giuseppe di diversi anni fa fece recapitare anche un cero votivo da accendere a Maria Consolatrice. Inoltre ci ha regalato un bellissimo calice e una pisside, alcuni libri e pregiate pubblicazioni. Un anno, a Natale, donò una somma per la Caritas parrocchiale. Sono piccoli gesti ma segno di una grande attenzione».

Nella stanza allestita a museo verranno esposte anche le numerose foto che già sono in bella mostra nel corridoio della parrocchia, e che ricordano le tante occasioni in cui il cardinale Ratzinger andava a Santa Maria Consolatrice. «Davvero questa era la sua casa romana – sottolinea il parroco –. Con la fortuna di stare a Roma, da cardinale titolare era spesso qui per le cresime, le processioni, la festa patronale. Talvolta veniva semplicemente a cena. Aveva una grande familiarità con questa comunità, che ha sempre ricordato con affetto e nostalgia. Qui tanti parrocchiani, soprattutto quelli tra i 50 e i 60 anni, lo ricordano attraverso vari episodi. A Natale, ad esempio, veniva e portava i dolcetti della Baviera. Quando celebrava, in sacrestia, si fermava sempre a parlare con i ministranti, chiedendo loro come si chiamavano e informandosi su come andavano a scuola. Tante persone hanno del Papa emerito un ricordo vivo, commosso».

Don Lani all’epoca non era parroco a Casal Bertone, ma anche lui ha incontrato Joseph Ratzinger, quando già era Papa emerito. Un dialogo nei Giardini Vaticani, davanti alla Grotta di Lourdes, che il sacerdote rievoca con commozione. «Fu un momento breve ma intenso, durante il quale mi ribadì che sentiva Santa Maria Consolatrice come la sua casa». Tra fine dicembre e inizio gennaio, numerosi sono stati nella comunità i momenti di preghiera dedicati a Benedetto XVI. «Non appena abbiamo appreso la notizia della sua morte, la mattina del 31 dicembre scorso – ricorda don Lani – abbiamo recitato il Rosario. La chiesa era gremita, nonostante fosse un giorno festivo. In occasione dei funerali abbiamo allestito dei maxischermi nel teatro parrocchiale. La presenza di padre Georg è ancora attestazione di affetto e di preghiera nei confronti di Papa Benedetto, per ringraziare dei doni che ci ha fatto e che continua a fare».

15 marzo 2023

Riscoprire la bellezza del battesimo: incontri formativi

L’Ufficio per la catechesi della diocesi di Roma propone un ciclo di incontri per i catechisti delle coppie che chiedono il battesimo per i propri figli. “Riscoprire la bellezza del battesimo” è il titolo del percorso formativo, che si terrà dal 4 al 6 maggio.

«Abbiamo pensato questo ciclo di incontri in modalità mista – spiega il direttore dell’Ufficio diocesano don Andrea Cavallini –: due brevi incontri frontali online, dalle ore 21 alle ore 22, il giovedì e venerdì; l’incontro conclusivo del sabato si terrà nella mattinata, dalle ore 9.30 alle ore 12.30, presso la Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore, con il vescovo Daniele Salera e sarà un’occasione di ascolto e confronto circa la preparazione svolta nelle parrocchie della nostra diocesi di Roma per il sacramento del battesimo».

Già aperte le iscrizioni, che dovranno pervenire entro il 28 aprile all’Ufficio per la catechesi, piazza San Giovanni in Laterano, 6 a – 06.698.86301 – 86388 – ufficiocatechistico@diocesidiroma.it.

15 marzo 2023

Quaresimali con Franco Nembrini, i testi della terza serata

Scarica i testi della terza serata

“L’Infinito” e “Il  passero solitario”, su questi due celeberrimi componimenti di Giacomo Leopardi, Franco Nembrini, professore e saggista, si soffermerà nella terza serata del ciclo di meditazioni quaresimali “Ed io che sono?”, questa sera (mercoledì 15 marzo) nella basilica di San Giovanni in Laterano. Come di consueto, l’appuntamento sarà aperto da una introduzione di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni della diocesi di Roma, e verrà concluso da una riflessione del cardinale vicario Angelo De Donatis.

L’infinito

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.»

 

Il passero solitario

D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch’omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.

Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all’altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

 

L’incontro, in diretta streaming, potrà essere seguito anche sul nostro canale YouTube

Scarica i testi della terza serata

 

15 marzo 2023

 

 

Corso “Un di più di Vicinanza” – Pontificio Seminario Romano Maggiore (Sala Tiberiade) (Uff. Past. Sanitaria)

Corso “Un di più di Vicinanza” – Pontificio Seminario Romano Maggiore (Sala Tiberiade) (Uff. Past. Sanitaria)

Corso di formazione per catechisti istituendi – online (Uff. Catechistico)

Corso di formazione per catechisti istituendi – online (Uff. Catechistico)

Presso la Casa generalizia della Congregazione dei Servi dei Poveri celebra la Messa in occasione della festa del Beato Giacomo Cusmano

Presso la Casa generalizia della Congregazione dei Servi dei Poveri celebra la Messa in occasione della festa del Beato Giacomo Cusmano.

La 24 ore per il Signore

L’8 giugno 1972 Nick Ut, giovane fotografo del Sud Vietnam, scatta una foto che poco dopo gli avrebbe fatto vincere il Premio Pulitzer e che è rimasta celebre nella storia. “Napalm Girl” si chiama lo scatto, che mostra una bambina, nuda e bruciata dal napalm, in fuga dal villaggio di Trang Bang insieme ad altri coetanei. Quella ragazzina si chiama Phan Thi Kim Phuc, è oggi una donna adulta impegnata a promuovere la pace, prendendosi cura delle vittime di guerra. Dal 1983 ha abbracciato la fede cattolica perché, ha spiegato, le ha dato «la forza di perdonare».

La sua toccante testimonianza accompagna la presentazione dell’edizione 2023 della “24 ore per il Signore”, iniziativa quaresimale di preghiera e riconciliazione voluta da Papa Francesco, che torna per la decima edizione. L’evento verrà celebrato nelle diocesi di tutto il mondo alla vigilia della quarta domenica di Quaresima, da venerdì 17 a sabato 18 marzo, con le chiese aperte per un giorno intero, per consentire a tutti di sostare in preghiera e confessarsi. Nella nostra diocesi, Papa Francesco presiederà la “24 ore per il Signore” il 17 marzo alle ore 16.30, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie al Trionfale (piazza Santa Maria delle Grazie, 5).

«Ho ancora molte cicatrici sul mio corpo e forte dolore quasi ogni giorno, ma il mio cuore è purificato. Il napalm è molto potente, ma la fede, il perdono e l’amore sono molto più forti – ha scritto Kim Phuc –. Non avremo più la guerra se tutti imparassero a vivere con vero amore, speranza e perdono. Se quella bambina nella foto può farlo, chiedi a te stesso, posso farlo anch’io?». La sua storia è raccontata nel sussidio pastorale preparato dal Dicastero per l’evangelizzazione in preparazione alla “24 ore per il Signore”, che contiene schede per la preghiera personale e suggerimenti per la celebrazione in comunità. Ad aprire il testo una riflessione dell’arcivescovo Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. «È nel Sacramento della Riconciliazione che ci viene data la possibilità di avere a esperienza viva della misericordia di Dio per noi», spiega Viola. «Una comprensione errata a volte ci porta ad avvicinarci al sacramento di Penitenza con lo stesso atteggiamento interiore di chi entra in un’aula di tribunale sapendosi colpevole – sottolinea l’arcivescovo –. La parabola del Padre misericordioso (Lc 15,11-32) ci insegna che il figlio che ritorna a casa non trova il tribunale penale, ma la festa che esprime la gioia del padre per il ritorno del figlio. La nostra confessione ci riporta allo splendore della veste bianca del battesimo, indumento espressamente richiesto per partecipare alla festa».

Il sussidio, edito da Shalom, è acquistabile in versione cartacea nelle librerie e negli store online. Nelle versioni in lingua inglese, spagnola e portoghese, il testo è scaricabile dal sito evangelizatio.va.

Per accedere alla celebrazione nella parrocchia è necessario essere muniti di biglietto, che potrà essere richiesto sempre sul sito evangelizatio.va. I biglietti, disponibili fino a esaurimento, potranno essere ritirati in via della Conciliazione 7, mercoledì 15 e giovedì 16 marzo dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17.30, oppure venerdì 17 marzo dalle 8.30 alle 13.30.

14 marzo 2023

La Via Crucis contro la tratta

«Libera la vita!». Questo il tema della Via Crucis per la liberazione delle vittime di tratta e prostituzione organizzata dalla diocesi di Roma in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII e il Coordinamento diocesano anti tratta per venerdì 17 marzo, che sarà guidata dal vescovo ausiliare Dario Gervasi. La partenza è prevista alle ore 20.15 dall’Istituto Sant’Anna di viale Marconi 700; da lì si snoderà un percorso tra la ventitreesima e la ventiquattresima prefettura della diocesi, lungo viale Marconi, largo Veratti, Lungotevere Dante, per arrivare infine alla parrocchia di San Leonardo Murialdo, in via Pincherle 144.

Ogni stazione della Via Crucis sarà accompagnata da “parole segno”. “Non giudicarmi”, ad esempio, è la prima stazione, nella quale Gesù è condannato a morte: la società, invece di condannare chi priva donne e uomini della loro libertà e dignità, si conforma al “pensiero dominante” e il più delle volte giudica le vittime, abbandonandole al loro destino. Nella seconda stazione, in cui Gesù è caricato della Croce, la parola scelta è “Cercami”: la ferocia dei trafficanti, la perversione dei clienti e il silenzio di tanti, di fatto incatenano uomini, donne e bambini innocenti, facendo pagare loro un peccato che è di tutta la società.

Del Coordinamento diocesano anti tratta fanno parte Ali di Speranza, Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione Slaves No More, Caritas diocesana, Casa del Magnificat, Comunità di Sant’Egidio, Congregazione delle Suore adoratrici ancelle del SS. Sacramento e della Carità, Fondazione Arché, Gruppo Raab, Istituto delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù-Oasi Madre Clelia, Usmi Roma, parrocchia di San Frumenzio, oltre alle unità di strada che svolgono il loro servizio in diversi luoghi della città. Tutti saranno presenti all’iniziativa di venerdì sera.

Ci sarà anche il vescovo Benoni Ambarus, responsabile dell’ambito della Diaconia della carità nella diocesi di Roma. «Il senso del titolo – spiega – va inteso su un doppio binario: vuole essere un invito alle persone coinvolte nel fenomeno della tratta ad avere il coraggio di liberare la propria vita. Molte ormai sono rassegnate, pensano di non avere una vita d’uscita, invece noi vogliamo spronarle a denunciare. Ma “Libera la vita!” è un invito anche a tutti noi, alle parrocchie, alla città intera: dobbiamo capire che nelle persone vittime di tratta c’è una vita che è prigioniera e che noi non vediamo. Tutti noi dobbiamo diventare “liberatori di vita”».

«Papa Francesco, in uno dei Venerdì della Misericordia, ha abbracciato come un nonno venti giovani ragazze nigeriane, ucraine, albanesi e rumene liberate dalla schiavitù della prostituzione dalla Comunità Papa Giovanni XXIII – dice il presidente della Comunità Giovanni Paolo Ramonda –. Quando ha suonato il campanello della casa famiglia in via di Pietralata le giovani, ignare di quella visita, sono scoppiate in pianto. L’ascolto delle loro storie, con le violenze subite, ha commosso il viso attento e paterno del Pontefice. Come diceva il servo di Dio don Oreste Benzi, nessuna donna nasce prostituta, non lasciamole più soffrire da sole e impegniamoci per la loro liberazione. La tratta delle persone cresce in maniera preoccupante e la comunità, continuando il lavoro di don Oreste, nel 2022 ha sostenuto 94 vittime di tratta a scopo sessuale, sfruttamento lavorativo e accattonaggio, di età dai 26 ai 33 anni».

14 marzo 2023

Nella basilica di San Marco al Campidoglio presiede la Stazione Quaresimale

Nella basilica di San Marco al Campidoglio presiede la Stazione Quaresimale.

Articoli recenti