7 Maggio 2026

In Laterano incontro di formazione per clero e laici “ Per una Chiesa sinodale. Dal sinodo alla sinodalità”

In Laterano incontro di formazione per clero e laici “ Per una Chiesa sinodale. Dal sinodo alla sinodalità”

In Governatorato partecipa alla riunione sulla “Casa del Vescovo”

In Governatorato partecipa alla riunione sulla “Casa del Vescovo”

In Giordania, per riscoprire «l’alba del cristianesimo»

Petra, l’affascinante città dei Nabatei scavata nella roccia. Il Monte Nebo, tappa dell’Esodo del popolo di Israele verso la Terra Promessa. Betania, dove Gesù fu battezzato. E ancora, il dialogo con il nunzio apostolico monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, la visita all’Arsenale dell’Incontro del Sermig. Sono solo alcune delle tappe e degli incontri che scandiranno il pellegrinaggio in Giordania, iniziato oggi, 3 febbraio, che si concluderà sabato 7 febbraio. Con l’organizzazione di Opera romana pellegrinaggi, volo della Royal Jordanian, e con la collaborazione del Jordan Tourism Board e del ministry of Tourism, guidati da don Giovanni Biallo, assistente di Orp, e da suor Rebecca Nazzaro, un gruppo di una trentina di viaggiatori, tra cui numerosi sacerdoti e operatori della comunicazione.

«La Giordania è un punto fondamentale per la storia del cristianesimo – sottolinea suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio della diocesi di Roma -. Qui c’è stata l’alba del cristianesimo. Qui Mosè ha visto da lontano la Terra promessa; qui c’è stato il battesimo di Gesù». Una terra da scoprire, dunque, in particolar modo per i cristiani. Lo spiega don Giovanni Biallo: «La Giordania è molto importante dal punto di vista biblico, ma anche da quello naturalistico, storico e archeologico».

3 febbraio 2026

In Giordania, ad Anjara, dove i piccoli senza genitori ritrovano una casa

È da poco suonata la campanella della ricreazione, nella scuola di Nostra Signora della Montagna, ad Anjara. I bambini si riversano in cortile, giocano, ridono, si rincorrono. Ma qualcosa attira la loro attenzione. Un gruppo di sconosciuti è venuto a trovarli. Sono arrivati dall’Italia e sono i 25 partecipanti – tra cui diversi sacerdoti e giornalisti – al pellegrinaggio in Giordania promosso da Opera romana pellegrinaggi e organizzato in collaborazione con Royal Jordanian, Jordan Tourism Board e ministry of Tourism.

«What’s your name?», chiede Issa. «Welcome!». Ed è subito festa, manine che si stringono, abbracci e foto ricordo. Alya mostra orgogliosa le sue lunghe trecce. Yousef fa entrare gli ospiti nella cameretta che condivide con altri sette bambini: quattro lettini a castello di legno chiaro, ma il suo – rivendica – è quello con il maggior numero di pelouche, tra i quali si rotola tra mille risate. «Vivaci è dire poco!», scherza la maestra di inglese.

A prendersi cura dei bambini, oltre alle insegnanti, ci sono le suore del Verbo Incarnato. Quella dedicata a Nostra Signora della Montagna non è una semplice scuola, ma un orfanotrofio, che accoglie piccoli senza genitori o con situazioni familiari difficili. Fa parte del complesso del santuario della Madonna della Montagna, ad Anjara, sostenuto dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e dalla famiglia reale giordana. Oltre a una chiesa e al santuario vero e proprio, ci sono tre diverse strutture per accogliere i piccoli: una casa dove vivono tutti insieme i bambini fino ai 12 età; e due case rispettivamente per i ragazzi e per le ragazze più grandi. E c’è anche un laboratorio per fare il vino, bottiglie di rosso chiamate Giara, realizzato grazie al contributo della Cei.

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5 febbraio 2026

In Giordania per abbracciare «la rivelazione cosmica e quella storica»

«Esistono una rivelazione cosmica e una rivelazione storica. La rivelazione cosmica ci fa scoprire la presenza di Dio contemplando la bellezza e la meraviglia del Creato. La rivelazione storica, invece, è l’incarnazione di Dio nella storia, la presenza di Gesù sulla terra». A spiegarlo è suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio – Opera romana pellegrinaggi, che in questi giorni guida un gruppo di giornalisti e sacerdoti in Giordania. Nel Paese, spiega la religiosa, madre superiore delle Missionarie della Divina Rivelazione, «abbracciamo tutti e due i tipi».

Attraversare il deserto del Wadi Rum e trascorrere lì una notte, nel silenzio, circondati alle rocce di arenaria rossa, significa toccare con mano la bellezza della creazione. «Il deserto ci parla dell’amore di Dio Padre che per l’uomo ha creato queste meraviglie», aggiunge. «Abbiamo ascoltato il silenzio che il deserto offre e abbiamo visto qui le prime luci dell’aurora – racconta don Giovanni Biallo, assistente spirituale di Orp -. Il deserto ha un ruolo così importante nella vita spirituale e la Bibbia lo testimonia. Il Signore, infatti, accompagna per quarant’anni il popolo di Israele nel deserto per insegnargli cosa significa vivere con Dio, tener conto di Lui».

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6 febbraio 2026

In festa per Padre Pio

Singoli devoti, i 600 gruppi di preghiera del Lazio e tante associazioni di Protezione Civile si raduneranno presso la chiesa di San Salvatore in Lauro, in via dei Coronari, in occasione della festa di san Pio da Pietrelcina, dal 20 al 23 settembre. All’interno della chiesa, già Santuario Lauretano, saranno esposte per l’occasione numerose reliquie, tra le quali il mantello, i guanti, le bende, la stola e il sangue delle stimmate che per cinquanta anni hanno segnato il corpo del santo. Vicino a queste, il grande gruppo scultoreo riproducente il Cristo Redentore aiutato da Padre Pio Cireneo, da venti anni grande richiamo di pellegrini e devoti.

Nelle stesse giornate si svolgerà anche la Festa della Protezione Civile, che vede in san Pio il proprio patrono, ispiratore di quei valori fondanti di servizio al sollievo della sofferenza, che sono il presupposto della sua cooperazione al bene dello Stato. I festeggiamenti seguiranno un intenso programma che vedrà intrecciarsi eventi religiosi, d’intrattenimento e di cultura, culminanti in alcuni momenti di particolare intensità: il 20 settembre (anniversario della stimmatizzazione) con l’esposizione solenne e la venerazione della reliquia del sangue di san Pio; il 22 settembre, la veglia del transito in cui si ricorda la sua morte, presieduta dal cardinale Luis Francisco Ladaria. Centrale il pomeriggio del 23 settembre, con la processione a piazza Navona alla presenza del capo dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, del prefetto di Roma, di numerose autorità civili e militari. Nella piazza avverrà la benedizione dei mezzi della Protezione Civile. La Santa Messa solenne in piazza di San Salvatore in Lauro sarà presieduta, alle ore 18, da monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione.

15 settembre 2023

In festa la comunità di San Gioacchino

Una celebrazione eucaristica solenne domenica 1 ottobre alle 10.30 e una cena all’aperto sabato 30 settembre, oltre a giochi in strada, tornei di ping-pong, calcio balilla, scacchi e burraco, laboratori per bambini, esibizioni e lezioni di ballo swing, una lotteria e fuochi d’artificio sono gli appuntamenti in programma per la festa patronale che la parrocchia di San Gioacchino in Prati tornerà a celebrare dopo la pausa imposta nel 2020 dalla pandemia. La comunità redentorista a cui la parrocchia è affidata fin dalla sua fondazione, nel 1905, festeggerà così anche i suoi 125 anni di presenza a San Gioacchino, a partire dall’apertura al culto della chiesa nel 1898, ai tempi di Leone XIII.

«Già i miei predecessori – ricorda padre Piotr Sulkowski, polacco, parroco dal 2016 – avevano offerto alla comunità questa occasione di conoscenza reciproca e di aggregazione, scegliendo il primo weekend di ottobre anche per dare così avvio al nuovo anno di attività pastorali, dopo la pausa estiva». La festa di san Gioacchino, sposo di Anna e nonno materno di Gesù, cade in realtà il 26 luglio, in un periodo di vacanza in cui sarebbe impossibile però organizzare un evento del genere. Ma il triduo di preparazione alla festa, fa sapere padre Sulkowski, «rifletterà ogni giorno su uno dei tre messaggi finora pubblicati da Francesco per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani da lui istituita», che cade la quarta domenica di luglio. La Messa solenne del 1 ottobre alle 10.30 sarà presieduta da monsignor Vittorio Viola, segretario del Dicastero vaticano per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Quanto alla cena comunitaria del sabato, «è sempre stato uno dei momenti più belli della festa, con un po’ di animazione musicale e fuochi di artificio a notte inoltrata. Vogliamo farla in strada, aperta a tutto il quartiere, proprio per non chiuderci nelle aule del catechismo, ma per permettere a tutti di partecipare. Avremo a disposizione il tratto di via Pompeo Magno compreso tra piazza dei Quiriti e l’incrocio con via Ezio, che per due giorni sarà chiuso al traffico», commenta padre Pietro, come lo chiamano i parrocchiani. La novità del programma sono i laboratori per bambini. «Il programma è semplice, ma l’importante è avere una possibilità di stare insieme, conoscerci, scambiar quattro chiacchiere e crescere come comunità».

Di momenti come questi il quartiere Prati ha grande bisogno, aggiunge il parroco, perché «molti appartamenti della zona sono adibiti a uffici o bed&breakfast. Oppure sono carissimi, e questo ha allontanato molte famiglie. Nel 1950 San Gioacchino aveva 10mila abitanti, che oggi son diventati meno di 3mila». Ecco dunque perché «servono iniziative che trasmettano un senso di appartenenza a una comunità. Anche perché molti frequentatori della messa e molti bambini del catechismo non abitano in realtà in questa zona. E abbiamo bisogno di essere più comunità anche perché son pochi i giovani che vediamo in parrocchia».

Intanto, comunque, «grazie a Dio posso dire che forse per la prima volta il peso dell’organizzazione è tutto o quasi sulle spalle del gruppo famiglie e di alcuni altri parrocchiani», racconta ancora padre Pietro “ed è bello essere ripartiti così».

La festa sarà occasione anche di visite guidate alla chiesa, famosa per aver nascosto per mesi, durante l’ultima guerra e l’occupazione nazista di Roma, un gruppo di ebrei e altri perseguitati, in un angusto spazio sotto la cupola. «Essendo questa la richiesta più frequente, penso che quello spazio sarà visitabile, sì», anticipa padre Sulkowski; «ma tutta la chiesa», aggiunge, «è ricca di storia; ad esempio, ogni cappella laterale racconta la storia religiosa del paese che ne offrì la costruzione; e sono quasi 200 i santi raffigurati».

Altro motivo per cui la parrocchia è conosciuta a Roma, è la Messa feriale in un orario insolito, le 13, la pausa pranzo degli avvocati dei tanti studi legali della zona, data la presenza di vari tribunali; «la celebriamo da nove anni fa proprio su richiesta di alcuni di loro», racconta padre Pietro, «iniziammo un mese per prova e siamo ancora qui!». E dato che il fondatore dei redentoristi, il napoletano sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787), è anche patrono degli avvocati, avendo esercitato in gioventù l’avvocatura prima di farsi sacerdote, «sarebbe bello», è un desiderio del parroco che magari un giorno diventerà realtà, «avviare in futuro qualcosa, come forse un percorso di catechesi, proprio dedicato a loro».

25 settembre 2023

In festa il Polo “Don Pino Puglisi”

Giovedì 3 ottobre, a partire dalle ore 17.30, il Polo della carità “Don Pino Puglisi” si apre al quartiere Tiburtino Terzo per un incontro con le realtà del territorio «per conoscerci e fare festa insieme con musica e giochi». Nel centro situato in via Venafro 28 saranno presenti le parrocchie della Prefettura 12 della diocesi, le scuole, le associazioni e i comitati di quartiere.

Inaugurato lo scorso 11 giugno, in un territorio carente di spazi socio-culturali, il Polo “Don Puglisi” rappresenta un importante luogo di aggregazione e di accoglienza giovanile, nonché un punto di riferimento per le famiglie, offrendo diversi servizi: un centro di accoglienza in semi-autonomia per neo-maggiorenni; il servizio “Officina delle Opportunità” dedicato all’inserimento o al re-inserimento lavorativo delle persone in difficoltà che si rivolgono alle comunità parrocchiali e ai centri di ascolto della diocesi; il progetto “Ferite Invisibili” per la presa in carico e la cura di persone straniere vittime di violenza intenzionale e di tortura; un servizio di supporto psicologico per persone vulnerabili; un ufficio dedicato al lavoro pastorale e di comunità nel settore Nord della diocesi di Roma e uno spazio dedicato alle attività di formazione.

1 ottobre 2024

In dialogo per “immaginare la pace”

A fronte dell’evoluzione di queste ultime settimane della crisi israelo-palestinese, il ciclo di incontri di dialogo ebraico-cristiano intitolato “Comprendere il tempo alla luce della Bibbia ebraica” e promosso dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e i nuovi culti assume un valore e un significato particolari. «Quando a giugno insieme al Rabbinato di Roma abbiamo scelto il tema “Immaginare la pace” per il primo appuntamento, in calendario per il prossimo 6 novembre – spiega monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio diocesano -, mai avremmo potuto pensare a un attacco terroristico come quello che Hamas ha compiuto contro dei civili innocenti, che causa tanto dolore e sofferenza anche per molti palestinesi. E oggi ci sembra ancora più necessario, portando nel cuore queste immagini di dolore, radicare le nostre speranze e la nostra comprensione del tempo a partire dalla storia della salvezza».

Al primo dei 6 appuntamenti del ciclo di studio e riflessione – che avrà luogo nella sala conferenze di Santa Maria in Trastevere dalle 17.30 alle 19 – interverranno Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e il vescovo di Frosinone-Veroli Ferentino e di Anagni-Alatri Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale del Lazio. Il tema della pace, sempre e oggi più che mai attuale, per il cui dono «anche il Papa si è appellato al mondo intero affinché si risparmi la vita dei civili nella striscia di Gaza – sono ancora le parole di Gnavi -, ci deve trovare resilienti nella preghiera». Anche il confronto «che come diocesi cerchiamo di offrire e di approfondire con questi dibattiti che escono dai circoli ristretti di quanti dialogano con il mondo ebraico» può e deve servire «a svegliare le coscienze e soprattutto a costruire una coscienza nuova, specialmente nelle nuove generazioni che poco o niente sanno di che cos’è l’Olocausto, ad esempio», riflette ancora il sacerdote.

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2 novembre 2023

In Caritas la missione popolare dei seminaristi del Maggiore

Gli studenti del Pontificio Seminario Romano Maggiore hanno iniziato il 25 settembre la missione popolare nei centri della Caritas di Roma. Fino a domenica 4 ottobre saranno impegnati nelle mense, nelle comunità di accoglienza e nei centri di ascolto parrocchiali.

I 46 giovani (primo, secondo, quarto e quinto anno) saranno coinvolti anche in alcuni laboratori di formazione sui temi delle migrazioni, della solitudine, del disagio sociale e delle dipendenza dal gioco d’azzardo.

30 settembre 2020

In Campidoglio partecipa alla presentazione del libro “Ecologia della territorialità”

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In Campidoglio partecipa al Convegno “L’attualità di una visione” organizzato dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro

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