7 Maggio 2026

Il ricordo di don Luigino Pizzo a dieci anni dalla scomparsa

Sono trascorsi dieci anni dalla morte di don Luigino Pizzo, parroco a San Ponziano dal 2002 al 2008 e ancora prima, dal 1989, alla guida della comunità di Gesù Divin Lavoratore. Nella chiesa di Talenti, ieri pomeriggio (martedì 13 novembre), il cardinale vicario Angelo De Donatis ha presieduto la Messa in ricordo del sacerdote, scomparso nel 2008 dopo una lunga malattia. «Don Luigino ha incarnato il Vangelo nella sua vita sacerdote», ha sottolineato il porporato, che ha letto una brano e una lettera scritti da don Pizzo prima di morire.

«Sono immensamente felice di essere prete – scriveva il sacerdote nato a Roma il 6 giugno del 1953 –. Ti prego perché ogni prete possa sperimentare nel suo ministero le stesse gioie, anzi di più. Che celebri ogni giorno la Messa come se fosse la prima, come se fosse l’ultima, come se fosse l’unica. Che si guardi ogni tanto le mani, e le baci perché sono le mani di Cristo. Che sappia dare a ogni anima che accosta la dolcezza del tuo perdono, la forza della tua presenza, la bellezza della tua gioia».

Leggi l’omelia completa del cardinale De Donatis

Leggi la lettera scritta da don Luigino Pizzo al Santo Padre

14 novembre 2018

Il Rev.do Don Renato Cupini è entrato nella luce della Resurrezione

Il Vicario Generale S.E. Mons. Angelo De Donatis, il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma, sono vicini al dolore di Don Luigi Coluzzi, Parroco della Parrocchia del Santo Volto di Gesù, per la perdita della sua cara sorella Rossana e, assicurando preghiere di suffragio, invocano il Signore Dio, ricco di misericordia, perché gli conceda il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.
Le esequie saranno celebrate giovedì 12 aprile 2018 alle ore 11.00, presso la Parrocchia del Santo Volto di Gesù (Via Caprese, 1).

Il Rev.do Don Maurizio Ventura è entrato nella luce della Resurrezione

Il Vicario Generale S. Ecc. Mons. Angelo De Donatis, il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma, annunciano che è entrato nella luce della Resurrezione il Rev.do Don Maurizio Ventura e ricordandone il generoso ministero pastorale, in particolare nell’azione educativa, lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio e alla preghiera di suffragio dei fedeli, invocando la pace e la gioia del Signore.
Le esequie saranno celebrate venerdì 1° dicembre alle ore 11.00 nella Parrocchia di San Lorenzo fuori le Mura (Piazzale del Verano, 3).

Il rendiconto dell’8xmille nella diocesi

Più di 4 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, e circa 4 milioni anche per interventi caritativi. Sono stati utilizzati così i fondi arrivati alla diocesi di Roma dall’8xmille della Cei del 2018. Per leggere il rendiconto completo, cliccare qui oppure consultare la sezione del nostro sito Archivio Documenti della diocesi.

Per quanto riguarda la somma usata per il culto, questa è servita, in concreto, alla «formazione di operatori liturgici, alla costruzione di nuovi complessi, e ad opere conservative e di restauro di parrocchie, chiese ed edifici di culto appartenenti alla diocesi», come spiega l’economo del Vicariato di Roma monsignor Mario Scala. Per la pastorale, invece, i soldi sono stati spesi per iniziative comunitarie, per la per l’andamento della curia diocesana, per le strutture al servizio del clero anziano o malato e per il funzionamento del Tribunale Ordinario della diocesi. Ancora, rimarca monsignor Scala, «l’impegno relativo alla formazione del clero si è concretizzato nell’assegnare borse di studio e contributi significativi ai seminari diocesani e per la formazione dei diaconi permanenti. Sotto la voce catechesi ed educazione cristiana, scopi missionari e contributi sono ricomprese le somme erogate per iniziative di cultura religiosa, le attività di sostegno alle missioni, ad associazioni ed enti culturali, ed anche al servizio diocesano “Sovvenire”».

I quasi 4 milioni spesi per interventi caritativi sono stati destinati a nuclei familiari bisognosi, alla realizzazione di progetti solidali diocesani o al sostegno delle iniziative promosse dalla Caritas diocesana, ad enti e associazioni che operano nel campo delle povertà, dei migranti e del sostegno alla vita. Supportati anche progetti di sviluppo dei missionari romani.

6 dicembre 2019

Il regista De Angelis a San Tommaso Moro

Martedì 22 gennaio alle ore 19 nella parrocchia San Tommaso Moro (via dei Marrucini, quartiere San Lorenzo) si terrà la proiezione del film “Il vizio della speranza” del regista Edoardo De Angelis. L’iniziativa si inserisce nel ciclo dei “Cineforum dei grandi registi italiani”, rivolta in particolare ai giovani, per stimolare la riflessione e il confronto sui temi attuali come l’emarginazione, la disperazione e la povertà culturale. Seguirà il dibattito, anche alla presenza del regista.

16 gennaio 2019

Il Rapporto “Caritas in cifre” in occasione della Settimana della carità

L'Ostello Caritas di via Marsala. Foto Gennari

si è celebrata ieri, domenica 31 marzo, la Giornata della carità, con la quale ha preso il via la Settimana della carità. Per l’occasione, l’organismo diocesano presenta il Rapporto “Caritas in cifre” illustrando con dati e grafici l’attività svolta nelle 52 opere-segno diocesane – ostelli, comunità, case famiglia e mense sociali – che operano a supporto delle comunità coordinandosi con i 146 centri di ascolto parrocchiali. «Non si tratta di un bilancio sociale – spiega don Benoni Ambarus, direttore della Caritas – e nemmeno della fredda rappresentazione di un lavoro: con esso vogliamo invitare le comunità a promuovere iniziative sempre più coinvolgenti e innovative per incontrare i poveri. Vuole essere uno stimolo a vivere un senso nuovo dell’esistenza nella vicinanza a chi soffre, nel segno della condivisione, della partecipazione e della passione. Questo anche con piccole iniziative di solidarietà, alla portata di ogni famiglia, dei gruppi giovanili e delle associazioni ecclesiali».

Un’attività che, nel 2018, ha visto impegnati più di 4mila volontari per accogliere nelle mense oltre 11mila persone; ospitare 2mila senza dimora, famiglie, vittime di tratta e violenza; curare 4mila malati indigenti, incontrare e sostenere 15 mila detenuti. Grande l’impegno delle parrocchie per dare “ascolto” a 21mila famiglie. Oltre 385mila pasti distribuiti, 210mila pernottamenti, 13mila prestazioni sanitarie, 52mila visite domiciliari a malati e anziani. Un’opera pedagogica che ha coinvolto anche 7mila studenti delle scuole superiori.

Cresce il numero di situazioni di grave disagio economico e si acutizzano situazioni di emarginazione ed esclusione sociale legate alla solitudine, rileva il Rapporto. «Aumenta il numero dei nuclei familiari con figli minori e adolescenti che vivono forti difficoltà legate al basso reddito e alla mancanza di lavoro – sottolinea don Ambarus – con sfratti, indebitamenti, famiglie costrette a vivere separatamente, ad abitare in case fatiscenti o a condividere con altre persone le proprie stanze. L’attività lavorativa, spesso precaria e sottopagata, non riesce a rappresentare un fattore di riscatto economico e sociale, deprimendo in modo molto grave non solo le possibilità di risalita ma anche la dimensione della fiducia e della speranza. Il reddito di inclusione, nel quale molte famiglie hanno riposto qualche aspettativa per attenuare l’intensità delle preoccupazioni quotidiane, non sembra essere riuscito a fornire forme significative di supporto, sia per l’inadeguatezza degli importi sia per l’inesistenza di fatto dei progetti di inserimento sociale e/o lavorativo che pure sono previsti dalla misura».

Il Rapporto evidenzia come, a parte alcune rare situazioni di regressione parziale del disagio, nella maggior parte dei casi le condizioni di indigenza permangono o si approfondiscono in contesti già molto drammatici, nei quali emergono in modo evidente le caratteristiche di una povertà multidimensionale: disabilità, peggioramento della salute, forme di indebitamento, problematiche penalmente rilevanti, dipendenze… In ambito sanitario cresce il numero di famiglie italiane che chiede assistenza per l’acquisto di medicinali e per le cure odontoiatriche. Tra le persone accolte dai Centri di Ascolto diocesani e dai 146 Centri di Ascolto parrocchiali tra loro collegati attraverso la rete diocesana “fattiDirete” gli italiani sono il 51%, contro il 47% dello scorso anno. Di questi il 65% sono donne. Vive in affitto il 46% delle persone accolte, in dimore di fortuna il 3%, presso amici e parenti l’11%, in occupazione il 3,7%, in centri di accoglienza il 2,8%. L’8,4% ha casa di proprietà.

Nella Settimana della carità – dal 31 marzo al 6 aprile – la Caritas di Roma propone dei percorsi esperienziali per far conoscere a parrocchie, scuole e gruppi i luoghi della solidarietà nel proprio territorio. Mense, comunità e altre opere segno promuoveranno degli incontri aperti alle comunità parrocchiali e alle realtà del quartiere. Un invito molto libero a vivere la carità in questi ambienti in forme che ogni comunità riterrà più opportune: incontri conviviali, esperienze spirituali, servizi di volontariato, sostegno economico.

Il calendario degli appuntamenti della Settimana e il testo completo del Rapporto sono disponibili sul sito www.caritasroma.it.

1 aprile 2019

Il quinto Festival dei cori parrocchiali

Ancora pochi giorni al termine delle iscrizioni per la quinta edizione di “Cantate inni con arte”, il Festival di musica liturgica riservato ai cori parrocchiali della diocesi di Roma e delle diocesi suburbicarie. A presiedere la giuria sarà anche quest’anno monsignor Marco Frisina, direttore del Coro della diocesi di Roma. L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport e dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile in collaborazione con l’emittente web Radiopiù Roma. La serata finale si svolgerà il 5 novembre a Santa Maria in Vallicella (piazza della Chiesa Nuova), proprio dove san Filippo Neri fondò l’oratorio in cui i giovani, oltre a leggere e commentare il Vangelo, componevano musica.

Ogni coro potrà presentare entro il prossimo 2 ottobre un brano liturgico edito, ossia della consolidata tradizione liturgica, o inedito, in lingua italiana o latina, concepito espressamente per la celebrazione eucaristica. In palio per i cori vincitori sono previsti una targa premio e un buono del valore di 250 euro da spendere in acquisto di prodotti musicali. Stesso premio, ma del valore di 100 euro, sarà consegnato al vincitore della sfida sul web che si esibirà il 5 novembre fuori concorso.

La giuria sarà composta da figure come il direttore d’orchestra del Teatro dell’Opera Carlo Donadio, il coordinatore regionale per il Lazio di Federcori Luigi Ferrante, il presidente dell’associazione Cori del Lazio Alvaro Vatri e il critico musicale dell’Ufficio per la cultura e l’università del Vicariato di Roma, Francesco d’Alfonso.

«Come ha sempre ricordato monsignor Frisina – sottolinea don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport – questo evento non è tanto un semplice concorso quanto un momento di condivisione, di festa e di arricchimento reciproco tra tutti i cori delle diocesi interessate. Per cui a vincere sono tutti i partecipanti e la stessa musica liturgica». Obiettivo del Festival, infatti, è quello di contribuire all’ampliamento del repertorio di musica liturgica in Italia e alla promozione delle realtà corali diocesane.

I brani da presentare in formato mp3 devono essere recapitati all’indirizzo concorsiradiopiu@gmail.com. Per saperne di più si può consultare il sito http://www.utsroma.diocesidiroma.it/

20 settembre 2022

Il questionario per i catechisti in vista dell’assemblea

Un piccolo questionario per i catechisti, per riflettere sul proprio ruolo, su collaborazione, formazione e corresponsabilità in vista dell’assemblea diocesana. Questa la proposta dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma, partita in questi giorni.

Il prossimo 14 maggio, infatti, si terrà nella basilica di San Giovanni in Laterano l’assemblea diocesana dei catechisti. «È un’occasione di incontro e di formazione che si pone all’interno del cammino sinodale della diocesi – sottolinea il direttore dell’Ufficio don Andrea Cavallini –. I catechisti sono già impegnati nel cammino sinodale a livello della propria comunità, alcuni perché inseriti nelle équipe pastorali, altri perché partecipano agli incontri parrocchiali. L’assemblea sarà un momento sinodale centrato sul loro comune servizio in diocesi: per questo, abbiamo scelto come tema il primo livello concreto di sinodalità, cioè la dimensione del gruppo dei catechisti».

Ecco, allora, che in preparazione all’assemblea vengono proposti ai catechisti tre punti di condivisione – una domanda sulla collaborazione, una sulla formazione e una sulla corresponsabilità – per permettere loro di riflettere sul tema e di condividere la propria esperienza. Le risposte dovranno pervenire entro il 13 marzo all’indirizzo ufficiocatechistico@diocesidiroma.it; le testimonianze verranno raccolte e poi presentate nel corso dell’incontro di maggio.

15 febbraio 2022

Il programma pastorale della diocesi 2025-2026

“Se tu conoscessi il dono di Dio” (Gv 4,10) è il versetto evangelico che accompagna il programma pastorale della diocesi di Roma per l’anno 2025-2026, alla luce dell’assemblea diocesana del 19 settembre scorso presieduta da Papa Leone XIV.

«Il cammino pastorale di quest’anno – si legge nell’introduzione – intende mettere ancora di più a fuoco la dimensione sinodale affinché ogni realtà possa sperimentarla e farla diventare habitus quotidiano. Il nuovo piano pastorale ha l’obiettivo di proseguire nella realizzazione del processo sinodale avviato (consigli pastorali parrocchiali, commissioni di prefettura, riunioni di settore, consiglio presbiterale e diocesano) per un autentico rinnovamento ecclesiale».

Al centro dunque ci sarà l’impegno, si legge ancora, «a fare esperienza di sinodalità nelle nostre comunità, concentrandoci su alcune macroaree», seguendo le indicazioni di Papa Leone XIV: «centralità di Cristo; iniziazione cristiana ed evangelizzazione; giovani e famiglie e organismi di partecipazione. Di queste, le prime due vorremmo avessero un respiro più diocesano a tutti i livelli (parrocchie, movimenti, gruppi, istituti religiosi, ecc.), mentre le altre due vedranno protagoniste le singole parrocchie e le prefetture per avviare un cammino comunitario che andrà strutturato e sostenuto negli anni».

Scarica il programma pastorale 2025 – 2026

13 ottobre 2025

Il progetto pastorale del prossimo anno

L’arcivescovo vicario Angelo De Donatis scrive ai parroci della diocesi invitandoli a una riflessione approfondita sul discorso del Papa alla Chiesa di Roma, presentato nell’incontro del 14 maggio scorso. L’obiettivo: arrivare a definire un progetto pastorale, per il prossimo anno, che nasca «dall’ascolto reciproco». A settembre poi l’appuntamento per la presentazione ai presbiteri, il 17 mattina, e gli incontri con le comunità parrocchiali divise per settore. Di seguito, il testo integrale della lettera:

Carissimo,

dopo l’incontro gioioso con il Santo Padre del 14 maggio scorso, sento il desiderio di proporti di fermarci un po’ per meditare insieme il discorso fatto da Papa Francesco. È un discorso molto bello, ricchissimo di spunti, che vuole orientare il cammino della Chiesa di Roma per i prossimi anni, ispirandosi all’Esodo biblico.

Come passare dalla schiavitù legata alle malattie alla libertà dei figli? Come passare dalla condizione di non-popolo a quella di popolo di Dio?

La verifica delle nostre malattie non puntava solo a farci fare “l’esame di coscienza”, ma a suscitare una comunione nuova tra di noi: uniti nella debolezza, uniti soprattutto nella comune esperienza della misericordia.

Meditare insieme questo testo del Papa ci aiuterà molto. Ne emergeranno, ne sono certo, idee, attenzioni, proposte per il cammino futuro di tutti, che ti prego di inviarmi prima dell’estate. Ti assicuro che le leggerò, con la cura di chi vi cerca le indicazioni dello Spirito Santo per il nostro cammino comunitario. Il progetto pastorale del prossimo anno, che presenteremo a settembre, nascerà così dall’ascolto reciproco e dalla ricerca della volontà del Signore.

Come meditare questo testo del Papa? Puoi leggerlo insieme con il Consiglio Pastorale o indicendo un’Assemblea Parrocchiale, nei diversi gruppi o nelle comunità religiose, in famiglia, nei presbiteri o, perché no, anche da soli… Ti raccomando però il contesto di preghiera, una riflessione e un confronto che sia fatto “davanti al Signore”. Potranno essere presi in esame tutti i punti o qualcuno che sembra più urgente. Ti sarei grato se volessi mandarmi il tuo contributo entro la metà del mese di luglio.

Il 17 settembre ci vedremo al mattino con tutti i presbiteri per presentare il progetto pastorale diocesano; nei giorni successivi, di sera alle 19.00, vorrò incontrare le comunità divise per settore:

  • Martedì 18 settembre: settore Est
  • Mercoledì 19 settembre: settore Sud
  • Giovedì 20 settembre: settore Ovest
  • Lunedì 24 settembre: settore Centro
  • Martedì 25 settembre: settore Nord.

Ti saluto nel Signore, con grande fiducia, consapevole della grandezza dei doni divini ricevuti in questo tempo.

+ Angelo De Donatis

e il Consiglio Episcopale

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Il profumo della primavera di Francesco

Foto Vatican Media

Di seguito la riflessione del cardinale vicario Baldo Reina a un anno dalla morte di Papa Francesco

Il giorno del funerale di Papa Francesco (26 aprile 2025) è coinciso con il giubileo dei ragazzi e degli adolescenti. Diverse centinaia di migliaia di giovanissimi avevano da giorni invaso Roma con canti, feste e momenti di preghiera che rendevano visibile e contagiosa quella che potremmo definire la “primavera della cristianità”. Ebbene, proprio in quei giorni, la Chiesa viveva un momento di profonda tristezza per la morte del Pontefice che per dodici anni aveva guidato la barca di Pietro (2013-2025) in mezzo a tempeste burrascose e dentro un “cambiamento d’epoca” di difficile interpretazione.

Il giubileo dei ragazzi, forse più di ogni discorso, potrebbe aiutarci a “leggere” il Magistero di Francesco proprio nella linea di una primavera, di un tempo di semina coraggiosa per raccogliere i frutti di un rinnovamento atteso. Il Papa scelto “quasi dalla fine del mondo” si inseriva nella scia del suo predecessore che con pazienza e coraggio aveva governato la Chiesa in un tempo segnato da scandali e da ferite profonde.

Raccogliendo l’esperienza di pastore, Papa Bergoglio pensò bene di puntare sulla forza disarmante del Vangelo, anzi, della gioia del Vangelo. Il testo di Evangelii gaudium rimarrà il faro di tutto il suo pontificato e segnerà le stagioni dell’accoglienza entusiasta di tanti e quelle faticose delle resistenze. “La gioia del Vangelo” poteva risuonare come un’espressione ridondante; ma il Vangelo non è, per sua definizione, “buona notizia”? Eppure quel Tesoro che la Chiesa da due millenni teneva tra le mani e annunciava, forse, per molti credenti non corrispondeva più a un’occasione concreta di gioia, a una proposta di vita buona, a una forza dirompente.

Papa Francesco ha inteso rimettere il Vangelo al centro della vita della Chiesa e della storia degli uomini e delle donne di questo tempo, consapevole che le parole del Maestro hanno ancora molto da dire. La gioia del Vangelo per affrontare i temi scottanti di questo tempo. Tre su tutti: i giovani, la famiglia, il creato. Sfide immense che talvolta scoraggiano e sulle quali si aveva l’impressione che la Chiesa fosse rimasta indietro, come se non avesse più nulla da dire.

Francesco ha valorizzato la Tradizione e il Magistero per aprirsi alle domande di senso degli uomini e delle donne di oggi, alle loro ferite, alle fughe da tutto, anche dalla Chiesa. Ha compreso che la Chiesa non poteva “giocare in difesa” arroccandosi dietro posizioni di forza ritenute da molti distanti; ma doveva porsi in ascolto e in uscita. Anzi, proprio perché in ascolto – di Dio e degli uomini – non poteva che stare in uscita, come il pastore della parabola evangelica che va alla ricerca della pecora che si è perduta.

La gioia del Vangelo porta con sé i caratteri della misericordia perché permette a tutti di assaporare l’amore infinito di un Padre che non si stanca di perdonare (dal Giubileo della misericordia alla Dilexi te). E tutto questo Papa Francesco ci ha chiesto di farlo insieme, con uno stile sinodale, con una comunione che appare il vero antidoto all’egoismo malato che questo tempo ci sta facendo conoscere.

Il Pontefice argentino amava ripetere che non è importante occupare spazi ma avviare processi. Penso che di processi ne abbia avviati parecchi. Papa Leone, nell’ultimo Concistoro, ha chiesto ai cardinali di continuare a riflettere su Evangelii gaudium. La primavera avviata da Francesco fa sentire il suo profumo. Troppo presto per raccogliere i frutti. Gli scatti del funerale del Papa argentino in una piazza gremita di ragazzi rimarranno nella storia, così come il suo tentativo di far sentire la primavera del Vangelo dentro e fuori la Chiesa.

19 aprile 2026

Il primo raduno regionale dei sacerdoti stranieri

La Commissione regionale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese della Conferenza episcopale del Lazio invita a un importante appuntamento in programma lunedì 2 ottobre. Per iscriversi, necessario inquadrare il QR code presente sulla locandina e sul sito https://www.missiolazio.it/index.htm. Di seguito la lettera di invito di Vincenzo Viva, vescovo di Albano e presidente della Commissione.

Eccellenza Reverendissima,
lunedì 2 ottobre 2023 si svolgerà presso l’Aula Magna del Pontificio Collegio Urbano in Roma (campus dell’Università Urbaniana – Via Urbano VIII, 16) il Primo Raduno Regionale dei sacerdoti stranieri che svolgono un servizio pastorale nelle diocesi del Lazio. Quest’iniziativa, promossa da Missio Lazio – Commissione Regionale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione Missionaria, ha lo scopo di aiutare i sacerdoti stranieri che svolgono un servizio pastorale nelle nostre Chiese del Lazio a prendere maggiore coscienza del loro contributo alla cooperazione missionaria tra le Chiese. Essi sono, infatti, portatori di una specifica cultura ed esperienza ecclesiale, che merita di essere valorizzata e allo stesso tempo hanno bisogno di essere sostenuti nella loro identità e missione, ravvivando le motivazioni della loro presenza nelle diocesi italiane.

Il raduno è destinato a tutti i sacerdoti stranieri, diocesani e religiosi, che svolgono un servizio pastorale nelle nostre diocesi, sia quelli in convenzione per il servizio pastorale, per motivi di studio o incardinati. L’incontro si svolgerà in uno stile sinodale, dalle ore 9:00 alle 16:30, incluso il pranzo che sarà offerto. È necessaria l’iscrizione attraverso il QR-Code pubblicato sulla locandina o il sito https://www.missiolazio.it/index.htm

Le sarei molto grato di favorire la partecipazione dei sacerdoti interessati presenti nella Sua diocesi, invitandoli ad iscriversi al più presto. L’iscrizione è, infatti, obbligatoria per motivi organizzativi e sarà chiusa al raggiungimento dei posti disponibili.

Nella convinzione che la cooperazione missionaria ha ancora da offrire e maturare frutti positivi per l’evangelizzazione della nostra Regione, Le chiedo di benedire ed accompagnare la realizzazione operativa di questo evento.

Grato per la Sua attenzione e sensibilità missionaria, approfitto della circostanza per porgere fraterni saluti, anche a nome di Don Mariano Salpinone, Segretario regionale della Commissione, e di tutti gli amici collaboratori di Missio Lazio.

5 settembre 2023

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