Collegio dei Consultori.
Colazione al Quirinale con il presidente della Repubblica Italiana per i cardinali italiani di nuova nomina
Colazione al Quirinale con il presidente della Repubblica Italiana per i cardinali italiani di nuova nomina
Co-Living, un progetto per l’inclusione dei giovani
Sta per partire il progetto “Co-Living: condividere spazi di vita e risorse”. L’iniziativa, grazie alla collaborazione tra Caritas di Roma e la Comunità dei Fratelli Maristi, mette a disposizione uno spazio abitativo per sei studenti e studentesse, italiani e stranieri (con particolare attenzione ai beneficiari di protezione internazionale), unendo all’offerta di un alloggio un’esperienza di vita comunitaria fondata sulla reciprocità e sul mutuo sostegno. «Una casa – sottolineano dalla Caritas – dove ciascuno possa sentirsi parte attiva e integrante del gruppo, stimato e valorizzato nelle proprie caratteristiche e specificità, condividendo uno “spirito di famiglia” che sostenga ciascuno nel proprio percorso di studi e di vita».
Tra gli obiettivi principali del progetto, c’è quello di offrire a giovani motivati l’opportunità di proseguire gli studi, potendo contare su un’opportunità di alloggio in un contesto umanamente e spiritualmente stimolante e formativo. Ai giovani accolti verrà richiesta la compartecipazione alle spese (bollette, costi di manutenzioni ordinaria, etc.), dovranno dimostrarsi responsabili nella gestione dell’alloggio e autonomi nella pulizia e nella cura degli spazi individuali e condivisi.
Verrà inoltre chiesto loro di dedicare tempo ad attività da svolgersi sul territorio presso, scuole, oratori, parrocchie, case-famiglia, centri anziani, gruppi giovanili, etc. da definirsi singolarmente in base alle attitudini, esperienze e capacità di ciascuno studente.
Destinatari del progetto saranno 6 ragazzi e ragazze con le seguenti caratteristiche di età compresa tra i 18 e i 29 anni, iscritti a un corso universitario in una delle Università romane (pubbliche o paritarie) oppure ad un corso di 2° livello per adulti per l’ottenimento del diploma di scuola secondaria superiore oppure ad un percorso formativo di lungo periodo (minimo 1 anno). In fase di selezione sarà data priorità ai non residenti, ai beneficiari di protezione internazionale, agli ex minori provenienti dal circuito dei centri per minori stranieri non accompagnati.
Maggiori informazioni sul sito della Caritas di Roma
15 novembre 2021
Clero, la settimana di ritiro in Val di Fassa con il Vicario De Donatis
Una settimana di condivisione «familiare e fraterna», di riflessione, preghiera, ma anche contemplazione della natura attraverso passeggiate in montagna, ai piedi della Marmolada. Don Massimo Cautero, direttore dell’Ufficio diocesano Clero, descrive così l’esperienza vissuta da 23 sacerdoti invitati dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dal 7 al 14 luglio, ad Alba di Canazei, in Val di Fassa. L’incontro, organizzato dal Servizio per la Formazione permanente del Clero, era rivolto ai sacerdoti che festeggiano quest’anno i giubilei del decimo, ventesimo e trentesimo anno di consacrazione.
All’Hotel Alpe, che ha ospitato l’incontro, «abbiamo avuto modo di confrontarci – aggiunge don Cautero -, parlare delle nostre esperienze, ma soprattutto è stato un momento importante per i sacerdoti che hanno avuto modo di raccontare al vicario il proprio cammino fino a raggiungere una delle tappe giubilari». Tre passaggi importanti, «che fanno parte della crescita umana e spirituale del sacerdote», ma non solo, «tre momenti che possono dire molto riguardo alla vita personale di ciascuno di loro ma anche, più in generale, che parlano della vita comunitaria della diocesi».
Durante la settimana, oltre al Cardinale Vicario, hanno partecipato agli incontri anche il vescovo ausiliare per il Settore Ovest, Paolo Selvadagi; il vescovo Daniele Libanori, delegato per il Clero e il Diaconato Permanente e il vescovo Gianpiero Palmieri, incaricato del Servizio per la Formazione permanente del Clero. «Ci siamo fatti delle domande – conclude don Massimo Cautero – alla ricerca di proposte valide e concrete per la vita della diocesi. Si tratta di un percorso, appena cominciato, che non si conclude con questa settimana, ma vuole essere un punto da cui ripartire per riflettere sulle sfide e le necessità che si trova a vivere e ad affrontare la nostra Chiesa diocesana. Un’esperienza molto positiva che continuerà negli anni».
Cittadinanza e impegno, l’incontro della Commissione per il Laicato Cel
“Abitare il nostro tempo. Cittadinanza e impegno politico dei cattolici” è il titolo dell’iniziativa promossa dalla Commissione per il Laicato della Conferenza episcopale laziale, che si terrà l’8 maggio dalle ore 16. Un pomeriggio di ascolto e condivisione on line, che si terrà sulla piattaforma Zoom.
Ad introdurre i lavori sarà Maria Graziano, incaricata del Laicato per la Cel. Prenderà poi la parola padre Francesco Occhetta, gesuita, scrittore e direttore di “Comunità di connessioni”; quindi Giuliana Di Fiore, docente all’Università di Napoli e assessore al Comune di Giugliano; e ancora l’arcivescovo Luigi Vari, presidente della Commissione per il Laicato della Cel. A moderare gli interventi sarà Pierluigi Vito, giornalista di Tv2000.
«L’idea nasce dal desiderio di coinvolgere il laicato in una riflessione su un impegno civile e politico – spiega padre Giuseppe Castelli, delegato della diocesi di Roma nella Commissione –; c’è sì un elemento di riflessione ma il punto forte dell’evento è che verranno presentate delle buone pratiche, delle esperienze ben riuscite».
La Commissione per il Laicato della Cel è composta dai rappresentanti delle aggregazioni laicali presenti nel Lazio, i delegati laici delle diocesi della Regione, i presidenti – segretari della Consulte diocesane delle aggregazioni laicali, i sacerdoti assistenti e/o delegati per il laicato delle diocesi della Regione.
Per le iscrizioni c’è tempo fino al 5 maggio: http://bit.ly/2RIVtU2
14 aprile 2021
Città ed evangelizzazione, convegno all’Ecclesia Mater
La città come luogo dell’evangelizzazione, come spazio di vita e di relazioni, attraverso le arti e non solo. Perché «parlare della vita nella città significa parlare dell’uomo contemporaneo». Sarà incentrato su queste tematiche il convegno “La città e le sue rappresentazioni”, promosso dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater, presso la Pontificia Università Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano, 4), in programma il prossimo 20 maggio a partire dalle 15 nella Aula Pio XI. Il convegno è parte integrante del progetto “Riflessioni sulla città: relazioni sottili e vita dello spirito” ed è co-finanziato dalla Conferenza episcopale italiana.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali e accademici del cardinale vicario Baldo Reina, gran cancelliere dell’Università Lateranense; del professor Angelo Lameri, decano della Facoltà di Teologia; di monsignor Valentino Bulgarelli, sottosegretario della Cei; e di Claudia Caneva, preside dell’Ecclesia Mater. Quindi, gli interventi dei relatori: Francesco Rutelli, già sindaco di Roma; il celebre architetto Massimiliano Fuksas; Sonia Martone, direttrice del Museo degli Strumenti Musicali di Roma; Chiara Curti, architetto e storica dell’arte, esperta di Gaudì; Paolo Asolan, teologo; e Cecilia Costa, sociologa. A moderare il dibattito sarà il professor Achim Schutz, della Facoltà di Teologia della Lateranense; mentre alcune riflessioni sulla città saranno offerte anche da don Davide Lees, vicepreside dell’Ecclesia Mater. Non mancherà un intermezzo musicale e un approfondimento su “La città tra musica e letteratura”, con il contributo del giornalista e scrittore Saverio Simonelli e di Simone Vallerotonda, del Conservatorio di Vicenza.
Il convegno intende dunque «raccogliere, con sguardo scientifico, le diverse rappresentazioni della città», anticipa Caneva. «La città – riflette – rappresenta uno spazio culturale, relazionale e spirituale che corrisponde a una inalienabile e profonda esigenza antropologica di comunità, di appartenenza e di identità. Data l’influenza del vissuto urbano sulla composizione socio-demografica, sul paradigma valoriale, sulla configurazione delle personalità, sul processo di secolarizzazione e in ragione dell’evidente correlazione tra cultura e vita dello spirito, si è chiamati a cercare una comprensione della città alla luce della fede e della ragione, per favorire la coniugazione del Vangelo con il linguaggio della modernità avanzata». In linea con gli orientamenti pastorali della Cei, secondo i quali l’annuncio del Vangelo è legato alla vita e agli spazi che sono il contesto della relazione educativa, «il progetto di ricerca vuole approfondire il tema della città come spazio del popolo concreto – sottolinea la preside dell’Istituto –, come “stato d’animo” e come “corpo di atteggiamenti” e di “sentimenti”. La riflessione teologica, in dialogo con le scienze umane, sarà di aiuto alla comprensione della realtà cittadina in vista di una evangelizzazione attenta alle relazioni che si assottigliano, ai deserti metropolitani, alle diseguaglianze… per una formazione adeguata ed efficace».
18 maggio 2026
Cinque serate con Franco Nembrini a San Giovanni in Laterano
Siviglia, anno 1656. Don Miguel Manara è un giovane nobile spagnolo, noto in tutta la città per essere un grande seduttore. Ma è profondamento insoddisfatto. Incontrando una giovane donna scopre cosa gli manca davvero: una sposa. Per Miguel inizia così una nuova vita, ma poco dopo le nozze sua moglie Girolama muore. L’esperienza del dolore costringe ancora una volta il giovane a guardare in fondo al suo cuore: deciderà di farsi frate e morirà in odore di santità. La storia del nobile spagnolo è stata ripresa dal drammaturgo lituano Oscar Vasislas De Lubicsz Milosz nel 1912, ed è ispirata alla vita di un religioso spagnolo realmente esistito e vissuto nel Seicento. La presenterà ai fedeli della diocesi di Roma Franco Nembrini – che al testo di Milosz ha dedicato anche un libro edito da Centocanti – in cinque incontri, in programma nella basilica di San Giovanni in Laterano nei mercoledì di Quaresima. “Si può ancora dire ti voglio bene?” è il titolo dell’iniziativa, il cui primo appuntamento è previsto per il 4 marzo; poi ancora l’11, il 18, il 25 e il 1 aprile, sempre alle ore 19. Nelle cinque serate, oltre a Nembrini, sarà presente l’attore Gabriele Granito, che leggerà alcuni passaggi del libro; le conclusioni saranno invece affidate al cardinale vicario Angelo De Donatis. Il 4 marzo i musicisti del Bragù Project – Raoul Balardin e Guillem Ubach –suoneranno tre pezzi con chitarre e voci.
«Neanche a farlo apposta la vicenda è ambientata proprio nel periodo quaresimale – riflette Nembrini –, comincia con la grande confessione che possiamo identificare liturgicamente con la celebrazione delle ceneri e propone un cammino di conversione, cioè di riappropriazione dell’umano che culmina con la gloria della Resurrezione, ovvero con il miracolo della guarigione del paralitico».
Insegnante di italiano, tra i fondatori della scuola “La Traccia” di Calcinate (Bg), Nembrini è stato presidente della Federazione opere educative della Compagnia delle Opere e membro della Consulta nazionale di pastorale scolastica della Cei; dal 2018 è membro del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. «A me questo libro è stato messo in mano quando, all’età di 17 anni, ho incontrato don Luigi Giussani e ho ritrovato la fede – racconta –. È stato il libro della mia vita, mi ha accompagnato nel definirsi della mia vocazione, ha risposto alle mie domande più profonde e più vere circa la natura dell’amore, il significato del matrimonio, il valore dell’amicizia, il mistero del dolore. Per la sua semplicità e la sua radicalità si presta in modo clamoroso a interpretare la domanda di senso di un’intera generazione e la possibilità di una risposta positiva alla domanda se la vita sia un bene e se sia ancora possibile amare».
«Certo dover dare testimonianza di un percorso così impegnativo, in una sede così autorevole e di fronte all’attesa di tanti giovani è davvero impresa da far “tremar le vene e i polsi” – confessa Nembrini –, ma confido che a parlare al loro cuore sarà il testo stesso con la sua impressionante capacità evocativa».
Gli incontri verranno trasmessi in diretta su Telepace e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.
2 marzo 2020
Cinque nuove consacrate per l’Ordo Virginum della diocesi
Paola Zallocco, Alessandra Medici, Rosaria Piazza, Chiara d’Onofrio e Lucrezia Malena sono cinque giovani donne che sabato 31 ottobre entreranno ufficialmente a far parte dell’Ordo Virginum della diocesi di Roma. A presiedere il Rito di consacrazione delle vergini, che si terrà alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano, sarà il cardinale vicario Angelo De Donatis. La Messa verrà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd, 515 su Sky) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.
Il Rito è l’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la decisione (il propositum) di una donna di consacrare a Cristo la propria verginità e, invocando su di lei il dono dello Spirito, la dedica per sempre al servizio del Signore e a una diaconia di amore in favore della comunità ecclesiale, pur restando nel suo ordinario contesto di vita. A promulgarlo fu Paolo VI nel 1970, «ma la tradizione affonda le radici nella storia della Chiesa dei primi secoli, quando alcune donne, con il proposito della santa verginità, sono state consacrate a Dio per essere spose dell’unico sposo che è Cristo Signore – spiega il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per l’Ordo Virginum –. Con la nascita degli ordini religiosi questa forma di consacrazione individuale è venuta un po’ meno, ma Paolo VI ha voluto ridare questa possibilità alla Chiesa».
Le consacrate «continuano a vivere nel mondo e non indossano abiti o segni distintivi – sottolinea Antonella Cosco, tra le coordinatrici dell’Ordo di Roma –; attualmente nella nostra diocesi ce ne sono una cinquantina e un’altra ventina stanno seguendo il percorso di formazione che dura tra i quattro e i cinque anni». Durante il Rito di consacrazione «riceviamo l’anello e il libro della Liturgia delle ore, e per chi vuole un velo da indossare durante le celebrazioni. Il nostro motto potrebbe essere “Nel mondo ma non del mondo”, perché noi non dobbiamo distinguerci dagli altri, ma operare insieme agli altri».
Le consacrate vivono sole o in famiglia, esercitano diverse professioni, servono la Chiesa in modi diversi, nelle parrocchie o in altre realtà. Chiara d’Onofrio, ad esempio, è impegnata con «le detenute del carcere femminile di Rebibbia in una casa da noi avviata dove vivere misure alternative al carcere o l’arresto domiciliare – racconta –. È bello accompagnare queste ragazze in un percorso di rinascita, bello vedere e testimoniare l’opera di Dio che fa fiorire e chiama alla vita e all’amore ogni suo figlio e figlia». Attiva nella parrocchia di Sant’Ippolito, invece, Paola Zallocco, che parla comunque di «flessibilità ad accogliere tutte le situazioni che si presentano, in ascolto dello Spirito Santo». Poi spiega: «Ad esempio l’estate scorsa mi sono trovata per un certo periodo in Veneto, per stare vicina a mia madre – ricorda –; lì mi sono messa a disposizione del parroco che aveva bisogno di una mano per racimolare quanto serviva per riparare il tetto della chiesa». Alessandra Medici è una neuroriabilitatrice pediatrica e si dice «emozionatissima, agitata e stupita per la chiamata del Signore. Avevo sogni normali – confida –, quello di una famiglia con Gesù al centro, ma il Signore mi ha portato altrove. All’inizio non capivo quale fosse la mia strada, ma poi ho scoperto che volevo che Gesù diventasse il mio sposo».
29 ottobre 2020
Cinque grandi chef per gli ospiti della Caritas
Cinque tra i più noti e prestigiosi chef di Roma si ritroveranno per un evento all’insegna della solidarietà. Lunedì 3 dicembre alle ore 12 presso la Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, in via Casilina Vecchia 19, gli chef proporranno un menu stellato agli ospiti della mensa e del centro di accoglienza della Caritas. Si tratta di Stefano Marzetti, Giuseppe Di Iorio, Oliver Glowig, Gianfranco Pascucci, Sandro e Maurizio Serva.
Il pranzo sarà preceduto dal saluto del direttore della Caritas di Roma, don Benoni Ambarus, e dalle testimonianze di operatori e ospiti della struttura di accoglienza. L’iniziativa è promossa dalla Caritas di Roma in collaborazione con Lorenza Vitali e Luigi Cremona, ideatori dell’evento, e il Gruppo Maiorana.
29 novembre 2018
Cinese, arabo e spagnolo: all’Ecclesia Mater nuovi corsi per operatori Caritas
Un corso di introduzione alla lingua e alla cultura cinese, un corso di introduzione alla lingua e cultura araba e un corso di spagnolo. Sono questi i tre nuovi percorsi di studio pensati dall’Istituto superiore di scienze religiose “Ecclesia Mater”, afferente alla Pontificia Università Lateranense, e rivolti agli operatori sociali e volontari Caritas.
Il percorso formativo verrà attivato al raggiungimento di almeno 15 iscritti e prenderà il via nel secondo semestre del 2025, dal 21 febbraio al 30 maggio, comprensivo di 12 lezioni, da due ore ciascuna, per un totale complessivo di 30 ore. Al termine del corso è previsto un esame finale che includerà la presentazione di un project work e una conversazione di base nella lingua studiata. Le lezioni avranno luogo nel tardo pomeriggio, dalle ore 17 alle 19.
Le preadesioni sono aperte a partire dal 1° settembre e possono essere effettuate inviando una mail a formazione.ecclesiamater@diocesidiroma.it.
Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 06.69886298.
23 luglio 2024

Cinema e scuola, si chiude al Don Bosco “Alice attraverso lo schermo”
Si è conclusa al Cinema Teatro Don Bosco la seconda edizione di “Alice attraverso lo schermo”, progetto di educazione all’immagine promosso dal Centro Culturale Salesiano insieme al Ministero della Cultura e al Ministero dell’Istruzione e del Merito. A chiudere l’iniziativa, che ha coinvolto oltre 3.000 studenti tra i 3 e i 10 anni in Lazio, Toscana e Liguria, è stata l’attrice, regista e doppiatrice Pilar Fogliati.
L’incontro con i giovanissimi ha rappresentato il momento culminante di un percorso che ha visto gli studenti confrontarsi con il linguaggio cinematografico attraverso laboratori e produzioni creative, poi proiettate in sala. Durante la mattinata, Fogliati ha raccontato la sua esperienza tra cinema e doppiaggio, dai lavori più recenti, come la voce di Ansia in “Inside Out 2” e quella di Blossom in “IF – Gli amici immaginari”, fino alla sua prima regia con “Romantiche”. «Fare vedere il cinema nelle scuole per me è fondamentale – ha dichiarato –. La soluzione alla crisi delle sale si trova proprio in questo». L’attrice ha sottolineato l’importanza formativa dell’esperienza cinematografica: «Questi progetti servono non solo per sviluppare il senso critico dei bambini, ma anche il confronto. Bisogna stimolare il dialogo e le idee. È importante fare diventare l’andare al cinema un’abitudine proprio come leggere un libro».
Al centro dell’edizione 2024-2025 del progetto, il tema delle emozioni, emerso anche nella visione dei cortometraggi realizzati dagli studenti. Un percorso educativo che, come ha spiegato la direttrice scientifica Tiziana Vox, ha reso i ragazzi protagonisti attivi: «Insegnanti e studenti si sono immedesimati nelle vicende dei film proposti e sono diventati a loro volta protagonisti dei laboratori di cinema».
Tra gli ospiti anche la regista e animatrice Margherita Giusti, vincitrice del David di Donatello e del Nastro d’Argento 2024 per il cortometraggio “The Meatseller”, che ha guidato un laboratorio creativo culminato nella raccolta Piccolo Caos Elementare e altri scarabocchi. «Con questi laboratori i bambini capiscono come è strutturato il cinema e come pensare non solo per immagini, ma per fotogrammi», ha spiegato. «Imparano anche l’arte della pazienza».
Il progetto punta anche a riportare i più giovani nelle sale cinematografiche, come ha evidenziato Claudia Giuliano, responsabile dell’iniziativa: «La sala cinematografica riesce a trasmettere emozioni autentiche e collettive. Alice attraverso lo schermo vuole cambiare le abitudini di visione dei ragazzi e invogliarli ad andare in sala». Soddisfazione anche da parte del direttore del Centro Culturale Salesiano, Fabio Zenadocchio: «Questo è un progetto di cui siamo particolarmente fieri. Riteniamo che il cinema sia uno degli strumenti più duttili a fini educativi. Per molti bambini questa è stata la prima esperienza in sala: all’inizio magari sono titubanti, ma poi esplodono di entusiasmo».
22 maggio 2026
Cineforum all’aperto a San Pio X
Quattro film da guardare all’aperto, nell’oratorio di piazza della Balduina, nelle serate di quattro giovedì. Si chiama “Cineforum sotto le stelle” ed è una proposta della parrocchia di San Pio X, guidata da don Andrea Celli. Le pellicole pensate per i fedeli sono recenti, italiane e tutte si prestano a interessanti riflessioni.
Il primo film è stato proiettato il 25 giugno, alle ore 21: “Dieci giorni senza mamma”, commedia con Fabio De Luigi nei panni di un padre spesso assente per lavoro che invece impara a prendersi cura dei suoi figli. Il prossimo invece è in programma il 2 luglio, con inizio sempre alle 21 (stesso orario per tutti le proiezioni): si tratta di “Se Dio vuole”, con Marco Giallini e Alessandro Gassman nelle vesti di un sacerdote. Si prosegue poi, il 9 luglio, con “The place”, di Paolo Genovese, interpretato da un cast corale che comprende alcuni dei più celebri attori italiani; tutti sono alle prese con problemi diversi e si rivolgono a un misterioso Valerio Mastandrea. La conclusione il 16 luglio con “L’ora legale”, del duo comico siciliano Ficarra e Picone.
Per ulteriori informazioni, vai al sito internet di San Pio X.
30 giugno 2020



















