Si informa che gli Uffici del Vicariato di Roma rimarranno chiusi da martedì 24 dicembre a mercoledì 1 gennaio. Gli uffici riprenderanno la regolare attività giovedì 2 gennaio, secondo gli ordinari orari di apertura al pubblico.
19 dicembre 2024
Si informa che gli Uffici del Vicariato di Roma rimarranno chiusi da martedì 24 dicembre a mercoledì 1 gennaio. Gli uffici riprenderanno la regolare attività giovedì 2 gennaio, secondo gli ordinari orari di apertura al pubblico.
19 dicembre 2024
Si comunica che in occasione della Santa Pasqua gli Uffici del Vicariato resteranno chiusi dalle ore 12.45 di mercoledì primo aprile fino all’intera giornata di lunedì 6 aprile (Lunedì dell’Angelo) compresa.
25 marzo 2026
Chiusura corso per operatori culturali, a cura del Servizio cultura e università.
Chiesa Sant’Apollinare – Ordinazioni Diaconali in occasione del centenario della famiglia dei discepoli
Contrariamente a quanto riportato dai media, l’incendio che si è sviluppato ieri non ha interessato la chiesa di San Giacomo, ma la chiesa di Gesù e Maria via del Corso. Sono in corso le indagini.
26 gennaio 2026
Si aprirà venerdì 21 settembre, nel giorno in cui avrebbe festeggiato i dieci anni di matrimonio con il suo Enrico, la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di Chiara Corbella Petrillo. Il cardinale vicario Angelo De Donatis, a mezzogiorno, presiederà il rito, che si terrà eccezionalmente nella basilica di San Giovanni in Laterano, poiché si attengono centinaia di partecipanti. Saranno presenti il postulatore padre Romano Gambalunga nonché i membri del Tribunale diocesano che istruiranno l’inchiesta: il delegato episcopale monsignor Giuseppe D’Alonzo, il promotore di giustizia don Giorgio Ciucci, il notaio attuario Marcello Terramani e il notaio aggiunto Giancarlo Bracchi. Durante la mattinata sarà distribuita la preghiera in cui si chiede l’intercessione della Serva di Dio autorizzata dalla Chiesa. Alle 16 verrà celebrata una Messa nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura.
L’apertura della fase diocesana potrà essere seguita in diretta su Telepace (canale 73 o 214 del digitale terrestre a Roma e canale 515 di Sky; in streming su www.telepace.it), e sarà condivisa sul sito http://www.chiaracorbellapetrillo.it/ e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/chiaracorbellapetrillo/.
Postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione è padre Gambalunga, carmelitano scalzo. «La fama di santità è suscitata sempre dallo Spirito Santo – spiega –. C’è un disegno di Dio che ci indica questa persona, le sue vicende e il suo modo di affrontare la vita come possibile modello di ispirazione per i credenti. Da un punto di vista umano possiamo poi cercare di capire perché susciti questo interesse, questa simpatia e perché impatti la vita di tante persone, anche lontane dai confini del nostro Paese. Questo – prosegue il religioso – succede perché Chiara era una ragazza normale, piena di interessi, amava viaggiare, suonava il violino e il pianoforte. Aveva avuto un fidanzamento come quelli di tutti, anche travagliato, fatto di mollarsi e riprendersi. Ma in tutto quello che lei vive, fin da bambina, grazie all’educazione profondamente cristiana, è sostenuta dalla preghiera. Nella sua storia personale risplende la luce del Vangelo, è Vangelo vissuto, vivente».
A cinque anni dalla morte della giovane madre viene fondata l’Associazione Chiara Corbella Petrillo per avviare e supportare la causa di beatificazione e canonizzazione. Il rito di venerdì, per il presidente Massimiliano Modesti, significa «che la Chiesa riconosce ufficialmente Chiara come una buona compagna di viaggio verso il Cielo. Ora l’annuncio della Buona notizia, può trovare in lei ancora più di prima una strada preferenziale per raggiungere il cuore e la vita delle persone».
20 settembre 2018
La testimonianza di Chiara è «un faro di luce, che fa quasi toccare con mano la vicinanza amorevole di Dio che è Padre». Brilla e splende la testimonianza di Chiara Corbella in Petrillo, questa giovane mamma morta a 28 anni a causa di tumore, di cui aveva ritardato le cure perché era incinta. Succedeva nel 2012, pochi anni fa, a Roma. «Chiara viene percepita come una di noi e la sua vita affascina suscitando un desiderio di cambiamento e coinvolgendo tante persone». Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha aperto questa mattina la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione, in una basilica di San Giovanni in Laterano affollatissima. In prima fila i genitori, la sorella Elisa, e il marito Enrico con il coro a cantare. Poi gli amici, i parenti, e tantissimi che non conoscevano Chiara quando era in vita, ma che sono venuti perché toccati dalla sua storia.
«Conoscendo la sua vita – sottolinea infatti il cardinale vicario – vediamo che Maria nella Chiesa, per opera dello Spirito, continua a generare figli di Dio, insegnando loro come custodire la Parola del Padre, come comprendere il senso degli avvenimenti alla luce di questa parola, come lasciare nelle mani di Gesù la propria vita seguendone le orme, per giungere dove lui ci attende, nell’Amore».
Lo ha scritto anche Chiara, nella commovente lettera per il primo compleanno di suo figlio Francesco, distribuita ai partecipanti al rito di oggi insieme alla preghiera ufficiale approvata dalla Chiesa. «Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti ad imparare ad amare gli altri come solo Dio può insegnarti. L’amore ti consuma, ma è bello morire consumati proprio come una candela che si spegne solo quando ha raggiunto il suo scopo».
«Questa sera siamo proprio come Mosè che scende dal monte: silenziosi, pensosi, con molti timori non ancora sopiti, ma determinati a fare quello che il Signore ci chiede». Parte dal Libro dell’Esodo e arriva alla realtà di oggi il cardinale vicario Angelo De Donatis, nel suo discorso di inizio anno pastorale, pronunciato in un’affollatissima basilica di San Giovanni in Laterano ieri sera, 16 settembre. Quello di ieri – lo ricordiamo – è stato il primo di una serie di quattro incontri che daranno l’avvio all’anno pastorale 2019-2020. Un appuntamento che ha visto riuniti nella cattedrale di Roma sacerdoti, religiosi e religiose, diaconi, membri delle equipe e dei consigli pastorali. I prossimi appuntamenti di mercoledì, giovedì e venerdì sera saranno invece riservati agli operatori dei diversi ambiti: giovani, poveri e ammalati, famiglie.

«È presente qui stasera tutta la Chiesa in stato di sinodo: cioè, pronta a camminare insieme», ha rimarcato il vicario del Papa per la diocesi di Roma. Ha poi sottolineato come «a servizio di questo processo sinodale» ci sarà una figura nuova: quella delle equipe pastorali. «L’equipe pastorale – così l’ha tratteggiata il cardinale De Donatis – può essere formata anche solo dai preti e tre-cinque laici, ma il suo compito è animare dal di dentro la comunità parrocchiale e coinvolgerla nel cammino di rinnovamento pastorale dei sette anni. L’equipe quindi è il cuore, l’anima, del processo e punta a motivare e accompagnare l’opera di ascolto di tutta la comunità». Suo interlocutore privilegiato è il consiglio pastorale «ma in sostanza tutti gli operatori pastorali. Sono loro, cioè siamo tutti noi, gli “attori” dell’ascolto contemplativo!». Le equipe, è stato inoltre annunciato nel corso della serata, riceveranno il mandato da Papa Francesco, che presiederà la Messa nella basilica di San Giovanni in Laterano sabato 9 novembre alle ore 17.30, nel giorno in cui si festeggia la dedicazione della cattedrale di Roma.
Per scaricare il testo integrale dell’intervento del cardinale, cliccare qui.
Leggi l’intervento di don Paolo Asolan
Leggi il libretto dell’adorazione eucaristica
17 settembre 2019
Carissimi,
innanzitutto permettetemi di riportare un pensiero del nostro cardinale vicario Angelo De Donatis: “In questi giorni, non potremmo nutrirci insieme del Signore nell’Eucaristia; mi consola invece il pensare che possiamo nutrire noi stessi il Signore nella persona dei più piccoli. E sono grato a tutti coloro che vivono questa dimensione e ci aiutano a farlo”. Aggiungo personalmente anche un ringraziamento a ciascuno di voi che ogni giorno si sta spendendo al servizio dei più piccoli della nostra città.
Come comunità cristiana ancora una volta siamo chiamati a farci prossimi alle sofferenze della città, in modo particolare agli ultimi e agli emarginati. Molte volte, la vicinanza a chi soffre, ci ha portato a essere presenti in situazioni di sofferenza, rispondendo a calamità, crisi e conflitti. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci pone di fronte a nuove necessità, rischiando di minare proprio quella che è la principale caratteristica del nostro agire: tessere relazioni e curare le ferite dell’anima.
Conosco bene e ne sono consapevole che la paura del contagio tende a sacrificare questo tipo di rapporti: si ha timore di incontrare le persone, in modo particolare i poveri, perché in essi vediamo un agente del contagio. È fondamentale, invece, non vedere essi come degli untori, ma fratelli che proprio in questo periodo in cui tutti si chiudono in sé stessi, hanno ancora più bisogno di qualcuno che li ascolti e li aiuti, pur con tutte le attenzioni e precauzioni.
Allo stesso tempo, le nostre opere – i centri di ascolto, le mense, gli ostelli, gli empori, i servizi su strada, i centri di distribuzione di alimenti e vestiario, le docce – sono chiamate a ripensare alcune procedure operative affinché l’azione caritativa sia più vicina alle esigenze di chi soffre e si svolga in modo sicuro per i volontari e le comunità che li ospitano.
Per questo, gli operatori della Caritas diocesana in contatto con le autorità competenti, hanno predisposto una nota (che vi allego alla presente) con una serie di consigli su come organizzare i servizi nei diversi centri. Si tratta di indicazioni che in questi giorni sono state sperimentate nelle Opere-Segno promosse dalla diocesi.
L’invito per tutti, oltre che ad attenersi a tali disposizioni, è anche quello di vivere e promuovere quelle forme di carità della “porta accanto”: un’attenzione particolare a quanti vivono in solitudine, soprattutto gli anziani, e che in questo contesto possono sentirsi ancora più emarginati.
Per qualsiasi informazione e per un aiuto a recepire nel migliore dei modi tali indicazioni nelle vostre comunità, vi invito a contattare l’Area Promozione Umana al numero 06.88815130 (e-mail: promozioneumana@caritasroma.it).
Non ci scoraggiamo, il Signore ci sostiene e ci accompagna ogni giorno. Ringraziando ognuno di voi per la preziosa testimonianza, vi saluto assicurandovi vicinanza nella preghiera; nella speranza di vivere questo tempo di Quaresima condividendo le difficoltà e le energie nel nome del Signore.
Don Benoni Ambarus
direttore
Il cardinale Robert Francis Prevost, prefetto del Dicastero per i Vescovi, arcivescovo-vescovo emerito di Chiclayo, è nato il 14 settembre 1955 a Chicago (Illinois, Stati Uniti). Nel 1977 è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.), nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio, a Saint Louis. Il 29 agosto 1981 ha emesso i voti solenni. Ha studiato presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia.
All’età di 27 anni è stato inviato dall’Ordine a Roma per studiare Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum). Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1982. Ha conseguito la Licenza nel 1984, quindi è stato inviato a lavorare nella missione di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986).
Nel 1987 ha conseguito il Dottorato con la tesi: “Il ruolo del priore locale dell’Ordine di Sant’Agostino”. Nello stesso anno è stato eletto direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, in Illinois (USA). Nel 1988 è stato inviato nella missione di Trujillo come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei Vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Lì è stato priore di comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998). Nell’Arcidiocesi di Trujillo è stato vicario giudiziario (1989-1998), professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario Maggiore “San Carlos e San Marcelo”.
Nel 1999 è stato eletto priore provinciale della Provincia “Madre del Buon Consiglio” (Chicago). Dopo due anni e mezzo, il Capitolo generale ordinario lo ha eletto priore generale, ministero che l’Ordine gli ha nuovamente affidato nel Capitolo generale ordinario del 2007. Nell’ottobre 2013 è tornato nella sua Provincia (Chicago) per essere insegnante dei professi e vicario provinciale; incarichi che ha ricoperto fino a quando Papa Francesco lo ha nominato, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della Diocesi di Chiclayo (Perù), elevandolo alla dignità episcopale di vescovo titolare della Diocesi di Sufar. Il 7 novembre ha preso possesso canonico della Diocesi alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green; è stato ordinato vescovo il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella Cattedrale della sua Diocesi. È vescovo di Chiclayo dal 26 settembre 2015. Dal marzo del 2018 è stato secondo vicepresidente del Conferenza episcopale peruviana. Papa Francesco lo aveva nominato membro della Congregazione per il Clero nel 2019 e membro della Congregazione per i Vescovi nel 2020.
Il 15 aprile 2020 il Papa lo ha nominato Amministratore Apostolico della diocesi di Callao. Dal 30 gennaio 2023 è Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. Il 6 febbraio 2025, il Santo Padre Francesco lo ha promosso all’Ordine dei Vescovi, assegnandogli il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano. Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 30 settembre 2023 della Diaconia di Santa Monica.
8 maggio 2025
All’indomani della canonizzazione di Charles De Foucauld, l’eremita che con la sua vita ha “gridato” il Vangelo, la sua famiglia spirituale si è ritrovata la mattina del 16 maggio, nella basilica di San Giovanni in Laterano, per ringraziare il Signore per questo dono di santità.
Cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti