20 Giugno 2026

“L’amore familiare: vocazione e via di santità”

Il tema del prossimo Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma a giugno 2022, è: “L’amore familiare: vocazione e via di santità”. «Nel quinto anniversario dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia e a tre anni dalla promulgazione di Gaudete et exsultate – si legge in un comunicato del dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, diffuso dalla Sala Stampa vaticana -, esso intende far risaltare l’amore familiare come vocazione e via di santità, per comprendere e condividere il senso profondo e salvifico delle relazioni familiari nella vita quotidiana».

Il meeting sarà organizzato dalla diocesi di Roma e dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e si svolgerà nel sesto anniversario di Amoris Laetitia e a quattro anni da Gaudete et Exsultate.

Nel dare forma all’esperienza concreta dell’amore, spiega un comunicato del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, «matrimonio e famiglia manifestano il valore alto delle relazioni umane, nella condivisione di gioie e fatiche, nello svolgersi della vita quotidiana, orientando le persone all’incontro con Dio. Questo cammino, quando vissuto con fedeltà e perseveranza, rafforza l’amore e realizza quella vocazione alla santità, propria di ogni persona, che si concretizza nei rapporti coniugali e familiari. In questo senso, la vita familiare cristiana è vocazione e via di santità, espressione del “volto più bello della Chiesa” (Gaudete et Exsultate 9)».

 

“Keyla la rossa” di Isaac Singer, il romanzo delle radici spezzate

Ci sono libri che si leggono e poi si dimenticano. E quelli che invece lasciano il segno e ci restano dentro. “Keyla la rossa” di Isaac Singer (Adelphi, a cura di Elisabetta Zevi, pp. 280, 20 euro) appartiene a quest’ultima schiera. Apparso per la prima volta a puntate in lingua yiddish sul leggendario “Forverts” di New York tra la fine del 1976 e l’ottobre dell’anno successivo, non venne più ripubblicato dall’autore – che nel 1978 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura – sebbene fosse stato tradotto in inglese dal nipote Joseph, figlio di Israel Joshua Singer, come di norma sempre accadeva. In questi casi però Isaac sfoltiva il testo originale che noi invece oggi leggiamo, nella versione di Marina Morpurgo, nella sua interezza, proprio come accadde ai primi lettori. I quali, emigrati a Manhattan dopo essere sfuggiti alle terribili persecuzioni antisemite europee, prima ancora della Shoah, ritrovarono se stessi nei personaggi del romanzo: dall’indimenticabile protagonista, una giovane prostituta di Varsavia, alla cerchia dei suoi compari, Yarme il Ladro, Itche il Guercio e Max lo Storpio.

L’atmosfera del ghetto nella malfamata via Krochmalna, dove lo scrittore nacque e si formò prima di fuggire negli Stati Uniti seguendo il fratello Israel, è quella tipica dei racconti singeriani in cui gli ambienti religiosi coi devoti curvi sui rotoli delle sinagoghe si mischiano alle osterie sordide dove ubriaconi e mentecatti, poeti e ricettatori di ogni risma, affogano nell’acquavite le loro tragiche esistenze. Gli individui si incontrano e si scontrano senza apparente ragione, quasi fossero governati da un burattinaio costretto a improvvisare per chissà quale pubblico cosmico il suo incredibile spettacolo di miseria e nobiltà. Il romanzo è diviso in due parti, come tutta l’opera di Isaac Singer: la prima, carica di storie intrecciate fra di loro nella tradizione ebraica profonda, è polacca; la seconda, interamente rivolta al futuro nella speranza di una nuova prospettiva, americana. All’inizio Keyla si sposa con Yarme, poi si ribella e, nel tentativo di sottrarsi alla tratta delle bianche, scappa a New York con Bunem, il figlio del rabbino, anche lui alla ricerca di un valore esistenziale che sembra sfuggirgli. Il passato torna a bussare alla porta dei due fuggitivi sconvolgendo ancora una volta la loro vita.

“Keyla la rossa” è il romanzo delle radici spezzate che oggi possiamo leggere con sensibilità nuova pensando agli immigrati che sbarcano da noi. Non ha la forza di “Ombre sull’Hudson”, capolavoro pubblicato sempre sul “Forverts” vent’anni prima, ma proviene dalla stessa pasta. Proprio nello scenario di Brooklyn, dove si ammassano i rifugiati ebrei, ritroviamo il Singer più intenso: quello capace di rappresentare con potenza narrativa ineguagliata lo scarto fra vecchio e nuovo mondo. Le persone anziane si erano portate dietro dall’Europa i testi sacri ricevuti in eredità ma i loro figli sembra che non sappiano cosa farne. «Pareva che a New York tutti fossero solo di passaggio, come se l’intera città fosse un enorme scalo ferroviario». Ad Attorney Street, coi bidoni dell’immondizia piazzati davanti ai portoni d’ingresso delle abitazioni, perfino la Gemarah sembra diventata lettera morta. I ragazzi d’estate giocano con gli idranti e lanciano sassi contro le case abbandonate. «E Dio – commenta lo scrittore – faceva il suo mestiere: stava zitto».

11 dicembre 2017

“Insieme per la nostra casa comune”: incontri in cattedrale sulla Laudato si’

La diocesi di Roma propone, per il 2019-2020, un itinerario di riflessione sull’enciclica Laudato si’: sette incontri, un lunedì al mese, a partire dall’11 novembre, nella basilica di San Giovanni in Laterano con inizio alle ore 19, per ragionare su temi quali degrado ambientale, ecologia integrale, biodiversità, stili di vita, politica internazionale, alla luce degli insegnamenti dell’enciclica di  Papa Francesco. “Insieme per la nostra casa comune” è il titolo dell’iniziativa, che vedrà la partecipazione del cardinale vicario Angelo De Donatis affiancato, di volta in volta, da rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, dell’associazionismo, della comunicazione, della cultura.

Ogni serata sarà aperta dalla lettura di un brano di riferimento della Laudato si’; seguirà la riflessione dell’ospite, mentre la conclusione sarà sempre a cura del cardinale vicario, in chiave teologica e spirituale. «Non ci limiteremo solo all’approfondimento teorico – annuncia il cardinale De Donatis –, ma proporremo iniziative concrete e sostenibili con cui la diocesi, attraverso le parrocchie presenti sul territorio, ridurrà il proprio impatto ambientale». La Chiesa di Roma vuole «riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci racconta qualcosa della sua bellezza e della sua bontà», in accordo con il pensiero del suo vescovo Francesco in Laudato si’, 12. «Cari fedeli della comunità cristiana di Roma e carissimi cittadini – è l’esortazione del porporato –, uomini e donne di buona volontà, dinanzi alle conseguenze drammatiche del degrado ambientale a cui assistiamo ogni giorno anche nei quartieri della nostra città, uniamoci nel prendere a cuore “la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida di proteggere la nostra casa comune”».

Tra gli ospiti, ci saranno il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che aprirà la serie di incontri lunedì 11 novembre; il climatologo, meteorologo e accademico Luca Mercalli (9 dicembre); l’architetto di fama mondiale ideatore del Bosco Verticale Stefano Boeri (13 gennaio 2020); l’economista e presidente di Next Leonardo Becchetti (10 febbraio). Ancora, interverranno Licia Colò, autrice e conduttrice televisiva, tra i primi a parlare di natura in televisione, e l’esploratore e motivatore Alex Bellini (9 marzo 2020), impegnato nel progetto di sensibilizzazione “10 rivers 1 ocean”, che lo vede percorrere i dieci fiumi più inquinati del pianeta su zattere realizzate con materiali di recupero. Ci saranno le voci dell’associazionismo, con i presidenti di Wwf Italia e di Legambiente  Donatella Bianchi e Stefano Ciafani (11 maggio 2020). Spazio anche ai giovani, che concluderanno il ciclo l’8 giugno dell’anno prossimo: la green influencer Federica Gasbarro, unica italiana ad essere stata scelta per presenziare allo Youth Summit Onu dello scorso settembre a New York; e Ruggero Rollini, chimico, youtuber e divulgatore scientifico.

2 novembre 2019

“Inclusione sociale di giovani e famiglie”: il nuovo progetto di Vicariato di Roma e Fondazione Roma

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Un nuovo manto in erba sintetica per il campo di calcio a cinque, l’area gioco accessibile a tutti, il teatro rinnovato. Diversi gli interventi che coinvolgeranno otto parrocchie della diocesi di Roma grazie al progetto “Inclusione sociale di giovani e famiglie”, presentato questa mattina nella Sala Cardinale Ugo Poletti del Palazzo Apostolico Lateranense, che vede la collaborazione di Fondazione Roma e del Vicariato di Roma. Alla conferenza stampa di presentazione, moderata dalla giornalista Giulia Rocchi, sono intervenuti: il cardinale vicario della diocesi di Roma Baldassare Reina; il vicegerente della diocesi di Roma monsignor Renato Tarantelli Baccari, il presidente di Fondazione Roma Franco Parasassi; il responsabile della Sezione Sport e Tempo Libero del Vicariato di Roma Claudio Tanturri.

L’iniziativa, che prevede un investimento di quasi 600 mila euro, è finalizzata alla realizzazione di interventi in alcune parrocchie localizzate nei territori periferici della città di Roma, che hanno come obiettivo attività e azioni concrete volte a favorire la coesione e l’inclusione sociale di giovani e famiglie. I lavori saranno avviati a gennaio 2025.

Progetti in linea con la missione di Fondazione Roma che, come moderna fondazione operativa, agisce secondo principi di solidarietà e sussidiarietà, impegnandosi nel declinare il concetto di “utilità sociale”, che rappresenta la formula riassuntiva che ispira l’intera attività filantropica. Di fronte alla crescita progressiva di disuguaglianze e povertà, il Vicariato di Roma e la Fondazione Roma intendono promuovere azioni concrete per il riequilibrio territoriale, il contrasto alla dispersione scolastica e la lotta alla microcriminalità.

Le parrocchie coinvolte sono: Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, a Giardinetti; Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, a Labaro; Sant’Andrea Corsini, a Gregna Sant’Andrea; San Bartolomeo Apostolo, a Tomba di Nerone; Sant’Ugo, alla Serpentara; Santi Mario e Compagni Martiri, alla Romanina; Santi Simone e Giuda Taddeo, a Torre Angela; Santissimo Redentore, a Val Melaina.

«Ringrazio la Fondazione Roma, a nome di tutta la diocesi, perché ci ha permesso di realizzare questi importanti lavori di ristrutturazione degli spazi di otto parrocchie di periferie. Il mio grazie è il grazie di tutti quei bambini che potranno giocare sui campi da calcetto che ci apprestiamo a riqualificare; il grazie delle famiglie che avranno un luogo dove i propri figli potranno crescere felici; il grazie di chi è chiamato a prendersi cura di un parente con disabilità e da oggi sa di avere uno spazio in più su cui poter contare. – dichiara il cardinale Baldassare Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma – Ci apprestiamo a celebrare il Giubileo della speranza e il mio augurio è che questi interventi possano portare speranza anche in quelle periferie che talvolta sembrano averla persa. Soltanto lavorando sull’inclusione sociale dei giovani, innanzitutto, si possono prevenire fenomeni come l’abbandono scolastico o la microcriminalità e combattere quelle disuguaglianze che feriscono la nostra amata città».

«L’obiettivo primario di Fondazione Roma è quello di dare risposte concrete laddove esiste un bisogno particolarmente sentito e suscettibile di creare le condizioni per un miglioramento effettivo delle condizioni di vita e, nel caso di specie, per offrire opportunità di una formazione adeguata dei giovani attraverso la pratica sportiva, la socialità, l’inclusione, in un ambito che sappia proporre anche saldi riferimenti etici e spirituali» dichiara Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma, che conclude: «Grazie alla collaborazione con il Vicariato di Roma abbiamo l’opportunità di potere restituire o creare spazi dedicati alle attività culturali, sportive e di condivisione per contrastare fenomeni come l’abbandono scolastico, il bullismo e il degrado sociale. Questo per noi è fonte di grande soddisfazione oltre che in linea con l’obiettivo finale della nostra Fondazione: promuovere il bene della comunità».

11 dicembre 2024

“In preghiera per i popoli”: il pellegrinaggio notturno al Divino Amore guidato dal cardinale Reina

Foto Gennari

Si parte la sera di sabato 18 aprile alle 23.30, da piazza di Porta Capena, e si conclude nella mattina di domenica 19 aprile, con la Messa celebrata alle 5 al Santuario della Madonna del Divino Amore dal cardinale vicario Baldo Reina. Sarà proprio il porporato a guidare il pellegrinaggio notturno “In preghiera per i popoli”, promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, con il sostegno di Roma Capitale.

Il percorso sarà accompagnato da preghiere e canti in 22 lingue differenti. A raccontarne il senso a Roma Sette è don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio diocesano, che spiega: «Questo evento vuole puntare all’unità dei tanti popoli che vivono a Roma. È il desiderio vivo di unirsi per un’accorata preghiera affinché la pace sia donata a questo mondo turbato dai conflitti». Il pellegrinaggio, racconta ancora il sacerdote, è frutto di una rete estesa in tutta la diocesi: «A Roma abbiamo 118 centri cattolici nei quali si celebra ogni domenica in lingua non italiana, con altrettanti sacerdoti». Grazie a loro si è raccolta questa volontà di portare la sofferenza comune al Signore, per intercessione della Madonna, perché illumini chi guida le nazioni. La scelta del Santuario non è casuale: «È un luogo mariano emblematico, caro a tutte le comunità – precisa il direttore dell’Ufficio Migrantes -. Anche gli ortodossi, penso agli eritrei, vi si recano. Qui si è pregato più volte per la pace, come nel 1944 con Pio XII».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13 aprile 2026

“In ecclesiarum communione”, la nuova Costituzione apostolica sull’ordinamento del Vicariato di Roma

“Nella comunione delle Chiese, alla Chiesa di Roma è affidata la particolare responsabilità di
accogliere la fede e la carità di Cristo trasmesse dagli Apostoli e di testimoniarle in modo esemplare. È quindi primaria preoccupazione del suo Vescovo provvedere a quanto è necessario perché questa Chiesa corrisponda a ciò che le dice lo Spirito del Signore Gesù Cristo…”. Queste le prime righe della nuova Costituzione Apostolica “In ecclesiarum communione” firmata da Papa Francesco e che regolerà il funzionamento del Vicariato di Roma.

Insieme alla nuova Costituzione Apostolica, è stato pubblicato anche il Decreto per l’assegnazione dei settori, degli ambiti e servizi pastorali ai Vescovi Ausiliari della Diocesi (è possibile leggerlo qui). I Direttori degli Uffici – si legge nel documento -, i membri del Consiglio per gli Affari Economici e del Collegio dei Consultori sono prorogati donec aliter provideatur.

Ai Vescovi Ausiliari sono stati affidati i seguenti settori, ambiti e servizi pastorali:

− S.E. Mons. Daniele Libanori, S.I., settore centro, ambito dell’educazione;
− S.E. Mons. Daniele Salera, settore nord, ambito della formazione cristiana;
− S.E. Mons. Riccardo Lamba, settore est, ambito della Chiesa ospitale e «in uscita», Servizio
per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili;
− S.E. Mons. Dario Gervasi, settore sud, ambito per la cura delle età e della vita;
− S.E. Mons. Baldassare Reina, settore ovest, ambito dell’Amministrazione dei beni, ambito
giuridico, servizio della Segreteria generale, Seminari;
− S.E. Mons. Paolo Ricciardi, ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa, Ordo Virginum;
− S.E. Mons. Benoni Ambarus, ambito della Diaconia della Carità.

Leggi qui il testo completo della Costituzione

In data 21 dicembre 2023 il Santo Padre ha emanato il Decreto di approvazione del nuovo Regolamento Generale del Vicariato di Roma, in vigore dal 1° gennaio 2024.
Nei prossimi giorni sarà disponibile il download del testo integrale.

Scarica il testo del Decreto

“In Cammino Verso Taizé”, evento per i giovani di Roma

Foto Diocesi di Roma / Gennari

«Non solo un’opportunità di approfondimento spirituale e di crescita nella fede, ma anche un momento per rafforzare i legami di amicizia e di fraternità che ci uniscono come comunità di giovani credenti. È un’occasione per ascoltare la voce del Signore che ci chiama a seguirlo e per rispondere con entusiasmo e fiducia al suo invito». Don Alfredo Tedesco presenta così “In Cammino Verso Taizé”, in programma sabato 13 aprile alle Catacombe di San Sebastiano (via Appia Antica 136).

Pensato in occasione dell’anniversario della prima Giornata dei Giovani, l’evento è promosso dalla diocesi di Roma e organizzato, in particolare, dagli Uffici per la pastorale giovanile, per la pastorale universitaria e per le vocazioni. I partecipanti, dai 17 anni in su, si ritroveranno dalle 15.30 per la visita guidata delle catacombe (al costo di 10 euro, da prenotare al link https://app.ceposto.it/app/web/index.php?r=site/prof&id=893). Alle 17 è prevista una catechesi di don Fabio Rosini; a seguire, don Tedesco e monsignor Andrea Lonardo illustreranno il viaggio a Taizé dei giovani della diocesi, che si terrà dal 30 luglio al 5 agosto. Alle 18.30 concluderà la giornata la Messa presieduta dal vescovo Dario Gervasi.

«Vi invitiamo a partecipare con cuore aperto e desideroso di incontrare Dio nello storico luogo della preghiera a Roma, nelle parole di saggezza che ascolteremo, e nella condivisione fraterna che vivremo – dichiara ancora don Tedesco –. Che questo appuntamento possa essere un passo significativo nel nostro cammino spirituale e nella nostra preparazione al viaggio a Taizé, dove speriamo di incontrare tanti altri giovani da tutto il mondo, uniti dalla stessa sete di pace e comunione».

Per ulteriori informazioni: 06.698.86574; pastoralegiovanile@diocesidiroma.it

10 aprile 2024

locandinaGiovani

“Il verbo si è fatto carne”: nella chiesa degli artisti la lettura integrale del vangelo

Una iniziativa per prepararsi al Natale, ovunque ci si trovi, è “Il verbo si è fatto carne. Lettura integrale del Vangelo di Giovanni con la voce di Seba Salvemini”. Mercoledì 22 dicembre, dalle ore 17, nella chiesa degli artisti di piazza del Popolo, la basilica di Santa Maria in Montesanto, i fedeli potranno ascoltare la lettura integrale dal vivo, ma anche chi non potrà raggiungere fisicamente la basilica del centro di Roma, potrà partecipare collegandosi al sito Vangelo.live o seguendo la diretta sulla pagina Facebook della diocesi.

La proposta è nata dalla collaborazione tra la diocesi di Roma e LabOratorium, che già durante la Quaresima, insieme, avevamo realizzato ViaCrucis.live. «LabOratorium è un gruppo di giovani che usano le tecnologie, il digitale e i social media a servizio della Chiesa e del Vangelo – spiega Giulio Gaudiano, fondatore di LabOratorium con don Alberto Ravagnani –. Quest’anno a LabOratorium abbiamo pensato che di fare un regalo di Natale, il più bello possibile: l’annuncio che il Verbo si è fatto carne. È nata così questa esperienza immersiva nella storia del verbo incarnato. La lettura verrà fatta off line, cioè dal vivo, nella chiesa degli artisti, ma sarà capace di raggiungere chiunque attraverso il web con la diretta streaming».

20 dicembre 2021

“Il Vaticano II nell’era dei Millennials”

“Il Vaticano II nell’era dei Millennials. Perché è ancora attuale il Concilio che ha cambiato la Chiesa”. Questo il tema del convegno organizzato dalla Primaria Associazione Cattolica Artistico-Operaia, con il patrocinio del Dicastero dell’Evangelizzazione e del Vicariato di Roma in programma per venerdì 12 gennaio, a partire dalle 15 nell’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense.

I lavori saranno aperti dall’introduzione di monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero dell’Evangelizzazione; seguirà una riflessione storica affidata al professor Filippo Forlani, docente di Storia della Chiesa alla Pontificia Università della Santa Croce. Spazio poi agli interventi di diversi relatori: Beatrice Serra, docente di Diritto canonico ed ecclesiastico all’Università La Sapienza, su “La Dei Verbum e le radici conciliari del diritto alla riservatezza”; padre Maurizio Botta, prefetto dell’Oratorio secolare San Filippo Neri, su “La Gaudium ed Spes: la dignità, la persona e il lavoro nel secolo dell’innovazione”; Elisabetta Gavasci Scala, vicepresidente del Moige, su “La Lumen Gentium: anche i laici possono essere santi”; infine monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, su “La Sacrosantum Concilium e le altre costituzioni: la nuova prospettiva personalistica”. Previsto pure il contributo di Niccolò Reale, direttore del blog “Summa Cognitio”, che rifletterà sul tema: “La fede dei millennials passa per i social?”. Quindi le conclusioni di monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio Cultura del Vicariato. Il convegno sarà moderato dalla giornalista Chiara Garzilli.

2 gennaio 2024

Convegno Concilio 12 gennaio Lateranense

“Il futuro negato”, la ricerca sui giovani di Caritas, Ufficio scuola e Pastorale giovanile

Un anno di ricerca che ha coinvolto decine di adolescenti delle scuole e delle parrocchie, divisi in sedici focus group, stimolandoli su questioni come l’impegno politico e sociale, la spiritualità, i progetti per l’avvenire. I risultati della ricerca, curata dal sociologo Mario Pollo, saranno presentati il 15 gennaio 2020, dalle ore 9 alle 13, presso la sala conferenze della Cittadella della carità (via Casilina vecchia, 19), nell’incontro dal titolo “Il futuro negato. Progetto e sogni di adolescenti e giovani romani”. Lo studio è stato realizzato dalla Caritas diocesana di Roma, dall’Ufficio scuola della diocesi e dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile.

All’incontro di mercoledì sarà presente Pollo, già professore di Pedagogia generale e sociale alla Lumsa e di Animazione e consulenza in pastorale giovanile, di metodologia positiva della ricerca e di esperienza religiosa giovanile all’Università Pontificia Salesiana. Interverrà inoltre suor Alessandra Smerilli, economista docente alla Pontificia Università Auxilium. Parteciperanno don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma; don Antonio Magnotta, direttore del Servizio per la pastorale giovanile; e Rosario Salamone, direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica.

Coloro che intendono partecipare dovranno comunicare la loro adesione scrivendo a direzione@caritasroma.it. La certificazione di partecipazione al convegno verrà rilasciata dalla Caritas di Roma.

13 gennaio 2020

“Il cammino di Pietro” nella basilica di Santa Francesca Romana

La basilica di Santa Francesca Romana, dove è custodita la memoria del confronto tra Pietro e Simon Mago, è la terza tappa de “Il cammino di Pietro”, percorso in sette incontri per riscoprire le tracce dell’apostolo a Roma. L’appuntamento è per martedì 28 febbraio alle ore 19.30, con la catechesi di monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la cultura e per l’università della diocesi di Roma.

Santa Francesca Romana, anche nota come Santa Maria Nova, si trova tra il Foro Romano e il Tempio di Venere e Roma ed è chiamata così per distinguerla dall’altra chiesa del Foro avente la stessa dedica, Santa Maria Antiqua. Nella cripta conserva le reliquie di santa Francesca Romana. Secondo la tradizione, il luogo in cui sorge la basilica era quello dove morì Simon Mago. Una pietra ricorda l’accaduto: su questa si vedrebbero ancora i segni delle ginocchia di Pietro, che si inginocchiò in preghiera.

Ma chi era questo personaggio citato negli Atti degli Apostoli? E cosa gli accadde? «Simon Mago è noto per due episodi – spiega monsignor Lonardo –. Il primo è un fatto storico, ed è raccontato anche negli Atti degli Apostoli. Simon Mago era un illusionista che cerò di corrompere Pietro, offrendogli del denaro affinché anche lui potesse donare lo Spirito Santo. Da qui il termine “simonia”. A questo evento, se ne aggiunge un altro con meno fondamento. Simon Mago e Pietro si sarebbero poi incontrati nuovamente a Roma, ai Fori, dinanzi a Nerone. Simon Mago chiese all’imperatore di riconoscerlo come divinità, dicendo che era capace di volare. Avrebbe iniziato a volare sotto gli occhi di san Pietro e di Nerone. A quel punto Pietro si sarebbe inginocchiato e pregando avrebbe posto fine alla levitazione di Simon Mago, che sarebbe caduto a terra e morto».

La pietra su cui si sarebbe inginocchiato l’apostolo è quella custodita nella basilica di Santa Francesca Romana. «Questa figura ci pone le questioni del denaro e soprattutto se la magia ha valore per la fede cristiana – prosegue monsignor Lonardo –. La magia è innanzitutto falsa. Si pensi agli oroscopi, ad esempio. Ma oltre che falsa è pericolosa, perché esistono gli angeli decaduti, cioè i demoni… appellarsi a spiriti che non sono gli angeli di Dio vuol dire entrare in contatto con il mondo del Maligno, ed è ciò che fa Simon Mago, che infatti poi precipita e muore, perché il Maligno vuole la nostra caduta».

Il cammino di Pietro è promosso dal cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, e dal cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. L’appuntamento di marzo è previsto per il 29 alle 19.30 nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Carcere Mamertino.

27 febbraio 2023

Articoli recenti