20 Giugno 2026

“Home for family”, l’impegno della Caritas in Ucraina

La casa dà sicurezza. Lo sanno bene i tanti profughi ucraini costretti a lasciare il loro Paese a causa della guerra. La stragrande maggioranza di loro ora desidera tornare nelle proprie abitazioni. Lontano dal proprio luogo d’origine si sente persa. Questo vale sia per coloro che si sono rifugiati in diverse regioni del Paese che per chi ha cercato rifugio all’estero. Essere uno sfollato è un dramma: si devono affrontare le spese dell’affitto, l’assenza di amici e parenti e la difficoltà di trovare lavoro. Per questo motivo, Caritas Roma ha deciso di manifestare la sua vicinanza concreta attraverso il sostegno al progetto “Home for Family”, portato avanti da Caritas Spes Odessa.

Nei mesi scorsi il direttore Giustino Trincia, insieme all’Equipe Emergenza Ucraina, aveva incontrato padre Piotr Rosochacki, direttore di Caritas Spes Odessa, per sancire questo gemellaggio e assistere la popolazione nel processo di ricostruzione. L’obiettivo degli interventi, finanziati con un contributo di 50.000 euro da parte di Caritas Roma, è quello di garantire che le popolazioni colpite dal conflitto abbiano una maggiore resilienza e protezione, sostenendo i loro sforzi per ricostruire o ristrutturare i luoghi in cui hanno vissuto.

I primi lavori sono già iniziati nel villaggio di Kiselivka, vicino a Mykolaiv, dove Caritas Spes Odessa ha provveduto a fornire nuove finestre e porte in metallo-plastica per risolvere i problemi di umidità e di freddo legati ai bombardamenti sulle infrastrutture.

«Ci stiamo preparando al freddo – racconta la signora Anastasia –. L’inverno non è poi così lontano ma gli aiuti di Caritas ci permetteranno di terminare i lavori in tempo». Oltre a lei, altri abitanti del posto hanno ricevuto finestre e kit di accessori in metallo per la riparazione dei tetti danneggiati dagli incendi nella zona dei combattimenti. Questa assistenza rappresenta solo una delle molteplici forme di sostegno offerte agli ucraini nell’ambito del programma di ricostruzione delle case popolari.

5 settembre 2023

“Forza venite gente” in preparazione al Giubileo dei giovani

Il celebre musical sulla vita di san Francesco, “Forza venite gente”, andrà in scena a San Felice da Cantalice domenica 16 febbraio, alle ore 16.30, grazie all’iniziativa della Commissione Giovani XV prefettura. «Lo abbiamo pensato come un momento per i ragazzi della prefettura ma che vogliamo offrire a tutta la diocesi, in preparazione al Giubileo dei giovani», spiega don Concetto Occhipinti, parroco di Sant’Ireneo e vicario episcopale per il settore Est della diocesi.

Metterà in scena l’opera la compagnia teatrale della sua parrocchia, che già in passato si è cimentata con “Forza venite gente”. Si chiama “La macedonia di Sant’Ireneo”. «Il nome – spiega il regista Diego Nestovito – nasce dal fatto che quando ci siamo riuniti per la prima volta per organizzare questo spettacolo, 25 anni fa, tutti i componenti venivano da diverse realtà della parrocchia: c’erano alcuni del cammino neocatecumenale, i ragazzi dell’Acr, qualcuno dei gruppi di preghiera… Fu un’esperienza che portò grandissima coesione. Poi abbiamo ripreso questo musical su richiesta proprio della comunità parrocchiale, che ce lo chiedeva, così lo abbiamo riproposto nel 2006 e poi ancora nel 2023 e nel 2024 a Castelverde».

Con il passare degli anni, la compagnia è cambiata. Alcuni attori hanno coinvolto anche mogli e figli, qualcuno ha abbandonato e qualcun altro è arrivato. «In scena siamo in 52, di tutte le età. Nel quadro del presepe vivente di Greccio, c’è anche un bambino di 1 anno che fa la parte di Gesù Bambino». Nestovito, oltre alla regia, interpreta Pietro di Bernardone, fin dalla prima edizione. «Con il passare degli anni sono entrato sempre più nel personaggio perché anche i miei figli sono cresciuti – spiega –. Bernardone non capisce questo figlio che sulla carta ha tutto, ma sposa una logica completamente contraria. L’interrogativo che vive Bernardone è supportato e stimolato dalla Cenciosa, con la quale ha un dialogo continuo durante lo spettacolo. Di fatto sono tra i pochissimi dialoghi, perché lo spettacolo è un musical e tutto il resto sono canzoni ballate e cantante». L’ingresso allo spettacolo è libero e gratuito e non è necessaria la prenotazione.

10 febbraio 2025

“Felicittà”, anche la Cittadella della Carità da visitare

C’è anche la Cittadella della Carità Santa Giacinta della Caritas di Roma tra i luoghi da visitare giovedì 20 luglio, in occasione della seconda edizione degli Stati Generali del Patrimonio, iniziativa organizzata dall’assessorato al patrimonio del Comune di Roma, che quest’anno s’intitola “Felicittà”.

In tutto si potranno visitare 15 diversi spazi in 8 municipi, che offriranno attività gratuite, come mostre, lezioni aperte, giochi, dibattiti, proiezioni che serviranno a far conoscere il patrimonio della città. Tra gli altri, sono coinvolti l’Accademia Filarmonica Romana (via Flaminia, 118), la Casa dei Cavalieri di Rodi (piazza del Grillo, 1), la Scuola Popolare di Musica di Testaccio (piazza Orazio Giustiniani, 4/a), la T&T Palestra della Legalità a Ostia. E ancora Explora, Casa dell’Architettura, Porto Fluviale, Casa internazionale delle donne, Coes Onlus, Studios, Accademia Costume & Moda, Cooperativa il Trattore, Cantiere Infanzia.

Per quanto riguarda la Cittadella della Carità, la visita guidata, gratuita, si terrà alle ore 18, con possibilità di replica alle ore 19 e alle ore 20. Il percorso dura circa 45 minuti e prevede 5 tappe: il Centro odontoiatrico Caritas (Coc), attivo dal 1983 e segno concreto di prossimità per chi è in condizione di marginalità; l’Emporio della solidarietà, un supermercato solidale a cui fanno riferimento famiglie e persone in difficoltà seguite dai centri di ascolto Caritas; la Foresteria, struttura per l’accoglienza dei volontari, abbellita di recente dai murales realizzati dagli studenti del liceo artistico “Via di Ripetta”; il servizio “Aiuto alla persona”, che offre assistenza domiciliare per anziani fragili e famiglie in difficoltà; Valori ritrovati, progetto di economia circolare in collaborazione con Poste Italiane.

13 luglio 2023

“fattiDirete”, aperte le iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni al percorso formativo “fattiDirete”, promosso da Caritas Roma nell’anno pastorale 2024-2025 per gli operatori delle Caritas parrocchiali. L’iniziativa intende rispondere al bisogno di formazione e accompagnamento di chi, ogni giorno, dedica tempo ed energie al servizio della carità nelle comunità locali.

La proposta si articola in sei incontri, di cui cinque in modalità online e uno conclusivo in presenza, pensati per offrire strumenti pratici e momenti di approfondimento su temi cruciali per il servizio caritativo. Gli appuntamenti, che si terranno tra febbraio e marzo 2025 in orario pomeridiano dalle 17.30 alle 19.30, mirano a rafforzare l’identità e il senso di appartenenza degli operatori, aiutandoli a mettere in rete le proprie esperienze e a coltivare una visione comunitaria del loro impegno.

Le iscrizioni al percorso sono aperte fino al 16 febbraio. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Area Comunità e Territorio scrivendo a comunitaeterritorio@caritasroma.it o telefonando al numero 06.888.15130.

27 gennaio 2025

“Facciamo pace”: il corso di formazione missionaria

Foto Diocesi di Roma / Gennari

«Stiamo vivendo una stagione della Storia dove le guerre e la conseguente corsa agli armamenti stanno raggiungendo vertici apicali. Dobbiamo riconoscere, senza certamente assecondare il pessimismo, che vi è un’evidente regressione delle coscienze, acuita a dismisura dal circuito massmediale. L’antica locuzione romana: “Si vis pacem para bellum” viene purtroppo ancora oggi professata con grande spregiudicatezza nei salotti dell’etere, nell’arena politica e in vasti settori dell’opinione pubblica. Nel frattempo, l’industria bellica è l’unica, in tempo di crisi, a non conoscere alcuna forma di recessione. Occorre, pertanto, alla luce anche delle coraggiose ammonizioni del magistero di Papa Francesco, affrontare il tema della corsa agli armamenti e degli effetti devastanti delle guerre – in primis le disuguaglianze che comportano l’esclusione sociale – giocando la carta della consapevolezza. È il Vangelo a richiederlo ed è il mondo missionario, impegnato nelle periferie geografiche ed esistenziali del mondo, ad invocarlo a squarciagola».

Parte da questa amara quanto lucida riflessione di padre Giulio Albanese il nuovo Corso di formazione missionaria, promosso dal Centro missionario diocesano per il 2025. “Facciamo pace. Umanità in cammino verso la fratellanza” sarà infatti del tema del percorso formativo gratuito, articolato in 6 incontri a cadenza da mensile, da gennaio a giugno, pensato in particolare per animatori missionari, catechisti, insegnanti di religione e operatori pastorali. «”Fare la pace” – riflette ancora il direttore del Centro missionario della diocesi – è un impegno condiviso che esige una decisa assunzione si di responsabilità. Agli scettici, sembrerà pure un’utopia, ma questo è un terreno dove s’impone la profezia evangelica. Quella indicata dall’indimenticabile don Tonino Bello: “Si vis pacem, para pacem!”».

Il primo incontro del corso è fissato al 18 gennaio con Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che interverrà su “La profezia missionaria della pace in tempi di guerra”. Il 22 febbraio sarà protagonista invece Fabrizio Battistelli, presidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, che parlerà di “Il business delle armi nell’attuale congiuntura internazionale. Una minaccia alla pace”. Sugli “Effetti del neocolonialismo sulla pace nelle periferie del mondo” rifletterà invece, il 15 marzo, Marco Massoni, docente alla Luiss “Guido Carli” presso la facoltà di Scienze Politiche, mentre Maria Grazia Galantino, coordinatrice dell’Area di ricerca di Archivio Disarmo, il 12 aprile, affronterà il tema: “Come essere costruttori di pace. L’impegno civile nel contrastare il ricordo alle armi”. Il 17 maggio interverrà la giornalista Lucia Bellaspiga, che terrà una relazione su “Guerra e pace nell’informazione giornalistica internazionale”. Le conclusioni il 21 giugno con frate Alberto Parise, che terrà la relazione finale e condurrà i laboratori.

Tutti gli incontri si terranno dalle 9 alle 12.30 nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano 6). Per iscrizioni – libere e gratuite – e ulteriori informazioni: cmdroma@diocesidiroma.it; 06.69886443.

2 dicembre 2024

“Educare allo sport”, in partenza il corso

Progettista sportivo, manager sportivo, coordinatore sportivo, educatore esports, mediatore sportivo. Sono questi i profili nei quali ci si potrà specializzare grazie al secondo percorso formativo di 40 ore “Educare allo sport 2025”, promosso dall’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport della Cei con la Sezione Sport e Tempo libero della diocesi di Roma, l’Istituto superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport.

Il corso prevede 30 ore di modulo base comune a tutti e 10 di modulo specialistico in base alla figura scelta. Le lezioni on line inizieranno il 17 febbraio e si terranno ogni lunedì dalle 18 alle 19.30. L’ultimo appuntamento è previsto in presenza, a Roma. Tutte queste figure saranno il riferimento per gli Avamposti “Sport4Joy” della Cei, ma in generale per tutte le realtà sportive presenti nelle parrocchie.

Per le iscrizioni c’è tempo fino al 14 febbraio su https://forms.office.com/e/z1yWXmrJme

Scarica la brochure

27 gennaio 2025

“Ecclesiae Urbis”: una nuova collana di libri sulle chiese di Roma

Santa Maria in Campo Marzio, Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi, Santa Caterina da Siena in Via Giulia. A queste bellissime chiese del centro storico sono dedicati i primi tre volumi della nuova collana di libri “Ecclesiae Urbis”, voluti dal Vicariato di Roma tramite l’Opera Romana Pellegrinaggi e pubblicati dalla casa editrice L’Erma di Bretschneider. Le pubblicazioni intendono valorizzare le chiese romane e il patrimonio storico e artistico che racchiudono, coinvolgendo il mondo accademico e della cultura. Già altre monografie sono quasi ultimate; presto verranno pubblicati volumi su Santa Prisca all’Aventino, Santi Nereo e Achilleo, San Giuseppe dei Falegnami, Sant’Agnese in Agone, San Marco al Campidoglio.

Duecentocinquanta pagine arricchite da tavole a colori, copertine in brossura, i libri della colonna “Ecclesiae Urbis” possono essere acquistati sia in libreria che sul sito internet dell’editore, anche in formato digitale. Nei giorni scorsi sono stati presentati al Salone del Libro di Torino ma nell’Urbe saranno proposti ufficialmente il 28 maggio, alle ore 17, nel Palazzo del Vicariato Vecchio (via della Pigna 13/A), in un incontro che sarà aperto dai saluti del vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, e di monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Interverranno poi padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; Claudio Strinati, segretario generale dell’Accademia nazionale di San Luca; Claudia Conforti, professoressa all’Università di Tor Vergata. Modererà i lavori Mario Bevilacqua, docente alla Sapienza e direttore di “Ecclesiae Urbis”.

La collana si avvale della supervisione scientifica del Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma ed è stata realizzata grazie a un comitato scientifico composto da Ottavio Bucarelli (Pontificia Università Gregoriana), Giovanna Capitelli (Università Roma Tre), Manuela Gianandrea (Sapienza Università di Roma), Barbara Jatta (Musei Vaticani), Susanne Kubersky-Piredda (Max Planck Institute for Art History), Lucia Simonato (Scuola Normale Superiore di Pisa), Saverio Sturm (Università Roma Tre), Marisa Tabarrini (Sapienza Università di Roma) e Alessandro Zuccari (Sapienza Università di Roma).

Il coordinatore di “Ecclesia Urbis” è Marco Coppolaro, che spiega: «La collana si propone di pubblicare monografie sulle chiese di Roma, con specifica attenzione ai loro valori storici, artistici e religiosi. Coinvolgendo specialisti e giovani ricercatori, i volumi intendono sia portare all’attenzione complessi monumentali meno indagati che proporre nuove analisi su edifici celebri, rivelando aspetti inediti della loro storia. Le monografie analizzeranno gli edifici dalle origini all’oggi, anche in riferimento alle vicende conservative e di restauro, con costante attenzione al loro rapporto con l’Urbe, sia in senso urbanistico che più spiccatamente culturale».

«Ci siamo accorti che tante pubblicazioni su chiese romane mancavano di scientificità – osserva monsignor Chiavarini – quindi abbiamo avuto l’idea di una collana dedicata alle chiese romane con un comitato scientifico e universitario che la curasse. Inoltre su tante chiese della nostra città, considerate spesso a torto meno importanti di altre, non ci sono studi recenti. Si tratta dunque di uno strumento che possa essere utile anche in vista del Giubileo. C’è stata grande collaborazione da parte del mondo accademico».

22 maggio 2024

“Domus Ecclesiae”, un corso sui luoghi liturgici

«I cristiani che hanno costruita una chiesa non sono mai solo committenti di opere d’arte, ma credenti che chiedono all’arte del loro tempo di aiutarli a esprimere la coscienza della loro identità e della relazione con Dio che in quel luogo costantemente si rinnova». Parte da questo presupposto il corso “Domus Ecclesiae”, promosso dall’Ufficio liturgico diocesano insieme al Pontificio Istituto Liturgico, al via dal 10 gennaio 2019, che ha l’obiettivo di analizzare e approfondire i luoghi liturgici nella diocesi di Roma.

«Il corso vuole offrire ai cristiani di Roma, particolarmente ai catechisti e alle persone che svolgono un ministero liturgico – sottolinea il direttore dell’Ufficio liturgico padre Giuseppe Midili – l’occasione di riscoprire il significato della Domus Ecclesiae, anche delle moderne chiese parrocchiali di riferimento, partendo dalla conoscenza della ricca simbolica delle antiche chiese dell’Urbe».

Le lezioni si terranno al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, in piazza Cavalieri di Malta, 5. Si terranno in aula, con abbondante documentazione fotografica, ma saranno anche un invito ad andare nelle chiese, a rivederle con occhio diverso, ad accompagnare familiari e gruppi parrocchiali.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.ufficioliturgicoroma.it/

3 dicembre 2018

“DiversaMente”, al via il corso in pastorale e catechetica nell’ambito delle neurodivergenze

Si chiama “DiversaMente – Corso in pastorale e catechetica nell’ambito delle neurodivergenze” il nuovo percorso formativo promosso dall’ufficio di Pastorale giovanile della diocesi di Roma e dall’Istituto Ecclesia Mater, pensato per catechisti, operatori pastorali, insegnanti di e religione, educatori di oratorio e formatori che operano a contatto con bambini e adolescenti con neurodivergenze (Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), Adhd e disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento, ecc.).

Tra i destinatari anche parroci e religiosi impegnati nella pastorale giovanile poiché «il corso rappresenta un segno concreto della cura evangelica che la Chiesa riserva a ogni giovane, in particolare a coloro che vivono la fragilità delle neurodivergenze, dei disturbi specifici dell’apprendimento e delle difficoltà di attenzione», spiega don Alfredo Tedesco, direttore dell’ufficio di Pastorale giovanile della diocesi di Roma. «Questa proposta pastorale – ha sottolineato – è profondamente radicata nella missione di accogliere ciascuno per quello che è, promuovendo una formazione aggiornata e consapevole degli operatori affinché possano essere davvero compagni di strada per ragazzi e ragazze spesso esposti al rischio di isolamento o disagio».

Il corso nasce allora dalla consapevolezza che la neurodivergenza non è una disabilità, ma un diverso modo di imparare e relazionarsi, che richiede approcci educativi specifici e ambienti ecclesiali inclusivi. Il tema è più che mai attuale: in Italia un bambino su 77 è nello spettro autistico e il 6% degli studenti ha un Dsa, circa 350 mila alunni. Nel Lazio i dati sono simili e a Roma, con oltre 318 mila minori tra 6 e 17 anni, decine di migliaia di ragazzi vivono una condizione di neurodivergenza. Senza supporto adeguato, molti rischiano di sentirsi esclusi, anche nei percorsi parrocchiali.

Il percorso “DiversaMente” ha quindi l’intenzione di offrire strumenti pedagogici e pastorali per accompagnare questi ragazzi nei cammini di fede. Questo attraverso lezioni tenute da esperti di neuropsicologia, pedagogia speciale e teologia catechetica, laboratori pratici, studio di casi reali e testimonianze dirette di famiglie e giovani neuroatipici. «L’inclusione, la valorizzazione delle differenze, e il sostegno nella crescita personale ed emotiva – ricorda don Alfredo – diventano segni autentici dell’amore cristiano, che trasforma le fragilità in opportunità di incontro e maturazione. La comunità, così arricchita dalla diversità, testimonia che ogni persona ha un valore unico davanti a Dio e che, insieme, possiamo camminare verso una vita pienamente partecipata e consapevole, dentro il percorso pastorale e nell’esperienza sacramentale».

Il calendario del corso, che si svolgerà da ottobre 2025 a gennaio 2026, affronta in dieci incontri i temi chiave della pastorale inclusiva. Si parte oggi 31 ottobre con l’introduzione al corso a cura della prof.ssa Caneva, del prof. Lees e di don Alfredo Tedesco, per entrare poi nel cuore delle tematiche: Dsa (7 novembre, con le dott.sse Barzotti e Mastroianni), Adhd (14 novembre), Intelligenza emotiva (21 novembre) e Spettro dell’autismo (28 novembre). A dicembre, spazio agli aspetti più pratici: Neurodivergenze e psicomotricità (5 dicembre, con i dott. Raffaeli e Verdone), Neurodivergenza e ambiente (12 dicembre, con don Tedesco, Traversetti, Quintiliani e Ferrara) e Comunicazione con le famiglie (19 dicembre). Il nuovo anno si aprirà con due temi cruciali: Privacy e riservatezza (9 gennaio 2026) e Buone prassi e casi concreti (16 gennaio), con testimonianze dirette e l’intervento dell’avvocato Emanuela D’Orazio.

Le lezioni – tutte dalle 17:00 alle 18:45 – alterneranno approfondimenti teorici, laboratori e testimonianze, offrendo strumenti concreti per educare “con cura”.

31 ottobre 2025

“Disuguaglianze e povertà”: Reina e l’invito alla speranza, «la virtù dell’insonnia»

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Il cardinale vicario Baldo Reina chiama un applauso per i dodici anni di pontificato di Papa Francesco e tutta l’aula Giulio Cesare del Campidoglio si unisce subito all’abbraccio a distanza. È iniziata così stamattina, 13 marzo, con una calorosa dimostrazione di affetto al pontefice, la prima presentazione del volume “Disuguaglianze e povertà Urbi et Orbi. I Giubilei e la società italiana 1975 – 2000 – 2025” (Futura Editrice). L’incontro è stato organizzato da Cgil Roma Lazio e dall’Istituto di studi politici S. Pio V, che ha promosso il lavoro insieme alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio.

«Sappiamo quanto è attento il nostro vescovo alle povertà. Oggi ricorrono dodici anni dalla sua elezione a pontefice – ha ricordato Reina -. Potremmo fargli arrivare un grande abbraccio con un applauso, con la speranza che possa tornare presto tra noi». All’augurio, tra gli altri, si sono aggiunti anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. Tutti hanno lodato il grande impegno del Papa sulla questione delle disuguaglianze, ergendo il suo magistero a punto di riferimento per le sfide del futuro.

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14 marzo 2025

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