5 Maggio 2026

Pagine di storia religiosa: I miracoli mariani del 1796

di Domenico Rocciolo

Con l’armistizio di Bologna del 23 giugno 1796, Napoleone Bonaparte impose condizioni molto dure alla Santa Sede. Il Papa Pio VI capì che l’Armata d’Italia stava per minacciare il cuore stesso della cattolicità: Roma.

Il 25 giugno 1796, nella cattedrale di San Ciriaco ad Ancona, accadde un evento prodigioso: l’immagine della Santissima Vergine che vi si venerava fu vista alzare le palpebre e muovere la bocca come per fare un sorriso. La notizia si diffuse rapidamente, varcò i confini della città e giunse a Roma. Due settimane dopo, il 9 luglio, i devoti romani assistettero allo stesso miracolo. La Madonna dell’Archetto, collocata su un arco sito tra palazzo Casali e un edificio di proprietà di una confraternita, oggi venerata nella cappella di via San Marcello 41 con il titolo Causa Nostrae Letitiae, mosse ripetutamente gli occhi destando l’attenzione dei passanti.

Nelle settimane successive altre immagini mossero gli occhi e tra queste vi fu quella esposta sulla facciata di palazzo Caetani, visibile ancora oggi all’inizio di via delle Botteghe Oscure all’angolo con piazza dell’Enciclopedia italiana. Per l’ampiezza del fenomeno, il 1 ottobre 1796, il Tribunale del Vicariato imbastì un processo per accertare la fondatezza dei racconti sui miracoli. Tra il 5 ottobre 1796 e il 31 gennaio 1797 i funzionari del tribunale ascoltarono 86 testimoni e riconobbero 26 miracoli, mentre di altri 23 non portarono a termine le procedure di accertamento per non allungare troppo i tempi. Il sacerdote Giovanni Marchetti in un suo libro pubblicato nel 1797 parlò di molte immagini miracolose. Anche durante la Repubblica romana del 1798-1799 si verificarono episodi simili.

Il cardinale segretario di Stato Francesco Saverio de Zelada, sentito il parere del cardinale vicario Giulio della Somaglia, informò i nunzi delle corti europee degli eventi che avvenivano a Roma. Nella lettera che inviò al nunzio di Madrid scrisse: «Molte immagini di Maria Vergine, dipinte altre in tele, altre sulle pareti, alcune nelle chiese, la maggior parte nelle pubbliche strade, sono state vedute muovere sensibilmente gli occhi».

Si può affermare che i prodigi avvenuti nell’estate del 1796 e le preghiere che i romani recitarono dinanzi alle sacre immagini della Santissima Vergine furono le «sante e pacifiche armi» che il Papa richiese per invocare la protezione celeste. Ancora una volta la pietà dei fedeli fu protagonista.

7 ottobre 2020

Padre Saverio Cannistrà nuovo arcivescovo di Pisa

Papa Francesco con padre Cannistrà

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolitana di Pisa, presentata da monsignor Giovanni Paolo Benotto. Il Santo Padre ha nominato arcivescovo metropolita di Pisa padre Saverio Cannistrà, già preposito generale dei Carmelitani Scalzi e finora vicario parrocchiale di San Pancrazio a Roma. Ne dà notizia la Sala Stampa della Santa Sede.

Monsignor Saverio Cannistrà è nato a Catanzaro il 3 ottobre 1958. Dopo la Laurea in Filologia romanza presso la Scuola Normale Superiore di Pisa ha avuto un’esperienza lavorativa come redattore presso una casa editrice. Il 17 settembre 1985 è entrato nel noviziato della Provincia Italiana di Toscana dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi e ha emesso la professione perpetua il 14 settembre 1990. Il 24 ottobre 1992 è stato ordinato sacerdote. Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Dottorato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma (1998); docente di Teologia trinitaria presso la Pontificia Facoltà Teologica e Istituto di spiritualità “Teresianum” di Roma (1995-2003); professore di Cristologia e Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze (2003-2009). Nel 2007 è stato eletto membro del Consiglio di presidenza dell’Associazione Teologica Italiana.

Nella Provincia Toscana dei Carmelitani Scalzi è stato: consigliere provinciale (1996- 2002); maestro dei postulanti e degli studenti (1999-2008); provinciale (dal 2008). È stato inoltre preposito generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi (2009-2021). È membro del Consiglio presbiterale dell’arcidiocesi metropolitana di Firenze ed attualmente è vicario parrocchiale nella chiesa di San Pancrazio a Roma.

6 febbraio 2025

Padre Pietro e suor Leonella, un incontro per ricordarli con il vescovo Ambarus

La parrocchia di Sant'Innocenzo I Papa e San Guido Vescovo

Padre Pietro Turati e suor Leonella Sgorbati sono stati uccisi in Somalia. Il primo, dei Frati Minori, l’8 febbraio del 1991, viene assassinato da ignoti davanti alla chiesetta dell’ex missione; in quei giorni c’erano scontri fra soldati governativi e ribelli. La seconda, delle Suore Missionarie della Consolata, viene invece uccisa il 17 settembre 2006, ripetendo per tre volte la parola “Perdono” per i suoi carnefici. Alla loro memoria e al loro impegno nel Paese africano sarà dedicata la mattinata di domenica 7 novembre, nella parrocchia di Sant’Innocenzo Papa e San Guido Vescovo (via Radicofani, 33 – zona Villa Spada).

L’appuntamento è promosso dal Gruppo Nuovi Martiri con il Centro missionario diocesano e vedrà la partecipazione del vescovo ausiliare Benoni Ambarus, che presiederà la Messa alle ore 10.30. La celebrazione sarà preceduta da un breve incontro con il vescovo stesso e con Paola Aversa della Caritas diocesana.

3 novembre 2021

Padre Matteo Imbrici è tornato alla Casa del Padre

Si è spento padre Matteo Imbrici, religioso della Società di Maria, vicario parrocchiale della Parrocchia di Santa Francesca Cabrini dal 2007 al 2011 e presbitero itinerante negli anni successivi, da alcuni mesi ospite di nuovo della medesima parrocchia.

I funerali si terranno mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 11 nella parrocchia di Santa Francesca Cabrini
(piazza Massa Carrara, 15).

5 giugno 2018

Padre Mario Santirocchi è tornato alla Casa del Padre

Si è spento venerdì primo giugno padre Mario Santirocchi, religioso della Società di Maria, fino al 2002 vicario parrocchiale a Santa Francesca Cabrini.

Padre Livinius, ordinazione sacerdotale nell’hospice

Il vescovo Daniele Libanori, ausiliare di Roma per il settore Centro, ha ordinato sacerdote giovedì 1° aprile il chierico dell’Ordine della Madre di Dio Livinius Esomchi Nnamani, gravemente malato di leucemia, giunto dalla Nigeria due anni fa. Livinius aveva scritto di suo pugno il giorno prima a Papa Francesco dall’hospice del presidio sanitario Medical Group Casilino dove è ricoverato.

«Il Papa, nel giro di un’ora – racconta padre Davide Carbonaro, parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli – aveva risposto alla sua richiesta di ricevere l’ordinazione, incaricando il vescovo Libanori di presiedere il rito nel pomeriggio del Giovedì Santo. Durante la liturgia il vescovo ha unto le mani del neopresbitero con il Crisma consacrato dal Papa in mattinata nella basilica di San Pietro. Padre Livinius – prosegue il sacerdote – ha combattuto con tutte le sue forze per sconfiggere il male e nel contempo ha continuato i suoi studi. Ma le ultime complicazioni di salute lo hanno costretto a chiedere al Papa di realizzare il desiderio della sua vocazione». I fedeli a cui ha dato la sua prima benedizione sono stati i medici e gli infermieri che lo accudiscono. Intorno a lui i religiosi della sua comunità di Campitelli e di San Giovanni Leonardi.

Il vescovo Libanori, durante il rito in un corridoio dell’ospedale, ha detto: «Con questo dono il Padre vuole sostenerti perché tu possa vivere in pienezza la prova alla quale ti ha chiamato. Da sacerdote sarai unito a Gesù per fare del tuo corpo un’offerta gradita a Dio. Il nostro sacerdozio infatti raggiunge il suo vertice quando assieme al pane e al vino, sappiamo offrire tutto noi stessi, le cose che il Signore ci ha dato, e la nostra stessa vita».

da Roma Sette

12 aprile 2021

Padre Davide Carbonaro è il nuovo arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo

Padre Davide Carbonaro, parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli, è il nuovo arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. Il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, ha dato l’annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi (venerdì 2 febbraio 2024), nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Erano presenti i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti con molti sacerdoti e il personale del Vicariato di Roma. Un annuncio in contemporanea con quello dato nella cattedrale del capoluogo lucano dall’arcivescovo uscente Salvatore Ligorio.

 

Nato a Rosolini (Siracusa) il 1 gennaio 1967, trasferitosi all’età di 11 anni a Roma con la sua famiglia, padre Carbonaro appartiene all’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio nel quale ha emesso i voti solenni a Roma il 2 febbraio 1992, esattamente 32 anni fa. Dopo gli studi superiori, ha frequentato il biennio filosofico alla Pontificia Università Gregoriana e ha conseguito poi la licenza in Teologia biblica. È stato ordinato sacerdote il 3 ottobre 1992 a Santa Maria in Portico in Campitelli, di cui è stato parroco dal 1995 al 2004 e poi dal 2010 fino alla nomina di oggi.

Numerosi gli incarichi avuti da padre Carbonaro all’interno dell’ordine fondato da san Giovanni Leonardi, prima a Napoli e poi a Roma. È stato tra i fondatori della comunità dell’ordine a Owerry, in Nigeria. Dal 2010 al 2016 consigliere generale e segretario generale dei Chierici della Madre di Dio, nel 2022 è stato eletto vicario general

e. Dal 2004 membro dell’Ami (Associazione mariologica Interdisciplinare Italiana). Diversi anche gli incarichi nella diocesi di Roma, tra cui quello di prefetto per la II prefettura dal 2020 e di referente per il cammino sinodale dal novembre 2021. Dal novembre 2015 al 2020 è stato membro del Consiglio presbiterale diocesano e dal novembre 2017 accompagnatore spirituale delle Acli di Roma e guida di Terra Santa con l’Opera Romana Pellegrinaggi. Autore di numerose pubblicazioni e articoli per giornali e riviste, ha collaborato e collabora con programmi radiofonici e televisivi. Nella Quaresima 2019 ha guidato gli Esercizi Spirituali su Telepace. Insegna presso la Schola Puerorum della Cappella Sistina.

Le «tantissime attività» portate avanti da padre Carbonaro sono state ricordate dal cardinale De Donatis, che ha ricordato come il futuro vescovo sia «sempre stato un parroco molto presente nella vita della diocesi» e si sia «speso con generosità e passione».

«Mentre si apre qui a Roma in XV centenario di Santa Maria in Portico – ha sottolineato padre Carbonaro –, il Santo Padre mi ha chiamato a servire la Chiesa

che è in Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. Ringrazio Papa Francesco per la sua fiducia e mi presento a voi tutti con un cuore pieno di gioia e trepidazione. Trentadue anni fa, in questo giorno di luce e di incontro, mettevo la mia vita nelle mani del Signore, professando i consigli evangelici nella famiglia dei Chierici Regolari della Madre di Dio. Oggi è per me un nuovo inizio». Il sacerdote ha rivolto le sue parole a quanti incontrerà durante il suo nuovo incarico, «in una terra che è benedetta da Dio e in mezzo a un popolo che ne coltiva la fedeltà»: «Camminerò in mezzo a voi come ospite e pellegrino di speranza, ascoltando quello che è nel vostro cuore e sostenendo gli sforzi generosi di solidarietà e fraternità che vincono le stanchezze, le disillusioni, la ricerca del proprio personale inter

esse. Insieme offriremo la ricetta del Vangelo che ci invita a fissare lo sguardo sulla nostra realtà ma anche sul mondo intero, assetato di riconciliazione e di pace». Ha poi salutato la Chiesa di Roma, che ha

definito «Madre», e l’Ordine della Madre di Dio, prendendo in prestito le parole del fondatore san Giovanni Leonardi: «Parto con il corpo, ma vi lascio il cuore».

 

2 febbraio 2024

Padre Arrupe, «vero uomo di Dio»

Dallo «zelo per l’evangelizzazione» alla «particolare sensibilità per le situazioni sociali drammatiche e per i poveri», passando per il suo «cuore di missionario». Padre Pedro Arrupe Gondra «è stato un vero uomo di Dio, ed ha avuto anche una personalità ricca di qualità umane nel conoscere, trattare, ascoltare, rispettare, curare ed aiutare gli altri, dando grande fiducia a ciascuno». Il cardinale vicario Angelo De Donatis lo ha descritto così, nel suo discorso in occasione dell’apertura della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione.

Il rito si è tenuto questo pomeriggio, martedì 5 febbraio, alle ore 16, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense. Erano presenti il postulatore padre Pascual Cebollada e gli altri membri del Tribunale diocesano: il delegato episcopale monsignor Slawomir Oder; il promotore di giustizia monsignor Giuseppe D’Alonzo; il notaio attuario dottor Marcello Terramani; il notaio aggiunto signor Francesco Allegrini.

Leggi l’intervento completo del vicario

5 febbraio 2019

Pace e disuguaglianze: il 12 marzo l’incontro con Maslennikov di Oxfam

Si terrà giovedì 12 marzo alle ore 18.30, presso la Fondazione Don Luigi Di Liegro (via Ostiense 106), il nuovo appuntamento del percorso “Le Parole per fare pace”. Ospite dell’incontro sarà Misha Maslennikov, curatore per Oxfam Italia del rapporto “Nel baratro delle disuguaglianze – Come uscirne e prendersi cura della democrazia”.

Al centro della serata, il legame tra pace, giustizia sociale e qualità della democrazia, in un tempo segnato da crescenti squilibri economici e fragilità sociali.

«La pace non è solo assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di condizioni di giustizia che permettano a ciascuno di vivere con pienezza», afferma monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato del Vicariato di Roma.

Un sistema che produce disuguaglianze e “scarta” i più deboli «interroga la coscienza civile e cristiana» e rischia di alimentare «rancore, sfiducia e conflitti che indeboliscono il tessuto democratico».

La scelta della sede non è casuale. La Fondazione, intitolata a Luigi Di Liegro, rappresenta uno dei luoghi simbolo dell’impegno a favore delle fragilità più profonde della città.

«La giustizia sociale non vive di slogan – aggiunge Oliviero Bettinelli, vice direttore dell’Ufficio diocesano – ma di informazione seria, consapevolezza e progettualità concreta. Solo così possiamo prenderci cura della democrazia e costruire una pace autentica».

 

4 marzo 2026

Otto famiglie afghane ospitate nelle parrocchie romane

Inizia oggi, 15 settembre, l’accoglienza delle famiglie afghane nelle parrocchie di Roma promossa dalla diocesi in collaborazione con la Prefettura. Otto nuclei familiari, trentotto persone molte delle quali bambini, saranno ospiti delle comunità parrocchiali dopo aver terminato il periodo di isolamento negli “hotel-Covid”.

Si tratta di una prima parte dei nuclei che saranno inseriti nei programmi di solidarietà coordinati dalla Caritas diocesana che arrivano nelle parrocchie in questo giorno particolare, memoria liturgica di Maria Addolorata, che la diocesi dedica alla preghiera, al digiuno e alla solidarietà con il popolo afghano.

Alle ore 21, nella comunità parrocchiale dei Santi Fabiano e Venanzio, si svolgerà un momento di preghiera che sarà presieduto dall’arcivescovo monsignor Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma; porterà la sua testimonianza padre Giovanni Scalese, barnabita, superiore della Missio sui iuris in Afghanistan, che a lungo è stato missionario nel Paese asiatico e che è rientrato in Italia in seguito alla presa di potere da parte dei talebani. Racconterà dei suoi giorni a Kabul anche suor Shahnaz Bhatti, 45 anni, della congregazione di Santa Giovanna Antida, è in Italia da poco più di due settimane. La celebrazione verrà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd; www.telepace.it) e in streaming sulla pagina Facebook Caritas di Roma.

Momenti di preghiera, sempre alle ore 21, si svolgeranno anche nelle comunità parrocchiali che accolgono così l’appello lanciato nei giorni scorsi da Papa Francesco.

L’invito della diocesi è anche quello di trasformare il digiuno in contributo di carità per l’accoglienza delle famiglie di profughi. Per questo la Caritas ha predisposto un fondo di solidarietà al quale è possibile contribuire.

Conto corrente postale 001021945793
IBAN: IT 50 F 07601 03200 001021945793
intestato a Fondazione “Caritas Roma” – ONLUS (Via Casilina Vecchia 19)
causale “Sostegno per l’Afghanistan”

15 settembre 2021

Otto anni di pontificato di Papa Francesco: gli auguri del cardinale De Donatis e di tutta la comunità diocesana

Il popolo di Dio che vive in Roma eleva preghiere e inni di ringraziamento al Signore in occasione dell’ottavo anniversario del dono dell’elezione del nostro Vescovo Francesco, un pastore secondo il Suo cuore misericordioso.

Ricordo con viva emozione quella sera piovosa del 13 marzo 2013, in una piazza San Pietro gremita di fedeli in preghiera, quando risuonò per la prima volta la voce di Papa Francesco: “La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo”; e “adesso incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese” (Francesco, 13 marzo 2013).

A nome di tutta la comunità ecclesiale di Roma, dei vescovi ausiliari, dei presbiteri, dei diaconi, delle consacrate e dei consacrati e di tutti i membri del Santo Popolo fedele di Dio e di tutti gli uomini di buona volontà della nostra città, esprimo profonda gratitudine e sentimenti di stima e di filiale devozione a Papa Francesco che in questi anni ha guidato la nostra Chiesa “con cuore di Padre”.

Ci stringiamo a Lui spiritualmente, facendogli pervenire tutto il nostro affetto e la nostra ammirazione, grati per averci fatto riscoprire, con il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita, “la dolce e confortante gioia di evangelizzare”.

Ogni giorno nella nostra preghiera affidiamo la Sua persona e il Suo ministero petrino a Cristo Buon Pastore, per intercessione della Salus Populi Romani, chiedendo che continui a custodire il Suo gregge e a vegliare sulla nostra Chiesa e sulla città di Roma con amore di padre.
Auguri di cuore!

Con queste parole il cardinale vicario Angelo De Donatis invia al Santo Padre gli auguri per l’ottavo anniversario di pontificato, a nome suo e di tutta la comunità diocesana di Roma.

Il 13 marzo 2013 e per la prima volta si affacciava dalla Loggia delle Benedizioni il cardinale Jorge Mario Bergoglio come nuovo Pontefice, appena eletto dal conclave. Prese il nome di Francesco, in onore del Poverello di Assisi. Nato in Argentina ma con antenati di origine italiana, appartiene ai chierici regolari della Compagnia di Gesù (Gesuiti) ed è il primo Pontefice proveniente da quest’ordine religioso nonché il primo che arriva dal continente americano.

13 marzo 2021

Ostia, lunedì primo dicembre il Rito penitenziale a San Nicola di Bari

Lunedì primo dicembre alle ore 19, nella chiesa di San Nicola di Bari a Ostia, verrà celebrato il Rito penitenziale congiunto alla Celebrazione Eucaristica. Il rito, resosi necessario a seguito della grave profanazione avvenuta martedì 25 novembre, sarà presieduto dal cardinale vicario Baldo Reina. Concelebreranno il vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente e ausiliare per il settore Sud della diocesi di Roma, e il parroco di San Nicola di Bari don Cosmo Scardigno.

Il cardinale vicario, così come previsto dal Cerimoniale Episcoporum, terminato il rito d’ingresso, benedirà l’acqua «per purificare l’altare e le pareti della Chiesa profanata». Il rito prevede anche che l’altare resti spoglio fino alla liturgia della Parola, al termine della quale, i diaconi lo prepareranno per la liturgia eucaristica.

Fino a domenica 30 novembre, la comunità di San Nicola di Bari celebrerà la Santa Messa nella vicina chiesa di San Nicola al Villaggio dei Pescatori.

 

26 novembre 2025

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