8 Maggio 2026

Marco Di Tommasi nominato presidente dell’Azione cattolica diocesana di Roma

Marco Di Tommasi

Marco Di Tommasi è il nuovo presidente dell’Azione cattolica di Roma. A nominarlo, tra una terna di candidati presentati dall’assistente diocesano don Sergio Paolo Bonanni, il cardinale vicario Angelo De Donatis. Il porporato rivolge al nuovo responsabile «congratulazioni e auguri per il lavoro importante che si troverà a svolgere per la direzione dell’Associazione diocesana in chiave di collegialità e di unitarietà, coadiuvato dalla Presidenza e dal Consiglio diocesani».

«Come si sa la diocesi ha indicato alle parrocchie la costituzione di équipe pastorali – ricorda il cardinale De Donatis –, come strumenti operativi e propositivi, allo scopo di attuare la prospettiva pastorale della presenza significativa e testimoniante ed evangelizzante delle comunità ecclesiali all’interno del tessuto cittadino, così come si esprime e vive nei quartieri differenti. L’11 maggio scorso ho inviato una scheda ai parroci per invitarli a riflettere insieme agli altri sacerdoti della parrocchia, ai collaboratori pastorali per avviare in modo solidale la piena ripresa della vita parrocchiale». Poi prosegue: «Sono convinto del ruolo che l’Azione cattolica può avere sia nell’offrire la disponibilità ai singoli soci alla eventuale richiesta personale di collaborazione da parte dei parroci sia il convinto sostegno al lavoro che l’équipe svolgerà per promuovere la consapevolezza attiva dell’intera comunità parrocchiale in chiave di evangelizzazione e di testimonianza del Signore».

Marco Di Tommasi, della parrocchia San Mattia Apostolo, 62 anni, sposato con Anna Luisa e papà di due figli, è presidente parrocchiale. È stato vicepresidente diocesano per il settore adulti. È ministro straordinario della comunione. In ambito lavorativo è dirigente di un ente pubblico. «Assumo la presidenza dell’Azione cattolica diocesana di Roma con timore e tremore – dichiara –, con un sottile senso di indegnità e di inadeguatezza, ma con la ferma convinzione che non sarò solo nel servizio e che la gioia sarà superiore alla fatica. Vi porto tutti nel cuore e nella mia preghiera davanti al Signore, e vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera».

Leggi la lettera del cardinale vicario a don Sergio Paolo Bonanni

10 luglio 2020

Marcia per l’ambiente a piazza Farnese

Marcia per l’ambiente a piazza Farnese, a cura del Servizio per la pastorale sociale.

Marcello Fonte con “Dogman” a San Tommaso Moro

Marcello Fonte, vincitore del premio come migliore attore alla settantunesima edizione del Festival di Cannes, sarà ospite della parrocchia di San Tommaso Moro (via dei Marrucini, quartiere San Lorenzo), mercoledì 28 novembre dalle 18.30. Verrà proiettato anche il film di Matteo Garrone che gli è valso l’importante riconoscimento: “Dogman”, liberamente ispirato alla storia del “Canaro” della Magliana.

L’appuntamento rientra nel ciclo promosso dalla comunità guidata da monsignor Andrea Celli “Cineforum dei grandi registi italiani”. L’iniziativa è «rivolta in particolare ai giovani – sottolinea il parroco -, per stimolare la riflessione, il dibattito e il confronto sui temi attuali come la criminalità e la povertà culturale. Sarà l’occasione per parlare del degrado culturale, in particolare del territorio di san Lorenzo, e di come le parrocchie limitrofe tentano, attraverso l’oratorio ed altri strumenti, di promuovere una crescita e una promozione umana e spirituale soprattutto nei confronti dei giovani». Fonte, ricorda ancora monsignor Celli, è «cresciuto e vissuto nel cuore del quartiere di San Lorenzo ed è conosciuto dalla comunità parrocchiale».

22 novembre 2018

Manuale dei diritti: Inizio incontri di formazione tematici online – (Caritas)

Manuale dei diritti: Inizio incontri di formazione tematici online – (Caritas)

Madonna di Fatima, si chiude a Sant’Andrea delle Fratte la “Peregrinatio”

Si concluderà il 29 luglio la “Peregrinatio Mariae” in Italia con la statua della Vergine di Fatima, proveniente dal santuario portoghese.
L’immagine arriverà nella Capitale il 22 luglio: nella scalinata di Trinità dei Monti a piazza di Spagna. Ad accoglierla ci sarà il vescovo ausiliare del settore centro Gianrico Ruzzo e autorità civili e militari.
Con loro la banda musicale di Roma Capitale, che, insieme ai pellegrini attesi in gran numero, accompagnerà l’immagine della Vergine nella basilica di San’Andrea delle Fratte.

Nella basilica santuario Madonna del Miracolo, fino al 29 luglio si alterneranno momenti di preghiera e di riflessione, promossi dal Vicariato di Roma e dalla basilica stessa, in collaborazione con il Servizio nazionale di coordinamento di Fatima della diocesi di Sabina-Poggio Mirteto.
Il 29 luglio quindi la conclusione del pellegrinaggio iniziato, per l’immagine della Vergine di Fatima, nel mese di aprile.

Macron protocanonico d’onore di San Giovanni

Prenderà possesso del titolo di protocanonico d’onore del capitolo di San Giovanni in Laterano il presidente francese Emmanuel Macron, il prossimo martedì 26 giugno. Ad accoglierlo, alle 14.30, ci saranno l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis e tutti i canonici. «La celebrazione inizierà con un saluto del vicario; quindi ci sarà una preghiera e la lettura di un testo biblico». Ad anticipare i dettagli della cerimonia è padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi di Roma. Quindi ci si sposterà nella cappella Colonna, dove Macron firmerà i documenti per la presa di possesso dello “stallo” di canonico. In quest’occasione riceverà anche un prezioso dono da parte del capitolo: una copia della croce lateranense, che gli verrà consegnata da monsignor Enrico Feroci, camerlengo del capitolo nonché direttore della Caritas diocesana di Roma. Successivamente ci si posterà nel chiostro della basilica di San Giovanni; al presidente francese verrà mostrata la statua bronzea di Enrico IV, primo protocanonico d’onore, collocata nel portico di Sisto. Infine visiterà il piano nobile del Palazzo Apostolico Lateranense, con la Sala della Conciliazione e la Sala degli Imperatori.

Proseguirà così l’antica tradizione che lega la basilica lateranense al trono di Francia, e affodna le sue radici nel Medioevo. Attorno al 1300 si stringe, in particolare, il legame con il capitolo lateranense, come racconta monsignor Louis Duval Arnauld, archivista del capitolo, originario di Parigi. «In quel periodo inizia la costruzione del ciborio della basilica, pagata da re Carlo V (1338-1380): lo stemma del monarca è ancora visibile sul ciborio stesso». Non è un caso che in quel periodo la sede apostolica si fosse trasferita temporaneamente in Francia, ad Avignone, in Provenza, dove i Papi risiedettero dal 1309 al 1377, in un esilio passato alla storia come “cattività avignonese”. Tornarono poi a Roma, ma il legame non si spezzò, anzi. Nel Quattrocento, re Luigi XI (1423-1483) donò al capitolo della basilica «importanti redditi nel sud della Francia», ricorda ancora monsignor Duval Arnauld.

Qualche tempo dopo salì al trono francese – siamo al 1594 – Enrico di Navarra: prima calvinista, si convertì al cattolicesimo, ma cercò di garantire ai protestanti la libertà religiosa grazie all’Editto di Nantes del 1598. Enrico IV donò alla basilica di San Giovanni l’abbazia di San Pietro di Clairac, sempre nel sud della Francia (diocesi di Agen). Dal canto suo il capitolo, per ringraziare il sovrano, fece scolpire una sua stata in bronzo, «opera – racconta il canonico francese – dell’artista lorenese trapiantato a Roma Nicolas Cordier, che si trova nel portico del transetto di fronte all’obelisco». Non solo: il capitolo insignì Enrico IV del titolo di protocanonico d’onore e ancora oggi, ogni anno, il 13 dicembre, data di nascita di Enrico IV, nella cattedrale si celebra la “Missa pro natione gallica”. Nell’ultima che è stata celebrata, il 13 dicembre del 2017, l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis ha ricordato le antiche tradizioni che legano la basilica alla Francia. «Da quando il re Enrico IV ha istituito questa Messa – ha scritto monsignor De Donatis in un messaggio letto in francese da un diacono – essa non ha mai cessato di essere qui celebrata, richiamando la comunità francese a Roma che viene alla sede del successore di Pietro a pregare per la prosperità del proprio Paese».

Negli anni Cinquanta del XX secolo, la tradizione di prendere possesso del titolo è stata ripresa dal presidente René Coty. Ne hanno poi seguito l’esempio Charles De Gaulle, Valery Giscard d’Estaing, Jacques Chirac e in tempi recenti Nicolas Sarkozy, che ricevette il titolo il 20 dicembre 2007.

25 giugno 2018

Macron a San Giovanni: «Lavorare insieme per il bene comune»

«Con gioia accogliamo il suo ingresso nel Capitolo della basilica lateranense». Così, oggi (martedì 26 giugno) attorno alle 15, l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis ha accolto il presidente francese Emmanuel Macron, sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano. Il presidente è arrivato in macchina, accompagnato dalla moglie Brigitte; il vicario li ha accolti insieme al canonico francese del capitolo, monsignor Louis Duval Arnauld. I quattro sono poi avanzati insieme fino all’ingresso della cattedrale, dove tutti erano attesi da tutti i canonici. «Oggi si perpetua la memoria di un’ antichissima tradizione che lega la grande nazione di Francia alla Chiesa apostolica», ha ricordato De Donatis durante il suo saluto nella basilica lateranense: fu infatti Enrico IV il primo re di Francia a essere insignito del titolo di protocanonico d’onore.

«Ogni giorno in questa basilica viene elevata la preghiera per la pace nel mondo e per il progresso del genere umano», ha proseguito l’arcivescovo, che giovedì riceverà la berretta cardinalizia dalle mani del Papa. «Oggi lei entra a far parte della realtà del Laterano, a nome dell’intera nazione francese – ha concluso -. Ringraziandola per gli auguri che mi ha fatto pervenire per la mia recente nomina, le assicuro la mia preghiera e condivido gli sforzi che vorrà fare per il benessere nostri Paesi e soprattutto per accompagnare la sofferenza di tanti nostri fratelli che cercano sostegno e conforto».

Macron ha ringraziato monsignor De Donatis, e ribadito «la tradizione di concordia, di amicizia tra Francia e Vaticano». «La presenza del Capo di Stato – ha spiegato Macron – sottolinea la volontà della Francia di approfondire la relazione di amicizia, comprensione, fiducia che intrattiene con la Santa Sede». Queste tradizioni, ha sottolineato il presidente francese, «non sono solo frutto della storia, di una storia singolare: spero che si sviluppino ancora per permetterci di lavorare insieme per la pace e al servizio del bene comune».

Quindi i canonici, insieme al presidente francese, si sono spostati nella cappella Colonna, dove è avvenuto il tradizionale scambio di doni e dove Macron ha firmato i documenti necessari per la presa di possesso dello “stallo”. Il pomeriggio nella basilica lateranense è proseguito con una visita al chiostro, dove è custodita anche la statua di Enrico IV opera dell’artista lorenese Nicolas Cordier. Quindi il presidente francese ha tenuto una conferenza nella Sala degli Imperatori, al primo piano del Palazzo Apostolico Lateranense.

Leggi il saluto integrale del vicario De Donatis al presidente Macron

26 giugno 2018


Tutte le foto sono di Cristian Gennari

Lutto in diocesi: morto don Antonio Nicolai

Un sacerdote sempre sorridente, impegnato a largo raggio tanto nella pastorale familiare quanto nell’assistenza ai poveri e agli ammalati, capace di coinvolgere e ascoltare tutti con grande pazienza. Questo era don Antonio Nicolai, parroco per 36 anni a Santa Lucia e giudice esterno del Tribunale di appello, morto la mattina di Natale a 79 anni. Una folla immensa ha partecipato ai funerali che si sono svolti nella “sua” parrocchia il 26 dicembre, celebrati dal vicario del Papa per la diocesi di Roma, l’arcivescovo Angelo De Donatis.

Don Pablo Walter Castiglia, attuale segretario particolare del vicario, è stato per dieci anni vice parroco di don Antonio e ricorda la sua grande capacità di accogliere chiunque si trovasse ad affrontare un momento di difficoltà, la sua attenzione verso gli ammalati e le loro famiglie. «Quando moriva qualcuno – racconta – per lungo tempo rimaneva accanto alla famiglia per portare una parola di conforto». Era una persona «molto positiva, di grande intelligenza e al passo con i tempi nonostante l’età» e da lui don Pablo ha imparato a «non arrendersi mai e a lottare sempre in quello in cui si crede, cercando sempre un modo per risolvere i problemi. Per me – aggiunge – era un punto di riferimento importante e mi dava tanta sicurezza».

Monsignor Giorgio Corbellini, vescovo titolare di Abula, lo ha conosciuto nel novembre 1981 quando era un sacerdote studente e fu accolto da don Antonio in qualità di collaboratore parrocchiale. Ricorda la sua particolare attenzione verso gli sposi. «Non concludeva mai una messa senza includere nella benedizione anche le famiglie – afferma -. Aveva per loro un’attenzione particolare e ha sempre lavorato molto per favorire una pastorale nelle modalità più varie come per esempio con le equipe Notre-Dame, movimento laicale di spiritualità coniugale». Non solo. Don Antonio era sempre pronto ad accogliere nuovi collaboratori e si circondava di giovani sacerdoti; in modo particolare, ha ospitato per anni i preti della diocesi di Gozo (Malta) perché «aveva bisogno di cooperatori per portare avanti le tante attività che avviava», aggiunge Corbellini, che a distanza di quasi 40 anni è rimasto particolarmente legato alla parrocchia di Santa Lucia e la domenica spesso offre il suo aiuto per le confessioni.

Per i poveri del quartiere Monte Mario monsignor Nicolai ha avviato nel 1989 una mensa, attiva tutt’ora, nella quale vengono serviti ogni settimana due pranzi, il lunedì e il mercoledì, e una cena, il venerdì. I suoi modi semplici e familiari hanno convinto tanti commercianti della zona a fornire alimenti per la mensa e coinvolto medici e avvocati a prestare assistenza sanitaria e legale a favore delle persone meno agiate. «Era ben voluto da tutti – riferisce ancora don Giorgio -. Era aperto e gioviale, con un innato desiderio di avvicinare la gente e seminare gli insegnamenti del Vangelo. Da lui ho imparato l’attenzione concreta verso le persone».

LUNEDI’ DELL’ANGELO

LUNEDI’ DELL’ANGELO

LUNEDI’ DELL’ANGELO

LUNEDI’ DELL’ANGELO

Lunedì dell’Angelo

Lunedì dell’Angelo.

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