9 Maggio 2026

Le “statio” quaresimali in diocesi: il Mercoledì delle Ceneri con Papa Francesco all’Aventino

Inizia la Quaresima e con questa l’antico rito delle “stationes”: cioè fermarsi, “sostare” prima di intraprendere il pellegrinaggio quotidiano in atteggiamento di lode e di preghiera. Secondo la tradizione, i fedeli di Roma si fermano in una delle diverse chiese del centro storico dove sono custodite le memorie dei martiri; qui viene celebrata la Messa, preceduta da una processione durante la quale vengono cantate le litanie dei santi. La prima delle stazioni quaresimali è prevista il Mercoledì delle Ceneri, come di consueto con il Papa, vescovo della diocesi di Roma: il prossimo 6 marzo, alle ore 16.30, dunque, Papa Francesco sarà nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino, inizierà la statio cui farà seguito la processione penitenziale verso la basilica di Santa Sabina. Alla processione, guidata dal Santo Padre, prenderanno parte i cardinali, gli arcivescovi, i vescovi, i monaci benedettini di Sant’Anselmo, i padri domenicani di Santa Sabina e i fedeli. Al termine della processione, nella basilica di Santa Sabina, il Pontefice presiederà la Messa con il rito di benedizione e di imposizione delle Ceneri.

«Anche in questo 2019 la nostra Chiesa locale si mette in cammino durante il tempo penitenziale della Quaresima – riflette il vescovo ausiliare del settore Centro e segretario generale del Vicariato monsignor Gianrico Ruzza –. Celebriamo con animo lieto la tradizione delle stazioni quaresimali che ci uniscono, nella memoria liturgica e spirituale, alla Chiesa diocesana nascente che fin dai primi secoli della sua vita ha voluto sottolineare l’importanza del tempo liturgico preparatorio alla Pasqua, che ci introduce nel Mistero della Vita nuova donata dal Risorto».

«Il percorso delle stazioni quaresimali a Roma – sottolinea padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi di Roma – esprime il desiderio, la vocazione e la necessità di essere pellegrini nella città in cui si vive. È un itinerario penitenziale che ci aiuta a riscoprire la prospettiva di santità a cui siamo chiamati. Sostiamo sui luoghi in cui i martiri hanno dato la vita, per riscoprire il senso della nostra esistenza. Percorriamo le vie della città di Roma e di ogni città, e riscopriamo che le strade in cui si svolge la nostra vita quotidiana sono state abitate da santi, da martiri… da testimoni».

«La liturgia delle stazioni quaresimali è stata intimamente legata al digiuno pubblico e alla preghiera penitenziale itinerante che hanno caratterizzato fin dai primi secoli i 40 giorni della Quaresima nella Chiesa romana – spiegano ancora dall’Ufficio liturgico diocesano –. Lo stesso termine “stazione” desunto dal linguaggio militare romano, indicava il “montare di guardia” e la Chiesa lo ha adottato in senso spirituale per esprimere il dovere dei cristiani di dedicarsi con vigilanza e con impegno alla conversione e all’orazione. Gradualmente a Roma la “stazione” diventò il termine tecnico per designare l’assemblea eucaristica presieduta dal suo Vescovo, il Papa. Questa celebrazione si svolgeva generalmente così: di solito verso le tre del pomeriggio, il popolo accorreva insieme con il clero in una chiesa stabilita in antecedenza come luogo di raduno e che veniva chiamata perciò “collecta”. Di qui i fedeli, con a capo il Papa, circondato dai presbiteri e dal clero, si dirigevano processionalmente verso la chiesa stazionale; il Papa concelebrava con i presbiteri, comunicava i fedeli e concludeva la celebrazione quando il sole volgeva al tramonto».

Il giorno successivo al Mercoledì delle Ceneri, giovedì 7 marzo, Papa Francesco sarà nella basilica di San Giovanni in Laterano per la tradizionale liturgia penitenziale di inizio Quaresima riservata al clero della diocesi di Roma. Dopo una meditazione del cardinale vicario Angelo De Donatis, i sacerdoti si confesseranno; anche il Santo Padre ascolterà alcune confessioni e concluderà la celebrazione. Al termine offrirà in dono un sussidio per le seconde letture dell’Ufficio delle Letture di Quaresima.

5 marzo 2019

Le “passeggiate fotografiche” con l’Ufficio per il tempo libero

Ritorna l’iniziativa “Passeggiate fotografiche” promossa dall’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport all’interno del concorso “Scatta in parrocchia”. Il tema che condurrà i partecipanti lungo le strade di Roma sarà quest’anno “La luce”.

I tre incontri previsti partiranno dalla basilica di San Pietro, ed esattamente dal colonnato della piazza, laddove il prossimo 19 dicembre si andrà insieme a visitare la mostra “Cento presepi”. «Ci è sembrato opportuno iniziare dalla Luce vera – spiega don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport – quella che venne nel mondo, come scrive San Giovanni nel prologo del suo Vangelo, per illuminare ogni uomo».

A gennaio sarà la volta di Caravaggio, il pittore della luce. Domenica 23 l’appuntamento previsto sarà infatti a San Luigi dei Francesi, per contemplare e ritrarre i particolari del dipinto della vocazione di San Matteo. Infine l’ultima tappa – condizioni meteo permettendo – vedrà il gruppo dei fotografi riunirsi il 20 febbraio al Pincio per qualche scatto al suggestivo tramonto su Roma, meditando sulle parole della creazione nel libro della Genesi.

A guidare gli incontri saranno il fotografo Antonio Grieco, Alessia Torregrossa, della parrocchia Santa Maria della Salute a Primavalle, già vincitrice del concorso “Scattainparrocchia”, e don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport. Gli stessi partecipanti, al termine delle passeggiate, decideranno quale fotografia sarà degna di un ingrandimento da regalare al vincitore. Per iscriversi occorre inviare una mail all’indirizzo uts@diocesidiroma.it entro il prossimo 17 dicembre.

Lavori di riqualificazione a Casa Santa Giacinta

A Casa Santa Giacinta, la struttura della Caritas di Roma che accoglie principalmente anziani senza dimora, ma anche donne e uomini con gravi disturbi psichici, servono lavori di manutenzione. Bisogna risistemare gli ambienti e acquistare nuovi arredi. Per questo la Caritas diocesana lancia una proposta di crowfunding, al quale si può contribuire cliccando qui.

«Casa Santa Giacinta ha necessità di acquisire nuovi complementi d’arredo, essenziali a garantire standard di funzionalità e accoglienza dignitosi – spiegano dall’organismo diocesano –. In questi mesi la Caritas, sta avviando dei lavori di adeguamento tecnico e riqualificazione degli ambienti che una volta pronti dovranno essere arredati. Ti chiediamo pertanto di sostenerci in questa ultima fase del progetto!»

La struttura nasce nella zona di Ponte Casilino nel 1990, per offrire accoglienza a persone che vivono per strada, principalmente anziani senza casa e senza famiglia, ma non solo. Comprensiva di uno spazio “dormitorio” e un centro diurno adiacente, offre un luogo di ristoro materiale ma anche e soprattutto affettivo, a chi è vittima di emarginazione sociale e solitudine. L’accoglienza è a titolo gratuito e l’accesso avviene dopo un periodo di permanenza presso l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” o mediante segnalazione dei servizi sociali del Comune di Roma.

Numerosi sono gli interventi che, a vari livelli, sono dedicati agli accolti: dalla presa in carico all’elaborazione di un progetto, dalla cura della persona all’assistenza socio sanitaria e al sostegno psicologico, dal segretariato sociale ai servizi mensa, lavanderia e guardaroba. Casa Santa Giacinta propone, inoltre, attività ricreative e laboratoriali che permettono agli accolti di vivere occasioni di coinvolgimento e condivisione. Molti ospiti spesso sono affetti da problemi di salute, per questo necessitano di trasporto assistito presso ambulatori e/o presidi ospedalieri.

Le persone accolte sono 99 e vengono accompagnate per tutto il periodo di accoglienza da un’équipe esperta composta da operatori e volontari.

8 giugno 2023

Laudato Si’, proiezione di “The Letter” e Festa del Creato

Sarà presentato il prossimo 4 ottobre, alle ore 17, al Tempio di Adriano in piazza di Pietra, il docufilm “The Letter” (La Lettera) voluto da Papa Francesco sui temi dell’enciclica Laudato Si’.

La proiezione del docufilm è promossa ed organizzata dal Masci Lazio (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) e dal Movimento Laudato Sì, in collaborazione e in piena sintonia con l’ASviS, la Focsiv e la Camera di Commercio di Roma. La proiezione del docufilm “La Lettera ” ha il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Sostenibile della Santa Sede. All’evento interverrà il vescovo Riccardo Lamba; parteciperanno l’assessora all’Ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, il direttore scientifico dell’ASvIS Enrico Giovannini, il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti e la presidente della Focsiv-Volontari nel mondo Ivana Borsotto. Condurrano l’incontro Alberto Cuccuru, segretario regionale del Masci Lazio e Cecilia Dall’Oglio, direttrice Programmi Italiani del Movimento Laudato Si’. L’ingresso è libero nel limite dei posti disponibili.

Nel giorno in cui si fa memoria di san Francesco, l’iniziativa sarà preceduta dalla Festa del Creato, dalle 15.30 alle 16.30 circa, presso la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, Sala Pozzo (va di Sant’Ignazio, 65), dal titolo “Finalmente insieme!”. Sarà l’occasione per gli animatori e circolo Laudato Si’ di ritrovarsi con il vescovo Lamba.

«L’enciclica Laudato Si’ è un invito importante di Papa Francesco ad impegnarci per la Casa Comune ovvero per il Creato – spiegano i promotori –. Di avere rispetto gli uni degli altri. Di prenderci cura gli uni degli altri. Perché solo così il mondo ha una chance di salvarsi, di essere una risorsa per tutti. Di lasciarlo “sano” al futuro, alle nuove generazioni. Sono temi da condividere, su cui riflettere, che vogliono impegno, confronto. Debbono essere temi generativi di azioni positive sia personali che comunitarie di cui tutte e tutti dobbiamo sentirci protagonisti al servizio, appunto, del Bene Comune».

1 ottobre 2023

Lateranense, il “Dies Academicus” con il cardinale De Donatis

Si terrà martedì 15 novembre, alle 11, nell’Aula Magna, il “Dies academicus” 2022-2023, il 250° dalla fondazione della Pontificia Università Lateranense. Ad aprire l’inaugurazione sarà il cardinale Angelo De Donatis, gran cancelliere dell’Università. La prolusione sarà affidata al decano della Facoltà di Diritto Canonico, il professor Paolo Gherri, che affronterà il tema “Persone e Diritto canonico: a 40 anni dal Codice rinnovato (1983-2023)”. A seguire, gli interventi di Rafaella Figueredo, studentessa della Facoltà di Teologia, e di Paolo Topa, in rappresentanza del personale non docente dell’ateneo Lateranense. Concluderà l’atto accademico il rettore dell’Università Vincenzo Buonomo.

Quella della Lateranense è una comunità accademica internazionale, con 121 docenti e 1.868 studenti provenienti dai cinque continenti, una rete di 29 sedi nel mondo tra Istituti incorporati, aggregati, affiliati, e collegati, e una collocazione nel cuore della Chiesa e della città. Quattro le Facoltà (Teologia, Filosofia, Diritto canonico, Giurisprudenza), due gli Istituti (Utriusque Iuris e Pastorale), e due i cicli di studi, in Scienze della pace e della cooperazione internazionale e in Ecologia e ambiente, a cui si aggiunge un Centro di alti studi (Clas) per la formazione permanente e la specializzazione post-laurea.

«Dal 1773 – sottolinea un comunicato – la missione dell’Università Lateranense si concretizza nel formare le nuove generazioni di ecclesiastici, consacrati e laici, come pure nel promuovere la ricerca scientifica, offrendo percorsi di studio interdisciplinari per favorire una cultura aperta al dialogo e al confronto, anche quello tra la fede e le diverse scienze. A 250 anni dalla fondazione, l’Università si propone anche oggi come uno strumento di crescita culturale e scientifica».

14 novembre 2022

Ladaria: «Fare ricchezza della pluralità»

Essere membra della Chiesa capaci di accogliere l’altro con e nella propria vita in risposta all’accoglienza misericordiosa ricevuta da Cristo e dal Padre: è questo l’auspicio espresso dall’arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, nel corso della solenne celebrazione presieduta ieri, 20 maggio, nella basilica di San Giovanni in Laterano in occasione della XXVII edizione della Festa dei Popoli. «Oggi, giorno di Pentecoste – ha spiegato il presule -, lo Spirito Santo rivela a tutti la verità profonda di Cristo: il suo essere in comunione eterna d’amore con il Padre e questo amore viene rivelato a noi così come ai discepoli nel giorno della nascita della Chiesa».

Frutti dell’azione dello Spirito Santo sui primi apostoli «furono il coraggio della testimonianza e la capacità di parlare e venire compresi in tutte le lingue – ha detto ancora Ladaria Ferrer -: nessuno era più escluso perché la Chiesa è moltitudine e della pluralità fa una ricchezza, non un limite». Quindi, l’arcivescovo ha sottolineato come il monito “Accoglietevi come Cristo ha accolto voi”, scelto come tema per questa edizione della Festa dei popoli, «è tratto dalla Lettera di San Paolo ai romani ed è quindi rivolto in modo specifico a noi che viviamo in questa città» affinché sappiamo «farci riconoscere a motivo del fuoco dell’amore del Padre che abita in noi e che è la nostra forza».

I diversi momenti della celebrazione eucaristica sono stati affidati ad alcune delle comunità tra le oltre cinquanta etnie che fin dalla mattina alle 9 hanno riempito di musica e colori il sagrato della cattedrale: il Gloria intonato dai congolesi, l’intronizzazione della Parola in brasiliano, il salmo in malayalam, la preghiera dei fedeli in lingue diverse, l’offertorio affidato alla comunità latino-americana, il Sanctus in ucraino e il canto di comunione in arabo e rumeno. Poco prima della benedizione finale, è arrivata la notizia del Concistoro del 29 giugno, nel corso del quale l’arcivescovo Ladaria e il vicario De Donatis saranno creato cardinale. A loro sono andati gli auguri dell’assemblea e di monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, che ha espresso le congratulazioni a nome di tutte le comunità presenti.

Al termine della Messa, poi, alcune comunità hanno offerto i piatti della loro cultura e tradizione, a dire che la condivisione è fatta anche di sapori e prodotti tipici: c’erano da assaggiare, tra gli altri, le banane fritte di Capo Verde, il pollo mwambe preparato dai congolesi, il borsch, piatto tradizionale ucraino, la cucina filippina ricca di riso, pesce e salse, le zuppe speziate nigeriane e ancora il bigos polacco a base di crauti.

Nel pomeriggio c’è stata una sfilata di abiti tradizionali mentre il concerto organizzato dal World Intercultural Institute ha concluso la giornata di festa. Sempre nel contesto della Festa dei popoli la mattina, dalle 10, presso il Seminario Romano Maggiore aveva avuto luogo il convegno “La Chiesa in ascolto” per offrire «un’occasione di riflessione affinché non venga mai meno l’entusiasmo di fare e lavorare per l’unità – ha chiosato monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi -: questo momento di testimonianze ci lasci un segno nel cuore per continuare, determinati».

Tra i partecipanti Suleman, un rifugiato 
maliano che nel gennaio 2010, a Rosarno, fu coinvolto negli scontri a sfondo razziale e che oggi con altri sei giovani africani gestisce la cooperativa sociale Barikamà – che produce, vende e consegna in bicicletta yogurt e ortaggi biologici – e un bar nel parco Nemorense. Hanno raccontato la loro storia anche Oshman, un rifugiato accolto dal Centro Astalli che ha ricordato, commosso, le difficoltà incontrate durante l’estenuante viaggio anche attraverso il deserto e il difficile percorso di integrazione e Talibe, un ragazzo giunto in Italia da solo quando era minorenne che oggi ha trovato accoglienza e una famiglia nella Città dei Ragazzi.

di Michela Altoviti

Laboratorio sull’affettività

Laboratorio sull’affettività per i giovani dai 17 anni a Santa Maria dell’Acero (Velletri), a cura del Servizio per la pastorale giovanile.

Laboratorio residenziale per sacerdoti

Laboratorio residenziale per sacerdoti a cura del Servizio per la pastorale giovanile e del Servizio per la formazione permanente del clero.

Laboratorio residenziale per i parroci di prima nomina con il cardinale vicario a Ponte Galeria

Laboratorio residenziale per i parroci di prima nomina con il cardinale vicario presso la Casa di Preghiera Domus Aurea a Ponte Galeria.

Laboratorio per sacerdoti “Quale comunità per i giovani?”

Laboratorio per sacerdoti “Quale comunità per i giovani?”, a cura del Servizio per la pastorale giovanile e del Servizio per la formazione permanente del clero.

Laboratorio per sacerdoti “Quale comunità per i giovani?”

Laboratorio per sacerdoti “Quale comunità per i giovani?”, a cura del Servizio per la pastorale giovanile e del Servizio per la formazione permanente del clero.

Laboratorio per sacerdoti “Quale comunità per i giovani?”

Laboratorio per sacerdoti “Quale comunità per i giovani?”, a cura del Servizio per la pastorale giovanile e del Servizio per la formazione permanente del clero.

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