13 Maggio 2026

E’ entrato nella luce della Resurrezione don Luigi Tedoldi

Il Consiglio Episcopale
e il Presbiterio della Diocesi di Roma

annunciano che oggi
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Don Luigi Tedoldi, detto Gino
di anni 78

Collaboratore parrocchiale presso la Parrocchia Santa Maria a Setteville dal 2021,
Parroco della stessa Parrocchia dal 1996 al 2021,
Rettore del Seminario Redemptoris Mater dell’Arcidiocesi di Newark (U.S.A.) dal 1990 al 1995

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali, presieduti da S.E. Mons. Daniele Salera,
saranno celebrati venerdì 7 giugno 2024, alle ore 15.00,
presso la Parrocchia Santa Maria a Setteville
(Via Ludovico Muratori 43, Guidonia Montecelio)

 

5 giugno 2024

Incontro sulla memoria alla Galleria dei Miracoli

Giovedì 6 giugno, alle ore 18.30, la Galleria dei Miracoli (via del Corso 528) ospiterà il nuovo appuntamento di Spiriteco, il format tematico dedicato alla valorizzazione della spiritualità attraverso conversazioni su argomenti di particolare attualità. L’evento è promosso dall’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma in collaborazione con Fondazione Mira.

Il nuovo incontro ha per titolo “Memoria, forza dell’umanità?” e avrà come protagonisti monsignor Giuseppe Lorizio, teologo, direttore dell’Ufficio diocesano; Giuseppe Giannotti, vice direttore Rai Cultura ed Educational – Storia e Anniversari; la scrittrice e giornalista Rosanna Turcinovich Giuricin, che presenterà il suo ultimo romanzo, “Di questo mar che è il mondo”. «L’opera – informa una nota – sarà spunto per la conversazione perché affronta la memoria di un pezzo importante della storia: l’esodo giuliano dalmata, che fu tragico abbandono forzato dalla propria terra da parte della gente istriana e lo fa attraverso il ricordo della figura paterna dell’autrice». La scrittrice e attrice Isabel Russinova introdurrà l’incontro leggendo alcuni brani del libro, modera il giornalista vaticanista Mimmo Muolo (Avvenire).

4 giugno 2024

Nuovo murales alla Cittadella della Carità

Verrà inaugurato giovedì 6 giugno, alle ore 18, nella mensa Caritas della Cittadella della Carità (in via Casilina Vecchia 19), il murales intitolato “Coesistenze”, ideato dagli studenti della IV F del Liceo Artistico Statale Via di Ripetta.

L’opera nasce nell’ambito del progetto scolastico Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Ptco), promosso in collaborazione con la Caritas con l’obiettivo di valorizzare gli spazi comuni con un intervento artistico.

Il murales copre ampie pareti della mensa, trasformando uno spazio ordinario in una sorta di galleria d’arte accessibile a tutti, con una finalità che va ben oltre l’estetica: «Per i ragazzi è una sorta di paradigma di inclusione sociale e di sensibilizzazione – spiega il professore Virgilio Mollicone – . Attraverso la rappresentazione di diverse forme di vita che coesistono pacificamente, l’opera invita i visitatori della mensa, molti dei quali si trovano in situazioni di vulnerabilità, a riflettere sui temi della coesistenza e del rispetto reciproco».

Un messaggio particolarmente potente in un contesto come quello della Caritas, dove persone di diverse estrazioni e storie di vita si incontrano quotidianamente. L’opera stessa è stata realizzata insieme agli ospiti della struttura Caritas che, insieme ai ragazzi, hanno vestito i panni di artisti e si sono impegnati nella realizzazione concreta del murales, che impreziosirà la mensa diocesana.

«Per noi è molto importante questo lavoro che è stato fatto qui – racconta Italo, tra gli artisti ospiti della Cittadella della Carità -. Normalmente mangiamo in refettorio e tante volte i nostri sguardi sono persi nel nulla. Avere davanti a noi, invece che una parete bianca, questi dipinti che ti possono dare un po’ più di allegria farà molto bene sicuramente a tutti noi».

4 giugno 2024

Incontro per i parroci di nuova nomina – Uff. formazione permanente clero

Incontro per i parroci di nuova nomina – Uff. formazione permanente clero

“(Dis)uguglianze”, incontro sul lavoro

Lavoro povero, salario minimo, ruolo delle cooperative. E le sfide da intraprendere con coraggio per dare al lavoro il senso di un percorso di dignità. Saranno questi i temi al centro dell’incontro “Quando il lavoro non genera la vita”, quarto appuntamento tematico del ciclo sulle “(Dis)uguaglianze” voluto dalla diocesi di Roma, promosso in occasione dei cinquant’anni del convegno sui “mali di Roma”. Sarà la cooperativa La Nuova Arca, a via di Castel di Leva 416, a ospitare i lavori, venerdì 14 giugno dalle 16.30: un luogo simbolico, poiché la cooperativa sociale nata nel 2007 si occupa di inclusione e reinserimento di donne sole con bambini, persone con disabilità, rifugiati e migranti.

Ad aprire il pomeriggio di approfondimento saranno i saluti del vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Baldo Reina, e di monsignor Francesco Pesce, incaricato diocesano della Pastorale sociale, del lavoro e della cura del creato. Interverranno poi Daniele Leppe, avvocato del lavoro; Paolo Naticchioni, professore associato a Scienze politiche all’Università di Roma Tre; Antonio Finazzi Agrò, promotore e presidente de La Nuova Arca; Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma aps; Vittorio Pelligra, professore di Economia politica all’Università di Cagliari. Seguiranno alcune testimonianze ed esperienze. Modererà i lavori Oliviero Bettinelli, vicedirettore dell’Ufficio diocesano della pastorale sociale, del lavoro e della cura del creato.

«Il lavoro è dignitoso quando è liberante – riflette monsignor Pesce –. Non dimentichiamo che siamo stati cacciati dal paradiso terrestre perché presuntuosi e che per conquistarci di nuovo la nostra dignità dobbiamo pagare con il sudore della fronte. Il lavoro va tutelato per questo motivo: ci offre l’opportunità di liberarci dalla nostra arroganza mettendosi al servizio della nostra crescita come soggetti di una rinnovata collettività».

Si tratta «di un percorso tanto lineare quanto necessario – aggiunge Bettinelli –. Ecco perché il lavoro non deve limitarsi a garantirci un salario per vivere, ma ci deve offrire soprattutto la possibilità di “essere”. Non un castigo penoso da sopportare, ma il riconoscimento di una identità non schiava del profitto ma in grado di alimentare una creatività troppo spesso soffocata, la realizzazione di sogni possibili, la partecipazione con competenza alla vita comune. Il lavoro ha a che fare con la fatica e la libertà e ha bisogno di politiche che non siano residuali o occasionali, ma di scelte strategiche che tutelino il presente e garantiscano il futuro». Ecco perché temi come precariato e cura del lavoratore saranno al centro dell’incontro del 14 giugno. «Il lavoro – conclude Bettinelli – va inteso come fonte di reddito e di qualità della vita».

3 giugno 2024

Consiglio Presbiterale – Santuario della Madonna del Divino Amore

Consiglio Presbiterale – Santuario della Madonna del Divino Amore

Ad Ariccia l’incontro in vista dell’assemblea diocesana

«Stiamo disegnando a poco a poco e insieme la bozza per il nuovo anno pastorale. Un lavoro graduale che vede il contribuito di tutti, dal popolo di Dio ai prefetti, ai vescovi e ai direttori degli uffici del Vicariato, e mette insieme questo con il concetto guida del Giubileo, “la speranza non delude”». Il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, racconta con queste parole il lavoro che si è svolto tra ieri e oggi ad Ariccia, nella Casa Divin Maestro, dove si sono ritrovati insieme parroci prefetti, direttori e vicedirettori dei diversi Uffici della diocesi di Roma, vescovi ausiliari, membri dell’équipe sinodale diocesana. Una settantina di persone in tutti, tra sacerdoti e laici. Quando emerso durante la due giorni sarà ulteriormente «affinato», sottolinea ancora il vicegerente, e riportato poi alla comunità diocesana il 24 giugno. Nella festa di san Giovanni Battista, infatti, la basilica di San Giovanni in Laterano sarà cornice prima della Messa alle ore 17.30 e poi dell’assemblea diocesana, che inizierà al termine della celebrazione eucaristica.

Quelli trascorsi ad Ariccia «sono stati due giorni molto intensi – prosegue il vicegerente –. La prima parte del lavoro è consistita nel raccogliere quanto era emerso dalle assemblee dei consigli pastorali dell’8 maggio scorso e abbiamo fatto riecheggiare gli elementi preponderanti, più forti. Abbiamo raccolto il materiale intorno a grandi dee e proposte, delle nuvole di senso». A spiegare nel dettaglio il metodo utilizzato è Doretta Di Pompeo, referente dell’équipe sinodale diocesana insieme a don Stefano Cascio. «Abbiamo impiegato una tecnica che si ispira al design thinking – riferisce Di Pompeo – e quindi abbiamo cercato di decentrare il pensiero, allargarlo e trovare idee e soluzioni condivise. Abbiamo invitato ciascuno a scrivere delle frasi brevi su dei post-it e poi abbiamo messo insieme i post-it che contenevano concetti simili e parole comuni. Abbiamo così individuato alcune macroaree o nuvole di senso sulle quali poter costruire un progetto». Il punto di partenza sono state le schede e relazioni venute fuori dagli incontri svolti nei diversi settori della diocesi lo scorso 8 maggio, quando i vescovi ausiliari hanno incontrato i referenti dei consigli pastorali parrocchiali. «Abbiamo messo a disposizione il materiale raccolto e fatto emergere ciò che ci sembrava più significativo ed espressione forte di quello che è il sentire di questo momento», spiega ancora la referente dell’équipe sinodale diocesana.

Senza perdere di vista il grande evento che caratterizzerà la vita ecclesiale il prossimo anno, non solo nella diocesi di Roma: il Giubileo 2025. Per questo è intervenuto ad Ariccia anche don Francesco Scalzotto, officiale del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ha presentato la Bolla di indizione.

31 maggio 2024

Pellegrinaggio in Turchia per i docenti universitari

Pellegrinaggio in Turchia per i docenti universitari

Il Papa ai sacerdoti giovani: vicinanza agli altri e tra di voi

Foto Vatican Media

Vicinanza. E’ stata la parola che Papa Francesco ha ripetuto più volte, questo pomeriggio, ai giovani sacerdoti della diocesi di Roma, quelli ordinati tra il 2014 e il 2024. Un centinaio i sacerdoti presenti nella Casa delle Pie Discepole del Divin Maestro, dove Francesco è arrivato questo pomeriggio attorno alle 16.30. Ad accoglierlo il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, e il vescovo Michele Di Tolve, delegato dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa.

Dopo un saluto alla comunità delle suore e alle persone impegnate nei servizi della struttura, con le loro famiglie, nella cripta, il Papa è salito nella chiesa, dove si è svolto l’incontro. Al termine della lettura della Parola di Dio e di un momento di preghiera, e dopo il saluto di monsignor Di Tolve, si è svolta una conversazione tra il Papa e i sacerdoti presenti. Tra i temi al centro del dialogo l’esperienza dei primi anni di sacerdozio, la scoperta felice della fede della gente, ma anche la sfida del servizio ai malati, a cui rispondere con vicinanza, compassione, tenerezza, e le crisi a cui si va incontro nella vita sacerdotale. «Da una crisi non si esce mai da soli»: ha affermato il Papa.

Si è parlato anche della diocesi di Roma, del suo sviluppo, della bellezza, di alcune debolezze, a cui rispondere non col chiacchiericcio, ma col dialogo, e del percorso sinodale, del rischio di ridurlo ad uno slogan anziché sperimentarlo come una modalità di vivere la Chiesa. In questo senso il Papa ha citato l’Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi, di Paolo VI, «attuale, un gioiello, che regge la nostra pastorale», e il valore della paternità, un carisma che deve crescere nel sacerdote.

Il dialogo ha toccato anche il tema della solitudine nella città, di come vivere la vicinanza agli altri, anche in rapporti difficili, e Papa Francesco ha sottolineato l’importanza di farsi vicini ai vecchi, come un «test di vicinanza», chiedendosi: «vado a trovarli, li ascolto?», e di farlo con pudore.
Nel salutare i giovani preti, il Papa li ha invitati alla prossima celebrazione del Corpus Domini, prevista per domenica 2 giugno, e li ha ringraziati per la preghiera e per la franchezza del dialogo.

«Questo è l’ottavo incontro del Papa con i sacerdoti: nei settori, tutti insieme a gennaio, con i sacerdoti anziani, e ora questo – ricorda monsignor Reina –. Come negli altri incontri, il Santo Padre ha espresso tutta la sua paternità. Qui oggi in modo particolare, perché aveva davanti il giovane clero. Ha raccolto le preoccupazioni e testimonianze di alcune di loro. Ha dato dei consigli, come quelli che dà un padre, un nonno potremmo dire, ai nipoti, ai figli più piccoli, legati alla sua esperienza. Ha parlato molto della vicinanza: agli anziani, ai malati, a coloro che vivono nel disagio. Ha raccomandato anche la vicinanza tra di loro, tra i sacerdoti, senza dare spazio a quel chiacchiericcio che a volte logora i rapporti e un sano vissuto spirituale. E’ stato un incontro molto bello e molto bella la franchezza con cui i giovani sacerdoti hanno posto le domande al Santo Padre, anche domande su questioni problematiche e lui ha risposto con naturalezza, senza nascondere problemi ma manifestando la sua volontà di affrontarli e risolverli in maniera positiva».

Concorda il vescovo Di Tolve: «L’incontro è stato desiderato dal Santo Padre, che sta vedendo pian piano tutto il presbiterio incardinato a Roma. Ha già visto i preti dai 40 anni ai 70 anni di Messa; oggi ha visto i preti appena ordinati, nel 2024, fino al 2014, quindi i preti dei primi 10 anni di ordinazione. Sono questi gli anni di una “performazione”: non basta solo la formazione in seminario, perché si diventa preti realmente esercitando il ministero. Le domande dei nostri preti sono state proprio in riferimento al loro diventare preti in mezzo al popolo di Dio, con i vari incarichi, con il tempo da vivere in rapporto a Dio e agli altri, ai bisogni della gente». Tra le tematiche emerse, racconta ancora il vescovo, «cosa vuol dire essere vicini alle varie condizioni umane. Hanno chiesto anche cosa vuol dire attraversare la crisi della gente e la crisi in cui loro si trovano, perché è una situazione difficile: il tempo della pandemia passata, il tempo della guerra, il tempo dei giovani che davvero sono irretiti da mentalità che li disorientano, la malattia della gente, la solitudine degli anziani, la situazione della casa a Roma…. Abbiamo anziani che vivono al quinto, settimo piano e da anni non possono scendere perché non ci sono gli ascensori! Hanno fatto domande su tutto, a partire da quello che loro stanno vivendo e chiedendo al Papa un consiglio. E’ stato un dialogo paterno, davvero tra padre e figli. Il Santo Padre si è raccomandato tanto sulla vicinanza a Dio, al vescovo, tra di loro nella fraternità e al popolo di Dio. Ecco, queste sono le quattro vicinanze da vivere sempre».

29 maggio 2024

Papa Francesco incontra i sacerdoti fino a 10 anni di ordinazione

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Oggi, 29 maggio 2024, alle ore 15.30, Papa Francesco si recherà presso la Casa delle Suore Pie Discepole del Divin Maestro (via Portuense, 739) e incontrerà i sacerdoti fino a 10 anni di ordinazione. In tutto parteciperanno una novantina di presbiteri e saranno presenti anche il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, e il vescovo Michele Di Tolve, delegato dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa. Dopo l’appuntamento dello scorso 14 maggio con i sacerdoti più adulti della diocesi, proseguono i momenti di ascolto e dialogo con il clero; nel pomeriggio di martedì 11 giugno, inoltre, il Pontefice incontrerà i preti dall’undicesimo al trentanovesimo anno di ordinazione, nell’Aula Magna della Università Pontificia Salesiana.

«Questo appuntamento conferma l’attenzione del Santo Padre nei confronti dei sacerdoti – osserva il vescovo Reina –, che ha incontrato nei diversi settori, attraverso i prefetti; tutti insieme lo scorso 13 gennaio a San Giovanni in Laterano; e sta proseguendo con i gruppi di presbiteri suddivisi in base all’anno di ordinazione. Si tratta di un segno di attenzione molto bello, un atteggiamento di ascolto e di confronto sulle problematiche di natura pastorale ed esistenziale».

«Il Papa, nell’incontro di oggi, vedrà i preti più giovani della diocesi, almeno dal punto di vista della data di ordinazione – spiega monsignor Di Tolve –. Se è vero che un prete diventa tale nell’atto dell’ordinazione presbiterale, in realtà “diventa” davvero prete nell’esercizio del ministero presbiterale, nel contesto ecclesiale a cui è stato assegnato. Si tratta di un processo che si realizza nel ministero, uno sviluppo e una crescita dentro un territorio che è quello in cui vive la comunità parrocchiale. Il Santo Padre si porrà in dimensione di ascolto e di dialogo con loro».

29 maggio 2024

L’80° anniversario del voto a Maria Salus Populi Romani

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Roma, 1944. La guerra infuria e i romani si ritrovano insieme, in preghiera, davanti alle immagini sacre. Particolarmente cara è quella del Divino Amore, sulla Torre diroccata. Papa Pio XII teme possa venire distrutta dalle bombe così, per preservarla, la fa spostare dal Santuario di Castel di Leva al centro di Roma. Prima viene ospitata nell’omonima chiesetta di piazza Fontanella Borghese; poi, a maggio, dato l’enorme afflusso di fedeli, si decide di trasferirla a San Lorenzo in Lucina e ancora a Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio. Qui, il 4 giugno, migliaia di persone, tra fedeli e sacerdoti, pronunciano un voto cittadino alla Madonna, affinché la città venga risparmiata. Ed è proprio quello che accade: attorno alle 19 le truppe alleate entrano a Roma senza trovare la minima resistenza da parte dei tedeschi, che lasciano la città da nord. Il giorno seguente, 5 giugno, la folla si riversa in piazza San Pietro, dove Pio XII dice: «Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Ss.ma Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che la titolo e alle glorie di ‘Salus Populi Romani’ ha aggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe».

Ottanta anni dopo la diocesi di Roma fa memoria di quegli eventi, con una serie di celebrazioni in quattro luoghi diversi; gli stessi che furono i protagonisti della storia del voto del 1944. Si comincia sabato primo giugno al Centro Don Orione di via della Camilluccia: alle 17 è prevista la commemorazione storica presso la parrocchia Santa Maria Mater Dei a cura di don Flavio Peloso, postulatore generale della Congregazione; alle ore 18 la processione verso la Madonnina e la preghiera del Rosario; ancora, alle 19, la solenne concelebrazione eucaristica, animata dal Coro della Diocesi di Roma e presieduta dal cardinale Enrico Feroci, rettore del Santuario del Divino Amore. Al termine della Messa si terrà l’omaggio floreale alla Madonnina, che fu realizzata nel 1953 proprio in memoria degli eventi del 1944, affinché fosse visibile da tutta la città.

Ancora, martedì 4 il voto sarà ricordato nella chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio: alle ore 18 il vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Baldo Reina, presiederà la preghiera del Rosario guidata dalla Comunità del Divino Amore; alle 18.30 celebrerà la Messa. Sabato 8 giugno, nella basilica di Santa Maria Maggiore, alle 18 è in programma la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Stanislaw Rylko, arciprete della basilica liberiana; alle 19.30, poi, la recita del Rosario con l’arcivescovo Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore della basilica. La conclusione domenica 9 giugno al Santuario della Madonna del Divino Amore, a Castel di Leva. Qui, alle 11, il cardinale Feroci celebrerà la Messa, che sarà concelebrata, tra gli altri, dal vescovo ausiliare del settore Sud, monsignor Dario Gervasi. Poi è prevista la processione con omaggio floreale presso la Torre del primo miracolo, accompagnata dalla banda musicale del Divino Amore.

«Per la prima volta il 4 giugno 2024, dopo l’approvazione del nuovo Proprio della diocesi di Roma, si celebrerà la memoria di Santa Maria Salus Populi Romani – sottolinea il vescovo Reina –. La scelta della data è legata al Voto che i fedeli di Roma insieme al loro Pastore il Papa Pio XII fecero nella chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio il 4 giugno 1944, davanti all’immagine della Madonna del Divino Amore, portata in quel luogo per salvarla dai bombardamenti sotto l’incubo della devastazione della città assediata».

La lettera del vicegerente
Locandina Anniversario salus populi

28 maggio 2024

Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

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