27 Giugno 2026

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Inizia oggi, lunedì 18 gennaio, e termina lunedì 25 la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani; la conclusione vedrà la presenza di Papa Francesco, che presiederà i Vespri nella basilica di San Paolo fuori le Mura alle ore 17.30. Tra le varie iniziative in programma – molte delle quali on line, vista la situazione di emergenza sanitaria –, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, il 20 gennaio alle ore 19.30 nella basilica di Santa Maria in Trastevere. A presiedere la celebrazione sarà il vescovo Paolo Selvadagi, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, mentre l’omelia sarà offerta dall’arcivescovo Khajag Barsamiam, rappresentante della Chiesa Armena Apostolica (ortodossa) presso la Santa Sede; parteciperanno i rappresentanti delle chiese ortodosse, protestanti e anglicana presenti a Roma. La veglia sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma, ma sarà possibile anche – per un numero limitato di persone, nel rispetto della normativa vigente – partecipare in presenza; per chi lo desidera, è opportuno contattare direttamente la basilica: s.mariaintrastevere@libero.it e 06.5814802.

Il tema scelto, tratto dal Vangelo di Giovanni 15, 1-17 è: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” ed esprime la vocazione alla preghiera, alla riconciliazione e all’unità della Chiesa e del genere umano che caratterizzala Comunità di Grandchamp. Negli anni ‘30 alcune donne di tradizione riformata della Svizzera di lingua francese riscoprirono l’importanza del silenzio nell’ascolto della Parola di Dio e, allo stesso tempo, ripresero la prassi dei ritiri spirituali. Furono presto raggiunte da altre, che presero a frequentare regolarmente i ritiri spirituali a Grandchamp, un piccolo villaggio nei pressi del lago di Neuchâtel, in Svizzera. Oggi la Comunità conta cinquanta membri, tutte donne di diversa età, tradizione ecclesiale, nazionalità e continente. «In questa loro diversità – si legge nel sussidio preparato dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani – le suore sono una parabola vivente di comunione».

Il tema dell’ottavario «ci invita a portare frutto rimanendo in Cristo – spiega monsignor Marco Gnavi, parroco a Trastevere e incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo –. In questo tempo di pandemia, di crisi globale, rimanere radicati nel Signore Gesù è un imperativo per tutti i cristiani, che sono spinti a dire il Vangelo, la buona notizia della vittoria della vita sulla morte, attraverso la testimonianza della preghiera, della vicinanza gli uni agli altri».

Come detto, durante questa Settimana saranno diverse le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. In particolare, la Messa nei vari riti cattolici orientali e nel rito romano verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20. Oggi si terrà la Messa nel rito greco; martedì il rito armeno; il 20 il rito bizantino-romeno, il 21 il rito bizantino-ucraino. Ancora, il 22 il siro maronita, il 23 il siro malabarese, il 24 il rito romano e il 25, ultimo giorno, il rito etiopico. Sempre oggi, a Santa Maria ai Monti, alle 19, è in programma un momento di preghiera con padre Symeon Katsinas, ortodosso; la pastora metodista Mirella Manocchio, e il parroco don Francesco Pesce; mentre alle 19.30 a Santa Maria delle Grazie al Trionfale interverranno padre Vladimir Laiba, ortodosso, il pastore valdese Marco Fornerone e don Antonio Fois. Domani, alle 18, nella chiesa Metodista di via XX settembre, ci saranno padre Laiba, il pastore metodista Joylin Galapon e don Franco Cutrone. Ancora, venerdì 22 alle 19, nella parrocchia di San Gioacchino in Prati, pregheranno insieme Laiba, Fornerone e padre Pietro Sulkowski. Infine, domenica 24 alle 11, nella chiesa Battista di Centocelle, in via delle Spighe 8, avverrà uno scambio di pulpito tra il cattolico don Valentino Ferrari e il pastore battista Herbert Andres.

18 gennaio 2021

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Sono passati 1.700 anni – era il 325 d. C. – dal primo Concilio ecumenico della storia, quello di Nicea, nell’attuale Turchia. In occasione dell’anniversario, assume un significato particolare la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che verrà celebrata dal 18 al 25 gennaio. In quest’ultima data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Francesco concluderà la Settimana con la celebrazione dei Vespri.

Per giovedì 23 gennaio alle ore 18, la diocesi di Roma organizzerà una veglia itinerante – sulla scia del Giubileo che ci invita a farci “pellegrini di speranza” – coinvolgendo tre luoghi di culto differenti: la chiesa luterana di via Sicilia 70, la chiesa ortodossa di Sant’Andrea, in via Sardegna 153, e la parrocchia San Camillo De Lellis, in via Piemonte 41. Non una semplice veglia di preghiera, dunque, ma un breve pellegrinaggio in tre tappe, con tre meditazioni bibliche offerte dalla pastora Mirella Manocchio per gli evangelici, dal rev. padre Simeone Katsinas per gli ortodossi e per la Chiesa Cattolica dal vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo. In ciascuna chiesa saranno consegnate delle lampade e delle riflessioni, simboleggianti la luce e la speranza. «Questa offerta di doni rappresenta inoltre la circolarità, la condivisione e diversità nella stessa fede», sottolinea monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Roma.

Durante la Settimana, inoltre, diverse saranno le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. Come tradizione, la Messa nei vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20; parteciperanno anche i diversi Collegi pontifici presenti a Roma. Giovedì 23, inoltre, a San Bartolomeo all’Isola Tiberina, si terrà un momento di preghiera con gli studenti dell’Istituto Ecumenico di Bossay.

“Credi tu questo?” (Giovanni 11, 26) è il tema che è accompagnerà la Settimana. Le preghiere e le riflessioni sono state redatte dai fratelli e dalle sorelle della Comunità Monastica di Bose, nel nord Italia; un gruppo internazionale nominato dal dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese ha lavorato insieme ai redattori. Il tema prende spunto dal dialogo tra Gesù e Marta, durante la visita di Gesù alla casa di Marta e Maria a Betania, dopo la morte del loro fratello Lazzaro, come narrato dall’evangelista Giovanni.

Osserva monsignor Gnavi: «Il tema scelto per quest’anno è estratto dal dialogo tra Gesù e Marta di fronte alla sfida della morte di Lazzaro e alla fede della Resurrezione in Cristo. Un tema centrale, perché oggi non solo le Chiese ma i popoli devono fronteggiare molte espressioni di morte reale, che vuol dire anche divisione, separazione, fino al conflitto e al massacro degli innocenti. Anche nella vita personale di ciascuno – prosegue il sacerdote –, molti sono soli e l’incertezza del presente pone una richiesta di risposte. Il dialogo tra Gesù e Marta mostra come in ciascun uomo e in ciascuna donna ci sia una domanda di fede implicita o esplicita. Queste parole ci aiutano anche a ricordare l’anniversario del concilio di Nicea, che ci ha regalato questa professione di fede che tutti ci unisce nel battesimo».

13 gennaio 2025

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4, 4). È un invito alla comunione il tema che accompagnerà la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, da domenica 18 a domenica 25 gennaio. In quest’ultima data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Leone XIV concluderà la Settimana con la celebrazione dei Vespri.

Tra i vari eventi in programma, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, giovedì 22 gennaio alle 18.30, nella parrocchia di Santa Lucia (circonvallazione Clodia, 135). Al momento di preghiera interverranno i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti a Roma; sarà presieduto dal cardinale vicario Baldo Reina, mentre l’omelia sarà offerta dall’arcivescovo ortodosso Khajag Barsamian, rappresentante della Chiesa Armena Apostolica presso la Santa Sede.

Diversi saranno gli appuntamenti anche in altre chiese e comunità. Lunedì si terranno due veglie, una alle 18.30 nella parrocchia di Dio Padre Misericordioso, l’altra alle 19.15 a Santa Maria delle Grazie al Trionfale. Martedì, alle 19, un momento di preghiera ecumenico è in programma a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; mentre venerdì, sempre alle ore 19, a San Gioacchino in Prati e ai Santi Mario e Compagni Martiri, alla stessa ora. Ancora, il 23 alle 20, l’arcivescovo anglicano Anthony Ball presiederà a Santa Maria in Trastevere e saranno presenti gli studenti del Centro ecumenico di Bossey. Si prosegue sabato 24, alle 19, nella parrocchia di Santa Caterina. Nella basilica di Santa Maria in Via Lata, il Centro Eucaristico Ecumenico Figlie della Chiesa propone ogni sera la preghiera secondo i vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente.

Per quest’anno, le preghiere e le riflessioni che verranno utilizzate nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono state preparate dai fedeli armeni ortodossi, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. Il materiale è stato preparato, redatto e discusso nella sede storica spirituale e amministrativa della Chiesa apostolica armena, Surp Etchmiadzin a Yerevan, nei giorni, forieri di grande ispirazione, della benedizione del Muron (olio santo) e della riconsacrazione della Cattedrale Madre, avvenuta tra il 28 e il 29 settembre 2024 a seguito di un esteso lavoro di ristrutturazione, durato dieci anni. Questa commemorazione ha offerto al popolo armeno e ai membri del Gruppo ecumenico locale un’opportunità unica per riflettere e celebrare la comune fede cristiana. Il materiale proposto trae ispirazione da tradizioni secolari di preghiera e invocazioni, da sempre utilizzate dal popolo armeno, insieme a inni nati negli antichi monasteri e chiese dell’Armenia, alcuni dei quali risalgono addirittura al IV secolo. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo.

«In Armenia la spiritualità è profonda e molto antica – osserva monsignor Marco Gnavi, incaricato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso –; nel 301 il cristianesimo venne adottato quale religione di stato. I testi proposti per la Settimana di preghiera parlano della luce. “Luce da luce” è un passaggio centrale del credo niceno, di cui abbiamo celebrato da poco il millesettecentesimo anniversario. Cristo è la nostra luce e questo ci aiuta a vivere la speranza in questo tempo difficile». Il tema scelto è un invito e un richiamo all’unità: «La preghiera – continua – ci chiede di superarci, di andare gli uni verso gli altri, senza dimenticare le nostre radici, accogliendo l’invito a camminare verso l’unità, non solo perché ne abbiamo bisogno noi, ma il mondo intero ha bisogno di testimoni di unità. Il magistero di Papa Leone è molto chiaro ed esplicito in questo senso, invitandoci a considerare la pace come frutto della ricerca di unità, anzitutto fra di noi e poi fra i popoli».

16 gennaio 2026

La settimana di fraternità sacerdotale in Val di Fassa con il cardinale De Donatis

Sono partiti domenica 11 luglio e torneranno sabato 17 i partecipanti alla settimana di fraternità sacerdotale in Val di Fassa (Trentino), organizzata dal Servizio di formazione permanente del clero. Presenti in tutto venticinque sacerdoti, che sono al decimo, ventesimo e trentesimo anno di ordinazione. Alla loro guida il cardinale vicario Angelo De Donatis. Presente anche monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato di Opera Romana Pellegrinaggi.

In questa seconda giornata della settimana di fraternità sacerdotale a Soraga di Fassa, i partecipanti, dopo una breve passeggiata, rifletteranno sul testo della conferenza di padre Jean Pierre Sonnet tenutosi a Roma nel gennaio 2018 sul tema «Generare e narrare la fede».

Del gruppo fa parte anche don Massimiliano Nazio, vice rettore del Collegio diocesano Redemptoris Mater. «Questa vacanza è molto importante – commenta –; una iniziativa ideata dal cardinale vicario che va avanti dal 2018, un’occasione unica di comunione in un posto stupendo, di pace, per riprendere le radici del nostro essere sacerdote anche in un contesto non parrocchiale, non di servizio, non di missione».

«Non è un ritiro spirituale in senso stretto – osserva don Massimo Cautero, direttore dell’Ufficio clero del Vicariato –, ma è un po’ un fare il punto per noi sacerdoti, soprattutto poi per quei sacerdoti che lo fanno dopo tappe importanti di vita, come 10, 20 o 30 anni di sacerdozio».

13 luglio 2021

La sessione di chiusura della causa di beatificazione di padre Benoit Thuan

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Venerdì 10 maggio alle ore 12, nel Palazzo del Vicariato, si terrà la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama di santità e di segni del servo di Dio Benoit Thuan, al secolo Henry Denis, religioso dell’Ordine Cistercense. La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sarà presieduta dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma. Il Tribunale sarà così costituito: monsignor Francesco Maria Tasciotti, delegato episcopale; don Andrea De Matteis, promotore di giustizia; Marcello Terramani, notaio attuario. La cerimonia sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della diocesi di Roma.

Nato in Francia, passò gran parte della sua vita in Vietnam, dove assunse il nome “Thuan”, che significa obbedienza, seguendo l’esempio di Maria. La sua fama di santità è cresciuta col passare del tempo e la sua figura è diventata un punto di riferimento per molti sacerdoti oltre che per tanti laici vietnamiti. Oggi, nonostante i vari conflitti bellici che ha sofferto il Vietnam, oltre mille tra monaci e monache possono dirsi suoi figli. Il 14 dicembre 2018 presso il Vicariato di Roma è stata avviata ufficialmente la fase diocesana della sua causa di beatificazione e canonizzazione.

6 maggio 2024

La serata finale di “Cantate inni con arte”

Sarà la parrocchia di San Gaspare del Bufalo a ospitare, sabato 26 ottobre alle ore 20, la serata finale del festival “Cantate inni con arte”, promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport in collaborazione con l’Ufficio per la formazione liturgica della diocesi e con l’emittente Radiopiù Roma.

La giuria presieduta da monsignor Marco Frisina, direttore del Coro della Diocesi di Roma e composta da Luigi Ferrante, presidente FEDECORI Lazio, Francesco d’Alfonso, dell’Ufficio per la pastorale universitaria della Diocesi di Roma, Alessia Galli, direttore del coro Vergine del Miracolo e Claudio Silvestri, direttore del coro Decima Quinta, decreterà il vincitore di questa edizione 2024. A contendersi il titolo 13 cori parrocchiali provenienti da Roma, Albano e Ladispoli, che eseguiranno canti liturgici editi, inediti e di animazione delle preghiera.

La serata di sabato prossimi inizierà con una composizione proposta dal coro Decimaquinta della parrocchia di San Gaspare del Bufalo, e il saluto del vescovo Paolo Ricciardi, ausiliare per il settore Est. Prima della premiazione finale è previsto anche un breve momento di formazione liturgica proposto dal vicedirettore dell’Ufficio liturgico diocesano, don Marco Ridolfo.

19 ottobre 2024

La sera di Pasqua lo “Speciale Terra Santa” di Safiria Leccese

«È un racconto che procede su un doppio registro, con l’intento d’intrecciare i passi della vita di Cristo alle storie di chi, ancora oggi, sceglie di mettersi in cammino alla scoperta di sé». La giornalista Safiria Leccese racconta così il suo programma “In Itinere: Speciale Terra Santa”, che andrà in onda la sera di Pasqua su Retequattro.

Un po’ documentario, un po’ reportage, il lavoro, della durata di un’ora, è stato realizzato da Mediaset insieme all’Opera romana pellegrinaggi: Safiria Leccese, infatti, con un operatore e un regista, si è unita ai pellegrini partiti da Roma e diretti in Israele lo scorso 11 marzo. Con loro, e con la guida di don Giovanni Biallo, assistente dell’Orp, ha trascorso nove giorni, spostandosi in pullman tra Nazareth e Betlemme, il Monte Tabor e Cana, il Mar Morto e Gerusalemme. «Abbiamo fatto i giornalisti “embedded” – scherza – perché eravamo a tutti gli effetti inseriti nei ritmi del pellegrinaggio. Devo dire che è stato bellissimo…anche se faticoso!».

Quarantacinque i partecipanti al viaggio: «Un gruppo eterogeneo – racconta Safiria – dove c’erano le giovani coppie, le signore anziane, l’imprenditore, la famiglia…». Alla giornalista di Mediaset hanno aperto il loro cuore: così a Cana, dove i pellegrini hanno rinnovato le promesse matrimoniali, Leccese ha trovato una coppia che festeggiava le nozze d’oro, mentre a Nazareth ha raccolto la testimonianza di una signora rimasta vedova in giovane età. «Tra la bellezza dei luoghi e le storie dei miei compagni di viaggio – anticipa –, le “pennellate” di Marko Ivan Rupnik, che da teologo qual è interviene in alcuni momenti a sottolineare e spiegare alcuni passaggi». Il programma però, non è pensato solo per i credenti: «Lo speciale si sofferma sui luoghi più significativi della vita di Gesù, ma di fatto ci porta a percorrere le strade simbolo della nostra esistenza, a prescindere dal proprio credo».

16 aprile 2019

La seconda panchina rossa a San Gabriele dell’Addolorata

C’è una panchina rossa accanto all’ingresso della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, proprio all’interno del complesso parrocchiale, segno concreto del contrasto alla violenza sulle donne. Dalla prossima settimana ce ne sarà anche un’altra, a pochi passi di distanza, nel giardinetto comunale adiacente alla parrocchia. «Vogliamo uscire dal recinto della chiesa e andare nel pubblico, nel territorio, come invita sempre a fare Papa Francesco e come indica il cammino sinodale». A spiegarlo è suor Rita Giaretta, fondatrice di Casa Magnificat, nei pressi della parrocchia. Le due realtà, con il gruppo “Sorelle e fratelli tutti”, organizzano per giovedì 24, alle ore 18.30, un l’incontro di ascolto e riflessione dal titolo “Insieme e mai più sole”, in preparazione alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; contestualmente sarà inaugurata la nuova panchina rossa.

«Non vogliamo fermarci alla pornografia della violenza contro le donne – spiega suor Rita, che da anni è al fianco delle giovani vittime di tratta, di abusi e di maltrattamenti –, ma vogliamo puntare sul fatto che non ci si salva da soli, ma insieme. Dobbiamo sentirci corresponsabili quando si verificano questi drammi. Tutti siamo coinvolti, non deve esser solo una questione femminile, altrimenti abbiamo fallito. In questo senso va inteso il tema scelto per la serata, “Insieme e mai più sole”, perché il nostro desiderio è camminare insieme su relazioni nuove, libere e liberanti, in una società che mette al centro le fragilità, costruendo percorsi diversi anche nell’economia, che siano di cura e non di dominio».

La serata di giovedì sarà articolata in diversi momenti: una riflessione della pastora battista Lidia Maggi; la lettura di alcune lettere da un centro antiviolenza di Frosinone da parte dell’attore Alessandro Giova; un canto eseguito da due donne di Casa Magnificat.

21 novembre 2022

La seconda edizione del Laboratorio di educazione alla cittadinanza

“Dalla testimonianza all’impegno politico” è il titolo della seconda edizione del Laboratorio di educazione alla cittadinanza, promosso dall’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro – Giustizia Pace e Cura del Creato della diocesi di Roma, in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense.

«Il delicato periodo di transizione che stiamo vivendo nell’ambito politico e sociale vede aumentare sempre più il numero dei cittadini che guarda con diffidenza la politica, come testimoniato dalla percentuale molto alta di astensione dal voto nelle recenti elezioni», riflette monsignor Francesco Pesce, responsabile dell’Ufficio diocesano. «Alcuni – prosegue – preferiscono sviluppare un prezioso ed imponente volontariato nel campo ecclesiale e sociale mentre altri si tengono completamente in disparte. È pertanto opportuno far maturare la consapevolezza che la politica è necessaria e che la presenza dei cattolici ha ancora un suo ruolo ed una funzione molto importanti all’interno della società italiana, per rinnovare il loro servizio all’interno dello stato e della società, alla luce della loro tradizione culturale e civile e della Dottrina Sociale della Chiesa».

Giorgio La Pira, Tina Anselmi, Giuseppe Lazzati, Vittorio Bachelet sono alcune delle personalità che verranno approfondite durante le lezioni, che si terranno esclusivamente su piattaforma ZOOM il giovedì sera dalle 21 alle 22.30, ogni quindici giorni a partire da Giovedì 13 Ottobre.

Il percorso si rivolge in particolare alle scuole di politica presenti nella diocesi di Roma e alle parrocchie; si inserisce nel secondo anno del cammino sinodale della Chiesa di Roma, in particolare nel Cantiere della Strada e del Villaggio, ripercorrendo le orme di tanti testimoni che hanno contribuito a rendere il “villaggio” sempre più a misura di ogni uomo, alla luce del Vangelo e della Costituzione.

Per maggiori informazioni e iscrizioni, visita il sito internet dell’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro – Giustizia Pace e Cura del Creato della diocesi di Roma

4 ottobre 2022

La scuola socio politica a San Barnaba

Si concentra sul tema “Cristiani ed impegno nel mondo” la nuova scuola di formazione socio politica che prende il via nella parrocchia di San Barnaba (via Giovanni Maggi, 4), organizzata dalla parrocchia stessa insieme all’Azione cattolica e all’Associazione cercasi un fine onlus. Il primo incontro è in programma per venerdì 28 settembre alle ore 21 con il vescovo del settore Est monsignor Gianpiero Palmieri.

Seguiranno sette incontri a cadenza mensile, in cui si rifletterà su partecipazione, legalità, lavoro, politiche sociali, immigrazione, corruzione e comunicazione. Interverranno, di volta in volta, docenti universitari e specialisti del settore: da Rocco D’Ambrosio, professore alla Pontificia Università Gregoriana, a Vincenzo Antonelli, che insegna invece all’Università Cattolica e alla Luiss; dalla ricercatrice Istat Alda Salomone al già viceministro Patrizia Sentinelli; ancora la sociologa Carlotta Venturi, il procuratore aggiunto del Tribunale di Bari Francesco Giannella e il giornalista Gabriele Moccia.

Per ulteriori informazioni: scuolapolbarnaba@cercasiunfine.it

24 settembre 2018

La scuola in ascolto: anche gli studenti coinvolti nel cammino sinodale

Foto di Cristian Gennari

di Michela Altoviti da Roma Sette

La scuola è «un punto strategico sia sul piano economico che su quello politico così come quello spirituale della società contemporanea», per questo è importante mettersi in ascolto «di questo mondo nel quale si producono e dal quale emergono riflessioni significative» che, nell’idea del cammino sinodale, «hanno il loro punto più alto nell’essere uno stimolo al pensiero e alle grandi questioni». Ne è convinto Rosario Salamone, direttore dell’Ufficio Scuola della diocesi, che sottolinea come «se abbandoniamo Cristo e le domande di senso, non viviamo la modalità sinodale», un atteggiamento non solo «da discutere ma in primo luogo da vivere». Ecco allora l’intento di «impegnarsi come docenti a testimoniare la sinodalità, vivendo questo stile di comunione» – perché «la cattolicità è davvero l’idea vincente» – anche «attuando una autentica modalità dialogica».

Antonella Lombardi, docente di religione cattolica al liceo classico e linguistico Aristofane e membro dell’équipe sinodale diocesana, spiega come in concreto «si è scelto di sottoporre ai giovani della scuola secondaria superiore dai 14 ai 19 anni due domande: “Cosa diresti a Dio?” e “Cosa diresti alla Chiesa?”», rivolgendosi a tutti gli alunni «perché i giovani oggi non li ascolta nessuno», e quindi a maggior ragione anche a coloro che «non hanno un’appartenenza ecclesiale o sono atei o appartengono ad altri tradizioni religiose». La docente spiega come «i ragazzi sono stati molto felici ed emozionati all’idea che ci siano dei vescovi che li vogliono ascoltare», e da parte loro «hanno affrontato questa attività in maniera molto seria, stupiti di questo interessamento». Proprio per questo Lombardi auspica che «questa serietà non vada vanificata» ma è invece «da valorizzare».

Dello stesso parere Sergio Ventura, anche lui membro dell’équipe diocesana sinodale e insegnante di religione cattolica al liceo classico Tasso. «Questo spazio di ascolto è qualcosa che noi adulti dobbiamo valorizzare – dice –. I ragazzi stessi mi hanno detto che sperano non sia un po’ un buco nell’acqua come tre anni fa», quando attività simili si sono portate avanti nelle scuole in occasione del Sinodo dei vescovi sui giovani. «Stavolta – aggiunge Ventura – sarà necessario dare dei riscontri ai ragazzi, che hanno chiara questa dimensione del dialogo che la Chiesa vuole vivere e che propone soprattutto alla luce del magistero di Papa Francesco, molto amato dai più giovani». Il professore illustra come abbia affrontato le due domande pensate per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado: «Con alcuni alunni le ho sottoposte direttamente – spiega –, con altri il loro pensiero è emerso indirettamente, cioè nel corso di particolari lezioni come quelle dedicate alla preghiera o quelle volte a considerare le figure lasciate ai margini dalla In ascolto degli studenti delle scuole superiori Scuola, i giovani e la sinodalità Bibbia, come ad esempio quelle femminili».

Il tema dell’ascolto del mondo delle scuole alla luce del Sinodo interessa anche quelle cattoliche, che nella diocesi «sono 414, con un numero totale di quasi 40mila alunni e più di un migliaio di insegnanti che vi afferiscono», dice don Giuseppe Castelli, vicedirettore dell’Ufficio scuola del Vicariato e incaricato per la Scuola cattolica. Si tratta di una realtà che, «comprensiva anche delle famiglie degli alunni, costituisce quasi una città nella città», e rispetto alla quale, «nel mio lavoro di accompagnamento in questi ultimi tre anni, emerge la mancanza di un senso di appartenenza alla Chiesa, alla famiglia della diocesi di Roma». La cornice sinodale, allora, «si sta rivelando una grande opportunità per avvicinarci a questa porzione del popolo di Dio – continua Castelli –, in particolare, in questa prima fase dedicata all’ascolto, con dei tavoli di confronto cui hanno preso parte, nel mese scorso, due referenti per istituto, divisi nei cinque Settori», con lo scopo di favorire in primo luogo «il dialogo tra le scuole stesse». Castelli sottolinea come «abbiamo senza dubbio intercettato un bisogno, quello di fermarsi e parlarsi, per poi fare rete», perché «in molti hanno espresso il desiderio di continuare a confrontarsi sulle questioni che più hanno a cuore».

Anche Chiara Caporilli, vicepreside della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Anna Micheli e membro dell’équipe sinodale, rileva «l’avvio di un processo proficuo» e come le voci emerse da questi incontri «ci dicono del grande conforto derivante dal sapere che la diocesi si è posta in ascolto delle scuole» e, ancora, «del bisogno di un ascolto reciproco e di fare rete oltre che di avere strumenti e occasioni di formazione».

11 aprile 2022

La Scuola di preghiera al Pontificio Seminario Romano Maggiore

Il Pontificio Seminario Romano Maggiore

Anche quest’anno il Pontificio Seminario Romano Maggiore proporrà una serie di incontri rivolti a tutti i giovani di Roma per vivere insieme quell’esperienza che chiamata “Scuola di preghiera”. «Sarà una scuola, è vero – dicono dal Seminario –, ma non saremo noi i maestri: quando si tratta di preghiera, infatti, siamo tutti alunni. I nostri illustri maestri quest’anno saranno alcuni santi i quali ci faranno compagnia per tutto l’arco del percorso che si svilupperà con cadenza mensile: un venerdì al mese».

L’appuntamento sarà sempre alle ore 20 in Seminario, per vivere un momento conviviale prima del momento di riflessione e preghiera. Il via il 18 ottobre con “Ai piedi del Signore; il 15 novembre è in programma invece “Fissò lo sguardo su Pietro”; mentre il 6 dicembre “Per un’altra strada”.

Si prosegue nel 2020: il 10 gennaio “Io sono la luce del mondo”; il 14 febbraio “Perché ha molto amato”; il 13 marzo “L’accolse con sé”. La conclusione il 24 aprile, con “Il Padre tuo che è nel segreto”.

17 ottobre 2019

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