28 Giugno 2026

La preghiera per gli oltre 4mila migranti morti «perché cercavano la vita»

Foto Gennari

Una fiammella dopo l’altra, per ricordare, ma soprattutto per riaccendere la speranza. Nella basilica di Santa Maria in Trastevere riecheggiano alcuni dei nomi dei 4.158 profughi che hanno perso la vita da giugno del 2024 a oggi. Anche le loro storie vengono ricordate. Vite cancellate che riprendono forma, mentre decine di candele vengono accese e lasciate ai piedi dell’altare maggiore. Proprio davanti a due immagini di volti sofferenti. Quelli di un padre e di un figlio che si stringono a vicenda, mentre piangono con ancora addosso il salvagente. E quelli di quattro uomini con lo sguardo nel vuoto.

È uno dei momenti più intensi della veglia “Morire di Speranza”, che è stata presieduta ieri, 18 giugno, dal cardinale vicario Baldo Reina, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato. Un momento di preghiera in memoria delle vittime dei viaggi verso l’Europa, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio insieme a Centro Astalli, Caritas italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche, Acli, Scalabrini International Migration Network, Associazione Papa Giovanni XXIII e Acse. «Siamo qui questa sera – ha detto il cardinale vicario – per ricordare i nostri fratelli che sono morti perché cercavano la vita, perché avevano bisogno di futuro, di speranza, e avevano sognato per loro stessi e per le loro famiglie qualcosa di diverso che non fosse la carestia, la guerra e la mancanza di lavoro».

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19 giugno 2025

La preghiera mensile per la pace

La basilica di Santa Croce in Gerusalemme ospiterà, lunedì 27 aprile alle ore 19.30, una veglia di preghiera per la pace, durante la quale porteranno la propria testimonianza Rima Al-Azar, esperta di cooperazione internazionale, libanese, presentata da padre Massimo Nevola, assistente ecclesiastico di Cvx Italia; e di Carlo Cefaloni , del Movimento dei Focolari.

Il momento di preghiera è parte del cammino mensile dal titolo “Missione di pace – Viaggio nello spirito”, promosso dal Centro missionario diocesano (Cmd), e dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Roma, in collaborazione con il Movimento per la Pace Pax Christi, Italia Solidale – Mondo Solidale, Azione Cattolica, Comunità di Sant’Egidio, Cvx Italia e Movimento dei Focolari.

Riflette padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario della diocesi di Roma: «Se c’è una parola che è stata svuotata di senso e di significato oggi è il sostantivo “pace” – nella cultura guerrafondaia predominante. Alla luce della Parola di Dio, facendo tesoro del Magistero di Papa Leone, è nostro dovere come cristiani invocare una pace “disarmata e disarmante”. “Disarmata”, all’insegna della non violenza; “disarmante”, perché questa è la vera strategia per disarmare i fautori della guerra».

23 aprile 2026

La preghiera ecumenica per la salute del Papa

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Una preghiera ecumenica per i malati e i sofferenti e per la salute di Papa Francesco: è l’iniziativa dell’Ufficio ecumenico metodista, dell’Ufficio ecumenico delle Chiese Riformate di Roma e del Centro Anglicano di Roma, che organizzano il momento di preghiera nello stile di Taizé in sinergia con la Comunità di Taizé, il Dicastero per la promozione dell’Unità dei Cristiane e l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi di Roma.

L’appuntamento è per domani, venerdì 21 marzo, alle ore 15, nella chiesa di San Lorenzo in Piscibus, Centro internazionale giovanile San Lorenzo (Csl), in via Padre Pancrazio Pfeiffer 24.

20 marzo 2025

La preghiera ecumenica per il Tempo del Creato

Un incontro ecumenico di preghiera si è svolto ieri, 23 settembre, promosso in collaborazione con la diocesi di Roma, l’Eco-Charity Garden e il Circolo Laudato Si’ di Roma Trastevere. L’iniziativa si inserisce nel Tempo del Creato, che ogni anno prende avvio il 1° settembre, festa della Creazione, e si conclude il 4 ottobre, memoria liturgica di san Francesco d’Assisi. Un periodo speciale in cui la comunità cristiana mondiale si raccoglie in preghiera, riconoscendo Dio come Creatore e rinnovando l’impegno a custodire la bellezza e la fragilità della Creazione.

«La data del 23 settembre – sottolineano i promotori – ha assunto quest’anno un valore particolare, coincidendo con Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. Una concomitanza significativa che richiama le radici comuni della tradizione giudaico-cristiana, unite dalla memoria del giorno della creazione del mondo, celebrato anche dalla liturgia ortodossa bizantina il 1° settembre».

Dopo un momento di accoglienza e di presentazione delle iniziative del Tempo del Creato, i partecipanti hanno percorso insieme l’itinerario eco-spirituale della “Via Creationis” all’interno dell’Eco-Charity Garden. La preghiera ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse confessioni cristiane (anglicani, metodisti, evangelici, cattolici), della chiesa cattolica nelle Filippine, degli animatori Laudato Si’ e di religiose e religiosi. Per la diocesi di Roma ha partecipato alla preghiera monsignor Francesco Pesce, responsabile della Pastorale sociale.

«La condivisione di riflessioni ed esperienze – riportano gli organizzatori – ha suscitato molto interesse, ponendo in evidenza un fattor comune la “call to action” per la Custodia del Creato, tra i partecipanti intervenuti Maria Elena Lacquaniti, la coordinatrice nazionale della Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ha ribadito che la festa della Creazione è vista dalle Chiese evangeliche come un inno alla bellezza per una nuova cristianità e quest’anno è stata intitolata “fiorirà il deserto”, quale seme di speranza e di pace».

La giornata si è conclusa con la lettura della Preghiera per la nostra terra tratta dall’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. I promotori hanno espresso l’auspicio che l’incontro possa ripetersi il prossimo anno con una partecipazione ancora più ampia, come segno di unità e di responsabilità condivisa verso il Creato.

24 settembre 2025

La preghiera della diocesi per i 55 anni di sacerdozio di Papa Francesco

La Chiesa di Roma si stringe con affetto attorno al proprio vescovo, Papa Francesco, in occasione del 55° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

«Padre Santo, in questa lieta ricorrenza intendiamo esprimerle il nostro affetto e il nostro sostegno. L’imminente apertura della Porta Santa, che segna l’inizio del cammino giubilare, sotto la sua paterna guida, è per noi motivo di speranza. Preghiamo il Signore affinché, per l’intercessione della Salus Populi Romani e dei nostri Santi Patroni Pietro e Paolo, lei possa continuare, con la stessa passione che ha testimoniato in questi anni, ad essere apostolo del Vangelo e della misericordia di Dio».

13 dicembre 2024

La preghiera dei vespri per la pace nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini

La comunità diocesana di Roma si stringe ai fratelli ucraini in un momento di preghiera: oggi, venerdì 25 febbraio, alle ore 19, nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini (piazza della Madonna dei Monti, 3) si terrà la celebrazione dei vespri. Interverranno il cardinale vicario Angelo De Donatis; il vescovo Dionisio Lachovicz, esarca apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia; il vescovo ausiliare Benoni Ambarus; il parroco dei Santi Sergio e Bacco don Taras Ostafiiv. Parteciperanno anche monsignor Pierpaolo Felicolo e don Pietro Guerini dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. Poiché i posti all’interno della chiesa sono limitati, la preghiera sarà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma e sulle pagine Facebook Ewtn Vatican e Ewtn Ukraine.

«Come ci ha invitato a fare il nostro vescovo Papa Francesco, vogliamo intensificare la nostra preghiera per la pace – dichiara il cardinale De Donatis –. Vogliamo pregare insieme ai nostri fratelli e sorelle della comunità cristiana ucraina di Roma e in questo modo far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno a tutta la popolazione ucraina, così duramente provata da questi giorni di guerra».

«La comunità ucraina di Roma è formata soprattutto da donne, ma ci sono anche tante famiglie – spiega monsignor Felicolo –; è una comunità laboriosa, attiva nell’accompagnare gli anziani, nel lavoro domestico, e tutti sono qui con la prospettiva di poter aiutare i parenti rimasti in Ucraina. È visibile e palpabile la preoccupazione, perché tutti hanno familiari e amici che stanno combattendo o rifugiati nelle stazioni della metropolitana. C’è un grande desiderio di pace e sia nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco che nella basilica di Santa Sofia le persone si recano incessantemente per pregare».

Lo conferma il parroco don Ostafiiv: «La cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini è aperta dalle 6.30 del mattino fino alla sera tardi e tanti vengono anche durante le pause del lavoro per dire una preghiera. Tutti sono in stretto contatto con i propri familiari che stanno vivendo questa terribile situazione di guerra».

Anche la Caritas di Roma – con il Coordinamento di Caritas Italiana e della rete internazionale delle Caritas – è vicina agli ucraini, e si attiva per rispondere alle prime emergenze che riguardano la popolazione e gli sfollati nei Paesi confinanti. La Chiesa italiana, attraverso la rete delle Caritas è accanto alla Caritas in Ucraina ed alla popolazione tutta, attivandosi per fornire gli aiuti necessari per rispondere ai bisogni più urgenti e ha avviato una raccolta fondi per sostenere gli interventi di assistenza umanitaria ed emergenziale. È possibile contribuire con donazioni al conto corrente postale 001021945793 intestato a Fondazione “Caritas Roma” – ONLUS (via Casilina Vecchia 19), causale “Sostegno Ucraina”; bonifico bancario Banco Posta IBAN: IT 50 F 07601 03200 001021945793.

25 febbraio 2022

La povertà a Roma ai tempi del Covid-19: la presentazione del Rapporto della Caritas diocesana

Foto di Cristian Gennari

Martedì 15 dicembre, alle ore 11.30, verrà presentata la quarta edizione del Rapporto “Povertà a Roma: un punto di vista” realizzato dalla Caritas diocesana. Il volume, 130 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse dalle parrocchie di Roma nel periodo del lockdown fino al mese di ottobre. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, le mense sociali, le numerose iniziative di prossimità promosse dalle comunità e un focus sull’attività del Fondo “Gesù Divino Lavoratore” voluto da Papa Francesco.

Nel Rapporto, che ha per tema “Nessuno si salva da solo”, vi è anche una sezione dedicata allo scenario economico-sociale della Capitale e un’analisi sull’efficacia delle misure messe in atto dalle istituzioni per far fronte alla crisi economica seguita alla pandemia. Completa il lavoro un’indagine realizzata in 177 parrocchie di Roma.

L’incontro si svolgerà sulla piattaforma Zoom per i giornalisti e verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma; vedrà gli interventi di monsignor Gianpiero Palmieri, arcivescovo vicegerente della diocesi di Roma, di don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana, e di alcuni dei curatori del Rapporto: Alberto Colaiacomo, Elisa Manna e Massimo Soraci. Modererà monsignor Walter Insero, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi.

I giornalisti potranno intervenire e fare domande online. Ai partecipanti verrà inviata una versione pdf del volume unitamente a una scheda di sintesi.

13 dicembre 2020

La poesia del “Teatro a righe” alla mensa Caritas

Foto Caritas

È anche cibo per l’anima quello che verrà “servito” durante la cena di lunedì 17 luglio alla mensa Caritas di via Marsala. Un vero e proprio menù, composto da poesie e proposto agli ospiti, con versi declamati da attrici e attori professionisti di ArteStudio per il progetto “Teatro a righe”.

«La contemporaneità che stiamo vivendo – racconta la presidente dell’associazione culturale Alba Bartoli -, con nuove esigenze, sensibilità etiche e morali, impone una scelta di campo netta nella difesa dei più deboli, dei diritti delle persone meno tutelate anche e soprattutto attraverso il gesto artistico che da sempre qualifica e segna la vita dell’essere umano. Teatro a righe si rivolge segnatamente al cittadino fragile, volendo intendere l’arte scenica come strumento di inclusione e partecipazione alla vita culturale e sociale della Città da parte di tutti, compresi gli ultimi».

L’iniziativa si inserisce in un programma biennale, con una serie combinata e diffusa di azioni e gesti artistici realizzati in luoghi rappresentativi di criticità sociali della Città, come la mensa di Via Marsala o il Ferrhotel, dove gli attori diventano strumento per nutrire la cultura che ci piace di più, quella dei diritti e della dignità, e la parola poetica rappresenta una spinta per la consolazione e la rinascita, oltre qualsiasi barriera.

7 luglio 2023

La Peregrinatio delle reliquie del beato Livatino

Saranno a Roma dal 14 al 21 gennaio le reliquie del “giudice ragazzino”, il beato Rosario Livatino, martire della lotta alla mafia. Si tratta della prima solenne Peregrinatio Beati Rosarii Livatino – Fidei et Justitiae Martyris, un’iniziativa voluta dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria Odigitria dei Siciliani in Roma e organizzata dal Comitato Peregrinatio Beati Rosarii Livatino presieduto dal Primicerio dell’Arciconfraternita, per rendere omaggio a questa esemplare e contemporanea testimonianza di figura unificante.

La Peregrinatio riguarda una particolare reliquia, la camicia che il giudice indossava ed è impregnata del suo sangue. Sarà esposta e venerata nei luoghi delle massime istituzioni del Paese tra i quali Camera e Senato, Suprema Corte di Cassazione, Consiglio Superiore della Magistratura, Ministero di Grazia e Giustizia, Comune di Roma, Comando Generale della Guardia di Finanza, università, scuole superiori, parrocchie.

Nella settimana dedicata a Rosario Livatino saranno inoltre organizzati due convegni: il primo a cura dal Centro Studi Rosario Livatino, dal titolo “L’attualità del Beato Rosario Livatino”, che si terrà mercoledì 18 gennaio alle 15 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica – Sala Capitolare di Santa Maria sopra Minerva (piazza della Minerva, 38) alla presenza del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Il secondo importante momento di confronto è invece intitolato “Beato Rosario Livatino: l’universale esempio del giusto. Dialoghi tra economia, fede e giustizia”; avrà luogo giovedì 19 gennaio alle 10.15 presso la sede nazionale di Confindustria (viale dell’Astronomia, 30), in occasione dell’ostensione della reliquia.

Inoltre dal 16 al 23 gennaio, nella Sala Capitolare del convento di Santa Maria sopra Minerva sarà possibile vistare la mostra “Sub Tutela Dei: il Giudice Rosario Livatino”, un’occasione per conoscere la storia dell’uomo Servo di Dio la cui credibilità fu per lui coerenza piena e invincibile tra fede cristiana e vita. Nel corso dell’intera settimana si svolgeranno tavole rotonde e simposi sempre dedicati al beato.

A rendergli omaggio anche il poeta pittore Tahar Ben Jelloun e l’artista Pizzi Cannella, con quattro grandi tele che verranno esposte nella navata della basilica di Stato di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri dove si terranno le celebrazioni conclusive. Venerdì 20 gennaio (ore 20.30), avrà luogo il concerto dal titolo: “Beatus vir – Vespri per un martire”, mentre sabato 21 verrà celebrata la Messa alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni civili, militari ed ecclesiastiche.

2 gennaio 2023

La peregrinatio dell’icona Maria Madre della Speranza e delle Confraternite

Nelle prossime giornate di sabato 7 e domenica 8 settembre, la parrocchia di Santa Maria ai Monti accoglierà l’icona “Maria Madre della Speranza e delle Confraternite”. Al prezioso momento di preghiera, organizzato dall’Ufficio per le Aggregazioni Laicali e le Confraternite del Vicariato di Roma in collaborazione con il Coordinamento Regionale della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia, sono invitati a partecipare tutti i confratelli e le consorelle dei sodalizi romani.

Il pellegrinaggio dell’icona è iniziato il 3 giugno 2023 dal Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei nell’ambito del progetto “Camminando s’apre il cammino”, promosso dalla Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia in preparazione al Giubileo del 2025. L’icona continuerà a essere ospitata nelle chiese italiane fino al mese di maggio 2025, quando, durante le celebrazioni per il Giubileo delle confraternite, la stessa verrà portata a Roma.

Il Tribunale della Penitenzieria Apostolica ha concesso e impartito l’indulgenza plenaria lucrabile dai fedeli che pregheranno dinanzi questa icona, alle consuete condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Alle ore 18.20 di sabato 7 settembre, l’icona verrà accolta dinanzi il sagrato di Santa Maria ai Monti dal parroco monsignor Francesco Pesce e dal clero, unitamente alle delegazioni delle arciconfraternite e confraternite dell’Urbe. La stessa verrà trasportata nell’aula liturgica dove si terrà un momento di preghiera. Alle ore 19 verrà celebrata una Messa solenne. Domenica 8 settembre, dalle 8 alle 17, sarà possibile pregare dinanzi l’icona che sarà esposta in chiesa.

5 settembre 2024

La pastorale sanitaria punta sull’ascolto

Ascolto è la parola d’ordine per Papa Francesco, come ha ripetuto più volte durante l’udienza alla diocesi di Roma di sabato 18 settembre. Ed è la priorità per la pastorale sanitaria, che lunedì 20, nella Sala degli Imperatori del Palazzo del Vicariato, ha vissuto il primo incontro delle componenti regionali e diocesane, promosso dal direttore dell’Ufficio di pastorale sanitaria nazionale della Cei don Massimo Angelelli, alla presenza del cardinale vicario Angelo De Donatis.

«Siamo in un tempo ancora difficile – ha esordito il porporato – nel quale tutti voi avete sperimentato un cambio di prospettiva per la vostra pastorale. Senza cadere nello scoraggiamento e nella rassegnazione, questo è un tempo privilegiato per mettere al centro la persona». La vicinanza della Chiesa, ha aggiunto, «è espressione della cura del Samaritano», perché «laddove le medicine non riescono a guarire dalla malattia, l’amore sincero che passa attraverso di voi cura davvero le persone… dona speranza che dilata cuore e occhi».

Ha incoraggiato tutti gli operatori di pastorale sanitaria, il cardinale De Donatis, dai medici ai cappellani, dagli infermieri ai volontari ospedalieri. Il loro ruolo va però ripensato alla luce della mutata situazione sanitaria, come ha sottolineato don Angelelli. «La realtà e la storia di questo periodo ci sfidano a vedere tutto con occhi diversi – ha detto –. In questi due hanno è cambiato tutto nella pastorale della salute. Avevamo costruito sulla vicinanza, sul tenere la mano del morente, e ci hanno detto che non queste cose non si possono più fare. Per il malato è esplosa la solitudine». La pandemia, ha proseguito, «è una disgrazia, ma dobbiamo tirare fuori la domanda che c’è dentro, e vederla come un’occasione che ci dà lo Spirito Santo di rileggere i nostri comportamenti».

Per questo è necessario l’ascolto di tutte le componenti, e «quelle del Lazio sono le prime a incontrarsi», ha evidenziato don Carlo Abbate, addetto del Centro diocesano per la pastorale sanitaria. «Il Papa ci ha chiesto di ascoltarci di più – ha aggiunto il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la pastorale sanitaria – ed è importante riprendere il nostro cammino ascoltandoci».

Leggi l’intervento integrale del cardinale De Donatis

21 settembre 2021

La parrocchia nella Chiesa nel libro del vescovo Selvadagi

«Se continuiamo a parlare di parrocchia non è soltanto perché di fatto esiste, anche se in condizioni precarie di salute, ma perché è il momento di pensare alla presenza della Chiesa a livello locale in modi ben diversi da come finora è stata vissuta e in buona misura continua a esistere». Parte da questa provocazione il vescovo ausiliare monsignor Paolo Selvadagi nel libro “La Chiesa nella città. Un profilo di parrocchia”, appena pubblicato per le Edizioni San Paolo.

In poco più di 170 pagine, il presule si sofferma a riflettere sulle forme di parrocchia che esistono in Italia e nei Paesi occidentali, fortemente indebolite dalla secolarizzazione in termini di capacità aggregativa e di rilevanza sociale; quindi propone percorsi che possano renderla più rilevante nella società attuale e, contemporaneamente, più aderente alle attese evangeliche. «Per uscire dai ristretti ambiti organizzativi della parrocchia – scrive monsignor Selvadagi –, preoccupata dalla pastorale della conservazione e della stanca ripetizione di proposte logore e non più attuali, che finiscono per bloccare le pur dichiarate intenzioni evangelizzatrici, occorre misurarsi con percorsi di accompagnamento delle persone, che seguano nuove vie e nuovi metodi non solo indirizzati ai singoli ma alle categorie che rappresentano».

Perché alla comunità cristiana, oggi, conclude Selvadagi, «è chiesto di accompagnare e sostenere con percorsi reali le coppie, i genitori, i separati e i divorziati, i giovani che si avvicinano e i giovani che respingono la comunità cristiana, i giovani del mondo universitario e del mondo del lavoro». Una riflessione attuale e appassionata, che apre la strada a possibili percorsi concreti da attuare per le comunità parrocchiali, nella diocesi di Roma e non solo.

20 settembre 2021

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