28 Giugno 2026

La Madonna della Medaglia Miracolosa pellegrina tra le parrocchie romane

È iniziato a Roma il pellegrinaggio della Sacra effigie della Beata Vergine Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa, benedetta da Papa Francesco lo scorso mercoledì 11 novembre in Vaticano al-la presenza del Superiore Generale della Congregazione della Missione, padre Tomaž Mavrič e di una piccola delegazione. Il 26 novembre alle 18.30 al Collegio Leoniano si terrà una preghiera mariana. Il 27 al mattino la Sacra effigie verrà portata negli studi di Tv2000 per uno speciale sulla Ma-donna della Medaglia Miracolosa, in onda tra le 9.06 e le 9.45, e alle 17 ci sarà al Collegio Leoniano la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa anche via Facebook (@SuperiorGeneralCM) per dare la possibilità a tutti di partecipare (visto il ridotto il numero di posti a sedere in chiesa per man-tenere il distanziamento imposto dalle normative relative all’emergenza coronavirus). Al termine della messa la Sacra Effigie verrà portata in processione nelle vie adiacenti a San Gioacchino in Prati.

Dalla parrocchia di Tor Sapienza dove ha sostato dal 20 al 22, dal 23 la venerata statua è ora al Collegio Leoniano dove sosterà fino al 27 novembre quando in processione sarà portata alla parrocchia di San Gioacchino in Prati. Da qui il 30 novembre l’immagine verrà portata alle Figlie della Carità Santa Luisa e il giorno seguente, 1 dicembre, alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte da dove il 4 dicembre ripartirà alla volta delle Figlie della Carità Regina Mundi. Il 7 dicembre riceveranno la statua le Figlie della Carità Sant’Agata mentre il 10 dicembre la parrocchia di San Gregorio VII e il 12 la parrocchia di Sant’Anna in Vaticano. Da qui la venerata immagine sarà portata il 14 dicembre alla parrocchia di San Domenico di Guzman e il 17 a Santa Francesca Cabrini per fare ritorno al Collegio Leoniano, dopo una sosta a San Francesco di Assisi il 19 e 20, il 21 dicembre dove rimarrà fino al 26 quando verrà portata a San Luca. Il 29 dicembre la statua andrà al Regina Pacis e quindi il 30 e 31 dicembre verrà portata alle Figlie della Carità di Loreto (An).

Il Pellegrinaggio di Maria che per il mese di dicembre si snoderà perlopiù nelle parrocchie della città di Roma ha in programma di visitare durante tutto il prossimo anno le Comunità in Italia in occasione del 190° anniversario delle apparizioni a santa Caterina Labouré.

23 novembre 2020

La Madonna del Miracolo a Sant’Andrea delle Fratte

Lunedì 20 gennaio si celebrerà, presso la basilica di Sant’Andrea delle Fratte, la solennità della Madonna del Miracolo. In previsione di questo solenne appuntamento, che ogni anno vede riuniti diverse centinaia di devoti provenienti dall’Italia e dall’estero presso l’altare dell’apparizione, il giorno 11 è iniziata la Novena alla Madonna del Miracolo, che durerà fino al 19 e che prevede, ogni giorno alle 17, la recita del Rosario e della Novena.

Ancora, sabato 18 alle ore 19 è in programma una catechesi dal titolo “Esprimere l’inesprimibile: l’esperienza del trascendente in Alfonso Ratisbonne” a cura di padre Giuseppe Barzaghi, mentre domenica domenica 19, alle ore 17.30, la Messa presieduta al padre generale dell’Ordine dei Minimi, padre Gregorio Colatorti, con atto di affidamento dell’Ordine dei Minimi alla “Celeste Patrona”.

Nel grande giorno della solennità, sabato 20 gennaio, saranno celebrate le Messe alle ore 8.30 (in diretta su TV2000) 10, 11, 12, 15, 16, 17 e 19 (in diretta su TV2000), al fine di permettere a tutti i fedeli di partecipare alle divine liturgie. La solenne celebrazione eucaristica delle ore 17 sarà presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della cultura e della Pontificia Commissione di archeologia sacra.

17 gennaio 2025

La Madonna del Divino Amore “fa le grazie a tutte l’ore”

a cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

In località Castel di Leva, tra la via Ardeatina e la via Appia Antica, sorge un luogo tanto caro alla devozione dei romani, il Santuario della Madonna del Divino Amore. Ogni sabato, a partire dal primo sabato dopo Pasqua, si svolge il pellegrinaggio notturno lungo 14 Km; la processione di fedeli parte da porta Capena e si snoda attraverso la via Appia Antica fino al Quo Vadis, poi imbocca la via Ardeatina per arrivare al Santuario. Mano a mano che si esce dalla città, le strade si fanno più oscure e tortuose, ma tra lo scorrere delle “Ave Maria” del santo Rosario, si ode il ritornello gioioso, strillato a squarciagola dai pellegrini: “Ave e sempre Ave, la Madonna del Divino Amore, fa le grazie a tutte l’ore e noi l’andiamo a visitar”.

La storia del Santuario è legata a un’antica immagine mariana, che mostra la Vergine in trono con il Bambino Gesù; la Madre e il Figlio si guardano teneramente, tra due angeli in alto adoranti con il turibolo, mentre in alto la colomba dello Spirito Santo stende le sue ali per avvolgerli con la sua Grazia. Il dipinto, che si trovava su un’alta torre di cinta del Castello dei Leoni (nel tempo detto Castel di Leva), fu realizzato dalla scuola romana di Pietro Cavallini tra il XIII e il XIV secolo d.C.. La zona, che era di proprietà dell’abbazia di San Paolo, nel 1295 passò alla famiglia dei Savelli, che fece costruire il castello.

Per molti secoli la “Madonna del Divino Amore” stette in silenzio, nella brulla e desolata campagna romana. Ogni sera, ai piedi della torre, i pastori si riunivano per recitare il Santo Rosario.

Il primo miracolo avvenne in un pomeriggio di primavera del 1740. Un pellegrino si era smarrito nella desolata campagna romana, appena vide la torre, con passo veloce cercò di entrare nel centro abitato, ma all’improvviso, mentre già si trovava all’ombra della torre, la sua corsa fu arrestata da una turba di cani inferociti, che lo circondarono, pronti a sbranarlo. Il pellegrino, angosciato, alzò lo sguardo al cielo e i suoi occhi incontrarono gli occhi della Vergine, posta sulla torre, ed egli, come un misero condannato a morte, gridò la sua supplica accorata: “Madonna mia, grazia!”. Le bestie inferocite, pronte a straziare la loro preda, quasi obbedendo a un comando misterioso, di colpo si arrestarono, risparmiando la vita al povero pellegrino. Finalmente accorsero i pastori e attoniti videro il prodigio accaduto, il pellegrino gioioso riprese la strada per Roma. Non si sa il nome del miracolato, ma il fatto prodigioso ben presto si diffuse in tutta Roma e iniziarono fin da subito i pellegrinaggi di numerose folle, che accorrevano notte e giorno a Castel di Leva, per gridare anche loro la propria accorata supplica alla Madonna del Divino Amore: “Madonna mia, grazia!”.

Nel 1742, accertata la veridicità dell’indole miracolosa dell’effige, fonte di miracoli e grazie, si decise di staccare l’affresco dalla torre per riporlo in una chiesa. Ben presto, nel 1745 fu costruito un santuario ad opera dell’architetto campano, Filippo Raguzzini.

La chiesa e l’altare maggiore furono solennemente dedicati al Divino Amore, il 31 maggio del 1750, durante il Giubileo. Intervenne per la solenne celebrazione, il Vescovo di Padova, il Cardinale Carlo Rezzonico, che nel 1758 salirà al soglio pontificio, con il nome di Clemente XIII.

Per il santuario si alternarono anni di vitalità e di decadenza. Fu don Umberto Terenzi, prete romano, figlio spirituale di Don Orione che, dal 1930 fino al 1974, si prodigò per fare di quel luogo mariano il cuore della vita spirituale e sociale degli abitanti dell’agro romano, segnato dalla miseria e dalla malaria. Ben presto, grazie alla sua fede furono realizzate tante opere: un asilo, la stazione ferroviaria sulla linea Roma-Napoli, un ufficio postale, una stazione dei carabinieri, un presidio sanitario. Nel 1937, per l’accoglienza e la cura delle bambine orfane, prese vita la famiglia religiosa delle Figlie della Madonna del Divino Amore; anni dopo vide la luce anche la famiglia maschile degli Oblati figli della Madonna del Divino Amore. Oggi, sia i sacerdoti che le religiose del Divino amore sono presenti a Roma e in tante parti del mondo.

Nella primavera del 1944, i romani supplicarono la Vergine del Divino Amore perché la città fosse risparmiata dalla devastazione della guerra, in cambio promettevano di vivere secondo gli insegnamenti della Chiesa e di realizzare un nuovo santuario a Castel di Leva. Nel 1999 fu il Papa San Giovanni Paolo II a consegnare alla Madonna del Divino Amore la nuova Chiesa del Divino Amore.

Don Umberto Terenzi è stato dichiarato Servo di Dio dal Cardinale Ruini nel 1992 e nel 2004 si è aperta la causa di beatificazione. Egli ci lascia un insegnamento davvero semplice ed efficace per chi desidera mettersi al servizio dello Spirito Santo, ossia il Divino Amore, l’unica cosa da fare è «conoscere e far conoscere, amare e far amare la Madonna, costi quello che costi».

 

21 maggio 2021

La liturgia penitenziale per il clero

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Questa mattina, giovedì 6 marzo 2025, nella basilica di San Giovanni in Laterano, si svolge la liturgia penitenziale riservata al clero. Sarà presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina.

La liturgia penitenziale nei settori con i vescovi ausiliari

Il giovedì dopo il Mercoledì delle Ceneri abitualmente il Santo Padre si recava nella basilica di San Giovanni in Laterano per incontrare il clero della diocesi di Roma e celebrare una liturgia penitenziale. Giovedì 18 febbraio, nell’impossibilità di potersi ritrovare con il Pontefice a causa delle previste misure di distanziamento e per evitare assembramento di più persone, la liturgia penitenziale sarà celebrata nei settori e presieduta dai rispettivi vescovi ausiliari, con inizio per tutti alle ore 10.

Per il settore Centro presiederà il cardinale vicario Angelo De Donatis, precisamente nella basilica dei Santi XII Apostoli. Per il settore Est, invece, l’arcivescovo Gianpiero Palmieri celebrerà la penitenziale nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice. La celebrazione del settore Sud si terrà al Santuario Nuovo del Divino Amore con il vescovo Dario Gervasi. Per il settore Nord il vescovo Guerino Di Tora celebrerà invece a Santa Maria della Speranza. Nel settore Ovest, alla stessa ora, il vescovo Paolo Selvadagi sarà a San Giuseppe al Trionfale.

15 febbraio 2021

La liturgia penitenziale del clero con Papa Francesco

«Non ci dobbiamo mai stancare di essere ambasciatori di riconciliazione», scrive il cardinale vicario Angelo De Donatis ai sacerdoti e ai diaconi della diocesi di Roma. Tanto più in questo «tempo di Quaresima – prosegue il porporato – in cui ci dedicheremo in modo intenso alla diaconia della riconciliazione». Per cominciare bene i quaranta giorni che precedono la Pasqua, dunque, come di consueto, si terrà la liturgia penitenziale dei presbiteri di Roma con il vescovo, Papa Francesco, giovedì 7 marzo – il giorno successivo al Mercoledì delle Ceneri – alle ore 9.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano.

L’invito a partecipare arriva dal cardinale vicario, con la stessa lettera inviata oggi (27 febbraio 2019). Sarà «un’esperienza forte di comunione presbiterale – scrive ancora il cardinale De Donatis –. Ci doniamo il perdono di Dio, e il frutto che raccogliamo è uno sguardo nuovo che ci scambiamo tra noi: siamo accomunati dalla debolezza e dalla grazia della misericordia. Nessuno è più autorizzato a guardare gli altri con aria di sufficienza o di superiorità, ma tutti ci sentiamo ancora una volta avvolti dallo sguardo paterno di Dio».

Leggi il testo completo della lettera

27 febbraio 2019

La liturgia penitenziale con Papa Francesco il giovedì dopo le Ceneri

La data del 27 febbraio 2020 è da segnare in agenda per tutti i sacerdoti e i diaconi della diocesi di Roma: come consuetudine, infatti, il giovedì subito dopo il Mercoledì delle Ceneri (che sarà il prossimo 26 febbraio), alle ore 9.30, Papa Francesco sarà nella basilica di San Giovanni in Laterano dove presiederà la liturgia penitenziale. Per tutti i presenti ci sarà la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.

Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha inviato nei giorni scorsi l’invito a partecipare: «La Quaresima è ormai alle porte – si legge nel messaggio – e come ogni anno avremo la gioia di incontrare Papa Francesco».

28 gennaio 2020

La liturgia penitenziale con Papa Francesco

Questa mattina, giovedì 7 marzo, Papa Francesco sarà nella basilica di San Giovanni in Laterano per la tradizionale liturgia penitenziale di inizio Quaresima riservata al clero della diocesi di Roma, che viene celebrata sempre il giorno successivo al Mercoledì delle Ceneri.

Dopo una meditazione del cardinale vicario Angelo De Donatis, i sacerdoti si confesseranno; anche il Santo Padre ascolterà alcune confessioni e concluderà la celebrazione. Al termine offrirà in dono un sussidio per le seconde letture dell’Ufficio delle Letture di Quaresima.

«Il tempo liturgico che vivremo, – ha detto il cardinale nella sua meditazione – ci chiederà di essere ministri di riconciliazione, ambasciatori e diaconi del perdono di Dio per tutti i nostri fratelli. Diremo ad alta voce nelle nostre comunità: “vi supplichiamo, in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio!” Inviteremo tutti a chiedere perdono, con umiltà, a Dio e ai fratelli del male compiuto. È un dono molto significativo poter gustare fin da oggi, tra noi diaconi, presbiteri e vescovi, la dolcezza del Suo amore, per essere più pronti a condividerlo con i nostri fratelli».

Leggi il discorso completo del Santo Padre

Leggi il testo integrale della meditazione del cardinale vicario

7 marzo 2019

La liturgia al centro: il sussidio e l’incontro di formazione

«La lettera apostolica Desiderio Desideravi raccomanda di formulare una proposta formativa perché i fedeli possano sperimentare nella celebrazione comunitaria l’incontro vero con il Maestro e tutta la Chiesa possa riscoprire nella liturgia la bellezza, la verità e la forza della celebrazione cristiana». A spiegarlo è padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, che illustra le iniziative formative per presbiteri e laici promosse dal suo Ufficio. Tutte le proposte sono elencate sul sito http://www.ufficioliturgico.diocesidiroma.it.

Inoltre, per avviare un itinerario di approfondimento dei segni – come raccomanda la stessa lettera apostolica – è stato preparato anche un piccolo sussidio che propone un percorso pratico di catechesi mistagogica della Messa. Si tratta di uno strumento semplice (consultabile cliccando su http://www.ufficioliturgico.diocesidiroma.it/wp-content/uploads/2022/11/Mistagogia-della-Messa-per-il-sito.pdf) attraverso cui «scandire il cammino domenicale della comunità che partecipa all’Eucaristia – sottolinea padre Midili – e che può aiutare presbiteri e laici a lasciarsi formare alla liturgia e dalla liturgia.

Infine, l’Ufficio liturgico lancia un appuntamento aperto a tutti, il prossimo 14 novembre. «Il cardinale vicario Angelo De Donatis, nell’incontro del clero romano del 3 novembre, proponeva di avviare il percorso formativo in ogni comunità, affidandolo agli accoliti, ai lettori, al gruppo liturgico o ai catechisti – ricorda il direttore dell’Ufficio diocesano –. Per approfondire le varie forme in cui è possibile usare le schede e per conoscere meglio il sussidio, i presbiteri possono partecipare insieme con i laici a cui intendono affidare l’animazione del percorso, all’incontro online che si terrà lunedì 14 novembre, dalle ore 19 alle ore 19.45 circa». Per accedere si può cliccare sull’indirizzo https://anselmianum.zoom.us/my/aula.esterna.

8 novembre 2022

La lettera per la Giornata diocesana di Avvenire

Di seguito il testo integrale della lettera del cardinale Reina in occasione della Giornata diocesana dedicata alla sensibilizzazione su Avvenire e Roma Sette

Carissimi,
il periodo che stiamo vivendo ci mostra ogni giorno il ruolo prezioso dell’informazione, dal lavoro rischioso dei giornalisti nelle zone di guerra a quello dedicato alle inchieste di mafia o ad altri ambiti della vita del Paese. È stato proprio il nostro vescovo, Papa Leone XIV, in una recente udienza, a ribadire l’importanza di un’informazione libera, definendola «un pilastro che sorregge la costruzione delle nostre società» e, per questo, ha invitato a «difenderla e garantirla». Il Papa ha anche sottolineato che gli eventi di questo periodo «sollecitano il discernimento e la responsabilità, e si manifesta il ruolo cruciale dei mezzi di comunicazione nella formazione delle coscienze e del pensiero critico». Non riflettiamo mai abbastanza su questo aspetto. E molto importante informarsi, e farlo in maniera adeguata, visti i rischi cui sono sottoposti – come dice il Papa – i fruitori dell’informazione, «scambiando spesso il falso per vero, ciò che è autentico con ciò che è invece artefatto».

Per queste ragioni dobbiamo apprezzare il servizio che rende all’informazione e alla vita democratica della società il quotidiano dei cattolici Avvenire, protagonista di inchieste autorevoli con un’attenzione originale al sud del mondo e alle grandi emergenze sociali del nostro Paese. Il giornale in questi ultimi anni ha rinnovato la sua proposta per i lettori, fino alla nascita del nuovo sito che è solo l’ultima tappa di un percorso al passo con i tempi, dove «le notizie – ha scritto il direttore Girardo – si intrecciano con le domande di senso». Potremo condividerne le prospettive proprio con il direttore nei prossimi mesi attraverso un incontro in ogni settore della Diocesi.

La fiducia dei lettori ad Avvenire, manifestata dalla sostanziale stabilità dei livelli di diffusione rispetto ad altre testate, conferma anche la bontà della scelta della consolidata partnership editoriale della Diocesi con il quotidiano che si concretizza con la pubblicazione del nostro settimanale diocesano Roma Sette come dorso domenicale del giornale.

Nel solco dell’impegno di Avvenire per raccontare i territori – anche quelli lontani dai riflettori della cronaca – Roma Sette, con la sua informazione giornalistica, rivolge un’analoga attenzione ai territori della città, specialmente quelli segnati dal disagio, al vissuto delle comunità parrocchiali e all’approfondimento delle questioni centrali nella vita ecclesiale e civile. Basti pensare in questo senso alle interviste ai presidenti dei Municipi di Roma, inserite nel contesto del dialogo che ho avviato con loro e con altri rappresentanti delle istituzioni per manifestare la collaborazione della Chiesa di Roma nell’impegno per il bene comune. E ancora, va ricordata la serie di servizi “Luoghi del Giubileo” che su Roma Sette promuove la riscoperta di chiese che sono parte vitale del ricco patrimonio spirituale, storico e artistico della città.

Per questi motivi, in vista della Giornata diocesana dedicata alla sensibilizzazione su Avvenire e Roma Sette, in programma domenica prossima, 9 novembre, vi invito a promuovere il quotidiano e il settimanale, a cominciare dai membri del Consiglio pastorale e dalle équipe sinodali, i più impegnati nelle vostre comunità.

Confidando nel vostro impegno, vi benedico di cuore.

Baldassare Card. Reina
vicario generale del Papa per la diocesi di Roma

3 novembre 2025

La lettera di una fedele: un bambino non autosufficiente è «la dimostrazione che Dio fa le cose per bene»

Pubblichiamo la lettera arrivata a un parroco romano da una sua parrocchiana. Una testimonianza di amore verso le persone con disabilità.

Caro Don,
ricorro a questo mezzo che tu non usi (almeno per rispondere a me) perché tanto non è che io voglia una risposta.

Voglio solo raccontarti come sono andati questi tre giorni di centro estivo, queste 15 ore con Fabio, questo stranissimo bambino di cui mi sono presa cura.
Innanzi tutto credo che tutti dovrebbero fare l’esperienza di accudire un bambino che non è autosufficiente e che è imprevedibile. Perché ci si dimentica di tutto il resto, perfino di se stessi, perfino quando è la cosa più difficile da fare: si esce dal proprio ingombrantissimo “io” e ci si concentra solo ed esclusivamente su di lui, perché va tenuto d’occhio a vista.
E questo per quanto riguarda me (e mio figlio, che mi ha aiutato in questi tre giorni: credo che abbia fatto un gran bene anche a lui, anche se chissà quando e chissà chi ne vedrà i frutti, a me non sono destinati, evidentemente…)

Per quanto riguarda il bambino, invece, Fabio… Don, è davvero la dimostrazione che Dio fa le cose per bene, al di là di ogni nostro pensiero e ragionamento. Questo bambino non sa fare niente da solo, non va nemmeno al bagno! Eppure è capace di amare! Quindi, che dire, ha tutto quello che gli serve, tutto quello che conta, tutto quello che basta…

A parte le dimostrazioni di affetto che ha nei confronti degli adulti che si prendono cura di lui, che abbraccia e bacia e riempie di sorrisi, ti racconto quello che è successo due volte, la mattina presto, mentre arrivavano i bambini del centro estivo.

Fabio viene sempre prestissimo, è uno dei primi, e quindi poi guarda tutti gli altri bambini che uno a uno arrivano, misurano la temperatura ed entrano. A un certo punto arriva una mamma che accompagna la figlia, e porta anche un passeggino con dentro la sorellina, una bambina bellissima, avrà 9 mesi, anche meno, la pelle rosa, i capelli biondi, sorridente, perfetta.
Fabio la vede e si avvicina, le sorride, la accarezza, le dà un bacio sulla testa, le fa dei versi di meraviglia e di coccola, poi prende il passeggino e lo spinge avanti e indietro, e poi la porta un po’ in giro…

Una cosa commovente e straziante allo stesso tempo!

Allora questo bambino, che non sarà mai “produttivo” come il mondo lo intende, che sarà sempre inevitabilmente un “peso” per chi dovrà averne cura, che è faticoso e a volte imprevedibile e non sai mai cosa inventarti per fargli fare qualcosa (con me ha giocato, ma 5 ore sono lunghe, e ci sono stati dei momenti più faticosi di altri, e parlo solo di tre giorni! La sua mamma ha le braccia piene di lividi e di morsi, e in alcuni momenti, quando è stanco o quando non ottiene quello che vuole cerca di mordere anche se stesso e chiunque gli capiti a tiro), insomma, è chiarissimo che è perfetto così, e se lo guardi ti rendi conto che Dio l’ha proprio voluto così, e che non si sa perché, non si sa per chi o per cosa, ma c’è sicuramente un piano unico e speciale nella Sua mente per il quale ha fatto Fabio, la sua speciale e perfetta creatura, e l’ha messo esattamente dove sta, incapace di fare qualunque cosa, ma capace di amare… cosa gli manca? Niente, direi.

Quindi Don, dopo questi tre giorni i genitori di Fabio mi hanno ringraziata per averlo accudito, ma la verità è che sono io a dover ringraziare loro, e ringrazio anche te per avermi dato la possibilità di fare parte di tutto questo.

13 luglio 2021

La lettera di Papa Francesco sull’emergenza abitativa: l’appello a compiere “un coraggioso gesto di amore”

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Pubblichiamo di seguito il testo della lettera che Papa Francesco ha inviato ai superiori degli ordini religiosi, ai legali rappresentanti degli enti ecclesiastici, ai parroci e al clero.

Carissimi,
la Chiesa si appresta a celebrare il Giubileo Ordinario dell’Anno 2025 che sarà dedicato alla speranza. Nella Bolla di indizione del Giubileo ho invocato speranza per tutti e ho chiesto a tutti di essere «segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio» (n. 10). La speranza infatti nasce dall’amore e dal sentirsi amati. È l’amore di Dio a generare speranza e l’amore di Dio passa attraverso il nostro amore, come affermava il Beato Don Pino Puglisi: “Dio ama sempre tramite qualcuno”.

La Chiesa di Roma, attraverso le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni, i movimenti ecclesiali e le famiglie fa tanto per trasmettere l’amore di Dio, attraverso gesti concreti di carità (spesso nel silenzio), e generare speranza nella vita delle persone: a ognuno rinnovo il mio profondo ringraziamento.

Così il bene comune, alla base del pensiero sociale della Chiesa, riassume in sé tutte le condizioni che garantiscono la dignità umana che, come ho più volte chiarito, si concretizza in tre diritti inviolabili: la terra, la casa e il lavoro. In vista del Giubileo ho chiesto alla mia Diocesi di dare un segno tangibile di attenzione alle problematiche abitative affinché, accanto all’ accoglienza rivolta a tutti i pellegrini che accorreranno, siano attivate forme di tutela nei confronti di coloro che non hanno una casa o che rischiano di perderla.

In questa prospettiva, desidero che tutte le realtà diocesane proprietarie di immobili, offrano il loro contributo per arginare l’emergenza abitativa con segni di carità e di solidarietà per generare speranza nelle migliaia di persone che nella città di Roma versano in condizione di precarietà abitativa. Le istituzioni e le amministrazioni ai vari livelli, insieme alle associazioni e ai movimenti popolari, si stanno organizzando per rafforzare la risposta di accoglienza e di solidarietà verso questi fratelli e sorelle, operando in collaborazione tra istituzioni e società civile, e la Chiesa è chiamata a contribuire.

Per questo motivo chiedo a tutte le realtà ecclesiali di compiere un coraggioso gesto di amore per il prossimo offrendo gli spazi che hanno a disposizione, soprattutto chi possiede strutture ricettizie o appartamenti liberi. Le persone da accogliere saranno seguite dalle istituzioni e dai servizi sociali, mentre le associazioni e i movimenti popolari forniranno i servizi alla persona, le attività di cura e i beni relazionali che contribuiscono in modo fondamentale a rendere l’accoglienza degna e a costruire fraternità.

Chi di voi si renderà disponibile a rispondere a questo appello potrà fare riferimento al Vicario Generale della Diocesi di Roma, il Card. Baldassare Reina. Vi ringrazio per la vostra generosità e per tutto quello che già fate per trasmettere l’amore di Dio e generare speranza nella vita di tutti e, in particolare, di chi ne ha più bisogno.

Di cuore vi benedico, chiedendovi di pregare per me. Fraternamente,
Francesco

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