30 Giugno 2026

Intervento del cardinale Vallini al Convegno Diocesano

Cari fratelli e sorelle,
prendo la parola – per l’ultima volta – nel contesto di uno dei momenti più belli e fecondi della vita della nostra Chiesa: il Convegno diocesano. Abbiamo appena ricevuto la testimonianza di Pietro e il suo Magistero di guida della comunità e dunque ci sentiamo fortemente incoraggiati ad andare avanti con fiducia. E sono certo che lo faremo con impegno.
Mi sia permesso di confidarvi che, nove anni fa, accogliendo con spirito di fede e di obbedienza, da Papa Benedetto XVI il mandato di Suo Vicario per la Diocesi di Roma, confermato poi nel 2013 da Papa Francesco, mi sono lasciato guidare costantemente da due esigenze che mi sono apparse subito importanti: 1) essere fedele agli orientamenti del Sinodo diocesano degli anni ’90, che aveva posto la rievangelizzazione di Roma come priorità assoluta della pastorale; 2) avere uno sguardo attento sulla vita della città per individuare le forme e gli strumenti per una presenza attiva e incisiva dei cristiani, particolarmente dei laici. È infatti dinanzi a noi il fallimento di tutte le elaborazioni culturali del novecento, ritenute falsamente salvifiche, in un mondo globale, divenuto sempre più fragile, in un tempo di transizione delle società occidentali, di cui è divenuta espressione riassuntiva la categoria di “modernità liquida”.

Sappiamo bene che non basta interpretare, in modo sbrigativo, l’epoca che viviamo, segnata da un relativismo invasivo, che genera incertezza, solitudine, precarietà, e crescenti disuguaglianze, che fanno soltanto sopravvivere con rassegnazione. Provocati da tutto ciò, ci è chiesto di “riproporre la fede in Cristo, unico Salvatore dell’uomo”, irrobustirla, testimoniarla, annunciarla con coraggio ed entusiasmo. La nostra Chiesa, articolata in 336 parrocchie e in molteplici e vivaci espressioni ecclesiali (movimenti, gruppi, associazioni, comunità) avverte l’urgenza della missione; dunque è in grado di incidere nella vita spirituale e civile della città.

Consapevoli di tutto ciò, negli organismi diocesani di partecipazione (Consiglio episcopale, Consiglio dei Prefetti, Consiglio Pastorale Diocesano), abbiamo elaborato delle linee di impegno apostolico che mirassero a ripensare la pastorale ordinaria per renderla più intraprendente e audace.

In questi anni abbiamo iniziato un percorso, nel quale ci è parso di dover mettere al centro il Mistero pasquale del Signore celebrato nell’Eucarestia, soprattutto la domenica, da cui far maturare nei cristiani una più forte volontà di testimonianza della carità nello stile di vita. Abbiamo capito che oggi riproporre la fede significa mostrarla con gioia e capacità di attrazione. Siamo convinti che i destinatari della nostra missione non sono più soltanto le singole persone, ma le famiglie, partendo dai genitori, meritevoli di attenzione, amicizia e formazione.
L’altro aspetto, connesso certamente alla pastorale ordinaria ma di più largo orizzonte, è quello di far maturare la coscienza della responsabilità e della testimonianza attiva laicale negli ambienti di vita, fuori delle mura parrocchiali, dove la gente vive ed opera ogni giorno. I laici, i tanti laici cristiani ed anche i sinceri cercatori di verità che negli ultimi anni ho avuto la grazia di incontrare, con cui ho dialogato, in vista di una rinnovata presa di coscienza della responsabilità propria dei cristiani-cittadini nel tessuto vivo di Roma, mi hanno detto chiaramente e più volte di voler camminare insieme e di volersi impegnare.

Al laicato romano, ricco e articolato, sento di esprimere viva gratitudine per la disponibilità che ho sempre trovato, insieme alla richiesta a noi pastori rivolta di essere accompagnati in un cammino formativo serio e costante, perché ogni laico cristiano possa essere fermento vivo di fede e di carità nei diversi ambienti di vita, soprattutto tra i poveri. Certo è un cammino che domanda dedizione e perseveranza, ma che porterà grandi frutti.

Questa dunque la visione che ha ispirato e accompagnato la nostra azione pastorale: favorire e sviluppare vie nuove di annuncio del Vangelo; secondo, promuovere la presenza responsabile e missionaria soprattutto dei laici, nelle realtà del mondo, perché sappiano arricchire di senso cristiano le relazioni umane.

Se la pastorale diretta ha lavorato di più nel riproporre la fede soprattutto alle famiglie, a partire dalla pastorale battesimale e post-battesimale, e poi nell’accompagnare i genitori di ragazzi adolescenti e i giovani mediante soprattutto il potenziamento dell’esperienza degli oratori parrocchiali, nel più vasto campo della società civile si è cercato di promuovere e sostenere una cultura ispirata da una visione umana e cristiana che vedesse impegnati in attitudine di responsabilità i laici cristiani.

Siamo tutti convinti che in tutto ciò resta decisivo il modo di pensare e di vivere delle famiglie. Per questo i convegni annuali degli ultimi anni hanno sempre guardato ad esse offrendo aiuto e sostegno. Sono certo che anche il Convegno che questa sera si è aperto sarà fecondo per la vita delle comunità.

Cari fratelli e sorelle, porterò sempre con me la ricchezza di vita dell’amata Chiesa di Roma e la testimonianza di ciascuno di voi. Da parte mia mi impegno a sostenere con la preghiera quotidiana il vostro lavoro pastorale, sotto la guida saggia e prudente del nuovo Vicario. Anche voi pregate per me. Il Signore vi benedica tutti. Grazie.

Intervento del card. De Donatis al convegno su Ugo Poletti

Intervento alla presentazione del libro “I fili della memoria”

Intervento all’Assemblea della vita consacrata in cammino sinodale

Internet e tv, il piano di comunicazione per l’Incontro mondiale

Foto di Cristian Gennari

Favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti coloro che non potranno essere presenti a Roma per il X Incontro mondiale delle famiglie. Questo l’obiettivo del piano di comunicazione messo a punto in occasione dell’evento che si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno e che sarà, come stabilito da Papa Francesco, «multicentrico e diffuso». Se dunque in tutte le diocesi del mondo si terranno momenti di riflessione e di preghiera dedicati alle famiglie, a far da raccordo saranno il sito internet ufficiale, i canali Facebook e Instagram e la webapp, che offrono materiali preparatori che possono essere scaricati gratuitamente. Festival, Congresso e celebrazioni con il Santo Padre verranno anche trasmessi in diretta streaming sul sito ufficiale dell’evento, https://www.romefamily2022.com/it/, sulla pagina YouTube della diocesi di Roma e, grazie alla collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione, anche su VaticanNews.

«Abbiamo voluto realizzare una comunicazione a “misura di famiglia” – spiega monsignor Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma –, pensata per aiutare le famiglie e le comunità a prepararsi spiritualmente all’Incontro e per poter partecipare anche a distanza all’evento ecclesiale che si svolgerà nella nostra città. Con questa proposta, intendiamo mettere le famiglie al centro della scena mediatica, riconoscendole come protagoniste della comunicazione con le loro storie e testimonianze, aiutandole a raccontarsi».

Non solo internet, ma anche la televisione aiuterà a raggiungere le famiglie di tutto il mondo. «Grazie a Vatican Media – prosegue monsignor Insero – stiamo implementando un sistema grazie al quale potremo fornire il segnale alle Tv che ne faranno richiesta in maniera libera e gratuita, con un flusso di immagini disponibile in cinque lingue (inglese, spagnolo, francese, portoghese, italiano, più LIS in italiano e in inglese). Le riprese dei tre eventi che prevedono la presenza del Santo Padre: il Festival delle famiglie del 22 giugno ore 18.15, la Messa di sabato 25 giugno ore 17.15 e l’Angelus alla chiusura dell’Incontro con il mandato alle famiglie di domenica 26 ore 12, saranno a cura di Vatican Media e trasmesse in mondovisione. Questi tre appuntamenti con Papa Francesco saranno trasmessi in diretta su RaiUno. Il Festival delle Famiglie dal titolo “The beauty of Family” sarà frutto di una preziosa collaborazione tra il Dicastero per la Comunicazione Vaticana con Vatican Media, la Rai con la testata del TG1e la Diocesi di Roma con l’Ufficio Comunicazioni Sociali».

Sarà possibile anche scaricare la webapp ufficiale del X Incontro mondiale delle famiglie, così come seguire i canali social Instagram e Facebook. I partecipanti digitali riceveranno un attestato di partecipazione dopo aver completato tutto il percorso della webapp, anche questa disponibile in diverse lingue. Fanno parte di questo particolare “cammino” tutti i riferimenti ad Amoris Laetitia, le catechesi, le informazioni sugli appuntamenti diocesani e i tour virtuali delle 4 basiliche maggiori e del Palazzo Lateranense.

31 maggio 2022

Intelligenza artificiale, una sfida per la dignità umana

Una riflessione sulle implicazioni etiche, sociali e antropologiche dell’intelligenza artificiale. È il tema dell’incontro “L’uomo, la dignità e l’intelligenza artificiale”, in programma lunedì 6 luglio alle ore 19.30 alla libreria Todo Modo, in via Bellegra 48.

L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio della Pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato, vedrà la partecipazione di padre Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, teologo, esperto di etica delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale e docente presso la Pontificia Università Gregoriana. L’introduzione sarà affidata a monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano.

L’incontro intende offrire uno spazio di confronto sulle trasformazioni che le nuove tecnologie stanno producendo nel mondo del lavoro, nelle relazioni sociali e nei processi decisionali che incidono sulla vita delle persone.

«L’intelligenza artificiale sta contribuendo a ridefinire il significato del lavoro e della dignità della persona», osservano monsignor Pesce. «Temi come l’attenzione, la crescita, la formazione e la giustizia sociale rischiano di essere svuotati del loro significato se lo sviluppo tecnologico non rimane orientato al bene comune».

Secondo gli organizzatori, i processi attivati dall’intelligenza artificiale «non sono neutri» e incidono sempre più profondamente sulla vita quotidiana e sulle dinamiche delle società contemporanee. Per questo, sottolineano, emerge con forza la necessità di una regolamentazione capace di tutelare innanzitutto la dignità di ogni persona.

Tra le questioni che saranno affrontate durante l’incontro vi è anche il rapporto tra tecnologia e relazioni umane. «L’elemento essenziale del nostro essere persone passa attraverso la cura delle relazioni», evidenziano i promotori. «Occorre interrogarsi su quanto le decisioni affidate agli algoritmi possano influenzare la libertà, la responsabilità e la capacità di scelta delle persone».

La riflessione prenderà spunto anche dal Magistero di Papa Leone XIV che, nell’enciclica Magnifica Humanitas, richiama la centralità della persona umana di fronte alle trasformazioni economiche e tecnologiche del nostro tempo. «La sfida consiste nel garantire che l’innovazione resti al servizio dell’uomo e non viceversa», conclude monsignor Pesce. «Dalla capacità di affrontare questa sfida dipende una parte significativa del nostro futuro».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24 giugno 2026

Installazioni d Marco Manzo a Santa Maria dei Miracoli

“Marco Manzo a Santa Maria dei Miracoli” è il titolo del percorso di installazioni dell’artista, organizzato da “Il Cigno GG Edizioni”, che sarà allestito nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli (piazza del Popolo) dal 21 marzo al 31 agosto 2024. L’ingresso è gratuito. Si potranno ammirare opere in marmo di Carrara, mani di donne e di uomini che testimoniano la violenza sulle donne (reduci dalla 58’ Esposizione internazionale d’arte, la Biennale di Venezia), più alcune inedite: la scultura in marmo bianco “La Maddalena pacificata”; la “Croce gloriosa dei miracoli”, che sarà acquisita nel patrimonio artistico della stessa chiesa, alta circa 4 metri, realizzata con tecnica e materiali misti; due installazioni che raffigurano due mani, “Le mani della crocifissione”.

«Marco Manzo, tatuatore e scultore contemporaneo – spiega padre Ercole Ceriani, rettore della chiesa di Santa Maria dei Miracoli –, attraverso raffinate realizzazioni indaga i sentimenti umani e in particolare il tema della violenza contro vittime inermi. Nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli in piazza del Popolo, alle sculture di Marco Manzo si accompagnano, in sorprendente e perfetta sintonia, testi biblici. Anche se redatti in tempi antichi e in ambienti culturalmente distanti dal nostro, le citazioni bibliche, come l’opera di Marco Manzo, testimoniano un vissuto che accomuna l’esperienza dell’essere umano di tutti i tempi e luoghi. Nella storia, come nella vita, ci si imbatte in eventi non decifrabili, molte domande rimangono inevase e spesso i conti non tornano: la vittima appare inerme davanti alla prepotenza e il grido di aiuto rimane in perenne attesa di una risposta. Nonostante tutto i testi biblici, come le sculture di Marco Manzo, sono permeati da una ostinata e radicale fiducia in una possibilità di riscatto e di salvezza».

La contemplazione «di mani violente e di mani amorevoli accompagna il nostro percorso, perché ciascuno possa guardare le proprie mani e chiedersi se sono fonte di sofferenza o di consolazione per gli altri, non solo per coloro che amiamo, ma soprattutto per i derelitti della terra che incontriamo sul nostro cammino – dichiara monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato –. E si tratta di una “buona novella”, che si conclude con una donna pacificata ai piedi della croce, che è colei a cui per primo si rivelerà il Risorto, oseremmo dire che è la prima redenta, “Apostola degli apostoli”, fuggiti dal Calvario. Le mani intendono trattenere l’amato Signore, ma egli si sottrae da un vincolo che gli impedirebbe di svolgere la sua missione, compiuta nel momento in cui si è lasciato abbracciare, crocifisso, da Maria di Magdala e l’ha redenta col suo infinito e incondizionato amore. Su questo mistero umano e divino siamo chiamati a riflettere mentre contempliamo le opere di Marco Manzo esposte in una chiesa che richiama il miracolo dell’amore e invita alla conversione umana e cristiana. Anche chi non crede più infatti lasciarsi coinvolgere nel dinamismo di questa umanità che esprime violenza, tenerezza, abbracci e salvazione».

21 marzo 2024

Insieme contro la tratta – 08 Febbraio 2019 ore 18:00

Insieme contro la tratta

VEGLIA DI PREGHIERA E RIFLESSIONE

08 Febbraio 2019 ore 18:00

V° edizione della Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro La Tratta Di Persone, che quest’anno avrà come tema: Insieme contro la tratta

La veglia di preghiera sarà

venerdì 8 febbraio, alle ore 18.00,

presso la Basilica di Sant’Antonio al Laterano in via Merulana, 124/B

presieduta da p. Michael Czerny (SJ) e p. Fabio Baggio (SC) sottosegretari alla Sezione Migranti e Rifugiati

Un’altra iniziativa legata alla giornata Mondiale contro la Tratta è la marcia insieme contro la tratta: ci ritroveremo

domenica 10 febbraio, alle ore 10.00

davanti a Castel Sant’Angelo, per arrivare insieme in Piazza San Pietro e

partecipare alla preghiera dell’Angelus con papa Francesco

in piazza sarà distribuita a tutti i presenti la preghiera di Papa Francesco a santa Bakhita, per implorare la fine della tratta di persone in tutto il mondo!

LOCANDINA LA VEGLIA

 

LOCANDINA LA MARCIA

 

Insegnanti di religione: giornata di spiritualità

La giornata di spiritualità in attesa della Pasqua, organizzata dall’Ufficio per la Pastorale Scolastica e Insegnanti di Religione, si terrà sabato 14 marzo presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. L’accoglienza è prevista per le 16.30, poi, alle 17, una riflessione spirituale sarà offerta da don Gabriele Vecchione, cappellano universitario presso La Sapienza di Roma e vicedirettore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato.

Alle 17.45, ai partecipanti sarà lasciato del tempo per un breve momento di riflessione personale. Di seguito, alle 18, avrà luogo la celebrazione dell’Eucaristia, presieduta dal vescovo Michele Di Tolve, responsabile dell’Ambito dell’Educazione della diocesi di Roma, e animata dal coro degli insegnanti di religione, diretto da Luigi Lazzari. Alla fine della liturgia, saranno consegnati i decreti di idoneità ai nuovi insegnanti di religione cattolica, che sono invitati a prendere posto nell’area del presbiterio.

I sacerdoti che intendono concelebrare sono pregati di portare camice e stola.

Per l’occasione, sarà disponibile il parcheggio nel piazzale dell’Università Lateranense.

10 marzo 2026

Insegnanti di religione, il convegno al Divino Amore

Un’occasione di confronto e formazione ma più di tutto di «rilancio della nostra missione educativa nella scuola italiana», anche alla luce «dei profondi cambiamenti culturali e normativi». Così Rosario Chiarazzo, direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica del Vicariato, presenta l’assemblea di inizio anno scolastico per gli insegnanti di religione cattolica, in programma sabato 13 settembre nell’auditorium del Santuario del Divino Amore, a Castel di Leva.

L’evento su “40 anni di Irc come spazio di cultura, dialogo, educazione e cittadinanza in una società plurale” sarà aperto proprio dai saluti del direttore dell’Ufficio, che sottolinea come «in un contesto sempre più pluralista e secolarizzato, l’insegnamento religioso deve dimostrare la sua attualità», aiutando «gli studenti a leggere i grandi interrogativi del nostro tempo» e offrendo «strumenti critici per interpretare la realtà» laddove «è chiamato a sviluppare competenze di senso, di cittadinanza e di convivenza».

Questo 40° anniversario non è «solo occasione di memoria – illustra ancora Chiarazzo – ma un invito a guardare avanti, per educare al confronto in un’epoca segnata da frammentazione culturale e crisi di valori». L’Irc, quindi, quale «spazio prezioso per costruire ponti e formare cittadini capaci di custodire le radici e di guardare avanti con speranza».

A guidare i docenti nella riflessione sul ruolo della disciplina in riferimento alla realtà attuale saranno Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, con un intervento su “Irc oggi tra sfide e prospettive”, e Pasquale Esposito, idr della diocesi di Milano, che tratterà di “Scuola e territorio: le alleanze educative”. Ancora, il contributo di Nicola Incampo, responsabile regionale Irc Basilicata, su “Il Concordato e la libertà religiosa: l’Irc come espressione di un diritto fondamentale tra identità confessionale e integrazione scolastica”. A concludere la mattinata di lavori la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare Michele Di Tolve, responsabile dell’Ambito dell’educazione. (da Roma Sette di Michela Altoviti)

8 settembre 2025

Inizio V corso “Arte nelle chiese”

Inizio V corso “Arte nelle chiese”, che si occupa della formazione di guide turistiche. A cura del Servizio per la cultura e l’università e dell’Ufficio confraternite.

Inizio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Inizio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

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