3 Luglio 2026

Il vescovo Reina a Santa Maria in Portico

Celebrata nel santuario parrocchiale di Santa Maria in Portico in Campitelli la memoria del 1499° anniversario dell’apparizione della Madre di Dio al Papa Giovanni I e a santa Galla. L’Eucarestia è stata presieduta dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi, che, durante l’omelia, ha ricordato uno dei titoli che la devozione di Roma riserva alla Madonna: “Porto di sicurezza”. Come hanno fatto i nostri Padri nel passato, continuiamo a rivolgerci a Maria perché ci liberi dal male anche in questo nostro tempo, segnato da tante prove. Tuttavia, afferma don Baldo, occorre che siamo liberi, da una «visione miracolistica» degli eventi, che chiede di eliminare «la prova» dalla nostra storia. Anche la Chiesa delle origini, come ricorda il libro dell’Apocalisse, ha vissuto un tempo di persecuzioni e di prove. Giovanni propone nel testo ascoltato durante la liturgia, la «visone della Gerusalemme celeste». Ora questo: «Popolo immerso nella difficoltà, riesce a tirare fuori una visione di Chiesa».

A volte, prosegue il presule, è «proprio questa visione che spesso manca». Infatti: «Il tempo della prova, è il tempo che mortifica le visioni e penalizza un orizzonte più ampio». Mentre i nostri occhi sono presi da ciò che si vive: «non riescono più ad alzare lo sguardo, e sognare quello che Dio già vede per noi». La Madre del Signore aiuta a comprendere che anche noi, con lei in questa visione di Chiesa: «Ascoltiamo la Parola di Dio e la mettiamo in pratica» e siamo invitati a essere «cristiani di ascolto e coerenza, facendo del Vangelo la regola di vita». La saggezza materna di Maria «ci spinge ad andare avanti verso la vita». Lei è «Porto di salvezza non solo perché ci custodisce, ma anche perché ci spinge ad abbracciare le sfide di questo tempo». Con lei e come lei, stando in mezzo alle situazioni più assurde, «non perdiamo l’orizzonte dell’eternità, pienezza del nostro cuore».

20 luglio 2023

Torna la Festa de’ noantri

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

È iniziata domenica scorsa, memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, la Festa de’ noantri, orgoglio trasteverino per onorare e celebrare la Madonna del Carmine, a Roma nota anche come Madonna Fiumarola. Nella chiesa di Sant’Agata, dove è custodita la statua, alle 9.30 la Messa è stata presieduta dal rettore don Paolo Asolan. Quindi don Renato Tarantelli Baccari, primicerio dell’arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Maria Santissima del Carmine, ha celebrato la liturgia con l’investitura dei nuovi confratelli. Alle 17 la Messa pontificale è stata invece presieduta dal vescovo Daniele Libanori, ausiliare per il settore Centro.

Sabato 22, al termine della celebrazione eucaristica presieduta dal vicegerente della diocesi di Roma, Baldo Reina, e dopo il tradizionale omaggio del sindaco, la statua sarà portata in processione per le vie del quartiere. «Dopo la pandemia questo è il primo anno che la Festa si svolge senza alcun tipo di restrizione», dice Pietro Solfizi, governatore dell’arciconfraternita di Trastevere. La statua sarà issata su una grande “macchina” e portata in spalla da una ventina di confratelli. «Tra loro molti giovani tra i 25 e i 40 anni ai quali i nonni e i genitori hanno trasmesso la devozione per la Madonna del Carmine – prosegue Solfizi –. Si stanno preparando per entrare a far parte della confraternita e noi siamo molto felici di vedere tanti giovani che si avvicinano alla nostra realtà. Oltre alla devozione hanno anche tanta volontà e la forza fisica per sollevare la statua. Molti di noi sono anziani, non riuscirebbero più a portarla in processione. Anche in questo caso la Provvidenza ci è venuta incontro».

La processione partirà da largo San Giovanni de’ Matha e per tutto il tragitto sarà accompagnata dalla banda musicale della Polizia Locale di Roma Capitale. Al termine, nei pressi della basilica di San Crisogono, ci sarà l’omaggio della fanfara dei bersaglieri. Mentre la statua farà il suo ingresso a San Crisogono e la macchina a Sant’Agata, ci sarà uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Domenica 30 luglio, invece, si terrà la processione della Madonna Fiumarola che ogni anno richiama migliaia di fedeli e turisti. È stata così ribattezzata perché, secondo una tradizione risalente al 1535, la statua della Vergine Maria scolpita in legno di cedro fu ritrovata da alcuni pescatori alla foce del Tevere dopo una tempesta. Donata ai carmelitani, rimase nella basilica di San Crisogono fino al 1890. Per qualche decennio fu ospitata nella chiesa di San Giovanni dei Genovesi prima di essere definitivamente trasferita nella chiesa di Sant’Agata.

La serata del 30 luglio inizierà all’imbarcadero del Circolo Canottieri Lazio con la vestizione della statua con un abito donato dalla maison Luigi Borbone. La processione sarà presieduta dall’arcivescovo Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. A bordo di un natante dell’Arma dei carabinieri, solcherà il Tevere fino a Ponte Garibaldi. Quindi partirà la processione via terra e quest’anno, spiega ancora Solfizi, «è stato ripristinato l’antico percorso fino alla basilica di Santa Maria in Trastevere dove la statua sarà venerata fino al giorno successivo quando farà ritorno a Sant’Agata».

19 luglio 2023

Domenica la III Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Offre lo spunto anche per una riflessione di carattere sociale la prossima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che ricorre il 23 luglio. Per il vescovo ausiliare Dario Gervasi, delegato per l’Ambito per la cura delle età e della vita, infatti, con la scelta del tema “Di generazione in generazione la sua misericordia”, il Papa non solo «ha avuto una felice intuizione nell’avvicinare il mondo degli anziani a quello dei più giovani, due categorie di persone a lui da sempre care», ma ha anche messo al centro dell’attenzione «due elementi critici per la nostra società: i giovani e il loro sentirsi soli e abbandonati e gli anziani, spesso marginalizzati».

In particolare, per il presule è significativo che sia la stessa icona biblica, «quella della visita di Maria all’anziana parente Elisabetta», a tenere insieme appunto la III Giornata mondiale dei nonni e degli anziani e la XXXVIII Giornata mondiale della gioventù, in programma a Lisbona dall’1 al 6 agosto, perché equivale a richiamare ad una sinergia i destinatari dei due appuntamenti dedicati, così diversi e lontani per anagrafe ma chiamati ad una relazione importante e proficua per entrambi. «In un momento come quello attuale in cui alla base di tante situazioni di crisi giovanili c’è il vivere “tutto e subito” – spiega Gervasi –, gli anziani con la loro presenza di saggezza e la testimonianza di una vita e di un tempo lunghi sono l’antidoto a questo modo di fare, che porta tanti giovani a vivere anche le sofferenze nell’immediato, amplificandole», mentre «ogni stagione va gustata e attraversata». Invecchiare, allora, «non deve fare paura – sono ancora le parole del vescovo – ma la vecchiaia con la sua saggezza è invece benedetta e non va né allontanata né “demonizzata” ma accolta in una prospettiva della vita nel tempo lungo», laddove «la vita ha valore non solo nella “potenza” ma anche nella fragilità perché Dio si manifesta proprio nella debolezza».

Alla luce di queste considerazioni, «è bello e importante riunirsi insieme intorno all’altare per celebrare gli anziani e i nonni» sottolinea Gervasi, guardando alla celebrazione che il Papa presiederà domenica mattina nella basilica di San Pietro alle 10. Per la Messa «si stanno attivando e si sono già attivate tante comunità, realtà e associazioni dedicate ai più anziani, che stanno dando una bella risposta e un bel riscontro». L’ingresso nella basilica potrà avvenire a partire dalle 8 e i biglietti possono ancora essere ritirati, fino a martedì 18 luglio, in Vicariato. Alla stessa celebrazione sono invitati anche i più giovani, «magari figli e nipoti che accompagneranno i genitori o i nonni», auspica il vescovo, anticipando che in particolare «proprio da alcuni anziani 5 giovani, provenienti da ognuno dei 5 continenti, riceveranno insieme ad altri ragazzi pronti a partire uno speciale mandato in vista della prossima Gmg, a sottolineare proprio la continuità tra le generazioni» e una vicinanza e un accompagnamento speciali nella preghiera.

Scrive a tal proposito il Papa nel suo messaggio ai nonni e agli anziani: «Lo Spirito Santo benedice e accompagna ogni fecondo incontro tra generazioni diverse. Dio, infatti, desidera che, come ha fatto Maria con Elisabetta, i giovani rallegrino i cuori degli anziani, e che attingano sapienza dai loro vissuti. Ma, anzitutto, il Signore desidera che non lasciamo soli gli anziani, che non li releghiamo ai margini della vita, come purtroppo oggi troppo spesso accade».

E allora – come anche il cardinale vicario Angelo De Donatis aveva fatto nella sua lettera di invito rivolta a sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli della diocesi di Roma chiamati a vivere attivamente la Giornata – Gervasi rinnova l’auspicio che «pure a livello di diocesi e di parrocchie le diverse comunità si mettano in moto per celebrarla al meglio con un momento di condivisione». Il vescovo ricorda inoltre che «il Papa stesso invita i più giovani ad andare in quella domenica a visitare gli anziani, magari portando proprio lo stesso messaggio rivolto loro da Francesco, tanto bello e tanto consolatorio».

di Michela Altoviti da Roma Sette

19 luglio 2023

È entrato nella luce della Resurrezione padre Angelo Benolli, O.M.V.

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che il 16 luglio
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Padre Angelo Benolli, O.M.V.
di anni 91

Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale
del volontariato per lo Sviluppo di Vita e Missione,
Rettore della Chiesa Santa Maria del Pianto ai Catinari
dal 1994 al 2022,

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno giovedì 20 luglio 2023, alle ore 11.00,
presso la chiesa Santa Maria del Pianto ai Catinari
(Via di S. Maria de’ Calderari, 29)

È entrata nella luce della Resurrezione Eugenia, madre di don Marino

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Damiano Marino,
Parroco della Parrocchia di San Patrizio,
per la morte della sua cara mamma

Eugenia
di anni 93

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Eugenia
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno domani, martedì 18 luglio 2023, alle ore 10.30,
presso la Parrocchia Santissimo Nome di Maria
(Via Centuripe, 18/22)

Partecipa in Val di Fassa alla settimana di fraternità organizzata dal Servizio per la Formazione Permanente per i parroci di prima nomina

Partecipa in Val di Fassa alla settimana di fraternità organizzata dal Servizio per la Formazione Permanente per i parroci di prima nomina.

“In quei giorni divenne eterna”: un docufilm sull’Urbe al tempo di Gesù

Com’era Roma negli anni in cui visse Gesù? Le parole “vangelo” e “salvatore” suonano oggi come tipicamente cristiane, eppure si ritrovano già nel linguaggio di propaganda del primo degli imperatori, Augusto, sotto il cui regno Gesù nacque. Erode il Grande fu fatto re proprio a Roma, Ponzio Pilato fu inviato in Giudea dopo aver giurato nel Tempio di Marte Ultore ai Fori, Tiberio è l’imperatore inciso nella moneta della celebre frase: “Date a Cesare quel che è di Cesare”. La storia di Cristo, geograficamente lontana, pulsa ancora oggi nelle vene della Città Eterna. A raccontarla è il docufilm “In quei giorni divenne eterna. Roma, città degli opposti vangeli”, ideato dal Vicariato di Roma, curato dall’Ufficio per la pastorale universitaria e dall’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport.

Prodotto da Valerio Ciampicacigli per Ulalà Film, il documentario dura 30 minuti e verrà diffuso sul canale YouTube Romartecultura a partire da giovedì 20 luglio. Lo stesso giorno, alle ore 19.30, ci sarà la presentazione ufficiale presso l’Auditorium dell’Ara Pacis (via di Ripetta 190), a cui interverranno il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma; Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali; Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo; Alessandro Sortino, giornalista e autore televisivo; Gianluca Arnone, caporedattore Rivista del Cinematografo. Modererà Beatrice Fazi, attrice e conduttrice. Sarà presente il cast. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Protagonista e autore del docufilm è monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria. Il regista è Alessandro Galluzzi; la regia teatrale e la direzione artistica sono di Francesco d’Alfonso; la redazione di Annalisa Maria Ceravolo, di Claudio Tanturri e di don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport.

Ad intervallare il racconto, scene teatrali – da Virgilio a Oscar Wilde ed Eric-Emmanuel Schmitt – recitate da giovani attori professionisti: Roberta Azzarone, Giada Primiano, Giorgio Sales, Matteo Santinelli, Marco Tè. La voce narrante è di Riccardo Mei.

«Il video succede a “Quindi arrivammo a Roma. La seconda nascita della città eterna”, pubblicato la scorsa estate – ricorda don Indelicato –, e fa parte di una serie di itinerari progettati nel contesto del Parco Culturale Ecclesiale della diocesi di Roma, per rileggere in modo originale la storia e la spiritualità della nostra città. Il format è pensato non solo per i pellegrini ma anche per i turisti e soprattutto per quanti vivono quotidianamente la città e il centro storico, in particolar modo per gli studenti delle università romane».

14 luglio 2023

Roma non dimentica. Fiaccolata a 30 anni dagli attentati a San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro

Una fiaccolata per non dimenticare. Una fiaccolata di memoria e impegno nel trentesimo anniversario degli attentati mafiosi alle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993. Appuntamento venerdì 28 luglio ore 00.04 con partenza San Giovanni In Laterano e arrivo a Piazza San Giorgio in Velabro promossa da Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma e in collaborazione con l’associazionismo, sindacati, studenti e le forze sociali e istituzionali.

Una fiaccolata per ricordare quel mercoledì 28 luglio di trent’anni fa quando, alle ore 00.04, un’auto-bomba, collocata nell’angolo tra il Palazzo Lateranense e la testata del transetto della basilica di San Giovanni, esplodeva, seminando distruzione e rovina. L’effetto dell’esplosione raggiunse il palazzo d’abitazione annesso alla Basilica, il Battistero di San Giovanni in Fonte, la Canonica capitolare, alcuni palazzi annessi all’Università Lateranense, l’Ospedale di San Giovanni. A pochi minuti di distanza, alle 00.08, una seconda auto-bomba esplodeva davanti alla facciata della chiesa di San Giorgio in Velabro, provocando ingenti danni che causò la chiusura della chiesa per tre anni. Gli attentati mafiosi causarono 22 feriti. Un attacco allo Stato, un attacco alla Chiesa. Un progetto mafioso di destabilizzazione del funzionamento delle Istituzioni democratiche e della vita civile del Paese.

Una risposta all’invettiva contro i mafiosi pronunciata di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993, che anticipava le parole “definitive” di “scomunica” dei mafiosi da parte di Papa Francesco nella Piana di Sibari nel giugno 2104.

Insieme, il 28 luglio per una fiaccolata di memoria e impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie per dire Roma non dimentica e per rilanciare la lotta alla mafia che uccide la speranza, semina terrore e ruba il nostro futuro e valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone.

10 luglio 2023

La settimana in Val di Fassa all’insegna della preghiera

Preghiera. Questa è la parola chiave che sta accompagnando i sacerdoti romani durante il loro soggiorno in Val di Fassa. Quelli che festeggiano il festeggiato il decimo, ventesimo e trentesimo anniversario di ordinazione sono infatti a Soraga con il cardinale vicario Angelo De Donatis, per la settimana di fraternità organizzata dall’Ufficio per la formazione permanente del clero, nella casa La Lum de Roisc. Il gruppo di presbiteri si fermerà fino a sabato, mentre il giorno seguente arriveranno i parroci che hanno ricevuto la prima nomina nel 2022. Presenti anche i vescovi Benoni Ambarus, Guerino Di Tora e Paolo Ricciardi.

Il cardinale De Donatis propone, quotidianamente meditazioni sul tema della preghiera. Ci sono poi celebrazioni eucaristiche, passeggiate, momenti di condivisione importanti per consolidare i rapporti. «Abbiamo compreso che il cuore è il luogo per eccellenza della preghiera (…); là entriamo direttamente in contatto con il Signore», dice il vicario in una delle sue catechesi. «Perché, in fondo, pregare – domanda retoricamente De Donatis – se non perché ci accorgiamo di non bastare a noi stessi, di avere tante domande e poche risposte, tanti dubbi e poche certezze, tanti bisogni, prove, sgomenti e paure, tanta fame e sete di qualcosa da cui ci sentiamo sfiorati, ma che non possiamo afferrare mai completamente? (…) Pregare per ri-conoscermi e ri-conoscerLo, in un intreccio fecondo di grida, nostalgie e silenzi, di ricerca e di attesa, di lacrime e gioie. Pregare per alzare le antenne della mia finitudine verso l’infinito e accostare l’orecchio dell’anima origliando al cuore di Dio».

La giornata di mercoledì è stata «una giornata di “deserto”», racconta monsignor Pablo Castiglia, pensata come una sorta di ritiro spirituale, come un momento per riflettere, nel profondo, sulla preghiera. «Questi giorni sono importanti per il recupero dello spirito di fraternità sacerdotale. Non è una vacanza, ma una settimana di formazione e di aggiornamento», sottolinea don Enrico Rampone, parroco di Dio Padre Misericordioso a Tor Tre Teste, che festeggia il ventesimo anni di sacerdozio ed è tra i partecipanti al viaggio. Conclude il vescovo Ricciardi: «Siamo stati chiamati a vivere questo tempo di riposo, di ristoro. Credo che una settimana come questa ci aiuta a riconciliarci innanzitutto con noi stessi. E quando ci riconciliamo con i ritmi della nostra vita capiamo che Dio è al centro di tutto».

“Felicittà”, anche la Cittadella della Carità da visitare

C’è anche la Cittadella della Carità Santa Giacinta della Caritas di Roma tra i luoghi da visitare giovedì 20 luglio, in occasione della seconda edizione degli Stati Generali del Patrimonio, iniziativa organizzata dall’assessorato al patrimonio del Comune di Roma, che quest’anno s’intitola “Felicittà”.

In tutto si potranno visitare 15 diversi spazi in 8 municipi, che offriranno attività gratuite, come mostre, lezioni aperte, giochi, dibattiti, proiezioni che serviranno a far conoscere il patrimonio della città. Tra gli altri, sono coinvolti l’Accademia Filarmonica Romana (via Flaminia, 118), la Casa dei Cavalieri di Rodi (piazza del Grillo, 1), la Scuola Popolare di Musica di Testaccio (piazza Orazio Giustiniani, 4/a), la T&T Palestra della Legalità a Ostia. E ancora Explora, Casa dell’Architettura, Porto Fluviale, Casa internazionale delle donne, Coes Onlus, Studios, Accademia Costume & Moda, Cooperativa il Trattore, Cantiere Infanzia.

Per quanto riguarda la Cittadella della Carità, la visita guidata, gratuita, si terrà alle ore 18, con possibilità di replica alle ore 19 e alle ore 20. Il percorso dura circa 45 minuti e prevede 5 tappe: il Centro odontoiatrico Caritas (Coc), attivo dal 1983 e segno concreto di prossimità per chi è in condizione di marginalità; l’Emporio della solidarietà, un supermercato solidale a cui fanno riferimento famiglie e persone in difficoltà seguite dai centri di ascolto Caritas; la Foresteria, struttura per l’accoglienza dei volontari, abbellita di recente dai murales realizzati dagli studenti del liceo artistico “Via di Ripetta”; il servizio “Aiuto alla persona”, che offre assistenza domiciliare per anziani fragili e famiglie in difficoltà; Valori ritrovati, progetto di economia circolare in collaborazione con Poste Italiane.

13 luglio 2023

Terminati i murales alla Cittadella della Carità

Foto Caritas di Roma

Il cupolone di San Pietro e tanti palazzi colorati. Ponte Sant’Angelo con gli angeli del Bernini. E poi fiori, piante, mani che si stringono, persone che si abbracciano. I boschi e le profondità. Sono paesaggi colorati e dai colori vivaci quelli raffigurati dai ragazzi del liceo artistico romano Via di Ripetta, che hanno concluso i lavori ai murales negli ambienti interni ed esterni della Foresteria alla Cittadella della Carità Santa Giacinta della Caritas di Roma. Gli interventi rientravano in un progetto di alternanza scuola-lavoro chiamato “Accogliere nell’arte” e sono stati realizzati dopo un’esperienza diretta degli studenti come volontari alla mensa per i senza dimora.

«Questo progetto – spiegano due ragazzi del liceo artistico, Davide e Maya – ci ha offerto l’opportunità, come studenti, di immergerci in un contesto radicalmente nuovo rispetto a quello a cui eravamo abituati. Abbiamo avuto a disposizione spazi molto più ampi, in cui abbiamo potuto esprimere tutta la nostra personalità e creatività, e allo stesso tempo molto più “veri” poiché saranno effettivamente utilizzati dai tutti i volontari».

Sottolineano dalla Caritas: «Alla base del progetto degli studenti c’è una riflessione su temi importanti, dall’attenzione e cura dei luoghi, all’accoglienza e alla promozione umana. Dopo un’esperienza diretta di servizio come volontari alla mensa per i senza dimora, gli studenti e le studentesse hanno voluto esprimere nella maniera che è loro peculiare, cioè quella del fare artistico, la comprensione profonda della “charitas” che vi abita, cioè di un’arte dell’accogliere non scontata, non giudicante, ma sfidante e coinvolgente».

Ora la Foresteria è pronta ad accogliere al meglio i tanti volontari che arriveranno dalle diverse città italiane per prestare servizio nelle mense e nei centri di accoglienza della Caritas di Roma.

12 luglio 2023

In preghiera per la Madonna dell’archetto

Oggi più che mai, abbiamo bisogno di sentirci amati, guardati, confortati. I tempi cambiano le generazioni regolano il loro vissuto, ma tutti rivivono attraverso la memoria gli eventi mistici. In questo fine settimana nel piccolissimo gioiello ottocentesco della Madonna dell’archetto, sito nel cuore di Roma, si è svolto con grande partecipazione il ricordo del miracolo avvenuto in 9 luglio 1796, quando la Madonna mosse gli occhi e pianse nel timore dell’invasione francese che poi avvenne nel 1798.

Per ricordare l’evento prodigioso il cappellano padre Maurizio Di Paolo insieme ai Soci del tempietto (il più piccolo gioiello del mondo) hanno lodato la Vergine. In particolare, domenica è stato presente il vescovo ausiliare del settore Centro monsignor Daniele Libanori. Per questo un grazie particolare al presidente Paolo Giuntarelli, e a tutti i soci, che con premura tengono accesa la lampada dell’amore, ed un augurio speciale ai nuovi associati. (Massimo Lamonica)

11 luglio 2023

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