7 Maggio 2026

Il trentesimo anniversario di Sant’Alberto Magno

Compie trent’anni la chiesa di Sant’Alberto Magno, in via delle vigne Nuove, realizzata tra il 1989 e il 1991 su progetto dell’architetto Sandro Benedetti. Per festeggiare il trentesimo anniversario di consacrazione dell’edificio sacro, martedì primo giugno, alle ore 18.30, si terrà una solenne celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, arcivescovo titolare di Foraziana, presidente delle Pontificie Opere Missionarie e segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

12 maggio 2021

Il terzo incontro sul Padre Nostro a cura dell’Ufficio catechistico

L’Ufficio catechistico della diocesi di Roma informa che il secondo incontro di catechesi e preghiera sul Padre Nostro si terrà sabato 9 febbraio, dalle 16 alle 19, come di consueto presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Il tema sarà: “Venga il tuo regno”.

Per chi lo desidera, sono a disposizione online sul canale Youtube dell’Ufficio le registrazioni degli incontri già svolti.

4 febbraio 2019

Il terzo incontro di formazione per le équipe pastorali su prossimità e testimonianza

Si è tenuto sabato 5 dicembre, dalle 10 alle 11, il terzo incontro di formazione promosso dalla diocesi per le équipe pastorali. L’appuntamento è stato mandato in diretta televisiva su Nsl (canale 74 del digitale terrestre) o in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma. Il tema dell’incontro è: “«Non ho argento né oro…». Prossimità e testimonianza nel nome di Gesù”, facendo riferimento al libro del Papa “Senza di Lui non possiamo far nulla”.

A disposizione, nel video anche su youtube, una meditazione biblica tenuta da don Fabio Pieroni, parroco di San Bernardo da Chiaravalle a Centocelle; una testimonianza di Luca Drusian; quindi alcune indicazioni operative per il lavoro in équipe a cura di don Paolo Asolan, incaricato del Servizio per la formazione permanente del clero.

Scarica la meditazione per l’incontro

Scarica altro materiale per l’incontro

 

Il tempo di osare: la riflessione del direttore della Caritas sull’usura

Foto di Cristian Gennari

Pubblichiamo la riflessione di Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana e presidente della Fondazione Salus Populi Romani, sul Convegno nazionale delle fondazioni antiusura

A Napoli, ci siamo ritrovati il 15 e 16 ottobre, per ricordare i 25 anni della Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II, di cui siamo parte insieme ad altre 31 Fondazioni operanti in 16 regioni italiane, per la nostra Assemblea nazionale e per il convegno: “Prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura e solidarietà alle vittime: è il tempo di osare”. “E’ il tempo di osare” non significa volgere lo sguardo al passato, non accontentarsi per il molto che è stato fatto dalla nostra Fondazione, la Salus Populi Romani, come dalle altre, ma stare nel presente per affrontare le nuove sfide che la lotta all’usura ci pone nell’oggi ed esercitare il diritto- dovere di dire la verità dal punto di vista dei poveri e degli esclusi, rispetto ad un modello economico che tende sempre di più a metterli ai margini.

Ci troviamo oggi a dover affermare che gli strumenti che abbiamo a disposizione per prevenire e contrastare il sovraindebitamento e l’usura, come pure l’azzardo (che di “gioco” non ha nulla), non sono più da tempo all’altezza delle necessità, dell’emergenza che tocchiamo con mano ogni giorno, a Roma come ad ogni latitudine in Italia. La legge n.108 del 1996, frutto tra gli altri dell’impegno della stessa Consulta Nazionale, e con essa delle numerose leggi regionali che ad essa si ispirano, va profondamente ripensata e superata, perché non più in grado di dare quelle tempestive risposte che centinaia di migliaia di persone, di famiglie, ci supplicano di dare loro per non cadere o restare ostaggi della criminalità piccola, media e grande del Paese.

Le proposte presentate a Napoli, a nome della Consulta Nazionale, dalla prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nella consapevolezza che è tutto l’impianto della normativa che dovrebbe essere rivisto, riguardano il Fondo di solidarietà per chi è già vittimo dell’usura (art.14 della l. 108/96) e il Fondo di prevenzione dell’usura (in successivo art. 15).

Nel primo caso, a richiesta è:
• anzitutto, quella di far sì che anche le famiglie, le persone che non esercitano un’attività economica, possano finalmente accedere a quei benefici fin qui previsti solo per quei soggetti che “esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale e comunque economica, ovvero una libera arte o professione”. Si propone in particolare di:
• prevedere un finanziamento fino al massimo di € 25.000 per famiglia, da erogarsi in 30 giorni e da restituire in 5 anni, con un interesse entro i limiti minimi del tasso soglia;
• introdurre una procedura semplificata di erogazione del contributo, molto più snella e tempestiva delle attuali, talmente lunghe e complesse da contribuire non poco alla fortissima riduzione delle denunce dei casi di usura;
• affidare un ruolo di rilievo alle Associazioni e alle Fondazioni, riconosciute ufficialmente dal Ministero dell’Economia e della Finanza (Mef);
• affiancare le vittime dell’usura della figura di un tutor, appositamente qualificato dal punto di vista tecnico, per affiancare le vittime ed aiutarle a realizzare il progetto di ripresa posto alla base del finanziamento;
• utilizzare il Fondo di solidarietà per la copertura economica di tali interventi.

Nel secondo caso, quello del Fondo di prevenzione dell’usura (Art. 15 l. n. 108/96), la richiesta è di:
• prevedere una dotazione fissa di risorse finanziarie (fino ad oggi, si provvede invece di anno in anno), da destinare al Fondo;
• ripartire diversamente le risorse disponibili: fino ad oggi il 70% va per le imprese (con l’intervento dei Confidi) e il 30% per le persone fisiche e famiglie, in modo da giungere, sulla base dei dati di questi anni, che si giunga al 50% e 50%;
• modificare la normativa prudenziale che attualmente disincentiva le banche ad erogare finanziamenti per questo tipo di necessità,
• giungere ad una convenzione nazionale per questo tipo di prestiti;
• modificare il meccanismo attuale di copertura dei costi di gestione delle Fondazioni e delle Associazioni antiusura, totalmente inadeguato (perché basato sugli interessi attivi sulle somme pubbliche del Fondo di prevenzione depositate dalle Fondazioni/Associazioni presso le banche), nella misura massima del 5% sulle erogazioni dirette o garanzie concesse alle banche dalle fondazioni, da rendicontare annualmente al Mef, unitamente al rapporto di gestione.

“E’ il tempo di osare”, al di là di queste proposte che ci auguriamo possano trovare anche a Roma e nel Lazio interlocutori attenti e sensibili nel tessuto istituzionale, sociale ed economico, significa anche guardare in maniera più corale nella dimensione ecclesiale ai drammatici fenomeni del sovraindebitamento, dell’usura e dell’azzardo. Sarebbe particolarmente importante, ad esempio, che si stabilisca un rapporto di cooperazione molto più stretto tra la Fondazione Salus Populi Romani e le Comunità parrocchiali e le piccole comunità religiose della città.

Presso le Caritas parrocchiali, in particolare, sarebbe prezioso poter contare su persone, appositamente formate attraverso la Fondazione, in grado (e non occorre essere degli esperti o dei laureati in economia o in scienze bancarie), di essere prossime, di ascoltare (che valore avrebbe nell’anno del cammino sinodale!), con grande riservatezza e rispetto, le persone, le famiglie con problemi di sovraindebitamento se non prossime al rischio usura. A Roma e nel Lazio sono molte di più di quanto si possa immaginare se a livello nazionale, qualificati osservatori, come il sociologo Maurizio Fiasco (ndr. consigliere della nostra Fondazione), sostengono che sono circa sei milioni le famiglie a rischio di esclusione sociale per sovraindebitamento e per le quali è necessario individuare una strategia di affrancamento. Sempre nella dimensione delle comunità parrocchiali, si potrebbero inoltre aprire degli spazi per poter fornire alle persone, alle famiglie una educazione finanziaria di base che molto gioverebbe ad aumentare il livello di consapevolezza delle proprie scelte sull’uso dei propri stipendi e pensioni, prima che tali scelte sfocino in situazioni pesanti di sovraindebitamento.

“E’ il tempo di osare”, cari amici e care amiche, ma possiamo restare impassibili di fronte a tante situazioni di dolore per debiti, per usura, per ludopatia che attraversano le nostre strade e sfiorano a volte le nostre vite? Queste storie attendono di essere prese sul serio, di essere ascoltate, sospendendo ogni giudizio sulle persone ma aiutandole a “rialzarsi”, anche dopo certi errori che possono averle determinate. Non siamo forse tutti noi chiamati a portare la speranza e a sostenerci gli uni con gli altri, confidando nell’aiuto del Signore e testimoniando con creatività anche le vie inedite della carità?

18 ottobre 2021

Il tempo della scelta: la lettera del cardinale vicario Angelo De Donatis ai sacerdoti e ai diaconi

Roma 10/04/2020Vaticano, Piazza San Pietro.Papa Francesco presiede la Via Crucis del Venerdì Santo in una Piazza San Pietro deserta, a causa del Covi-19 Corona Virus.Ph: Cristian Gennari

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te […] Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri». Da queste parole di Papa Francesco, pronunciate durante il momento straordinario di preghiera sul sagrato della basilica di San Pietro lo scorso 27 marzo, parte il cardinale vicario Angelo De Donatis. Lo fa in una lettera, inviata ai sacerdoti e ai diaconi della diocesi di Roma, nella giornata di oggi (lunedì 11 maggio), alla quale allega una scheda «da utilizzare con il presbiterio». Non si tratta «di un programma operativo – sottolinea il cardinale De Donatis – ma di una riflessione ispirata alla Parola di Dio e che punta a cercare il senso di ciò che stiamo vivendo».

Per il vicario questo è «il tempo della scelta. Non è affatto scontato – scrive infatti – che si debba ritornare a fare tutto ciò che facevamo prima. Dobbiamo sederci, stare in silenzio, ascoltare la Parola e fare discernimento. Cominciamo noi presbiteri, facendo risuonare in noi tutto ciò che ascoltiamo: la Parola e la vita dei fratelli». Di qui una proposta concreta: tre giorni di «preghiera e se lo volete di digiuno» prima di Pentecoste. «Saltando uno dei pasti principali – sono le indicazioni fornite dal cardinale – faremo un’ora di lectio divina su un testo biblico che vi invierò, accompagnandolo con qualche domanda. In silenzio e in solitudine (ma in profonda comunione gli uni con gli altri) ognuno si metterà in ascolto del Signore che parla. Ascolteremo lo Spirito, chiedendogli di capire il tempo presente e di inspirarci scelte secondo la sua volontà. Dopo una settimana di riflessione, possiamo condividere con altri presbiteri, in piccoli gruppi del tutto spontanei e informali, quanto emerso nella preghiera».

«La preghiera – conclude il cardinale De Donatis – ci aiuterà a riconoscere ciò che è essenziale, superando le discussioni superficiali, reattive, di parte. Sono convinto che emergeranno straordinarie convergenze, poiché è lo Spirito Santo che guida la sua Chiesa».

Leggi la lettera e la scheda allegata

11 maggio 2020

Il Tempo del Creato, in preghiera per il pianeta

È iniziato martedì primo settembre il Tempo del Creato, e durerà fino al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi. «L’intenzione di preghiera di settembre che Papa Francesco ha affidato a tutta la Chiesa cattolica attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa tratta della cura delle risorse del pianeta – riflette don Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale della diocesi di Roma –. Nel contesto del Tempo del Creato e nel quinto anniversario della Laudato si’, il Santo Padre esprime la sua preoccupazione per il “debito ecologico” che si genera spremendo e sfruttando le risorse naturali, e rivolge un appello a condividerle “in modo giusto e rispettoso”».

Papa Francesco, nel suo Messaggio per la Giornata del Creato, chiede una giustizia riparativa, la cancellazione del debito dei Paesi poveri in seguito alle crisi connesse alla pandemia da Covid-19 e, infine, protezione per le comunità indigene dagli interessi e dal «nuovo tipo di colonialismo» delle multinazionali. Cinque i punti in cui si incentra il testo: ricordare, ritornare, riposare, riparare e rallegrarsi. Non mancano i riferimenti alla pandemia: «La crisi, in un certo senso, ci ha dato la possibilità di sviluppare nuovi modi di vivere – osserva il Pontefice –. È stato possibile constatare come la Terra riesca a recuperare se le permettiamo di riposare: l’aria è diventata più pulita, le acque più trasparenti, le specie animali sono ritornate in molti luoghi dai quali erano scomparse».

In questo Tempo del Creato, la diocesi di Roma partecipa al XV Forum dell’informazione cattolica per la custodia del Creato, sul tema “Indietro non si torna. Un nuovo umanesimo alla luce della Laudato si’”. Organizzata da Greenaccord per sabato 5 settembre a Montefiascone (Viterbo), la giornata di studio sarà declinata in una sessione di lavoro mattutina dedicata al rapporto tra fede ed ecologia, alla relazione tra scienza, tecnologia ed ecologia, ai suggerimenti contenuti nella Laudato si’ sull’umanesimo integrale. La sessione pomeridiana sarà invece dedicata al tema dell’ecologia integrale – vera novità dell’enciclica, che quest’anno festeggia il suo primo lustro – e alle emergenze ambientali e sociali lette in un’ottica non contrapposta. In serata si svolgerà la cerimonia di premiazione del Concorso fotografico “L’uomo e il magnifico dono della Natura” e del conferimento del Premio giornalistico “Sentinella del Creato”.

2 settembre 2020

Il Teatro dell’Opera a San Vitale, storica collaborazione

Non un semplice concerto di musica sacra, ma «un’istituzione statale come il Teatro dell’Opera che sceglie di esibirsi nella “sua” parrocchia, Santi Vitale e Compagni Martiri in Fovea a via Nazionale. E lo fa dopo cento anni….». Il parroco don Elio Lops, lui stesso musicista, racconta così la bella collaborazione che ha visto, appunto, l’orchestra e il coro del Teatro Costanzi esibirsi gratuitamente nella basilica, sia a inizio del mese scorso che giovedì 26 settembre.

I concerti, quali il “Concerto in Mi minore il Favorito” e il “Concerto per la Solennità di San Lorenzo,” con l’eccezionale esibizione dei professori di Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e del magnifico Primo Violino Vincenzo Bolognese e il Continuo suonato dal maestro Antonio Pergolizzi, hanno dato un’opportunità di ascolto e integrazione.

Mentre con il celebre Gloria di Vivaldi – interpretato dallo splendido Coro del Teatro preparato dall’ottimo maestro Ciro Visco con le due soliste d’eccezione – il soprano Marianna Mappa e il mezzosoprano Irene Savignano – è stato il protagonista e l’interprete di una vera e propria ascesa spirituale.

Il «sentito ringraziamento» da parte della parrocchia va a Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, e a tutti i suoi collaboratori, «per essere “usciti” dal prestigioso Teatro Costanzi e aver ricollocato la Musica Sacra nella sua sede più idonea, e naturalmente al direttore Luca Quintavalle e a tutte le maestranze che si sono adoperate per la riuscita di questo evento storico per San Vitale».

La presenza del Teatro dell’Opera «ha rappresentato per la basilica – chiosa uno storico parrocchiano, Massimo Lamonica – una vera e propria investitura o potremmo dire una vocazione nella vocazione in vista del prossimo Giubileo per questo imponente Tempio: il più antico luogo di culto cristiano del centro di Roma. La prima basilica cristiana dal suo sorgere, fatta costruire dall’Imperatore Teodosio dopo il 386 d.C.».

2 ottobre 2023

Il Teatro dell’Opera a San Vitale

L’orchestra del Teatro dell’Opera ha scelto la vicina basilica dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio in Fovea, che sorge su via Nazionale per due concerti vivaldiani di musica sacra, a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Il primo si è tenuto il 10 settembre e il prossimo, replica del precedente, è in programma per martedì 26 alle ore 20. Verranno eseguiti il Concerto in Mi minore “Il favorito” RV 277 per violino, archi e continuo; il Concerto per la solennità di S. Lorenzo RV 286 per violino archi e continuo; e il Gloria RV 589 per soli, coro e orchestra. Il direttore sarà il maestro Luca Quintavalle e il direttore del coro il maestro Ciro Visco.

19 settembre 2023

Il tavolo di ascolto sinodale su pellegrinaggi e turismo

In un momento in cui la Chiesa è impegnata nel cammino sinodale dedicato all’ascolto, la diocesi di Roma non dimentica di ascoltare una categoria importantissima per una città così ricca di storia, arte, archeologia: gli operatori del turismo e dei pellegrinaggi. Questa mattina, mercoledì 6 aprile, dalle 9 alle 12, si sono dunque ritrovati nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense rappresentanti delle categorie – Federturismo, Federalberghi, Zètema Progetto Cultura, Fiavet, Fondazione Ferrovie dello Stato, Enit, Unindustria, Touring Club – insieme all’Opera Romana Pellegrinaggi, a membri delle istituzioni – Comune di Roma, Camera di Commercio, Fondo Edifici di Culto –, tra cui il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, ed esponenti ecclesiali. Una mattinata di dialogo fecondo e proficuo, che è stata anche l’occasione per parlare dell’avvicinamento al Giubileo del 2025.

«Papa Francesco, il 10 ottobre scorso, ha aperto solennemente il cammino sinodale che condurrà la Chiesa universale alla celebrazione del Sinodo dei vescovi del 2023, che precede e prepara provvidenzialmente il Giubileo del 2025», ha sottolineato il cardinale vicario Angelo De Donatis, che ha aperto i lavori e dato il benvenuto ai partecipanti. «Non si tratta solo di un evento assembleare, ma di un processo per tappe teso a rinnovare la Chiesa. La Chiesa sinodale è infatti una Chiesa che non ha paura di spalancare le sue porte e uscire per incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo lì dove vivono, lottano e sperano. Una Chiesa che prima di predicare, insegnare e discernere, si mette in ascolto: in ascolto di tutti, dei credenti, degli indifferenti e dei non credenti».

Per l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, «il modo in cui si viaggia si venuto a modificare negli ultimi anni. Il pellegrino diventa sempre più turista e il turista pellegrino. Arrivano sempre meno gruppi organizzati e sempre più persone singole. Dobbiamo quindi pensare a un’accoglienza valida sia per gli uni che per gli altri». Si inserisce tra questi cambiamenti la riscoperta dei cammini, che attraggono un numero sempre maggiore di viaggiatori: «Il mettersi in cammino – ha spiegato l’arcivescovo FISICHELLA – è un’esperienza che aggrega; vivere il territorio camminando favorisce lo scambio e l’incontro. In vista del Giubileo bisogna puntare a valorizzare il tratto da Castel Sant’Angelo alla Porta Santa».

Ha invitato a «sviluppare le potenzialità dei cammini» anche il ministro Garavaglia, come pure a «puntare sul digitale». «Il Giubileo può essere una grande opportunità di sviluppo della città di Roma ma anche di tutta l’Italia. Abbiamo enormi potenzialità e il Giubileo potrà essere anche l’occasione per recuperare quote di mercato», ha detto, invitando a pensare a «una piattaforma che sia fruibile nel modo più semplice possibile dai pellegrini».

«Il mondo del turismo, così presente a Roma, ha vissuto grandi criticità e sofferenze in questi ultimi due anni, a causa della pandemia – ha evidenziato monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi –. Quello di oggi è stato un confronto sereno, che non è servito per piangersi addosso, ma al contrario per prendere un po’ di forza per ripartire, con speranza, guardando al Giubileo del 2025. L’Opera Romana sta lavorando affinché Roma possa essere polo di attrazione non solo grazie alle basiliche, ma con tutte le sue ricchezze. In vista del Giubileo stiamo rilanciando infatti gli itinerari romani sulle orme dei santi Pietro e Paolo, con il Carcere Mamertino, la basilica di Santa Maria in Via Lata, la basilica di Santa Pudenziana, dove risiedeva il senatore Pudente di cui si parla nella lettera a Timoteo, o ancora gli scavi sotto la basilica di San Marco Evangelista».

6 aprile 2022

Il sussidio per le parrocchie sul nuovo Messale

Confiteor, Agnus Dei, Padre Nostro, Gloria. Sono diversi i brani modificati nella nuova edizione del Messale che vanno recitati dai fedeli. Per questo la diocesi di Roma, in particolare l’Ufficio liturgico diocesano, ha preparato un sussidio per le parrocchie in cui sono illustrati i cambiamenti, che si può scaricare cliccando qui. Ricordiamo che la nuova edizione diventerà obbligatoria in tutte le celebrazioni delle chiese del Lazio da domenica prossima, prima di Avvento, 29 novembre.

In particolare, nel Confiteor, al generico “fratelli” è sostituita la formula più inclusiva “fratelli e sorelle”. Nel Gloria non si parla più di “uomini di buona volontà” ma di “uomini amati dal Signore”. Nell’Agnus Dei, il testo rinnovato prevede la formula: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello”.

Diverse le novità anche nel testo del Padre Nostro. “Non ci indurre in tentazione” diventa “non ci abbandonare alla tentazione”, mentre nella frase “come noi li rimettiamo ai nostri debitori” è aggiunto “anche”.

24 novembre 2020

Il Sussidio per l’Avvento 2021

Foto di Anne Nygård da Unsplash

«Con l’inizio dell’Avvento desidero consegnarvi questo semplice strumento come aiuto per continuare il nostro ascolto spirituale di Dio e di fratelli». Con queste semplici parole il cardinale vicario Angelo De Donatis accompagna la presentazione di un sussidio pastorale per vivere il cammino sinodale in questo tempo di attesa del Natale. “Fate attenzione a come ascoltate” è il tema.

Sette i punti a cui fare riferimento. Il primo è l’adorazione, perché «per ascoltare bisogna adorare». Ancora, grazia, in quanto l’«ascolto è un dono di grazia»; comandamento, perché ascoltare «è un comandamento dell’amore per amare»; Parola, in quanto significa «accogliere la Parola», seguendo l’esempio di Maria.

Ascoltare significa anche «scendere negli Inferi della nostra vita», da cui il quinto punto chiave; ma anche stare in silenzio: «Dobbiamo confessarlo. Abbiamo bisogno del silenzio». L’ultimo punto è l’annuncio: «Chi ascolta annuncia».

Nel sussidio anche alcune “istruzioni per l’uso” per mettere in pratica una «buona attività di ascolto»: sospendere i giudizi di valore e l’urgenza classificatoria; osservare ed ascoltare; mettersi nei panni dell’altro e dimostrare empatia; verificare la comprensione.

Clicca qui per scaricare il sussidio

29 novembre 2021

Il sussidio per gli oratori estivi

Il cane parlante Pepe arriva nella terra di Summerland, dove indiani e cowboy hanno imparato a convivere insieme e a fidarsi gli uni degli altri. Parte da questa ambientazione immaginare la guida per gli oratori estivi 2021, disponibile on line su https://www.oresroma.org/. Il progetto diocesano degli oratori estivi è curato dal Servizio di pastorale giovanile della diocesi e dal Centro Oratori Romani con il supporto dell’Azione cattolica ragazzi e dell’Agesci.

«Nell’elaborare la guida per quest’anno – spiegano i promotori –, ci siamo trovati di fronte a numerose incognite, circa i tempi (molto diversi da parrocchia a parrocchia), circa le modalità (ancora in divenire), circa gli animatori (perché probabilmente ci sarà un ricorso a giovani e adulti maggiore rispetto alla tradizione che vedeva coinvolti per la maggior parte adolescenti). Per questo motivo, i criteri che hanno accompagnato la redazione di questa guida sono stati quelli di un’estrema flessibilità, di un’ambientazione evocativa e facilmente riconoscibile, di una grande semplicità nella proposta».

Spazio dunque alla semplicità e alla flessibilità. Tutti i contenuti sono pubblicati sul sito dell’Ores, attraverso alcuni fascicoli scaricabili gratuitamente previa registrazione. Per ciascuna tappa sono indicati il racconto (una storia compiuta in sé), alcuni spunti per l’attività e un approfondimento del tema proposto, uno schema per la preghiera, un luogo della propria quotidianità per una piccola “impresa” da compiere. Ciascuna tappa è fruibile separatamente, senza necessità di collegamento con le precedenti o di sequenzialità. Il filo rosso che da unità all’insieme è costituito dall’Inno alla Carità di san Paolo e dall’ambientazione.

11 maggio 2021

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