29 Agosto 2025

A Trastevere torna la “Festa de’ Noantri”

Foto di Cristian Gennari

L’evento più atteso dai trasteverini, nel cuore di Roma, la cui storia affonda le radici nei secoli. È la festa della Madonna del Carmine a Trastevere, meglio conosciuta come festa “de’ Noantri” o della “Madonna Fiumarola”. Come ogni anno, la statua della Madonna del Carmine, la cui memoria liturgica ricorre il 16 luglio, uscirà dalla chiesa di Sant’Agata, dove si trova durante tutto l’anno, e verrà portata in processione per le caratteristiche vie trasteverine e sul fiume Tevere.

Il culto della “Madonna Fiumarola”, infatti, nasce nel lontano 1535 quando una statua della Vergine scolpita in legno di cedro fu rinvenuta da alcuni pescatori alla foce del fiume e fu poi donata ai Carmelitani che si trovavano nella chiesa di San Crisogono, appunto a Trastevere. Nel corso dei secoli fu trasferita prima a San Giovanni dei Genovesi e poi, nel ‘900, nell’attuale chiesa di Sant’Agata, che lascia appunto una sola volta l’anno, il primo sabato dopo la festa della Beata Vergine del Monte Carmelo.

Le celebrazioni, come sempre, dureranno per quasi due settimane. Dal 13 luglio, con il triduo di preparazione, fino al 26. Venerdì 16 ci sarà una prima Messa al mattino, presieduta da monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare per il settore Centro, mentre nel pomeriggio una seconda celebrazione ospiterà l’investitura dei nuovi confratelli e consorelle dell’arciconfraternita del Carmine in Trastevere. Momenti cruciali saranno poi la processione del pomeriggio di sabato 17 luglio e la successiva celebrazione eucaristica, nella piazza di Santa Maria in Trastevere. Domenica 25, sempre nel pomeriggio, la rievocazione della “Processione Fiumarola” presso l’imbarcadero del Circolo Canottieri Lazio, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, che arriverà al pontile di Ponte Garibaldi, nei pressi dell’Isola Tiberina, e continuerà poi sulla terraferma, per concludersi nella chiesa di Sant’Agata.

Quest’anno, per le normative anti-Covid, «alcuni dettagli saranno diversi rispetto agli altri anni», spiega il governatore dell’arciconfraternita Pietro Solfizi. Non ci sarà la storica macchina processionale, «molto imponente e dal peso di circa 16 quintali – racconta Solfizi –, una macchina che impegna oltre 18 persone per il trasporto della statua. Abbiamo invece optato per semplici stanghe che sosterranno la Madonna per non creare assembramenti e non affollare ancora di più i vicoli». La processione, dunque, tornerà per le vie del quartiere dopo l’assenza dello scorso anno a causa della pandemia, «la prima e finora unica volta nella storia», puntualizza Solfizi, «perché si è sempre svolta, anche in tempo di guerra». Previsto comunque un grande afflusso di persone. «Sono tantissimi i fedeli legati a questa festa, che arrivano soprattutto da fuori città, da tutta Italia e anche dall’estero perché – prosegue – molti trasteverini ormai non abitano più a Roma ma hanno nel cuore questo evento e anche chi non ha nessun legame con il territorio ha sviluppato negli anni un forte attaccamento verso la festa e la Vergine».

Le celebrazioni saranno trasmesse anche in diretta streaming sulla pagina Facebook della confraternita, mentre la Messa solenne del 17 luglio e il Rosario del 21 luglio dalla chiesa di San Crisogono andranno anche in diretta nazionale su Tv2000. «Un modo – chiosa Solfizi – per far sentire a tutti la vicinanza della Madonna e far vivere l’emozione di questa festa, in particolare in un periodo storico così difficile e drammatico».

di Salvatore Trope da Roma Sette

12 luglio 2021

A Trastevere la Festa de’ Noantri con il cardinale De Donatis

Seppur con delle limitazioni, la tradizionale Festa de’ Noantri a Trastevere si terrà anche al tempo del Covid–19. Niente processioni per le vie del quartiere il sabato successivo al 16 luglio, giorno in cui la Chiesa celebra la solennità liturgica della Beata Vergine del Monte Carmelo. Niente abito nuovo per Maria perché il lockdown non ha permesso agli stilisti di confezionarlo. Ma il cuore della solennità, la preghiera all’Immacolata, sarà incessante da oggi, lunedì 13 luglio, con l’inizio del triduo, a lunedì 27 luglio con la Messa di ringraziamento. Nel mezzo i due appuntamenti più attesi dai romani, soprattutto dai trasteverini che hanno voluto aggiungere alla festa l’appellativo “de’ noantri” cioè “di noi altri”, in opposizione a “voi altri che abitate in altri quartieri”. Domenica 19 il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà la celebrazione liturgica alle ore 19 in piazza Santa Maria in Trastevere. La statua della Vergine in legno di cedro custodita nella chiesa di Sant’Agata sarà trasportata per l’occasione in piazza issata su un apposito automezzo.

«Rispettando le distanze fisiche di sicurezza, per la Messa ci saranno oltre cinquecento posti a sedere e saranno installati maxischermi per permettere a tutti di partecipare alla liturgia – spiega Pietro Solfizi, governatore dell’arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Maria Santissima del Carmine a Trastevere –. Siamo contenti che riusciamo a fare qualcosa. È la prima volta che non si tiene la processione per le vie del quartiere. Si è svolta anche in tempo di guerra». Si potrà accedere in piazza solo muniti di biglietti che potranno essere gratuitamente ritirati nella chiesa di Sant’Agata.

Domenica 26 monsignor Gianrico Ruzza, già ausiliare di Roma e nominato da Papa Francesco vescovo di Civitavecchia–Tarquinia, presiederà la suggestiva processione sul Tevere della “Madonna Fiumarola”, così ribattezzata perché, secondo la tradizione, la statua fu ritrovata alla foce del Tevere nel 1535 dopo una violenta tempesta. Partenza prevista per le 19.30 dall’imbarcadero del Circolo canottieri Roma. Alle 20.30 è previsto l’arrivo a Ponte Garibaldi e anche in questo caso non si terrà la consueta processione fino a Santa Maria in Trastevere. L’effige sarà immediatamente trasferita nella chiesa di Sant’Agata con un apposito furgone.

«Nonostante le restrizioni, la gente desidera questo momento – dice il rettore della chiesa di Sant’Agata don Paolo Asolan –. Non è un interesse legato solo al folklore ma c’è nel cuore dei trasteverini un profondo legame con la Madonna. C’è da sperare che l’assenza dell’aspetto popolare faccia emergere il nocciolo che rende importante questa celebrazione e il motivo per il quale resite dopo secoli».

Per don Renato Tarantelli è la prima Festa de’ Noantri in qualità di primicerio dell’arciconfraternita. Nominato lo scorso novembre, non nasconde la sua emozione e confessa che si sta preparando con la preghiera. Rimarcando le parole del rettore Asolan, afferma che «senza gli aspetti popolari emergerà il senso spirituale della solennità. È molto bello il modo in cui l’arciconfraternita si sta preparando a questo momento. Il Signore sta compiendo cose più semplici ma certamente più belle».

di Roberta Pumpo da Roma Sette

13 luglio 2020

A Torre Angela la parrocchia “si fa in quattro”

Radicata nel tessuto sociale della borgata tanto da farsi in “quattro”. È la parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, periferia est. Abbraccia un territorio così vasto che al nucleo centrale della parrocchia in via di Torrenova si aggiungono tre cappelle. «È come avere quattro complessi parrocchiali», commenta il parroco don Marco Simeone. Una realtà che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita pastorale del cardinale vicario Baldo Reina, al quale è stata illustrata la storia di una borgata nata tra gli anni ’50 e ’60 sull’onda della grande migrazione di calabresi, marchigiani e abruzzesi. Trasferitisi in zona, misero a frutto i propri talenti, unirono le forze e costruirono le prime abitazioni. «Questo – racconta il sacerdote – ha creato un’identità forte. Gli abitanti si adoperarono anche per la costruzione della parrocchia, eretta grazie alle loro offerte e al lavoro degli stessi residenti».

L’ampliamento della zona, unito alla donazione di terreni e piccole strutture, ha consentito la realizzazione di tre cappelle che oggi ospitano celebrazioni, catechesi e gli oratori di Santa Maddalena agli Arcacci, della Madonna dei Lumi e quello di San Gabriele e Pier Giorgio Frassati – che sarà canonizzato il 3 agosto -, realizzato grazie all’offerta della nipote del futuro santo. Ogni domenica qui viene allestita una mensa di solidarietà «per i senza dimora e gli anziani soli – evidenzia don Marco –. Ogni oratorio ha una sua autonomia. La pastorale è connessa al contesto territoriale in cui è situato». Essi rappresentano «una grande ricchezza – afferma Rita, catechista –. La relazione con ogni porzione del territorio consente di monitorare la situazione e di comprendere le realtà in modo accurato».

Dagli anni ’60 le cose sono notevolmente cambiate, «ora si vive la fase dell’immigrazione dall’estero e questa è diventata una borgata multiculturale con decine di etnie diverse – prosegue il parroco –. C’è però un incontro pacifico e rispettoso di culture e religioni. A pochi chilometri di distanza ci sono la parrocchia ortodossa, il tempio buddista cinese, la moschea, il tempio sikh. Questi mutamenti, forse, faticano ad essere compresi dagli anziani che sono cresciuti nella borgata vedendola trasformarsi nel giro di 20 anni».

La parrocchia resta un punto di riferimento importante per il territorio, così come la scuola e il municipio. La Caritas supporta cento famiglie con i pacchi alimentari «confezionati in base alle dimensioni del nucleo familiare» osserva don Marco. Ogni mercoledì i volontari della parrocchia, con quelli della Comunità di Sant’Egidio, distribuiscono pasti caldi ai senza dimora della zona. «Nel Centro di ascolto ci aiutano anche alcuni frati francescani che 15 anni fa si sono trasferiti in zona – aggiunge don Marco –. Lavorano a un progetto per stare ancora più a stretto contatto con le persone in difficoltà».

Gianluca, seminarista del Pontificio Seminario Romano Maggiore, da ottobre svolge servizio in parrocchia. Oltre ad «affinare l’ascolto silenzioso per entrare in contatto con i bisogni altrui» sta imparando la «concretezza della prossimità alla comunità, la capacità di porsi davanti come guida, dietro insieme agli ultimi e in mezzo condividendo gioie e dolori». (di Roberta Pumpo da Roma Sette)

13 aprile 2025

A Tor Fiscale il centro estivo della Caritas

Il progetto “Porte Aperte a Tor Fiscale” promosso dal Centro di accoglienza Casa di Cristian della Caritas di Roma non chiude per ferie ma si apre ai giovani del quartiere.

Per i ragazzi dai 5 asi 12 anni è previsto un centro estivo dove divertirsi, socializzare e imparare la solidarietà. Dal 29 luglio al 9 agosto, ogni giorno dalle 8.30 alle 16, la gioventù del quartiere potrà partecipare alle attività della Casa insieme ai volontari e agli operatori.

Per informazioni e iscrizioni: tel. 066282696; email: casadicristian@caritasroma.it.

16 luglio 2019

A Todi la XXI Giornata degli universitari

“Amor, lo tuo effetto dà lume a lo ‘ntelletto”. Questo verso di Jacopone da Todi farà da filo conduttore alla XXI Giornata degli universitari, che si svolgerà appunto della cittadina umbra il prossimo sabato 16 novembre. Oltre 1.500 studenti di università pontificie, private e statali raggiungeranno Todi a bordo di circa 25 pullman.

«Partiranno da collegi e parrocchie, ma ci saranno anche gruppi da Albano, Viterbo, Cassino, che utilizzeranno mezzi propri», spiega Annalisa Ceravolo, dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, che sta organizzando l’evento. «Per la prima volta la Giornata degli universitari farà tappa a Todi, che abbiamo scelto proprio per la presenza delle spoglie di Jacopone – illustra Ceravolo –. Sia la città che la diocesi di Todi si sono dimostrate molto accoglienti, offrendoci spazi e mettendoli a disposizione gratuitamente».

Se la prima parte della Giornata vedrà infatti la catechesi di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, nel tempio di San Fortunato, alle ore 11, la seconda sarà invece dedicata alle visite alle bellezze della cittadina, che saranno a ingresso gratuito per i giovani studenti. Nei luoghi più significativi, inoltre, alcuni studenti del Conservatorio di musica Santa Cecilia, dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico e dell’Accademia nazionale di danza, offriranno delle performance artistiche ai loro colleghi che frequentano i corsi universitari più classici. In particolare, nella cattedrale della santissima annunziata di esibiranno gli allievi del Conservatorio; nella Sala del Consiglio all’interno del Palazzo del Capitano ci saranno invece gli allievi della Silvio d’Amico; mentre l’Accademia di Danza si esibirà nella Sala delle Pietre del Palazzo del Capitano. I brevi spettacoli saranno ripetuti più volte nel corso del pomeriggio, in modo da dare l’opportunità di assistervi al maggior numero di studenti.

6 novembre 2024

A Teano (Ce) predica il Ritiro di Avvento ai sacerdoti della diocesi

A Teano (Ce) predica il Ritiro di Avvento ai sacerdoti della diocesi.

A settembre la tre giorni associativa dell’Azione cattolica

Appartenenza, cura, relazioni. Tre parole chiave per la tre giorni associativa dell’Azione cattolica diocesana, in programma dal 22 al 24 settembre al Monastero di San Vincenzo di Bassano Romano. Nelle giornate si svolgeranno due campi diversi, quello per i giovani e quello per gli adulti, che avranno in comune alcuni momenti di preghiera e le riflessioni conclusive con il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma.

“A sky full of stars” è il tema del campo per giovani, giovanissimi, educatori Acr ed educatori giovani. «“A Sky full of stars” siamo tutti noi, giovanissimi e giovani di Ac – spiegano dall’associazione –. Un cielo pieno di stelle e di sogni. Di passioni, di capacità, di competenze. Di vita vissuta e posti impressi nella mente. Siamo noi. Siamo i tanti desideri che ci portiamo dentro e il grande desiderio che siamo noi stessi. Un cielo pieno di stelle sono anche i bambini, i ragazzi, e i giovani che sono nei gruppi Acr e del Settore Giovani che molti di noi curano e seguono come educatori e responsabili. Ma il cielo non esiste solo per chi, come noi, riesce a vedere le stelle. Il cielo esiste anche per chi fa fatica, e a volte a fare fatica siamo proprio noi. Ma la nostra parrocchia, la Chiesa, l’Ac tutta, il nostro quartiere, la città che viviamo, il Paese intero ha più che mai bisogno di giovani che accendano luci, di giovani che accendano stelle».

Il campo prenderà il via alle 18 di venerdì con l’accoglienza e prevede una prima serata di attività a partire dalle 21, subito dopo la cena insieme. Il sabato, poi, meditazione sul brano dell’anno, “Chi ha toccato le mie vesti?” (Mc 5, 21-43); quindi un momento di deserto personale e ancora laboratori di approfondimento per giovani ed educatori. Domenica 24, alle 12, è in programma la Messa presieduta dal vescovo Reina, il pranzo comunitario e poi il confronto con il vicegerente sul tema: “L’Ac nella Chiesa e nella città di Roma”.

Al dialogo parteciperanno anche gli adulti di Ac, che come detto saranno negli stessi giorni a Bassano Romano per il loro campo. “I care 100%” è il tema scelto per l’iniziativa, dove il verbo inglese che vuol dire “occuparsi, prendersi cura”, viene utilizzato come acronimo di cura, appartenenza, relazioni, ecclesialità. Molti gli ospiti che porteranno la propria testimonianza durante la tre giorni: dall’agronomo Anna Vagnozzi all’imprenditore Bruno Cucinelli, dal teologo don Sergio Massironi (del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale) al direttore della Caritas di Roma Giustino Trincia. Nella mattinata di domenica, per il gruppo degli adulti, è prevista anche un’uscita nella vicina Sutri, con visita e preghiera sulla tomba di David Sassoli e visita al parco archeologico, con il mitreo e l’anfiteatro.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: https://www.acroma.it/eventi/

A Santa Silvia tra carità e preghiera

Le luci del campetto sono ancora accese. Sono le 20 passate e nella parrocchia di Santa Silvia, nel quartiere Portuense, c’è ancora vita. Dieci bambini si stanno divertendo a giocare a calcetto. È un vero e proprio allenamento. A guidarli dalla panchina, i loro papà. «Fanno parte del gruppo sportivo parrocchiale – spiega don Alfio Tirrò, il parroco, mentre saluta le persone che stanno assistendo da fuori –. Abbiamo 70 tesserati. Ci sono ragazzi dagli 8 ai 14 anni. La domenica partecipano a piccole competizioni».

Anche loro ha incontrato venerdì scorso il cardinale vicario Baldo Reina, che è tornato oggi nella chiesa di Santa Silvia per la visita pastorale. Il porporato è andato a trovare a casa una signora malata di Sla da 16 anni, poi ha incontrato i collaboratori della chiesa, ha celebrato la Messa, e alle 20 ha guidato la Via Crucis nella “parrocchietta” di Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto. Mentre questa mattina, alle 9 si dedicherà alle confessioni, alle 10 presiederà la Messa dei bambini e alle 11 incontrerà le famiglie del catechismo, il gruppo scout e a seguire il Consiglio pastorale.

«A Santa Silvia è molto forte il carisma della carità, che è declinata in tutte le sue forme – racconta il parroco –, insieme a una grande tradizione di pastorale familiare. Fiore all’occhiello sono i gruppi di Fede e Luce. Poi c’è un gruppo Caritas e un piccolo consultorio, con uno psicologo che svolge il suo servizio come volontario una volta a settimana. Con la parrocchia – aggiunge il sacerdote –, collabora anche la comunità delle suore della Divina Volontà, con la loro associazione “Iniziativa Amica”, che sostiene una casa-famiglia per ragazze madri». Nel territorio sono presenti anche le Figlie di San Giuseppe, che si trovano a Villa Giuseppina, una Rsa, e le suore del Boccone del Povero, che hanno una struttura per anziani. «Con Villa Giuseppina – sottolinea don Tirrò – partirà dopo Pasqua un servizio di animazione della Messa domenicale per gli ospiti e gli operatori della struttura. Da settembre, il progetto prevede di estendere l’iniziativa anche ai ragazzi delle cresima e del post-cresima».

Tra i laici che portano avanti la pastorale della famiglia, c’è Sara. Lei e suo marito, insieme al parroco e altre due coppie, si occupano del corso prematrimoniale. Seguono il filo conduttore che consegnò alla comunità il vescovo Paolo Ricciardi, negli anni in cui era parroco a Santa Silvia. Il presule, già ausiliare di Roma, ha iniziato ieri il suo ministero episcopale a Jesi ed è stato travolto dall’affetto anche di molti suoi ex parrocchiani che sono andati a trovarlo. «È un corso che inizialmente dà molto spazio alla parola di Dio – spiega Sara –, con riflessioni sulle coppie nell’Antico Testamento, per poi approfondire l’importanza del Sacramento per aiutare le persone a inserirsi insieme in una dinamica di preghiera e di rapporto con Dio. Come sposi – aggiunge –, è un’esperienza che aiuta anche noi a interrogarci sull’origine della scelta che abbiamo fatto».

Qual è il motore che muove tutto? «È la preghiera – conclude il parroco –. Ogni giovedì organizziamo l’adorazione eucaristica dalle 6 del mattino a mezzanotte. A turno, più di cento persone custodiscono il Santissimo durante tutta la giornata». (di Giuseppe Muolo da Roma Sette)

30 marzo 2025

A Santa Maria Stella Matutina il mandato per gli operatori Caritas

Sono due le giornate che il cardinale vicario Baldo Reina dedicherà alla visita pastorale nella parrocchia di Santa Maria Stella Mattutina, in zona Monte Mario. Oggi (domenica 12 gennaio) e domani pomeriggio (lunedì 13 gennaio), infatti, la comunità «formata da circa 6mila parrocchiani e caratterizzata da un bel clima di familiarità» accoglierà «con gioia» il porporato, come riferisce il parroco don Simone Carosi. Il sacerdote, che guida la parrocchia da 10 anni, spiega che nello specifico «durante la Messa che presiederà questa sera consegnerà il mandato ai 15 nuovi operatori della Caritas che hanno completato il corso di formazione per operare nel nostro centro di ascolto» mentre domani sera, sempre dopo la celebrazione eucaristica, «ci sarà l’incontro con i membri del consiglio pastorale e con tutta la comunità» oltre alla visita alla scuola che sorge sul territorio ed è gestita dalle Suore Piccole Ancelle del Sacro Cuore. Favorire il clima di familiarità cui fa riferimento il parroco «è quello che cerchiamo di fare con diverse iniziative – dice Cristina, parrocchiana storica –, perché la relazione è fondamentale e sentirsi amati e accolti è la cosa più importante». A questo fine mira «il pranzo sociale che organizziamo l’ultima domenica di ogni mese – continua –: è aperto a tutti, in particolar modo alle persone bisognose e a quelle anziane». Ancora, la proposta, attiva da 10 anni, del «momento snack e caffè dopo la Messa della domenica – dice Giorgio, uno dei referenti di questa iniziativa oltre che responsabile dell’oratorio parrocchiale –. Offriamo il caffè e le torte fatte in casa dalle mamme e dalle nonne mentre i bambini giocano nel campo da calcio e da pallavolo». Sul fronte dell’oratorio, «aperto il sabato e la domenica», continua, «coinvolgiamo nelle attività una quindicina di ragazzi del post-Cresima che da due anni seguono un cammino di formazione specifica tutti i sabati e che affiancano i catechisti sacrali come catechisti oratoriali». (di Michela Altoviti da Roma Sette del 12 gennaio 2025) _______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Domenica 12 gennaio, nel corso della visita pastorale alla parrocchia Santa Maria Stella Matutina, il cardinale Baldo Reina, vicario della diocesi di Roma, insieme al direttore della Caritas, il diacono Giustino Trincia, ha consegnato gli attestati a 110 animatori della carità delle Prefetture 33 e 35 che hanno concluso il corso di formazione promosso dalla Caritas di Roma. Durante la celebrazione eucaristica, nell’omelia, il cardinale ha richiamato la centralità della carità nella vita cristiana, indicando in Gesù il modello di servizio e prossimità. Il cardinale ha meditato sul battesimo di Gesù al Giordano, definendolo come un gesto di immersione nel «punto più basso della terra», simbolo della scelta di Dio di condividere la condizione umana, con le sue fragilità e sofferenze. «Anche noi – ha esortato – siamo chiamati a stare in basso, vicino agli ultimi, perché solo lì possiamo incontrare il volto di Dio». La carità, ha sottolineato, non è un compito delegabile, ma una vocazione personale e comunitaria. Non basta affidarsi a strutture o progetti: «Ogni cristiano – ha detto – deve essere una presenza concreta accanto a chi soffre, una mano tesa a chi vive momenti di solitudine e precarietà». Nell’era delle tante povertà, da quella materiale a quella relazionale, l’invito del cardinale è stato quello di essere strumenti di comunione e seminatori di speranza. «Dobbiamo riscoprire la gioia di essere figli amati di Dio e vivere la carità come servizio concreto, capace di riportare dignità e luce nelle vite ferite». (da Caritasroma.it)

A Santa Maria Sopra Minerva il corpo di Pier Giorgio Frassati

Il beato Pier Giorgio Frassati

Per la prima volta, il corpo del beato Pier Giorgio Frassati sarà venerato a Roma. In occasione del Giubileo dei Giovani 2025, la reliquia del giovane torinese, che dal 1990 riposa incorrotto nella cappella del Duomo di Torino, arriverà nella Capitale nella serata del 25 luglio. Ad accoglierla sarà la comunità dei frati domenicani della basilica di Santa Maria sopra Minerva, a pochi passi dal Pantheon, dove resterà esposta alla venerazione fino al 4 agosto.

L’evento, promosso dalla Diocesi di Roma attraverso l’Ufficio per la pastorale giovanile, si configura come un pellegrinaggio straordinario, profondamente legato all’imminente canonizzazione del beato, che Papa Leone XIV celebrerà il 7 settembre insieme a quella del beato Carlo Acutis.

L’apertura ufficiale della venerazione avverrà sabato 26 luglio, con la Messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, che impartirà anche la benedizione ai numerosi volontari impegnati nell’organizzazione del Giubileo. «È un po’ il lancio più romano del Giubileo dei giovani – spiega don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile –. I volontari riceveranno il mandato per il servizio che svolgeranno dal 28 luglio al 3 agosto nelle parrocchie e nelle realtà coinvolte nell’accoglienza dei pellegrini. Per noi è importante offrire loro una testimonianza concreta di vicinanza: doneranno tempo, energie e cuore, diventando un motore vitale della nostra Chiesa diocesana».

Durante la permanenza della reliquia, la comunità domenicana ha previsto un ricco calendario di incontri, catechesi e conferenze multilingue per far conoscere la figura di Frassati, “uomo delle Beatitudini” e testimone di fede concreta, carità e giustizia sociale.

Il 4 agosto, al termine della Messa presieduta alle ore 11 dall’arcivescovo di Sydney Anthony Fisher – promotore della presenza del corpo di Frassati alla Gmg di Sydney nel 2008 – la reliquia farà ritorno a Torino.

22 luglio 2025

A Santa Maria Maggiore torna la Madonna della Neve

In occasione della solennità della Madonna della Neve e dell’anniversario della dedicazione, la basilica di Santa Maria Maggiore si prepara ad accogliere pellegrini e fedeli da ogni angolo del mondo per commemorare uno degli eventi più significativi della Chiesa Cattolica: la nevicata miracolosa del 358.

La storia di questo straordinario evento ha inizio molti secoli fa quando la Beata Vergine apparve in sogno sia a Papa Liberio sia al patrizio romano Giovanni, chiedendo loro di costruire una chiesa nel luogo in cui sarebbe accaduto un evento miracoloso. Il 5 agosto di quell’anno, una nevicata imbiancò il colle Esquilino. Grazie a questo segno celeste, Papa Liberio tracciò il perimetro della chiesa che venne edificata per omaggiare la Madre di Dio e per questo chiamata anche Basilica Liberiana – dal nome del Papa – o ad Nives.

In preparazione della festa si tiene (2-3-4 agosto), presieduto da monsignor Luigi Veturi, canonico della basilica. Sabato 5 agosto, solennità della Madonna della Neve e anniversario della dedicazione, la giornata sarà caratterizzata dalle celebrazioni e dalle due rievocazioni della nevicata miracolosa con una pioggia di migliaia di petali bianchi. Alle ore 10 il cardinale Stanisław Ryłko, arciprete della basilica, presiederà la celebrazione eucaristica capitolare. Alle ore 17 canto dei II Vespri con rievocazione della nevicata presieduti da monsignor Guido Marini, custode della Sacra Culla cui seguirà alle ore 18 la Messa presieduta dal cardinale Luis Francisco Ladaria, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Il servizio liturgico sarà curato dai Frati Francescani dell’Immacolata, mentre l’animazione liturgica sarà guidata dalla Venerabile Cappella Musicale Liberiana.

«Ricordando il miracolo della nevicata che ha segnato il luogo di edificazione di questa Basilica, rinnoviamo il nostro impegno di fede e speranza nella protezione e intercessione della Vergine Maria e a lei affidiamo in particolare i nostri giovani riuniti in questi giorni a Lisbona con Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù», ha ricordato monsignor Rolandas Makrikas, commissario straordinario della basilica.

A 1665 anni dall’evento prodigioso, la Madonna della Neve richiama ogni anno fedeli desiderosi di unirsi a questa festa di fede e spiritualità. Per don Ivan Ricupero, cerimoniere della basilica, «la celebrazione della Festa della Madonna della Neve rappresenta un’occasione speciale per rafforzare la connessione tra il divino e l’umano, e per pregare affinché la Madonna – in questa basilica invocata come Salus Populi Romani – possa guidare e proteggere il popolo di Dio lungo il cammino della vita».

3 agosto 2023

A Santa Maria Maggiore la reliquia della Sacra Culla

Fino al 6 gennaio sarà esposta alla venerazione dei fedeli la reliquia della Sacra Culla, normalmente custodita nella cripta dell’Altare della Confessione nella basilica di Santa Maria Maggiore.

La reliquia è custodita in una teca di cristallo sorretta da quattro putti dorati e chiusa da un coperchio, riproducente un giaciglio di paglia, sul quale è adagiato il piccolo Gesù con la mano destra alzata e benedicente. Il reliquiario fu realizzato da Giuseppe Valadier nei primi anni del 1802 in sostituzione del precedente del 1600 trafugato dalle truppe napoleoniche. Si possono ammirare cinque assicelle in legno di acero rosso, tipico della zona di Betlemme risalenti proprio al tempo in cui nacque Gesù.

Su commissione di Papa Pio IX (1846–78), l’architetto romano Virginio Vespignani realizzò la Confessio (1861–64) collocata davanti all’Altare Papale. Vespignani utilizzò circa settanta tipi diversi di marmo, estratti per la maggior parte dai coevi scavi svolti a Roma e Ostia. La Confessio rinvia all’importanza di Santa Maria Maggiore quale Betlemme dell’Occidente e basilica natalizia di Roma. A partire dal pontificato di Teodoro (642–649), oriundo di Gerusalemme, essa fu anche denominata Sancta Maria “ad Praesepem”. Il titolo si riferisce alle cinque asticelle in legno di sicomoro (ficus sycomorus), parte della mangiatoia in cui è stato adagiato il bambinello Gesù.

In Basilica è custodita anche un’altra reliquia, il panniculum, un piccolo pezzo di stoffa – custodito in una teca donata da Pio IX – che secondo la tradizione costituisce un lembo delle fasce con cui fu avvolto il Bambino Gesù.

3 gennaio 2024

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