20 Giugno 2026

“La vite e i tralci”, un corso sul vino nella Bibbia e nella storia

Tra le iniziative per il 2019, l’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport della diocesi di Roma promuove il corso “La vite e i tralci. Il vino nella Bibbia, nella Storia e nell’Arte” a cura di Marco Cum, teologo e sommelier. In programma per quattro martedì, uno al mese, il corso prenderà il via l’8 gennaio nella parrocchia di Sant’Ambrogio (fermata Baldo degli Ubaldi della Metro A), sempre alle ore 20. «L’obiettivo – spiega Cum – è quello di mettere in evidenza quanto il vino abbia fatto cultura nel mondo, influenzando la storia e l’arte. In più punteremo la lente d’ingrandimento sulla forte simbologia mistica da esso rappresentata nella Sacra Scrittura, dall’Antico al Nuovo Testamento, fino al suo apice nell’ultima cena».

A spiegare le finalità pastorali del corso è don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio diocesano: «Le normali attività quotidiane hanno una valenza che va al di là del tempo presente, in quanto sono radicate in una storia e in un territorio e riguardano spesso anche la sfera spirituale. A questa dinamica non sfugge neanche il rito del pasto. In questo contesto l’Ufficio del tempo libero, del turismo e dello sport vuole puntare i riflettori sul mondo del vino e sul suo stretto legame con le Scritture e la Chiesa».

Ogni incontro sarà caratterizzato da un tema specifico: si partirà dall’Enologia antica della Borgogna e della Francia per scoprire che agli albori del vino c’è la Chiesa. Quindi l’Italia con il Re dei vini italiani, il Barolo, che ha fatto la storia del nostro Paese coinvolgendo personaggi come Cavour e Re Carlo Alberto di Savoia. «Ma il vino entra anche nella musica – sottolinea ancora Marco Cum – caratterizzando spesso composizioni di grande spessore». Sarà poi la volta della pittura e dell’architettura, «che nascono come espressione del sacro e che spesso utilizzano il simbolo della vigna, facendo chiaro riferimento alle citazioni evangeliche». Per finire con il vino come simbolo della festa, che allieta il cuore dell’uomo e le nostre mense soprattutto nei giorni di festa.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, scrivendo a uts@vicariatusurbis.org o telefonando al 3515030787.

25 ottobre 2018

“La vite e i tralci”, torna il corso sul vino nella Bibbia

Fede, arte e cultura del vino tornano protagoniste del corso “La vite e i tralci”, organizzato dall’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport. Quest’anno gli incontri si terranno nella parrocchia Santi Protomartiri Romani e avranno luogo il sabato pomeriggio.

Il primo appuntamento è previsto per il 9 novembre, sul tema “Il Signore degli eserciti preparerà un banchetto di grasse vivande (Is 25,6-9)”, con cenni di enologia antica, i monaci benedettini della Borgogna, il Cantico dei Cantici. Durante la lezione verranno degustati il Saperavi e il Pinot Nero e lo stesso avverrà in tutti gli incontri, con degustazione di diversi vini abbinati al tema. Il 16 novembre, ad esempio, saranno l’Arneis e il Barolo, con “Io sono la vite e voi i tralci (Gv 15,1-8)”; mentre il 23 novembre si potranno assaggiare il Grechetto e il Cesanese, nell’incontro incentrato sul riflesso del vino nell’arte e la Chiesa come vigna mistica, che avrà per titolo “La vigna del Signore è il suo popolo (Sal 79)”. La chiusura del percorso formativo sarà il 30 novembre, con “Le nozze di Cana (Gv 2,1-11)”, il vino visto come simbolo della festa e la degustazione di Champagne e Moscato d’Asti.

«Nel corso degli anni – riflette il direttore dell’Ufficio diocesano don Francesco Indelicato – con questo corso abbiamo avuto grandi soddisfazioni, perché l’interesse a questo ambito è stato sempre alto. Gli incontri rientrano nel progetto della “Scuola del tempo libero” con la quale l’Ufficio si propone di promuovere le comuni attività del tempo libero, evidenziandone le radici spirituali che le sottendono. Dopo questo corso sorseggiare un buon bicchiere di vino richiamerà necessariamente alla storia della Chiesa, alle Sacre Scritture e all’arte che accompagna da sempre la cultura del vino. Un’occasione da non perdere, anche perché si tratta dell’ultima replica nella nostra diocesi».

Il corso sarà tenuto da Marco Cum, teologo e sommelier masterclass, della Scuola europea sommelier. La quota di iscrizione, da versare entro il 30 ottobre, è di 120 euro ed è comprensiva di tutto: i vini da assaggiare, i bicchieri per la degustazione, l’attestato di frequenza, uno snack salato ad ogni incontro e un sottobicchiere personalizzato dipinto a mano come regalo di fine corso. Per qualsiasi altra informazione ci si può rivolgere all’Ufficio via mail: uts@diocesidiroma.it

17 settembre 2024

“La vite e i tralci. Il vino nella Bibbia, nella storia e nell’arte” presso la parrocchia dei Santi Aquila e Priscilla

“La vite e i tralci. Il vino nella Bibbia, nella storia e nell’arte” presso la parrocchia dei Santi Aquila e Priscilla, a cura dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport.

“La storia infinita” di Ende ispira l’Ores 2022

Tutti pronti a partire per Fantastia! “La storia infinita” di Michael Ende farà da filo conduttore all’Ores 2022, che avrà per tema “Chiamalo per nome”. Il sussidio per l’oratorio estivo è promosso da don Alfredo Tedesco, direttore dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile, e realizzato attraverso una collaborazione tra l’Acr Roma, l’Agesci Lazio, l’Anspi Roma e il Centro Oratori Romani (Cor).

«Dare un nome alle cose è una cosa da Dio, ma nel libro della genesi, Dio dà questo potere ad Adamo: segno di una forte responsabilità nella creazione», riflette don Tedesco. «L’oratorio estivo – prosegue – è una grande profezia, una speranza perché ripartendo dalle giovani generazioni possiamo dare speranza al mondo intero, anche in questo contesto di non facile stabilità. Dopo un po’ di fatica nel discernimento abbiamo optato per scegliere una storia di sfondo già conosciuta: “La storia infinita”. È una storia ricca di spunti per un percorso adatto a questo tempo. Ogni volta che viviamo un momento difficile non si deve spegnere in noi il desiderio di sognare e far sognare, di stupirsi delle piccole cose e di cambiare il mondo con esse. Questo racconto mette al centro i piccoli che ne sono protagonisti e corresponsabili; speranza di salvezza per il mondo, per la loro capacità di sognare, di desiderare il bello e il buono, per la loro possibilità di cambiamento».

Il direttore del Servizio diocesano manda anche un grande incoraggiamento ad animatore e sacerdoti, che ogni giorno durante la prima parte dei ragazzi staranno vicino a bambini e adolescenti. «Sento di dare una parola di incoraggiamento a tutti coloro che non sono sicuri se intraprendere l’avventura dell’Ores: intanto grazie per il vostro impegno! – dichiara – Questa esperienza cerchiamo di regalarla ai ragazzi che ne hanno un infinito bisogno. Quello che stiamo vivendo mette in luce un grande desiderio di relazione e l’Ores può sicuramente essere una proposta valida che va in questa direzione. Quindi coraggio e buon lavoro! Molti oratori estivi nella nostra diocesi di Roma ripartiranno, alcuni accoglieranno situazioni di difficoltà: è un periodo di nuova semina, i frutti li raccoglieremo al tempo opportuno».

Quest’anno tornerà anche la festa degli oratori estivi, a Zoomarine il 23 giugno, che era stata sospesa per due anni a causa della pandemia.

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18 maggio 2022

“La sapiente prassi educativa dell’anno liturgico” – Laboratorio Presbiterale ’23-’24 – Uff. Vocazioni

“La sapiente prassi educativa dell’anno liturgico” – Laboratorio Presbiterale ’23-’24 – Uff. Vocazioni

“La Rivoluzione Mondiale”: il corso di formazione missionaria 2026

Padre Giulio Albanese (foto Diocesi di Roma / Gennari)

Nasce dalla collaborazione tra il Centro per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese e la rivista italiana di geopolitica Limes il nuovo corso di formazione missionaria promosso dal Centro Missionario Diocesano della diocesi di Roma, che prenderà il via il prossimo 10 gennaio.

Per l’edizione 2026 il tema scelto è “La Rivoluzione Mondiale”. «Se da un lato ci troviamo di fronte a un disordine che ci rende impotenti – sottolinea il direttore del Centro Missionario, padre Giulio Albanese –, dall’altro, come cristiani, non possiamo restare alla finestra a guardare».

Il percorso formativo si avvarrà del contributo degli esperti della redazione di Limes. «Verremo aiutati nella riflessione da personalità davvero di calibro – prosegue padre Albanese –. Tra queste, Lucio Caracciolo, direttore della rivista che ha fondato nel 1993».

«Sono molto felice di poter partecipare a questo evento per la Diocesi di Roma – afferma Caracciolo –. La nostra rivista ha come missione quella di diffondere nell’opinione pubblica la conoscenza del mondo e dei suoi conflitti, avanzando anche proposte su come possano essere pacificati. L’evento centrale di questa fase storica è la crisi americana: il fattore ordinatore rappresentato per anni dagli Stati Uniti è venuto meno, riaprendo partite che sembravano chiuse e risvegliando ambizioni. Ne derivano conflitti che rischiano di sfuggire al controllo, così come un’opinione pubblica che potrebbe rassegnarsi a vivere in una stagione permanente di guerre».

Il corso prevede cinque incontri, con cadenza mensile da gennaio a maggio, che si terranno il sabato dalle 9 alle 12 presso l’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Il primo appuntamento, aperto dai saluti del cardinale vicario Baldo Reina, è per il 10 gennaio su “Il mondo senza centro”; si prosegue il 7 febbraio con un focus su “L’America in crisi”; mentre il 7 marzo si parlerà di “Le guerre di Israele” e l’11 aprile di “La Cina globale”. Ultimo incontro il 9 maggio, con “La pace è possibile”.

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23 dicembre 2025

“La paternità nel segreto dello Spirito” Terza meditazione su San Giuseppe

Terza meditazione dal titolo “La paternità nel segreto dello Spirito”

“La Parola agli adolescenti”: pronto il sussidio per la Quaresima

La prima lettura prevista ogni domenica; un commento per gli animatori dei gruppi giovanili; una proposta di attività; un segno da fare personalmente o come gruppo; una preghiera; infine una meditazione personale. È articolato secondo questo schema il testo “La Parola agli adolescenti”, messo a punto dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile per i tempi forti dell’anno pastorale. Per la Quaresima è pronto dunque il nono sussidio della serie, dedicato alle prime letture previste per ciascuna domenica.

«Abbiamo realizzato un percorso sui Vangeli delle domeniche dei tempi forti ed ora abbiamo avviato il percorso sulle prime letture delle domeniche di Avvento e di Quaresima – illustra don Antonio Magnotta, direttore del Servizio diocesano –. Ci ha mosso un desiderio: rimettere nelle mani dei ragazzi la Parola. Un ragazzo sa gustare il contatto con la Parola di Dio e, se si abitua ad entrare in contatto con essa, noi avremo dato futuro alla sua sequela del Signore Gesù».

Lo schema proposto naturalmente non è vincolante, e va utilizzato «secondo la modalità che si preferisce – sottolineano ancora dal Servizio diocesano –: o integralmente oppure fornendo ai ragazzi la sola preghiera o la meditazione; l’importante è che non venga trascurato il tentativo di avvicinare, almeno nei tempi forti, la Parola della domenica ai ragazzi».

26 febbraio 2019

“La città giusta”, un libro con i testi di don Luigi Di Liegro

“La città giusta – Scritti su esclusione e comunità” è il titolo del libro che raccoglie testi di don Luigi Di Liegro, a cura di Pierciro Galeone e Alessandro Romelli, con prefazione del cardinale Baldo Reina, edito da Edizioni Lavoro. Voluto dalla Fondazione internazionale don Luigi Di Liegro ETS, verrà presentato terrà il 24 novembre alle 18 presso la Sala Immacolata, Chiostro della basilica dei Santi Apostoli, (accesso da via del Vaccaro, 9). L’incontro sarà moderato da Paolo Conti e vedrà gli interventi del cardinale, di Galeone, Francesco Rutelli e Marco Damilano. L’attore Giulio Scarpati leggerà alcuni brani di don Luigi tratti dal libro.

«Don Luigi Di Liegro ha attraversato per più di quarant’anni la vita di Roma, dalla crescita rapida e confusa del Dopoguerra alla complessa vita urbana dei decenni successivi – sottolineano dalla Fondazione –. Le periferie disordinate e abusive che accoglievano i lavoratori del Sud, e poi l’arrivo dei nuovi immigrati, la crescita meno visibile del disagio psichico e delle solitudini, l’esplodere del terrorismo, il dilagare delle dipendenze. Su ognuno di questi fronti don Luigi ha costruito spazi reali capaci di accogliere i dolori delle persone. Ha tenuto aperte le porte».

Ma dai suoi scritti emerge un’esperienza che oltrepassa il contesto romano. «Le città tutte – spiegano – sono i luoghi dove si concentrano le risorse finanziarie e intellettuali, ma anche dove sono più forti le diseguaglianze, più ampie le condizioni di marginalità sociale, più acuti i conflitti. Non è un problema solo per i più deboli; è la comunità come tale a perdere il suo carattere di spazio inclusivo, di trama di relazioni tra le persone e le generazioni. Se vogliamo capire come essa vada costruita, dobbiamo guardarla con gli occhi degli ultimi. Se regge a quello sguardo saremo sulla buona strada, staremo costruendo la città giusta».

19 novembre 2025

“La Chiesa in ascolto della città”: incontro per giornalisti e comunicatori a Santa Maria in Montesanto

Sarà la basilica di Santa Maria in Montesanto, la “Chiesa degli Artisti” di piazza del Popolo, a ospitare l’incontro “La Chiesa in ascolto della città. Giornalisti e comunicatori nel cammino sinodale”, il prossimo giovedì 19 maggio alle ore 18.30. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma – in collaborazione con l’Associazione Comunicazione e Cultura Paoline nell’ambito della Settimana della Comunicazione e con il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio – in preparazione alla cinquantaseiesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che sarà celebrata il 29 maggio, il cui tema, scelto da Papa Francesco, è “Ascoltare con l’orecchio del cuore”. Durante la serata verrà consegnato il Premio Comunicazione e Cultura Paoline 2022 alla memoria di David Sassoli, giornalista e politico; ritirerà il riconoscimento la moglie Alessandra Vittorini Sassoli, mentre un ricordo dell’ex presidente del Parlamento europeo sarà affidato a Elisa Anzaldo, giornalista del Tg1.

L’incontro sarà aperto da un saluto di monsignor Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma e rettore della Chiesa degli Artisti. Interverranno poi il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma; Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio; Federica Angeli, giornalista de La Repubblica; Roberta Serdoz, caporedattore Tgr Lazio; Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano. Sarà moderatrice Ester Palma, giornalista del Corriere della Sera.

«La nostra comunità ecclesiale – sottolinea monsignor Insero – è impegnata nel cammino sinodale e nella fase importante, delicata e decisiva dell’ascolto. Quindi abbiamo voluto incontrare tutti i giornalisti, in particolare coloro che raccontano la realtà della nostra città, vere e proprie antenne che sanno leggere il territorio e ci aiutano a conoscere situazioni che a noi potrebbero sfuggire. Quella di giovedì 19 maggio non sarà dunque una classica tavola rotonda, ma un tavolo di ascolto sinodale, dove oltre ai relatori presenti potranno intervenire anche altre persone portando la loro esperienza. La comunità diocesana, nella persona del cardinale vicario, si mette in ascolto di coloro che conoscono le sfide, le difficoltà e le potenzialità di una città come la nostra».

Durante l’incontro verrà assegnato il Premio Comunicazione e Cultura Paoline 2022 alla memoria di David Sassoli; a consegnarlo sarà la superiora generale delle Paoline suor Anna Caiazza. Il riconoscimento così recita: «A David Sassoli, di cui ricordiamo e celebriamo la memoria. Nel suo servizio di giornalista e politico ha saputo sempre ascoltare la realtà e le persone “con l’orecchio del cuore”. Ha creduto nell’informazione come veicolo di valori e libertà, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili. Come dice il Santo Padre, “non si comunica se non si è prima ascoltato e non si fa buon giornalismo senza la capacità di ascoltare”». Il Premio Comunicazione e Cultura Paoline è inserito nelle iniziative della Settimana della Comunicazione. Viene conferito, con cadenza annuale a quelle persone o associazioni che si distinguono per aver dato espresso con la vita, con un’opera o una attività, il messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali.

 

 

11 maggio 2022

“La casa di famiglia”, convince l’opera prima di Augusto Fornari

Alex, Oreste, Giacinto e Fanny, quattro fratelli, di fronte al padre in coma da cinque anni, decidono di vendere la bella villa di famiglia in campagna. Ma dopo qualche tempo, in modo del tutto inaspettato, l’uomo riprende conoscenza. Ora il problema è come dirgli che la casa non è più sua… «Le storie di famiglia mi hanno sempre affascinato. Le peripezie di fratelli, sorelle, cugini, nipoti che litigano, partono, si dividono, si odiano, si fanno del bene e del male, hanno avuto da sempre su di me l’effetto dei grandi romanzi d’avventura…». Così Augusto Fornari introduce questa sua opera prima, La casa di famiglia, alla quale arriva dopo un quindicennio di attività come attore con film come Il principe abusivo di Alessandro Siani (2015); Gli ultimi saranno gli ultimi di Massimiliano Bruno (2016); Torno indietro e cambio vita di Carlo Vanzina (2016).

L’approccio è giusto e positivo, lo svolgimento corre lungo binari tranquilli, animati da improvvisi sussulti, battibecchi, scontri, spia di pregressi disaccordi appartenenti all’età della giovinezza. In effetti i quattro fratelli esprimono caratteristiche differenti che producono anche reazioni talvolta opposte e distinte. Il padre (quando guarisce) si posiziona tra loro con sfumature ancora più sfaccettate, tali da non riuscire a ricomporre una unità tra loro. Nel finale forse tutto si aggiusta (non diremo come), cedendo il posto ad un’imprevista pacificazione.

«La famiglia – prosegue Fornari – è il luogo da dove veniamo, dove ci formiamo e, cosa più importante, quello che diventiamo. Nessuno può dire di aver compiuto un passo verso la conoscenza di se stesso se non ha ben sondato gli intricati meccanismi dei rapporti familiari». Il copione corre con serenità verso la meta, il più delle volte mantenendo un passo fragile e dolce, diviso tra risate, pianto, commozione, gioia.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=14&v=G6k7ASRbHnA

Funzionano i molti imbarazzi che i fratelli devono escogitare quando il padre sembra vicino a scoprire la verità e viene ogni volta rimandato indietro all’ultimo momento. Nell’andare avanti il confronto tra il padre e i figli si fa più serrato e incalzante, pur senza raggiungere toni dispersivi o frammentari. Si resta sempre all’interno della commedia, che in questa occasione si propone più che mai come il terreno più adatto ad “ospitare” una vicenda che si muove con delicatezza e leggerezza, gettando uno sguardo pensoso e un po’ malinconico su una vicenda di piccole/grandi rinunce quotidiane.

Anche nella scelta degli interpreti il film conferma la propensione a preferire nomi misurati e di sicura affidabilità. A cominciare dai quattro fratelli: i tre uomini sono Lino Guanciale (Alex), Stefano Fresi (Oreste), Libero De Rienzo (Giacinto). La donna è Matilde Gioli (Fanny): si tratta di attori di generazioni diverse, duttili e pronti a muoversi all’interno di vicende di differente spessore. Ne deriva in conclusione un film godibile e piacevole da vedere con tranquillità come prodotto italiano affidato ad uno sguardo simpatico e curioso, multiforme come le mille facce della casa di famiglia.

20 novembre 2017

“L’eco der core”, concerti di Sparagna nei luoghi della solidarietà

Ambrogio Sparagna

Quindici concerti nei luoghi della solidarietà, dalla Casa famiglia di Villa Glori della Caritas di Roma al Centro Astalli, passando per la parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale e il Santuario del Divino Amore. È il progetto “L’eco der core”, di e con Ambrogio Sparagna e l’OPI – Orchestra Popolare Italiana, realizzato in collaborazione con la Caritas diocesana di Roma e grazie alla Fondazione Musica per Roma.

Dal 29 giugno al 28 settembre sono in programma quindici concerti nei luoghi della solidarietà e dell’accoglienza della città, dall’Opera don Guanella (29 giugno) alla Casa-famiglia di Villa Glori (11 luglio), dal Policlinico Gemelli (13 luglio) alla Casa Dono di Maria (14 luglio). E ancora la Casa Giona (15 luglio), la Cittadella della Carità (1 agosto), la Mensa Caritas Gabriele Castiglion (5 agosto), la Mensa di Colle Oppio (15 agosto), il Centro Astalli (12 settembre), la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Trionfale (16 settembre), la Chiesa Santa Lucia al Gonfalone (19 settembre), il Santuario del Divino Amore (19 settembre), la Casa di Cristian -casa per mamme con bambini (21 settembre). L’”Eco der core” si concluderà il 28 settembre con una grande festa nella cavea del Parco della Musica.

«Il periodo della pandemia ha generato un senso di profonda solitudine nei grandi centri urbani, soprattutto tra le persone più deboli – spiegano dalla Caritas di Roma –. Con l’Eco der core la musica, che ha da sempre un forte potere curativo, arriva in luoghi inaspettati per aiutare a ricostruire un percorso di rigenerazione e rivitalizzazione dei rapporti sociali».

«Prosegue il nostro percorso di apertura alla città – dichiara Daniele Pitteri, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma – e, soprattutto, di vicinanza a tutti quei pubblici che per motivi diversi non possono o non riescono a fruire dell’offerta musicale cittadina. In particolare con questa iniziativa, grazie alla preziosissima collaborazione con la Caritas, vogliamo rivolgersi a chi vive condizioni difficili di malattia, di indigenza o di invisibilità sociale, per portare loro un piccolo, ma significativo sollievo. Avvicinandoci con estremo rispetto e attenzione, quasi in punta di piedi, senza nessuna intenzione di invadere la loro dimensione umana».

1 luglio 2021

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