9 Maggio 2026

La Messa al San Giovanni in Laterano per la Giornata mondiale del malato

La prima cura è la vicinanza. Ce lo ricorda Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale del malato 2024 – che la Chiesa celebra l’11 febbraio, memoria della Beate Vergine Maria di Lourdes – dal tema «Non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18). «Fin dal principio, Dio, che è amore, ha creato l’essere umano per la comunione, inscrivendo nel suo essere la dimensione delle relazioni – scrive il Santo Padre nel messaggio preparato per l’occasione –. Siamo creati per stare insieme, non da soli. E proprio perché questo progetto di comunione è inscritto così a fondo nel cuore umano, l’esperienza dell’abbandono e della solitudine ci spaventa e ci risulta dolorosa e perfino disumana. Lo diventa ancora di più nel tempo della fragilità, dell’incertezza e dell’insicurezza, spesso causate dal sopraggiungere di una qualsiasi malattia seria». Cercano di alleviare la solitudine dei malati coloro che, ogni giorno, prestano servizio in ospedali e case di cura. Si ritroveranno tutti insieme, con familiari, operatori sanitari e soprattutto loro, i malati, nella basilica di San Giovanni in Laterano, domenica prossima alle ore 16, per la Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Per l’occasione, nella cattedrale saranno esposte le reliquie di santa Bernadette Soubirous, che in questi giorni sono pellegrine a Roma. Verrà inoltre intonato un canto dedicato dedicato alla Vergine Maria che fa parte del musica “Bernadette de Lourdes”, che verrà presentato martedì 6 febbraio alla Filmoteca Vaticana.

«Chi non sta bene, chi non è produttivo, chi non è in grado di fare e di dare è escluso dalla macchina sociale – osserva in proposito il vescovo Benoni Ambarus, delegato per l’Ambito della diaconia della carità –, per cui il malato si trova proiettato in una nuova condizione carica di disagio e incertezza, in cui premono le domande: “Perché proprio io? Perché proprio a me?”. Questo è, in sostanza, il frutto della cultura dello scarto che tanto spesso è denunciata da Papa Francesco». I malati sono spesso, purtroppo, degli scartati. «Per cercare di uscire da questa cultura dello scarto occorre prima di tutto una conversione del cuore e della mente – prosegue il vescovo Ambarus, che permetta di guardare con occhi nuovi la realtà della malattia e, soprattutto, la persona del malato. Il Papa ci indica la direzione di questo sguardo. Solo se siamo in grado di guardare oltre il semplice dato biologico di una patologia o infermità, possiamo allora scorgere la pressante domanda di senso che abita ogni sofferenza, un appello che chiama in causa tutti – dai medici, agli operatori sanitari, ai familiari e alle stesse comunità cristiane – a farsi prossimi e a condividere almeno un po’ del peso di questa sofferenza».

Come fece il Buon Samaritano, richiamato da Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale. La cura del malato, è l’appello del vescovo, «deve andare oltre la semplice prestazione tecnica, ma deve rispondere in modo olistico a questo appello a farsi prossimi, ad accompagnare la persona segnata dalla fragilità e dalla sofferenza insieme con la sua famiglia, e questa è una missione vera e propria per la Chiesa, a tutti i suoi livelli e in tutti i suoi carismi: offrire una cura che in realtà è un annuncio di salvezza».

Il vescovo Dario Gervasi, delegato dell’Ambito per la cura delle età e della vita, osserva: «”Non è bene che l’uomo sia solo” è una frase che vale per tutta la vita, per tutti, perché ciascuno deve vivere inserito in una comunione e questo vale ancora di più per gli anziani e per i malati. La nostra mentalità produttiva vede negli anziani e nei malati degli scartati, ma non è così. Hanno invece tanto da dare. Hanno la ricchezza della saggezza e sono spesso quelli che ci ricordano la fede. Domenica vivremo un momento di festa in cattedrale insieme a tante associazioni».

5 febbraio 2024

La Mensa Caritas di Colle Oppio ampliata grazie alla Croce Rossa

Grazie alla collaborazione con la Croce Rossa Italiana, la Mensa “Giovanni Paolo II” a Colle Oppio della Caritas diocesana di Roma potrà contare su spazi supplementari per accogliere le numerose persone in difficoltà.

Per tutta la giornata di mercoledì 1 aprile, i volontari hanno lavorato per allestire un tendone che consentirà agli ospiti di consumare i pasti in sicurezza.

La mensa, che normalmente svolge servizio diurno, per l’emergenza Covid-19 è aperta a pranzo e cena, accogliendo 900 persone al giorno.

2 aprile 2020

La memoria di Salvo d’Acquisto all’auditorium di San Pio X

«Se muoio per altri cento, rinasco altre cento volte: Dio è con me e non ho paura!». Queste le ultime parole di Salvo d’Acquisto, vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri che il 23 settembre del 1943, presso la Torre di Palidoro (nella foto), offrì la sua vita in cambio di quella di altre ventidue persone vittime di rappresaglia nazista.

Alla figura del venerabile Salvo d’Acquisto sarà dedicato un evento culturale in programma giovedì 26 febbraio, alle ore 16.30, presso l’auditorium della parrocchia di San Pio X, in piazza della Balduina 67. L’incontro si aprirà con l’esecuzione del silenzio d’ordinanza in memoria dei carabinieri vittime del dovere, seguito dai saluti del parroco monsignor Andrea Celli.

La lectio magistralis sarà curata da Pierluigi Guiducci, storico specializzato in Storia della Chiesa e professore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, tramite una presentazione di slide sul tema “Salvo d’Acquisto. Una morte per la vita”, ispirata al libro dello stesso Guiducci, intitolato “Salvo D’Acquisto. Una morte per la vita. Il contesto storico. Il sacrificio. La memoria”. Una copia dell’opera verrà donata a tutti i partecipanti. Dopo la consegna del premio “Estote parati” a persone impegnate da anni della Chiesa, sarà di nuovo monsignor Celli a concludere l’evento.

Il valore della memoria di Salvo d’Acquisto, fulgido esempio di responsabilità, sacrificio e amore cristiano per il prossimo, sarà sottolineato dalla presenza di un nutrito comitato d’onore composto da personalità del mondo ecclesiale, accademico e istituzionale, nonché da rappresentanti di associazioni culturali e di comunità territoriali.

Per tutte le informazioni, contattare Giulia Ciapparoni all’e-mail auditoriumspx@gmail.com.

18 febbraio 2026

La meditazione d’Avvento del cardinale De Donatis

«Il Signore non viene con il clamore dell’eccezionalità, ma come rugiada che vivifica il nostro quotidiano». Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha iniziato così, nella mattinata del 10 dicembre, la meditazione d’Avvento alla presenza dei direttori d’ufficio e dei dipendenti del Vicariato riuniti nella Sala della Conciliazione. Una meditazione che parte dalla volontà di «fare memoria degli ultimi cinquant’anni della Diocesi», volgendo lo sguardo indietro, per «essere capaci di dire: “in quel giorno, in quella situazione, c’era il Signore e ci sosteneva”».

Nel corso dell’incontro, sono stati chiamati a dare la propria testimonianza suor Lorenzina Colosi (leggi il suo intervento), a lungo direttrice dell’Ufficio catechistico del Vicariato; monsignor Luca Brandolini (leggi l’intervento), vescovo ausiliare dal 1987 al 1993, che ha ripercorso il rinnovamento liturgico postconciliare della Chiesa di Roma, e il figlio del dottor Franco Placidi (rimasto a casa perché malato), collaboratore di don Luigi Di Liegro ai tempi del Convegno diocesano sui “mali di Roma” del 1975 (leggi l’intervento). Tre ambiti pastorali, catechesi, liturgia e carità, attraverso i quali la Diocesi ha deciso di compiere un «esercizio spirituale di memoria», ha sottolineato il cardinale vicario.

La Chiesa di Roma «possa continuare in questo suo cammino – la conclusione della meditazione – cogliendo quella che è la ricchezza di un passato fatto anche di passaggi non sempre facili, faticosi, ma che abbiamo ricevuto in dono e che vogliamo portare avanti con un certo impegno e una certa generosità». Ricordare significa «dire agli altri “guardate che il Signore ha cambiato la nostra vita”. Noi siamo persone in comunione – ha detto ai dipendenti del Vicariato – che annunciano una trasformazione della propria vita, perché il Signore ci ha cambiato il cuore e ci ha messi nella dimensione della carità».

Leggi l’intervento completo del vicario

 

10 dicembre 2018

La Madonna di Fatima alla Sacra Famiglia a Villa Troili

Accoglie la Madonna pellegrina di Fatima la parrocchia della Sacra Famiglia a Villa Troili (al civico 48 della strada omonima): dal 4 all’11 maggio, infatti, l’immagine mariana, proveniente dal Santuario portoghese, visiterà la comunità in occasione del 25° anniversario dell’arrivo in parrocchia della comunità religiosa dei Servi del Cuore Immacolato di Maria.

Diversi gli appuntamenti in programma. L’arrivo dell’elicottero con la Madonna di Fatima è previsto domenica 4 maggio, alle ore 18; ad accoglierla sarà il vicegerente della diocesi, il vescovo Renato Tarantelli Baccari, che presiederà poi la Santa Messa alle ore 19.

Ogni giorno, la mattina, ci sarà una Santa Messa alle ore 7.30 e la recita del Santo Rosario alle ore 12. Nel pomeriggio, i primi tre giorni vedranno la presenza di padre Ennio Castellano, primo parroco, che oltre alla Santa Messa delle ore 19, animerà anche i tre momenti di preghiera serali, alle ore 21, dedicati agli operatori pastorali, alle famiglie e ai fidanzati, alle anime consacrate. La sera di giovedì 8 maggio, padre Francesco Bamonte, vicepresidente della AIE, terrà una catechesi mariana sul “Rosario, flagello dei demoni”. Venerdì la giornata dedicata alla Divina Misericordia: presiederà don Paolo Martinelli – rettore della chiesa di Santo Spirito in Sassia – coadiuvato dalla Comunità Casa di Maria, con la presenza della reliquia di santa Faustina Kowalska. Sabato la giornata sarà dedicata particolarmente alla preghiera per la Chiesa Universale. Domenica, invece, in mattinata, le mamme, nel giorno della loro festa, si affideranno alla “Mamma del Cielo”, mentre nel pomeriggio ci sarà la consacrazione della Parrocchia al Cuore Immacolato di Maria e la partenza della statua. Le celebrazioni delle Sante Messe delle ore 19, per tutto il mese di maggio, saranno trasmesse in diretta su Tv2000.

Ricordiamo che da maggio ad ottobre, presso il parco del Seminario dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, ogni giorno 13 del mese, alle ore 21, si svolge la processione mariana aux flambeaux con la Madonna di Fatima, con la recita del rosario meditato e la celebrazione eucaristica.

30 aprile 2025

La Madonna di Fatima alla parrocchia di San Benedetto

Resterà aperta fino alle 23 la chiesa parrocchiale di San Benedetto, in via del Gazometro, per la preghiera attorno alla statua pellegrina della Madonna di Fatima, benedetta da san Giovanni Paolo II, e per assistere e partecipare, alle 22, al Canto della buonanotte a Maria. Questa la novità più di rilievo nell’ambito della missione mariana animata dagli Araldi del Vangelo, che si terrà da oggi fino al 10 maggio e che si inserisce nelle celebrazioni per i cento anni dall’erezione della parrocchia.

L’arrivo della statua è previsto oggi, 7 maggio, alle 17.30. Dopo l’accoglienza, alle 18 avranno luogo il rito di incoronazione e la Santa Messa, presieduta dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma. Seguiranno l’adorazione eucaristica fino alle 20.15 e il rosario meditato dagli Araldi a partire dalle 21.

Venerdì 8 maggio, alle 7.15 e alle 7.30 si terranno rispettivamente le lodi mattutine e la Santa Messa e rosario. La mattinata continuerà con la visita della statua ai Vigili del fuoco e ai malati. Dopo l’ora media e la supplica alla Madonna di Pompei alle 12, proseguiranno le visite anche nel pomeriggio: alle 15 quelle personali, con possibilità di confessarsi, alle 17 al Centro anziani Ostiense. Alle 18 rosario meditato e alle 18.30 celebrazione eucaristica, seguita dalla visione di un video sul messaggio di Fatima e la missione degli Araldi del Vangelo. L’adorazione eucaristica guidata è prevista per le 21.

Le lodi mattutine, alle 7.15, e la Santa Messa, alle 7.30, si terranno anche il 9 maggio. La giornata del sabato vedrà il suo culmine alle 21 con la fiaccolata e solenne processione con la statua della Madonna, ma la giornata sarà comunque densa di appuntamenti: la mattina con le visite ai malati, l’adorazione eucaristica libera e, alle 12, l’ora media e la benedizione eucaristica; il pomeriggio con le visite personali e le confessioni, alle 17 la catechesi mariana, e alle 18 il rosario meditato, seguito alle 18.30 dalla Santa Messa.

La Madonna di Fatima lascerà la parrocchia domenica 10 maggio, giorno della festa laica della mamma. Dopo le lodi mattutine, alle 8, e la celebrazione eucaristica, alle 8.30, la prima benedizione delle mamme si terrà durante la Santa Messa delle 10. Poi, dopo l’incontro con i ragazzi del catechismo e le loro famiglie, di nuovo Messa alle 11.30. A chiudere la giornata, dopo le visite personali e il rosario delle 17.30, la celebrazione eucaristica delle 18.30, presieduta dal vescovo Andrea Carlevale, ausiliare per il settore Sud, con di nuovo la benedizione delle mamme e la consacrazione della comunità a Gesù per le mani di Maria.

Solo al termine del ricchissimo programma di riti e appuntamenti, opportunità per pregare anche per la pace in questo periodo storico complesso, la comunità della parrocchia di San Benedetto si congederà dalla statua della Madonna in partenza.

7 maggio 2026

La Madonna di Fatima a San Lorenzo in Lucina

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Dal 25 maggio 2024 al primo giugno 2024 sosterà nella parrocchia di San Lorenzo in Lucina la statua della Madonna di Fatima nel suo pellegrinaggio mariano a Roma. Per un’intera settimana la parrocchia sarà dunque la casa di Maria. Sarà una settimana speciale di preghiera, in cui si chiederà in particolare la pace, in Europa, in Terra Santa, nel mondo intero.

«La Madonna ci aiuterà nell’assunzione consapevole e attenta di responsabilità per proiettarci direttamente nell’Anno Santo 2025 – dice il parroco monsignor Daniele Micheletti –, tempo propizio per rispondere al meglio al mistero della nostra dignità di credenti, di cristiani consapevoli e responsabili di un mondo che cambia».

Varie sono le celebrazioni previste, fra cui la Veglia di Maria in danza a cura della Compagnia “Holy Dance” di suor Maria Nobili (sabato 25 alle ore 19.30); la Meditazione mariana in musica e canti a cura della Cappella Musicale della basilica diretta dal maestro Loda (martedì 28 alle ore 19.30); la liturgia penitenziale con confessioni individuali (mercoledì 29 alle ore 18.30); la Messa per la Pace e l’adorazione eucaristica notturna (giovedì 30 alle ore 18.30 fino a mezzanotte); il Rosario per le vie del quartiere con la Banda della Città di Frascati (venerdì 31 maggio dalle ore 19.30).

16 maggio 2024

La Madonna della Medaglia Miracolosa pellegrina tra le parrocchie romane

È iniziato a Roma il pellegrinaggio della Sacra effigie della Beata Vergine Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa, benedetta da Papa Francesco lo scorso mercoledì 11 novembre in Vaticano al-la presenza del Superiore Generale della Congregazione della Missione, padre Tomaž Mavrič e di una piccola delegazione. Il 26 novembre alle 18.30 al Collegio Leoniano si terrà una preghiera mariana. Il 27 al mattino la Sacra effigie verrà portata negli studi di Tv2000 per uno speciale sulla Ma-donna della Medaglia Miracolosa, in onda tra le 9.06 e le 9.45, e alle 17 ci sarà al Collegio Leoniano la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa anche via Facebook (@SuperiorGeneralCM) per dare la possibilità a tutti di partecipare (visto il ridotto il numero di posti a sedere in chiesa per man-tenere il distanziamento imposto dalle normative relative all’emergenza coronavirus). Al termine della messa la Sacra Effigie verrà portata in processione nelle vie adiacenti a San Gioacchino in Prati.

Dalla parrocchia di Tor Sapienza dove ha sostato dal 20 al 22, dal 23 la venerata statua è ora al Collegio Leoniano dove sosterà fino al 27 novembre quando in processione sarà portata alla parrocchia di San Gioacchino in Prati. Da qui il 30 novembre l’immagine verrà portata alle Figlie della Carità Santa Luisa e il giorno seguente, 1 dicembre, alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte da dove il 4 dicembre ripartirà alla volta delle Figlie della Carità Regina Mundi. Il 7 dicembre riceveranno la statua le Figlie della Carità Sant’Agata mentre il 10 dicembre la parrocchia di San Gregorio VII e il 12 la parrocchia di Sant’Anna in Vaticano. Da qui la venerata immagine sarà portata il 14 dicembre alla parrocchia di San Domenico di Guzman e il 17 a Santa Francesca Cabrini per fare ritorno al Collegio Leoniano, dopo una sosta a San Francesco di Assisi il 19 e 20, il 21 dicembre dove rimarrà fino al 26 quando verrà portata a San Luca. Il 29 dicembre la statua andrà al Regina Pacis e quindi il 30 e 31 dicembre verrà portata alle Figlie della Carità di Loreto (An).

Il Pellegrinaggio di Maria che per il mese di dicembre si snoderà perlopiù nelle parrocchie della città di Roma ha in programma di visitare durante tutto il prossimo anno le Comunità in Italia in occasione del 190° anniversario delle apparizioni a santa Caterina Labouré.

23 novembre 2020

La Madonna del Miracolo a Sant’Andrea delle Fratte

Lunedì 20 gennaio si celebrerà, presso la basilica di Sant’Andrea delle Fratte, la solennità della Madonna del Miracolo. In previsione di questo solenne appuntamento, che ogni anno vede riuniti diverse centinaia di devoti provenienti dall’Italia e dall’estero presso l’altare dell’apparizione, il giorno 11 è iniziata la Novena alla Madonna del Miracolo, che durerà fino al 19 e che prevede, ogni giorno alle 17, la recita del Rosario e della Novena.

Ancora, sabato 18 alle ore 19 è in programma una catechesi dal titolo “Esprimere l’inesprimibile: l’esperienza del trascendente in Alfonso Ratisbonne” a cura di padre Giuseppe Barzaghi, mentre domenica domenica 19, alle ore 17.30, la Messa presieduta al padre generale dell’Ordine dei Minimi, padre Gregorio Colatorti, con atto di affidamento dell’Ordine dei Minimi alla “Celeste Patrona”.

Nel grande giorno della solennità, sabato 20 gennaio, saranno celebrate le Messe alle ore 8.30 (in diretta su TV2000) 10, 11, 12, 15, 16, 17 e 19 (in diretta su TV2000), al fine di permettere a tutti i fedeli di partecipare alle divine liturgie. La solenne celebrazione eucaristica delle ore 17 sarà presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della cultura e della Pontificia Commissione di archeologia sacra.

17 gennaio 2025

La Madonna del Divino Amore “fa le grazie a tutte l’ore”

a cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

In località Castel di Leva, tra la via Ardeatina e la via Appia Antica, sorge un luogo tanto caro alla devozione dei romani, il Santuario della Madonna del Divino Amore. Ogni sabato, a partire dal primo sabato dopo Pasqua, si svolge il pellegrinaggio notturno lungo 14 Km; la processione di fedeli parte da porta Capena e si snoda attraverso la via Appia Antica fino al Quo Vadis, poi imbocca la via Ardeatina per arrivare al Santuario. Mano a mano che si esce dalla città, le strade si fanno più oscure e tortuose, ma tra lo scorrere delle “Ave Maria” del santo Rosario, si ode il ritornello gioioso, strillato a squarciagola dai pellegrini: “Ave e sempre Ave, la Madonna del Divino Amore, fa le grazie a tutte l’ore e noi l’andiamo a visitar”.

La storia del Santuario è legata a un’antica immagine mariana, che mostra la Vergine in trono con il Bambino Gesù; la Madre e il Figlio si guardano teneramente, tra due angeli in alto adoranti con il turibolo, mentre in alto la colomba dello Spirito Santo stende le sue ali per avvolgerli con la sua Grazia. Il dipinto, che si trovava su un’alta torre di cinta del Castello dei Leoni (nel tempo detto Castel di Leva), fu realizzato dalla scuola romana di Pietro Cavallini tra il XIII e il XIV secolo d.C.. La zona, che era di proprietà dell’abbazia di San Paolo, nel 1295 passò alla famiglia dei Savelli, che fece costruire il castello.

Per molti secoli la “Madonna del Divino Amore” stette in silenzio, nella brulla e desolata campagna romana. Ogni sera, ai piedi della torre, i pastori si riunivano per recitare il Santo Rosario.

Il primo miracolo avvenne in un pomeriggio di primavera del 1740. Un pellegrino si era smarrito nella desolata campagna romana, appena vide la torre, con passo veloce cercò di entrare nel centro abitato, ma all’improvviso, mentre già si trovava all’ombra della torre, la sua corsa fu arrestata da una turba di cani inferociti, che lo circondarono, pronti a sbranarlo. Il pellegrino, angosciato, alzò lo sguardo al cielo e i suoi occhi incontrarono gli occhi della Vergine, posta sulla torre, ed egli, come un misero condannato a morte, gridò la sua supplica accorata: “Madonna mia, grazia!”. Le bestie inferocite, pronte a straziare la loro preda, quasi obbedendo a un comando misterioso, di colpo si arrestarono, risparmiando la vita al povero pellegrino. Finalmente accorsero i pastori e attoniti videro il prodigio accaduto, il pellegrino gioioso riprese la strada per Roma. Non si sa il nome del miracolato, ma il fatto prodigioso ben presto si diffuse in tutta Roma e iniziarono fin da subito i pellegrinaggi di numerose folle, che accorrevano notte e giorno a Castel di Leva, per gridare anche loro la propria accorata supplica alla Madonna del Divino Amore: “Madonna mia, grazia!”.

Nel 1742, accertata la veridicità dell’indole miracolosa dell’effige, fonte di miracoli e grazie, si decise di staccare l’affresco dalla torre per riporlo in una chiesa. Ben presto, nel 1745 fu costruito un santuario ad opera dell’architetto campano, Filippo Raguzzini.

La chiesa e l’altare maggiore furono solennemente dedicati al Divino Amore, il 31 maggio del 1750, durante il Giubileo. Intervenne per la solenne celebrazione, il Vescovo di Padova, il Cardinale Carlo Rezzonico, che nel 1758 salirà al soglio pontificio, con il nome di Clemente XIII.

Per il santuario si alternarono anni di vitalità e di decadenza. Fu don Umberto Terenzi, prete romano, figlio spirituale di Don Orione che, dal 1930 fino al 1974, si prodigò per fare di quel luogo mariano il cuore della vita spirituale e sociale degli abitanti dell’agro romano, segnato dalla miseria e dalla malaria. Ben presto, grazie alla sua fede furono realizzate tante opere: un asilo, la stazione ferroviaria sulla linea Roma-Napoli, un ufficio postale, una stazione dei carabinieri, un presidio sanitario. Nel 1937, per l’accoglienza e la cura delle bambine orfane, prese vita la famiglia religiosa delle Figlie della Madonna del Divino Amore; anni dopo vide la luce anche la famiglia maschile degli Oblati figli della Madonna del Divino Amore. Oggi, sia i sacerdoti che le religiose del Divino amore sono presenti a Roma e in tante parti del mondo.

Nella primavera del 1944, i romani supplicarono la Vergine del Divino Amore perché la città fosse risparmiata dalla devastazione della guerra, in cambio promettevano di vivere secondo gli insegnamenti della Chiesa e di realizzare un nuovo santuario a Castel di Leva. Nel 1999 fu il Papa San Giovanni Paolo II a consegnare alla Madonna del Divino Amore la nuova Chiesa del Divino Amore.

Don Umberto Terenzi è stato dichiarato Servo di Dio dal Cardinale Ruini nel 1992 e nel 2004 si è aperta la causa di beatificazione. Egli ci lascia un insegnamento davvero semplice ed efficace per chi desidera mettersi al servizio dello Spirito Santo, ossia il Divino Amore, l’unica cosa da fare è «conoscere e far conoscere, amare e far amare la Madonna, costi quello che costi».

 

21 maggio 2021

La liturgia penitenziale per il clero

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Questa mattina, giovedì 6 marzo 2025, nella basilica di San Giovanni in Laterano, si svolge la liturgia penitenziale riservata al clero. Sarà presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina.

La liturgia penitenziale nei settori con i vescovi ausiliari

Il giovedì dopo il Mercoledì delle Ceneri abitualmente il Santo Padre si recava nella basilica di San Giovanni in Laterano per incontrare il clero della diocesi di Roma e celebrare una liturgia penitenziale. Giovedì 18 febbraio, nell’impossibilità di potersi ritrovare con il Pontefice a causa delle previste misure di distanziamento e per evitare assembramento di più persone, la liturgia penitenziale sarà celebrata nei settori e presieduta dai rispettivi vescovi ausiliari, con inizio per tutti alle ore 10.

Per il settore Centro presiederà il cardinale vicario Angelo De Donatis, precisamente nella basilica dei Santi XII Apostoli. Per il settore Est, invece, l’arcivescovo Gianpiero Palmieri celebrerà la penitenziale nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice. La celebrazione del settore Sud si terrà al Santuario Nuovo del Divino Amore con il vescovo Dario Gervasi. Per il settore Nord il vescovo Guerino Di Tora celebrerà invece a Santa Maria della Speranza. Nel settore Ovest, alla stessa ora, il vescovo Paolo Selvadagi sarà a San Giuseppe al Trionfale.

15 febbraio 2021

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