9 Maggio 2026

La lettera ai catechisti: occasione per «riscoprire il nostro rapporto con Dio» e «ripensare la catechesi»

«Nessuno di noi ha mai vissuto una Pasqua così povera di liturgia e di segni della festa. Eppure, sappiamo per fede che è la Pasqua che il Signore ha voluto per noi. Sembra che quest’anno tutta l’Italia, credente e non credente, sia stata costretta a vivere la Quaresima, il tempo austero della privazione. Raramente capita di vivere un’esperienza collettiva così forte, che coinvolge tutti indistintamente». Inizia così la lettera che l’Ufficio catechistico diocesano ha scritto a tutti i catechisti della diocesi in occasione della Pasqua.

Il direttore don Andrea Cavallini, la responsabile del catecumenato suor Pina Ester De Prisco, e i collaboratori Maria Teresa e Domenico firmano la missiva che dà indicazioni pratiche sulla «catechesi in questo tempo» e «su cosa puntare». A tutti, scrivono, «chiediamo di fare attenzione a due atteggiamenti estremi, che sono da evitare: quello di non fare nulla e quello di fare troppo. Qualcuno potrebbe prendere questo tempo come una “vacanza”. Qualcun altro potrebbe, al contrario, cercare di trasferire totalmente in forma digitale quello che è un normale periodo di catechesi in parrocchia, lasciandosi prendere dalla frenesia delle attività, proponendo in continuazione spunti, preghiere, video, pagine da leggere o riempire, ecc., rischiando di intrattenere più che educare».

«La catechesi – si legge ancora – non è un’attività o una somma di attività, ma una relazione educativa nella fede, una relazione di guida e fraternità con le persone che vi sono affidate. Questa che stiamo vivendo è certamente una grande occasione di conversione e di evangelizzazione. Potete aiutare le persone a leggere con occhi cristiani questo tempo particolare. Potete aiutarli ad ascoltare se stessi, il cuore, lo Spirito, rileggendo l’esperienza che vivono restando a casa. Potete aiutare qualcuno a imparare a pregare, a leggere la Scrittura o a fare gesti di semplice carità. Nel venir meno dell’ordinario abbiamo tutti tanto da scoprire del nostro rapporto con Dio».

L’invito è quindi a cogliere questo tempo anche come un’occasione propizia per rivedere alcuni aspetti della catechesi: «Sarebbe davvero miope, come cristiani e come uomini, vivere questo tempo semplicemente aspettando che passi, nell’attesa di riprendere a vivere come vivevamo prima. Per quel che riguarda la catechesi, sarebbe triste perdere l’occasione di ripensarla».

14 aprile 2020

La Lectio Petri sul primato di Pietro

Caravaggio, La crocifissione di san Pietro, basilica di Santa Maria del Popolo

Martedì 22 novembre, alle 18.30, la basilica di San Pietro ospiterà il secondo appuntamento del progetto Lectio Petri dal titolo “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Il ciclo di quattro incontri, promosso dalla basilica di San Pietro, dal Cortile dei Gentili e dalla Fondazione Fratelli tutti è dedicato alla vita e al ministero del santo, nella teologia, nella storia, nelle arti e nella cultura. In questa seconda occasione il tema sarà il Primato di Pietro. Dopo i saluti e l’introduzione del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica, tre teologi dialogheranno e si confronteranno tra loro: il professor Dimitrios Keramidas, teologo ortodosso, il professor Paolo Ricca, teologo protestante e il professor don Dario Vitali, teologo cattolico. Modererà la professoressa Cettina Militello, ecclesiologa.

Le letture scelte (Matteo 16, 13-20 sul Primato di Pietro, Giovanni 21, 15-19 sull’apparizione di Gesù sulla riva del lago di Galilea) saranno interpretate dall’attrice Nancy Brilli. L’evento sarà arricchito da intermezzi musicali con brani di Johann Sebastian Bach eseguiti all’organo.

«Nella prossima Lectio Petri andremo alla scoperta dei significati del primato petrino, grazie ai diversi approcci delle principali confessioni cristiane. Ci aiuteranno tre teologi, in rappresentanza del mondo ortodosso, protestante e cattolico – spiega il cardinale Gambetti –. Vorremmo comprendere, come intendere oggi, il primato dell’ultimo posto vissuto dall’Apostolo e come possa esprimersi il tratto materno contenuto nel mandato di Gesù a Pietro, che il primo degli Apostoli ha saputo incarnare».

Mentre il cardinale Gianfranco Ravasi commenta: «Questa seconda Lectio Petri è senz’altro particolarmente suggestiva e significativa, perché, per la prima volta, la basilica di San Pietro – luogo che simboleggia in modo direi assoluto il Primato di Pietro – ospiterà un rappresentante del protestantesimo e uno dell’ortodossia, in dialogo tra loro e con un teologo cattolico su un tema che per le tre confessioni potrebbe sembrare divisivo. Sono convinto, invece, che l’incontro e il confronto tra i protagonisti della serata sarà estremamente arricchente e stimolante: sicuramente è un esempio virtuoso di dialogo ecumenico, che ben rappresenta anche lo spirito del “Cortile dei Gentili”».

21 novembre 2022

La lectio divina alla Traspontina, nel segno di Secondin

Il teologo carmelitano padre Bruno Secondin è morto a giugno dopo una lunga malattia. Ma la sua eredità è rimasta viva: proseguono, infatti, gli incontri di lectio divina nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina, da lui ideati nel 1996. Il primo appuntamento del nuovo ciclo di riflessione sulla Parola di Dio, sempre nella chiesa di via della Conciliazione con orario dalle 18.30 alle 19.45, è previsto per venerdì 11 ottobre, con il carmelitano padre Roberto Toni.

Il 25 ottobre sarà la volta di monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio cultura e università; quindi, l’8 novembre, del cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione del clero; mentre il 22 novembre commenterà le Sacre Scritture la biblista Marinella Perroni. Il 13 dicembre interverrà il biblista Marcello Pellegrino; a gennaio, il 10 e il 24, rispettivamente i due teologi Luigi Maria Epicoco e Guglielmo Cazzulani; mentre il 7 febbraio il filosofo gesuita Gaetano Piccolo.

Il 21 marzo ancora padre Toni, l’incontro successivo, il 6 marzo, sarà guidato dalla biblista Rosalba Manes. Il cardinale Gianfranco Ravasi, prefetto del Pontificio Consiglio della cultura, terrà la lectio del 20 marzo; Raniero La Valle quella del 17 aprile; il vescovo Nunzio Galantino, presidente Apsa, quella dell’8 maggio. La conclusione il 22 maggio, con padre Toni.

Per ulteriori informazioni, consultare il sito internet www.lectiodivina.it..

7 ottobre 2019

La lectio divina a Santa Maria in Traspontina con il cardinale De Donatis

Il trecentesimo incontro di lectio divina nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina è stato tenuto dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Un bel traguardo per l’iniziativa nata grazie all’intuizione del parroco, il carmelitano padre Bruno Secondin, e che è cresciuta di anno in anno soprattutto in termini di partecipazione dei fedeli, che arrivano da ogni parte di Roma.

Nella sua lectio di venerdì 8 febbraio, il cardinale De Donatis si è soffermato su alcuni versetti – dal 13 al 16 – del Vangelo di Matteo, al capitolo 5. «Tra i quattro evangelisti – ha sottolineato il porporato – Matteo è l’unico a usare la parola “chiesa” e ciò mette in luce la sua elevata ecclesiologia. Egli può chiamarsi l’evangelista della comunità cristiana e il suo scritto può dirsi un Vangelo ecclesiale».

Lunga e ricca di spunti la lectio del vicario. «Nelle pagine odierne che vengono scritte nella storia dagli avvenimenti dei nostri tempi – ha detto ancora –, viene sempre a galla il dovere di scegliere per essere. Oggi come ieri i discepoli di Cristo sono chiamati a essere e quindi scegliere di essere ciò che Lui è perché se non si riceve l’essere da Lui come Lui si perde l’essere stesso».

Leggi il testo completo della lectio del cardinale De Donatis

 
Il video della catechesi
https://www.youtube.com/watch?v=5QmpK_c5w3Y

11 febbraio 2019

La lavanda dei piedi a 12 sacerdoti romani

Foto Gennnari

Don Andrea Alessi, don Gabriele Di Menno Di Bucchianico, don Renzo Chiesa, don Francesco Melone, don Clody Merfalen, don Federico Pelosio, don Marco Petrolo, don Pietro Hieu Nguyen Huai, don Matteo Renzi, don Giuseppe Terranova, don Simone Troilo, don Enrico Maria Trusiani. Sono questi i 12 sacerdoti a cui Papa Leone XIV laverà i piedi domani, Giovedì Santo, durante la Messa in Coena Domini che avrà inizio alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Undici di loro sono i presbiteri che, lo scorso anno, sono stati ordinati da Papa Leone XIV; don Renzo Chiesa, invece, è direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore.

Al termine della liturgia, il Papa porterà il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione, presso la Cappella di San Francesco.

1 aprile 2026

La imagen símbolo del evento creada por el Padre Rupnik

El Padre Marko Ivan Rupnik – artista, teólogo y director del Centro Aletti – pintó la imagen oficial del X Encuentro Mundial de las Familias, que tendrá su celebración central en Roma del 22 al 26 de junio de 2022. El cuadro, en el que predominan los colores cálidos, tiene un formato de 80cmx80cm y fue realizado con pinturas vinílicas sobre tiza aplicadas sobre madera. El título de la obra es: “Este es un gran misterio”.

El fondo de la imagen es el episodio de las bodas de Caná de Galilea. A la izquierda, los esposos aparecen cubiertos por un velo. El sirviente que sirve el vino tiene el rostro con los rasgos de San Pablo, según la antigua iconografía cristiana. Es él quien descorre el velo con su mano y, refiriéndose al matrimonio, exclama: “¡Este es un gran misterio; y yo digo que se refiere a Cristo y a la Iglesia!” (Ef 5,32). La imagen revela así, cómo el amor sacramental entre el hombre y la mujer es un reflejo del amor indisoluble y la unidad entre Cristo y la Iglesia: Jesús derrama su sangre por ella. «En Caná», explica el Padre Rupnik, «en la transformación del agua en vino se abren los horizontes del sacramento, es decir, del paso del vino a la sangre de Cristo». «Pablo está derramando, de hecho, la misma sangre que la Esposa recoge en el cáliz».

«Espero», subraya el Padre Rupnik, «que a través de esta pequeña imagen podamos entender que, para nosotros, los cristianos, la familia es la expresión del Sacramento» del matrimonio y «esto cambia totalmente su significado, porque un sacramento siempre implica transformación». En el matrimonio cristiano, en efecto, el amor de los esposos se transforma, porque se hace partícipe del amor que Cristo tiene por la Iglesia. En este sentido, el matrimonio tiene una dimensión eclesial y es inseparable de la Iglesia.

Los vídeos con las catequesis y las explicaciones del autor (subtituladas en 5 idiomas) están publicados en la página de YouTube de la diócesis de Roma.

La III edizione della Giornata delle arti

La Giornata delle Arti, promossa dal Vicariato di Roma e giunta alla terza edizione, sarà quest’anno dedicata a Gaza, ferita aperta e domanda rivolta alle coscienze. Nei saloni del Palazzo Apostolico Lateranense – che per l’occasione sarà accessibile gratuitamente per l’intero pomeriggio, a partire dalle 16 di sabato 14 febbraio – le allieve e gli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, dell’Accademia Nazionale di Danza, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Conservatorio “Santa Cecilia” porteranno in scena la forza del gesto, della parola e della musica. Sarà inoltre presentata un’installazione di Edoardo Tresoldi, frutto di un laboratorio progettato da Caritas Roma. Voci, corpi, immagini e suoni daranno forma a un racconto corale, dove l’arte diventa ascolto e responsabilità. Le esibizioni saranno ripetute in successione in quattro turni, alle 16, alle 17, alle 18 e alle 19.

“Se ci fosse acqua” è il tema scelto per questa edizione. Spiega don Gabriele Vecchione, vicedirettore dell’Ufficio per la pastorale universitaria e cappellano dell’Università La Sapienza: «L’arte è il contrario della narcosi, dell’assuefazione. Arte è svelamento, è imperitura memoria. L’oblio genera mostri, l’assuefazione genera cinismo. Così abbiamo chiesto alle Accademie dell’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica di lavorare su quello che le nostre orecchie hanno ascoltato nei mesi scorsi: 64.000 morti, di cui 18.000 bambini. Non bisogna dimenticare Gaza. Il titolo “Se ci fosse acqua”, tratto da un poema di T.S. Eliot, è il desiderio di ogni crocifisso, non dimenticare cioè la sete di chi non ha più nulla».

In particolare, nell’Aula della Conciliazione verrà presentata la drammaturgia “Gaza. Prima del silenzio”, di Francesco d’Alfonso, con gli allievi del primo anno di recitazione dell’Accademia “Silvio d’Amico” Giulio Aymonino, Alberto Deflorian, Emma Fasano, Alice Orlando, Michela Palazzo, Lorenzo Romanazzi, Susanna Tommasi e l’allieva regista Tuva Engblad, diretti da Andrea Giuliano. «“Gaza. Prima del silenzio” è una drammaturgia che racconta in modo struggente il dolore, la distruzione e la resistenza della popolazione di Gaza – dichiara d’Alfonso –. Attraverso la poesia e la musica di autori palestinesi, ma anche attraverso la cronaca internazionale e alcuni estratti del libro “Sudari” di Paola Caridi, i nomi e i volti delle vittime, i loro sudari bianchi e i numeri della tragedia diventano simboli di memoria e responsabilità collettiva. Un invito a guardare, ascoltare e testimoniare: tra silenzi e sospiri, tra perdita e speranza, la parola si fa strumento per fermare la strage e ricordare ciò che il mondo rischia di dimenticare».

Si prosegue nella Sala degli Imperatori con “Holm (Sogno)”, progetto a cura di Dino Verga e Francesca Penzani, con gli studenti del primo biennio della Scuola di coreografia dell’Accademia Nazionale di Danza – Asia Cei, Zhu Chenxi, Chiara Corradi, Laura De Stefano, Giada Guzzo, Gaia Mutalipassi, Chen Zhiheng – e musica di Emel Mathlouthi. Si tratta di un lavoro, spiegano dall’Accademia, che «integra dimensione coreografica e dimensione video, offrendo un contributo originale e consapevole a una riflessione collettiva su una questione di estrema rilevanza per il mondo contemporaneo, quale quella palestinese, affidando al linguaggio della danza e dell’immagine il compito di aprire uno spazio di pensiero, ascolto e responsabilità».

Nella Sala di David sarà invece possibile ammirare “Chi sei tu? Bella domanda”, installazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’opera, fatta di parole e immagini che raccontano la realtà, si inserisce nel campo dell’arte relazionale, una pratica artistica che nasce dall’incontro tra le persone. Non si limita alla creazione di un oggetto, ma prende forma attraverso le relazioni e la partecipazione del pubblico che diventa parte attiva dell’esperienza artistica. A differenza dell’arte tradizionale, l’arte relazionale esiste in un momento e in uno spazio precisi, invitando i visitatori a partecipare e a contribuire alla costruzione o, come in questo caso, alla decostruzione dell’opera. Gli spettatori sono invitati a prendere i fogli che compongono l’opera per mantenere la memoria di quanto sta accadendo.

Ancora, la Sala degli Apostoli ospiterà il Conservatorio di Musica Santa Cecilia: Senka Slipać al violino e Vehbija Hodžić alla fisarmonica, entrambi originari di Sarajevo, proporranno brani di Vivaldi, Kosorić e Monti.

Il percorso proposto nella Giornata delle arti si concluderà nella Sala di Daniele, con l’installazione “Fuoco”, a cura della Caritas diocesana di Roma, realizzata dal laboratorio “Immaginare e costruire lo spazio” con Edoardo Tresoldi, a cura di di Chiara Pietropaoli, nell’ambito di “ArtBeat: il cuore della Periferia”, progetto di Caritas Roma rivolto ai giovani per contrastare l’emarginazione sociale e culturale attraverso la pratica artistica. I partecipanti sono stati accompagnati in un percorso di ideazione, progettazione e realizzazione di un’opera collettiva in rete metallica, concepita site-specific attraverso attività concrete, per immaginare nuovi modi di abitare lo spazio, esplorando il legame tra arte, luogo e comunità.

10 febbraio 2026

La grazia di evangelizzare: gli orientamenti pastorali per il nuovo anno

Evangelizzare. Questa è la parola d’ordine per la Chiesa di Roma, questo il termine attorno al quale ruota il discorso che il cardinale vicario Angelo De Donatis ha pronunciato questa sera, durante i Vespri nella solennità di San Giovanni Battista, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il pomeriggio si è aperto con la Messa con la celebrazione dei giubilei sacerdotali di quanti festeggiano quest’anno il venticinquesimo, il cinquantesimo e sessantesimo di ordinazione, alle ore 17.30. Poi, alle 19.30, il porporato ha presieduto la preghiera dei Vespri, durante la quale ha consegnato gli orientamenti pastorali per il nuovo anno.

«Sento un grande desiderio – ha esordito il vicario – di invitarvi a chiedere insieme al Signore una grazia fondamentale, perché da essa dipende il presente e il futuro della nostra Chiesa di Roma: la grazia di evangelizzare. Forse questo tempo ci ha aiutato a comprendere ancora più chiaramente che evangelizzare non è prima di tutto un’iniziativa umana, ma è una grazia che il Signore ci dona nel momento in cui lo accogliamo nella nostra vita. Nasce dall’entusiasmo traboccante che ci è riversato nel cuore quando Egli apre i nostri occhi e si mostra vivo».

L’evangelizzazione va declinata, in concreto, in modi diversi. Innanzitutto, all’interno della comunità parrocchiale stessa. «La comunità parrocchiale si lasci evangelizzare dalla Parola di Dio – è l’invito del vicario –; durante l’anno vengano proposti momenti forti di ascolto della Parola, in parrocchia, soprattutto in una forma che coinvolga insieme tutta la comunità cristiana». Ancora, importante lasciarsi evangelizzare «dalla testimonianza dei fratelli», favorendo «in parrocchia le occasioni in cui i cristiani condividono fraternamente la memoria dell’incontro che ciascuno ha vissuto con il Signore Risorto». Le équipe pastorali dovranno continuare il loro percorso di formazione mensile, on line; il testo di riferimento per questo nuovo anno pastorale sarà “L’arte di guarire”, di don Fabio Rosini. Da proseguire anche la mappatura del territorio.

«Invito tutti i cristiani – esorta il cardinale De Donatis – a continuare ad allacciare relazioni con le persone che non partecipano abitualmente alla vita della parrocchia, ad ascoltarle e a dialogare con loro con l’atteggiamento dell’umiltà, del disinteresse, cioè dell’amore di amicizia, testimoniando la beatitudine che l’incontro con il Signore ci ha messo nel cuore. Ognuno di noi provi a proporre il kerigma dell’amore di Dio alle persone che incontra nei diversi luoghi di vita».

Ancora, da verificare quanto si fa per l’ascolto dei giovani, dei poveri, delle famiglie. Riferendosi a queste ultime, in particolare, il cardinale ricorda l’appuntamento di giugno 2022 con l’Incontro Mondiale delle Famiglie, che sarà preparato «da un cammino proposto a tutte le famiglie romane – specifica il porporato – e che consiste soprattutto nell’utilizzo di un sussidio per le catechesi, accompagnato da brevi video del Papa sull’Esortazione Apostolica Amoris Laetitiae. Continuiamo a incoraggiare e sostenere la dimensione familiare della vita cristiana, attraverso le proposte per la preghiera e la catechesi dei bambini in famiglia».

A sottolineare il discorso del cardinale, anche una pagina del Vangelo di Luca, letta da Emilio Fabio Torsello, giornalista e ideatore del progetto letterario “La Setta dei Poeti estinti” con Mara Sabia, attrice e docente, che invece ha letto la testimonianza di Monia. Una donna, quest’ultima, nata in una famiglia non credente, che con il tempo si è avvicinata alla fede grazie all’incontro con un sacerdote accogliente. «Guardate come è cambiata la Chiesa nei quarant’anni di vita di Monia – ha commentato il cardinale De Donatis –. Da Chiesa inflessibile che non ammette eccezioni, a comunità che accoglie senza giudicare una coppia giovane non sposata con un bambino e che si preoccupa piuttosto di annunciare loro il kerigma, alla Chiesa che affida a questa stessa coppia il ministero del catechista proprio per accompagnare i bambini e le famiglie nell’iniziazione cristiana».

Leggi l’intervento del cardinale vicario

Scarica il libretto dei Vespri

24 giugno 2021

La grande presenza di sacerdoti e religiose/i non italiani nel Lazio: una ricchezza missionaria

Da tempo i Centri missionari diocesani del Lazio sono stati invitati a verificare nelle proprie realtà locali la presenza di sacerdoti e religiose/i non italiani. L’obiettivo è quello di cercare di capire come valorizzarli, in un’ottica missionaria, sia all’interno delle diocesi che delle singole comunità.

Partendo proprio da quest’analisi, i Centri missionari diocesani del Lazio hanno cominciato a confrontarsi – lunedì 17 aprile – ad Albano, durante l’incontro della Commissione missionaria regionale presieduta da monsignor Vincenzo Viva, vescovo di Albano e vescovo delegato regionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese.

Don Mariano Salpinone, segretario regionale della Commissione, ha aperto i lavori dando il benvenuto alle diocesi presenti: Tivoli e Palestrina, Porto Santa Rufina, Civita Castellana, Roma, Gaeta, Sora-Cassino-Pontecorvo, Albano. Ha partecipato anche una rappresentanza del Segretariato unitario di animazione missionaria (Suam).

Dal confronto su come valorizzare chi arriva in Italia dall’estero e si mette a servizio delle tante realtà ecclesiali presenti nel Lazio, è stata tratteggiata una realtà variegata.

Dai sacerdoti non italiani presenti nella diocesi di Albano, per esempio, sono emersi aspetti positivi dell’esperienza: la diocesi segue la loro formazione spirituale, il loro accompagnamento e probabilmente i presbiteri vivono l’esperienza con un senso di gratitudine verso la Chiesa italiana che li accoglie.

Esperienze positive anche nelle diocesi di Gaeta, Civita Castellana, Tivoli, Porto Santa Rufina.

Più complessa l’analisi per la diocesi di Roma, per una numerosa presenza di presbiteri non italiani studenti, e la presenza di case generalizie di tante congregazioni e istituti religiosi che non consentono un censimento facile.

In che modo accogliere e come aiutare per far vivere queste esperienze in modo arricchente, sia per i singoli sia per l’intera comunità che cerca di vivere l’esperienza di scambio? Qual è l’aspetto missionario che scaturisce da questa esperienza ? Come valorizzarlo? Ci sono criticità che emergono? Quanti presbiteri accogliamo rispetto a quanti partono fidei donum?

A queste e a tante altre domande, i direttori dei Centri missionari del Lazio, unitamente a tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose non italiane, proveranno a rispondere in uno spirito di condivisione delle esperienze, in un incontro regionale, primo nella sua realizzazione, che si terrà a Roma il 25 settembre prossimo, in vista anche dell’Ottobre missionario.

La finalità è quella di mantenere aperto un tavolo di riflessione pastorale, cercando adeguate risposte e valide prospettive, volte a una maggiore valorizzazione di questa esperienza di cooperazione missionaria tra Chiese. (Annarita Turi)

19 aprile 2023

La Giornata pro orantibus

Foto di Cristian Gennari

«In questa giornata chiediamo allo Spirito Santo il coraggio di offrire a Dio ed ai fratelli ciò che siamo, sapendo che l’offerta della nostra povera vita, sarà moltiplicata dall’abbondanza della sua misericordia». Così il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive alla comunità monastiche della diocesi di Roma, in occasione della Giornata Pro Orantibus, che si celebra oggi.

In questa Giornata la Chiesa universale prega per i “contemplativi”, cioè coloro che dedicano la loro vita alla preghiera. Fu Pio XII, nel 1953, a istituire la Giornata, legata alla memoria liturgica della Presentazione di Maria al Tempio.

21 novembre 2022

La Giornata per le vittime della strada

«Sappiamo bene quanto può essere grande il dolore di una famiglia che ha perso uno dei propri cari in un incidente stradale, avvenimento che purtroppo non è né raro né eccezionale. Sono tante, troppe, le vite prematuramente troncate da incidenti, che impongono alla Chiesa l’urgenza spirituale di accompagnare le famiglie costrette ad affrontare un lutto così grave e improvviso, nonché di sostenere, sia umanamente che spiritualmente, coloro che sono stati lesi in maniera più o meno grave da eventi di questo tipo e la cui vita ne è stata segnata in modo indelebile». Il vescovo Benoni Ambarus riflette su queste tematiche all’approssimarsi della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, istituita dall’Onu, che si celebra la terza domenica del mese di novembre.

Domenica 19 novembre, annuncia quindi il vescovo Ambarus, «si può inserire nella preghiera universale della Messa una intenzione particolare, quale segno di vicinanza a coloro che hanno dovuto affrontare questa difficile prova e di sostegno alle iniziative di ambito educativo per promuovere comportamenti più responsabile da parte degli automobilisti». A livello diocesano, inoltre, viene celebrata la Messa domenica prossima alle ore 16 al Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore, «durante la quale pregheremo in particolare per colore che hanno perso la vita e per i loro familiari».

10 novembre 2023

La Giornata per la custodia del creato

Sarà celebrata il primo settembre, come indicato dalla Cei, la Giornata per la custodia del creato. Inoltre, a partire dal 2015, Papa Francesco ha indicato per la stessa data la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Un tema sul quale la diocesi di Roma è impegnata grazie al lavoro dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato. Sul sito internet dell’Ufficio si trovano anche i testi di riferimento.

Di seguito la riflessione sulla Giornata di quest’anno di monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano.

Ogni anno facciamo memoria della bellezza della Creazione. Ricordati è l’invito di Mosè per sapere quello che avevi nel cuore. Ricordare il bene ricevuto, una bella storia, non solo personale. Il Tempo del Creato ci aiuterà a riflettere che non è solo Memoria, perché è facile dimenticare la storia ma un Memoriale, cioè un cibo, un pane nel quale c’è lui con il sapore del Suo amore; l’Eucarestia sostiene la nostra memoria a volte delusa, e ingannata.

Celebrare l’eucaristia ci ricorda Il più antico testo sull’Eucaristia – la Lettera ai Corinzi, vuole insegnarci come vivere. Si vive consegnandosi, consegnando ogni giorno a Lui la propria storia, senza difendersi, come ha fatto Gesù, come hanno fatto gli apostoli.

Il Tempo del Creato ci può aiutare a tener saldo il rapporto tra l’Eucaristia e la carità. I discepoli, di fronte alla fame della moltitudine sono stati tentati di far finta di niente, tentati di allontanare il problema, che erano persone, volti, storie concrete. Deturpare il Creato si può fare in tanti modi: quando facciamo finta di non vedere ciò che poi abbiamo sotto gli occhi, quando per tacitare la nostra coscienza, diciamo tanto è impossibile cambiare le cose, quando ci chiudiamo dentro il nostro benessere. Accogliamo con fiducia quello che scrivono i vescovi italiani nel loro messaggio: “La condivisione così può diventare stile di cittadinanza, della politica nazionale e internazionale, dell’economia: da quel pane donato può prendere forma la civiltà dell’amore”.
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30 settembre 2022

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