11 Maggio 2026

Casa Italia, il quartier generale degli italiani alla Gmg

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Centinaia di gruppi, migliaia di ragazzi arrivati a Lisbona da 180 Diocesi per partecipare alla 37ª Giornata Mondiale della Gioventù hanno varcato la soglia di “Casa Italia”, in rua Artilharia 1. Ogni giorno dalle 9 alle 22, il “quartier generale tricolore” ha accolto i pellegrini italiani con i loro accompagnatori, fornendo informazioni, materiale e supporto, facendo fronte ad eventuali esigenze di tipo sanitario o burocratico, e diventando sempre più un punto di riferimento per tutti, vescovi e giovani.

«’Casa Italia’ non è un luogo di destinazione, ma piuttosto di sosta che, da una parte, ha la funzione concreta di rispondere a dei bisogni e, dall’altra, quella di essere un posto di scambio e incontro, nell’informalità. Per i giovani, i capigruppo e i genitori che stanno a casa, sapere che esiste un luogo così è importante. È come un rifugio in montagna quando scoppia un temporale improvviso; è sapere di poter avere un tetto sulla testa, di poter contare su qualcuno che ti accoglie. I servizi di ‘Casa Italia’ li abbiamo sperimentati e costruiti sul campo, un po’ alla volta, da Cracovia in poi, in base all’esperienza. Si tratta ormai di un modello, anche per le altre Conferenze Episcopali», spiega don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della Cei.

Dal 1° al 6 agosto, il presidio medico di “Casa Italia”, coordinato dal dottor Riccardo Cazzuffi, pneumologo degli Ospedali Riuniti Padova Sud “Madre Teresa di Calcutta”, ha dato assistenza a circa 200 ragazzi per un primo soccorso per lievi patologie. Grazie alla collaborazione con l’Ambasciatore d’Italia in Portogallo, Carlo Formosa, è stato operativo anche un ufficio dell’Ambasciata, a disposizione di quanti avevano smarrito i documenti. “Casa Italia” inoltre è stata la base dei media Cei – Avvenire, Tv2000 e inBlu2000, Agenzia Sir – che, ognuno con il proprio stile e linguaggio, hanno offerto un racconto a 360° dell’appuntamento di Lisbona, sulla carta stampata, sui social, sul web, in tv e sulle frequenze radio. «La circolarità vissuta dai nostri media è una ricchezza che aiuta anche a comprendere il ventaglio di possibilità con cui avvicinarsi alla realtà: articoli, servizi televisivi, lanci di agenzia… tutto concorre ad ascoltare e a raccontare. Una strada da percorrere con decisione per continuare a leggere con l’occhio della fede quanto avviene intorno a noi. È la sfida per il presente e la grande opportunità per il futuro», sottolinea Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali.

«Il Papa ha rivolto tante domande ai giovani; noi lasciamoci interrogare dalla loro presenza. La Gmg non finisce qui a Lisbona: è necessario andare nel mondo, tornare nelle strade, continuare a lavorare e studiare con la certezza di un Amore che ci ha chiamato e consegnato il mandato di dire a tutti di essere amati. La Chiesa deve andare, inquieta ma certa, verso Dio e verso gli uomini; la Chiesa ha bisogno di un nuovo annuncio che non può non camminare con i piedi e con il cuore di questi giovani», afferma monsignor Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Cei.

7 agosto 2023

In partenza i pellegrinaggi diocesani

Lourdes, Fatima, la Terra Santa. Sono le tre mete dei prossimi pellegrinaggi diocesani, organizzati dall’Opera Romana Pellegrinaggi, che si terranno rispettivamente dal 28 agosto al primo settembre, dall’11 al 14 ottobre e dal 16 al 23 novembre. A Lourdes, guidati dal cardinale vicario Angelo De Donatis, i fedeli romani potranno scoprire i luoghi in cui, nel 1858, la Vergine Maria apparve alla piccola Bernadette Soubirous. Saranno giornate scandite dalla preghiera comunitaria e personale, da celebrazioni, da catechesi e da processioni, come la suggestiva processione mariana “aux flambeaux”.

«Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes si inserisce sempre nella programmazione propria del Santuario – ricorda monsignor Remo Chiavarini, amministratore dell’Opera Romana –. Quest’anno il tema è: “Che si costruisca qui una cappella”, dalle parole che la Madonna disse nel corso di una delle sue diciotto apparizioni. Al centro c’è dunque il senso della “costruzione”, con tutto quello che comporta, e su questo cala la specificità della Chiesa di Roma». Andare a Lourdes, osserva ancora il sacerdote, «non significa ricordare un evento passato ormai entrato nella storia, ma significa accettare l’invito della Madonna per una nuova conversione del cuore. La Vergine Maria scelse una ragazzina povera ed analfabeta per affidarle un messaggio che ancora oggi può rivoluzionare la nostra vita».

A Fatima, invece, il viaggio diocesano organizzato dall’Orp coincide abitualmente con l’anniversario dell’ultima apparizione mariana, il 13 ottobre. Numerosi i pellegrini romani che si sono già prenotati e che saranno accompagnati dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi. «Questo appuntamento riscuote sempre un certo interesse – dice monsignor Chiavarini – perché ci vede riuniti in comunione con la Chiesa portoghese, che in quei giorni si ritrova in maniera consistente a Fatima. Quest’anno, poi, il Portogallo sarà protagonista con la Gmg e Papa Francesco stesso, in quell’occasione, andrà a Fatima». Nell’itinerario proposto dall’Orp, oltre alle celebrazioni e alle visite nella località dove avvennero le apparizioni mariane nel 1917, anche due giorni alla scoperta di Lisbona e delle sue bellezze artistiche.

Alle origini della fede è invece il percorso in Terra Santa, dove i pellegrini della diocesi saranno guidati dal vescovo Riccardo Lamba, ausiliare per il settore Est e responsabile dell’Ambito della Chiesa ospitale e in uscita. «Il pellegrinaggio in Terra Santa è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita – sottolineano dall’Orp – per lasciarsi meravigliare dal fascino dei luoghi accennati nella Sacra Scrittura. Questa terra invita tutti: entrarvi significa inoltrarsi nella storia e nella cultura più antica per le testimonianze delle civiltà che vi sono passate e per la convivenza di Ebrei, Cristiani e Musulmani, che custodiscono qui i luoghi più santi delle tre religioni monoteiste. Incontreremo i suoi abitanti e la loro vita, popoli e culture così diverse. Sperimenteremo le differenze, i luoghi della separazione e quelli della fraternità».

Da ottobre i corsi di teologia per laici

Un percorso formativo per i laici «che si basa sull’ecclesiologia promossa dal Concilio Vaticano II e molto attento al magistero di Papa Francesco» e quindi pure «alle grandi problematiche del mondo attuale come la fratellanza universale e il tema della cura del Creato». Così don Paolo Scarafoni, teologo e nuovo coordinatore del Centro diocesano di teologia per laici, presenta la rinnovata proposta di formazione “Teologia di popolo” che, «voluta e sostenuta dal cardinale vicario e da tutto il Consiglio episcopale», verrà avviata in 11 comunità parrocchiali dal prossimo ottobre.

Attivato nel 1967, il Centro diocesano – che afferisce dal 2006 all’Istituto Ecclesia Mater (Pontificia Università Lateranense) – «è di grande attualità per il cammino ecclesiale e rispecchia una delle priorità segnalate nell’assemblea generale della Cei del maggio scorso – sottolinea Scarafoni -: ripensare l’annuncio cristiano ». Ecco quindi l’obiettivo dichiarato di «preparare i laici – dice ancora il teologo -. Non solo quelli più anziani o pensionati, che si pensa abbiano più tempo da dedicare a questo percorso, ma anche chi magari solitamente “sta a guardare” e invece sarebbe bene che si mettesse in gioco, cogliendo con la formazione l’opportunità di vivere più intensamente la vita di fede»; a dire che «la teologia non è un percorso riservato per alcuni ma è la riflessione dei credenti che sono in cammino e in ricerca per dare un volto cristiano alla realtà».

Le 11 sedi e quindi le parrocchie che ospiteranno il percorso formativo triennale – che si svolgerà in orario serale, dalle 19.30 alle 21.30 una volta a settimana, da ottobre a dicembre e da metà febbraio a maggio –, «saranno due per ogni settore – illustra Scarafoni –, tre per quello Sud, comprendendo anche la realtà di Ostia». Le iscrizioni saranno aperte e possibili nelle singole parrocchie o all’Ecclesia Mater da settembre e il costo annuale del corso sarà di 150 euro. Il coordinatore del Centro – affidato anche a don Enzo Pacelli e a don Pino Pulcinelli – fa anche sapere che «non esistono requisiti d’ingresso di tipo accademico come un titolo di studio o la conoscenza di una lingua ma quello di essere credenti che vogliono approfondire». Ancora, «chi avesse titoli di studio potrà comunque ottenere crediti formativi», aggiunge Scarafoni. Due a semestre i corsi proposti: dalla teologia alla liturgia, dall’antropologia alla morale cristiana, fino all’ecclesiologia sinodale e conciliare. Previsti anche laboratori di ricerca, di confronto di esperienze e di dialogo.

di Michela Altoviti

 

31 luglio 2023

Cadere, rialzarsi, allenarsi: la veglia di Francesco con i giovani

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

«Camminare, e se si cade rialzarsi. Camminare con una meta e allenarsi tutti i giorni perché nella vita nulla è gratis, tutto si paga. Solo l’amore di Gesù è gratis. Con l’amore di Gesù e con la voglia di camminare andiamo alle nostre radici e avanti. Senza paura. Non abbiate paura». Con un «ciao» pronunciato in italiano Papa Francesco saluta il milione e mezzo di pellegrini che partecipa alla veglia a Campo da Graça, situato nel Parco Tejo-Trancão di Lisbona. In un discorso tenuto quasi completamente a braccio, Francesco incita i ragazzi a non arrendersi mai, neanche quando nella vita si incontrano ostacoli e si cade. «Bisogna rialzarsi, è una cosa bella – dice –. Chi non lo fa e rimane per terra è andato in pensione dalla vita, ha chiuso con la speranza». O forse non ha incontrato nessuno disposto ad aiutarlo a rialzarsi. Per questo Bergoglio invita i pellegrini del mondo ad aiutare chi è caduto: «è l’unico momento in cui è lecito guardare una persona dall’alto in basso», ammonisce.

Il Papa arriva all’appuntamento clou della Gmg intorno alle 20.25 ora locale e tra due ali di folla in festa percorre in papamobile il tragitto che lo separa dall’ingresso al palco. A Campo da Graça regna il silenzio durante il discorso che pronuncia in spagnolo. Supportati dalle radioline che tramettono la traduzione simultanea, i ragazzi applaudono quando il Pontefice chiede loro se amano il calcio, di cui è grande tifoso. Utilizzando quindi una metafora calcistica, spiega che «dietro un gol c’è moltissimo allenamento, dietro un successo c’è moltissimo allenamento». Ogni traguardo nella vita si può tagliare solo se ci si allena perché «non si può fare sempre quello che si vuole».

Avviando il dialogo con i giovani, il Papa chiede se testimonieranno agli altri l’esperienza della Gmg. «Voi che siete venuti a cercare qui un senso della vita – dice –, lo terrete per voi o lo porterete agli altri?». Bisogna parlarne perché «la gioia è missionaria, dobbiamo trasmettere tutto quello che abbiamo ricevuto. E allo stesso tempo ricordare chi ha portato gioia nei nostri cuori genitori, nonni, sacerdoti, religiose, catechisti, animatori, insegnanti. «Sono le radici della nostra gioia», afferma chiedendo ai ragazzi di ricordarli in silenzio.

In occasione della veglia al Campo da Graça, come gli organizzatori hanno ribattezzato il terreno del parco del Tago, intorno alle 18 sono stati portati i due simboli della Gmg. Sulle note di Emmanuel, l’inno della Gmg del 2000, la croce pellegrina e l’icona della Madonna Salus Populi Romani hanno raggiunto la riva del fiume Tago. Hanno quindi attraversato Campo da Graça fino al palco. I due simboli sono stati trasportati a bordo di un miliceiro, tipica imbarcazione simile a una gondola usata nel nord ovest del Portogallo.

La veglia si è aperta con le testimonianze di don Antonio Ribeiro de Matos, 33 anni, dal Portogallo e di Marta Luis, diciottenne del Mozambico. Il primo ha parlato della gioia del suo incontro con Cristo avvenuto in seguito a un terribile incidente stradale. Marta Luis, originaria della provincia di Cabo Delgado, in Mozambico, ha raccontato della guerra che ha stravolto il suo Paese, della fuga dal suo villaggio e dalla foresta dove si era rifugiata con la mamma e le quattro sorelle. «In mezzo a tanta sofferenza mai abbiamo perso la fede e la speranza che un giorno ricostruiremo di nuovo la nostra vita», ha detto.

6 agosto 2023

«Gesù asciuga le nostre lacrime»: a Lisbona la Via Crucis con Papa Francesco

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Da Lisbona Roberta Pumpo

Hanno cantato, hanno scambiato gadget con i pellegrini di altri Paesi, hanno pregato. All’arrivo di Papa Francesco sono esplosi in grida di giubilo. Per ore il popolo della Gmg ha atteso Bergoglio, nel pomeriggio di venerdì 4 agosto nel parco Edoardo VII dove si è svolta la Via Crucis. Il caldo del pomeriggio non li ha scoraggiati. In 800mila hanno invaso le vie a nord del centro storico di Lisbona intonando canti a Maria, coinvolgendo i gruppi che incontravano sul loro cammino. La loro attesa è stata premiata dal Papa che nel lungo percorso sulla papamobile li ha salutati e benedetti.

La “Colina do Encontro”, “Collina dell’Incontro”, come è stato ribattezzato il parco in occasione della Gmg, era una distesa di bandiere sventolate da pellegrini provenienti dal lontano Vietnam e dalla più vicina Francia, dall’Honduras e dalla Germania. Tutti uniti da una sola fede, quella in Cristo Gesù, che «aspetta con il suo amore e la sua tenerezza per consolare e asciugare le lacrime» di ognuno, ha affermato il vescovo di Roma. «Tu qualche volta piangi?» ha chiesto il Papa ai pellegrini, aggiungendo che i «cuori chiusi sono brutti», così come lo sono «i momenti di solitudine». Ma non bisogna scoraggiarsi, ha aggiunto, perché «Gesù vuole riempire la paure di ognuno con il suo amore e la sua consolazione». Anche amare può far soffrire, può comportare dei rischi «ma bisogna correrli – ha avvertito il Santo Padre –, vale la pena farlo». Ancora: «Gesù con la sua tenerezza asciuga le nostre lacrime nascoste. Vuole colmare con la sua vicinanza la nostra solitudine, vuole colmare le mie paure, le tue paure oscure, con la sua consolazione vuole spingerci ad abbracciarci. Amare è rischioso, e lui sa meglio di noi che amare è rischioso. Amare è un rischio, e vale la pena correrlo, e lui ci accompagna sempre, è sempre vicino a noi in ogni tappa della vita Oggi faremo il cammino con lui, della nostra sofferenza, delle nostre ansie, delle nostre solitudini. Ognuno di noi pensi alle proprie sofferenze, alle proprie ansie, alle proprie miserie che fanno paura. Ci pensi e pensi alla voglia che l’anima torni a sorridere. E Gesù cammina verso la croce, perché la nostra anima possa sorridere».

Le 13 stazioni della Via Crucis erano tutte incentrate sulle ansie dei giovani di oggi, da quella per il futuro incerto anche a causa delle guerre e degli attentati, delle violenze nelle relazioni e degli abusi sui minori. Trattato il tema della solitudine con la testimonianza di Esther, spagnola di 34 anni, da 10 su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale. Poi una gravidanza interrotta, il vuoto dentro fino all’incontro con il Signore. «Mi sono confessata, dopo molti anni, provando un profondo pentimento per tutta la sofferenza che ho provocato a questo Padre che tanto mi ha amato – ha detto –. Egli mi ha insegnato a vivere in altra maniera e a ritornare in Chiesa, dove sapevo che sempre mi aspettava».

Nella settima stazione la testimonianza di João, 23 anni, portoghese che ha raccontato come l’isolamento causato dalla pandemia lo ha costretto a guardarsi dentro e a tornare ai tempi in cui è stato vittima di bullismo. «Spesso ho rimandato la riflessione sui segni lasciati dalla pandemia – ha spiegato –. E in quell’atto di rinvio, che è di inerzia, ho capito che la pandemia mi aveva cambiato e reso tante volte più arido. La fede mi aiuta sempre quando cado. La fede in una Chiesa pellegrina, dove nessuno resta fuori e, ispirata alla testimonianza della Madonna, si alza e sceglie come percorso le case e i cuori di coloro che si sentono ai margini. Insieme, come umani, è possibile vincere ogni isolamento, ogni individualismo».

Infine la parola è passata a Caleb, americano di 29 anni, che dopo il divorzio dei genitori e sprofondato nella depressione. «Ho lottato con l’autolesionismo – ha raccontato –, sono diventato tossicodipendente e ho desiderato porre fine alla mia vita. Ho lasciato che il dolore mi portasse ad abbracciare i miei desideri egoistici». Fino all’incontro con Cristo che ha sanato la sia anima. «Dopo aver provato tutto ciò che questo mondo ha da offrire – ha concluso –, Lui è l’unico che mi ha veramente saziato».

Questa sera, sabato 5 agosto, nuovo appuntamento di Papa Francesco con i giovani al Parco Tejo “Campo da Graça”, dove si terrà anche la Messa conclusiva di domenica.

5 agosto 2023

L’augurio per una Gmg feconda: la Messa del cardinale De Donatis con i giovani diretti a Lisbona

Con il conferimento del mandato e la consegna della piccola croce del pellegrino in legno di ulivo della Terra Santa – facente parte del kit degli italiani –, è ufficialmente iniziato oggi pomeriggio, 1° agosto, il pellegrinaggio dei 600 giovani romani in partenza per la Giornata mondiale della gioventù di Lisbona. Dalla basilica di San Giovanni in Laterano, Madre e Capo di tutte le Chiese, alla capitale del Portogallo per essere Chiesa in uscita e in comunione. Aderendo al programma della Pastorale giovanile diocesana i ragazzi, appartenenti a varie parrocchie di Roma, sono «pronti a mettersi in cammino e a compiere più di 11 chilometri rispetto ai discepoli di Emmaus, non tristi nel cuore come loro, ma gioiosi» ha detto il cardinale vicario Angelo De Donatis che ha presieduto la celebrazione, invitandoli a chiedersi cosa si aspettano da queste giornate. «Mettete a fuoco il desiderio vero che avete nel cuore» il suo suggerimento.

I ragazzi sono arrivati nel Palazzo Lateranense intorno alle 15.30, accolti dai dipendenti del Vicariato, che hanno organizzato tutte le pratiche per la partenza, registrando i partecipanti e smistandoli nei vari pullman, pronti sulla piazza. Quindi la Messa nella cattedrale e poi, appunto, la partenza in pullman alla volta di Civitavecchia, dove poi i giovani si sono imbarcati diretti a Barcellona.

In tutto, staranno fuori per nove giorni al termine dei quali, ha affermato il cardinale De Donatis durante la Messa, rientrati a Roma, i ragazzi renderanno la «città più ricca» perché potrà contare sul loro «sì generoso, affidabile. Roma aspetta la vostra gioia e la vostra decisione di donare senza trattenere, di perdere tutto. Tornate per arricchire la nostra città e la nostra Chiesa della vostra autentica e limpida gratuità. Da Lisbona – ha proseguito il vicario – maturino sì definitivi, luminosi e dal vostro dono riconosceremo ancora una volta Gesù che spezza il pane per tutti».

Oltre agli zaini in spalla, i ragazzi portano con sé un carico misto di timore e felicità. Come Rossella, della parrocchia Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo. «Ho un po’ di ansia perché devo mettere dei punti sul passato – dice –. Ma sono anche serena, voglio vivere questa esperienza al meglio». Contabile amministrativa in una azienda, non sa se in futuro sarà possibile condividere un cammino simile con i suoi coetanei. «L’età che avanza, le responsabilità che aumentano, gli impegni di lavoro e di famiglia, forse non lo consentiranno – afferma –. Per questo parto con il desiderio di prendere tutto il bello che la Gmg potrà donarmi».

Per dissipare ogni possibile timore, da parte del cardinale De Donatis non sono mancati suggerimenti ai giovani e ai loro accompagnatori per una Gmg feconda. Ai primi l’incoraggiamento ad aprirsi con chi li avvicinerà lungo il tragitto per raccontarsi, che sia «un sacerdote, una consacrata, un animatore, un amico o addirittura uno sconosciuto». E ancora l’invito a spalancare gli occhi davanti a colui che porge l’orecchio per ascoltare. «È il Signore che si è avvicinato a voi – le parole del vicario – e ancora una volta vi accoglie con tenerezza e comprensione, con tenace dolcezza e certa misericordia».

Agli accompagnatori ha invece chiesto di avvicinarsi «a ciascuno di questi ragazzi accogliendoli senza giudizio: allargate l’orecchio del cuore e ascoltateli, aiutateli a riconoscere in loro l’azione meravigliosa e stupenda dello Spirito Santo».

Guidati e sorretti dalla Parola di Dio, desiderosi di far parte uno della vita dell’altro, giovani e accompagnatori comprenderanno che il dono di sé è il fine ultimo di ogni pellegrinaggio. «Mentre spezzate il pane e celebrate la vita – ha concluso cardinale –, scoprirete tutti che ogni pellegrinaggio raggiungerà la sua meta quando deciderete, in fretta, di lasciare tutto e tornerete a gridare che avete visto il Signore vivo e che l’unico modo stupendo e degno di vivere la vita è quello di donarla, no di trattenerla. Vi auguro di tornare a Roma con la decisione ferma di donare a Lui ogni giornata».

Animata dal coro della diocesi di Roma, la Messa è stata concelebrata dai quattro vescovi ausiliari (Reina, Salera, Gervasi, Ricciardi) e dai sacerdoti che accompagnano i ragazzi alla Gmg. Tra questi don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi il quale ha ricordato la tappa a Fatima del 3 agosto. «Affideremo a Maria le intenzioni della diocesi – ha detto nel suo saluto iniziale. Come la Vergine ha generato il Figlio di Dio, noi presentiamo questi ragazzi come figli della Chiesa».

di Roberta Pumpo

2 agosto 2023

A Santa Maria Maggiore torna la Madonna della Neve

In occasione della solennità della Madonna della Neve e dell’anniversario della dedicazione, la basilica di Santa Maria Maggiore si prepara ad accogliere pellegrini e fedeli da ogni angolo del mondo per commemorare uno degli eventi più significativi della Chiesa Cattolica: la nevicata miracolosa del 358.

La storia di questo straordinario evento ha inizio molti secoli fa quando la Beata Vergine apparve in sogno sia a Papa Liberio sia al patrizio romano Giovanni, chiedendo loro di costruire una chiesa nel luogo in cui sarebbe accaduto un evento miracoloso. Il 5 agosto di quell’anno, una nevicata imbiancò il colle Esquilino. Grazie a questo segno celeste, Papa Liberio tracciò il perimetro della chiesa che venne edificata per omaggiare la Madre di Dio e per questo chiamata anche Basilica Liberiana – dal nome del Papa – o ad Nives.

In preparazione della festa si tiene (2-3-4 agosto), presieduto da monsignor Luigi Veturi, canonico della basilica. Sabato 5 agosto, solennità della Madonna della Neve e anniversario della dedicazione, la giornata sarà caratterizzata dalle celebrazioni e dalle due rievocazioni della nevicata miracolosa con una pioggia di migliaia di petali bianchi. Alle ore 10 il cardinale Stanisław Ryłko, arciprete della basilica, presiederà la celebrazione eucaristica capitolare. Alle ore 17 canto dei II Vespri con rievocazione della nevicata presieduti da monsignor Guido Marini, custode della Sacra Culla cui seguirà alle ore 18 la Messa presieduta dal cardinale Luis Francisco Ladaria, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Il servizio liturgico sarà curato dai Frati Francescani dell’Immacolata, mentre l’animazione liturgica sarà guidata dalla Venerabile Cappella Musicale Liberiana.

«Ricordando il miracolo della nevicata che ha segnato il luogo di edificazione di questa Basilica, rinnoviamo il nostro impegno di fede e speranza nella protezione e intercessione della Vergine Maria e a lei affidiamo in particolare i nostri giovani riuniti in questi giorni a Lisbona con Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù», ha ricordato monsignor Rolandas Makrikas, commissario straordinario della basilica.

A 1665 anni dall’evento prodigioso, la Madonna della Neve richiama ogni anno fedeli desiderosi di unirsi a questa festa di fede e spiritualità. Per don Ivan Ricupero, cerimoniere della basilica, «la celebrazione della Festa della Madonna della Neve rappresenta un’occasione speciale per rafforzare la connessione tra il divino e l’umano, e per pregare affinché la Madonna – in questa basilica invocata come Salus Populi Romani – possa guidare e proteggere il popolo di Dio lungo il cammino della vita».

3 agosto 2023

E’ entrata nella luce della Resurrezione Silvia, mamma di don Fiorelli

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Paolo Fiorelli
Vicario parrocchiale della Parrocchia di Santa Bernadette Soubirous,
per la morte della sua cara mamma

Silvia
di anni 82

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Silvia
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno giovedì 3 agosto 2023, alle ore 10.30,
presso la Parrocchia Santa Bernadette Soubirous
(Viale Ettore Franceschini, 40)

Monsignor Amarante nuovo rettore della Lateranense

«Ti affido un incarico faticoso e pieno di speranza. Dovrai portare a compimento il lavoro così bene iniziato dal tuo predecessore, il Professor Vincenzo Buonomo. Si tratta di rendere l’Università Lateranense più robusta e agile per onorare meglio il suo primo compito: annunciare la verità e la gioia del Vangelo attraverso lo studio, la riflessione e il lavoro accademico. L’Università “del Papa” dovrà immergersi in questa missione, consapevole della speciale vicinanza al Successore di Pietro e al suo compito di confermare i fratelli, e questo nella stagione storica, ecclesiale e culturale in cui il Signore ci ha chiamati a vivere. In tale contesto, ho deciso di nominare un Direttore Gestionale affinché ti aiuti nella conduzione amministrativa ed economica, e nell’elaborazione di un piano di sviluppo che renda l’Università Lateranense protagonista del sistema universitario ecclesiastico e civile».

Lo scrive Papa Francesco oggi, primo agosto, conferendo la nomina di nuovo rettore magnifico della Pontificia Università Lateranense a padre Alfonso V. Amarante, finora Preside del Pontificio Istituto Superiore di Teologia Morale ad instar Facultatis (Accademia Alfonsiana), conferendogli in pari tempo il titolo di arcivescovo e assegnandogli la sede titolare di Sorres.

Monsignor Amarante è nato a Pagani (Salerno) il 26 dicembre 1970. Entrato nello studentato della Congregazione del Santissimo Redentore (C.SS.R.) di Napoli, è stato ordinato presbitero il 21 giugno 1997. Dopo aver conseguito il Baccellierato in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli nel 1996, ha ottenuto la Licenza in Storia della Chiesa nel 1999 presso la Pontificia Università Gregoriana e il Dottorato in Teologia nel 2002. Ha perfezionato il curriculum studiorum in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana. Tra i numerosi incarichi ricoperti, ricordiamo quelli di direttore del Collegio Maggiore Sant’Alfonso in Roma per gli studenti sacerdoti redentoristi (2002-2007); di docente presso la Pontificia Facoltà di Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e presso la Pontificia Università Urbaniana (2008-2016); di Socio e Tesoriere dell’Associazione Italiana Professori di Storia della Chiesa (2017-2023); di Consultore presso il Dicastero delle Cause dei Santi; di Visitatore dell’Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche.

Succede in qualità di rettore al professor Vincenzo Bonomo, che viene nominato dal Santo Padre consigliere generale dello Stato della Città del Vaticano.

1 agosto 2023

Il messaggio del cardinale De Donatis ai giovani romani in partenza per la Gmg

Carissimi giovani della diocesi di Roma,

alla vigilia della GMG di Lisbona, voglio donarvi il mio saluto e la mia benedizione.

Avete sognato da tempo questa partenza e mi commuove pensare che siete in centinaia e centinaia a partire da Roma, in aereo, in nave, in pullman, per raggiungere il Portogallo. Vi siete preparati a questi giorni con le vostre comunità, con i vostri carissimi sacerdoti e i vostri animatori. So che molti di voi si sono organizzati in vari modi per un autofinanziamento, per permettere a molti giovani di essere presenti a questo evento che segna una ripresa dopo anni tanti difficili, anche per voi ragazzi. Questo è molto bello e il vostro entusiasmo mi edifica molto.

Noi non siamo fatti per incontri virtuali, on line, a distanza. Al contrario abbiamo bisogno di relazioni vere, di amicizia, di vicinanza. In questi giorni incontrerete tante persone, farete nuove amicizie, scoprirete giovani di tutto il mondo che hanno tanta voglia di stare insieme e di lasciarsi toccare dall’amore di Dio. Andare a Lisbona, infatti, non è solo un viaggio, tantomeno una gita estiva. È un viaggio del cuore, un pellegrinaggio dell’anima, caratterizzato dalla gioia e dalla semplicità di incontri reali, perché possiate stringervi le mani, abbracciarvi, camminare insieme.

Dio vi sta mandando un messaggio, dicendo a ciascuno di voi: “Sono con te, non aver paura! Fidati di questo cammino insieme“. Apri presto questo messaggio d’amore, conservalo nel tuo cuore, non “cestinarlo”, fidati anche tu di Dio e di quanti si fidano di te.

Il tema della GMG è “Maria si alzò e andò in fretta“. Maria, dopo l’annuncio dell’angelo è stata colmata di stupore e di tanta gioia. Anche noi se riceviamo una notizia bella, non riusciamo a star fermi. Condividiamo subito la notizia sui telefoni, inviamo messaggi o immagini, ma soprattutto corriamo per comunicare ai nostri amici quanto è successo. Le belle notizie ci mettono in movimento, mentre con quelle cattive ci andiamo piano, non sappiamo come comunicarle. Maria si è alzata e si è incamminata in fretta. Papa Francesco nel messaggio per questa giornata ha scritto: “Abbiate anche voi una “fretta buona che vi spinga verso l’alto e verso l’altro“.

Ora voi siete in movimento verso Lisbona, per vivere questa avventura sotto lo sguardo di Dio e di Maria, nostra Signora di Fatima. Sappiate cogliere ogni attimo di questi giorni, fatene tesoro e scoprirete che il vero viaggio sarà quello di ritorno, per riportare qui a Roma e nelle vostre comunità la gioia della fede, del servizio, della fraternità.

Il papa scrive ancora: “sogno che alla GMG possiate sperimentare nuovamente la gioia dell’incontro con Dio e con i fratelli e le sorelle. A Lisbona ritroveremo insieme la gioia dell’abbraccio fraterno tra i popoli e tra le generazioni… Il tempo di alzarci è adesso! Alziamoci in fretta! Come Maria portiamo Gesù dentro di noi per comunicarlo a tutti! In questo bellissimo periodo della vostra vita, andate avanti, non rimandate ciò che lo Spirito può compiere in voi!“.

Grazie, carissimi ragazzi di Roma. Portate le nostre speranze, le nostre attese, il nostro desiderio di pace e di fraternità. Vi aspetto a Roma perché possiamo continuare a camminare insieme con la fretta buona dell’Amore.

Dio vi benedica,

D. Angelo

E’ entrato nella luce della Resurrezione Carlo, papà di don Angelelli

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Luca Angelelli,
Parroco della Parrocchia Santa Marcella
per la morte del suo caro papà

Carlo
di anni 89

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Carlo
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno domani, mercoledì 2 agosto 2023, alle ore 10.00,
presso la Cattedrale Santa Maria Assunta a Poggio Mirteto (RI)

A settembre la tre giorni associativa dell’Azione cattolica

Appartenenza, cura, relazioni. Tre parole chiave per la tre giorni associativa dell’Azione cattolica diocesana, in programma dal 22 al 24 settembre al Monastero di San Vincenzo di Bassano Romano. Nelle giornate si svolgeranno due campi diversi, quello per i giovani e quello per gli adulti, che avranno in comune alcuni momenti di preghiera e le riflessioni conclusive con il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma.

“A sky full of stars” è il tema del campo per giovani, giovanissimi, educatori Acr ed educatori giovani. «“A Sky full of stars” siamo tutti noi, giovanissimi e giovani di Ac – spiegano dall’associazione –. Un cielo pieno di stelle e di sogni. Di passioni, di capacità, di competenze. Di vita vissuta e posti impressi nella mente. Siamo noi. Siamo i tanti desideri che ci portiamo dentro e il grande desiderio che siamo noi stessi. Un cielo pieno di stelle sono anche i bambini, i ragazzi, e i giovani che sono nei gruppi Acr e del Settore Giovani che molti di noi curano e seguono come educatori e responsabili. Ma il cielo non esiste solo per chi, come noi, riesce a vedere le stelle. Il cielo esiste anche per chi fa fatica, e a volte a fare fatica siamo proprio noi. Ma la nostra parrocchia, la Chiesa, l’Ac tutta, il nostro quartiere, la città che viviamo, il Paese intero ha più che mai bisogno di giovani che accendano luci, di giovani che accendano stelle».

Il campo prenderà il via alle 18 di venerdì con l’accoglienza e prevede una prima serata di attività a partire dalle 21, subito dopo la cena insieme. Il sabato, poi, meditazione sul brano dell’anno, “Chi ha toccato le mie vesti?” (Mc 5, 21-43); quindi un momento di deserto personale e ancora laboratori di approfondimento per giovani ed educatori. Domenica 24, alle 12, è in programma la Messa presieduta dal vescovo Reina, il pranzo comunitario e poi il confronto con il vicegerente sul tema: “L’Ac nella Chiesa e nella città di Roma”.

Al dialogo parteciperanno anche gli adulti di Ac, che come detto saranno negli stessi giorni a Bassano Romano per il loro campo. “I care 100%” è il tema scelto per l’iniziativa, dove il verbo inglese che vuol dire “occuparsi, prendersi cura”, viene utilizzato come acronimo di cura, appartenenza, relazioni, ecclesialità. Molti gli ospiti che porteranno la propria testimonianza durante la tre giorni: dall’agronomo Anna Vagnozzi all’imprenditore Bruno Cucinelli, dal teologo don Sergio Massironi (del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale) al direttore della Caritas di Roma Giustino Trincia. Nella mattinata di domenica, per il gruppo degli adulti, è prevista anche un’uscita nella vicina Sutri, con visita e preghiera sulla tomba di David Sassoli e visita al parco archeologico, con il mitreo e l’anfiteatro.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: https://www.acroma.it/eventi/

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