11 Maggio 2026

E’ entrata nella luce della Resurrezione Emma, mamma di don Colameo

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Roberto Colameo, S.D.B.
Parroco della Parrocchia di San Giovanni Bosco,
per la morte della sua cara mamma

Emma
di anni 87

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda ad Emma
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno mercoledì 2 agosto 2023, alle ore 11.00,
presso la Parrocchia San Saturnino
(Via Avigliana, 3)

E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Guido Novella

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che oggi, 29 luglio,
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Padre Guido Novella, S.D.B.
di anni 80

Parroco della Parrocchia Sacro Cuore di Gesú a Castro Pretorio dal 2020,

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno martedí 1 agosto 2023, alle ore 15.00,
presso la Chiesa Santa Maria Annunziata
(Marano Vicentino – VI)

Seicento romani in partenza per la Gmg

Sta per entrare nel vivo la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) di Lisbona 2023. Per sei giorni la Capitale del Portogallo sarà emblema di fraternità per milioni di ragazzi provenienti da tutto il mondo. Tra i momenti più importanti in programma, la Messa di apertura, il 1° agosto alle 19, presieduta dal cardinale patriarca di Lisbona Manuel Clemente, sulla Colina do Encontro, dove il 3 agosto si terrà il primo incontro con Papa Francesco, il quale atterrerà a Lisbona già dalla mattina del 2. Sempre sulla Colina do Encontro il pontefice presiederà il 4 agosto, alle 18, la Via Crucis. Quindi i due appuntamenti conclusivi con Bergoglio: la veglia, il 5 agosto dalle 20.45 a Parque Tejo, dove i pellegrini pernotteranno in attesa della Messa finale, domenica 6 agosto alle 9. Durante la Gmg si svolgerà anche il Festival della gioventù con oltre 480 eventi. Per i pellegrini romani la diocesi aderisce al programma concordato con la Conferenza episcopale del Lazio, che dal 1° al 6 agosto vedrà 11 diocesi pellegrine verso il Portogallo.

Complessivamente sono 1.373 i partecipanti tra i 15 e i 30 anni, 600 dei quali romani, accompagnati da 8 vescovi (4 gli ausiliari della diocesi di Roma), 154 educatori, 87 tra presbiteri e diaconi, 25 consacrate. Il cammino inizierà con la Messa nelle diocesi di appartenenza. Per Roma appuntamento alle 15 del 1° agosto nella basilica di San Giovanni in Laterano con la celebrazione per il mandato ai pellegrini presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Quindi trasferimento a Civitavecchia e partenza in nave verso Barcellona, dove si sbarcherà il 2 agosto. Da qui il gruppo raggiungerà Fatima dove trascorrerà la giornata del 3 agosto. Il 4 partenza per Lisbona per partecipare agli appuntamenti con Papa Francesco. Il 7 agosto i giovani raggiungeranno Madrid e l’8 Barcellona, da dove ripartiranno per Civitavecchia. Il rientro nelle proprie diocesi è previsto per il 9 pomeriggio.

Pensando a Lisbona, da dove partivano le esplorazioni verso il “Nuovo mondo” e al fresco che viene dal mare, don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, auspica che la Gmg «porti una prospettiva nuova alla Chiesa». Il sacerdote è alla sua quarta Gmg e questa è la prima in qualità di responsabile della pastorale giovanile. Avendo ricevuto tanto da questa esperienza, la considera «un atto generativo. È una grande occasione di rilancio e di speranza – afferma –. Sta nascendo qualcosa di bello e noi siamo qui per accompagnarlo». A ridosso della partenza vi è un gran fermento e aumentano «le domande di senso dei giovani – aggiunge –. Vogliono sapere se sono importanti per la Chiesa e se questa in futuro ci sarà ancora. Questo fa capire il loro bisogno di relazione».

Matteo, 20 anni, della parrocchia di San Girolamo al Corviale, chiede alla Chiesa «di riservare maggiore ascolto e comprensione alle esigenze dei giovani e di metterli al centro del proprio impegno pastorale». Animatore e catechista, è certo che la Gmg «sarà importante per chi ricopre il ruolo di educatore. Per guidare i giovani devi stare con loro, devi frequentarli, parlare il loro linguaggio». Anastasia, 18 anni, di San Policarpo è alla sua prima Gmg e si dice «pronta a farsi stupire. Parto senza aspettative – spiega –, desiderosa di scoprire ogni sfumatura di quanto mi sarà proposto e di far parte di una comunità che va fuori dalla propria parrocchia e si estende al mondo». I racconti dei suoi catechisti che hanno partecipato alle edizioni precedenti «sono stati una testimonianza fondamentale di incontro con il Signore che anche io vorrò trasmettere ai giovani ai quali farò catechismo». Sara, 19 anni, è al primo anno di università. Lo studio le ha occupato molto tempo e parte con il desiderio di «ritrovare l’intimità con il Signore. Vivo questo tempo di attesa in comunione con gli altri ragazzi della parrocchia, lasciandomi guidare per viverla al meglio. È l’occasione per mettersi in gioco e superare qualche limite».

Alla Gmg di Lisbona sarà inoltre presentato ai giovani “Together”, il raduno promosso dalla Comunità di Taizé che si terrà dal 29 settembre a domenica 1° ottobre, alla vigilia del sinodo sulla sinodalità. Momento clou il 30 settembre, con la veglia di preghiera ecumenica in piazza San Pietro con Papa Francesco. Occasione per i giovani di un nuovo incontro.

di Roberta Pumpo

31 luglio 2023

Anniversario degli attentati alle chiese di Roma: il messaggio di Papa Francesco in occasione della fiaccolata

Alle 0.04 inizia la fiaccolata “Roma non dimentica”, promossa dalla diocesi di Roma, da Libera e dal Comune di Roma, nel trentesimo anniversario degli attentati che colpirono San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro. Per l’occasione Papa Francesco ha inviato un messaggio, che viene letto dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, all’inizio della fiaccolata di questa notte.

Di seguito il testo integrale.

In occasione del 30° anniversario degli attentati alla Cattedrale del Vescovo di Roma e alla chiesa di San Giorgio al Velabro, desidero unirmi spiritualmente a tale significativo momento di preghiera organizzato dalla Diocesi assieme alle Autorità capitoline e all’Associazione Libera.

Il vile gesto che nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993 sconvolse la Città Eterna, turbò profondamente l’animo dei credenti di tutto l’orbe cattolico e in particolare dei fedeli romani; in quegli anni oscuri della storia sociale della cara Nazione italiana, segnati da altrettanto gravi atti di violenza contro istituzioni e servitori dello Stato, la popolazione sperimentò un sentimento d’impotenza davanti a così insensata sopraffazione perpetrata a danno del Paese e particolarmente dei meno abbienti, in contesti provati da tante povertà umane e materiali.

Oggi più che mai è dovere di ognuno fare memoria grata verso chi nel compimento del proprio dovere, talvolta mettendo a rischio la vita, si è speso per la tutela della collettività. Il sacrificio di chi ha creduto e difeso i valori fondanti di una democrazia, quelli della giustizia e della libertà, diviene un forte richiamo di coscienza affinché tutti si sentano corresponsabili nella costruzione di una nuova civiltà dell’amore.

Ritorna con forza il ricordo delle parole profetiche pronunciate da San Giovanni Paolo II nella storica visita pastorale ad Agrigento, pochi mesi prima dei tristi eventi che rievochiamo: «Che ci sia concordia, questa concordia e questa pace cui aspira ogni popolo … Qui ci vuole una civiltà della vita» (S. Giovanni Paolo II, al termine della Concelebrazione Eucaristica nella Valle dei Templi, 9 maggio 1993).

Pertanto, esorto a contrastare decisamente le numerose forme d’illegalità e di sopruso che purtroppo ancora attanagliano la società contemporanea. È in gioco il bene comune e in modo speciale il destino delle categorie più fragili, gli ultimi, coloro che patiscono ingiustizie d’ogni genere.

Mi rivolgo a Voi giovani, speranza di un futuro bello: occorre che abbiate il coraggio di osare senza timore, in quanto le mafie – ricordiamolo – mettono radici quando la paura si impadronisce della mente e del cuore.

Voi che, come sentinelle nella notte, parteciperete alla fiaccolata commemorativa di quei tragici eventi, siete chiamati ad essere un attivo sostegno al cambiamento di mentalità, uno spiraglio di luce in mezzo alle tenebre, una testimonianza di libertà, giustizia e rettitudine.

Auspico pure che quanti esercitano responsabilità civili, nonché le numerose componenti ecclesiali della nostra Città si adoperino fattivamente per la promozione di una nuova umanità.

Non esitate a porVi accanto alla gente con tenerezza e compassione, soprattutto a chi vive nelle periferie – penso ai vostri coetanei – accogliendo l’insegnamento lasciatoci dal Maestro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (cfr Mt 25, 31-46).

Prego il Signore perché Vi accompagni nel buio della notte, con in mano le fiaccole, simbolo della vostra fede, rendendoVi luce per la nostra amata Diocesi.

Mentre affido ciascuno alla protezione materna della Salus Populi Romani e dei Santi Patroni Pietro e Paolo, invio la mia Benedizione, chiedendoVi, per favore, di non dimenticarVi di pregare per me.

Fraternamente

Roma, da San Giovanni in Laterano, 25 luglio 2023

Festa di S. Giacomo il Maggiore, Apostolo

Francesco

28 luglio 2023

Una fiaccolata a trent’anni dalla notte delle bombe di San Giovanni e San Giorgio in Velabro

La notte del 28 luglio 1993 la mafia colpì nel cuore di Roma con due attentati che causarono 23 feriti e danni ingenti a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio in Velabro. Per non dimenticare quei drammatici momenti Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma, promuovono Venerdì 28 luglio ore 00:04 (notte tra il giovedì e venerdì) una fiaccolata di memoria e impegno con partenza San Giovanni in Laterano e arrivo a Piazza San Giorgio in Velabro.

Un attacco allo Stato, un attacco alla Chiesa. Un progetto mafioso di destabilizzazione del funzionamento delle Istituzioni democratiche e della vita civile del Paese. Una risposta all’invettiva contro i mafiosi pronunciata di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993 che anticipava le parole “definitive” di “scomunica” dei mafiosi da parte di Papa Francesco nella Piana di Sibari nel giugno 2104.

“Sono trascorsi trent’anni dagli attentati terroristici a sfondo mafioso avvenuti in contemporaneità all’ingresso del nostro Vicariato e nella chiesa di San Giorgio in Velabro. Come Diocesi di Roma riteniamo sia fondamentale non dimenticare quanto accaduto. Infatti- ha dichiarato Cardinale Angelo De Donatis. Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma- il fenomeno mafioso, quale espressione di una cultura di morte, deve essere decisamente contrastato affermando il rispetto per la Res Publica attraverso i principi della legalità. Esso è in aperto contrasto con il Vangelo della Vita di cui i discepoli di Cristo devono essere per vocazione testimoni. Come scrive l’apostolo Paolo, urgono comportamenti all’insegna dell’amore, della gioia, della pace, della magnanimità, della benevolenza, della bontà, della fedeltà, della mitezza, del dominio di sé (Cfr. Gal 5,22). La nostra società, a distanza di trent’anni dai fatti di cui intendiamo fare memoria con il Comune di Roma e l’Associazione Libera, ha ancora oggi bisogno di essere risanata dalla violenza, dalla corruzione, dalle estorsioni, dal traffico illecito di stupefacenti e di armi, dalla tratta di esseri umani. A tale riguardo, è necessario incrementare le attività di tutela delle vittime, prevedendo assistenza legale e sociale di questi nostri fratelli e sorelle in cerca di pace e di futuro. In questo senso intendiamo ribadire la prossimità delle nostre comunità parrocchiali e del Vicariato di Roma a quanti patiscono situazioni di ingiustizia e invocano speranza per un mondo migliore. Il Signore giusto e misericordioso tocchi il cuore di ciascuno di noi perché abbiamo insieme a promuovere il diritto di cittadinanza, servendo il bene comune.”

“Quegli attentati- ha commentato Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera– furono la risposta di Cosa Nostra a una Chiesa che non taceva di fronte alle ingiustizie e alle violenze mafiose. Una Chiesa che in molte sue espressioni ha risposto positivamente in questi anni alle minacce e intimidazioni, mettendosi in gioco. E tuttavia permangono certi eccessi di prudenza, certe rigidità. Ecco allora la necessità di continuare a saldare Cielo e Terra, dimensione spirituale e impegno sociale, denunciando con parole e fatti conseguenti non solo le mafie ma tutte le forme di “mafiosità” che spianano la strada al potere mafioso. È l’impegno a cui richiama Papa Francesco. Un Papa che di fronte ai famigliari delle vittime ha chiesto “in ginocchio” ai mafiosi di convertirsi, poi ha denunciato la mafia come “adorazione del male” e scomunicato i suoi membri e complici. Ma che non manca di sottolineare le ingiustizie “legalizzate”, l’evidente commistione tra le logiche criminali e quelle di un sistema economico che in nome del profitto riduce in povertà milioni di persone. I gesti e le parole del Papa, il suo sottolineare l’incompatibilità fra mafia e Vangelo sono di grande incoraggiamento per quelle realtà di Chiesa che vivono il Vangelo con la necessaria radicalità e s’impegnano, anche in contesti difficili, per affermare la dignità e la libertà delle persone. Segni di un fermento che spero si moltiplichi e metta radici, lasciando definitivamente alle spalle le ombre, le sottovalutazioni, i silenzi e anche le complicità che hanno caratterizzato a volte l’atteggiamento della Chiesa nei riguardi delle mafie.”

 

A trent’anni dai vili attentati mafiosi a San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, l’amministrazione di Roma- ha dichiarato Roberto Gualtieri, sindaco di Roma è qui a mantenere vivo il ricordo di quegli eventi. L’esercizio della memoria è sempre necessario, è un dovere morale e civile per impedire che il passato si ripeta, per tramandare alle giovani generazioni i valori sani della democrazia e per creare basi sempre più solide per il futuro.

La società civile, con tutto il mondo dell’associazionismo cattolico e laico, si ribellò in modo compatto a quelle intimidazioni così efferate nei confronti della Repubblica e della Chiesa, facendo muro di fronte a quella violenza inconsulta, rafforzando quel movimento dal basso che ancora oggi dà i suoi frutti nella lotta alle mafie.

Libera ne è l’espressione più evidente. Il movimento di Don Ciotti non solo tiene vivo di generazione in generazione il sentimento di rifiuto verso qualsiasi forma di mafia, ma dimostra anche come, la legalità, porti benefici importanti ai territori e ai cittadini che li abitano. Una società sana genera economia sana, lavoro pulito e benessere collettivo anche attraverso la restituzione dei beni confiscati alla collettività.

La presenza compatta delle istituzioni, delle forze dell’ordine, di un’intera comunità alla fiaccolata è un segno tangibile del sostegno a tutte quelle realtà associative, donne e uomini, ragazze e ragazzi, che ogni giorno lottano contro il malaffare.

Con Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma, hanno aderito alla fiaccolata Acli, Agesci, Comunità di Sant’Egidio, Azione Cattolica, Arci, Cngei, Legambiente, Cgil e Uil. Tante piccole luci attraverseranno le strade di Roma per ricordare tutte le vittime delle mafie e per dire Roma non dimentica e rilanciare la lotta alla mafia che uccide la speranza, semina terrore e ruba il nostro futuro e valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone.

Nomine in Vicariato

Il Cardinale Vicario, con il consenso del Consiglio Episcopale, d’intesa con il Santo Padre, in data odierna, ai sensi degli articoli 27 e 28 della Costituzione In Ecclesiarum Communione, ha nominato Cancelliere la Dott.ssa Maria Teresa Romano, Direttore dell’Ufficio affari Informatici – Centro Elaborazione Dati il Diacono permanente don Andrea Sartori. I relativi Curricula vitae sono stati ritenuti congrui agli impegni che verranno rispettivamente assunti. Il Cardinale Vicario, il Consiglio Episcopale e tutto il personale del Vicariato, a nome dell’intera Diocesi, ringraziano Mons. Giuseppe Angelo Maria Tonello e Mons. Massimo Cautero per il prezioso servizio prestato nei confronti della Curia e della Diocesi di Roma e formulano alla Dott.ssa Maria Teresa Romano e al Diacono don Andrea Sartori i migliori auguri di un proficuo lavoro.

Maria Teresa Romano è nata a Napoli il 3 novembre 1967. Sposata dal 1991, è madre di una figlia dal 1995. Ha conseguito il diploma di maturità classica (1986), laureandosi in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli (1993), per proseguire i suoi studi alla Pontificia Università Gregoriana dove ha conseguito la Licenza (1996) e il Dottorato (2000) in Diritto Canonico. Successivamente ha ottenendo il Diploma di Avvocato Rotale (2001). Nel 2001-2002 ha esercitato la professione di Avvocato e Difensore del Vincolo presso il Tribunale Apostolico della Rota Romana.

Ha lavorato al Tribunale di Appello per le cause di nullità del matrimonio del Vicariato di Roma come Difensore del vincolo e Promotore di giustizia (2002-2004); Uditore (2004-2006); Giudice Istruttore (2006-2014). Dal 2015 è Giudice Istruttore presso il Tribunale di Primo Grado, poi Interdiocesano, per le cause di nullità del matrimonio. Dal 2020 è Responsabile del Centro di Ascolto del Servizio Tutela Minori e Persone Vulnerabili della Diocesi di Roma. Dal 2022 è Membro del Consiglio dell’Ufficio del Lavoro della Sede apostolica, Rappresentante dei Laici.

Andrea Sartori è nato a Roma nel 1969 ed è diacono della Chiesa di Roma dal 2008. Nel 2021 gli è stata affidata la diaconia di San Stanislao. Sposato dal 1996 ha vissuto con la moglie Laura in Togo (Africa) per un anno in un progetto missionario di formazione professionale. Rientrato in Italia, si è occupato di infrastrutture e sistemi informatici fin dagli inizi delle tecnologie e della diffusione delle reti informatiche. È stato per circa quindici anni responsabile dei sistemi informatici di un organismo internazionale di Cooperazione allo Sviluppo affiancando lo sforzo missionario dei Salesiani di don Bosco. Dal 2018 ha ricoperto il ruolo di Responsabile della Protezione dei dati nella Diocesi di Roma. È formatore esperto in misure tecniche ed organizzative per la protezione dei dati. Esercita la sua attività di formatore anche all’Università della Santa Croce di Roma.

Continua la formazione del clero in Val di Fassa

Dal 17 al 21 luglio un gruppo di sacerdoti di Roma si è raccolto per un momento di riflessione e ritiro a Soraga in Val di Fassa con il cardinale vicario Angelo De Donatis, il quale ha ritratto alcuni elementi caratterizzanti del prete romano: la vicinanza verso la vita delle persone, la vita in comune, il generare nella fede e ultimo ma non meno importante l’avere “buon umore”: «un cuore buono è costante nella festa».

Quest’ultima caratteristica non è la semplice arte di sdrammatizzare, o la capacità da mattatore sagace, ma è cifra dello spessore umano e spirituale, il quale possiede una visione della vita. Grazie al “buon umore”, gli spazi delle convinzioni precettistiche e degli statuti perentori cromati di bianco e nero, si fondono in una sfumatura di chiaro scuro dove vi si scorge la Sapienza di Dio che si fa compassione, misericordia e ascolto accogliente nelle situazioni vissute.

Questi giorni di riflessione e di ritiro che vivono preti e parroci di prima nomina hanno avuto il sapore dell’ascolto: dell’ascolto dei sacerdoti. I momenti di condivisione, alternati con momenti di trekking dolomitico, sono stati fecondati da una domanda originante: cosa significa per voi corresponsabilità? Come avviene di norma, la domanda è più interessante delle risposte, in questo caso nel quesito è palpabile il voler sollevare un approccio alla questione della sinodalità, del discernimento comunitario, di una partecipazione attiva del laicato nella vita ecclesiale e parrocchiale. Pur ammettendo, senza paura, che si è impreparati davanti a tale sfida, questa fragilità e difficoltà ha fatto emergere una forza tipica della Chiesa che trova nuova vita proprio dalle doglie del parto.

Se la Donna vestita di sole soffre e grida per i dolori di partoriente generante (cf. Ap 12,2), molte sono state le voci dei vari presbiteri che hanno informato la grandezza di un momento, di un evento, di un kairos che la Chiesa sta vivendo. Un tempo kariologico dove la corresponsabilità sinodale si rende fattiva nella passione e nel desiderio di servire la persona, nell’apertura a riconoscere nessuna attività o realtà come la proprietà del singolo, nel rendere la parrocchia ambiente di casa e di famiglia, nel percepire l’identità di gruppo secondo le coordinate dell’inclusione nel reciproco arricchimento, nell’istaurare una conversione relazionale per cui quando cambio il mio punto di vista sull’altro sono io che guarisco dal peso di pregiudizi e preconcetti. Questi segni performativi di Corresponsabilità e Partecipazione sono la forza del prete, non perché può rendere la parrocchia più produttiva grazie ad un gran numero di adepti, ma perché ognuno riconosce l’altro Co-Responsabile ossia capace di rispondere con abilità. Essere capaci di dire a chi si ha di fronte: mi fido di te.

Corresponsabilità e partecipazione sembrano condurci verso il fine del nostro vivere e agire: l’unità dello spirito con il vincolo della pace (cf. Ef 4,3). La comunione nell’unico Spirito, creatore di comunità e particolarità è la diottria con cui approcciarsi alla vita pastorale ed ecclesiale, la quale pur senza complessità, non deve mai smettere di orientarsi al positivo, scorgendo il bello originale: sapere di essere amati da Dio (cf. Is 62,4). La scelta saggia della presenza di alcuni laici, figure professionali già collaboratori con la Diocesi, ha contribuito nella proposizione di un metodo insolito, dove è il prete ad essere ascoltato e non viceversa, dove è lui ad essere accolto come uomo senza paura del proprio umano, fatto di emozioni, fatiche, aspettative, paure e speranze. Ripartire dall’umano, darsi il permesso di essere uomini fino in fondo, rende il sacerdote attento alle istanze di ognuno che bussa alla propria porta e realizza il popolo sacerdotale espressione di comunione. Nel ventaglio dei sacrifici veterotestamentari vi erano gli zebah hashelammyim (cf. Lv 7,11) ossia i sacrifici di comunione, letteralmente i sacrifici pacifici. Tali modi di officiare il culto avevano l’intento di significare la comunione tra Dio e l’uomo poiché la vittima in parte era offerta e in parte consumata dai fedeli. Questo era espressione del senso del sacrificio chiarito dal verbo ebraico qarab avvicinare, da cui qorban offerta (cf. Mc 7,11): l’offerta del sacrificio rende vicini e prossimi. Il risultato di ogni azione pastorale non si esaurisce nel successo di numeri e statistiche, ma genera vicinanza che in questi giorni di condivisione ha assunto uno dei volti della poliedrica dimensione della sinodalità: l’amicizia.

Volere il bene e il porsi con tono amicale genera partecipazione attiva tra tutti i battezzati nel loro precipuo stato di vita, nella consapevolezza che la Chiesa non è un’azienda da portare aventi ma una famiglia da amare.

di don Andrea Valori

20 luglio 2023

Il vescovo Reina a Santa Maria in Portico

Celebrata nel santuario parrocchiale di Santa Maria in Portico in Campitelli la memoria del 1499° anniversario dell’apparizione della Madre di Dio al Papa Giovanni I e a santa Galla. L’Eucarestia è stata presieduta dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi, che, durante l’omelia, ha ricordato uno dei titoli che la devozione di Roma riserva alla Madonna: “Porto di sicurezza”. Come hanno fatto i nostri Padri nel passato, continuiamo a rivolgerci a Maria perché ci liberi dal male anche in questo nostro tempo, segnato da tante prove. Tuttavia, afferma don Baldo, occorre che siamo liberi, da una «visione miracolistica» degli eventi, che chiede di eliminare «la prova» dalla nostra storia. Anche la Chiesa delle origini, come ricorda il libro dell’Apocalisse, ha vissuto un tempo di persecuzioni e di prove. Giovanni propone nel testo ascoltato durante la liturgia, la «visone della Gerusalemme celeste». Ora questo: «Popolo immerso nella difficoltà, riesce a tirare fuori una visione di Chiesa».

A volte, prosegue il presule, è «proprio questa visione che spesso manca». Infatti: «Il tempo della prova, è il tempo che mortifica le visioni e penalizza un orizzonte più ampio». Mentre i nostri occhi sono presi da ciò che si vive: «non riescono più ad alzare lo sguardo, e sognare quello che Dio già vede per noi». La Madre del Signore aiuta a comprendere che anche noi, con lei in questa visione di Chiesa: «Ascoltiamo la Parola di Dio e la mettiamo in pratica» e siamo invitati a essere «cristiani di ascolto e coerenza, facendo del Vangelo la regola di vita». La saggezza materna di Maria «ci spinge ad andare avanti verso la vita». Lei è «Porto di salvezza non solo perché ci custodisce, ma anche perché ci spinge ad abbracciare le sfide di questo tempo». Con lei e come lei, stando in mezzo alle situazioni più assurde, «non perdiamo l’orizzonte dell’eternità, pienezza del nostro cuore».

20 luglio 2023

Torna la Festa de’ noantri

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

È iniziata domenica scorsa, memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, la Festa de’ noantri, orgoglio trasteverino per onorare e celebrare la Madonna del Carmine, a Roma nota anche come Madonna Fiumarola. Nella chiesa di Sant’Agata, dove è custodita la statua, alle 9.30 la Messa è stata presieduta dal rettore don Paolo Asolan. Quindi don Renato Tarantelli Baccari, primicerio dell’arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Maria Santissima del Carmine, ha celebrato la liturgia con l’investitura dei nuovi confratelli. Alle 17 la Messa pontificale è stata invece presieduta dal vescovo Daniele Libanori, ausiliare per il settore Centro.

Sabato 22, al termine della celebrazione eucaristica presieduta dal vicegerente della diocesi di Roma, Baldo Reina, e dopo il tradizionale omaggio del sindaco, la statua sarà portata in processione per le vie del quartiere. «Dopo la pandemia questo è il primo anno che la Festa si svolge senza alcun tipo di restrizione», dice Pietro Solfizi, governatore dell’arciconfraternita di Trastevere. La statua sarà issata su una grande “macchina” e portata in spalla da una ventina di confratelli. «Tra loro molti giovani tra i 25 e i 40 anni ai quali i nonni e i genitori hanno trasmesso la devozione per la Madonna del Carmine – prosegue Solfizi –. Si stanno preparando per entrare a far parte della confraternita e noi siamo molto felici di vedere tanti giovani che si avvicinano alla nostra realtà. Oltre alla devozione hanno anche tanta volontà e la forza fisica per sollevare la statua. Molti di noi sono anziani, non riuscirebbero più a portarla in processione. Anche in questo caso la Provvidenza ci è venuta incontro».

La processione partirà da largo San Giovanni de’ Matha e per tutto il tragitto sarà accompagnata dalla banda musicale della Polizia Locale di Roma Capitale. Al termine, nei pressi della basilica di San Crisogono, ci sarà l’omaggio della fanfara dei bersaglieri. Mentre la statua farà il suo ingresso a San Crisogono e la macchina a Sant’Agata, ci sarà uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Domenica 30 luglio, invece, si terrà la processione della Madonna Fiumarola che ogni anno richiama migliaia di fedeli e turisti. È stata così ribattezzata perché, secondo una tradizione risalente al 1535, la statua della Vergine Maria scolpita in legno di cedro fu ritrovata da alcuni pescatori alla foce del Tevere dopo una tempesta. Donata ai carmelitani, rimase nella basilica di San Crisogono fino al 1890. Per qualche decennio fu ospitata nella chiesa di San Giovanni dei Genovesi prima di essere definitivamente trasferita nella chiesa di Sant’Agata.

La serata del 30 luglio inizierà all’imbarcadero del Circolo Canottieri Lazio con la vestizione della statua con un abito donato dalla maison Luigi Borbone. La processione sarà presieduta dall’arcivescovo Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. A bordo di un natante dell’Arma dei carabinieri, solcherà il Tevere fino a Ponte Garibaldi. Quindi partirà la processione via terra e quest’anno, spiega ancora Solfizi, «è stato ripristinato l’antico percorso fino alla basilica di Santa Maria in Trastevere dove la statua sarà venerata fino al giorno successivo quando farà ritorno a Sant’Agata».

19 luglio 2023

Domenica la III Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Offre lo spunto anche per una riflessione di carattere sociale la prossima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che ricorre il 23 luglio. Per il vescovo ausiliare Dario Gervasi, delegato per l’Ambito per la cura delle età e della vita, infatti, con la scelta del tema “Di generazione in generazione la sua misericordia”, il Papa non solo «ha avuto una felice intuizione nell’avvicinare il mondo degli anziani a quello dei più giovani, due categorie di persone a lui da sempre care», ma ha anche messo al centro dell’attenzione «due elementi critici per la nostra società: i giovani e il loro sentirsi soli e abbandonati e gli anziani, spesso marginalizzati».

In particolare, per il presule è significativo che sia la stessa icona biblica, «quella della visita di Maria all’anziana parente Elisabetta», a tenere insieme appunto la III Giornata mondiale dei nonni e degli anziani e la XXXVIII Giornata mondiale della gioventù, in programma a Lisbona dall’1 al 6 agosto, perché equivale a richiamare ad una sinergia i destinatari dei due appuntamenti dedicati, così diversi e lontani per anagrafe ma chiamati ad una relazione importante e proficua per entrambi. «In un momento come quello attuale in cui alla base di tante situazioni di crisi giovanili c’è il vivere “tutto e subito” – spiega Gervasi –, gli anziani con la loro presenza di saggezza e la testimonianza di una vita e di un tempo lunghi sono l’antidoto a questo modo di fare, che porta tanti giovani a vivere anche le sofferenze nell’immediato, amplificandole», mentre «ogni stagione va gustata e attraversata». Invecchiare, allora, «non deve fare paura – sono ancora le parole del vescovo – ma la vecchiaia con la sua saggezza è invece benedetta e non va né allontanata né “demonizzata” ma accolta in una prospettiva della vita nel tempo lungo», laddove «la vita ha valore non solo nella “potenza” ma anche nella fragilità perché Dio si manifesta proprio nella debolezza».

Alla luce di queste considerazioni, «è bello e importante riunirsi insieme intorno all’altare per celebrare gli anziani e i nonni» sottolinea Gervasi, guardando alla celebrazione che il Papa presiederà domenica mattina nella basilica di San Pietro alle 10. Per la Messa «si stanno attivando e si sono già attivate tante comunità, realtà e associazioni dedicate ai più anziani, che stanno dando una bella risposta e un bel riscontro». L’ingresso nella basilica potrà avvenire a partire dalle 8 e i biglietti possono ancora essere ritirati, fino a martedì 18 luglio, in Vicariato. Alla stessa celebrazione sono invitati anche i più giovani, «magari figli e nipoti che accompagneranno i genitori o i nonni», auspica il vescovo, anticipando che in particolare «proprio da alcuni anziani 5 giovani, provenienti da ognuno dei 5 continenti, riceveranno insieme ad altri ragazzi pronti a partire uno speciale mandato in vista della prossima Gmg, a sottolineare proprio la continuità tra le generazioni» e una vicinanza e un accompagnamento speciali nella preghiera.

Scrive a tal proposito il Papa nel suo messaggio ai nonni e agli anziani: «Lo Spirito Santo benedice e accompagna ogni fecondo incontro tra generazioni diverse. Dio, infatti, desidera che, come ha fatto Maria con Elisabetta, i giovani rallegrino i cuori degli anziani, e che attingano sapienza dai loro vissuti. Ma, anzitutto, il Signore desidera che non lasciamo soli gli anziani, che non li releghiamo ai margini della vita, come purtroppo oggi troppo spesso accade».

E allora – come anche il cardinale vicario Angelo De Donatis aveva fatto nella sua lettera di invito rivolta a sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli della diocesi di Roma chiamati a vivere attivamente la Giornata – Gervasi rinnova l’auspicio che «pure a livello di diocesi e di parrocchie le diverse comunità si mettano in moto per celebrarla al meglio con un momento di condivisione». Il vescovo ricorda inoltre che «il Papa stesso invita i più giovani ad andare in quella domenica a visitare gli anziani, magari portando proprio lo stesso messaggio rivolto loro da Francesco, tanto bello e tanto consolatorio».

di Michela Altoviti da Roma Sette

19 luglio 2023

È entrato nella luce della Resurrezione padre Angelo Benolli, O.M.V.

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che il 16 luglio
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Padre Angelo Benolli, O.M.V.
di anni 91

Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale
del volontariato per lo Sviluppo di Vita e Missione,
Rettore della Chiesa Santa Maria del Pianto ai Catinari
dal 1994 al 2022,

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno giovedì 20 luglio 2023, alle ore 11.00,
presso la chiesa Santa Maria del Pianto ai Catinari
(Via di S. Maria de’ Calderari, 29)

È entrata nella luce della Resurrezione Eugenia, madre di don Marino

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Damiano Marino,
Parroco della Parrocchia di San Patrizio,
per la morte della sua cara mamma

Eugenia
di anni 93

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Eugenia
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno domani, martedì 18 luglio 2023, alle ore 10.30,
presso la Parrocchia Santissimo Nome di Maria
(Via Centuripe, 18/22)

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