10 Maggio 2026

La poesia del “Teatro a righe” alla mensa Caritas

Foto Caritas

È anche cibo per l’anima quello che verrà “servito” durante la cena di lunedì 17 luglio alla mensa Caritas di via Marsala. Un vero e proprio menù, composto da poesie e proposto agli ospiti, con versi declamati da attrici e attori professionisti di ArteStudio per il progetto “Teatro a righe”.

«La contemporaneità che stiamo vivendo – racconta la presidente dell’associazione culturale Alba Bartoli -, con nuove esigenze, sensibilità etiche e morali, impone una scelta di campo netta nella difesa dei più deboli, dei diritti delle persone meno tutelate anche e soprattutto attraverso il gesto artistico che da sempre qualifica e segna la vita dell’essere umano. Teatro a righe si rivolge segnatamente al cittadino fragile, volendo intendere l’arte scenica come strumento di inclusione e partecipazione alla vita culturale e sociale della Città da parte di tutti, compresi gli ultimi».

L’iniziativa si inserisce in un programma biennale, con una serie combinata e diffusa di azioni e gesti artistici realizzati in luoghi rappresentativi di criticità sociali della Città, come la mensa di Via Marsala o il Ferrhotel, dove gli attori diventano strumento per nutrire la cultura che ci piace di più, quella dei diritti e della dignità, e la parola poetica rappresenta una spinta per la consolazione e la rinascita, oltre qualsiasi barriera.

7 luglio 2023

E’ entrato nella luce della Resurrezione Antonio, papà di don Buontempo

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Giovanni Buontempo,
Aiutante di studio presso il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita,
per la morte del suo caro papà

Antonio
di anni 80

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Antonio
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno oggi, venerdì 7 luglio 2023, alle ore 17.00,
presso la Concattedrale di San Bartolomeo a Bojano (CB)

 

7 luglio 2023

Il nuovo calendario proprio della diocesi di Roma

Si celebra per la prima volta oggi, venerdì 7 luglio, la memoria liturgica dei Santi Vescovi della Chiesa di Roma, in cui si ricordano tutti i pontefici santi. Mentre il prossimo 25 ottobre ricorrerà la solennità della Dedicazione in quelle Chiese in cui non si conosce la data. Ancora, l’8 novembre, sarà la memoria di Tutti i Santi della Chiesa di Roma, che si celebrerà con particolare devozione nei luoghi in cui si trovano le reliquie dei santi romani. Mentre il 4 giugno si ricorderà la memoria mariana per la diocesi di Roma, coincidente con la memoria di Santa Maria Salus Populi Romani.

Sono alcune delle novità introdotte dal calendario proprio della diocesi di Roma, che rivede e aggiorna l’ultima versione, risalente al 1972. Ogni diocesi, infatti, ha un suo calendario particolare, nel quale sono ricordati in modo speciale i santi legati a quel territorio. Ma la Chiesa di Roma costituisce un caso a sé perché, spiega il cardinale vicario Angelo De Donatis, «la scelta di usare lo schema romano come base per il calendario universale, operata dopo il Concilio di Trento con l’edizione del Messale e del Breviario, ha determinato che molte figure di santità eminenti per la vita della diocesi di Roma siano già celebrate nel calendario universale. Alla luce di ciò per l’Urbe si è elaborato non tanto un vero calendario proprio, ma piuttosto una integrazione particolare, locale, al calendario romano che in essa si è costituito e ha preso forma lungo i secoli».

Non solo. «Non era pensabile inserire nel calendario di Roma tutte le figure di santità che sono state coinvolte con la nostra diocesi, perché la maggior parte dei grandi santi è passata per Roma, o ha fondato qui case e istituti», sottolinea padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. «Le dimensioni della diocesi, la presenza e la sepoltura nel suo territorio di numerosissimi santi e beati, la presenza di tanti organi di governo degli istituti di vita consacrata avrebbero determinato l’inserimento di molteplici figure nel calendario proprio – evidenzia il cardinale De Donatis –. Tuttavia, appare evidente l’impossibilità di contenere nell’arco dell’anno i nomi di tutti».

Si è dovuto pertanto «ipotizzare – riprende padre Midili – un calendario che desse enfasi a quelle figure di santità che sono legate alla vita della diocesi e di cui c’è un culto attestato in tutto il territorio di Roma, cioè verso cui il popolo cristiano manifesta una particolare devozione. Le altre figure, di fatto, si possono celebrare come memoria facoltativa lì dove la comunità li venera e li ricorda». Di qui l’idea anche di raggruppare alcune celebrazioni, come quella dei pontefici santi o dei santi romani.

È stato, quindi, necessario un lavoro di studio e sistemazione, del quale è stata incaricata una Commissione ad hoc, creata nel 2018. «Sin dalla sua costituzione – ricorda il cardinale vicario – il gruppo di lavoro ha seguito un percorso di studio e di ricerca, in dialogo con il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Sono stati tenuti in particolare considerazione i criteri seguiti per la precedente revisione del calendario di Roma, compiuta nel 1972: sobrietà, interesse universale, riconosciuta devozione del santo o beato, celebrazione del culto di qualche santo o beato solo in chiese e parrocchie particolari».

Rispetto alla versione del 1972, in questo nuovo calendario tutte le memorie sono state trasformate in facoltative; in questo modo «nei luoghi in cui c’è una devozione particolare a un santo, o in cui sono custodite le sue reliquie, si può sempre celebrarne la memoria». Lo spiega sempre padre Midili, che aggiunge: «Non si è ridotta la possibilità di celebrare alcuni santi, si è piuttosto concentrata in quei luoghi nei quali c’è culto, secondo un criterio che viene dal Messale».

L’unica memoria facoltativa di nuova introduzione è fissata al 25 novembre, per celebrare i beati coniugi Beltrame Quattrocchi nel giorno del loro matrimonio, dato che specialmente a Roma «sono conosciuti e considerati modello di sposi cristiani e verso cui c’è culto e devozione», conclude il cardinale vicario.

Il nuovo calendario proprio è disponibile on line sul sito dell’Ufficio liturgico diocesano, al link http://www.ufficioliturgico.diocesidiroma.it/index.php/proprium/. L’edizione cartacea sarà disponibile nei prossimi mesi.

La lettera del cardinale vicario

7 luglio 2023

Verso la III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

«“Di generazione in generazione la sua misericordia” (Lc 1,50): è questo il tema della III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. È un tema che ci riporta a un incontro benedetto: quello tra la giovane Maria e la sua anziana parente Elisabetta (cfr Lc 1,39-56). (…) È bella, quest’anno, la vicinanza tra la celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani e quella della Gioventù; entrambe hanno come tema la “fretta” di Maria (cfr v. 39) nel visitare Elisabetta sul legame tra giovani e anziani. (…) Rinnovo perciò il mio invito a tutti – diocesi, parrocchie, associazioni, comunità – a celebrarla, mettendo al centro la gioia traboccante di un rinnovato incontro tra giovani e anziani».

 

Così scrive Papa Francesco nel messaggio per la III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che sarà celebrata il prossimo 23 luglio. In vista della ricorrenza, il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive a sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli della diocesi di Roma e lancia due inviti.

 

Il primo «è trovarci insieme al nostro vescovo nella basilica di San Pietro per la celebrazione dell’Eucarestia, domenica 23 luglio alle ore 10». L’ingresso nella basilica, ricorda il porporato, potrà avvenire a partire dalle 8 e i biglietti per partecipare potranno essere ritirati a partire dal primo luglio e fino al 18, in Vicariato. «Sarebbe molto bello – è l’auspicio del cardinale vicario – che i nostri anziani e nonni fossero accompagnati dai figli o dai nipoti, per vivere insieme questa giornata, riuniti attorno al nostro vescovo». Alla celebrazione sarà presente una delegazione di giovani che parteciperanno alla Giornata mondiale della gioventù a Lisbona, e che riceveranno il “mandato” da un gruppo di nonni e anziani.

 

Il secondo invito è «organizzare in ogni comunità parrocchiale, un momento comunitario di incontro, di festa e di condivisione, o di visita nelle stesse case. Quanto sarebbe bello che questa giornata moltiplicasse le relazioni tra giovani e anziani! Quanto sarebbe luminoso sperimentare che i giovani cercano gli anziani per ascoltarli, per attingere sapienza di vita per questi nostri tempi faticosi!»

 

I biglietti potranno essere ritirati a partire dal 1 al 18 luglio, in Vicariato. Per ulteriori informazioni e indicazioni: 06.698.86227; oppure all’indirizzo mail segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it

 

29 giugno 2023

Il funerale di Michelle Maria Causo: l’omelia del vescovo Baldo Reina

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; se invece muore porta molto frutto”. Al centro della nostra celebrazione eucaristica in suffragio di Michelle abbiamo ascoltato queste parole di Gesù. Il Maestro sta parlando del mistero della sua morte; sta aiutando i suoi amici a vedere con occhi nuovi la fine della sua esperienza terrena, e a volgere lo sguardo alla sua trasfigurazione, nella giustizia più grande, quella di Dio che lo risorgerà dai morti. Gesù prende spunto da quello che succede in natura; un piccolo chicco di grano viene gettato in mezzo al terreno e affinché porti frutto è necessario che muoia; quella morte sarà la premessa di una nuova vita e di un raccolto abbondante.

Oggi, davanti alla bara di Michelle ci sentiamo tutti sconfitti e affranti. Davanti alla morte di questa nostra sorella come prima cosa ci dobbiamo fermare; dobbiamo togliere i sandali delle nostre tante certezze e avere l’onesta di compiere un sano e sincero discernimento. La morte di Michelle ci pone delle domande come Chiesa e come Società Civile. Dove stiamo andando? Siamo coscienti o no che la nostra è una crisi di civiltà? Cosa stiamo offrendo ai nostri giovani? Ce la sentiamo ancora di dire che stiamo costruendo un futuro per loro, oppure siamo diventati tutti complici di progetti di morte? Sono domande forti. Lo so. Ma sono domande che, penso, tutti portiamo dentro e che ci invitano ad un attento esame di coscienza! Questa società nella quale tutti siamo immersi e di cui siamo parte integrante, non ha forse perso la bussola? Il degrado non è in un quartiere o in una periferia. Il degrado è nel cuore di ognuno di noi. Il degrado è nella cultura che respiriamo, nella mentalità che tutti contribuiamo a creare, nel deserto dell’anima, immolando sull’altare dell’egoismo umano vittime sacrificali. La morte di Michelle ci deve mettere tutti quanti in discussione perché quello che è successo a lei poteva succedere a chiunque. Anzi. Per certi versi si è già consumato in ognuno di noi!

E in ascolto della parola del Vangelo ci domandiamo perché? Non vediamo più Michelle, non vediamo più il seme di cui parla il Vangelo: il piccolo seme inghiottito dalla terra. E non possiamo immaginare che non possa venire niente di buono da questa morte. Vediamo il vuoto, avvertiamo la mancanza, subiamo l’ingiustizia di questo male compiuto, siamo nel buio della terra che l’ha divorata. La terra, la nostra città, questo quartiere, l’angosciante dilemma delle cause, degli intrecci, dei disagi inascoltati, di agenzie educative andate in tilt tra la frenesia di una società che impone solo una corsa insensata. Ancora più dolore provoca la storia dei suoi ultimi momenti che vorticano nella nostra testa amplificando quella domanda che rivolgiamo al cielo, per tornare alla terra, tra noi: perché?
Oggi, Signore, tu abiti le nostre domande per tenerci compagnia nell’attesa di risposte, in attesa del frutto che verrà da questo seme che è morto.

Quando hai raccontato questa parabola, stavi parlando di te. Che sarebbe venuta la morte e ti avrebbe divorato. Sarebbe stata ingiusta, come ci pare sempre la morte, ma ancora di più perché ti avrebbero ucciso. Parlavi di te, dandoti il coraggio di continuare a credere che l’amore con cui ti consegnavi poteva, solo l’amore, generare salvezza. Abbiamo tutti bisogno di salvezza, di essere riscattati da quanto inchioda disperatamente la nostra esistenza. Abbiamo bisogno di salvezza in questo momento storico durante il quale ci sentiamo immersi in una crisi di valori senza precedenti che tutti ci divora e disorienta.

Ora parli a noi, perché vuoi aiutarci a credere che la morte non tiene prigioniera una vita, che il suo potere si piega alla potenza di una giustizia che risponde all’ingiustizia, che è la morte a morire per una vita più grande: stavi parlando della tua risurrezione, e ora lo dici a noi: sarà così anche per Michelle, sarà così anche per voi. E questo è il frutto che non si vede ancora, come quando tu, Gesù, sei stato calato dalla croce e posto in una tomba, nel pianto di chi ti amava. Anche il sole si era oscurato, la creazione piangeva il suo lutto come ora tutti noi piangiamo questa morte. Rimaneva solo il tuo corpo morto.

Ma poi, per te arrivò il mattino in cui quella grande e pesante pietra che sigillava il tuo sepolcro venne spostata, e non sarebbe stato possibile, ma mani invisibili la sollevarono. Quella pietra assomiglia a tutto quello che oggi ci fa pensare soltanto a una fine senza ritorno, che ci fa sentire insostenibile l’assenza di Michelle, offesa e trafitta la sua bellezza, i suoi sogni dissolti, interrotti i suoi progetti, soffocato il respiro della sua giovinezza.

Possiamo aiutarci a sperare e a credere che quella pietra com’è stata tolta dalla tua tomba verrà tolta dai nostri cuori e impareremo a riconoscerti vivo e insieme a te anche Michelle?
Vorremmo dirlo subito che Michelle non è morta, ma vive. Ma ora noi stiamo di fronte al suo corpo morto, straziato. Questo suo corpo porta i segni del male che l’ha ucciso. E tu Gesù non smettere di raccontare questa parabola che parla di te e di Michelle finché riusciremo a crederci che il frutto verrà, che questa morte non sarà vana. Che da qui, proprio da questa bara sapremo ripartire, sapremo rialzarci, sapremo vivere da risorti camminando in una vita nuova. Oggi, davanti alla bara di Michelle sentiamo il tuo invito a prenderci cura della vita e a rialzarci. Si! È proprio questo che farebbe Gesù: ci aiuterebbe a rialzarci! Direbbe a tutti noi: «rialzatevi imparando a custodire la vita perché è preziosa». Lo direbbe ai ragazzi: «custodite la vita; una volta per tutte dite di no alle droghe, ai crack, alle sostanze. Custodite la vita perché voi siete preziosi». Non smettere Signore di sussurrare ai giovani quanto è importante che si prendano cura della loro vita; che non facciano le cose perché le fanno tutti, che non sprechino la vita dietro mode omicide, che abbiano il coraggio di dire di no agli spacciatori di morte, che voltino le spalle a chi li considera merce di scambio, a chi li svende per un mucchio di denari, a chi li confonde dicendo che sballo è felicità mentre è solo un terribile baratro che inghiotte corpi e coscienze. Lo direbbe a noi adulti: «custodite i ragazzi che non sono solo il futuro ma sono il presente di ogni società, custodite i loro sogni, la loro bellezza, la loro generosità. Lo direbbe ai genitori: custodite i vostri figli. Accompagnateli nella difficile sfida educativa». Lo direbbe alla chiesa: «custodite i giovani, andateli a cercare dove vivono, dove si divertono, dove passano il tempo. Non li aspettate in chiesa, uscite, cercateli, state con loro, amateli». Lo direbbe ai politici: «custodite i giovani creando per loro opportunità di sviluppo integrale, prospettive vere di impegno e di lavoro, progetti di società in cui loro siano davvero protagonisti». I giovani vi chiedono centri di socializzazione tutti per loro, ambienti più sicuri, luoghi più accoglienti, L’appello di Gesù sarebbe soprattutto rivolto in questa circostanza alle agenzie educative: «custodite i ragazzi, non stancatevi di accompagnarli nel processo di maturazione umana, per favore parlate dei Valori! Solidarietà, giustizia, bene comune, rispetto della vita, rispetto del creato… testimoniandoli voi per primi».

Lo ripetiamo nella preghiera del Padre nostro e te lo ripetiamo oggi con forza: liberaci dal male. Signore, anche tu hai chiesto al Padre di essere liberato dal male quando avvertivi che la tua ora si avvicinava e quella parabola si stava realizzando. E forse, come noi, avrai avuto il pensiero che sarebbe stata solo la morte a vincere, e con lei il male che l’avrebbe provocata. Ma poi, avrai chiuso gli occhi, entrando nel buio del mistero per tenerci anche così la mano, compagno delle nostre notti oscure, e sostenerci a sperare. La speranza che questo frutto possa vedersi ed essere colto.
E in questa nostra ora oscura, quale può essere il frutto per cui sperare?

Quello che è successo parla di un mondo guasto, che brucia la giovinezza, che insegue illusioni, che non conosce più quanto preziosa sia una vita. Può avvenire che si banalizzi la vita così da trascinare nella banalità anche il male, che noi abbiamo il dovere di distinguere ed estirpare.

Il nostro dolore ora diventa una denuncia, ma deve tradursi anche in cambiamento. Eccolo il frutto, che questa morte non sia sprecata e che diventi il segno di una necessità, quella di cambiare insieme questo nostro mondo, perché non si arrivi mai a combinare eventi che travolgano l’esistenza, che sacrifichino la giovinezza sprecandola, che uccidano la vita. Il nostro dolore, nel suo impasto di rabbia e disperazione, deve trasformarsi in concime di speranza per una vita diversa, costruendo tutti una società dove queste cose non avvengano più, perché diventi il frutto di una vita nuova.

Insieme innalziamo la nostra preghiera in suffragio di Michelle. La ricordiamo come una ragazza solare e bella. Porteremo nel cuore il suo sorriso e la sua voglia di vita. Ma soprattutto ci impegneremo perché quanto accaduto ci renda persone migliori, amici del bene, attraverso dei “no” convinti al male in tutte le sue forme e dei “si” responsabili a tutto ciò che rende la vita più bella.

Signore Gesù, aiutaci. Non fare mancare la pace ai genitori di Michelle, alla sua famiglia, al suo fidanzato, ai suoi tanti amici di Primavalle, e a tutti noi. Aiutaci a rialzarci, a credere nella risurrezione, a portare amore in ciò che facciamo, ad essere sempre strumenti di vita e mai di morte. Addio Michelle, A Dio ti affidiamo. Oggi e sempre. Amen

5 luglio 2023

E’ entrato nella luce della Risurrezione Lucio, papà di don Bortolotti

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Valerio Bortolotti,
Parroco della Parrocchia Santa Maria Immacolata a Grottarossa e
Cappellano presso l’Azienda ospedaliero-universitaria S. Andrea,
per la morte del suo caro papà

Lucio
di anni 93

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Lucio
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno sabato 1° luglio, alle ore 10.00,
presso la Parrocchia Santa Maria Immacolata a Grottarossa
(Via Flaminia, 994)

Casal Bertone, in preghiera per la ragazza scomparsa

La chiesa di Santa Maria Consolatrice (foto DiocesiDiRoma/Gennari)

Potrebbe essere di Andreea Rabciuc il corpo ritrovato in un parco in via Ettore Fieramosca, nei giorni scorsi. E mentre le indagini proseguono, la comunità di Casal Bertone si stringe in preghiera: ieri sera, martedì 4 luglio, alle 21, si è tenuto un momento di raccoglimento davanti al parco e sono stati deposti dei fiori sulla cancellata.

«Nei giorni scorsi, in concomitanza con l’evento tragico di Primavalle, è stato ritrovato questo scheletro nel parco di via Ettore Fieramosca, dove stavano facendo dei lavori di bonifica, tagliando le sterpaglie», racconta il parroco di Santa Maria Consolatrice don Luigi Lani. Il parco, seppure privato e chiuso, si trova nel territorio parrocchiale. «Uno scavatore ha tirato fuori questo corpo che aveva una catenina al collo e pare che sia il corpo di una ragazza di 28 anni scomparsa già da un anno e mezzo dalle Marche – prosegue il sacerdote –. Allora, con alcune associazioni del quartiere e con il consiglio pastorale abbiamo pensato di organizzare un momento di preghiera. Nella zona, siamo rimasti attoniti… passiamo davanti al parco ogni giorno. Così ieri sera ci siamo ritrovati alle 21 per un momento di preghiera martedì sera, con le diverse anime del quartiere. C’era anche il centro anziani di Casal Bertone, c’erano alcuni esponenti del Municipio. Abbiamo sostato in silenzio, in raccoglimento. Poi abbiamo recitato il Padre Nostro e deposto dei fiori sulla cancellata».

«Troppe donne… giovani e meno giovani vengono uccise – dice monsignor Lani – e poi i loro corpi senza vita vengono e oltraggiati vengono gettati via come rifiuti. È vergognoso e assurdo! C’è un’emergenza morale ed educativa che ci coinvolge tutti. Nessuno può dire “io non c’entro nulla!” La cultura della vita e della sua difesa è ormai sparita dai nostri valori. Bisogna tornare a parlare di vita buona e bella… a difendere la vita umana… a ricordarsi che una donna è sacra perché dona vita e la vita non può essere uccisa… mai!»

5 luglio 2023

Terremoto in Turchia e Siria, inviati dalla diocesi oltre 250mila euro

Foto di Caritas Italiana

Le parrocchie della diocesi di Roma hanno raccolto 207.785 euro per sostenere gli aiuti alle popolazioni di Turchia e Siria a seguito del terremoto dello scorso 6 febbraio. La somma, informa la Caritas diocesana, è stata invitata dalla diocesi a Caritas Italiana che coordina gli aiuti in Anatolia e in Siria.

La colletta era stata proposta dalla Conferenza episcopale italiana per domenica 26 febbraio come “segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni terremotate”.

Altri 50 mila euro erano stati inviati il 10 febbraio scorso dalla diocesi di Roma, dal fondo emergenze internazionali, al cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, come “segno immediato di solidarietà per contribuire agli aiuti immediati alle popolazioni così duramente colpite”.

5 giugno 2023

I sacerdoti della diocesi in Val di Fassa con il cardinale De Donatis

Sarà ancora una volta la località di Soraga, in Val di Fassa, a ospitare nei prossimi giorni il tradizionale viaggio estivo in montagna del cardinale vicario Angelo De Donatis con i sacerdoti della diocesi di Roma, promosso dal Servizio diocesano per la formazione permanente del clero.

Il primo gruppo, composto principalmente dai presbiteri che festeggiano il decimo, il ventesimo o il trentesimo anno di ordinazione, partirà domenica e si tratterrà fino a sabato 15 luglio. Dal 16 al 21 luglio saranno in Trentino, invece, soprattutto i parroci che hanno ricevuto la prima nomina nel 2022, ma anche i sacerdoti incardinati di recente a Roma. Ad accompagnare i due gruppi anche diversi vescovi ausiliari della diocesi: monsignor Benoni Ambarus, monsignor Guerino Di Tora, monsignor Dario Gervasi, monsignor Paolo Ricciardi.

I partecipanti alloggeranno presso la casa di spiritualità La Lum dei Roisc, appartenente all’Associazione mariana Figli della Luce. Non c’è un programma dettagliato della settimana, ma le giornate saranno scandite da preghiera e passeggiate nella natura. Probabilmente non mancherà, come negli anni passati, una visita a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, in Veneto, località dove il 17 ottobre 1912 nacque Papa Giovanni Paolo I.

Sarà «un tempo da vivere insieme per ringraziare il Signore per il dono del ministero – scrive il cardinale De Donatis nella lettera di invito ai sacerdoti – e per un confronto sul nostro lavoro così come sul cammino sinodale della diocesi. Saranno anche giorni di riposo nello splendido ambiente delle valli con diverse opportunità di escursioni a piedi». Ancora, il cardinale definisce il viaggio in Val di Fassa «uno spazio prezioso di inserimento nella vita del nostro presbiterio», «un tempo di fraternità e di confronto».

4 luglio 2023

Le esequie di Michelle Maria Causo saranno presiedute dal vescovo Baldo Reina

Questa sera, lunedì 3 luglio, in preparazione alla fiaccolata organizzata dalla scuola che frequentava Michelle Maria Causo, in tutte le parrocchie della prefettura di Primavalle verranno celebrate Sante Messe in suffragio per la ragazza uccisa brutalmente mercoledì scorso. Le celebrazioni eucaristiche saranno seguite alle 18.45 dallo scampanio pasquale da tutti i campanili per esprimere un cordoglio che nella preghiera manifesta la forza della risurrezione, la vittoria della vita e del bene sulla morte e sul peccato. L’intento è quello di rendere spiritualmente partecipi tutte le comunità cristiane della prefettura in vista delle esequie che si terranno mercoledì alle ore 11 presso la parrocchia di Santa Maria della Presentazione, in via di Torrevecchia 1104. La celebrazione verrà presieduta da monsignor Baldo Reina, vescovo ausiliare del settore Ovest della diocesi di Roma.

3 luglio 2023

Santi Vitale e compagni martiri, le cresime degli adulti da tutta Roma

«Quanto è importante che l’uomo nel viaggio della sua vita abbia bisogno di un sostegno; quanto è importante che l’uomo nel viaggio della sua vita non cammini da solo, ma si senta confortato, incitato a proseguire il percorso, convinto che qualcuno si sta prendendo cura di lui. La Chiesa, sente vivo, attraverso il dono della confermazione questo atteggiamento; la Chiesa conoscendo la debolezza, la fatica di ogni essere umano, sprona ogni essere, ad aprire le porte del proprio io e far entrare l’amore». È proprio quello che è stato vissuto nel rito sacramentale della confermazione il 1° luglio, nella basilica parrocchiale di San Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio.

«Dopo un anno pastorale arricchito con ben cinque corsi di un cammino di intensa preparazione, si sono accostati al sacramento della confermazione giovani adulti provenienti da tutte le parrocchie di Roma», racconta don Elio Lops, che ha accolto con piacere questa vocazione per la diocesi di Roma, appena arrivato come parroco anche in piena pandemia. Aiutato da monsignor Paolo Braida ha sostenuto i parroci di Roma nell’accogliere e formare in questi anni, centinaia di giovani adulti desiderosi di completare il proprio cammino di iniziazione cristiana.

Le celebrazioni presiedute in modo particolare dal vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia che si è reso disponibile, hanno «marcato l’importanza di non sentirsi soli, ma come la musica che armonizza l’anima – spiega il parroco –, così la confermazione dona la sicurezza che è Dio a farsi carico delle debolezze umane. Dio stesso coadiuva l’uomo affiancandolo in ogni sua azione, questo rende l’individuo più forte dinamico ed attento. La cresima vuol dire unzione perché si viene unti con Cristo che è l’unto del Padre. La gioia viva di queste persone adulte, ricevuto il sacramento della cresima, si è stampata nel volto e nel sorriso di ognuno».

A conclusione, del rito della confermazione, il Laboratorio Internazionale di Canto Romano Antico, che ha accompagnato la celebrazione con un repertorio di musica sacra singolarissimo, ha tenuto un concerto. Le sacre melodie pre-gregoriane, innestate nella cornice suggestiva della basilica paleocristiana, ha fatto sì che si desse senso e costruzione della coscienza liturgica del cristiano. (Massimo Lamonica)

3 luglio 2023

Primavalle, la dichiarazione del vescovo Baldo Reina, ausiliare del settore Ovest della diocesi

Il vescovo Baldo Reina (foto DiocesiDiRoma/Gennari)

«L’omicidio di Primavalle a Roma della giovanissima Michelle Maria Causo ci interpella come Chiesa e come Società Civile.  Non possiamo essere silenti perché quanto è avvenuto è assurdo, inconcepibile, puro scatenamento di una folle violenza e sfrenata distruttività. La ragione va cercata nel persistente degrado della nostra civiltà in cui i giovani sono vittime sacrificali di un sistema alienante, incentrato sull’inaridimento della vita interiore e sulla insubordinazione rispetto alle regole della civile convivenza.

È evidente che il presente in cui vivono immersi è segnato da una crisi valoriale che le giovani generazioni hanno ereditato dagli adulti, sì, quasi fosse una sorta di pendolo che oscilla tra lo stordimento mortifero e il disinteresse per tutto.

Ma allora, se il disagio è soprattutto culturale, non ci sono rimedi a portata di mano, se non un rilancio delle agenzie educative – famiglia, scuola, associazioni, movimenti  e comunità cristiane – in grado di contrastare, attraverso la testimonianza, quella nociva deriva del pensiero, lo stordimento dell’anima e la dilagante ignavia che non danno gioia alcuna.

Quando si arriva ad uccidere è evidente l’incapacità, da parte di chi commette l’efferato crimine, di cogliere il valore inestimabile della vita. E se a farlo è un giovane ai danni di una sua coetanea, siamo tutti chiamati in causa per  aver fatto troppo poco o addirittura essere stati latitanti nell’affermare la forza dell’amore, unico antidoto contro gli oscuri presagi del nostro tempo. E se poi di giustizia vogliamo parlare, essa si potrà ottenere nella misura in cui sapremo sanare ciò che è davvero malato: il cuore della persona umana, indipendentemente dall’età anagrafica. Perché nessuno può dire io non c’entro!

La speranza, dunque, è quella di un cambiamento negli stili di vita e nel significato stesso da attribuire all’esistenza umana. Come Diocesi di Roma ci stringiamo nella preghiera attorno ai familiari di Michelle Maria, soprattutto alla cara mamma, esprimendo le nostre più sincere condoglianze per l’immenso dolore che li ha colpiti».

29 giugno 2023

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