29 Agosto 2025

A Santa Maria in Trastevere la Messa per i tanti morti in strada

Jan, Mohammed, Davide, Stanislaw, Adrian, Laurentiu, Nereo, Cronel, Nicu, Alexander. E due persone che non sono state identificate. Grande commozione per la lista di nomi, risuonati ieri mattina (domenica 3 febbraio 2019) in una basilica di Santa Maria in Trastevere stracolma di gente: «Nomi luminosi che oggi non sono dimenticati, in questa liturgia, ma che ci invitano a costruire una città più umana, che non sia matrigna nei confronti di chi è più fragile», ha detto il parroco don Marco Gnavi durante l’omelia, mentre per ogni nome veniva accesa un candela, in un clima di grande ascolto. Tanti i senza dimora presenti insieme agli altrettanto numerosi volontari loro amici, accorsi per la celebrazione che ogni anno viene promossa dalla Comunità di Sant’Egidio per ricordare Modesta Valenti, morta alla stazione Termini perché non venne soccorsa da chi la riteneva sporca. Da allora, 36 anni fa, fino ad oggi la lista di chi è morto sulla strada è diventata molto lunga: sono stati ricordati tutti, uno per uno, perché dietro ad ognuno c’è una storia e la conoscenza di chi li ha aiutati fino all’ultimo.

La celebrazione di Santa Maria in Trastevere è stata solo la prima fra le tante previste nelle prossime settimane in altri quartieri della Capitale e in diverse città italiane. Maggiori informazioni su www.santegidio.org

4 febbraio 2019

A Santa Maria in Trastevere il ricordo di Modesta Valenti

Foto Sant'Egidio

Ieri, domenica 30 gennaio, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, volontari della Comunità di Sant’Egidio e senza fissa dimora, insieme, si sono raccolti attorno alla memoria di Modesta Valenti, la donna che morì 39 anni fa alla stazione Termini perché, essendo sporca, l’ambulanza si rifiutò di portarla in ospedale. Insieme al suo, sono stati letti i nomi di alcune fra le tante persone che da allora sono morte in strada a Roma, fino a quelle di questo ultimo inverno. In ricordo di ognuno di loro sono state accese candele davanti all’icona dipinta in onore di Modesta.

«Gesù, respinto a Nazareth dai suoi concittadini – ha detto don Vittorio Ianari nell’omelia – si ritrovò per strada provando lo stesso rifiuto e la stessa emarginazione vissuta da Modesta, ma lottò perché quella esclusione non fosse l’ultima parola». La strada che non può essere una condanna. Lo dimostrano i tanti ex senza fissa dimora aiutati ad uscirne, circa 300, solo a Roma, coloro che hanno trovato un tetto nelle convivenze e nei rifugi notturni aperti da Sant’Egidio negli ultimi anni.

In questo inverno, segnato ancora dai gravi effetti della pandemia, dalla celebrazione di Trastevere parte un nuovo appello contro l’indifferenza – rivolto a tutti i cittadini e alle istituzioni – e per trovare soluzioni alloggiative. Una mobilitazione che continuerà nelle prossime settimane, non solo a Roma ma anche in diverse città italiane, dove verranno celebrate altre liturgie in memoria di Modesta.

31 gennaio 2022

A Santa Maria in Portico la veglia per la pace di Ac

Gennaio è il mese dedicato alla pace e l’Azione cattolica diocesana torna a proporre la tradizione veglia di preghiera per la pace. “Mattone su mattone” è il titolo dell’appuntamento, che si terrà nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, sabato 22 gennaio alle 20.45.

«Abbiamo pensato di chiamarla così – spiegano dall’Ac – perché il Papa, nel suo Messaggio per giornata mondiale della Pace, individua tre strade per la costruzione di una Pace duratura: il dialogo tra le generazioni, il lavoro e l’istruzione».

Al momento di preghiera interverranno Aboubakar Soumahoro, sindacalista dei braccianti contro il caporalato e fondatore del Movimento degli Invisibili, che porterà la sua testimonianza di vita e di impegno per gli ultimi nel lavoro; e Fatema Qasim, giovane attivista afgana per i diritti delle donne, che racconterà cosa significa aver perso all’improvviso il diritto allo studio per colpa dei talebani.

Il giorno prima, venerdì 21, l’Ac nazionale propone invece un Seminario dell’Istituto di Diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, che avrà luogo dalle 16 alla Pontificia Università Lateranense, e che sarà possibile seguire in diretta sul canale YouTube dell’Azione Cattolica Italiana.

14 gennaio 2022

A Santa Maria in Portico il presidio solidale delle Acli

Il vescovo ausiliare Daniele Libanori

«Quali sono i gesti con i quali accompagnare una profezia che necessariamente si fa denuncia, si fa indicazione profetica del destino dell’uomo? Io credo che questi segni siano quelli della comunione, declinata in tutte le sue forme: nella solidarietà materiale, laddove ci sono delle esigenze alle quali rispondere senza indugio, ma anche soprattutto la carità di concorrere a un pensiero comune per maturare nuove e diverse convinzioni». Lo ha detto questa mattina (venerdì primo maggio) il vescovo ausiliare del settore Centro monsignor Daniele Libanori, che ha presieduto la Messa per i lavoratori nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, concelebrata dal parroco padre Davide Carbonaro e dall’incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale della diocesi di Roma, don Francesco Pesce. Al termine della celebrazione – organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e dalle Acli provinciali di Roma – è stato inaugurato presso la parrocchia un presidio solidale delle Acli, dove raccogliere aiuti alimentari per aiutare tante famiglie in difficoltà, in questo periodo di emergenza economica oltre che sanitaria.

«In occasione della Festa dei lavoratori, le Acli di Roma rivolgono un pensiero colmo di gratitudine a tutti quei lavoratori che con coraggio e abnegazione si stanno prendendo cura del nostro Paese – ha detto la presidente delle Acli di Roma Lidia Borzì –. Ma questo primo maggio non ha il sapere della festa. Sentiamo forte il grido di dolore di chi il lavoro l’ha perso a causa di questa emergenza, avendo sempre fatto i conti con il precariato e le basse tutele e ora si trova fuori dalle misure di sostegno previste; ma pensiamo anche ai lavoratori autonomi e agli artigiani che a causa del coronavirus rischiano di non poter più aprire la saracinesca delle proprie attività. Un grido a cui non possiamo essere sordi».

1 maggio 2020

A Santa Maria in Campitelli incontro di dialogo interreligioso

Sono esponenti di rilevo delle tre grandi religioni monoteiste i relatori del dialogo interreligioso sul “Silenzio di Dio”, in programma a Santa Maria in Campitelli il prossimo 5 ottobre alle ore 18.30, in occasione della presentazione dell’omonimo volume, scritto da monsignor Samuele Sangalli e pubblicato da Rubbettino.

Interverranno padre Davide Carbonaro, parroco e segretario del Centro Studi OMD; Francesca Corrao, rappresentante del rettore della Luiss Guido Carli; Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro Studi interreligiosi della Gregoriana; Abdellah Redouane, segretario generale del Centro Culturale Islamico d’Italia; rav Benedetto Carucci Viterbi, preside delle Scuole Ebraiche di Roma; il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi; monsignor Samuele Sangalli, presidente della Fondazione Sinderesi.

La parrocchia è un luogo significativo per il dialogo interreligioso: situata vicino alla Sinagoga, conserva i preziosi manoscritti del Corano raccolti nel XVII sec. dal grande islamista Ludovico Marracci, sacerdote dei Chierici regolari della Madre di Dio e primo traduttore del testo coranico in latino. Alcuni esemplari dell’Archivio Storico OMD saranno eccezionalmente esposti per questa occasione. L’evento, organizzato da Luiss Guido Carli, Fondazione Sinderesi e Centro Studi OMD è patrocinato dalla Pontificia Università Gregoriana e dal Teresianum, insieme alla Comunità Ebraica di Roma e al Centro Culturale Islamico d’Italia presso la grande Moschea di Roma.

Afferma monsignor Sangalli: «Spero che, in questo momento di ripresa dopo la pandemia, la mia riflessione sul significato spirituale del silenzio di Dio, condivisa da qualificati esponenti dei tre monoteismi, favorisca una più matura interiorizzazione dell’esperienza vissuta e indirizzi sul modello di convivenza umana che ci accingiamo a ridisegnare».

29 settembre 2021

A Santa Maria in Campitelli il mariologo Roggio

«All’inizio del nuovo anno liturgico è la Vergine Maria ad aprire la strada all’incontro con Cristo. L’Avvento è celebrazione della memoria storica della prima venuta del Signore e instancabile attesa del suo ritorno alla fine dei tempi, quando egli verrà con i suoi santi e con Maria, la Tutta Santa». A spiegarlo è padre Davide Carbonaro, parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli, che annuncia così l’iniziativa promossa dal Centro Studi dell’Ordine della Madre di Dio e della parrocchia del centro storico. In occasione del 70 anniversario della proclamazione del dogma dell’Assunzione (1 novembre 1950), presentano infatti: “Maria icona nascosta dell’Avvento”. Il tema sarà trattato dal mariologo padre Gian Matteo Roggio, giovedì 3 dicembre ore 19 presso la Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Campitelli. Al termine della presentazione, l’ensemble della Cappella Musicale di Campitelli eseguirà alcune musiche tratte dal Cantico dei Cantici di Pierluigi da Palestrina. Per le disposizioni ministeriali la presenza sarà contingentata; l’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul canale Facebook della parrocchia @porticocampitelli.

1 dicembre 2020

A Santa Maria in Aquiro la festa della Madonna di Lourdes

La festa liturgica di Nostra Signora di Lourdes segna un momento importante per la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Aquiro, dove è custodito il primo quadro della Madonna di Lourdes esposto in Italia alla venerazione dei fedeli. Dal 2 al 10 febbraio, nella celebrazione delle 18, si svolge la novena che, secondo gli orientamenti del parroco, padre Augusto Bussi Roncalini, ha l’obiettivo di rinnovare nei partecipanti la gioia evangelica della conversione e le energie della speranza e della carità.

L’11 febbraio, oltre la possibilità offerta ai fedeli di venerare la Madre del Signore in tutte le ore della giornata, sono previsti i seguenti momenti significativi: alle 11 la celebrazione eucaristica parrocchiale; alle 16 la liturgia per gli ammalati con l’unzione degli infermi e alle 18.30 la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Amato, titolare della diaconia di Santa Maria in Aquiro.

30 gennaio 2019

A Santa Maria delle Grazie un anno di incontri per mettersi in ascolto

La comunità di Santa Maria delle Grazie al Trionfale si mette “in ascolto del grido della città” – secondo le indicazioni per l’anno pastorale 2019 e 2020 – e lo fa proponendo tre cicli di incontri chiamati “Una famiglia di famiglie”. La prima serie riguarda l’arte dell’ascolto e si chiama “In ascolto del grido di Dio”; si tratta di cinque appuntamenti con don Fabio Rosini, direttore del Servizio diocesano per le vocazioni e ideatore del percorso sui Dieci Comandamenti, in programma tra dicembre e marzo, alle ore 19.30.

“Incontri in famiglia sul lessico amoroso” è la seconda serie di incontri, da novembre ad aprile, che vedranno intervenire relatori quali Sergio Stagnitta, psicologo e psicoterapeuta, l’attore Giovanni Scifoni, il presidente del Forum delle associazioni familiari Gianluigi De Palo, per citarne alcuni.

Infine, cinque incontri di scuola politica, su temi sociali e di attualità, da novembre a marzo. Si parlerà di temi quali “Custodire il creato”, l’8 novembre con padre Augusto Zampini, del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano, e Alessandro Travaglini, dell’Università di Tor Vergata; “Migranti tra diritti e doveri”, il 6 dicembre con padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, e Yvan Sagnet, fondatore NoCap; “Miracolo a Milano?”, il 17 gennaio con il vicesindaco Anna Scavuzzo; “Roma: malata curabile?”, il 7 febbraio con Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, e Roberto Corbella, segretario generale dell’Associazione Per Roma; “Quando la democrazie è a rischio”, il 6 marzo con padre Francesco Occhetta, scrittore de La Civiltà Cattolica.

11 novembre 2019

A Santa Maria dell’Orto la “candelora dei fiumaroli”

Domenica 2 febbraio si rinnova una cerimonia che si risale al Cinquecento, e si perpetua fino ai giorni nostri grazie all’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, il più antico sodalizio mariano ancora attivo a Roma. Nella chiesa di via Anicia 10, infatti, si tiene la cosiddetta “candelora dei fiumaroli”, che vive il suo il suo momento più toccante nella “Benedizione delle Candele” (De Benedictione Candelarum) e nella “Distribuzione dei Ceri Benedetti” ai fedeli (De Distributione Candelarum).

Nella Messa delle 11 il rettore della chiesa trasteverina, don Michele Caiafa, consegnerà infatti i ceri benedetti ai rappresentanti della Regione, di Roma e dei Comuni rivieraschi fino a Fiumicino, delle Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto, le Polizie Locali, le Federazioni sportive, i Circoli remieri, l’Autorità di Bacino, le Associazioni sportive, di protezione civile, culturali e promozione, delle Aziende e di tutti coloro che vivono e amano il fiume Tevere. I confratelli, intanto, distribuiranno ai fedeli le tradizionali candeline votive da riportare e conservare in casa, per accenderle in caso di pericolo e malattia.

«Sono passati quaranta giorni dal Natale e con la Candelora si chiude il periodo delle celebrazioni natalizie ed inizia il cammino di luce verso la Pasqua – osserva don Caiafa –. Ieri era un rito di protezione e propiziatorio per gli equipaggi delle imbarcazioni che navigavano sul Tevere e in mare nel caso di burrasca e di temporali, oggi, ancora di più un momento di fede e di speranza. Comunione e unione per tutti coloro che vivono quotidianamente il fiume per lavoro, sport, passione ed impegno istituzionale. Una luce che rischiara le tenebre dell’errore, della paura e delle angosce che spesso viviamo, mentre tutti noi abbiamo sempre più bisogno di speranza, di amore e di luce».

30 gennaio 2020

A Santa Maria dell’Orto la benedizione dei “quaresimali”

«La IV domenica di Quaresima è denominata dalla liturgia “Domenica Laetare” ovvero della letizia e della gioia. È una pausa di sollievo che spezza l’austero e rigoroso cammino penitenziale della quaresima e ci fa pregustare la gioia e la dolcezza della festa pasquale. Nella nostra chiesa, secondo un’antichissima tradizione, la Domenica “laetare” è caratterizzata dalla benedizione e distribuzione dei “quaresimali” che a Roma sono più comunemente conosciuti col nome di maritozzi. Sono dolci non dolci che rompono l’austerità della quaresima ma non danno ancora la pienezza della dolcezza della Pasqua. Un anticipo appena abbozzato di ciò che sarà con la Risurrezione».

A raccontare l’antica tradizione è don Michele Caiafa, rettore della chiesa di Santa Maria dell’Orto, a Trastevere. Qui domenica prossima, 31 marzo, alle ore 11, il vescovo ausiliare del settore Centro e segretario generale del Vicariato monsignor Gianrico Ruzza presiederà la celebrazione eucaristica, con la tradizionale benedizione e distribuzione dei maritozzi.

28 marzo 2019

A Santa Maria Consolatrice una targa in onore di Benedetto XVI e la sua talare in dono

18 dicembre 2005: Papa Benedetto XVI in visita nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice (foto di Cristian Gennari)

«Questa mia visita a Santa Maria Consolatrice, prima parrocchia romana in cui mi reco da quando il Signore ha voluto chiamarmi ad essere Vescovo di Roma, è per me in un senso molto vero e concreto un ritorno a casa. Mi ricordo molto bene di quel 15 ottobre 1977, quando presi possesso di questa mia chiesa titolare (….). Da allora in poi il nostro reciproco legame è divenuto progressivamente più forte, più profondo. Un legame di affetto e di amicizia, che ha realmente riscaldato il mio cuore e lo riscalda anche oggi». Benedetto XVI pronunciò queste parole il 18 dicembre 2005, in occasione della sua prima visita da pontefice a una parrocchia romana. Si trattava di Santa Maria Consolatrice, nella piazza omonima, a Casal Bertone. Già molte volte vi si era recato in precedenza, poiché ne era cardinale titolare. A ricordare questo speciale legame tra la comunità e il Papa emerito, scomparso il 31 dicembre scorso, sarà una targa commemorativa, che verrà scoperta la prossima domenica 19 marzo. A benedirla sarà monsignor Georg Gänswein, al termine della celebrazione che presiederà nella chiesa parrocchiale, alle ore 10. Monsignor Gänswein, in quell’occasione, consegnerà alla parrocchia anche una talare appartenuta a Benedetto XVI.

«La parrocchia ha un legame affettivo e storico con Papa Benedetto – ricorda il parroco don Luigi Lani –. Sia negli anni in cui è stato cardinale titolare che da Papa, ha sempre mantenuto un rapporto di affetto, anche attraverso numerosi doni che ci ha voluto fare, e che presto troveranno spazio in una stanza che allestiremo come una sorta di museo a lui dedicato. Ci sarà senz’altro la talare che ci verrà donata domenica 19 marzo. Nel giorno di san Giuseppe di diversi anni fa fece recapitare anche un cero votivo da accendere a Maria Consolatrice. Inoltre ci ha regalato un bellissimo calice e una pisside, alcuni libri e pregiate pubblicazioni. Un anno, a Natale, donò una somma per la Caritas parrocchiale. Sono piccoli gesti ma segno di una grande attenzione».

Nella stanza allestita a museo verranno esposte anche le numerose foto che già sono in bella mostra nel corridoio della parrocchia, e che ricordano le tante occasioni in cui il cardinale Ratzinger andava a Santa Maria Consolatrice. «Davvero questa era la sua casa romana – sottolinea il parroco –. Con la fortuna di stare a Roma, da cardinale titolare era spesso qui per le cresime, le processioni, la festa patronale. Talvolta veniva semplicemente a cena. Aveva una grande familiarità con questa comunità, che ha sempre ricordato con affetto e nostalgia. Qui tanti parrocchiani, soprattutto quelli tra i 50 e i 60 anni, lo ricordano attraverso vari episodi. A Natale, ad esempio, veniva e portava i dolcetti della Baviera. Quando celebrava, in sacrestia, si fermava sempre a parlare con i ministranti, chiedendo loro come si chiamavano e informandosi su come andavano a scuola. Tante persone hanno del Papa emerito un ricordo vivo, commosso».

Don Lani all’epoca non era parroco a Casal Bertone, ma anche lui ha incontrato Joseph Ratzinger, quando già era Papa emerito. Un dialogo nei Giardini Vaticani, davanti alla Grotta di Lourdes, che il sacerdote rievoca con commozione. «Fu un momento breve ma intenso, durante il quale mi ribadì che sentiva Santa Maria Consolatrice come la sua casa». Tra fine dicembre e inizio gennaio, numerosi sono stati nella comunità i momenti di preghiera dedicati a Benedetto XVI. «Non appena abbiamo appreso la notizia della sua morte, la mattina del 31 dicembre scorso – ricorda don Lani – abbiamo recitato il Rosario. La chiesa era gremita, nonostante fosse un giorno festivo. In occasione dei funerali abbiamo allestito dei maxischermi nel teatro parrocchiale. La presenza di padre Georg è ancora attestazione di affetto e di preghiera nei confronti di Papa Benedetto, per ringraziare dei doni che ci ha fatto e che continua a fare».

15 marzo 2023

A Santa Maria Causae Nostrae Laetitia nasce “Ohana”

Dall’inizio del 2019 presso la parrocchia di Santa Maria Causae Nostrae Laetitia al Villaggio Breda è aperto per tre mattine a settimana Ohana (in lingua hawaiana significa famiglia), uno spazio baby dove possono essere accolti fino a 12 bambini, di età compresa fra 0 e 36 mesi. Lo spazio, finanziato dal progetto 8xmille della Chiesa Cattolica “Un nido per tutti 2” , offre un sostegno a quelle famiglie con bambini molto piccoli, che non riescono, o non possono, accedere agli asili nido comunali.

Nella zona abitano molte famiglie straniere, ma anche italiane, prive dei requisiti per poter fare l’iscrizione al nido comunale (residenza, regolare contratto di lavoro, ecc.) e i posti negli asili nido non coprono comunque il fabbisogno, in una delle zone di Roma dove maggiore è la presenza di bambini in quella fascia di età. Questa situazione costringe spesso le neo mamme, prive di rete familiare, a restare a casa ad occuparsi dei bambini, alimentando così solitudine, isolamento e rallentando il percorso di integrazione e reinserimento lavorativo.

L’accesso allo spazio baby è completamente gratuito e può avvenire sia direttamente che attraverso il centro ascolto stranieri di via delle Zoccolette o i centri di ascolto parrocchiali della zona. Le educatrici dello spazio si occupano dei bambini e delle loro famiglie, ascoltando, orientando e se necessario organizzando incontri a tema. Ad oggi sono stati accolti 5 bambini, tutti di diverse nazionalità (Italia, Senegal, Egitto, Romania): come la piccola S., una bimba senegalese di 5 mesi, la cui mamma, da poco ricongiunta con il marito, non poteva iscriversi ad un corso di italiano perché aveva difficoltà ad inserire la bambina in un nido . O L., un bimbo italiano la cui famiglia si è da poco trasferita a Roma, ed essendo scaduti i termini dell’iscrizione del figlio al nido comunale, ha trovato qui un luogo sicuro per il suo bambino. Ora la mamma può andare a lavorare, essendo lei l’unica fonte di reddito del nucleo.

12 febbraio 2019

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