27 Giugno 2026

La speranza al centro della Giornata per il dialogo ebraico cattolico – Segui la diretta

Rav Riccardo Di Segni (foto diocesidiroma/Gennari)

“Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?” (Ez. 37, 1-14): questo il tema scelto per la 35ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che si celebra il prossimo 17 gennaio. Nella diocesi di Roma, in quella data alle ore 18, è in programma un incontro alla Pontificia Università Gregoriana a cui interverranno rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e padre Philipp Gabriel Renczes, gesuita, decano della Facoltà di Teologia della Gregoriana, già direttore del Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici. A moderare l’incontro sarà monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti. L’incontro si svolgerà in italiano e verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi di Roma.

«In questo momento storico così difficile e complesso – riflette il vescovo Riccardo Lamba, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso – risulta ancor più opportuno parteciparvi, nelle modalità previste. Le relazioni di rav Di Segni e del professor Renczes arricchiranno la nostra coscienza e allo stesso tempo la nostra speranza».

Nei giorni scorsi monsignor Derio Olivero, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei ha chiesto alle comunità diocesane di vivere questo momento tenendo presente «la situazione in Terra Santa e, soprattutto, il barbaro attentato di Hamas del 7 ottobre». In dialogo con l’Assemblea dei Rabbini d’Italia e la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si è deciso che la Giornata mantenesse il tema già stabilito, cioè “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?” (Ez. 37, 1-14), incentrato sulla speranza e scelto dalla Cei e dal Rabbinato d’Italia. L’invito che arriva da monsignor Olivero, in accordo con la Segreteria Generale, è quello di «organizzare le iniziative e le preghiere alla luce di questa nuova attenzione: la speranza contro ogni antisemitismo».

 

13 gennaio 2024

La speranza al centro della 47ª Giornata per la vita

Foto Diocesi di Roma / Gennari

«Siamo tutti chiamati a partecipare a questa “operazione speranza”». È l’appello di monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale familiare della diocesi di Roma, che invita così a partecipare alla Giornata per la vita, in programma questa domenica 2 febbraio, che ha per tema “Trasmettere la vita, speranza per il mondo”. «In tante parrocchie romane – spiega monsignor Manto – ci sarà una diffusa opera di sensibilizzazione sulle attività dei Centri di aiuto alla vita (Cav), che in Italia in cinquant’anni di attività hanno fatto nascere oltre 280mila bambini che altrimenti sarebbero stati abortiti; molte migliaia anche nella nostra diocesi. Diventare consapevoli di questo lavoro, sostenere le attività dei Cav, creare insieme quell’alleanza sociale per la speranza, che il Santo Padre ci chiede nel documento giubilare, è un fatto importante perché tutti dobbiamo sentirci, come Chiesa e come società, partecipi del dono della vita e dell’accoglienza della vita».

«Il messaggio dei vescovi italiani in occasione della 47ª Giornata per la vita – spiega il vicario episcopale nel video messaggio diffuso attraverso i social diocesani – si inserisce pienamente nel cammino giubilare sul tema della speranza. La speranza è un fattore chiave per accogliere la vita, perché se non si ha speranza nel futuro non ch’è neanche il desiderio di generare figli e accogliere la vita. Ma, nello stesso tempo, generare figli e accogliere la vita è un grande fattore di speranza per una società e una visione di futuro».

Invitano a partecipare anche Antonio Ventura, presidente del Movimento per la vita romano, e Francesca Maria Siena, del Coordinamento dei Centro di aiuto alla vita di Roma, che per l’occasione hanno preparato una nota congiunta. «Gli attacchi alla vita umana – si legge nel testo – si concentrano ove la vita umana è più fragile, non solo, dunque, alla vita prenatale, ma anche alla vita terminale, attraverso le continue e ripetute spinte ideologiche ad introdurre in Italia la legalizzazione dell’eutanasia e il suicidio assistito. Le sfide culturali che ci presenta l’attuale contesto mondiale richiedono a tutti noi sempre maggior sinergia e impegno affinché il valore incommensurabile della vita e della dignità umana prevalga sulla cultura dello scarto».

Ma la mobilitazione non si fermerà alla giornata di domenica. I volontari dei 9 Cav di Roma si incontreranno anche il prossimo 23 febbraio al Seminario Romano Maggiore, alle ore 16.30. Al centro del pomeriggio, ci saranno le testimonianze delle volontarie e delle mamme e una riflessione sul futuro dei Cav del vescovo Dario Gervasi, segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita. In apertura, i saluti del vicegerente della diocesi, il vescovo Renato Tarantelli Baccari.

31 gennaio 2025

La speciale Perdonanza a San Giovanni Decollato

Si apre venerdì 22 marzo la Porta della Misericordia nella chiesa romana di San Giovanni Decollato. Sarà l’arcivescovo eletto di Potenza già parroco di Santa Maria in Campitelli padre Davide Carbonaro a compiere questo rito che darà il via a una speciale Perdonanza – concessa dal Pontefice lo scorso marzo 2020 – per tutti i fedeli che nei giorni 22 e 23 marzo dalle ore 12 alle 20 si recheranno in pellegrinaggio singolarmente o a piccoli gruppi presso questa chiesa, sede dell’antica arciconfraternita della Misericordia dei fiorentini, ricevendo così l’indulgenza concessa per i vivi e per i defunti alle condizioni stabilite dalla Chiesa. Il giorno 23 marzo, vigilia della domenica delle Palme, il culmine con la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme: una processione serale partirà dalla chiesa di San Giovanni Decollato e giungerà in quella di Santa Maria della Consolazione ai Fori per la concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Daniele Libanori, ausiliare del settore Centro.

La storia di questa porta nasce lontano nel tempo ma ha tutta l’attualità del nostro oggi: cambiata la società e la storia di quando era stata istituita sul finire del 1400, la Porta è ancora lì a testimoniare che il cammino della misericordia non ha tempo. La Porta della Misericordia nasceva come luogo visibile e memoriale della liberazione dei condannati a morte, «una piaga umanitaria che, tra l’altro, ancora oggi esiste tragicamente nel mondo», afferma il vescovo Libanori. «È una punizione crudele che seppur abolita nella legge o nella pratica da più di due terzi dei Paesi nel mondo – aggiunge padre Carbonaro – vede coinvolti 54 stati. Numeri che fanno riflettere su quanto l’annoso problema sia ancora presente nel mondo contemporaneo». Ma accanto a questo tema c’è anche quello dei tanti condannati a morte nelle guerre: donne, uomini e bambini «che perdono la vita sul “patibolo” costruito da alcuni potenti del mondo che non hanno alcun rispetto della povera gente. Pregheremo, infatti, anche per la pace affinché non ci sia più nessun sangue versato per la guerra». L’arciconfraternita della Misericordia – l’istituzione laica costituita l’8 maggio 1488 per desiderio di alcuni fiorentini residenti a Roma e ufficializzata da papa Innocenzo VIII nell’agosto del 1490 – aveva il compito di assistere i condannati a morte, confortarli e indurli al pentimento.

16 marzo 2024

La solidarietà in circolo: le monete di Fontana di Trevi

Grazie al consolidato accordo tra Roma Capitale e la Diocesi di Roma, i sogni e i desideri affidati dai turisti alle acque della Fontana di Trevi si trasformano ogni anno in risposte concrete per le fasce più fragili della popolazione urbana. Questa relazione offre una sintesi dettagliata del quadriennio 2022-2025, illustrando come la Caritas Diocesana di Roma abbia interamente e capillarmente reinvestito i fondi raccolti — passati da circa 1,43 milioni di euro nel 2022 a un picco di quasi 1,97 milioni nel 2023, per poi assestarsi a 1,86 milioni nel 2025 — per contrastare le vecchie e nuove forme di povertà della Capitale.

Lotta alla povertà alimentare: il pilastro del sostegno essenziale
L’ambito alimentare si conferma la principale e più costante voce di intervento, assorbendo tra il 28% e il 32% delle risorse annue. Questo asse poggia su due pilastri fondamentali:

  • Le Mense Sociali: Nelle storiche Mense sociale “Giovanni Paolo II” a Colle Oppio, “Don Luigi Di Liegro” a Via Marsala e “Gabriele Castiglion” di Ostia sono stati distribuiti volumi imponenti di pasti. Complessivamente, nei quattro anni, sono state incontrate mediamente 12.300 persone ogni anno con un picco di 13.640 nel 2023. I pasti erogati sono stati in media 317 mila ogni anno, con una punta di 321 mila nel 2023. Il servizio è garantito principalmente in convenzione con Roma Capitale e integrato in modo significativo dai fondi di Fontana di Trevi.
  • Gli Empori della Solidarietà: Sei market solidali distribuiti sul territorio offrono un paniere di beni essenziali e dignità alle famiglie. Mediamente accolgono 1.700 nuclei familiari (6.000 persone totali, di cui il 12% minori).

Emergenza solitudine: un fenomeno in drammatica espansione
Il dato sociale più rilevante del quadriennio è l’impennata dei fondi destinati al contrasto delle solitudini e delle fragilità relazionali, passati dal il 7% nel 2022 (€96.150,25) al 23% nel 2025 (€435.565,60). Questo incremento riflette le dinamiche di marginalità sempre più diffuse nella Capitale:

  • La rete dei Centri di Ascolto: vero cuore pulsante della prossimità territoriale, la rete è capillarmente cresciuta da 185 centri attivi a fine 2022 (con 11.223 persone prese in carico) a ben 247 centri a fine 2025, arrivando a tutelare 12.558 persone (corrispondenti a circa 23 mila membri complessivi dei nuclei familiari).
  • Servizi di Prossimità ed Emergenza: Include il Servizio Notturno Itinerante, che vede ogni sera operatori e volontari supportare le persone senza dimora direttamente in strada, potenziando le équipe nei mesi invernali (Emergenza Freddo).
  • Assistenza domiciliare per gli anziani e i malati: nel 2025 è stata inoltre consolidata l’assistenza domiciliare per anziani e persone sole non autosufficienti, prendendo in carico ogni anno una media di 450 persone.
  • Quartieri solidali: un programma di sostegno e promozione sociale per le persone anziane, presente in 14 parrocchie di Roma, che coinvolge 400 anziani nelle attività ricreative e 240 anziani come volontari.
  • Contrasto alle dipendenze e al gioco d’azzardo: un programma strutturato che vede attività di sensibilizzazione, 1.700 gli studenti incontrati ogni anno, un Centro di ascolto dedicato ai malati e ai loro familiari, una rete di supporto per le conseguenze legali e debitorie dovute alla dipendenza.

Povertà sanitaria e polifragilità: risposte cliniche e multidisciplinari
Sono 3.500 i pazienti che ogni anno vengono visitati nei centri sanitari della Caritas diocesana – Poliambulatorio, Centro odontoiatrico, centro farmaceutico, Ambulatorio per vittime di tortura e stress post traumatico – per un totale di 21 mila prestazioni sanitarie.

Vi sono inoltre progetti ad alta specializzazione come Casa Wanda a Villa Glori, un centro diurno che assiste gratuitamente malati di Alzheimer di grado medio e grave attraverso percorsi di stimolazione cognitiva, arte-terapia e supporto psicologico ai familiari. Vi sono inoltre tre case-famiglia per malati di Aids che, nel tempo, si stanno rimodulando concentrandosi sulla “polifragilità”: situazioni complesse in cui il disagio sanitario cronico o psicologico si interseca con la marginalità economica e l’isolamento, richiedendo un’assistenza continuativa e personalizzata.

Povertà Abitativa e percorsi di autonomia
Sono 1.600 le persone che ogni anno trovano un tetto nei Centri di accoglienza promossi dalla Caritas di Roma (Ostelli, Comunità alloggio, Case-famiglia, Centri per rifugiati e protetti internazionali, Centri per donne vittime di violenza).

L’emergenza casa è però complessa, richiedendo risposte sempre più articolate. La risposta all’emergenza casa ha registrato un picco straordinario nel 2023, assorbendo il 25% del totale dei fondi di Fontana di Trevi (€488.818,65) a causa dell’acuirsi della crisi degli sfratti e della precarietà post-pandemica, per poi assestarsi al 13-14% nel biennio 2024-2025. Gli interventi prevedono sussidi diretti (Fondo accompagnamento famiglia, Fondo “Bolletta sospesa”, pagamenti di utenze, affitti e morosità immediate per evitare lo sfratto) e l’accoglienza in alloggi protetti.

Accanto alle 4 strutture di housing sociale storiche (che nel 2022 hanno ospitato 27 adulti e 18 neomaggiorenni ex minori non accompagnati), dal 2024 è nato il progetto di housing sociale “Don Roberto Sardelli”, che gestisce 15 appartamenti accompagnando 47 persone verso una progressiva autonomia lavorativa e abitativa attraverso percorsi di 24-48 mesi.

Povertà educativa e Sostegno all’infanzia e all’adolescenza
Rappresentando una quota stabile tra il 7% e il 12.5% delle risorse offerte dalle “monetine”, questi interventi hanno l’obiettivo di spezzare la trasmissione intergenerazionale della povertà:

  • Prima Infanzia (0-3 anni): I Centri diurni interculturali garantiscono l’accoglienza a bambini che non riescono ad accedere ai nidi pubblici, offrendo alle madri vulnerabili la possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro e sostenendo le competenze genitoriali.
  • Adolescenza e Integrazione: iIl Centro di aggregazione giovanile al Tiburtino III rappresenta un presidio fondamentale in un quartiere periferico complesso. Accoglie 200 ragazzi, offrendo aule studio, una scuola di lingua italiana per minori stranieri, laboratori ricreativi (serigrafia, bijoux, cuoio) e corsi professionalizzanti (pizzeria), accanto a laboratori contro le discriminazioni e campi estivi solidali.
  • Inclusione e lingua: Ogni anno, nella Scuola di Italiano, si formano 400 studenti con una didattica mista – in presenza e online – e l’attivazione di corsi avanzati (B1).

Oneri di gestione
Tali oneri coprono le complesse e indispensabili operazioni logistiche e di sicurezza: il prelievo fisico delle monetine dalla vasca, il trasporto protetto, il lavaggio e la disinfezione, la selezione e la suddivisione per conio, e le commissioni di cambio per le valute estere non-euro gestite tramite operatori specializzati.

La solidarietà della Chiesa di Roma alla popolazione del Malawi

«Sono vicino alle popolazioni del Malawi colpite nei giorni scorsi da un fortissimo ciclone. Prego per i defunti, i feriti, gli sfollati. Il Signore sostenga le famiglie e le comunità più provate da questa calamità». Queste le parole pronunciate da Papa Francesco al termine dell’udienza generale di mercoledì scorso, 15 marzo. Anche il cardinale vicario Angelo De Donatis ha subito espresso solidarietà alla popolazione colpita dalla grave calamità assicurando il ricordo nella preghiera. In questi giorni, infatti, il ciclone Freddy ha causato numerose vittime nel settore sud orientale del continente africano, particolarmente nel Malawi, una delle nazioni più povere dell’Africa australe.

Tramite l’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese, la diocesi di Roma ha stanziato una somma di cinquantamila euro da destinare alla popolazione alluvionata dell’arcidiocesi di Blantyre, città nel sud del Malawi, la più grande del Paese dopo la capitale Lilongwe.

Subito dopo il passaggio del ciclone, l’arcivescovo di Blantyre Thomas Luke Msusa ha scritto una lettera indirizzata a tutto il Popolo di Dio. «Desidero incoraggiare tutti quelli che sono ancora minacciati dal ciclone a cercare rifugio nelle parrocchie più vicine e istituzioni che sono salve. Ricordate, la prevenzione è sempre meglio della cura. (…) Voglio ringraziare tutti coloro che stanno donando cose varie di propria iniziativa. Inoltre lancio un appello affinché sia data maggiore assistenza alle vittime di questo disastro, che sono attualmente in condizioni miserabili. Le persone di buona volontà possono donare semplicemente cose come cibo, coperte, giocattoli per i bambini, acqua, prodotti per l’igiene personale».

Padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio diocesano per la cooperazione missionaria tra le Chiese, osserva: «Il surriscaldamento globale sta causando già da diversi anni danni indicibili, generando fenomeni alluvionali distruttivi o addirittura lunghi periodi di siccità. È importante ricordare che il continente africano contribuisce al global warming con una quota stimata attorno al 4 %, un valore minimale se confrontato con quello dei Paesi industrializzati».

17 marzo 2023

La solennità di Santa Maria in Portico

Festeggiamenti in sicurezza per la solennità di Santa Maria in Portico, nella chiesa a lei intitolata nel centro di Roma, come informa il parroco padre Davide Carbonaro.

Si comincia giovedì 16 luglio, alle ore 21, con la recita del Santo Rosario in piazza Campitelli. Si prosegue venerdì 17 luglio alle ore 18.30 con la Messa presieduta da monsignor Pierangelo Pedretti, prelato segretario generale del Vicariato di Roma. Al termine ci sarà la benedizione della città con l’icona. Anima la Cappella musicale di Santa Maria in Campitelli.

Le celebrazioni saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook della parrocchia.

13 luglio 2020

La solennità di Santa Cecilia

In occasione della solennità di santa Cecilia, sono diverse le iniziative previste nella basilica di Trastevere intitolata alla patrona della musica. Innanzitutto, domenica 16 novembre, alle ore 17, è in programma un concerto d’organo di Luigi Pastoressa, durante il quale verranno proposti brani di Bach, Vivaldi e Vierne. Ingresso libero e gratuito. Ancora, venerdì 21, alle 19, verranno celebrati i Primi Vespri; il giorno seguente, sabato 22 saranno diversi i momenti di preghiera e le celebrazioni fino ad arrivare, alle 18.30, alla Messa presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, titolare della basilica. La liturgia sarà animata dalla Cappella Sistina, con la promessa dei Pueri Cantores e l’omaggio del Comune di Roma.

11 novembre 2025

La solennità della Natività di San Giovanni Battista

Foto Gennari

Martedì 24 giugno, alle ore 19, il cardinale vicario Baldo Reina presiederà la Messa nella basilica lateranense in occasione della solennità della Natività di San Giovanni Battista.

Durante la celebrazione verranno presentati i nuovi parroci e viceparroci, delle comunità che vedranno un cambio nel presbiterio.

I sacerdoti che desiderano concelebrare devono portare camice e stola.

Sarà possibile parcheggiare nella piazza dell’obelisco.

20 giugno 2024

La solennità della natività di San Giovanni Battista

Mercoledì 24 giugno, solennità della natività di san Giovanni Battista, il cardinale vicario Baldassare Reina presiederà, alle ore 17.30, la celebrazione eucaristica nella basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di una festa speciale per la cattedrale di Roma, poiché il Battista ne è copatrono. Il nome completo è infatti arcibasilica papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. La celebrazione offrirà anche l’occasione per ringraziare il Signore per il dono del ministero sacerdotale e della testimonianza luminosa di vita del cardinale Camillo Ruini, vicario emerito della diocesi di Roma, che martedì scorso, all’età di 95 anni, è tornato alla Casa del Padre.

Durante la Messa di mercoledì prossimo, inoltre, ci sarà modo di accompagnare con la preghiera i nuovi parroci e i viceparroci che inizieranno a svolgere il loro ministero nelle parrocchie loro affidate. Verranno ricordati anche quanti festeggiano il primo e il decimo anniversario di sacerdozio, e coloro per i quali ricorrono i giubilei sacerdotali, cioè i 25, i 50 e i 60 anni di sacerdozio: al termine della celebrazione riceveranno una preghiera di benedizione.

La liturgia sarà animata dal Coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina e sarà trasmessa in streaming sul canale YouTube della diocesi di Roma.

21 giugno 2026

La solennità dell’Immacolata: l’omaggio del Papa

Tradizione e devozione si fondono nell’omaggio all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, in occasione della solennità che si celebra l’8 dicembre. Per tutta la giornata di lunedì 8, come di consueto, gruppi e singoli fedeli porteranno il proprio omaggio al monumento dedicato all’Immacolata, in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. Come da tradizione, i primi saranno i Vigili del fuoco, in onore dei 220 colleghi che l’8 dicembre del 1857 inaugurarono l’opera: alle 7 saliranno fino in cima per deporre la propria ghirlanda di fiori sul braccio della Vergine. Quest’anno, per la prima volta, ci sarà anche Papa Leone XIV. Arriverà a piazza di Spagna attorno alle 16 e sarà accolto dal vicario generale di Sua Santità, il cardinale Baldo Reina, e dal sindaco Roberto Gualtieri; sosterà in preghiera davanti al monumento e lascerà una ghirlanda di fiori.

Prima del Santo Padre, saranno numerosi i gruppi e le personalità che lasceranno serti floreali ai piedi della colonna alta 12 metri, progettata dall’architetto Luigi Poletti, sulla cui sommità svetta la statua in bronzo realizzata dallo scultore Giuseppe Obici. Alle 8.30 interverrà il Corpo della Gendarmeria Vaticana, con la banda che eseguirà un inno alla Madonna; poi la parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte, il Sovrano Ordine di Malta, la Legio Mariae, il Circolo S. Pietro, la Fondazione Don Gnocchi, l’Unitlasi, diversi istituti scolastici… Alle ore 9, nella chiesa di Trinità dei Monti, ci sarà la Messa, presieduta da monsignor Francesco Pesce, incaricato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, con i lavoratori delle aziende romane più importanti, comprese le comunali e municipalizzate, che si recheranno poi a portare il proprio omaggio alla statua mariana.

Ad animare la giornata ci saranno i Frati Minori Conventuali della vicina parrocchia dei Santi XII Apostoli. Nella basilica, tra l’altro, si tiene la più antica novena all’Immacolata di Roma: dal 29 novembre fino al 7 dicembre, ogni giorno, è prevista alle 17.45 la recita del Rosario e il canto delle litanie; poi, alle 18.30, la Messa presieduta da un cardinale con il canto del “Tota Pulchra”, composto proprio da un frate minore conventuale, padre Alessandro Borroni (Senigallia 1820 – Assisi 1896).

«Ogni anno, nella nostra basilica dei Santi XII Apostoli, celebriamo la novena e la solennità dell’Immacolata Concezione: un tempo di grazia che illumina il cammino dell’Avvento, nella dolce attesa dell’incontro con Gesù, Salvatore del mondo», ricorda padre Francesco Celestino, parroco della basilica. «I francescani nutrono un affetto particolare verso l’Immacolata – sottolinea il sacerdote –. Basti pensare ai tanti santi che hanno amato profondamente Maria: san Francesco, sant’Antonio di Padova, beato Giovanni Duns Scoto, san Bonaventura, san Francesco Antonio Fasani, san Massimiliano Kolbe. Fu proprio un francescano, Papa Sisto IV, nel 1477, a concedere la licenza di celebrare solennemente la festa dell’8 dicembre, gettando i primi semi dell’attuale novena. Egli diffuse ampiamente la devozione all’Immacolata ben prima della proclamazione del dogma da parte di Pio IX nel 1854».

Oggi la Messa ai Santi XII Apostoli sarà celebrata dal cardinale Angel Fernandez Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, nonché legato pontificio per le basiliche papali di Assisi. Giovedì 4 è atteso il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali; venerdì 5 dicembre presiederà la liturgia il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore. Infine, sabato 6, presiederà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi; domenica 7 il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. Lunedì 8 la solenne celebrazione eucaristica sarà guidata dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto emerito del Dicastero per le Chiese orientali.

3 dicembre 2025

La solennità dell’Immacolata: l’omaggio del Papa a piazza di Spagna

Giovedì 8 dicembre si celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. In occasione della ricorrenza, per tutto il giorno la cittadinanza romana porterà il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. Come tradizione, i primi saranno i Vigili del fuoco, in onore dei 220 colleghi che l’8 dicembre del 1857 inaugurarono il monumento: alle 7 saliranno fino in cima per deporre la propria ghirlanda di fiori sul braccio della Vergine. Quest’anno parteciperà al tradizionale omaggio anche Papa Francesco, il cui arrivo a piazza di Spagna è previsto per le ore 16. Sarà accolto dal cardinale vicario Angelo De Donatis e dalle autorità civili; pregherà davanti al monumento dedicato alla Madonna e lascerà dei fiori alla sua base. Riprende così una consuetudine iniziata nel 1953 con Pio XII, ma interrotta negli ultimi due anni a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia.

Prima del Santo Padre saranno numerosi i gruppi e le personalità che lasceranno serti floreali ai piedi della colonna alta 12 metri progettata dall’architetto Luigi Poletti, sulla cui sommità svetta la statua mariana in bronzo realizzata dallo scultore Giuseppe Obici. Tra gli altri, alle 9.30 è previsto l’omaggio del Corpo della Gendarmeria Vaticana, con la banda musicale che eseguirà un inno alla Madonna; alle 10.30, poi, il grande corteo dei lavoratori delle aziende romane più importanti, tra cui le comunali e municipalizzate.

Fin dalle 6 e per tutta la giornata, i Frati Minori Conventuali della basilica dei Santi XII Apostoli accoglieranno gruppi e fedeli, animeranno con canti e saranno disponibili per le confessioni. «I francescani hanno sempre promosso nel tempo e nella storia la teologia del dogma dell’Immacolata e non hanno mai spento la devozione verso questa solennità – osserva padre Silvano Bianco, vicario parrocchiale ai Santi XII Apostoli –. Nel sentire del popolo c’era già una grande devozione all’Immacolata, ma ricordiamo che il dogma fu proclamato l’8 dicembre 1854 da Pio IX. Per l’occasione nel porticato davanti alla basilica è stata allestita una mostra di presepi, con presepi in movimento, una serie di pannelli e piccole realizzazioni, in collaborazione con il vicino Museo delle Cere».

Nella basilica dei Santi XII Apostoli si tiene, tra l’altro, la più antica novena all’Immacolata di Roma: dal 29 novembre al 7 dicembre è prevista alle 17.45 la recita del Rosario e il canto delle litanie; poi, alle 18.30, la Messa presieduta da un cardinale. Il primo sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi; quindi Fernando Vergez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato Città del Vaticano; il primo dicembre Leonardo Sandri, prefetto emerito del Dicastero per le Chiese Orientali. Ancora, il 2 Louis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli; il 3 Giuseppe Bertello, presidente emerito del Governatorato dello Stato Città del Vaticano; alle 20.30 è previsto un concerto mariano. Domenica 4 dicembre interverrà Mauro Gambetti, arciprete della basilica papale di San Pietro e vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano; il 5 Mauro Piacenza, penitenziere maggiore di Santa Romana Chiesa; il 6 Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi; il 7 Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. L’8, infine, presiederà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, alla presenza degli ambasciatori presso la Santa Sede.

30 novembre 2022

La solennità dell’Immacolata: l’omaggio del Papa

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Domenica 8 dicembre si celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. In occasione della ricorrenza, per tutto il giorno la cittadinanza romana porterà il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. Come tradizione, i primi saranno i Vigili del fuoco, in onore dei 220 colleghi che l’8 dicembre del 1857 inaugurarono il monumento: alle 7 saliranno fino in cima per deporre la propria ghirlanda di fiori sul braccio della Vergine. Parteciperà al tradizionale omaggio anche Papa Francesco, il cui arrivo a piazza di Spagna è previsto per le ore 16. Sarà accolto dal vicario generale di Sua Santità, il cardinale Baldassare Reina e dal sindaco Roberto Gualtieri; pregherà davanti al monumento dedicato alla Madonna e lascerà dei fiori alla sua base.

Prima del Santo Padre saranno numerosi i gruppi e le personalità che lasceranno serti floreali ai piedi della colonna alta 12 metri, progettata dall’architetto Luigi Poletti, sulla cui sommità svetta la statua mariana in bronzo realizzata dallo scultore Giuseppe Obici. Porteranno il proprio omaggio il Corpo della Gendarmeria Vaticana, con la banda musicale che eseguirà un inno a Maria; la parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte, il Sovrano Ordine di Malta, la Legio Mariae, il Circolo San Pietro, la Fondazione Don Gnocchi e tanti altri. Da non dimenticare il grande corteo dei lavoratori delle aziende romane più importanti, tra cui le comunali e le municipalizzate, l’ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede con i gruppi spagnoli, l’Unitalsi.

Fin dalle 5 e per tutta la giornata, i Frati Minori Conventuali della basilica dei Santi XII Apostoli saranno in piazza per accogliere i gruppi e i singoli fedeli, animando con canti e preghiera. «La giornata dell’8 dicembre è una grande occasione di evangelizzazione – spiega il parroco e rettore della basilica padre Francesco Celestino – perché si ha la possibilità di incontrare tanta gente. La partecipazione all’omaggio aumenta di anno in anno».

29 novembre 2024

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