27 Giugno 2026

La ripartizione dell’8xmille nella diocesi di Roma

Tempo di scadenze fiscali per i contribuenti: tempo, quindi, anche per la scelta della destinazione dell’8xmille Irpef, che può diventare un segno concreto nel territorio grazie alla firma per la Chiesa cattolica. Oltre 12.000 i progetti finanziati in Italia e nel mondo secondo i dati relativi ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica 2024 sulla base delle dichiarazioni 2021 da cui risultavano quasi 12 milioni di firme. Proprio ieri, domenica 3 maggio, la Chiesa italiana ha rilanciato la sensibilizzazione su questo tema nella Giornata nazionale dedicata, momento centrale della campagna di comunicazione sulle modalità di utilizzo dell’8xmille.

«Questa piccola firma, gratuita, ha una forza straordinaria: quella di generare del bene. Questo è l’8xmille alla Chiesa cattolica!», dichiara Lisa Manfré, incaricata diocesana del Sovvenire. «L’occasione per i contribuenti della nostra diocesi di conoscere come vengono impiegati i fondi 8xmille – prosegue – è il Meeting annuale del Sovvenire, gratuito e aperto a tutti, che si svolgerà sabato 30 maggio al Pontificio Seminario Romano Maggiore, nel quale parleremo anche dei progetti che la diocesi di Roma realizza grazie a questi fondi. In quella mattinata, insieme al cardinale vicario Baldo Reina, si svolgerà la premiazione del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”».

E nella Giornata nazionale, come ogni anno, la diocesi di Roma diffonde i dati della ripartizione dell’8xmille riferita all’anno precedente, con un articolo pubblicato sul settimanale diocesano Romasette. Nella relazione che accompagna il rendiconto, l’economo Roberto Liso evidenzia i due grandi ambiti della ripartizione, a partire da quello “per esigenze di culto e pastorale”, per il quale la somma erogata nel 2025 è stata di 4.350.514,05 euro. «Per l’esercizio del culto – scrive Liso – sono stati destinati alla formazione di operatori liturgici, alla costruzione di nuovi complessi parrocchiali e ad opere conservative e di restauro di parrocchie, chiese ed edifici di culto appartenenti alla diocesi. Per la cura delle anime sono stati destinati per la realizzazione di iniziative comunitarie, per l’andamento della Curia diocesana, per i mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale, per la formazione del clero – che si è concretizzata nell’assegnare borse di studio e contributi significativi ai Seminari diocesani -, per la formazione dei diaconi permanenti e per il servizio diocesano “Sovvenire”». Ancora, in questo primo grande ambito rientrano «gli scopi missionari» che si concretizzano nel sostegno ai sacerdoti in missione e al Centro missionario diocesano. Infine, «nella voce catechesi ed educazione cristiana sono ricomprese le somme erogate per varie iniziative di cultura religiosa, per gli oratori e per associazioni ed enti culturali».

La somma erogata nel 2025 dalla diocesi di Roma per interventi caritativi ammonta a 4.144.568,20 euro. «Il contributo – sottolinea Liso – è stato destinato a nuclei familiari bisognosi che hanno ricevuto un segno concreto di solidarietà tramite le comunità parrocchiali individuate dai vescovi ausiliari, alla realizzazione di progetti caritativi diocesani e al sostegno delle attività caritative promosse dalla Caritas diocesana, ad associazioni o enti ecclesiastici che operano nel campo dell’emarginazione nei suoi diversi aspetti, ad enti ecclesiastici e centri per il sostegno alla vita, a progetti di sviluppo dei missionari romani e al sostegno dei migranti e per assistenza al clero anziano e malato».

La ripartizione nella diocesi di Ostia
Insieme ai dati della ripartizione dei fondi dell’otto per mille per la diocesi di Roma, vengono diffusi oggi, come di consueto, anche quelli per la diocesi di Ostia, il cui amministratore apostolico è il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina. Nel 2025, viene spiegato in una nota, la somma erogata “per esigenze di culto e pastorale” è stata di 143.444,82 euro: il “contributo per la cura delle anime consistente nella realizzazione di attività pastorali diocesane” ammonta a 142.713,41 euro. Per interventi caritativi, spiega il ragioniere Roberto Liso, economo del Vicariato di Roma, sono stati erogati 136.506,03 euro, di cui 106.506,03 a progetti di carità diocesani e 30.000 per aiuti a singole persone bisognose.

4 maggio 2026

La ripartizione dell’8xmille nella diocesi di Ostia

Supera di poco i 275mila euro la quota parte dell’otto per mille Irpef relativa all’anno 2020 assegnata alla diocesi di Ostia dalla Conferenza episcopale italiana, compresi gli interessi maturati (erogata entro il mese di marzo). Come spiega don Francesco Galluzzo, direttore dell’Ufficio amministrativo della diocesi di Roma, nella relazione che illustra la distribuzione dei fondi per conto dell’amministratore apostolico della diocesi – il cardinale vicario di Roma, Angelo de Donatis – la somma erogata nel 2020 per “esigenze di culto e pastorale” è stata di 141.355,23 euro, «distribuita per la cura delle anime consistente nella realizzazione di attività pastorali diocesane». Per la finalità di interventi caritativi è stata destinata la somma di 134.503,74 euro. «Il contributo è stato destinato interamente alla realizzazione di progetti caritativi diocesani», con la distribuzione di aiuti a persone bisognose.

6 giugno 2021

La Rencontre mondiale des familles de Rome reportée en 2022

Comme annoncé dans le Bulletin de la Salle de presse du Saint Siège du 10 avril dernier, «au vu de l’actuelle situation sanitaire et de ses conséquences sur les déplacements et les rassemblements de jeunes et de familles, le Saint-Père et le Dicastère pour les Laïcs, la Famille et la Vie, ont décidé de reporter d’une année la prochaine Rencontre Mondiale des Familles, initialement prévue à Rome en juin 2021 elle aura lieu en juin 2022». La Journée mondiale de la Jeunesse est également reportée.

Les familles se rencontreront à Rome en juin 2022 au lieu de juin 2021. Le Cardinal Kevin Joseph Farrell, préfet du Dicastère pour les Laïcs, la Famille et la Vie explique les raisons de ce report dans une interview à Vatican News :
R – Ces deux rendez-vous sont deux sont deux événements internationaux, donc dans la situation où nous nous trouvons actuellement, il est très difficile de savoir ce que sera notre vie après cette pandémie. La Rencontre mondiale des familles était prévue pour le mois de juin de l’année prochaine, mais il fallait maintenant bien sûr faire avancer toutes les questions d’organisation et de logistique pour préparer cet événement. Cependant, nous ne savons pas encore quelle sera la situation économique, ni la situation des personnes et des familles l’année prochaine, et il n’est pas sûr que beaucoup de personnes viendront de l’étranger à Rome pour cet événement l’année prochaine.

C’est pourquoi le Saint-Père et nous, au Dicastère, après avoir consulté les personnes du Vicariat de Rome et nos contacts au Portugal, nous avons pensé que le mieux serait d’attendre un an avant de commencer ces événements internationaux. Il a donc été décidé que le rendez-vous avec les familles serait en 2022 à Rome et en 2023 pour les jeunes à Lisbonne. Il y a de l’inquiétude concernant le futur. Nous espérons que nous pourrons revenir à la normalité de notre vie quotidienne, mais ceci n’est pas réaliste à court terme. Je crois que beaucoup de gens pensent qu’il faudra au moins deux ou trois ans pour que nous revenions à la normale.

Ces réunions internationales offrent la possibilité à un nombre important de personnes de se déplacer et de voyager. Nous ne savons pas quelles seront les perspectives d’avenir : comment comptez-vous vous y prendre?

R. – Presque tous les diocèses du monde organisent des événements dans leur propre pays et il existe des rencontres pour les familles et les jeunes. Nous continuons à travailler pour aider tous les évêques à promouvoir la vie familiale et à travailler avec les jeunes dans les diocèses. Nous espérons que nous aurons toujours ces réunions internationales mondiales, mais comme je l’ai dit, il est irréaliste de penser que les gens pourront voyager dans les deux prochaines années. Notre travail n’est pas seulement d’organiser ces deux événements, il y a aussi le travail quotidien que nous devons faire pour continuer à promouvoir la vie familiale et aussi la vie chrétienne et la jeunesse.

Le confinement que nous connaissons dans tant de pays du monde entier nous invite à nous pencher sur l’essentiel et sur la centralité de la famille. Quelles leçons pouvons-nous tirer de cette situation?

R – Je crois que chaque jour, le Pape a donné un message à tous les peuples du monde : la famille est le lieu central de notre vie, elle nous apprend beaucoup. L’obligation que nous avons de vivre à cette époque de manière si unie dans la famille nous apprend beaucoup de choses, comme le fait de vivre sans égoïsme. Ce que nous vivons aujourd’hui est une opportunité que le Seigneur nous donne pour apprendre à laisser l’égoïsme de côté, à voir chaque personne comme un frère ou une sœur. Une chose que nous pouvons apprendre de nos jours est que la famille est aussi un lieu où nous pouvons apprendre à nous connaître ; il y a tellement de choses dans la vie de chacun d’entre nous chaque jour que nous ne voyons parfois pas les besoins des gens qui nous entourent, parce que nous sommes si préoccupés par nous-mêmes. C’est alors le moment d’apprendre à laisser l’égoïsme hors de nos vies et à se soucier de regarder les autres.

La reliquia di Carlo Acutis a Sant’Alberto Magno

Davanti alla reliquia del beato Carlo Acutis, fino al 30 giugno, sarà possibile meditare sulla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. È la proposta della parrocchia di Sant’Alberto Magno (via delle Vigne Nuove 653), che per l’occasione sarà aperta dalle 7.30 alle 19.30; inoltre nel salone parrocchiale è esposta la raccolta dei miracoli eucaristici realizzata dallo stesso Carlo. Come informa il parroco don Daniele Dal Prà, «fino alla fine del mese sarà possibile, per gruppi giovanili e non, provenienti anche da fuori diocesi, organizzare propri momenti di preghiera e catechesi sui miracoli eucaristici, prenotando in anticipo, il proprio arrivo presso la segreteria parrocchiale 06 87148949, al fine di riservare spazio e tempo loro necessario per l’incontro. I sacerdoti – prosegue – sono a disposizione per le confessioni e per i gruppi che lo desiderano per alcune riflessioni sulla vita e la realizzazione della mostra del beato».

5 giugno 2025

La reliquia del Preziosissimo Sangue per la prima volta a Roma

La reliquia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo lascerà la città di Mantova per la prima volta nella storia per giungere a Roma dove sarà accolta e venerata dal 17 al 25 novembre 2025 nel santuario di San Salvatore in Lauro, nel cuore della Città Eterna.

Custodita da secoli nella basilica di Sant’Andrea a Mantova, la reliquia contiene, secondo la tradizione, il sangue che Longino, il centurione che trafisse il costato di Gesù, raccolse ai piedi della Croce. Si tratta di un evento di eccezionale rilievo spirituale, poiché mai prima d’ora il Preziosissimo Sangue aveva lasciato la città lombarda dove è custodito da secoli. L’arrivo a Roma rappresenta un’occasione unica di preghiera, contemplazione e rinnovamento della fede, nel segno del mistero della Passione di Cristo.

La reliquia sarà accolta lunedì 17 novembre, alle ore 16.30, con una cerimonia solenne di accoglienza, seguita dal solenne pontificale presieduto da monsignor Edoardo Cerrato, vescovo emerito di Ivrea. Il 20 novembre, alle ore 18, sarà la volta di monsignor Andrea Ripa, segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, che presiederà la solenne celebrazione eucaristica.

Il 21 novembre, alle ore 16, è previsto il pellegrinaggio con il prezioso reliquiario verso la basilica di San Pietro e solenne pontificale, all’altare della Cattedra, presieduto da monsignor Flavio Pace, segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. In via eccezionale, sarà offerta alla venerazione dei fedeli la lancia del centurione Longino, conservata da secoli nella basilica vaticana.

Ancora, il 22 novembre, alle ore 18, celebrazione con il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore, mentre nei giorni 23 e 24 novembre sempre con monsignor Cerrato.

Il momento culminante sarà martedì 25 novembre, con il solenne pontificale conclusivo presieduto dal cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi. Sarà un’occasione di ringraziamento e di affidamento al Preziosissimo Sangue di Cristo per la Chiesa e per il mondo intero.

L’iniziativa, promossa dal santuario di San Salvatore in Lauro, vuole offrire ai fedeli un tempo di grazia e di contemplazione, in occasione dell’anno giubilare, e riaffermare il valore universale del Sacrificio di Cristo, segno di amore, di salvezza e di unità per tutti i credenti.

14 novembre 2025

La relazione sul cammino sinodale

Il verbo “ripartire” è quello che meglio racchiude e sintetizza quanto emerso dalle attività di ascolto svolte nella diocesi di Roma, su più fronti e a più livelli, a partire dallo scorso ottobre in occasione del cammino sinodale della Chiesa italiana. «Non è stato semplice discernere e mettere insieme quello che abbiamo ritenuto maggiormente significativo – spiegano dall’équipe sinodale diocesana, che proprio in virtù dell’esperienza di sinodalità vissuta nel proprio lavoro di redazione di un documento di sintesi vuole coerentemente presentare i risultati di questa prima parte di attività in modo corale –. Sicuramente anche questo lavoro risulterà ancora mancante eppure il risultato è già sentirci ad un punto di ri-partenza», perché «sentiamo che lo Spirito ci ha dato uno “scossone”, ci ha riaperto l’orecchio, rilevando la sete di tanti nell’essere veramente ascoltati».

L’ascolto vissuto nelle diverse realtà coinvolte – dalle scuole alle carceri, dagli ospedali alle comunità etniche – e nelle parrocchie romane, che nella quasi totalità hanno attivato processi di ascolto e per il 40% hanno già restituito i risultati di quanto vissuto, ha fatto emergere «il dato di una grande crisi di fede sia fuori che dentro la Chiesa – sono ancora le parole degli incaricati diocesani –, ma grida più forte il desiderio di abitare il cambiamento d’epoca da testimoni di Cristo risorto, per ripartire dalla perenne novità della Pasqua, non temendo di metterci in dialogo e in discussione, consapevoli che il “camminare insieme” è lo stile della Chiesa, ricordando che la Via, la Verità e la Vita è Cristo stesso». A seguire, c’è l’evidenza di un «desiderio di umiltà e di comunità – fanno sapere i membri dell’équipe – e, ancora, l’esperienza del cammino ha aiutato le comunità a spostare l’attenzione dall’ “io” al “noi” e agli “altri” attraverso incontri concreti, personali, autentici e paritari». Pur nella gioia generale della condivisione «si è notata anche qualche fatica – sono ancora le considerazioni degli incaricati diocesani –, come la difficoltà a coinvolgere chi solitamente non frequenta la Chiesa, specialmente i più giovani, e a superare la logica del gruppo per vivere invece un percorso comunitario».

La sintesi prodotta (e fatta pervenire alla Cei), lungi «dal fornire un mero dato sociologico esprime piuttosto cosa il popolo di Dio ci sta dicendo, dai desideri alle criticità, ed è il frutto di un processo spirituale – sono le parole dei referenti dell’équipe sinodale diocesana –, rappresenta il risultato di un’attività di concordia: mettere insieme davvero ciò che passa dal cuore delle persone, che è dove parla lo Spirito Santo». Una considerazione importante nasce infatti «dalla constatazione che chi si è messo in gioco e ha preso davvero parte a questo cammino condiviso della Chiesa si è riunito dapprima intorno alla Parola per favorire poi un confronto spirituale – spiegano –. Questa è una novità sicuramente da incentivare e da imparare a vivere come stile», dato che «quando la Chiesa ascolta se stessa, ascolta ciò che lo Spirito Santo vuole comunicare». Non a caso «qualcuno avverte la necessità di imparare l’arte del discernimento per comprendere se alcune delle cose emerse siano effettivamente frutto dello Spirito che parla o di ideologie dettate dallo spirito del mondo», fanno sapere ancora i membri dell’équipe.

Da un punto di vista metodologico, gli incaricati diocesani evidenziano infine di aver «cercato di fare emergere i nuclei tematici più ricorrenti, scegliendo quelli che più risuonavano nelle risposte e nei contributi forniti», privilegiando «il sentire comune e la voce diretta delle persone, riportando spesso i loro virgolettati, anche a costo di sacrificare la forma linguistica», perché la sintesi prodotta «non è un testo teologico né accademico ma la tessitura delle voci della gente e non solo dei pastori ma di tutti, senza più neanche la distinzione tra “ad intra” e “ad extra”».

Clicca qui per scaricare la relazione sinodale

30 maggio 2022

La raccolta straordinaria per una “bolletta sospesa”: la proposta in vista della Giornata mondiale dei poveri

Una raccolta straordinaria per il Fondo Famiglia della Caritas, da utilizzare per una “bolletta sospesa”. Ecco la proposta della diocesi di Roma in occasione della Giornata mondiale dei poveri, che si terrà il 13 novembre. Ad annunciarla è il cardinale vicario Angelo De Donatis, che nell’approssimarsi della Giornata scrive ai parroci, ai religiosi e alle religiose della diocesi, esortando tutti a compiere un gesto concreto verso chi ha più bisogno.

«Vi invito a promuovere nelle comunità una raccolta straordinaria di offerte da destinare al Fondo Famiglia della Caritas diocesana – scrive il porporato –, finalizzato proprio al sostegno delle persone e delle famiglie in maggiori difficoltà di fronte alla crescita esponenziale. La raccolta può essere frutto di una giornata di digiuno, raccolta straordinaria, un’offerta libera per “una bolletta sospesa” o altri segni di condivisione».

A Roma e non solo, infatti, prosegue il vicario del Papa per la diocesi di Roma, «per un numero sempre maggiore di persone e famiglie sta venendo meno la possibilità di pagare le rispettive bollette di consumo di energia elettrica e del gas. Il mio pensiero non può non andare alle famiglie fragili che si trovano in difficoltà su questo: anziani soli, bambini piccoli, malattie gravi e varie disabilità. Accanto a questa raccolta c’è pure l’esigenza – aggiunge – di far crescere la consapevolezza che occorre cambiare le nostre abitudini di consumo, nelle nostre case, nei posti di lavoro, negli ambienti che frequentiamo».

La Giornata «giunge quest’anno in un tempo segnato dalla sofferenza – riflette ancora – e da un mondo in apprensione per quanto sta accadendo nel martoriato territorio ucraino. Viviamo in un contesto segnato anche dalle numerose guerre regionali in atto da tempo, dalle conseguenze di oltre due anni di pandemia da Covid-19, dai gravi effetti economici e sociali della crisi energetica che sta colpendo molte regioni del mondo». Ma Papa Francesco, ricorda ancora il vicario, ci esorta nel Messaggio in preparazione alla Giornata «a tenere lo sguardo fisso su Gesù», a «rafforzare la speranza, attingendo alla Parola di Dio, rendendoci docili all’azione dello Spirito Santo».

Il testo integrale della lettera del cardinale

24 ottobre 2022

La raccolta straordinaria per gli Empori della solidarietà

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

La Caritas di Roma, insieme alle parrocchie della diocesi, prosegue la sua opera di sostegno e di accompagnamento delle persone e delle famiglie che si trovano in maggiori difficoltà. Facendo appello alla sensibilità e allo spirito di solidarietà della cittadinanza per rendere concreti gli aiuti, nella giornata di sabato 6 maggio 2023 si svolgerà una raccolta di alimenti e prodotti di prima necessità, presso i supermercati che si renderanno disponibili a sostenere l’iniziativa.

«L’incremento del numero di persone in stato di necessità, causato dalla guerra in Ucraina e in diverse regioni del mondo, nonché il fortissimo aumento del tasso di inflazione, ci fanno toccare con mano l’estrema delicatezza della fase attuale – dichiara il direttore della Caritas di Roma Giustino Trincia -. Nei vari centri della Caritas diocesana e nelle nostre comunità parrocchiali, tutto ciò si traduce in una forte richiesta di aiuto che proviene dalle famiglie, dalle molte persone sole e dalle persone senza dimora che pagano il prezzo più alto».

Da qui l’invito ad acquistare e donare i prodotti consigliati dai volontari nei numerosi punti vendita aderenti. Tutto ciò che verrà raccolto verrà redistribuito presso gli Empori della Solidarietà, chiamati a supportare i diversi tipi di richieste di aiuto provenienti dalla città.

Per informazioni: Coordinamento raccolte alimentari – Cittadella della Carità; Via Casilina Vecchia 19 – Roma; tel. 06.88815130 – 06.88815150; email: promozioneumana@caritasroma.it – volontariato@caritasroma.it

2 maggio 2023

La raccolta alimentare per gli Empori Caritas

Una raccolta alimentare a favore degli Empori della Solidarietà si svolgerà sabato 8 febbraio in più di 50 supermercati e centri commerciali di Roma. Oltre 600 volontari Caritas, presenti nei punti di raccolta, illustreranno l’iniziativa ai clienti distribuendo materiale informativo e sacchetti dove inserire le donazioni. I beni richiesti sono i generi alimentari di facile conservazione e stoccaggio (pasta, riso, olio, caffè, orzo e scatolame), prodotti per l’infanzia (pannolini, pappe e omogeneizzati) e prodotti per l’igiene.

I beni raccolti serviranno per rifornire i cinque Empori della Solidarietà promossi dalle parrocchie di Roma – “Cittadella della Carità – Santa Giacinta”, Spinaceto, Trionfale, Montesacro, Marconi – che sono veri e propri supermercati di medie dimensioni a cui possono accedere gratuitamente persone indigenti che si rivolgono alle parrocchie e ai servizi diocesani. Oltre 1.600 nuclei familiari hanno usufruito di questo aiuto nel corso del 2019.

27 gennaio 2020

La questione abitativa e l’urgenza di «un lavoro corale»

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Famiglie senza un tetto. Case popolari fatiscenti. Studenti che rinunciano agli studi perché non trovano una sistemazione. Occupazioni abusive. Quartieri periferici senza servizi. Un quadro, quello che riguarda la situazione abitativa di Roma, che sembrerebbe non avere una via d’uscita. Da dove occorre ripartire? Ci sono dei barlumi di speranza? Se ne è parlato, il 23 maggio, nel nuovo incontro “(Dis)uguglianze”, promosso dalla diocesi di Roma nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni del convegno passato alla storia come “I mali di Roma”. L’appuntamento si è tenuto proprio in una delle periferie della città: nella parrocchia di Santa di Santa Maria della Presentazione, a Bastogi, un complesso di case popolari nella zona nord-ovest della città.

I lavori dell’appuntamento dal titolo “Abitare a Roma…germogli di speranza” sono stati indirizzati proprio in tal senso, nel cercare di evidenziare non solo le ombre ma anche le molte luci presenti in città. Un’iniziativa che per questo motivo non vuole rimanere fine a sé stessa, ma aprirà «nuovi percorsi per iniziare a immaginare soluzioni concrete e creare sensibilità», ha detto il vicegerente della diocesi Baldo Reina. Il vescovo in apertura del convegno ha portato i saluti del Papa, anticipando come Francesco abbia inviato una lettera al Consiglio episcopale per rinnovare l’impegno sulla questione abitativa anche in vista del Giubileo. «È un tema complesso e per questo motivo serve un lavoro corale – ha aggiunto -. A Roma oggi si muore da soli o si muore senza casa.

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25 maggio 2024

La Quaresima nelle carceri, prospettive di speranza

Storie di incontri e di rinascita a partire dalla realtà del carcere. Questo il focus degli appuntamenti promossi da Caritas Roma e dall’Ufficio diocesano per la pastorale carceraria per la Quaresima 2024. L’obiettivo della proposta è quello di offrire una prospettiva di speranza a coloro che sono privati della propria libertà e avviare insieme uno stile di ascolto che permetta di fare esperienza di relazioni autentiche e di prossimità da parte della Chiesa, talvolta percepita soltanto come un’istituzione separata e lontana.

Si parte venerdì 23 febbraio, alle ore 17.30, con “Il potere dell’incontro”, dialogo tra Agnese Moro e la ex brigatista Adriana Faranda, che si terrà nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano, 4). Il secondo appuntamento, in programma giovedì 7 marzo, alle ore 17.30, dal titolo “La forza per rinascere” vedrà, invece, la testimonianza di Lorenzo Scaccia, autore del libro “Io ero il Milanese”. L’incontro si terrà nella Sala Mensa della Cittadella della Carità “Santa Giacinta” (via Casilina Vecchia, 19). Nella terza proposta, valida per tutto il periodo di Quaresima, le comunità parrocchiali sono invitate a partecipare alla raccolta di colombe e biancheria intima nuova (maschile e femminile), che saranno distribuite, attraverso l’Ufficio per la pastorale carceraria, nelle carceri romane per Pasqua.

«Viviamo un’epoca in cui ci sono molti pregiudizi sul mondo delle carceri – riflette il vescovo Benoni Ambarus – delegato diocesano per l’Ambito della diaconia della carità –, mentre spesso i detenuti sono solo i più dimenticati e soprattutto è difficile per loro il reinserimento nella società, una volta scontata la pena. Per questo sono da incoraggiare i percorsi di giustizia riparativa». Cosa si intende con giustizia riparativa? «È un approccio diverso verso il carcerato, verso la persona che ha commesso un reato. La si aiuta a rimettersi a fuoco, a riprendere in mano la propria vita compiendo anche gesti riparatori dei propri mali. Questi incontri servono a dire che c’è un modo diverso di affrontare le questioni». Per maggiori informazioni e per concordare un appuntamento per la consegna delle donazioni nelle carceri, è possibile contattare il numero 06.69886413 o scrivere via mail all’indirizzo pastoralecarceraria@diocesidiroma.it.

14 febbraio 2024

La Quaresima nella diocesi di Roma: la lettera del cardinale De Donatis

Un «tempo favorevole da vivere già come preparazione al Giubileo del 2025». Un «tempo di conversione e di libertà che ci aiuti a rimettere ordine nella nostra vita». «Un tempo di lotta e in cui fermarci». «Un tempo di discernimento comunitario». Definisce così la Quaresima il cardinale vicario Angelo De Donatis, che in occasione di questo periodo che precede la Pasqua scrive ai presbiteri e ai diaconi della diocesi di Roma. «Anche noi vescovi, presbiteri e diaconi, siamo chiamati a vivere in pienezza questo tempo in cui Dio, attraverso il deserto ci guida alla libertà», si legge nella lettera.

Annuncia poi una serie di iniziative e appuntamenti, a cominciare dalla tradizionale liturgia penitenziale del giovedì dopo le Ceneri, quindi il 15 febbraio alle 9.45 nella basilica di San Giovanni in Laterano, riservata al clero. «In occasione della liturgia penitenziale – anticipa il cardinale vicario – sarà donato a ciascuno il libretto con la proposta per la sostituzione della seconda lettura dell’Ufficio delle Letture nel tempo di Quaresima con alcuni testi sulla preghiera».

Per la Quaresima sono inoltre disponibili cinque schedeche possono essere scaricate qui – che possano aiutare per un itinerario di una Scuola di preghiera in parrocchia, da «adattare e ampliare liberamente», ricordando l’invito del Papa all’Angelus del 21 gennaio scorso: «Vi chiedo di intensificare la preghiera per prepararci a vivere bene questo evento di grazia che sarà il Giubileo e sperimentarvi la forza della speranza di Dio. L’Anno della preghiera sarà un anno dedicato a riscoprire il grande valore e l’assoluto bisogno della preghiera nella vita personale, nella vita della Chiesa e del mondo».

Tornano poi, anche in questo 2024, i “quaresimali” con Franco Nembrini: «Ogni mercoledì di Quaresima – fa sapere il cardinale De Donatis –, come negli anni scorsi, avremo la gioia di ascoltare nella basilica di San Giovanni il professor Nembrini. Quest’anno ci proporrà un cammino spirituale a partire dal libro “Le avventure di Pinocchio”. Sono cinque incontri tenuti il mercoledì dalle 19 alle 20.30 circa, dal 21 febbraio al 20 marzo». Sempre nella cattedrale di Roma, lunedì 25 marzo alle 19, è invece in programma «una meditazione di don Fabio Rosini su “Le Ultime Sette Parole di Gesù in Croce”, accompagnata dall’esecuzione di brani musicali di Franz Joseph Haydn da parte dell’orchestra Santa Cecilia».

Non è vera Quaresima senza solidarietà: per questo periodo, l’invito del cardinale vicario è di fare un gesto di «prossimità e carità verso i nostri fratelli e sorelle detenuti», partecipando alla raccolta di colombe e di biancheria intima nuova, sia maschile che femminile, promossa dall’Ufficio diocesano per la pastorale carceraria. Il materiale raccolto potrà essere poi consegnato all’Ufficio prendendo appuntamento contattando il numero 06/69886413 o all’indirizzo mail pastoralecarceraria@diocesidiroma.it.

Il cardinale si rivolge anche alle religiose, ai rappresentanti di gruppi, associazioni e movimenti, ai membri delle confraternite. A tutti loro ricorda, come già annunciato all’inizio dell’anno, che in questo tempo particolare di Quaresima tutte le Comunità sono invitate dal Capitolo Lateranense a vivere un pellegrinaggio alla Basilica Lateranense in occasione dei 1.700 anni dalla sua dedicazione. «Si tratta di un interessante itinerario di visita, di riflessione e di preghiera che, partendo dal Battistero Lateranense, ripercorre le tappe dell’iniziazione cristiana per comprendere e vivere il legame che unisce il popolo di Dio che è in Roma alla propria Chiesa madre». Chi vive il pellegrinaggio a San Giovanni potrà ottenere l’indulgenza plenaria che la Penitenzieria Apostolica ha concesso per questa ricorrenza, alle solite condizioni. Informazioni: email basilica@laterano.va – tel. 06.6988.6493.

La lettera del cardinale vicario

8 febbraio 2024

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