28 Giugno 2026

La Giornata diocesana per le persone private della libertà personale

In occasione della III domenica di Quaresima, il prossimo 8 marzo, la diocesi di Roma celebrerà la Giornata Diocesana per le persone private della libertà personale. L’iniziativa è stata presentata in una lettera inviata il 2 marzo dal cardinale vicario Baldassare Reina ai parroci della diocesi, con l’invito a vivere un tempo di conversione e solidarietà verso il mondo del carcere.

Nel testo, il vicario richiama il senso profondo della Quaresima e l’urgenza di uno sguardo nuovo su una realtà spesso dimenticata: «Spesso considerata un “mondo lontano”, la detenzione isola non solo le persone recluse e le loro famiglie, ma la speranza stessa».

Un’affermazione che apre alla prospettiva evangelica indicata nelle righe successive: «La Quaresima ci invita a incontrare Cristo proprio in chi vive la privazione della libertà».
La giornata dell’8 marzo sarà vissuta nelle comunità parrocchiali attraverso gesti concreti di preghiera e carità.

Sul piano spirituale, viene suggerito di inserire nella preghiera dei fedeli un’intenzione specifica per detenuti, familiari, operatori penitenziari e volontari, e di promuovere una Via Crucis con testi dedicati all’esperienza della detenzione.

Accanto alla dimensione spirituale, il cardinale Reina propone anche iniziative concrete di solidarietà. Dal 16 al 27 marzo le parrocchie potranno organizzare raccolte di colombe pasquali e di biancheria intima, coordinandosi con i cappellani per rispondere alle necessità effettive dei detenuti. Il materiale raccolto «verrà distribuito nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua come segno della luce della Risurrezione che raggiunge anche le carceri».

La Giornata Diocesana non sarà un evento isolato. Nei mesi successivi alla Pasqua, infatti, sono previste diverse iniziative di sensibilizzazione e formazione. Tra queste: la partecipazione alla Santa Messa e la visita al “Pastificio Futuro” presso l’Istituto penale minorile Casal del Marmo (primo appuntamento il 20 marzo alle ore 16); degli incontri per il superamento dei pregiudizi e il reinserimento sociale; un percorso di formazione per volontari lungo tutto il 2026; la partecipazione all’Eucaristia presso la Casa circondariale Rebibbia nuovo complesso a partire da giugno 2026.

Leggi la lettera del cardinale vicario

3 marzo 2026

La giornata diocesana di preghiera e digiuno per l’Afghanistan

Al centro padre Giovanni Scalese

Una giornata diocesana di digiuno, preghiera e solidarietà per il popolo afghano: questa l’iniziativa che la diocesi di Roma propone per mercoledì 15 settembre 2021, memoria di Maria Addolorata. Alle ore 21, nella comunità parrocchiale dei Santi Fabiano e Venanzio, si svolgerà un momento di preghiera che sarà presieduto dall’arcivescovo monsignor Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma; porterà la sua testimonianza padre Giovanni Scalese, barnabita, superiore della Missio sui iuris in Afghanistan, che a lungo è stato missionario nel Paese asiatico e che è rientrato in Italia in seguito alla presa di potere da parte dei talebani. Racconterà dei suoi giorni a Kabul anche suor Shahnaz Bhatti, 45 anni, della congregazione di Santa Giovanna Antida, è in Italia da poco più di due settimane.

La celebrazione verrà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd; www.telepace.it) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

La diocesi accoglie così l’appello lanciato nei giorni scorsi da Papa Francesco. È proprio il presule a sottolinearlo, nella lettera inviata oggi alla comunità diocesana. «È sotto gli occhi di tutti noi – scrive monsignor Palmieri – il dramma del popolo afghano. La loro storia travagliata, l’abbandono a sé stessi, e la mancanza di prospettiva futura ci fa temere per questi fratelli e sorelle. Come avete potuto vedere dai mass media, sono arrivate moltissime famiglie che necessitano di tutto e chiedono accoglienza».

«Invito tutti voi – è l’accorato appello – ad unirci come Popolo di Dio. Lo faremo pregando anzitutto per i nostri fratelli afghani, chiedendo l’intercessione di Maria, in particolare per le donne, e trasformando il digiuno in contributo di carità per l’accoglienza delle famiglie di profughi».

Quindi un auspicio di solidarietà concreta, devolvendo alla Caritas diocesana il frutto del digiuno e delle offerte raccolte. «Allo stesso tempo, sarebbe un bel segno evangelico – è l’auspicio del vicegerente – se nascesse anche la disponibilità ad accogliere una persona o una famiglia presso la parrocchia, l’istituto religioso o direttamente in famiglia. La loro speranza viene sostenuta se faranno esperienza della nostra solidarietà».

Leggi il testo integrale della lettera

Leggi la testimonianza di suor Shahnaz Bhatti

14 settembre 2021

La Giornata diocesana di Avvenire: la lettera del cardinale De Donatis

«La felice coincidenza che quest’anno vede nella stessa data – domenica 14 novembre – la Giornata diocesana di Avvenire e la Giornata mondiale dei poveri ci invita a riflettere sul ruolo importante che il quotidiano dei cattolici ha avuto e continua ad avere nel mantenere alta l’attenzione sulle realtà di povertà in Italia e nel mondo e sull’impegno che la comunità ecclesiale e tante forze vive della società civile esprimono per poter migliorare la qualità della vita e per farsi presenza amica di uomini e donne in difficoltà nei più diversi ambienti». Così il cardinale vicario Angelo De Donatis introduce la Giornata diocesana di Avvenire, invitando a sostenere il quotidiano della Cei e i media diocesani.

«Lungo il percorso sinodale – si legge ancora nella lettera preparata dal vicario per l’occasione – l’invito è a lasciarsi accompagnare da Avvenire, che ha aiutato a rendere visibile in questo tempo di pandemia proprio quella “Chiesa della vicinanza” auspicata dal Papa. In questo itinerario ci sosterrà anche Roma Sette. In sinergia con gli altri mezzi di comunicazione diocesani, il nostro settimanale racconta la vita della comunità ecclesiale unendo lo sguardo partecipe ai problemi della città e ormai da molti anni esce ogni domenica come “dorso” di Avvenire, confermando una partnership editoriale che rappresenta un prezioso servizio del quotidiano a tante Chiese locali e ai terriotri in cui operano».

Il testo integrale della lettera del cardinale

10 novembre 2021

La Giornata diocesana di Avvenire

Ricorre il prossimo 12 novembre la Giornata diocesana di Avvenire e per l’occasione il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive a tutti i sacerdoti della diocesi invitandoli a promuovere «l’informazione di qualità» portata avanti dal quotidiano della Cei e dai media diocesani, Roma Sette e Romasette.it

«Sappiamo che la buona informazione è già nelle nostre comunità grazie ad Avvenire – scrive il vicario del Papa per la diocesi di Roma –, tra i giornali italiani più diffusi. Un’informazione di qualità, che sa appunto “parlare col cuore” e che aiuta i lettori a discernere l’oggi nell’ottica del Vangelo. Ne sono prova, solo per citare alcuni esempi, il grande spazio dedicato proprio all’impegno per «un linguaggio di pace» di fronte alle orribili guerre in corso; l’attenzione all’economia civile; la valorizzazione della Bellezza».

Poi sottolinea «la partnership editoriale che da quasi cinquant’anni la Diocesi di Roma mantiene con Avvenire: ogni domenica infatti troviamo al suo interno il nostro settimanale Roma Sette, attento alla vita della Chiesa locale in tutte le sue articolazioni – proprio a cominciare dalle parrocchie – così come, da un lato alle fatiche della gente, ai problemi e alla ricchezza di energie del territorio in cui viviamo, dall’altro alla proposta della dimensione culturale. Sicuramente è possibile fare di più, anche in vista del cinquantennale del settimanale (novembre 2024) e nell’orizzonte del Giubileo del 2025». Il cardinale annuncia, inoltre, una novità: «nel corso del prossimo anno, sarà avviato un rilancio di Roma Sette, con l’aumento della foliazione, così da rafforzare l’attenzione a tutte le forze vive della comunità ecclesiale, senza stancarsi di illuminare le “periferie” di cui conosciamo bene le fatiche».

Di qui l’invito a rinnovare la promozione del quotidiano e del settimanale in vista del 12 ottobre, ricordando anche l’attenzione di Papa Francesco per il mondo della comunicazione. Nel suo messaggio per la 57esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, infatti, il Pontefice, come ricorda il cardinale De Donatis, «ha invitato soprattutto gli operatori dell’informazione a “parlare con il cuore”, a “comunicare cordialmente” e a “disarmare gli animi promuovendo un linguaggio di pace”, indicando come esempio la testimonianza di San Francesco di Sales. Un appello particolarmente importante in un contesto in cui a volte, come ha scritto il Santo Padre, la disinformazione “falsifica e strumentalizza la verità”, e ciò accade anche nei contesti di guerre e conflitti. Comprendiamo quindi – prosegue il porporato – come sia essenziale il nostro attento discernimento rispetto ai mezzi di comunicazione che utilizziamo e che proponiamo alle nostre comunità nella nostra responsabilità di pastori, in un tempo in cui le informazioni arrivano già direttamente sugli smartphone e i giovani si informano soprattutto sui social».

Il testo integrale della lettera del cardinale

3 novembre 2023

La Giornata diocesana delle famiglie

Si inserisce nell’attuale cammino sinodale della Chiesa di Roma – ma «vorremmo che diventasse un appuntamento annuale» – la Giornata diocesana delle famiglie, promossa dall’Ufficio per la pastorale familiare del Vicariato e in programma per domenica 7 maggio al Santuario del Divino Amore. A presentare l’iniziativa, che ha per titolo “Famiglia vs Chiesa e viceversa”, è il vescovo Dario Gervasi, delegato per la pastorale familiare, che spiega come la Giornata «guarda al secondo cantiere di lavoro per il Sinodo, quello relativo alla dimensione domestica della Chiesa», con l’auspicio di «renderla sempre più un ambiente familiare nelle relazioni».

Il presule pone all’attenzione l’interrogativo sul ruolo delle famiglie rispetto alla vita delle parrocchie e «sul modo in cui la arricchiscono», e sottolinea poi l’invito a partecipare aperto «a tutte le famiglie della diocesi, soprattutto quelle impegnate nella pastorale familiare e quelle facenti parti di cammini, movimenti e associazioni ma anche le coppie in cammino verso il matrimonio e quelle da poco sposate». Anche don Dario Criscuoli, direttore dell’Ufficio diocesano, ribadisce che la proposta di una giornata di festa per le famiglie della diocesi ha l’obiettivo di «accompagnarle a sentirsi parte di una famiglia più grande che è la Chiesa», alla quale «la realtà della famiglia, quella reale e concreta, che vive anche il tempo della prova e della fatica, della precarietà e della instabilità, sta a cuore». Per Criscuoli è poi importante che, «affinché la Chiesa sia davvero una “famiglia di famiglie”, le famiglie siano adulte e mature» nella fede, per questo la proposta della Giornata diocesana dedicata vuole essere anche «un contributo alla maturazione e alla crescita» perché «ogni famiglia, così come ogni uomo, è chiamata a vivere la vita seguendo la propria vocazione in un’ottica pasquale» secondo la quale «ad ogni “morte” fa seguito una risurrezione».

Il programma della Giornata – a cui viene chiesta la preiscrizione per favorire la migliore organizzazione – prevede l’accoglienza al Santuario del Divino Amore dalle 8.45 e la celebrazione della Messa, presieduta dal vescovo Gervasi, alle 9.30; a seguire, per le coppie c’è la proposta di una tavola rotonda, che vedrà l’intervento, tra gli altri, di don Andrea Ciucci, coordinatore della Pontificia Accademia per la vita, mentre per i bambini e i ragazzi verranno proposti giochi e attività. Strutturate e divise per fasce di età anche le attività del pomeriggio, dopo il pranzo al sacco.

L’invito a partecipare perché «è importante e bello fare rete tra famiglie, soprattutto in una città come Roma dove spesso ci si sente isolati», arriva anche da Livio e Valentina, genitori adottivi di tre figli e in attesa di un quarto bambino che nascerà in autunno nonché membri dell’équipe diocesana. Impegnati nella parrocchia di San Cleto, a San Basilio, e sposati da 20 anni, porteranno la loro testimonianza fatta di «un passo dopo l’altro vissuto alla luce della sapienza della Chiesa e di Gesù Cristo».

di Michela Altoviti

3 maggio 2023

La Giornata diocesana del gioco e dello sport

Sport, musica e condivisione nella seconda edizione della Giornata diocesana del gioco e dello sport, organizzata da due Uffici della diocesi di Roma, quello per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport e quello per la pastorale giovanile, con la collaborazione di tante realtà associative impegnate con i ragazzi: dal Csi all’Us Acli, dall’Azione cattolica al Cor. Tutti uniti per passare una giornata indimenticabile di musica e sport insieme a oltre 35 Federazioni sportive.

Il 22 aprile, nell’ambito del Villaggio per la terra, l’appuntamento – a ingresso libero e gratuito – è dalle 9 alle 19 nella grande area del Galoppatoio di Villa Borghese, per provare a praticare diversi sport arrampicata sportiva, badminton, basket, canottaggio, pallavolo, judo, tennis… Spazio anche alla musica, poiché a partire dalle 16 saliranno sul palco i “Korban” e i “C.A.P. 148” due band musicali composte da ragazzi e ragazze provenienti da diverse parrocchie romane. Presentatori dell’evento saranno Matteo Maio e Tommaso Arpino, dell’équipe diocesana di pastorale giovanile. «È un esempio di Chiesa in uscita, un modo per abitare uno spazio caro ai giovani», osserva il direttore dell’Ufficio per la pastorale giovanile don Alfredo Tedesco.

Il Csi e l’Us Acli allestiranno un’area di gioco per i bambini, giovani e per le famiglie della diocesi di Roma, dove tutti i partecipanti potranno cimentarsi in un circuito costituito dal gioco della dama e degli scacchi giganti, dal lancio del vortex, dal dodgeball, dal tiro con l’arco, dal ping-pong, dal basket, dallo shuttlecock, dal tiro al bersaglio con le freccette e dal gioco del calcio.

«Essere presenti a Villa Borghese – osserva don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport – nell’ambito delle attività per la Giornata della terra è per noi importante, sia perché si tratta di una preziosa occasione di interazione tra le diverse realtà sportive e oratoriali della diocesi, sia perché è un modo di conoscere e farsi conoscere da famiglie e ragazzi che diversamente sarebbe più difficile intercettare. I temi dell’ambiente sono poi molto cari alla nostra Chiesa e in particolare a Papa Francesco che, oltre ad aver pubblicato nel 2015 la Laudato si’, l’enciclica sociale sulla cura della casa comune, ha partecipato proprio a questa manifestazione nel 2016. Per cui siamo felici di poter dare il nostro contributo il 22 aprile con la Giornata diocesana del gioco e dello sport».

17 aprile 2023

La Giornata Diocesana dei Medici al Santissimo Nome di Maria

Un incontro per riflettere sul ruolo del medico al servizio della vita. È questa la proposta dell’Ufficio per la pastorale della salute della diocesi di Roma con un incontro intitolato “Curare e servire la vita nello stile di san Giuseppe Moscati” previsto per il 12 aprile, dalle 9.30 alle 12, presso la chiesa rettoria del Santissimo Nome di Maria. L’occasione è la Giornata Diocesana dei Medici e l’appuntamento è ispirato al medico canonizzato nel 1987 da Papa Giovanni Paolo II, richiamandone la vocazione come servizio alla persona dal punto di vista professionale e cristiano della cura.

Alle 9.30, i professionisti della sanità sono chiamati a partecipare a un momento di riflessione e confronto, a cui seguirà, alle 11, la Santa Messa e la benedizione dei medici.

Per tutte le informazioni, contattare l’indirizzo e-mail: segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it, oppure chiamare il numero 06/69886227 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e martedì e mercoledì dalle 14 alle 17.30.

2 aprile 2026

La Giornata diocesana degli infermieri al Policlinico Umberto I

Foto Gennari

“Le mani che curano, il cuore che ama” il tema della Giornata diocesana degli infermieri, che si terrà giovedì 13 novembre, indetta dall’Ufficio per la pastorale della salute del Vicariato di Roma. Momento di riflessione e spiritualità nella cappella “Giovanni Paolo II” del policlinico Umberto I per onorare gli infermieri come “Testimoni della misericordia di Dio”, nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria di santa Agostina Pietrantoni, patrona degli Infermieri d’Italia. Angelo Pochini, caposala al San Camillo Forlanini, definisce la sua professione «uno stile di vita».

Nonostante le sfide attuali, come «modelli di lavoro vecchi che non riconoscono la piena autonomia professionale», sottolinea «il potenziale umano enorme. Il Covid ci ha insegnato che la vera forza del nostro lavoro è l’umanità». L’infermiere, spiega, è l’unica figura a cui è affidata la «presa in carico totale del paziente». Pochini evangelizza in corsia attraverso «piccoli, semplici gesti nel quotidiano», promuove la celebrazione delle Messe nei periodi forti dell’anno e momenti di preghiera come la Via Crucis.

La coordinatrice infermieristica del setting domiciliare dell’unità cure palliative del Policlinico Gemelli, Isabella Ferruzzi, si sofferma sull’importanza dell’approccio territoriale. «La nostra è una missione – afferma, evidenziando che a domicilio – l’infermiere entra in casa gestendo situazioni spesso complesse non solo del paziente ma anche della famiglia. È una presa in carico a 360° gradi». L’aspetto umano è quindi preponderante. «Non è solo una professione di assistenza tecnica. L’empatia, il tempo di relazione e il tempo di cura sono fondamentali – aggiunge -. Di fronte al dolore, l’evangelizzazione è difficile. A volte anche le domande che ci fanno sono complicate, ma un supporto spirituale è importantissimo».

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La Giornata diocesana contro la tratta di persone

Foto di Cristian Gennari

«Io ero una ragazza per bene, andavo a scuola con la divisa. Ho fatto anche la maturità. Poi sono dovuta scappare per dei problemi personali. Quando ho scoperto che l’amica che mi ha aiutato a scappare dalla Nigeria mi aveva venduto, ho pianto per una settimana. Poi non ero più io. Ero come svuotata. Facevo quello che mi chiedevano di fare e basta. In Libia la madame mi diceva che se guadagnavo tanto mi liberava. E così sono arrivata in Italia. Ma anche qui qualcuno mi aspettava per sfruttarmi. Quando esci la sera per andare sulla strada non sai mai se tornerai a casa: ti può accadere di tutto. Gli uomini ti fanno delle cose orribili. Poi mi ha preso la polizia e così ho potuto incontrare la mia nuova madre in Italia. Mi ha dato fiducia e oggi sono una donna perbene».

La toccante testimonianza di Blessing (il nome è di fantasia) è stata scelta dal Coordinamento diocesano antitratta per la Giornata diocesana contro la tratta di persone, che ricorre ogni anno il 14 maggio. Le parole di questa giovane nigeriana potranno essere lette durante le celebrazioni, o ancora stampate e distribuita tra i fedeli che partecipano alla Messa, sia sabato che domenica.

I suggerimenti arrivano dal vescovo Benoni Ambarus, delegato per la carità e i migranti. «Purtroppo anche nella nostra città molte persone vengono sfruttate nella prostituzione e nei lavori più umili, perdendo la propria libertà – riflette –. Alcune di loro le possiamo vedere seminude sulle nostre strade, altre sono chiuse nelle case, nascoste ai nostri occhi. Sono vittime di un sistema criminale che toglie loro la libertà e la dignità. Uscire da questa schiavitù, perché di questo si tratta, è possibile, ma non senza un aiuto». Su questo fronte sono impegnate la diocesi e tante realtà e associazioni, ma è importante che ci sia una sensibilità diffusa sul tema della tratta. «È fondamentale – prosegue infatti il vescovo Ambarus – che questa richiesta di aiuto trovi ascolto e terreno fertile in una comunità attenta e sensibile, capace di uno sguardo di misericordia e non di giudizio, capace di gesti di solidarietà».

Dalla sensibilizzazione può nascere poi anche la voglia di conoscere meglio il fenomeno e dare in concreto una mano alle vittime; in tal caso si potrà contattare il Coordinamento diocesano antitratta, disponibile per incontri nelle parrocchie: segreteria.mcm@diocesidiroma.it.

13 maggio 2022

La Giornata diocesana contro la tratta

Verrà celebrata venerdì 14 maggio la Giornata diocesana contro la tratta; “La dignità NON tratta” è il tema scelto per accompagnare i diversi eventi in programma. In particolare la mattina, a partire dalle 10, si terrà un incontro on line (sulla piattaforma Zoom) per le scuole romane, su “Si tratta di uguaglianza e dignità”. A dare il benvenuto ai partecipanti sarà l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma; quindi Francesca Romana Cocchi, dell’Associazione Slaves No More, illustrerà il fenomeno della tratta. Seguirà la proiezione del video “Io sono Joy”, tratto dal libro di Mariapia Bonanate con la prefazione di Papa Francesco, che racconta la vera storia di una giovane arrivata dalla Nigeria in Italia con la promessa di un futuro migliore e finita poi a lavorare sulle strade di Castel Volturno. Infine spazio alle testimonianze di una ex vittima di tratta e di alcuni volontari delle unità di strada.

Nel pomeriggio l’appuntamento è invece alle 16.30 a Santa Maria in Ara Coeli. Dapprima, sulla scalinata davanti alla chiesa, è previsto un momento di riflessione sulla Giornata con gli interventi dell’arcivescovo Palmieri; del vescovo ausiliare Benoni Ambarus, delegato diocesano per la Carità; del prefetto di Roma Matteo Piantedosi. Si proseguirà poi con un momento di preghiera all’interno della basilica di Santa Maria in Ara Coeli, dove potranno però entrare al massimo 200 persone, nel rispetto della normativa per il contenimento della pandemia di Covid-19. A fianco dell’altare centrale sarà posto un dipinto raffigurante santa Giuseppina Bakhita; l’attrice Claudia Conte leggerà alcuni brani dal libro “Io sono Joy”; verranno simbolicamente spezzate le catene e accese candele, mentre verrà letta una preghiera a santa Bakhita; tutto accompagnato dai canti di alcuni membri della Comunità di Sant’Egidio. L’artista Giovanni de Gara eseguirà un’istallazione artistica nell’ambito del progetto “Eldorato”, utilizzando le coperte termiche con cui viene dato un primo conforto ai migranti soccorsi in mare. Le coperte dorate, simbolo della salvezza di tanti uomini donne e bambini che giungono stremati sulle nostre spiagge dopo un viaggio infernale, ricopriranno il portone di ingresso della basilica di Santa Maria in Ara Coeli. Per partecipare all’evento del pomeriggio è necessario inviare l’iscrizione a direzione@caritasroma.it.

La Giornata è promossa dal Coordinamento pastorale diocesano contro la tratta, nato due anni fa, di cui fanno parte numerose realtà ecclesiali: Caritas diocesana, Usmi, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione Slaves No More, Fondazione Arché, oltre alle quattro unità di strada che svolgono il loro servizio in diversi luoghi della città. Su iniziativa del Coordinamento, a gennaio 2021 è partito un percorso di formazione aperto a tutti, per approfondire il fenomeno della tratta e della rete cittadina di contrasto.

«Vogliamo ridare slancio all’impegno ecclesiale – sottolinea monsignor Palmieri –, farlo diventare più capillare, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori, ma le parrocchie, gli operatori pastorali, le associazioni e i movimenti». Perché «deve essere sempre più chiaro – aggiunge con forza – che dietro alla prostituzione di minori, donne e trans c’è una moderna forma di schiavitù e un vero crimine contro l’umanità. E i clienti devono essere sempre più consapevoli che non stanno chiedendo “prestazioni” a una donna compiacente, ma che la prostituzione, per usare le parole di Papa Francesco, è “torturare una donna”».

«Questa Giornata vuole essere un momento di presa di coscienza – riflette suor Rita Giaretta, delle suore orsoline del Sacro Cuore di Maria – con il quale la diocesi di Roma si propone di parlare ai giovani, con l’evento della mattina, e a tutta la città, con l’evento del pomeriggio. Vogliamo fare informazione su questo dramma, che ci deve far vergognare, essere un pugno nello stomaco per ciascuno di noi, e accogliere davvero l’invito di Papa Francesco a essere sempre più Chiesa in uscita». Suor Rita Giaretta è da anni impegnata contro la tratta: ha operato per oltre venticinque anni a Caserta, dove ha fondato Casa Rut. A Roma, invece, è di quale mese fa la nascita della Casa del Magnificat, presso la parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata. «È un luogo di gioia e di speranza, dove le ragazze si aiutano nel loro cammino di rinascita – prosegue suor Rita –. Per ogni realtà devono essere sempre percorsi di resurrezione».

7 maggio 2021

La Giornata di spiritualità per gli operatori di pastorale sanitaria

È in programma per domenica 20 marzo la Giornata di spiritualità per gli operatori della pastorale della salute dal tema “Non stancatevi di fare il bene”.

Pensata per cappellani, religiose, medici, infermieri, operatori socio sanitari, volontari e ministri straordinari della comunione, prenderà il via alle ore 9 nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore e sarà guidata dal vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la pastorale sanitaria. Previste le lodi mattutine, una meditazione, un momento di preghiera personale e comunitario. Alle ore 11.30 ci sarà la condivisione seguita, alle 12.15, dalla celebrazione della Messa.

Per partecipare è richiesta la prenotazione entro le ore 13 di venerdì 18 marzo presso il Centro per la pastorale sanitaria: 06.69886227/86414; segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it.

15 marzo 2022

La Giornata di preghiera per la pace promossa dalla diocesi di Roma

San Benedetto al Gazometro

“Annunciamo il Vangelo della Pace”. Questo è il tema scelto per la Giornata di preghiera promossa dalla diocesi di Roma, in programma il prossimo 11 luglio. Per l’occasione verrà celebrata una Santa Messa nella parrocchia di San Benedetto al Gazometro (via del Gazometro, 23) alle ore 18.30, nella memoria liturgica di san Benedetto da Norcia, patrono d’Europa, che sarà presieduta dal vicegerente della diocesi, il vescovo Baldo Reina.

«Di fronte al bagno di sangue che inonda l’Europa orientale e non solo – osserva monsignor Reina – la Chiesa che è in Roma non si rassegna e desidera esprimere nella preghiera il Vangelo della Pace. Intendiamo farci interpreti dell’impegno del Santo Padre per scongiurare una catastrofe mondiale. Per questo pregheremo per le vittime e per i carnefici».

Alla celebrazione parteciperà anche monsignor Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del Creato della diocesi di Roma. «La Pace non è un’utopia – riflette monsignor Pesce, che ricopre anche la carica di cappellano della Camera dei Deputati – e non può essere intesa come semplice strategia. È piuttosto una vocazione per ogni uomo e donna del nostro tempo. Anche perché la posta in gioco è alta: senza pace non c’è futuro per nessuno».

Una cosa è certa: come ha dichiarato Papa Francesco, in una missiva al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, «è venuto il tempo di affermare che non le guerre sono giuste ma che solo la Pace è giusta».

6 luglio 2023

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